Opera mette il Turbo alla navigazione

Navigare come in banda larga quando la banda larga non è. La software house scandinava gioca la carta delle prestazioni assolute, in bilico tra problemi di privacy e risultati per il momento non proprio esaltanti sotto l'aspetto grafico

Roma – Pare proprio che Opera sia intenzionata a rinnovare i fasti del fu Google Web Accelerator , integrando nel browser “alternativo” che ha trascinato IE davanti alle autorità europee una funzionalità per velocizzare il caricamento delle pagine web in locale , un vero e proprio “Turbo-mode” da impiegare prima di tutto quando non si ha a disposizione una connessione veloce sia essa (A)DSL, fibra o cavo.

Opera Turbo, spiega Roberto Mateu sul blog aziendale, è “una tecnologia di ottimizzazione e compressione dei dati lato-server che offre miglioramenti significativi nella velocità di navigazione su connessioni con banda limitata comprimendo il traffico di rete”. Grazie a tale compressione, continua Mateu, non solo si va più veloci nel web-surfing ma si risparmia anche sui costi in caso di un piano tariffario a consumo .

Attualmente implementato come codice di test assieme alla beta del prossimo Opera 10 , il Turbo-mode del browser norvegese funziona con ogni tipo di connessione, ma come Mateu suggerisce e gli utenti confermano dà il meglio di se solo quando la banda è tutto fuorché larga , connessioni Wi-Fi pubbliche condivise con altri utenti, reti UMTS/GPRS e via di questo passo.

Alla base di Opera Turbo c’è la tecnologia “Opera Web Optimization Proxy”, che in sostanza si comporta come un vero e proprio proxy remoto processando le pagine da visualizzare nel browser attraverso i server della società europea. Il rendering del sito web rimane intatto ma i contenuti vengono compressi prima dell’invio al client con risultati, dal punto di vista visivo, che possono essere anche molto vistosi con la comparsa di artefatti nelle immagini.

Anticipando le inevitabili discussioni su quanto un proxy proprietario possa influenzare la privacy della navigazione, poi, Mateu dice che il traffico compresso su protocollo SSL non viene rediretto attraverso Opera Turbo , e in ogni caso le statistiche generate dal servizio saranno utili solo come un aggregato di dati indistinti, da cui possono essere estrapolate informazioni sul servizio stesso ma non sul singolo utente e sul suo percorso di navigazione in rete.

In ultima istanza, Mateu conferma che il turbo mode fa parte integrante dei piani futuri di Opera , e dopo una prima fase di test esso verrà integrato nella versione desktop del browser; il feedback raccolto in questo periodo servirà a stabilire “come e quando spingerci in avanti con Opera Turbo”.

Alfonso Maruccia

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