Pedoporno online, arresto a Roma

Usava le sue vittime


Roma – Un utente internet è stato arrestato nelle scorse ore dagli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Lazio per la sua attività online caratterizzata secondo la Polizia dalla distribuzione di immagini di abusi compiuti su minorenni.

Stando alle prime notizie, l’uomo sarebbe stato l’abituale frequentatore di alcune comunità online nelle quali avrebbe diffuso il materiale da lui stesso prodotto. Si ritiene, infatti, che adescasse i minori via internet a cui poi somministrava farmaci soporiferi, costringendoli così a subìre atti sessuali che venivano videoripresi. Molte le videocassette individuate nell’abitazione dell’uomo.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Nessun Valore
    e' raro sentire qualcuno con tanta invidiae tanto risentimentonon devi sentirti cosi' inferiore, tutti col tempopossiamo crescere e diventare migliori
  • Anonimo scrive:
    Re: Ancora con sta storia dell'open source
    l'intera infrastruttura internet è' stata sviluppatacon strumenti completamente aperte e condivisee con risorse del settore pubblico (stati, enti,universita',etc)questo vale anche per l'attuale grid computing invia di sviluppo, su linux quasi al 100% e amaggior ragione lo e' per internet2 e tutto cio'che ne seguira'le cose piu' importanti, di piu' grandi dimensionie di maggior valore tecnico oggi si fanno quasiesclusivamente con sw opensourcecerto che certe cose dalla tana da topi da cuiguardi il tuo angolino di mondo non si vedono
  • Anonimo scrive:
    Re: Ancora con sta storia de che??
    - Scritto da: Anonimo
    uffa... stallman ha creato il movimento se
    non erro nel 1984 e da allora non si fa
    altro che parlare di software open... sbagli. Allora era solo "free software"il concetto di "open" è degli anni '90il resto della tua analisi è solo qualunquismovoto= 3
  • Anonimo scrive:
    Re: Ancora con sta storia dell'open sour
    - Scritto da: Anonimo
    Beh, neppure il tuo italiano sembra
    granche'... si dice propagandisti, non
    propagandatori.. meglio scrivere qualcosa di
    corretto in inglese che una schifezza in
    italiano , che dici? =)
    O forse nel mio vocabolario open source non
    ci sono tutte le parole Non dimostri una grande intelligenza a rispondere in maniera cosi' spocchiosa. Se non hai argomenti validi non dare risposte che non denotano una grande intelligenza.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ancora con sta storia dell'open sour
    - Scritto da: Anonimo
    Non si sta parlando solo di soldi, ma anche
    di un valore aggiunto dato dallo sviluppo
    software e dalla risoluzione di determinate
    problematiche di sicurezza che -sviluppateChiacchiere, Vapourware.
    giro che pero' permettimi di informatica ne
    capiscono ancora meno di chi bazzica negli
    enti pubbliciQuindi bisogna erudirli che software libero è Bene ?

    Se conosci la lingua italiana: si scrive

    lobby non lobbies, stai scrivendo in

    italiano, non in inglese, non scriverai
    mica

    "i computers" in luogo di "i computer"

    spero, la lingua italiana non declina al

    plurale le parole straniere.

