Parlare senza fili

Telefono-PC-MP3. Tutto in cuffia senza problemi di attorcigliamenti

Rispondere a una chiamata al cellulare, mentre si ascolta la musica al PC. O viceversa. Chi per lavoro o per diletto passa molte ore seduto davanti a uno schermo si sarà trovato più di qualche volta nella condizione di dover sfilare le cuffie e afferrare il ricevitore, con tutto quello che comporta per fili che si impigliano nella sedia e i colpi di frusta quando ci si prova ad alzare dimenticando di essere legati, letteralmente, al PC. Meglio senza fili, no? Ed è qui che entrano in gioco le cuffie FLYTE.

manhattan flyte

Colore bianco e linee retrò, le cuffie FLYTE di Manhattan si collegano via Bluetooth fino a 6 device in contemporanea e integrano sia gli altoparlanti che il microfono. Con una portata fino a 10 metri consentono di rimanere collegati al PC mentre si effettua una chiamata con Skype anche se si decide di alzarsi in piedi per sfogare l’ansia con due passi nella stanza, e possono rimanere collegate contemporaneamente anche allo smartphone per ascoltare la musica regolando riproduzione e volume direttamente dalle cuffie con gli appositi pulsanti posti sul padiglione.

L’apparecchio è dotato di batterie al litio che garantiscono fino a 8 ore di autonomia in caso di ascolto di musica, che salgono a 12 se le si utilizza per parlare al telefono e 500 se le si lascia in standby. Per ricaricare gli accumulatori interni basta collegare le cuffie a una qualsiasi porta USB del PC per circa 3 ore tramite il cavo in dotazione, ma andrà bene anche un qualsiasi caricabatteria in grado di fornire 5V, analogo a quello che oggi utilizzano molti cellulari. In più, il design “ripiegabile” delle cuffie consente di infilarle facilmente nello zaino o in borsa, per portarsele dietro ovunque serva.

Sul piano delle connessioni, le FLYTE adottano lo standard Bluetooth 3.0, e supportano le codifiche APTX, AAC e APC, secondo i profili A2DP, AVRCP e HS/HF. Ce ne è abbastanza insomma per garantire la performance adeguata per ogni utilizzo. Se a questo si unisce un diametro da 40mm per ciascuno dei padiglioni di neodimio che vantano un’impedenza di 30 Ohm, e una discreta sensibilità da 88dbm, queste cuffie sembrano adatte a un uso senza troppi pensieri in ogni condizione, considerato che l’autonomia e la presenza del microfono dovrebbero renderle adatte a passare l’intera giornata al collo e sulle orecchie del proprietario senza affaticare (pesano poco più di 500 grammi).

manhattan flyte

Le FLYTE di Manhattan sono in vendita a circa 80 euro. Nella confezione è compresa anche una custodia morbida per il trasporto.

(via geekbeat.tv )

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  • rockroll scrive:
    Mi... che pensata...
    Qualunque studentello di 3.a media sa bene che un forellino in una scatola chiusa proietta sulla parete opposta l'immagine invertita dello scenario davanti al forellino; bene, tala immagine è sempre a fuoco, indipendentemente dalla distanza degli oggetti della scena. Veramente è sempre un po' sfocata: più è piccolo il forellino rispetto alla suferfice di proiezione, più l'immagine è precisa, ma con la sensibilità raggiungibile da appositi sensori (spero tanto nelle nanotecnologie), il foro potrebbe essere ridotto fino a risultati pressochè perfetti, senza scendere a livelli in cui potrebbe influire la diffrazione ottica. Nell'articolo mi pare di cogliere un controsenso di base: i filtri trasparenti posti davanti ai sensori CMOS altro non sarebbero, se ho ben inteso, che una griglia fittissima di incanalatori di raggio luminioso, più banalmente una griglia di microforellini, dietro ad ognuno dei quali sta /attaccato) un sensore (un pixel, anzi 3, RGB)... Se così fosse dove sarebbe il vantaggio rispetto al sistema da me accennato, oltretutto e costruttivamente moo...oolto più semplice?In entrambi i casi il limite sarebbe il compromesso tra la piccolezza dei/del forellino e la quantità di raggio luminoso incidente su ogni pixel del sensore: il controsenso nell'articolo è l'affernazioine che il metodo riportato darebbe un'illuminazione dei sensori molto più elevata dei un sistema tradizionale a lenti convergenti; per me, ripeto se ho ben inteso, è esattamente il contrario , belin! Avrò inteso male io, per carità, ma allora, Redazione, se avete info sufficienti, spiegatevi meglio.
    • astro scrive:
      Re: Mi... che pensata...
      - Scritto da: rockroll
      Avrò inteso male io, per carità, ma allora,
      Redazione, se avete info sufficienti, spiegatevi
      meglio.per una volta che citavano direttamente la fonte:http://arxiv.org/abs/1305.7181
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