Pedofilia, dal partito al partito web

Chi denuncia e ostacola la diffusione del pedoporno in rete c'è la sensazione che il nuovo Partito dei pedofili olandese possa rivitalizzare quelle attività online. C'è un nesso? PI ne parla con una studiosa del problema

Roma – È uno dei più grandi problemi sulla via dello sviluppo digitale: la lotta alla diffusione online di pornografia infantile, spesso legata ad interessi economici di prima grandezza e ad organizzazioni criminali internazionali, si è più volte tradotta in misure e provvedimenti che in molti paesi hanno ridotto le libertà degli utenti online. La posta in gioco, d’altra parte, è elevatissima: la possibilità di sfruttare Internet per dar vita ad un mercato del pedoporno, se si guarda alle molte indagini su questo fronte, si è numerose volte tradotto in un ampliamento dello sfruttamento. In altre parole, la possibilità che Internet fornisce ai criminali del pedoporno provoca anche un aumento nel numero delle vittime.

Sta facendo discutere moltissimo gli esperti il recente annuncio della nascita in Olanda di un Partito dei pedofili. Si chiama “NVD – Charity, Freedom and Diversity” ed è la prima organizzazione politica con tanto di programma di “liberazione pornopedofila” che si presenta sul panorama europeo. Sebbene siano numerose le organizzazioni più o meno note che promuovono in varie forme, anche in rete , “il diritto del minore a scegliere la propria sessualità”, quella olandese appare come la prima organizzazione politica che, stando alle dichiarazioni rilasciate dai suoi leader, intende fare della rivendicazione pedofila un’attività a largo raggio.

Che ci riesca è tutto da vedere, naturalmente, vista la fortissima indignazione che in Europa e nella stessa Olanda ha suscitato l’annuncio del nuovo partito, tanto da spingere il vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini a chiedere l’immediata messa al bando dell’organizzazione. Le leggi olandesi in materia di libertà di espressione sono piuttosto garantiste e a molti appare improbabile che la sola rivendicazione di idee, per quanto estremiste, possa condurre alla sua chiusura.

La questione avvertita da molti di coloro che combattono la diffusione della pornografia infantile in rete, però, è che il Partito altro non sia che uno snodo ideologico ed organizzativo per una vasta serie di attività pedofile oggi già attive anche su Internet. “Lo sbarco in rete del Partito – spiega a Punto Informatico Nicoletta Bressan, sociologa e specializzata in Criminologia, che si impegna da anni su questo fronte all’interno dell’associazione italiana Meter diretta da don Fortunato Di Noto – è solo questione di tempo”.

Che l’NVD si rivolga ad Internet non sarebbe in sé un’anomalia: qualsiasi forza politica che oggi voglia diffondere le proprie idee vede nella rete un formidabile strumento di propaganda. Eppure, spiegano gli esperti, la nascita stessa del Partito non sarebbe casuale: la sua presenza pubblica e la propria attività sarebbero nient’altro che il culmine di un processo di sviluppo delle organizzazioni pedofile reso possibile dall’avvento di Internet.

“Non stiamo parlando di un’unica organizzazione – spiega Bressan a Punto Informatico – ma di una grande e variegata tipologia di persone che già oggi producono siti a sfondo “culturale pedofilo”, mediante i quali diffondono ricerche, articoli, in cui sostengono che “fare sesso con un minore” deve essere una pratica socialmente accettata. Si sta parlando di vere e proprie organizzazioni di pedofilia culturale: Meter ne ha denunciate, in questi anni, più di 500 nel mondo e in Europa. Tuttavia, non sempre le autorità dei vari paesi tendono ad oscurare tali siti e a perseguire, alla radice, tali associazioni, anche se azioni concrete di contrasto cominciano a notarsi”.

Questa connessione potrebbe produrre serie conseguenze normative sulle libertà digitali. Da parte di chi si occupa di lotta alla diffusione della pornografia infantile, infatti, arriva con forza l’allarme per il costituirsi di una grande rete pedofila in grado di raccordare mezzi e strumenti, ideologia e capacità organizzativa, affidandosi ad un fine comune, ovvero la legalizzazione di quello che oggi è considerato in tutti i paesi più avanzati un crimine intollerabile.

