Parte ufficialmente la preselezione

Ma potranno lasciare Telecom Italia non più di 20mila utenti al giorno. Sulla Gazzetta Ufficiale è apparso il regolamento dell'Autorità che ha verificato come già siano migliaia le richieste in attesa di essere evase
Ma potranno lasciare Telecom Italia non più di 20mila utenti al giorno. Sulla Gazzetta Ufficiale è apparso il regolamento dell'Autorità che ha verificato come già siano migliaia le richieste in attesa di essere evase


Roma – D’ora in poi gli utenti telefonici potranno lasciare Telecom Italia per affidare la propria numerazione ad un altro operatore. Con la “preselezione del numero”, infatti, sarà possibile chiamare senza comporre il “prefisso” di un altro operatore, basterà chiedere il “cambio” da Telecom Italia al nuovo carrier.

Il punto è che stando alle norme pubblicate in Gazzetta Ufficiale dall’Autorità delle TLC, che danno il via alla sospirata preselezione, un massimo di 20mila utenti potrà “fisicamente” lasciare Telecom in favore di un altro operatore. L’Authority ha accertato che già ora sono migliaia le richieste di “migrazione” in attesa di essere evase e non è davvero chiaro se il “contingente” di 20mila al giorno sia sufficiente a rispondere alle esigenze dell’utenza.

A questo proposito nella delibera si legge che: “l?operatore d?accesso Telecom Italia ha evidenziato che, a fronte della capacità assegnata, non corrisponde un equivalente quantitativo di ordinativi inviati, ciò comportando un sotto-utilizzo delle risorse. Inoltre, secondo l?operatore di accesso, gli operatori preselezionati inoltrano delle richieste di capacità sovrastimate allo scopo di garantirsi una maggiore capacità preassegnata, in virtù dell?attuale meccanismo.
Alla luce di tali osservazioni Telecom Italia ritiene che un eventuale incremento del numero massimo di attivazioni giornaliere comporterebbe investimenti utili solo allo smaltimento degli ordinativi accumulati nel presunto arretrato ma a regime non necessari”.

C’è da dire che se metà degli attuali abbonati Telecom alla rete fissa (in tutto circa 27 milioni) decidesse per ipotesi di lasciare l’azienda, il processo di “migrazione” non si chiuderebbe prima di un anno e otto mesi circa. Se poi tale migrazione fosse possibile solo nei giorni feriali, questo periodo si allungherebbe di almeno un paio di mesi. Ma sono, appunto, ipotesi forse molto lontane dal dato reale.

Nella delibera dell’Autorità si evidenzia invece come siano ora 18 le “aree territoriali” nelle quali i diversi operatori che hanno stretto i necessari accordi con Telecom Italia potranno programmare le attivazioni dei servizi agli utenti che lo hanno richiesto. In origine i “distretti” erano 231 ma è stato presto evidente che erano troppo ridotti per facilitare l’organizzazione delle attivazioni.

Attenzione però: con la pubblicazione in Gazzetta la delibera diventa attuativa ma si tratta di “preselezione” non di “local loop”. Quest’ultimo, infatti, riguarda la possibilità di affidare “in esclusiva” tutti i servizi telefonici ad un altro operatore, sottraendo a Telecom Italia la gestione del doppino che collega fisicamente casa o ufficio alla rete telefonica nazionale.

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13 06 2001
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