PC nelle scuole, il quadro della situazione

Il MIUR risponde alle sollecitazioni di un lettore di Punto Informatico: come e cosa fare per aumentare la presenza di computer nelle scuole italiane? Cosa sta facendo il ministero e come si può migliorare?


Roma – Di seguito pubblichiamo la missiva di un lettore sulla diffusione dei PC nelle scuole e, di seguito, la cortese risposta fornita da Alessandro Musumeci, delle direzione dei sistemi informativi del ministero dell’Istruzione

Caro Punto Informatico, ho letto stamattina l’articolo che parlava della scuola . Mi è venuto un sussulto perchè un paio di mesi fa sono stato coinvolto direttamente nell’argomento.

Una maestra mia amica era disperata perchè il Ministro Moratti ha sì reso obbligatoria un’ora di informatica alla settimana ma poi non ha fornito i mezzi. Capisco che questa sia una piccola scuola elementare di provincia ma mi chiedo io come pensa il Ministro Moratti che 5 maestre possano fare lezione a 180 bambini con 1 SOLO pc.

Putroppo la risposta è sempre “non ci sono fondi”.

In accordo con la Maestra (amica di famiglia da quando io sono nato) ho cercato dei pc usati (dei vetusti pentium con monitor VGA) e dopo 2 settimane perse perchè vari pezzi non andavano etc etc sono riuscito a tirar fuori 5 pc completi per una cifra che in se è risibile: 150 euro.
Vorrei far notare che quei 150 euro mi sono stati dati dalle Maestre che si sono autotassate, ed è questa la cosa più scandalosa.

A tal proposito vorrei ringraziare amici, conoscenti e colleghi per aver fornito delle licenze regolari di win 98 in modo da poter operare legalmente e non con copie pirata (mi sarebbe piaciuto istallare linux ma la distanza e la totale incapacità tecnica delle maestre di gestire un OS sconosciuto ha fatto propendere per un OS diffuso).

Vorrei fare quindi un appello a tutte le aziende, privati, studi professionali che cambiano spesso il parco macchine.
A volte un pc che non ha più mercato per voi puo’ essere una risorsa indispensabile per qualcun altro. Contattate le scuole e le associazioni di volontariato della vostra zona. Farete del bene e i computer non andranno a finire nei cassonetti (senza contare che i bambini di oggi saranno probabilmente clienti di domani).

Ciao e Grazie
Mauro Fontana

Di seguito la risposta del dott. Musumeci, direttore generale SAIIT del MIUR


Egregio Dottore,
ho letto con attenzione la lettera e apprezzo l’invito a tutte le aziende, privati e studi professionali a collaborare con la scuola dismettendo i PC non più nuovissimi a favore delle istituzioni scolastiche.

In effetti dal rapporto che abbiamo recentemente pubblicato si evince come il 30% circa delle attrezzature informatiche delle scuole venga approvvigionato ormai non solo con i fondi del Ministero ma con Fondi Europei, della Pubblica Amministrazione Locale e con donazioni da parte di privati.

Credo che tale tendenza sia un segno preciso di come la comunità locale debba e possa impegnarsi per il rafforzamento di una scuola pubblica che non è del Ministero ma è patrimonio di tutti.

D’altra parte uno degli obiettivi della suddetta indagine è stato proprio quello di determinare in modo dettagliato le dotazioni informatiche di OGNI singola scuola in modo da ripartire con precisione i finanziamenti che anno dopo anno il Ministero eroga e di fasare tali azioni con quelle già presenti sul territorio, evitando inutili sovrapposizioni (ad esempio coordinando le iniziative di connettività locali con quelle seguite dal Ministero).

Ci siamo accorti con tale indagine, ad esempio, che per lunghi anni le scuole elementari sono state trascurate, mentre la Riforma della scuola in atto privilegia oggi l’insegnamento dell’informatica sin dalla prima elementare, ragion per cui è necessario e urgente un riequilibrio della situazione.

Per la scuola segnalata in particolare Le pregherei di farmi avere nel dettaglio maggiori particolari, comprensivi dell’indirizzo e del nominativo di un referente, in modo da poter effettuare le specifiche azioni per un potenziamento della dotazione informatica.

Per quanto riguarda le licenze Windows vi ricordo che ho sottoscritto un accordo con Microsoft secondo il quale le licenze Windows su computer donati alle scuole vengono fornite gratuitamente (vedi qui ) del quale ho dato notizia sul portale del Ministero .

