PA su Tv digitale? Un Televideo allargato

Gli stanziamenti per i ricevitori digitali, quelli per trovare fornitori e piattaforme, il gruppo di lavoro sui servizi: non si bada a spese pur di arrivare a fornire informazioni ai telecomandi d'Italia


Roma – Sarà il telecomando intelligente di un evoluto ricevitore della televisione digitale terrestre il tramite con il quale i cittadini italiani accederanno ai servizi della pubblica amministrazione, somministrati in gran copia attraverso il nuovo canale di interazione e trasmissione.

Ad affermarlo con sicurezza è il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, che in questi giorni ha insediato il Gruppo di lavoro per le applicazioni nell’e-government , un panel di eminenze grigie coordinate dal professor Pierluigi Rifoldi, che dovrà stabilire cosa, come e quando. In particolare il Gruppo dovrà determinare la strutturazione delle gare d’appalto per i fornitori di settore e il genere di informazioni e di servizi che potranno essere sfruttati nel nuovo canale digitale. Il Gruppo non è indipendente ma opera nell’ambito del CNIPA , il Centro nazionale per l’informatica nella Pubblica amministrazione, naturalmente parte in causa in tutta l’operazione di restyling dei servizi e dei rapporti con il cittadino teledipendente.

“Intendiamo utilizzare anche il televisore – ha spiegato Stanca – ampiamente diffuso nelle famiglie, per consentire di accedere ai servizi di e-government anche a quanti non dispongono ancora di un PC connesso ad internet”.

Va detto, naturalmente, che per ricevere e interagire sul digitale terrestre serviranno ricevitori dedicati , apparecchi il cui costo può anche superare le diverse centinaia di euro soprattutto se devono fornire modalità di interazione avanzata, con tutti i problemi annessi e connessi che vanno emergendo. Anche per questo in Finanziaria, come si ricorderà, è stato previsto un forte stanziamento di supporto all’acquisto e alla diffusione di questo genere di apparecchio, superiore persino ai fondi per la banda larga.

Per arrivare a sparare segnali nei ricevitori digitali e a ricevere il feedback degli italiani, però, molto rimane ancora da fare. Per questo, ha spiegato Stanca, sono stati stanziati 10 milioni di euro destinati a un progetto di interazione tra le diverse amministrazioni e i fornitori di servizi ai cittadini “in modo da poterli erogare in modalità multimediale anche attraverso la Tv digitale”.

Va detto che, realisticamente e considerando i costi dei decoder evoluti nonché dei progetti che servirebbero per arrivare ad una vera interazione, per il momento il giochino dell’e-government televisivo si concentrerà sull’informazione. Per dirla col Ministero si tratta di “estendere notevolmente le capacità dell’attuale Televideo integrandolo con innumerevoli informazioni e servizi pubblici”. Prima informazione, poi rivoluzione.

