Paul Baran, addio all'uomo dei pacchetti

L'ingegnere di origini polacche si è spento all'età di 84 anni, consumato da un cancro ai polmoni. Era stato tra i pionieri di Internet, dando avvio all'era delle reti basate sul packet switching. Prima chiamate ARPANET, poi Internet

Roma – Correva l’anno 2007. L’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush consegnava all’ingegnere di origini polacche Paul Baran una speciale medaglia. Un prestigioso riconoscimento da parte delle autorità a stelle e strisce, per il prezioso contributo offerto da Baran nel campo della tecnologia.

Metà degli anni 60. L’ingegnere polacco – poi naturalizzato statunitense – Paul Baran proponeva ai vertici di AT&T un’idea a dir poco rivoluzionaria. Una tecnologia partorita all’inizio del decennio alla RAND Corporation, think tank statunitense fondato nel 1946 con il supporto finanziario del Dipartimento della Difesa.

Ma agli alti rappresentanti della telco l’idea non piaceva, semplicemente perché non avrebbe mai funzionato. Una nuova rete di comunicazione, che si affidasse a più percorsi per la trasmissione di informazioni scomposte , ricostruite solo in dirittura d’arrivo. Una tecnologia che avrebbe reso più sicuri i network statunitensi, specie quelli militari.

Marzo 2011 . Paul Baran, nel frattempo diventato uno dei massimi pionieri di Internet, si è spento nella sua abitazione di Palo Alto, California, consumato da un cancro ai polmoni all’età di 84 anni . Come ha sottolineato il suo ex-collega Vinton Cerf, Baran non aveva paura di andare controcorrente, di lottare per le sue idee.

Idee che avevano portato al concetto basilare di Internet, o meglio della sua prima incarnazione ARPANET . Il concetto di rete a commutazione di pacchetto avrebbe così rappresentato il cuore di una nuova tecnologia basata sulla trasmissione di informazioni spezzettate tra vari computer.

“Era un uomo di infinita pazienza”, ha spiegato il figlio David. Baran gli avrebbe recentemente mostrato un documento scritto nel 1966, ad illustrare i possibili usi dei network di telecomunicazione nell’anno 2000. C’erano l’informazione e lo shopping online .

Mauro Vecchio

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  • tDv scrive:
    Si ma che senso ha
    Avere un mostro come questa o la 6990 visto che tanto i giochi sono tutti sviluppati in DirectX 9 per via della compatibilità con le console?
  • Stefano Zanobi scrive:
    Bah... A che serve
    A che serve avere due cuori se poi tutti e due sono fermi?La scheda grafica è bell'è morta comunque.
  • dont feed the troll/dovella scrive:
    A quanto pare
    Va meno forte sul campo della 6990 e le prestazioni reali si attestano come uno SLI di 570 (considerando che invece sono 580) consumando rispetto a questo qualcosa in meno.per la fascia enthusiast non pare essere il best-buy considerando che, appunto, la 6990 va + forte quasi sempre e costa qualcosa in meno.Se si punta alla prestazione pura uno SLI "vero" di 580 da prestazioni superiori, ma certo "beve" e costa di +.
  • Cavallo Pazzo scrive:
    una centrale atomica
    ci vuole una centrale atomica per alimentare queste schede!
    • mura scrive:
      Re: una centrale atomica
      - Scritto da: Cavallo Pazzo
      ci vuole una centrale atomica per alimentare
      queste schede!Vabbè ma che ti aspettavi, sono le schede di fascia entusiast top di gamma per cui non mi stupisce se chi le monta ha un alimentatore da 1500w e tiene spento qualsiasi altra cosa in casa quando le usa.In ogni caso le radeon 6990 non è che consumino meno eh ? Siamo sempre attorno ai 400w per cui in linea con i consumi di questa scheda.
      • Sgabbio scrive:
        Re: una centrale atomica
        Appunto, comunque non è che le altre fasce più decenti per giocare e meno dispendiose, siano campioni di consumi purtroppo.
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