Nel caso si voglia utilizzare Linux esistono vantaggiose offerte, sempre per il recupero di computer non recentissimi; Le segnalo in particolare il progetto Lazzaro , oggetto di una convenzione con la mia direzione, che permette con poche centinaia di euro di realizzare una LAN scolastica.

Lo sforzo del mio gruppo di lavoro nel proporre a scuole e docenti le migliori soluzioni tecnologiche alle più opportune condizioni finanziarie è costante e testimoniato ad esempio dal recente progetto “PC ai docenti” per proporre ai docenti italiani di ogni ordine e grado personal computer portatili a condizioni agevolate (che includono 20% di sconto, rateizzazioni a tasso zero, assistenza on site, ecc….).

Credo che se tutti noi, utilizzando le grandi potenzialità della rete internet, collaboriamo per il rafforzamento delle strutture informatiche nelle scuole, contribuiremo in modo importante al futuro dei nostri figli.
In quest’ambito anche l’attività di divulgazione e di diffusione delle informazioni offerta da Punto Informatico diventa molto importante perchè contribuisce a far circolare idee e suggerimenti.

Attendo pertanto una e-mail di segnalazione al mio indirizzo alessandro.musumeci@istruzione.it ed estendo tale invito a tutti coloro che mi vorranno segnalare situazioni problematiche.

Grazie per l’attenzione
Alessandro Musumeci
Direttore Generale SAIIT (MIUR)

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  • Anonimo scrive:
    Non capisco il tuo obiettivo
    Sono arrivato alla fine del tuo articolo, che per la prima parte è ben documentato e circosctitto, e non ho più capito quale è il tuo bersaglio. Vuoi veramente sostenere che non dobbiamo più togliere i gradini dai marciapiedi per rispettare i non-vedenti del quartiere che ci sono abituati? Che razza di metafora è? Voi veramente sostene che i disabili non hanno affatto bisogno di persone che si occupino dei loro diritti, e chi lo fa è uno scemotto talebano? E' la somma degli esempi che rende ambiguo il tuo articolo. Inoltre non trovo nulla di eccessivo nel richiedere che il codice sia scritto correttamente. Se invece la tua idea è che il problema dell'usabilità implica una complessità di elementi che travalicano la semplice verifica con Tydi... ok, sono daccordo. Forse però il problema è proprio quello di tener distinte accessibilità e usabilità, come teniamo distinte l' ortografia dalla retorica.Trovo che la legge non lo faccia. Ad esempio nel decreto attuativo si definisce l'accessibilità in temini di "fruibilità delle informazioni ", "facilità e semplicità d?uso," " efficienza" e "efficacia", ' soddisfazione nell?uso', tutti modi per NON dire usabilità. Ovvero si definisce l'accessbilità in termini di usabilità. Un bel pasticcio da mio punto di vista a cui il tuo articolo conribuisce nel confondere le idee.
  • Elwood_ scrive:
    l'accessibilita e lana caprina
    D'accordo che il bollino blu alla Ciquita sul sito non cambia nulla. E' il modo di vedere le cose che cambia la sensibilita' non i bollini.Certo, anche si discute su normative, confuse e contradditorie, ma se da una parte si fa questioni di lana caprina contemporaneamente ci si irrigidisce solo su alcune questioni comode, e che fanno comodo.L'accessibilita' per i disabili e' un dovere, ma oltre a discutere di questioni, interessanti solo dalle ex-aziende dove era dipendente il nostro ministro, perche' non si fanno leggi a favore di fondi per la ricerca informatica e tecnologica? Perche' invece di discutere sul W3C non si pensa ad incentivare una ricerca nel settore, magari avendo degli ingenti sgravi fiscali per chi produca innovazione in italia?Fa comodo Egregio Ministro, distogliere l'attenzione da problemi ben piu' gravi e pesanti per il nostro paese.Cominciamo a parlare di RICERCA TECNOLOGICA, Il nostro paese sta diventando un megasupermercato, dove l'unico nostro dovere e quello di comperare tecnologia altrui.Basta, con questi inutili incentivi ai ragazzini per comperare un computer.Cominciamo a dare incentivi per LA RICERCA.Signor Ministro, e' inutile avere siti accessibilissimi, e poi avere lo stesso rapporto di ricerca tecnologica pari a qualche paese del Magreb (anzi quelli sicuramente i pochi soldi che hanno li usano per scopi utili, non certo facendo sconti per comperare i computer ai 16enni per far contenti mammà e papa' che votano)STANCAMENTE Elwood==================================Modificato dall'autore il 21/09/2004 15.10.06
  • Anonimo scrive:
    Troppe normative e burocrazia
    Quando lo capireno che ci sono troppe normative e troppa burocrazia?La lettura dell'articolo mi ha fatto venire mal di testa. Solo il pensiero di pensare a nuove normative, oltre a quelle che già abbiamo per privacy e compagnia bella, mi nausea.
    • Anonimo scrive:
      Re: Troppe normative e burocrazia
      - Scritto da: Anonimo
      La lettura dell'articolo mi ha fatto venire
      mal di testa. Solo il pensiero di pensare a
      nuove normative, oltre a quelle che
      già abbiamo per privacy e compagnia
      bella, mi nausea.Se vuoi veramente farti venire il mal di mare, leggi i libri di Michele Ainis "La legge oscura: come e perché non funziona" e "Se cinquantamila vi sembrano poche". Cinquantamila sarebbero le leggi italiane (in realtà sono forse duecentomila gli atti legislativi vigenti, dallo statuto albertino alle leggi di stamattina). Nei paesi civili si viaggia invece su una media di 6-8.000, la maggior parte delle quali non interessano direttamente il normale comportamento dei cittadini ma regolano settori estremamente specifici. Tanto che in UK, Francia, Germania, Olanda, Svezia si può seriamente sperare che un cittadino rispettoso conosca davvero tutte le leggi che lo riguardano (e soprattutto quelle la cui violazione può arrecargli danno, fastidi, processi, spese o peggio). Il che è semplicemente impossibile in Italia.Continuiamo così...
      • Anonimo scrive:
        Re: Troppe normative e burocrazia
        - Scritto da: Anonimo
        Tanto che in UK, Francia,
        Germania, Olanda, Svezia si può
        seriamente sperare che un cittadino
        rispettoso conosca davvero tutte le leggi
        che lo riguardano (e soprattutto quelle la
        cui violazione può arrecargli danno,
        fastidi, processi, spese o peggio). Il che
        è semplicemente impossibile in
        Italia.
        Continuiamo così...Io so perfettamente che esiste una legge fatta proprio su misura che incombe come spada di Damocle sulla mia testa.Si tratta della stramaledetta legge urbani.
      • Anonimo scrive:
        Re: Troppe normative e burocrazia
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        La lettura dell'articolo mi ha fatto
        venire

