P2P cifrato, AllPeers e Firefox in un colpo solo

Una piccola ma importante novità per la comunità di utenti del celebre software

Roma – C’è una nuova versione di AllPeers in città, la 0.6, una release per il software peer-to-peer recentemente transitato all’open source e che propone scambi file protetti da cifratura tra gruppi di amici.

Il “plus” della nuova release sta nella semplicità: il download facilita la vita perché unisce il browser Firefox ad AllPeers, add on del browserone open, agevolando allo stesso tempo la creazione dei network di amici con i quali intrattenersi in attività di file sharing.

Più semplice l’installazione e la configurazione mentre vengono rese disponibili anche nuove opportunità, come quella di importare direttamente i contatti dai più noti sistemi di posta elettronica, in locale o su web. Tra le chicche anche una funzione per caricare file cifrati su server specifici dai quali i propri contatti AllPeers possono poi scaricarli in qualsiasi momento.

Altre info sulla nuova release sono pubblicate da Zeropaid .

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  • Novaspes scrive:
    Error! (again)
    Altro errore! Il nome esatto del post doc che avete menzionato è Rupert Ursin (non Robert), mentre Robert Prevedel è uno dei ragazzi che sta lavorando qui con noi.-Matteo Nespoli-
    • Wakko Warner scrive:
      Re: Error! (again)
      HmmmmQuindi, se ho capito bene, con la vostra tecnologia riuscite a trasmettere dell'informazione senza passare attraverso le onde radio e in modo non intercettabile.Pensi che arriverà mai sul mercato del comune mortale? Intendo... si... tutto molto interessante... ma se per poter usare questa tecnologia servono macchinari costosissimi e ingombranti... bé... l'utilità pratica ne risente parecchio. Immagini che ci saranno modi per rendere questa trasmissione "alla portata di tutti"?Hai affermato che non è possibile superare la velocità della luce, ok, ma se questa tecnologia non usa le onde radio... è comunque vincolata dalla velocità della luce?Cos'è che fa comportare in modo uguale i due fotoni? Cos'è che li "lega" assieme? Sarai d'accordo che l'informazione da un fotone all'altro in qualche modo deve passare... ecco... dove "passa" quest'informazione se non nello spazio normale?Grazie.
    • Novaspes scrive:
      Re: Error! (again)
      Purtroppo c'è una gran confusione circa quello di cui si sta parlando qui. Non si tratta di nuovi metodi di comunicazione che non sfruttino onde radio, ne di metodi di teletrasporto alla star trek e nemmeno di comunicazioni superluminali (impossibili con la fisica attuale, anche quella più avanzata). Quello che stiamo testando è la possibilità di trasmettere su distanze sempre maggiori (al limite globali o spaziali, nel senso satellite-terra) fotoni in stato entangled. La spiegazione di questo effetto squisitamente qunatistico è molto complessa e richiede qualche base di fisica e di matematica. Ancora una volta, consiglio di cercare i termini che ho già citato su Wikipedia o, in alternativa, di contattarmi in skype (novaspes). L'utilità dell'entanglement è enorme sia per un nuovo sistema di crittografia, sia per un computer quantistico, in grado di eseguire algoritmi in maniera estremamente più efficente di un computer classico. E' per questo importante capire se sia possibile utilizzarlo su grandi distanze o se sia limitato ad un utilizzo locale.Btw, tra i due fotoni non passa alcuna "informazione" e perciò non è possibile utilizzare questo effetto per comunicazioni più veloci della luce.Ciao ciao-Matteo Nespoli------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 giugno 2007 01.54----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 giugno 2007 01.55-----------------------------------------------------------
  • Matteo Nespoli scrive:
    Error
    By the way, non è affatto vero che si possa superare la velocità della luce nelle trasmissioni (leggetevi un pochino di Einstein prima di postare), anzi esite un apposito teorema (no signaling) che lo vieta!Per chi fosse interessato consiglio di cercare "entanglement" e "quantum information" su Wikipedia (versione inglese!)Ciao ciao-Matteo Nespoli-
  • Matteo Nespoli scrive:
    I'm out there!
    Ciao a tutti, potrete non credermi ma io sono uno dei ricercatori di cui si parla sopra. Lavoro con il gruppo del prof. Zeilinger dell'università di Vienna. In questo esatto momento stiamo portando avanti la campagna di misure 2007 tra Tenerife e La Palma.Per i più scettici, mi trovate nella pagina internet del Institut fur Quanten Optik und QuantumInformation (IQOQI) di Vienna (iqoqi.at)Ciao a tutti e grazie per l'attenzione dedicataci!!!-Matteo Nespoli-
  • cri scrive:
    La realtà non esiste più
    Infatti, una macchina teorica composta da un ricevitore e da un trasmettitore, entrambi contenenti uno di due fotoni accoppiati (entangled), una in grado di scrivere due stati fondamentali 1 e 0 sul fotone (in realtà un qubit può avere più di due stati fondamentali) e l'altra di leggere la variazione istantanea del secondo fotone, sarebbe in grado di instaurare una comunicazione immediata a qualunque distanza vengano portate. Di qui a passare al telefono subspaziale nascono degli ostacoli tecnici per ora insormontabili.linko ad una notizia on topic che ho trovato interessante:http://www.sferoidale.com/2007/05/la-realt-non-esiste-pi.html
  • Diego Billi scrive:
    Entanglement
