Pechino contro un videogame europeo

Realizzato in Norvegia, il game è stato vietato sul mercato cinese perché si prenderebbe gioco della dignità nazionale. Due giorni fa, invece, la censura di due blog troppo democratici
Realizzato in Norvegia, il game è stato vietato sul mercato cinese perché si prenderebbe gioco della dignità nazionale. Due giorni fa, invece, la censura di due blog troppo democratici


Pechino (Cina) – Chissà se gli artisti norvegesi della Interloop Studios avevano messo in conto che la loro produzione “Project IGI2: Covert Strike” edito da CodeMasters avrebbe suscitato tanta indignazione.

Si badi bene, non nei giocatori ma tra le autorità pechinesi. Stando all’agenzia di stampa Xinhua , il dipartimento per la Stampa e la Pubblica amministrazione cinese, infatti, nelle scorse ore ha annunciato il divieto alla commercializzazione di quel titolo sui mercati cinesi. E questo perché i suoi contenuti rappresentano, a loro dire, un attacco alla dignità nazionale cinese e ai suoi interessi.

Il gioco, qui un approfondimento di HighScore , pone il giocatore nei panni di un mercenario che cerca di individuare delle tecnologie informatiche illegali che vengono utilizzate in paesi come Cina, Russia e Libia per realizzare armamenti pericolosi . Il fatto che l’eroe del gioco si prenda la libertà di sottrarre segreti militari e sabotare i sistemi cinesi nonché, persino, sparare a militari cinesi, viene ritenuto davvero troppo per poter essere sopportato dall’orgoglio nazionalistico di Pechino.

Come conseguenza di questa decisione, saranno puniti severamente tutti coloro che in Cina hanno contribuito alla distribuzione del gioco che, evidentemente, sarà confiscato dalle autorità entro le prossime ore.

Va segnalato che questa levata di scudi contro un giochino elettronico arriva a tre giorni dalla censura da parte delle autorità di due blog politici che hanno attirato anche un certo numero di visitatori, scatenando polemiche politiche nei loro forum. Uno dei due blog, blogbus , ha chiuso rendendo però noto che ci sono contenuti illegali sul server e che presto spera di tornare online. L’altro, che Reporters sans frontieres identifica in Blogcn è ora tornato online privo di forum.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

21 03 2004
Link copiato negli appunti