        mal di testa. Solo il pensiero di
        pensare a

        nuove normative, oltre a quelle che

        già abbiamo per privacy e
        compagnia

        bella, mi nausea.

        Se vuoi veramente farti venire il mal di
        mare, leggi i libri di Michele Ainis "La
        legge oscura: come e perché non
        funziona" e "Se cinquantamila vi sembrano
        poche". Cinquantamila sarebbero le leggi
        italiane (in realtà sono forse
        duecentomila gli atti legislativi vigenti,
        dallo statuto albertino alle leggi di
        stamattina). Nei paesi civili si viaggia
        invece su una media di 6-8.000, la maggior
        parte delle quali non interessano
        direttamente il normale comportamento dei
        cittadini ma regolano settori estremamente
        specifici. Tanto che in UK, Francia,
        Germania, Olanda, Svezia si può
        seriamente sperare che un cittadino
        rispettoso conosca davvero tutte le leggi
        che lo riguardano (e soprattutto quelle la
        cui violazione può arrecargli danno,
        fastidi, processi, spese o peggio). Il che
        è semplicemente impossibile in
        Italia.
        Continuiamo così...Ma per curiosità, non è che magari negli altri paesi hanno meno leggi perché da loro le sentenze dei giudici diventano un precedente legale, e quindi bastano qualche migliaio di leggi per tracciare dei regolamenti generali e sono poi i giudici che le definiscono meglio quando si trovano personalmenet davanti ai vari casi.
        • Anonimo scrive:
          Re: Troppe normative e burocrazia
          - Scritto da: Anonimo