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  • Umberto vender scrive:
    Prova (mail)
    Buongiorno,in un proXXXXX ho fornito mail come prove. La contro parte afferma che sono "false".Non le ho più in archivio, come faccio a dimostrare che siano vere ?
  • elena.corba n scrive:
    facebook
    volio un email valido
  • passilongo cristian scrive:
    informazioni
    volevo sapere se potete rispondermi quanto tempo occorre per ricevere in romania una lettera dall'italia
  • Anonimo scrive:
    caso pratico
    ho instaurato un giudizio per riconoscimento del lavoro subordinato depositando circa 200 e-mail provenienti dalla ditta con ordini su orari, modalità, svolgimento della prestazione, ferie, etc.. dovrei avere la sentenza nel giro di 6 mesi. Vi farò sapere.Un avvocato interessato alla faccenda.
  • Anonimo scrive:
    Precisazioni
    Sono l'autore del ricorso per D.I. in questione.Ho letto i vostri post e vorrei fare chiarezza su un punto: il ricorso è stato fatto in una maniera tale che non può non esser stato letto (volutamente lungo, volutamente sottolineata la natura esclusivamente informatica dei docc. prodotti: io volevo avere un precedente, anche se negativo, ma comunque "puro", cioè analizzato dal giudice).Per quel che riguarda la forma e l'attendibilità del doc. informatico "firmato" con firma elettronica leggera:Allora, la legge prevede, per questo tipo di "firma" (secondo me, l'unico errore della legge è chiamarla firma, il che non è) il valore di forma scritta, ma, quanto ad efficacia probatoria, la prudente valutazione del giudice.Il procedimento ingiuntivo, per la sua natura, richiede soltanto di basarsi su una scrittura privata o altri atti scritti (per farla breve): non richiede una prova, ma solo un "fumus" di attendibilità, dato, appunto, da un foglio firmato da qualcuno.Ora, se quel foglio di carta appare firmato "Pinco Pallo", il giudice emetterà un decreto contro lo stesso Pinco Pallo, SENZA CHIEDERSI (badate bene!) se sia vera o no la firma.E questo perchè il decreto ingiuntivo non è per niente una condanna: chi lo riceve e lo reputa infondato, può fare opposizione ed inizia una causa normale (e se vincerà otterrà il rimborso delle spese legali, come le altre cause). Serve soprattutto contro chi non vuole pagare senza ragione, in quanto se non viene opposto entro un determinato termine (normalmente 40 giorni), allora sì che diventa come una sentenza.Ora, se è vero che una mail può esser agevolmente falsificata (o meglio, inventata), lo stesso può accadere, ai fini del D.I., per una lettera cartacea.Ma, in caso di opposizione, il Giudice potrà valutare la sua efficacia o la sua insicurezza, con tutte le giuste osservazioni che sono state fatte sul forum.Per cui, per concludere: requisito per il D.I. è solo la forma scritta, non la certezza di una firma autenticata; in un eventuale giudizio, il giudice ben potrà valutare l'affidabilità del documento (con conseguenze, anzi, più eque per l'email, per le quali può compiere una prudente valutazione, mentre ciò non accade per i documenti cartacei, ma questa è un'altra storia...). Spero di aver fatto un po' di chiarezza.CiaoMarco Cunibertimarco@cuniberti.it
  • Anonimo scrive:
    Curiosita'... chi me lo spiega:
    Sul documento richiamato dall'articolo si legge:nonché le spese di questo procedimento liquidate in ????????(+ I.V.A. e C.P.A.),Perche' non sono riportate?legge sulla privacy? :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Curiosita'... chi me lo spiega:

      nonché le spese di questo
      procedimento liquidate in ????????(+ I.V.A.
      e C.P.A.),

      Perche' non sono riportate?
      legge sulla privacy? :|Perchè non c'entrano niente col provvedimento!
      • Anonimo scrive:
        Re: Curiosita'... chi me lo spiega:
        e poi le tariffe forensi sono pubbliche basta rpendere un tariffario e fare un po' di conti
  • Anonimo scrive:
    Non ne sono convinto...
    A volte si mettono anche in discussione i contratti cartacei in duplice copia con tanto di firme sulle clausole vessatorie.Personalmente penso che cercare di fare affari via mail sia parecchio rischioso per i contratti esiste il fax e poi la relativa raccomandata.Eventualmente l'autorizzazione al prelievo attraverso la carta di credito puo' essere una soluzione.Ma inviare una mail con scritto "ok va bene" e' un po' rischioso accettarla come ordine in quanto:-Tutto il corpo e l'header dell'email e' facilmente falsificabile tranne un dato.-Anche i virus inviano mail :D-Il servizio di posta elettronica viene utilizzato per scambiarsi messaggi non contratti, ordini o altro che sia vincolante in quanto non e' sicuro che l'email arrivi a destinazione e che non possa essere modificata durante il percorso.Insomma mandatevi i messaggini, mandatevi lo spam (fortemente sconsigliato :D ) ma... carta canta ed email dorme nel cestino. :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ne sono convinto...
      - Scritto da: Anonimo
      A volte si mettono anche in discussione i
      contratti cartacei in duplice copia con
      tanto di firme sulle clausole vessatorie.***infatti...nulla è certo anche nella realtà..e quindi anche in Internet...
      Personalmente penso che cercare di fare
      affari via mail sia parecchio rischioso per
      i contratti esiste il fax e poi la relativa
      raccomandata.***e il fax non è altrettanto rischioso per la privacy e per l'imputabilità giuridica dello stesso?... inviare un fax ad un grosso uffico (di una multinazionale di uno studio legale di una società con molti dipendenti) è forse sicuro??
      Eventualmente l'autorizzazione al prelievo
      attraverso la carta di credito puo' essere
      una soluzione.
      Ma inviare una mail con scritto "ok va bene"
      e' un po' rischioso accettarla come ordine
      in quanto:
      -Tutto il corpo e l'header dell'email e'
      facilmente falsificabile tranne un dato.***...tutto è falsificabile tutto è dimostrabile.... con i "loggin" dell'ISP... e poi qui non si parla di sicurezza dello strumento ma della sua validità per la stipulazione di un contratto... no?
      -Anche i virus inviano mail :D***...certo ...ma nel decreto si parla di più e-mail con riconoscimento di un debito e quelle e.mail provenivano da un indirizzo già utilizzato per scambiarsi informazioni commerciali...e infatti in molti contratti adesso si usa inserire un indirizzo e.mail da utilizzare per ordini e/o per modificare dati personali etc.
      -Il servizio di posta elettronica viene
      utilizzato per scambiarsi messaggi non
      contratti, ordini o altro che sia vincolante
      in quanto non e' sicuro che l'email arrivi a
      destinazione e che non possa essere
      modificata durante il percorso.***quel ricorso ti dimostra il contrario....e basta parlare con un po' di imprenditori per accorgersi che il mondo sta cambiando molto più velocemente delle nostre presunte certezze giuridiche...:-)
      Insomma mandatevi i messaggini, mandatevi lo
      spam (fortemente sconsigliato :D ) ma...
      carta canta ed email dorme nel cestino. :D***mah.......... speriamo di non dormire troppo noi giuristi abituati forse un po' troppo alle presunte certezze del cartaceo senza accorgerci che il mondo intorno sta cambiando...;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ne sono convinto...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        A volte si mettono anche in discussione
        i