    Il fenomeno di chiama Entanglement e Albert Einstein era molto scettico al riguardo (come su tutta la fisica quantistica). Mi risulta che questa stranezza quantistica sia stata studiata e confermata dal punto di vista teorico almeno 20 anni fa, ma che solo di recente si sia riusciti a riprodurla in laboratorio.Poiche' il cambiamento di stato delle due particelle correlate e' istantaneo indipendentemente dalla distanza che le separa, e visto che la velocita' e' espressa come distanza/tempo, ne consegue che la velocita' di trasmissione dell'informazione (non stiamo parlando di materia o onde elettromagnetiche) e' superiore a quella della luce. Questo dal punto di vista teorico. In verita' uno dei problemi e' analizzare il cambiamento di stato del fotone senza alterarlo.http://en.wikipedia.org/wiki/Quantum_entanglementStar Trek e simili rimangono ancora soltanto fantascienza.
  • jackoverfull scrive:
    Non è come quello di Star Trek
    Nell'articolo si dice "Si tratta dello stesso tipo di idea alla base di certe tecnologie di Star Trek", mi permetto di dissentire: in star trek la materia non viene distrutta e ricreata, viene proprio trasmessa (via subspazio). La trasmissione della materia venne scelta per la serie senza alcun dubbio per non creare problemi etici: se ci pensate ogni volta che una persona venisse teletrasportata con l'eventuale futuro risultato di questo studio in pratica verrebbe "clonata" e l'originale dovrebbe venire ucciso, cosa che di per sé creerebbe problemi etici in parecchia gente, senza considerare il caso estremo in cui un malfunzionamento dell'apparecchio non distruggesse l'originale
  • fri scrive:
    Non è questo il teletrasporto
    1. Questa non è la tecnica del teletrasporto ma delle trasmissioni fotoniche che sono il primo passo alle tramissioni subspaziali, che utilizzando altre forme di energia, permettono di superare abbondantemente la velocità luce (già oggi superata)2. Il teletrasporto si basa sulla scomposizione materia/energia a livello subatomico. Qui il vero problema sono il protone (+) e il neutrone (0) che vengono scomposti in sottolivelli sub-quantici di energia, quindi ingabbiati in un campo magnetico-gravitazione sufficientemente denso e polarizzato (-) nel caso del protone. Quasi tutti gli elettroni "seguiranno" il nucleo di appartenenza (seppur scomposto). I "rimanenti" danno un'altro problema: la ionizzazione (-) della sorgente e quella della destinazione (+) che deve essere reintegrata graduatamente, onde evitare la "fulminazione" dell'oggetto teletrasportato.Un buon teletrasporto deve garantire un minimo del 95% di elettroni "a seguire".
    • ugosweb scrive:
      Re: Non è questo il teletrasporto
      non capisco cosa stai dicendo e da dove hai tirato fuori queste cose.Il teletrasporto quantistico si basa su un noto fenomeno della meccanica quantistica detto Entanglement ampiamente conosciuto dai fisici e che Einstein ha addirittura tentato di confutare nel noto articolo Einstenin-Podolsky-Rosemberg. Non ha niente a che vedere con ciò che hai detto.Ugo Chiricohttp://www.ugosweb.com
    • Novaspes scrive:
      Re: Non è questo il teletrasporto
      Ok, questo cumulo di sciocchezze non merita risposte, ma è necessario sottolineare la totale mancanza di senso di quello che hai scritto. Scusa la franchezza, ma dovresti evitare di scrivere su qualcosa di cui, evidentemente, non sai nulla. Crei solo confusione alla gente che legge il tuo post e che, probabilmente, si è connessa a questo portale per avere informazioni attendibili!-Matteo Nespoli------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 giugno 2007 04.51-----------------------------------------------------------
  • Doggy scrive:
    Che cazzata...
    Come da oggetto....a chi frega di trasportare un fotone ??sai ho le tasche piene di fotoni da teletrasportare.... madai !!!
  • M@®©0 scrive:
    a che velocità?
    mi chiedevo, se è un modo di trasportare anche _solo_ informazioni, a che velocità si trasmettono? ovvero, quanti "telebit" al secondo? che limiti ci sono?
    • FoTTone scrive:
      Re: a che velocità?
      Su Ebay c'è un'asta di fotoni da competizione: i più veloci vanno a 5 Tera A.L./Sec, ma devi allenarli sennò si imbolsiscono.
    • marco.b scrive:
      Re: a che velocità?
      non so dell'esperimento in questione, ma fino ad ora le velocità di trasmissione delle chiavi di crittografia (quantistica) erano quantificabili nell'ordine del Kbit...
    • anonimo01 scrive:
      Re: a che velocità?
      la velocità(max) è sempre e solo una: c http://www.google.com/search?q=c
    • Quinto Carnera scrive:
      Re: a che velocità?
      Non c'è stato un movimento materiale, ma una sparizione e riapparizione quindi: velocità del pensiero.A che ci serve un sistema di comunicazione che vada alla velocità della luce? Ci sono già gli specchietti degli indiani!
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: a che velocità?
      contenuto non disponibile
    • prss scrive:
      Re: a che velocità?
      Ma quando mai, non c'è nessuna velocità del pensiero. I dati viaggiano e come.. E sono i dati che descrivono il terzo fotone in cui si fa riferimento nell'articolo
  • Non_autenticato scrive:
    Che succede...
    ... Se rimando bloccato dentro il computer? Mi danno l'abitino psichedelico e il frisbee? E posso avere la moto che fa le curve a 90°?
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