          Ma per curiosità, non è che
          magari negli altri paesi hanno meno leggi
          perché da loro le sentenze dei
          giudici diventano un precedente legale, e
          quindi bastano qualche migliaio di leggi per
          tracciare dei regolamenti generali e sono
          poi i giudici che le definiscono meglio
          quando si trovano personalmenet davanti ai
          vari casi.Questo è applicabile solo ai paesi anglosassoni, semmai. Negli altri paesi il "corpus" giuridico è stato (ri)elaborato sulla base di pochi e chiari principi di diritto positivo, e ci si è affidati anche ad esperti di rules governance basata su criteri scientifici (ebbene sì, game theory e quant´altro). Una buona panoramica di questi criteri sensati si trova nelle opere di giuristi come Layard, Cooter, Gertner, Picker.In Italia questa sarebbe fantascienza pura, come l´idea di avere dei giudici alla anglosassone: eletti direttamente dal popolo tra i migliori avvocati e personalmente responsabili, in solido, di qualsiasi errore (come d´altronde qualsiasi altra categoria professionale, dal medico all´ingegnere al fiscalista).
          • Anonimo scrive:
            Re: Troppe normative e burocrazia

            In Italia questa sarebbe fantascienza pura,
            come l´idea di avere dei giudici alla
            anglosassone: eletti direttamente dal popolo
            tra i migliori avvocati e personalmente
            responsabili, in solido, di qualsiasi errore
            (come d´altronde qualsiasi altra categoria
            professionale, dal medico all´ingegnere al
            fiscalista).Ti sei dimenticato i calciatori, sono l'unica categoriaoltre ai giudici che non perseguibili se sbagliano.Infatti i calciatori sono pagati per retrocedere (piccole squadre) e per non vincere lo scudetto (grandi squadre).Se invece si salvano (piccole) o vincono lo scudetto (grandi) viene loro dato un premio perchè hanno fatto di più di quello che dovevano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Troppe normative e burocrazia
      - Scritto da: Anonimo
      Quando lo capireno che ci sono troppe
      normative e troppa burocrazia?