        contratti cartacei in duplice copia con

        tanto di firme sulle clausole
        vessatorie.
        ***infatti...nulla è certo anche
        nella realtà..e quindi anche in
        Internet...Secondo me Internet in particolare, ottimo strumento di comunicazione ma nulla di piu'.

        Personalmente penso che cercare di fare

        affari via mail sia parecchio rischioso
        per

        i contratti esiste il fax e poi la
        relativa

        raccomandata.
        ***e il fax non è altrettanto
        rischioso per la privacy e per
        l'imputabilità giuridica dello
        stesso?... inviare un fax ad un grosso
        uffico (di una multinazionale di uno studio
        legale di una società con molti
        dipendenti) è forse sicuro??Per esperienza personale devo dire di NO, assolutamente NO, a meno che non segua una telefonata alla persona interessata che mi conferma il ricevimento e come dico... segue raccomandata

        -Tutto il corpo e l'header dell'email e'

        facilmente falsificabile tranne un dato.
        ***...tutto è falsificabile tutto
        è dimostrabile.... con i "loggin"
        dell'ISP... I loggin? quel guazzabuglio insulso di dati il piu' delle volte riferiti a date e ore diversi su server diversi?Ottimi per un tecnico che cerca di dipanare qualche rogna ma andiamo!!! non credo che ci si possa scommettere su una causa. IMHO.
        e poi qui non si parla di sicurezza dello
        strumento ma della sua validità per
        la stipulazione di un contratto... no?Se e' cosi' allora mi spedisco da solo le email dei clienti con i contratti firmati :DQuesta e' una battuta ma pensandoci come fanno a dimostrare che non e' cosi'?

