P2P per l'energia elettrica

Alcuni ricercatori lavorano su un metodo di distribuzione elettrica basato sul concetto del peer-to-peer: reti di generatori ecologici per comunità locali. L'ispirazione arriva da BitTorrent, la soluzione è un neonetwork


Londra – Lo spettro di una severa crisi energetica si affaccia sempre più pesantemente e la comunità scientifica britannica ha scelto il concetto della distribuzione P2P per esorcizzarla. Una equipe di ricercatori dell’ Università di Southampton , diretta da Tom Markvart, è al lavoro su un nuovo sistema per la riduzione dei consumi energetici, già battezzato il “peer-to-peer” della distribuzione elettrica.

Pensato per piccole comunità e quartieri residenziali, il progetto prevede l’installazione di microgeneratori d’energia elettrica in ciascun edificio. I generatori utilizzeranno fonti rinnovabili come energia solare ed eolica per la produzione di elettricità ed acqua calda: i condomini sfrutteranno unicamente l’energia necessaria, mentre quella in eccesso verrà ridistribuita equamente a tutta la “comunità energetica”.

Markvart intende realizzare una rete a controllo informatico per armonizzare la produzione e la fornitura di energia elettrica secondo la ripartizione distribuita dell’elettricità: lo scienziato, intervistato da BBC , sostiene che verranno utilizzati software concettualmente simili al noto BitTorrent per massimizzare la produzione e limitare al minimo gli sprechi.

“Avevamo l’intenzione di creare un sistema innovativo ed al passo coi tempi”, dichiara Markvart, “ed i risultati delle nostre ricerche ci consentono già di ridurre i consumi e rispondere alla crescente richiesta energetica”. La tecnologia a microgriglie energetiche consentirà di garantire elevati risparmi durante tutto il ciclo distributivo dell’elettricità: “L’attuale processo di distribuzione non è efficiente”, sottolinea Markvart.

Il matrimonio tra informatica e ripartizione energetica permetterà di tenere sotto controllo qualsiasi spreco, riconvertendolo velocemente attraverso appositi dispositivi. L’intera microgriglia di distribuzione sarà fornita di impianti per il recupero del calore in eccesso, che verrà reimmesso in “condivisione”. Infatti il tradizionale flusso distributivo dell’elettricità è unidirezionale : “La differenza tra il sistema tradizionale ed il sistema a microgriglie”, conclude Markvart, “è identica a quella tra il sistema telefonico di un tempo e le reti di comunicazione moderne”.

Markvart promette che la diffusione di questa tecnologia potrà ridurre le emissioni di gas nocivi fino al 30%: per rendersene conto basterebbe accostare l’immagine di migliaia di generatori solari a quella di un’unica colossale fornace alimentata a carbone. Tuttavia questo entusiasmante progetto ha incontrato resistenze da parte dell’industria energetica , nonostante l’impegno del governo britannico per la ricerca di fonti d’energia alternative.

Tommaso Lombardi

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