    Non dmostri una grande intelligenza a
    rispondere in maniera cosi' spocchiosa. SeSarai intelligente tu.
    Mah... se sviluppassi un po' meglio i
    contenuti e non sbandierassi slogan tanto
    per fare magari capiremmo meglio cosa
    vorresti dire... qualche esempio magari =)
    Un saluto, e viva gli stupidi sviluppatori
    di kernel con la K maiuscola!!!Poveretto.
  • Anonimo scrive:
    Nessun Valore
    Invece di parlare del valore del software libero per le aziende e per la pubblica amministrazione, mi preoccuperei INVECE, di parlare del valore che il software libero ha per chi lo rivende, dato che il software libero:-è anche gratuito, quindi offre eventuali margini di speculazione elevatissimi-non esce da alcun un processo di produzione industriale.Mi preoccuperei di quanto fatturerebbe un body-rental che fornisse consulenti e lavoratori in affitto precari e/o sottopagati, ma super specializzati in questo fantastico mondo dell'open source e del software libero tutto gratis, e mi preoccuperei di quanto dovesse costare se questo sogno si dovesse infrangere.Il software libero è una bella scusa per fatturare consulenze profumatamente prezzolate, commissionate da chi vuole saperne di più su questo tanto proclamato, e tanto di moda, mondo del tutto-libero-tutto-gratis; figuriamoci poi se il committente si fida di ciò che il consulente "amico" ( o parente ) gli racconta.Prima di tutto, occorre chiarire che il software libero, non ha un modello di sviluppo, un modello presuppone almeno la presenza di regole e una pianificazione, invece, il mondo del software libero, si muove sull'onda delle intenzioni, dell'ideologia, degli slogan, ufficialmente, chiunque, a cui punga vaghezza, può partecipare a qualunque progetto open source, questo più che modello di sviluppo è un blob, una massa informe, una matassa complicata e intricata di interrelazioni e interessi personali ( tralasciando tutti gli strascichi riguardanti brevetti e diritto d'autore ).Inoltre non c'è ancora un valido modello di business, non l'hanno ancora trovato, a differenza di chi sviluppa software closed-source, i cui affari vanno a gonfie vele.Poi occorre anche dare un'occhiata alla definizione di software libero, che è il concetto che l'open source incarna per generare tutto il ben di dio di cui si vanta.Una definizione di "software libero" può essere trovata a questo indirizzo: http://snipurl.com/b11lSi può leggere chiaramente che, i quattro assiomi che definiscono il software libero, in realtà, sono vincoli alla libertà di fare con il software, quello che ci pare, una contraddizione quindi, perché la parola Libertà, indica assenza di vincoli, piuttosto che la loro imposizione ( Umberto Saba si sta già rivoltando nella tomba, vedi ultimo paragrafo ).La Libertà ( assieme all'anti imperialismo, etc ) è una banderuola molto sventolata dai propagandatori del software libero, ma non è difficile ragionare su quei quattro punti ( ma sono numerati a partire dallo zero, chissà perché, forse perché così sembrano di meno ) e sulle conseguenze di esproprio dell'informatica dai programmatori professionisti e dalle aziende che fino ad oggi l'hanno fatta, con una visione