        -Anche i virus inviano mail :D
        ***...certo ...ma nel decreto si parla di
        più e-mail con riconoscimento di un
        debito e quelle e.mail provenivano da un
        indirizzo già utilizzato per
        scambiarsi informazioni commerciali...
        e infatti in molti contratti adesso si usa
        inserire un indirizzo e.mail da utilizzare
        per ordini e/o per modificare dati personali
        etc.A rischio e pericolo di chi propone l'utilizzo di questi strumenti veloci ma "inaffidabili".Ad esempio per piccole modifiche o integrazioni di un ordine a me basta una telefonata o un'email ma per operazioni economicamente consistenti serve qualcosa di piu'.Spesso arriva spam con...La sua richiesta e' stata accettata prego inviare il pagamento a....E' famoso anche il caso di quel motore di ricerca che inviava mail agli iscritti minacciandoli di aver accettato un contratto nel momento stesso che hanno inserito la loro azienda, tramite form in quel motore e quindi dovevano sborsare un sacco di soldi.
        ***quel ricorso ti dimostra il
        contrario....e basta parlare con un po' di
        imprenditori per accorgersi che il mondo sta
        cambiando molto più velocemente delle
        nostre presunte certezze giuridiche...:)Non si tenta di tutto per poter vincere una causa?
        ***mah.......... speriamo di non dormire
        troppo noi giuristi abituati forse un po'
        troppo alle presunte certezze del cartaceo
        senza accorgerci che il mondo intorno sta
        cambiando...;)Allora sto dormendo anch'io che sono un tecnico e l'utente web ogni volta che si collega ad Internet rischia sempre di piu' di dover pagare per un click di troppo :| :| :| :|
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ne sono convinto...
          la verità come al solito sta nel mezzo..... non si può estremizzare consigliando le e.mail nella stipulazione di contratti per grossi importe ma neppure lasciare priva di regolamentazione giuridca e validità probatoria un mezzo che è ormai sempre più diffuso nella comunicazione transnazionale... e il contratto non è forse semplicemente l'incontro di due volontà "comunicate" ? :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ne sono convinto...
            - Scritto da: Anonimo
            la verità come al solito sta nel
            mezzo..... non si può estremizzare
            consigliando le e.mail nella stipulazione di
            contratti per grossi importe ma neppure
            lasciare priva di regolamentazione giuridca
            e validità probatoria un mezzo che
            è ormai sempre più diffuso
            nella comunicazione transnazionale... e il
            contratto non è forse semplicemente
            l'incontro di due volontà
            "comunicate" ? :)Esiste la possibilta' di pagare utilizzando la carta di credito, questa dovrebbe essere l'unica forma di "firma" di contratto.I giudici con le loro sentenze dipaneranno la questione, speriamo che riescano a dedicare il tempo necessario per approfondira la questione ed emettano sentenze "illuminate", anche se e' vero che se un giudice sbaglia una sentenza non paga nulla, pero' almeno dovra' fare i conti con la propria coscienza.
  • Anonimo scrive:
    Da informatico
    penso che sia giusta la valutazione di "firma leggera": per inviare una mail bisogna autenticarsi presso un server smtp con user e password. Quindi, a meno il tizio XX che non denunci una violazione di accesso per furto di password (e quindi prova che non l'ha scritta lui), oppure deve pagare, in quanto per le mie conoscenze giuridiche un contratto è tale anche se concluso verbalmente (che secondo me equivale un pò alla firma leggera, anche se quest'ultima ha del testo, quindi scripta manent ;) ).pieggi
    • Anonimo scrive:
      Re: Da informatico
      e invece secondo il nostro legislatore (e come si legge bene nell'articolo) il documento informatico con firma leggera equivale a forma scritta! bye
    • Anonimo scrive:
      Re: Da informatico
      - Scritto da: Anonimo
      penso che sia giusta la valutazione di
      "firma leggera": per inviare una mail
      bisogna autenticarsi presso un server smtp
      con user e password. Assolutamente no!Ti devi autenticare per accedere al POP3, non al SMTP.Il protocollo SMTP non prevede alcuna autenticazione.Alcuni server la richiedono, altri no.Il campo From: della mail non e' assolutamente indicativo.E' tuttavia possibile allegare alla mail una signature di certificazione basata sugli algoritmi a chiave pubblica per garantire con assoluta certezza l'identita' del mittente, solo che tale sistema non lo usa quasi nessuno e non e' affatto menzionato da alcuna legislazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Da informatico
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        penso che sia giusta la valutazione di

        "firma leggera": per inviare una mail

        bisogna autenticarsi presso un server
        smtp

        con user e password.

