Opera: il VCR si comanda via telefonino

Una nuova piattaforma, attraverso le versioni embedded del browser di Opera, consentirà agli utenti di programmare VCR e altri dispositivi compatibili. Ci prova anche NTT


Oslo (Norvegia) – Sfruttando gli standard del Web, Opera Software conta di spingere sul mercato una piattaforma economica che, sfruttando le versioni embedded del proprio browser, permetta di comandare un videoregistratore digitale direttamente da un telefono cellulare o da un PDA.

La tecnologia, chiamata mobileIPG (mobile Interactive Programming Guide), permetterà di programmare la registrazione di programmi TV attraverso un dispositivo compatibile connesso ad Internet, fra cui, oltre ai VCR digitali, decoder satellitari e Personal Video Recorder (PVR). La società norvegese ha spiegato che i produttori possono rendere i propri dispositivi compatibili con la piattaforma mobileIPG con pochissimo sforzo e, soprattutto, con investimenti esigui.

Il software di Opera Software è cross platform e può girare dalla set-top box basate su Linux agli smartphone basati su Symbian OS. Gli utenti di questi browser saranno in grado, con i dispositivi che supporteranno tale funzionalità, di sfogliare da un dispositivo mobile la guida dei programmi TV in modo simile a quanto si fa per le pagine Web.

“mobileIPG significa piena libertà di vedere quello che si vuole quando lo si vuole. Sono necessari solo pochi secondi per guardare i programmi sul proprio telefono compatibile ed un solo clic per attivare il proprio videoregistratore”, ha affermato Christen Krogh, vice president engineering di Opera Software.

La mamma di Opera ha già stretto una partnership con due aziende tedesche, DiscVision e TVinfo Internet: la prima, in particolare, ha sviluppato il progetto di riferimento per la costruzione di set-top box in grado di supportare mobileIPG.

La piattaforma di Opera Software si basa sulle tecnologie standard HTML, CSS2, DOM e JavaScript, una caratteristica che, secondo l’azienda, contribuisce a semplificare il software e mantenere bassi i costi.

Il controllo remoto degli elettrodomestici è una funzionalità che sta incontrando l’interesse di un numero crescente di operatori e produttori. Proprio negli scorsi giorni, ad esempio, il colosso giapponese NTT DoCoMo ha lanciato un controller hardware che consente di comandare, attraverso un telefonino FOMA, una vasta gamma di dispositivi: dai videoregistratori ai condizionatori d’aria. Grazie alla piccola cam integrata sul controller, gli utenti della rete cellulare 3G di NTT saranno altresì in grado di ricevere video in tempo reale e monitorare le proprie abitazioni.

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  • avvelenato scrive:
    Re: semiOT: RFID x liberi professionisti
    ti ringrazio per le spiegazioni, come ringrazio tutti gli altri.E' evidente che i "pochi centesimi" di cui parlano quando accennano al prezzo/etichetta si riferisce ad un futuro ancora lontano.Magari il piccolo professionista, in futuro, potrà utilizzare gli RDIF preesistenti sui prodotti per la gestione personale del proprio inventario, ma se deve anche comprare le etichette allora non conviene.
  • Marlenus scrive:
    Re: semiOT: RFID x liberi professionisti
    - Scritto da: avvelenato
    vorrei sapere da uno più esperto di
    me: la tecnologia RFID, in ambito non
    commerciale (privato o piccola azienda), ad
    uso inventario, è fattibile? pratica?
    quanto costerebbe?

    link benvenutiSe non hai problemi con l'inglese, c'è una bella analisi dell'impatto del RFID scritta da Jonathan Byrnes per Harvard Business Review ("Who will profit from auto-id?"), ma è centrata sull'ambito commerciale. Segui questo link:http://hbswk.hbs.edu/item.jhtml?id=3651&t=dispatchRiassunto delle conclusioni: se non hai una movimentazione dell'ordine dei miliardi di euro, ci rimetti. Se poi ragioni in ambito non commerciale (archivio documenti? inventario degli arredi?) è solo una questione di prezzo dei tag. L'ordine di grandezza è intorno all'euro (o qualche euro) a seconda del tipo, ma si continua a dire che scenderà fino a "pochi centesimi".Fatto l'investimento iniziale per lettore e scrittore (e aver scritto il sw necessario, che a mio parere ancora non esiste), il tempo risparmiato potrebbe essere notevole. Se vale la candela non so. Io do grande importanza al mio tempo, ma certo non è un investimento che si ripaga nei primi anni. Diverso potrebbe essere il discorso per un azienda medio-grande.
  • Anonimo scrive:
    Re: semiOT: RFID x liberi professionisti
    Il prezzo dei tag varia in funzione della capacita' di memoria, del package in cui e' contenuto e soprattuto della quantita' di tag acquistati.Comunque le aziende che li producono e vendono ragionano partendo da decine di migliaia per arrivare piu' comunemente a centinaia di migliaia e milioni di tag...
  • Anonimo scrive:
    Re: semiOT: RFID x liberi professionisti
    Non si puo' fare, e' economicamente svantaggiosa
  • avvelenato scrive:
    semiOT: RFID x liberi professionisti
    vorrei sapere da uno più esperto di me: la tecnologia RFID, in ambito non commerciale (privato o piccola azienda), ad uso inventario, è fattibile? pratica? quanto costerebbe?link benvenuti
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