collettivista che cancella il mercato del software, per metterlo idealmente in mano alla comunità e praticamente in mano a chi ha interesse economico di lucrare su una risorsa gratuita e che ha le conoscenze e i contatti commerciali e politici per farlo.E' ipocrita erigersi paladini delle libertà altrui, difensori dai tiranni, per poi farsi con molta attenzione, i propri conti in tasca.Nessuno poi si è posto il problema se questa comunità esista e se sì, da chi sia formata, dando per scontato che esiste e che "tutti" ne fanno parte, includendo anche chi non è interessato e chi non desidera farne parte.La IBM ora principale promotrice di Linux ( creatura del software libero ) possiede più o meno tanti brevetti sul software quanti ne possiede la Microsoft ( il cui modello di business è basato sul closed source ), sì, parlo proprio di brevetti sul software, quei brevetti che tutelano non una procedura industriale ma una semplicissima IDEA, qualcosa di ancora più restrittivo del diritto d'autore.Per chi, il software libero rappresenta opportunità di crescita? per una multinazionale che fa produrre e testare del software gratuitamente dalla comunità di sviluppatori volontari, inoltre facendosi la pubblicità sui mezzi di comunicazione, sfruttando il viso di un bambino?Sembrerebbe che ne possano beneficiare tutti, a me pare che non ne benefici nessuno, specialmente i cittadini e gli utilizzatori, visto che, Linux, non è un sistema operativo Desktop, nonostante le intenzioni e la propaganda, infatti, tanto per fare un esempio della sua diffusione, è ultimo nella classifica dei sistemi operativi impiegati per navigare su Google, il motore di ricerca più usato del mondo ( fonte Google ).Non c'è alcun investimento e non ha senso parlare di ROI nell'utilizzare un software distribuito e acquisito a titolo gratuito, non ha senso parlare né di investimenti né di mercato, se, per ipotesi, ci collochiamo nel contesto dell'open source ( interpretabile come libero scopiazzamento del lavoro altrui ).Per quanto riguarda le libertà di scelta all'interno del mondo dei sviluppatori open source, il lettore esperto che vuole indagare, parta da questo link: http://snipurl.com/ahx0Penso che i filantropi con voglie tecnologiche, invece di propagandare il software libero, farebbero meglio ad andare in missione nei paesi del terzo mondo, o a dedicarsi al servizio civile o dare una mano concreta nel mondo del sociale, e così via.Penso che Saba e Svevo, che erano abituali clienti del caffé storico dove si terrà l'incontro, dal loro tavolino, storcerebbero subito il naso, a sentire certi proclami, visti gli intenti populisti e falsamente ribelli del software libero e dell'open source ( e vista anche l'arroganza e la saccenza che di solito caratterizza i personaggi che li propugnano ).Invece di ritrovarsi in un prestigioso caffè storico, frequentato all'epoca da sensibili artisti e fini pensatori, sarebbe meglio che questi novelli Paladini Orlandi, difensori delle libertà altrui, si diano piuttosto appuntamento, in un'osteria del luogo ( con tutto il mio profondo rispetto per le osterie ).CordialitàFrancesco
  • Anonimo scrive:
    Re: Ancora con sta storia dell'open sour