        Assolutamente no!
        Ti devi autenticare per accedere al POP3,
        non al SMTP. Il protocollo SMTP non prevede alcuna
        autenticazione. ***dal punto di vista legislativo non fa alcuna differenza...il legislatore parlando di firma elettronica semplicemente dice "per firma elettronica (leggera e è quindi parificabile alla forma scritta il documento che la contiene) si intende l'insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica (si parla solo di questo!) ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazione informatica"per autenticazione informatica sempre secondo il legislatore deve intendersi semplicemente "l'insieme degli strumenti elettronici e delle procedure per la verifica anche indiretta (anche indiretta!) dell'identità"...non si chiede null'altro!
        Alcuni server la richiedono, altri no.
        Il campo From: della mail non e'
        assolutamente indicativo.***indicativo certo...ma il legslatore non chide la certezza assoluta...ma scusate una scrittura sottoscritta da qualcuno ha mai dato certezze assolute?? Può essere sempre contestata in giudizio con un disconoscimento formale! quindi....la certezza non c'è neppure nella realtà e il contratto sottoscritto non dà certezze molto diverse...
        E' tuttavia possibile allegare alla mail una
        signature di certificazione basata sugli
        algoritmi a chiave pubblica per garantire
        con assoluta certezza l'identita' del
        mittente, solo che tale sistema non lo usa
        quasi nessuno e non e' affatto menzionato da
        alcuna legislazione.***quedsto sistema è uno dei metodi invece previsti dal legislatore in caso di "firme pesanti" tra le quali la firma digitale... maggiori certezze ma mai sicurezza assoluta nè nel cyberspazionè nella realtà... :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Da informatico
      e che significa? Tutti possono manomettere una sottoscrizione cartacea...un fax ...i falsi, caro mio, ci sono sempre stati, ma questo non ha impedito di certo la regolamentazione di una prassi....le possibilità tecniche per accorgersi se quella presunta e.mail inoltrata dal berluska sia vera o falsa ci sono ...e lo sai benissimo se hai scritto questo messaggio...bye
      • Anonimo scrive:
        Re: Da informatico

        accorgersi se quella presunta e.mail
        inoltrata dal berluska sia vera o falsa ci
        sono ...e lo sai benissimo se hai scritto
        questo messaggio...
        byeDavvero? con l'analisi dell'ip del mittente?Vabbhe!E poi queste tecniche sono note anche alla segretaria che riceve la mail?
      • Anonimo scrive:
        Re: Da informatico

        e che significa? Tutti possono manomettere
        una sottoscrizione cartacea...un fax ...
        i falsi, caro mio, ci sono sempre stati, ma
        questo non ha impedito di certo la
        regolamentazione di una prassi....buona osservazione.cmq anche se ho postato quel semplice invio, concordo e propendo perchè le mail vengano considerate valide quanto un fax o una lettera cartacea.
        le possibilità tecniche per
        accorgersi se quella presunta e.mail
        inoltrata dal berluska sia vera o falsa ci
        sono ...e lo sai benissimo se hai scritto
        questo messaggio...e se tu mi rispondi così sai benissimo che posso farla in modo tale che non puoi identificarmi.beccami poi :)ripeto vorrei che la mail venisse considerata a fini legali.e ripeto che mi piace l'osservazione che i falsi sono ovunque.
        • Anonimo scrive:
          Re: Da informatico
          - Scritto da: Anonimo

          e che significa? Tutti possono
          manomettere

          una sottoscrizione cartacea...un fax ...

          i falsi, caro mio, ci sono sempre
          stati, ma

          questo non ha impedito di certo la

          regolamentazione di una prassi....
          buona osservazione.
          cmq anche se ho postato quel semplice invio,
          concordo e propendo perchè le mail
          vengano considerate valide quanto un fax o
          una lettera cartacea.***ne sono contento ..non dobbiamo mica litigare per forza! :))

          le possibilità tecniche per

          accorgersi se quella presunta e.mail

          inoltrata dal berluska sia vera o falsa
          ci

          sono ...e lo sai benissimo se hai
          scritto

          questo messaggio...

          e se tu mi rispondi così sai
          benissimo che posso farla in modo tale che
          non puoi identificarmi.

          beccami poi :)***questo è vero ...ma posso sempre capire se non proviene dal mittente fasullo (cioè posso sempre risucire a stabilire se è berlusconi che realmente mi scrie o è qualcuno che si spaccia per lui...:-)) ...poi riuscire a capire da chi proviene è un altro discorso.e l'IP non sempre basta,,, concordo con te sull'impossibilità di provare sempre e sicuramente da chi provenga un e-mail...ma a noi interessa capire se si riesce a portare normalmente in giudizio questo documento elettronico e su questo mi sembra che siamo d'accordo ... :-)