“Il vero problema che sempre più va palesandosi e che con il nuovo Partito olandese si esplicita in tutta la sua drammaticità – sottolinea Bressan – è la possibilità per queste organizzazioni di diffondere, nei confronti della pedofilia, la tendenza alla normalizzazione, ovvero di riuscire nel tempo, attraverso una perpetua opera, prima culturale, e ora anche politica, a trasformare quello che oggi viene visto in modo pressoché unanime come il peggiore dei delitti, in una pratica possibile. Da ottenere con il riconoscimento di una presunta liberazione sessuale del minore. In tal senso, la pedofilia culturale è l’unica vera radice dell’NVD e l’NVD è l’umana e concreta sua espressione che ne eredita il fine supremo: portare, sul piano dell’arena politica, i contenuti di una tale cultura al fine di una futura, ma possibile, legalizzazione dei suoi principi. L’affronto, pertanto, che un partito di questo tipo lancia agli stati europei e ai suoi cittadini, è troppo grande e troppo assurdo”. Il programma della nuova organizzazione politica è peraltro esplicito nel muoversi in questa direzione: accanto a richieste bizzarre ma innocue, come leggi che consentano a tutti di poter girare nudi a piacimento, c’è anche quella di legalizzare la pedopornografia, di consentire la diffusione della pornografia non violenta sui media anche durante il giorno, di abbassare a 12 anni l’età del consenso per l’attività sessuale. Il concetto di base, secondo NVD, è che il minore ha una propria sessualità che oggi non è libero di esprimere e che viene castrata e distorta dal divieto, considerato assurdo dall’organizzazione olandese, di intrattenersi in attività erotiche con individui adulti.

“Il loro dato di partenza – continua Bressan – quello secondo cui il minore, persino un bambino di pochi anni, addirittura meno di 4, possa esprimere un consenso a rapporti sessuali è destituito di qualsiasi fondamento scientifico. Tutte le ricerche e le conoscenze scientifiche in materia, infatti, dimostrano l’esatto contrario, ovvero il pesantissimo trauma che può rappresentare un contatto sessuale, per un bambino, con un adulto in quanto il bambino non è in grado di comprendere la propria sessualità e di essere partner attivo in una relazione che, logicamente, rimane solo asimmetrica”.

Con denunce ed esposti già presentati non solo in Italia ma in diversi paesi europei molti stanno cercando di premere sul Governo olandese affinché trovi un escamotage giuridico per mettere fuori gioco il Partito pedofilo.
“Le organizzazioni pedofile, sia culturali che pedocriminali, hanno sempre sfruttato Internet – avverte Bressan – perché nulla più come un mezzo di comunicazione così straordinario, prolifico e diffuso può dar loro la possibilità di trasformare la questione del pedoporno e dello sfruttamento violento dei minori in un non-problema. A maggior ragione, ora, la presenza di un “partito” dà loro il pretesto per sentirsi ancora più forti e ancora più nel giusto e di fortificarsi, virtualmente, e concretamente”.

Se questo avvenisse, evidentemente, si aprirebbero scenari che a tutti oggi suonano come agghiaccianti. Ma impedire che ciò avvenga non sarà facile. L’unica speranza, concordano gli esperti, è che questa volta, anziché ricorrere a nuove pesanti leggi capaci di impattare sulla libertà di ciascuno, sia più forte e palese la reazione dell’opinione pubblica.edofilia, dal partito al partito web –> Roma – È uno dei più grandi problemi sulla via dello sviluppo digitale: la lotta alla diffusione online di pornografia infantile, spesso legata ad interessi economici di prima grandezza e ad organizzazioni criminali internazionali, si è più volte tradotta in misure e provvedimenti che in molti paesi hanno ridotto le libertà degli utenti online. La posta in gioco, d’altra parte, è elevatissima: la possibilità di sfruttare Internet per dar vita ad un mercato del pedoporno, se si guarda alle molte indagini su questo fronte, si è numerose volte tradotto in un ampliamento dello sfruttamento. In altre parole, la possibilità che Internet fornisce ai criminali del pedoporno provoca anche un aumento nel numero delle vittime.

Sta facendo discutere moltissimo gli esperti il recente annuncio della nascita in Olanda di un Partito dei pedofili. Si chiama “NVD – Charity, Freedom and Diversity” ed è la prima organizzazione politica con tanto di programma di “liberazione pornopedofila” che si presenta sul panorama europeo. Sebbene siano numerose le organizzazioni più o meno note che promuovono in varie forme, anche in rete , “il diritto del minore a scegliere la propria sessualità”, quella olandese appare come la prima organizzazione politica che, stando alle dichiarazioni rilasciate dai suoi leader, intende fare della rivendicazione pedofila un’attività a largo raggio.

Che ci riesca è tutto da vedere, naturalmente, vista la fortissima indignazione che in Europa e nella stessa Olanda ha suscitato l’annuncio del nuovo partito, tanto da spingere il vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini a chiedere l’immediata messa al bando dell’organizzazione. Le leggi olandesi in materia di libertà di espressione sono piuttosto garantiste e a molti appare improbabile che la sola rivendicazione di idee, per quanto estremiste, possa condurre alla sua chiusura.

La questione avvertita da molti di coloro che combattono la diffusione della pornografia infantile in rete, però, è che il Partito altro non sia che uno snodo ideologico ed organizzativo per una vasta serie di attività pedofile oggi già attive anche su Internet. “Lo sbarco in rete del Partito – spiega a Punto Informatico Nicoletta Bressan, sociologa e specializzata in Criminologia, che si impegna da anni su questo fronte all’interno dell’associazione italiana Meter diretta da don Fortunato Di Noto – è solo questione di tempo”.