      La lettura dell'articolo mi ha fatto venire
      mal di testa. Solo il pensiero di pensare a
      nuove normative, oltre a quelle che
      già abbiamo per privacy e compagnia
      bella, mi nausea.tante leggi per chi ha poco senso civico...
  • Anonimo scrive:
    Interventi morbidi
    Credo che promuovere la cultura dell'accessibilita' sia indispensabile e non certo da oggi e non certo solo su Internet. Da qui a stabilire degli obblighi c'e' un passo da fare e diciamo che si puo' fare e viene fatto. Ma che si pensi di ingabbiare il lavoro in una serie infinita di determinazioni tecniche allora si commette un errore grave che puo' portare a minori risorse per tutti e non solo per i disabili.
    • Anonimo scrive:
      Re: Interventi morbidi
      in una prima fase mi accontenterei del rispetto degli standard
    • Anonimo scrive:
      Re: Interventi morbidi
      Sono d'accordo.Da anni sviluppo siti web basandomi sulle direttive WAI e discutendole sul forum di Bobby e una delle cose di cui mi sono reso conto da subito e' che un sito AAA per il WCAG non e' necessariamente sinonimo di sito accessibile.Le regole ci sono ma possono essere discusse e messe in dubbio e spesso noi sviluppatori "accessibili" ne discutiamo per decidere piu' o meno quale linea seguire (chi ha delle proposte le fa e se ne discute)Moltissimi siti che espongono il bollino di accessibilita' di Bobby hanno poi una sezione in cui spiegano che, nonostante il validatore imponga un certo tipo di comportamento, loro hanno optato per la soluzione piu' accessibile: e' la macchina che sbaglia.Da un po' di tempo in politica vedo la tendenza a normatizzare ogni aspetto della vita, a passare da una legge semplice che dice "tutto quello che non e' vietato e' concesso" a una complessa tipo "tutto quello che non e' esplicitamente permesso e previsto e' vietato"Anche e soprattutto in materia di internet e, mi spiace davvero, anche in materia di accessibilita'.Come dissi una volta su Bobby:L'Accessiblita' non e' una questione di validazioni e macchine (in questo caso di leggi e articoli) ma di persone e problemi.CoD
  • Anonimo scrive:
    a si?
  • Anonimo scrive:
    Non capisco cosa ci sia da bullarsi
    per aver "inventato" l'espressione "talebani dell'accessibilità". Non ci vedo niente di particolarmente originale... si prende una categoria denigrata e la si associa all'argomento della discussione... se dovessi dire per esempio "nazisti dell'etere" non ne pretenderei certo il copyright.Ma tant'è... oggi si vorrebbe brevettare qualunque cosa.
  • Anonimo scrive:
    Disaccordo
    Non trovo la normativa così severa e "talebana". Premetto che mi baso sulla revisione del 11 luglio 2004 delle linee guida. Stò personalmente sviluppando un sito per un'amministrazione pubblica, che quindi rientra nella normativa. Ho usato XHTML (strict) impaginando esclusivamente con css (tableless). Trovo che le linee guida siano "sufficientemente buone" in quanto 1. scremano gli improvvisati professionisti del web 2. impongono di usare accorgimenti sull'uso dei colori; di usare i fogli di stile per impaginare i contenuti; di fornire contenuti alternativi ad immagini,video etc. Tutte cose vicine al buon senso di un progettista. Link: http://www.pubbliaccesso.gov.it/biblioteca/documentazione/studio_lineeguida/index.htmHo anche l'impressione che l'articolo confonda accessibilità con usabilità. Riprendendo la metafora dell'articolo (codice e architettura) questa legge parla SOLO di codice. E' una conditio sine qua non per fare siti cross-platform, senza errori di parsing(risparmiamo i nostri processori) e con contenuti separati dall'impaginazione, per poterli manipolare meglio, renderli visibili da cellulari, pda, e device poco potenti in genere (e per arrivare a web semantico e XML). Il saper fare bene un sito e renderlo comodo da usare è ovviamente un'altra cosa (l'usabilità appunto); non si può regolamentare rigidamente (cosa che non vuol fare questa legge, come parrebbe dall'articolo).La legge ha valore SOLO per i siti di pubblica amministrazione, perché ciò che viene pagato dallo stato deve essere fruibile da tutti o cmq da più cittadini possibile (personale interpretazione,forse troppo ottimista).Per i contenuti veicolati dai siti pubblici queste norme mi paiono più che sufficenti. Tra l'altro usando bene i fogli di stile si possono facilmente raggiungere risultati superiori all'html+javascript senza perdere in compatibilità, anzi. In ogni caso se un'associazione di volontariato o chiunque altro vuole fare un sito non accessibile è liberissimo di farlo.E' vero invece che accessibilità e disabilità sono cose diverse. L'accessibilità ha il solo -umile- scopo di rendere un'informazione digitale leggibile senza errori da qualsiasi applicazione software o hardware. Per questo crea uno standard. L'accessibilità da sola non può pretendere di risolvere i problemi dei disabili. Regola solo il substrato teconolgico; il resto è responsabilità degli sviluppatori. E poi mi sembra anche che questo "nuovo" modo di scrivere codice (che poi nuovo non è) da dei grandi vantaggi a tutti,non solo ai disabili.Vorrei precisare,a scanso di equivoci, non sono un informatico/htmllista/sistemista/bla/bla.
    • Anonimo scrive:
      Re: Disaccordo

      Stò personalmente sviluppando un sito
      per un'amministrazione pubblica, che quindi
      rientra nella normativa. Ho usato XHTML
      (strict) impaginando esclusivamente con css
      (tableless).complimenti. passi l'xhtml strict, anzi benvenga, per il tableless completo, a meno che l'amministrazione pubblica non abbia davvero tanti soldi da spendere, i tempi di sviluppo sono circa doppi rispetto ad un buon design con table.
      Trovo che le linee guida siano
      "sufficientemente buone" in quanto 1.
      scremano gli improvvisati professionisti del
      web seee per far sparire quelli ci vorrebbe altroche merlino...
      Vorrei precisare,a scanso di equivoci, non
      sono un
      informatico/htmllista/sistemista/bla/bla. ah, quindi ricadi nel punto uno :) davvero non capisco, ti definisci designer? o che altro? scrivi codice xhtml senza avere competenze da informatico e/o da "htmlista"... e il sistemista cosa centra ora ? mah...:p
      • Anonimo scrive:
        Re: Disaccordo

        complimenti. passi l'xhtml strict, anzi benvenga, per il tableless
        completo, a meno che l'amministrazione pubblica non abbia
        davvero tanti soldi da spendere, i tempi di sviluppo sono circa
        doppi rispetto ad un buon design con table.Mah, credo che questo tempo di sviluppo sia soggettivo.Mi spiego, agli inizi quando non sapevo neanche cosa fosse un CSS avevo problemi anche a far cambiare il colore ad un link se ci passi sopra con il mouse, e i tempi rispetto alle tabelle erano effettivamente maggiori. Ma ora, con l'esercizio e la pratica quando qualcuno mi dice di usare una tabella (ricordando che ci sono ancora casi in cui sono utili e ben accette) quasi inorridisco, e i tempi di sviluppo sono pressoche identici.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disaccordo
        - Scritto da: Anonimo