          ripeto vorrei che la mail venisse
          considerata a fini legali.
          e ripeto che mi piace l'osservazione che i
          falsi sono ovunque.
          • Anonimo scrive:
            Re: Da informatico TADAAAAAAA
            ed ecco a che serve il data retention a 5 anniperchè se voglio dimostrare che la mail è autentica e se la prescrizione è di 5 anni in genere.......insomma a buon intenditor poche parole....
          • Anonimo scrive:
            Re: Da informatico TADAAAAAAA
            sì hai ragione....e secondo te uno prima di difendersi giudizialmente per un torto contrattuale ci pesna su 5 anni e poi agisce! Con i tempi di Internet, poi!...Ma lo sai che in Italia esiste la prescrizione???Il data retention ha altri scopi molto meno nobili...
          • Anonimo scrive:
            Re: Da informatico TADAAAAAAA
            se un giorno deciderai di fare l'avvocato potresti scoprire che c'è gente che si ricorda di avanzare pretese anche molto abbondantemente dopo i termini di prescrizione ormai raggiunti.
  • Anonimo scrive:
    Conclusioni affrettate
    Non mi pare il caso di trarre conclusioni affrettate, visto che in Italia i decreti ingiuntivi non fanno giurisprudenza, non trattandosi di un procedimento giurisdizionale: ciò si avrà solo nel caso di opposizione al decreto (tra l'altro, il decreto citato nell'articolo è stato depositato solo il 15.12.2003, per cui il termine per l'opposizione è ancora aperto),.SalutiAcid Goose
    • Anonimo scrive:
      Re: Conclusioni affrettate
      - Scritto da: Anonimo
      Non mi pare il caso di trarre conclusioni
      affrettate, visto che in Italia i decreti
      ingiuntivi non fanno giurisprudenza***e infatti nell'articolo sono state riportate le frasi utilizzate dall'avv. Cuniberti a sostegno del suo ricorso..che fanno dottrina... il giudice le ha valutate e non ha avuto problemi ad emettere un provvedimento di carattere giurisdizionale che poteva benissimo rifiutarsi di emettere se non c'erano i requisiti di cui agli artt. 633 e ss. cp.c. (e nel nostro caso la prova scritta...)non saranno conclusioni afferttate le tue? :-) Pippolo Ciceroneo
      • Anonimo scrive:
        Re: Conclusioni affrettate
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Non mi pare il caso di trarre
        conclusioni

        affrettate, visto che in Italia i
        decreti

        ingiuntivi non fanno giurisprudenza

        ***e infatti nell'articolo sono state
        riportate le frasi utilizzate dall'avv.
        Cuniberti a sostegno del suo ricorso..che
        fanno dottrina... il giudice le ha valutateLe affermazioni di un legale in un ricorso non fanno granché dottrina, spero tu abbia letto il ricorso... bene, dimmi che senso può avere il punto 11), considerando che - salvo casi particolari - non è semplice attribuire la redazione di una determinata e-mail ad una persona specifica (tant'e` che lo stesso ricorrente lo fa presente al punto 9 del ricorso).All'atto pratico, è come se il riconoscimento del debito fosse stato scritto a macchina su carta intestata della ditta, ma senza firma autografa del legale rappresentante in calce: l'attribuzione del documento a quest'ultimo non è per nulla un fatto automatico.
        e non ha avuto problemi ad emettere un
        provvedimento di carattere giurisdizionaleci sarebbe da discutere sul carattere giurisdizionale in senso stretto di un provvedimento monitorio, quale è un decreto ingiuntivo
        che poteva benissimo rifiutarsi di emettere
        se non c'erano i requisiti di cui agli artt.
        633 e ss. cp.c. (e nel nostro caso la prova
        scritta...)Se tu avessi esperienza diretta di decreti ingiuntivi, sapresti come vengono emessi da molti presidenti di Tribunale (a volte si ha il dubbio che guardino effettivamente i documenti allegati ai ricorsi)
        non saranno conclusioni afferttate le tue?Può darsi, oppure è semplice deformazione professionale ;-)SalutiAcid Goose
        • Anonimo scrive:
          Re: Conclusioni affrettate
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo


          - Scritto da: Anonimo


          Non mi pare il caso di trarre

          conclusioni


          affrettate, visto che in Italia i

          decreti


          ingiuntivi non fanno giurisprudenza

          ***e infatti nell'articolo sono state

          riportate le frasi utilizzate dall'avv.

