Palm Computing/ Nascita ed evoluzione dei PDA

Dalle agende elettroniche ai palmari, un'evoluzione che sembra destinata a rivoluzionare tutto il mondo dell'ITC ed a mettere nel palmo delle nostre mani l'intera Rete. Ecco i principali protagonisti


In principio
In principio furono
le agende elettroniche, un gadget alla moda (ed anche un apprezzato regalo) che
tanti hanno utilizzato e continuano ad utilizzare per organizzare il proprio
tempo e contatti. I cosiddetti “databank”, con le loro misure ridotte, realmente
da taschino, avevano un prezzo contenuto che li rendeva molto appetibili sul
mercato. Unico neo, l?impossibilità di comunicare con l?esterno. E? risaputo
infatti che non esisteva sincronizzazione con i PC né tanto meno possibilità di
far comunicare i vari dispositivi tra di loro.
Ora invece, le stesse agende
elettroniche hanno in dotazione cavetti di sincronizzazione con i computer, a
volte uscite IrDA e una discreta memoria che li pone sul mercato nella fascia
bassa dei computer palmari. Ad esempio basta dare un occhiata ai Casio Pocket
Viewer e agli Oregon.

Il primo palmare
Il termine palmare è entrato di prepotenza, negli
ultimi due anni, tra le righe dei quotidiani e delle riviste di informatica.
Allo stesso SMAU 2000, infatti, abbiamo visto tantissimi palmari prestarsi a
diverse funzioni e applicazioni.
Il motivo di tale diffusione è da
ricercarsi innanzitutto nella maturità di questi “PC nani” che possono realmente
sostituire, in molti casi, il nostro laptop. A tale maturità si aggiunge il
processo in atto di convergenza tra cellulari e dispositivi handheld e la
prospettiva UMTS, il cui mercato si baserà proprio sui PDA.

Vi siete mai chiesti qual è stato il primo “vero” palmare?
La storia ci
dice che, senza dubbio, il primo PDA a vedere la luce è stato l’ Apple Newton , oggetto che per i suoi tempi (si
parla del 1993) era decisamente troppo “avanti” sia per la sua tecnologia, sia per il suo
prezzo eccessivo. Ma è stato proprio il Newton a gettare le basi di quel sistema
operativo, il Palm OS , che ora domina il
mercato con l?80% dei dispositivi venduti e che ha creato una community di oltre
100.000 sviluppatori di tutte le nazionalità.
La Apple
purtroppo, dopo aver creato il mercato ne è subito uscita. In tanti ancora
sognano un Mac palmare?

Compaq iPAQ 
H3600 La nascita del mercato
Dopo l?Apple, chi ha poi ampliato il mercato
rendendo i PDA un oggetto non solo per “addetti ai lavori” è stata senza dubbio
la Palm. Il primo Palm Pilot (del 1996), seguito dal Professional, hanno infatti fatto
storia. Il mercato americano si dimostrò molto recettivo verso questo nuovi
dispositivi: innanzitutto per il prezzo abbordabile e l?ergonomicità, ma
anche  per il design, che lo rendeva uno status symbol (un po? come
l?attuale iPAQ ).
La
versatilità del sistema operativo ha fatto il resto.

La Microsoft non si fa aspettare ed entra sul mercato a metà degli anni ?90
con la prima versione di Windows CE ,
croce e delizia dei “Windows like”.
Moltissimi hanno iniziato la loro
carriera di utenti handheld probabilmente con il primo modello della fortunata
serie Cassiopea della Casio oppure digitando
i gommosi pulsanti della tastiera del Velo Compaq .
Ora Windows CE si chiama PocketPC , sigla
che indica un sistema operativo molto più convincente e sicuramente orientato alla
multimedialità “da passeggio”.


Gli outsider
Se la Palm ha fatto dei graffiti, il sistema di
riconoscimento della scrittura su touch screen, una delle sue caratteristiche
distintive,
la Psion ha avuto sempre il primato di
realizzare ottime tastiere anche se in versione pocket. Altro elemento
caratterizzante degli inglesi della Psion è altresì il sistema
operativo Epoc , molto versatile
e creato proprio per i dispositivi handheld con tastiera.
La Serie 5 (chi non ricorda la pubblicità della barca?) ha avuto un successo davvero
strepitoso e ancora oggi è molto venduta.

Il Visorphone di 
Handsping L?altro outsider, tutto americano, è Handspring .
Quando Palm annunciò che
avrebbe concesso anche ad altre aziende la possibilità di equipaggiare i propri
palmari con il Palm OS, molti pensarono che sarebbero nati solo dei cloni.
Handspring, invece, è stata la prima a creare un handheld Palm powered a
distinguersi sul mercato. Non c?è da sorprendersi visto che questa azienda è
nata dal genio creativo di Jeff Hawkins, uno dei fondatori della
Palm.
Arrivata sul mercato nel ?99 con il suo Visor, molto vicino allo stile
iMAC grazie alle sue livree colorate, ha stupito il mercato con i suoi “expansion
slot”. Come un GameBoy, il Visor ha sul dorso uno slot dove possono essere
alloggiati alcuni moduli come ad esempio un modem o una memoria addizionale. Le
sorprese arrivano quando grazie a questo slot possiamo trasformare il nostro
palmare in un telefono GSM, in un lettore MP3 oppure in una
videocamera.
Questa incredibile innovazione, insieme ad un basso prezzo di
acquisto, ha consegnato ad Handspring il 26% del mercato PDA americano. Quota
che si è poi assottigliata dopo l?uscita dell? m100 della Palm.

Il presente
Palm, Epoc e PocketPC sono gli standard che oggi si
dividono il mercato dei PDA, con un forte dominio della prima famiglia di
prodotti. In giro trovate anche altri palmari, spesso a prezzi stracciati, che
utilizzano sistemi operativi proprietari. Questo significa poco software
disponibile oltre quello contenuto nel palmare al momento dell?acquisto.

Mercato europeo PDA, Fonte: IDC

Alla Palm Source Conference 2000
sono state rilasciate le cifre di come si divide il mercato PDA europeo che
vediamo nel grafico qui sopra. Negli USA la fetta di mercato detenuta da Palm oscilla tra
il 65 e il 70%, in Europa invece è nettamente più bassa. Il motivo è semplice:
gli europei sono maggiormente attratti dalle tastiere Psion e dalle meraviglie
dei Pocket PC.

Salvatore
D’Auria


Guida ai ” Computer
Palmari
” di superEVA

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