Che l’NVD si rivolga ad Internet non sarebbe in sé un’anomalia: qualsiasi forza politica che oggi voglia diffondere le proprie idee vede nella rete un formidabile strumento di propaganda. Eppure, spiegano gli esperti, la nascita stessa del Partito non sarebbe casuale: la sua presenza pubblica e la propria attività sarebbero nient’altro che il culmine di un processo di sviluppo delle organizzazioni pedofile reso possibile dall’avvento di Internet.

“Non stiamo parlando di un’unica organizzazione – spiega Bressan a Punto Informatico – ma di una grande e variegata tipologia di persone che già oggi producono siti a sfondo “culturale pedofilo”, mediante i quali diffondono ricerche, articoli, in cui sostengono che “fare sesso con un minore” deve essere una pratica socialmente accettata. Si sta parlando di vere e proprie organizzazioni di pedofilia culturale: Meter ne ha denunciate, in questi anni, più di 500 nel mondo e in Europa. Tuttavia, non sempre le autorità dei vari paesi tendono ad oscurare tali siti e a perseguire, alla radice, tali associazioni, anche se azioni concrete di contrasto cominciano a notarsi”.

Questa connessione potrebbe produrre serie conseguenze normative sulle libertà digitali. Da parte di chi si occupa di lotta alla diffusione della pornografia infantile, infatti, arriva con forza l’allarme per il costituirsi di una grande rete pedofila in grado di raccordare mezzi e strumenti, ideologia e capacità organizzativa, affidandosi ad un fine comune, ovvero la legalizzazione di quello che oggi è considerato in tutti i paesi più avanzati un crimine intollerabile.

“Il vero problema che sempre più va palesandosi e che con il nuovo Partito olandese si esplicita in tutta la sua drammaticità – sottolinea Bressan – è la possibilità per queste organizzazioni di diffondere, nei confronti della pedofilia, la tendenza alla normalizzazione, ovvero di riuscire nel tempo, attraverso una perpetua opera, prima culturale, e ora anche politica, a trasformare quello che oggi viene visto in modo pressoché unanime come il peggiore dei delitti, in una pratica possibile. Da ottenere con il riconoscimento di una presunta liberazione sessuale del minore. In tal senso, la pedofilia culturale è l’unica vera radice dell’NVD e l’NVD è l’umana e concreta sua espressione che ne eredita il fine supremo: portare, sul piano dell’arena politica, i contenuti di una tale cultura al fine di una futura, ma possibile, legalizzazione dei suoi principi. L’affronto, pertanto, che un partito di questo tipo lancia agli stati europei e ai suoi cittadini, è troppo grande e troppo assurdo”. Il programma della nuova organizzazione politica è peraltro esplicito nel muoversi in questa direzione: accanto a richieste bizzarre ma innocue, come leggi che consentano a tutti di poter girare nudi a piacimento, c’è anche quella di legalizzare la pedopornografia, di consentire la diffusione della pornografia non violenta sui media anche durante il giorno, di abbassare a 12 anni l’età del consenso per l’attività sessuale. Il concetto di base, secondo NVD, è che il minore ha una propria sessualità che oggi non è libero di esprimere e che viene castrata e distorta dal divieto, considerato assurdo dall’organizzazione olandese, di intrattenersi in attività erotiche con individui adulti.”Il loro dato di partenza – continua Bressan – quello secondo cui il minore, persino un bambino di pochi anni, addirittura meno di 4, possa esprimere un consenso a rapporti sessuali è destituito di qualsiasi fondamento scientifico. Tutte le ricerche e le conoscenze scientifiche in materia, infatti, dimostrano l’esatto contrario, ovvero il pesantissimo trauma che può rappresentare un contatto sessuale, per un bambino, con un adulto in quanto il bambino non è in grado di comprendere la propria sessualità e di essere partner attivo in una relazione che, logicamente, rimane solo asimmetrica”.Con denunce ed esposti già presentati non solo in Italia ma in diversi paesi europei molti stanno cercando di premere sul Governo olandese affinché trovi un escamotage giuridico per mettere fuori gioco il Partito pedofilo. “Le organizzazioni pedofile, sia culturali che pedocriminali, hanno sempre sfruttato Internet – avverte Bressan – perché nulla più come un mezzo di comunicazione così straordinario, prolifico e diffuso può dar loro la possibilità di trasformare la questione del pedoporno e dello sfruttamento violento dei minori in un non-problema. A maggior ragione, ora, la presenza di un “partito” dà loro il pretesto per sentirsi ancora più forti e ancora più nel giusto e di fortificarsi, virtualmente, e concretamente”. Se questo avvenisse, evidentemente, si aprirebbero scenari che a tutti oggi suonano come agghiaccianti. Ma impedire che ciò avvenga non sarà facile. L’unica speranza, concordano gli esperti, è che questa volta, anziché ricorrere a nuove pesanti leggi capaci di impattare sulla libertà di ciascuno, sia più forte e palese la reazione dell’opinione pubblica.<!–P2 fine-

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