          Cuniberti a sostegno del suo
          ricorso..che

          fanno dottrina... il giudice le ha
          valutate
          Le affermazioni di un legale in un ricorso
          non fanno granché dottrina, spero tu
          abbia letto il ricorso... bene, dimmi che
          senso può avere il punto 11),
          considerando che - salvo casi particolari -
          non è semplice attribuire la
          redazione di una determinata e-mail ad una
          persona specifica (tant'e` che lo stesso
          ricorrente lo fa presente al punto 9 del
          ricorso).
          All'atto pratico, è come se il
          riconoscimento del debito fosse stato
          scritto a macchina su carta intestata della
          ditta, ma senza firma autografa del legale
          rappresentante in calce: l'attribuzione del
          documento a quest'ultimo non è per
          nulla un fatto automatico.^^^^non dobbiamo stare a valutare tecnicamente la sicurezza di una mail, ma soltanto dal punto di vista del legislatore..e il legislatore con la definizione della firma elettronica leggera ha voluto far rientrare un po' tutte le possibili tecniche di autenticazione informatica, anche quelle non infallibili (e si sa che in Internet l'infallibilità è un concetto veramente relativo..come nella vita reale dopo il bombardamento delle torri gemelle...) e le ha rese equivalenti alla forma scritta.... questo è incontestabile, no?

          e non ha avuto problemi ad emettere un

          provvedimento di carattere
          giurisdizionale
          ci sarebbe da discutere sul carattere
          giurisdizionale in senso stretto di un
          provvedimento monitorio, quale è un
          decreto ingiuntivo

          che poteva benissimo rifiutarsi di
          emettere

          se non c'erano i requisiti di cui agli
          artt.

          633 e ss. cp.c. (e nel nostro caso la
          prova

          scritta...)
          Se tu avessi esperienza diretta di decreti
          ingiuntivi, sapresti come vengono emessi da
          molti presidenti di Tribunale (a volte si ha
          il dubbio che guardino effettivamente i
          documenti allegati ai ricorsi)^^^ho esperienza diretta a Milnao...e ti posso assicurare che non sempre vengono dati allegramente...

          non saranno conclusioni afferttate le
          tue?
          Può darsi, oppure è semplice
          deformazione professionale ;)
          Saluti

          Acid Goose ^^^più che altro dovremmo cominciare a rebderci conto di quanto sta cambiando la realtà che ci circonda... ;)
  • non registrato scrive:
    Per le Poste già lo è
    La ricevuta delle transazioni effettuate dal sito poste.it è una normalissima email, scritta in testo piano e senza allegati, senza firme digitali o crittografie di alcun genere, "da usarsi in caso di controversie contabili". Sarà...
    • Anonimo scrive:
      Re: Per le Poste già lo è
      Immagino che sia perche' contiene un numero che fa riferimento alla transazione effettuata.Diciamo che e' utile se va tutto bene, e se gli archivi contenenti l'effettiva informazione referenziabile tramite il codice che ti viene inviato via email non spariscono.Oltre che non spariscano, in effetti bisogna anche sperare di potervi accedere in caso di necessita', o che lo faccia un rappresentante delle poste per te.Quindi, insomma, ci vuole un sacco di buona volonta' da parte di un sacco di gente che manco ti conosce.
      • Anonimo scrive:
        Re: Per le Poste già lo è
        Se non c'e' nulla di cartaceo , l'email non vale nulla come contratto.tanto è vero che recentemente hanno rattificato se non esplicitato ulteriormente che i contratti On-line devono essere seguiti da un contratto cartaceo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Per le Poste già lo è
          Se il documento è firmato con la cosiddetta "firma forte" (p7m) il documento ha per legge la stessa validità probatoria di un documento cartaceo, se non maggiore.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per le Poste già lo è
            non è così...se leggi gli articoli citati e riportati nel breve saggio dell'avv. Lisi il legislatore attribuisce il valore di forma scritta anche ai documenti informatici dotati di sola firma elettronica leggera...poi sarà il giudice a doverli valutare dal punto di vista probatorio...ma il documento elettronico con firma leggera è un documento equivalente ad un documento scritto dal punto di vista formale! Non lo dico io, e nemmeno l'avv. Lisi, lo dice il nostro legislatore...;)
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