Palm e Handspring: i palmacellulari

I due contendenti del mercato dei PDA si fanno guerra a colpi di wireless e accesso al Web, funzionalità ormai integrate


Washington (USA) – Ad un solo giorno di distanza l’una dall’altra, le due grandi rivali nel settore dei palmari, Palm e Handspring, hanno presentato alla Federal Communications Commission (FCC) americana i loro nuovi modelli di PDA affinché ne venga approvato l’uso per la connettività wireless.

Il nuovo PDA di Palm si chiama i705 e rappresenta il successore della famiglia di Palm VII. Conosciuto anche con il nome in codice di Skywalker, questo palmare sarà in grado, attraverso un’antenna integrata, di connettersi in modo permanente alla rete aziendale e scaricare in automatico le e-mail: un piccolo led di colore verde lampeggerà ogni qual volta arriverà un nuovo messaggio.

L’i705 sarà anche in grado di navigare sul Web attraverso il portale MyPalm e di accedere a pagine WAP. Come tutti i nuovi Palm, poi, avrà integrato uno slot di espansione Secure Digital e la porta Universal Connector. Il nuovo PDA dovrebbe uscire sul mercato prima della fine del 2001.

Handspring ha invece presentato alla FCC due nuovi PDA: Shea sarà il più tradizionale e si baserà sul software di riconoscimento della scrittura Graffiti; Manhattan sfoggerà invece sotto al display LCD un mini tastiera integrata.

Entrambi i dispositivi, che pare verranno commercializzati rispettivamente con il nome di Treo k180 e Treo g180, potranno navigare su Internet attraverso il browser Blazer di Handspring e scaricare e-mail, anche se quest’ultima funzionalità sembra meno sofisticata della controparte Palm.

Shea e Manhattan infatti, rispetto all’i705, sembrano meno orientati a soddisfare le esigenze di chi necessita di connessioni permanenti alla rete, e più indicati invece alla telefonia: a differenza del PDA di Palm, infatti, i due nuovi gingillini di Handspring potranno essere utilizzati anche come telefoni cellulari e si potranno avvantaggiare di un’applicazione integrata per la gestione di SMS. Il loro rilascio sul mercato è atteso entro l’anno.

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  • Anonimo scrive:
    Errori
    Oltre alla già segnalata confusione tra Mbit e Mbytes, l'articolo presenta un ulteriore errore marchiano:«Serial ATA introdurrà un'importante novità anche per quel che riguarda le connessioni fisiche: non più ingombranti piattine da 5 cm di diametro»Una "piattina da 5 cm di diametro" sarebbe un "mazzocchio" di cavi enorme, degno di un cavo telefonico. La piattina a 40 capi 28AWG del classico ATA (e la corrispondente ad 80 capi di Ultra-ATA) ha una *LARGHEZZA* di circa 45 mm, che non ha niente a che vedere con un diametro, essendo un corpo "piatto" - nomen omen...Quanto allo standard seriale, una considerazione. L'immunità ai disturbi condotti ed irradiati in una linea di trasmissione seriale è direttamente proporzionale ad una serie di fattori elettrici e fisici: dal livello di tensione di mark e space, alla presenza di un clock (linea sincrona, asincrona, self-clocking...), all'uso di linea differenziale o single-ended, alla presenza di segnali di controllo e sincronismo, alla twistatura e schermatura del cavo. Quindi, anche senza aver letto lo standard, non è corretto affermare a priori che una qualsiasi seriale è sempre "migliore" di una qualsiasi connessione parallela, sotto l'aspetto EMI, soprattutto per tratti brevi ed entro una gabbia di faraday, com'è il caso considerato del PC. Valgono, semmai, i motivi di economicità ed ingombro accennati nell'articolo.E speriamo che questo non significhi che i "vecchi" HD EIDE ed SCSI spariranno dalla circolazione nel giro di pochi mesi dall'affermazione del Serial ATA. Ne abbiamo abbastanza di queste manovre da bottegai che rendono irreperibili in un fiat ricambi ed upgrades (dischi, memorie, schede varie...) per macchine legacy perfettamente funzionali (ed a costo zero) per applicazioni non standard, dal laboratorio, alla gestione di PLC, alle misure di qualità inhouse...
  • Anonimo scrive:
    L'autore dovrebbe scrivere meglio gli articoli
    Allora al momento del lanci il serial ATA avra una banda teorica di 1.5 Gbit/s, circa 150 Mbyte (nel caso di comunicazioni seriali, per avere la velocita in bytes va diviso per 10 non per 8 perche vanno contati 1 bit di start, 8 bit di dati e 1 di stop)E poi, sempre leggendo i documenti ufficiali, le evoluzioni di questo protocollo porteranno all'aumento di banda fino a 600 Mbyte (60 Gbit/s)
    • Anonimo scrive:
      Re: L'autore dovrebbe scrivere meglio gli articoli
      Ma scusa, non è quello che ha scritto? D'accordo, non c'è la particolarità del 1 byte = 10 bit (1+8+1) ma non credo che sia un problema....Ciao,Luca
    • Anonimo scrive:
      Re: L'autore dovrebbe scrivere meglio gli articoli
      scusa, ma come fai a sapere che c'e' un bit di start e uno di stop???hai gia' letto le specifiche??Cmq, la larghezza di banda rimane sempre quella, cioe' 1,5Gbit/s che per traformarla in byte devi dividere per 8 e non per 10....
  • Anonimo scrive:
    Sembra tutto molto bello
    E' piu' veloce, meno soggetto a scariche, meno ingombrante, consuma meno energia, costa meno....Poi alla fine un Hard Disk di questo genere costera' di piu' o di meno di uno UATA/100 di pari capacita'?Agli esperti tecnici chiederei anche una cosa: la larghezza di banda teorica sembra bella grande, ma e' realmente disponibile ho soffre delle stesse limitazioni che si hanno con un controller EIDE? Ovvero, anche un UATA/100 non si hanno le prestazioni che si hanno con un UltraWide 2 (che teoricamente e' capace di soli 80 Mb/sec) e questo mi sembra perche' la CPU rimane comunque molto impegnata. Sara' lo stesso anche con questa nuova tecnologia?Grazie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sembra tutto molto bello
      - Scritto da: XP
      E' piu' veloce, meno soggetto a scariche,
      meno ingombrante, consuma meno energia,
      costa meno.......ma non è SCSI.Tutto quello che volete, però lo SCSI resta il protocollo per periferiche di massa da imitare.Costa di più? E vero, ma vale di più.
      • Anonimo scrive:
        Re: Sembra tutto molto bello
        Lo so bene che non e' SCSI e infatti chiedevo a chi fosse piu' ferrato in materia in che maniera il Serial ATA possa avvicinarsi. Parlare solo di larghezza di banda credo sia limitativo e sarebbe forse piu' utile fare un discorso piu' completo per dare alla gente una dimensione migliore della tecnologia.Io mi tengo strettissimo il mio Ultra/160 e non ho proprio intenzione di cambiare per un bel pezzo, pero' mi interessava sapere di piu' su questo Serial ATA.
  • Anonimo scrive:
    Un errore?
    "La prima incarnazione dello standard, denominata Ultra Serial ATA 1500, offrirà una larghezza di banda teorica di 1,5 Gbit/s, contro gli attuali 100 MB/s dell'ATA 100, per spingersi in futuro fino a 600 MB/s."hum forse capisco male io.. ma i 600 MB/s non sono meno dei 1,5 Gbit/s??? MB=Megabytes? mah..
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