P2P? Un rischio pornopedofilo

Il messaggio sarà al centro di una campagna di sensibilizzazione che presto verrà lanciata dalla Federazione contro la pirateria musicale
Il messaggio sarà al centro di una campagna di sensibilizzazione che presto verrà lanciata dalla Federazione contro la pirateria musicale


Milano – Non è certo una novità che l’industria aggredisca il P2P anche sotto il fronte del pedoporno: in Italia la Federazione contro la pirateria musicale – FPM ha appena annunciato un impegno per informare le famiglie proprio su quanto si può trovare sul P2P.

La campagna della FPM, un’organizzazione sostenuta dalle etichette musicali associate nella FIMI e dalle major della IFPI , sarà in particolare rivolta alle famiglie.

L’idea di fondo, infatti, è che i genitori debbano essere informati che gli strumenti Internet che vengono utilizzati in maniera massiccia spesso dalle fasce più giovani della popolazione, il peer-to-peer in particolare, può portare i propri figli a contatto con materiale pedopornografico.

Secondo FPM, dunque, non è soltanto importante far comprendere l’illegalità dell’uso degli strumenti di scambio per la condivisione di file protetti da diritto d’autore, ma sensibilizzare ad un approccio più consapevole dell’uso della rete.

L’iniziativa prende spunto dai recenti casi di cronaca relativi alle indagini dei cybercop italiani contro la pornografia pedofila online, casi che riguardano in queste settimane centinaia di persone e che in molti casi vengono ricondotti al peer-to-peer, una piattaforma di scambio di materiali che si ritiene ampiamente utilizzata dai ring della pedopornografia. Come noto, i Carabinieri ad Asti proprio in questi giorni hanno compiuto un’operazione che, partita proprio dalla condivisione su piattaforme come WinMX o eMule, ha portato all’apertura di indagini su 912 persone.

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18 07 2004
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