P2P, Grokster ora è portavoce delle major

La home page dell'azienda, colpita duramente dalla Corte Suprema americana, ora avverte i navigatori: chi scarica è monitorato, l'IP è sotto controllo. Parole da major
La home page dell'azienda, colpita duramente dalla Corte Suprema americana, ora avverte i navigatori: chi scarica è monitorato, l'IP è sotto controllo. Parole da major


Roma – Avvicinare gli utenti che sfruttano i sistemi di scambio peer-to-peer per dar loro l’idea che ogni mossa venga monitorata, ogni scambio controllato e che una denuncia possa partire in qualsiasi momento: questo il senso della “nuova” home page di Grokster, celebre servizio di settore ridotto al silenzio da un lungo procedimento voluto dalle major e conclusosi dinanzi alla Corte Suprema .

Su quella pagina ora viene indicato all’utente che vi si rechi l’IP del proprio computer, quel numero che identifica in modo univoco il PC che ha accesso alla rete, una indicazione accompagnata da una frase esplicita: “Il tuo IP è….. ed è stato registrato. Non credere di non poter essere individuato. Non sei anonimo”.

Si tratta evidentemente di una ovvietà: con l’eccezione di chi fa uso di sofisticati sistemi di anonimizzazione , infatti, l’IP di chi utilizza pressoché qualsiasi servizio di rete è facilmente reperibile, tanto più che viene spesso conservato anche per lunghi periodi, un fatto che ne consente un rapido reperimento in caso di inchiesta. Il ribadirlo su quella home page, però, assume i contorni di una sorta di ultimatum contro chi utilizza il P2P in modo illegale, vale a dire decine di milioni di utenti in tutto il Mondo.

Oltre a quella frase appare anche un testo che la contestualizza:

“La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato all’unanimità che utilizzare questo servizio per scambiare materiale protetto da diritto d’autore è illegale.
Copiare film protetti o musica utilizzando servizi peer-to-peer non autorizzati è illegale ed è un’azione perseguita dai detentori dei diritti d’autore.
Ci sono servizi legali per scaricare musica e film.
Questo servizio non è uno di quelli”.

Una frase che non deve stupire: si tratta infatti del diretto risultato delle sanzioni imposte a Grokster dopo che la Corte Suprema ha stabilito una responsabilità diretta delle società produttrici di software P2P sulle azioni compiute dai propri utenti. E’ allo stesso tempo anche la dichiarazione ufficiale di chiusura del servizio, già defunto da tempo , tanto più che è condita da due link che portano a siti legati alle major della musica e del cinema in cui si spiega cosa è il diritto d’autore e in che modo, secondo l’industria, il P2P danneggia il settore e gli artisti.

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09 01 2006
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