        Stò personalmente sviluppando un
        sito

        per un'amministrazione pubblica, che
        quindi

        rientra nella normativa. Ho usato XHTML

        (strict) impaginando esclusivamente con
        css

        (tableless).

        complimenti. passi l'xhtml strict, anzi
        benvenga, per il tableless completo, a meno
        che l'amministrazione pubblica non abbia
        davvero tanti soldi da spendere, i tempi di
        sviluppo sono circa doppi rispetto ad un
        buon design con table.bah.. veramente io ci ho impiegato un poco di più solo perché ho dovuto leggermi le linee guida del w3c. Una volta capiti quali tag sono consentiti e quali no, diventa semplice.E questa amministrazione pubblica non ha affatto speso tanti soldi,anzi.E comunque non ci vuole molto. Basta conoscere da prima i fogli di stile. E qualunque sviluppatore, anche poco serio, dovrebbe averli già imparati.


        Trovo che le linee guida siano

        "sufficientemente buone" in quanto 1.

        scremano gli improvvisati
        professionisti del

        web

        seee per far sparire quelli ci vorrebbe
        altroche merlino...


        Vorrei precisare,a scanso di equivoci,
        non

        sono un


        informatico/htmllista/sistemista/bla/bla.

        ah, quindi ricadi nel punto uno :) davvero
        non capisco, ti definisci designer? o che
        altro? scrivi codice xhtml senza avere
        competenze da informatico e/o da
        "htmlista"... e il sistemista cosa centra
        ora ?
        mah...:pVolevo solo puntualizzare che non difendo le norme di scrittura del codice perché sono programmatore . Al contrario: non essendo un informatico(da leggersi: esperto o maniaco dei computers), non ho nessun motivo di difendere le linee guida, anzi. Volevo dire che se sono riuscito a scrivere un XHTML (100% valido sia per w3c che per wai che x sez.508) senza essere un programmatore, allora non deve essere così difficile,no? :)Comunque non ricado nel punto 1, non preoccuparti. E' evidente che conosco html, ma non sono un talebano. Comunque, invece di polemizzare inutilmente, vai a leggerti le linee guida e scoprirai che sono semplici ed i requisiti tecnici sono solo 22. Chi parla di rigidissime regole e soffocanti non ha sicuramente letto niente ma riporta voci di corridoio. Oppure ricade nel punto 1 :) e allora è meglio che non faccia spendere all'amministrazione soldi per niente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disaccordo
        - Scritto da: Anonimo



        Stò personalmente sviluppando un
        sito

        per un'amministrazione pubblica, che
        quindi

        rientra nella normativa. Ho usato XHTML

        (strict) impaginando esclusivamente con
        css

        (tableless).

        complimenti. passi l'xhtml strict, anzi
        benvenga, per il tableless completo, a meno
        che l'amministrazione pubblica non abbia
        davvero tanti soldi da spendere, i tempi di
        sviluppo sono circa doppi rispetto ad un
        buon design con table.bah.. veramente io ci ho impiegato un poco di più solo perché ho dovuto leggermi le linee guida del w3c. Una volta capiti quali tag sono consentiti e quali no, diventa semplice.E questa amministrazione pubblica non ha affatto speso tanti soldi,anzi.E comunque non ci vuole molto. Basta conoscere da prima i fogli di stile. E qualunque sviluppatore, anche poco serio, dovrebbe averli già imparati.


        Trovo che le linee guida siano

        "sufficientemente buone" in quanto 1.

        scremano gli improvvisati
        professionisti del

        web

        seee per far sparire quelli ci vorrebbe
        altroche merlino...


