P2P e caramelle per i dipendenti

Il software di scambio spopola nelle aziende canadesi dove un numero enorme di impiegati lavora mentre scarica e condivide. Non piace alle aziende, non piace alle major ma per gli altri il P2P è un bonbon
Il software di scambio spopola nelle aziende canadesi dove un numero enorme di impiegati lavora mentre scarica e condivide. Non piace alle aziende, non piace alle major ma per gli altri il P2P è un bonbon


Roma – C’è almeno una copia di Kazaa o di altri software di peering nel 77 per cento dei computer delle aziende canadesi. La percentuale, che non stupisce nessuno, la sventola ora sotto il naso dei discografici la società di rilevazione AssetMetrix, specializzata nel capire cosa c’è nei network delle imprese dalle foglie d’acero.

Con buona pace delle politiche aziendali, ovviamente repressive, sulle violazioni al copyright, sulla perdita di tempo sul posto di lavoro e sull’abuso di risorse, sui network di tutte le grandi imprese del paese si trova almeno un client P2P.

Lo studio di AssetMetrix è stato effettuato su un campione di 560 realtà aziendali, da quelle di piccole dimensioni (anche 10 dipendenti) a quelle che di dipendenti ne hanno a migliaia. E sono numeri destinati a preoccupare ancora di più, se ce ne fosse bisogno, i manager delle aziende del paese. Anche in Canada, come in molti altri paesi, i discografici hanno già avvertito le imprese dei rischi legali che corrono se sui propri network vengono fatti circolare illegalmente contenuti protetti da diritto d’autore.

Ma, a quanto pare, la caccia a chi condivide e scarica musica sul posto di lavoro deve ancora dare i frutti che spera l’industria. Una situazione che potrebbe sembrare paradossale agli smanettoni ed esperti di network security, vista la relativa semplicità con cui possono essere controllati i flussi di dati in una rete dai contorni definiti, ma che invece impatta pesantemente sul paese, visto che spesso e volentieri nelle grandi corporation vigono strumentazioni e policy diverse nelle diverse sedi e attività.

Il vero punto, però, ascoltando la reazione dei manager, non è il rischio legale, che pure viene avvertito, quanto invece il fatto che chi usa il P2P in azienda viene visto come un vampiro succhiasangue , dove il sangue sono le risorse a disposizione dell’impresa, dal computer alla banda disponibile.

La soluzione è sempre quella: minacciare i dipendenti sperando che la smettano. Oppure assumere degli ottimi amministratori di rete, uniformare le pratiche aziendali, standardizzare le infrastrutture informative e rispettare la legge.

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16 07 2003
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