    Se tu vedi qualcosa muoversi probabilmente
    è merito di qualche truffatore
    traffichino che, come Paperon De' Paperoni,
    ha la visione offuscata dai dobloni che
    potrebbe fare rivendendo qualcosa di
    gratuito a qualche assicurazione / ente dove
    di informatica non ne capiscono un fico
    secco ( bastano i contatti giusti... e i
    favori giusti... ).Non si sta parlando solo di soldi, ma anche di un valore aggiunto dato dallo sviluppo software e dalla risoluzione di determinate problematiche di sicurezza che -sviluppate grazie all'open source- hanno fatto ricchi i Brancaleone del codice proprietario -come te, mi pare di capire.Se tu ne vuoi fare un discorso di soldi allora certo, se essere piu' ricchi vuol dire essere piu' intelligenti allora ci saranno tante persone intelligentissime in giro che pero' permettimi di informatica ne capiscono ancora meno di chi bazzica negli enti pubblici

    le lobbies del copyright stanno
    lavorando

    per trasformare Internet in una specie
    di

    museo delle antichità, solo per

    merito dell' 'open' si può avere

    qualcosa di nuovo. Vedi per esempio la

    licenza 'Creative Commons', ecc.Sono d'accordo, e' grazie all'open se si puo' imparare qualcosa... fare soldi a parte naturalmente =)
    Se conosci la lingua italiana: si scrive
    lobby non lobbies, stai scrivendo in
    italiano, non in inglese, non scriverai mica
    "i computers" in luogo di "i computer"
    spero, la lingua italiana non declina al
    plurale le parole straniere.Non dmostri una grande intelligenza a rispondere in maniera cosi' spocchiosa. Se non hai argomenti validi non dare risposte che non denotano una grande intelligenza (a meno di non riferirsi all'"intelligenza di cui accennavo prima".
    Beh e i propagandatori dell'open source...Beh, neppure il tuo italiano sembra granche'... si dice propagandisti, non propagandatori.. meglio scrivere qualcosa di corretto in inglese che una schifezza in italiano , che dici? =)O forse nel mio vocabolario open source non ci sono tutte le parole
    ...vorrebbero trasformare Internet nel far west
    senza copyright, capirai che gran saggezza,
    a me pare solo populismo.
    Lascia perdere l'open source, chiunque non
    sia ammorbato dai loro slogan e dai loro
    fanatismi si accorge che la maggiorparte dei
    progetti fanno solamente massa, ci sono
    tantissimi progetti patetici e solamente
    propositivi che non servono e non serviranno
    mai a niente se non per giustificare se
    stessi, è un vapourware a base di
    codice sorgente che ti fa credere che tutto
    c'è e tutto funziona, uno specchietto
    per le alloddole ( vedi sopra ).Mah... se sviluppassi un po' meglio i contenuti e non sbandierassi slogan tanto per fare magari capiremmo meglio cosa vorresti dire... qualche esempio magari =)Un saluto, e viva gli stupidi sviluppatori di kernel con la K maiuscola!!!Matteo,
  • lorenzaccio scrive:
    Re: Ancora con sta storia dell'open sour
    Giudizio molto, molto superficiale. Oggi se qualcosa si sta ancora muovendo è per merito dell'informazione 'open', non solo software, ma di qualunque altro tipo. Mentre le lobbies del copyright stanno lavorando per trasformare Internet in una specie di museo delle antichità, solo per merito dell' 'open' si può avere qualcosa di nuovo. Vedi per esempio la licenza 'Creative Commons', ecc.desolatamenteLorenzaccio
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora con sta storia dell'open sour
      - Scritto da: lorenzaccio
      Giudizio molto, molto superficiale. Oggi se
      qualcosa si sta ancora muovendo è per
      merito dell'informazione 'open', non solo
      software, ma di qualunque altro tipo. MentreSe tu vedi qualcosa muoversi probabilmente è merito di qualche truffatore traffichino che, come Paperon De' Paperoni, ha la visione offuscata dai dobloni che potrebbe fare rivendendo qualcosa di gratuito a qualche assicurazione / ente dove di informatica non ne capiscono un fico secco ( bastano i contatti giusti... e i favori giusti... ).
      le lobbies del copyright stanno lavorando
      per trasformare Internet in una specie di
      museo delle antichità, solo per
      merito dell' 'open' si può avere
      qualcosa di nuovo. Vedi per esempio la
      licenza 'Creative Commons', ecc.Se conosci la lingua italiana: si scrive lobby non lobbies, stai scrivendo in italiano, non in inglese, non scriverai mica "i computers" in luogo di "i computer" spero, la lingua italiana non declina al plurale le parole straniere.Beh e i propagandatori dell'open source vorrebbero trasformare Internet nel far west senza copyright, capirai che gran saggezza, a me pare solo populismo.Lascia perdere l'open source, chiunque non sia ammorbato dai loro slogan e dai loro fanatismi si accorge che la maggiorparte dei progetti fanno solamente massa, ci sono tantissimi progetti patetici e solamente propositivi che non servono e non serviranno mai a niente se non per giustificare se stessi, è un vapourware a base di codice sorgente che ti fa credere che tutto c'è e tutto funziona, uno specchietto per le alloddole ( vedi sopra ).
      desolatamente
      LorenzaccioDavvero desolante.
  • Anonimo scrive:
    Ancora con sta storia dell'open source
    uffa... stallman ha creato il movimento se non erro nel 1984 e da allora non si fa altro che parlare di software open... la storia si ripete in ogni azienda "pro open". Infatti la stessa software house, per così dire "openista", diventa tutto a un tratto closed non appena si accorge che il suo prodotto software può essere facilmente commercializzato... è un classico oramai...la verità è che il mondo piace così com'è in quanto rispecchia la vera natura "conquistatrice" dell'uomo... l'unica cosa che ci piace poco è di solito il nostro conto in banca, punto.
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