        Vorrei precisare,a scanso di equivoci,
        non

        sono un


        informatico/htmllista/sistemista/bla/bla.

        ah, quindi ricadi nel punto uno :) davvero
        non capisco, ti definisci designer? o che
        altro? scrivi codice xhtml senza avere
        competenze da informatico e/o da
        "htmlista"... e il sistemista cosa centra
        ora ?
        mah...:pVolevo solo puntualizzare che non difendo le norme di scrittura del codice perché sono programmatore . Al contrario: non essendo un informatico(da leggersi: esperto o maniaco dei computers), non ho nessun motivo di difendere le linee guida, anzi. Volevo dire che se sono riuscito a scrivere un XHTML (100% valido sia per w3c che per wai che x sez.508 ) senza essere un programmatore, allora non deve essere così difficile,no? :)Comunque non ricado nel punto 1, non preoccuparti. E' evidente che conosco html, ma non sono un talebano. Comunque, invece di polemizzare inutilmente, vai a leggerti le linee guida e scoprirai che sono semplici ed i requisiti tecnici sono solo 22. Chi parla di rigidissime regole e soffocanti non ha sicuramente letto niente ma riporta voci di corridoio. Oppure ricade nel punto 1 :) e allora è meglio che non faccia spendere all'amministrazione soldi per niente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disaccordo

        complimenti. passi l'xhtml strict, anzi
        benvenga, per il tableless completo, a meno
        che l'amministrazione pubblica non abbia
        davvero tanti soldi da spendere, i tempi di
        sviluppo sono circa doppi rispetto ad un
        buon design con table.Primo: i tempi di sviluppo non sono il doppio, ma la metà!!Con il box model posizionare i vari elementi dove necessarioè un lavoro di pochi minuti, altro che tabelle!!Secondo: se anche fosse più semplice usare le tabelle,non dovresti usarle lo stesso! le tabelle servono per farele tabelle (non so se capisci), l'impaginazione della paginasi fa con i css!! I vantaggi sono almeno due: riusabilitàe separazione dei contenuti dalla grafica..e scusa se è poco!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Disaccordo
      Lavoro nel settore e sono veramente d'accordo con le linee guida. Il problema e' che la maggior parte di noi webmaster _NON_ sa che esistono alternative non M$ e quindi pensano che IE e' sufficiente.Imparare a usare l'X-HTML e CSS e' molto semplice. Il concetto base e' quello di imparare a separare il contenuto dalla grafica che e' alla base del principio dell'accessibilita.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disaccordo
        - Scritto da: Anonimo
        Lavoro nel settore e sono veramente
        d'accordo con le linee guida. Il problema e'
        che la maggior parte di noi webmaster _NON_
        sa che esistono alternative non M$ e quindi
        pensano che IE e' sufficiente.Allora vediamo di capirci.La definizione universalmente accettata di "webmaster" non e' quella che insegnano al CEPU.Cosi' come la definizione universamente accettata di web non e' IE.Quindi TU non sei un webmaster.Tuttalpiu' sarai un utilizzatore di frontpage che e' una cosa un pelino diversa.
        Imparare a usare l'X-HTML e CSS e' molto
        semplice. Il concetto base e' quello di
        imparare a separare il contenuto dalla
        grafica che e' alla base del principio
        dell'accessibilita. Scusa, scusa?Non hai appena detto che tu sei un utente che fa le pagine con frontpage?Che ne puo' sapere un utente di frontpage che fa pagine fruibili unicamente con IE di fogli di stile, XHTML, contenuti e contenitori?Oppure quando prima hai detto "noi webmaster" stavi scherzando e ti sei dimenticato la faccina?
  • shevathas scrive:
    accessibilità
    Creare una sorta di regime del terrore da bollino non crea cultura dell'accessibilità, non diffonde valori positivi. pienamente d'accordo, l'accessibilità deve essere divulgata ma non può essere imposta a forza usando bollinature varie.Bisogna, imho, creare anche una cultura dell'accessibilità, far capire, in primis ai responsabili dei siti della P.A., che il sito deve essere funzionale e far trovare in fretta le informazioni che una persona normale si aspetta di trovarci dentro, e che non serve riempirlo all'inverosimile di javascript e flash per trasformarlo in un bel sito.Vabbe' che l'occhio vuole la sua parte, ma un sito di una P.A. principalmente dovrebbe essere valutato per le informazioni che contiene e in secondo luogo per la grafica. l'errore non sta nel volere l'applicazione corretta delle regole, ma nel pretenderla in modo autocratico. straquoto, un'applicazione rigidissima porterebbe a risultati assurdi, oltre a far credere ai designer di non avere alcun margine di manovra.
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