Pentium 4 fa incetta di megahertz

Intel spinge la sua famiglia di processori desktop a 3,2 GHz, un traguardo che per qualche mese regala al Pentium 4 la palma di chip più veloce del west. Nel frattempo AMD dice la sua sulla tecnologia Hyper-Threading
Intel spinge la sua famiglia di processori desktop a 3,2 GHz, un traguardo che per qualche mese regala al Pentium 4 la palma di chip più veloce del west. Nel frattempo AMD dice la sua sulla tecnologia Hyper-Threading


Sunnyvale (USA) – Intel ha aggiornato la sua linea di CPU desktop con un nuovo Pentium 4 a 3,2 GHz che, come i suoi più recenti predecessori, integra l’ormai famosa tecnologia Hyper-Threading (HT).

Intel non esita a definire il nuovo chip “il processore più potente oggi disponibile per i PC desktop con Microsoft Windows”. Dai primi benchmark indipendenti risulta che il nuovo P4 supera, in molti test, il suo più diretto avversario, Athlon XP 3200+ , introdotto sul mercato verso la metà maggio. In realtà, come sempre, assegnare la palma assoluta delle prestazioni all’una o all’altra parte è sempre difficile, soprattutto perché le performance sono spesso legate al tipo di applicazioni utilizzato. In ogni caso, il nuovo P4 non avrà nuovi rivali fino alla fine dell’estate: AMD ha infatti pianificato l’aggiornamento della propria linea di CPU desktop soltanto a settembre, mese in cui conta di rilasciare i primi modelli di Athlon 64.

“Gli utenti dei computer basati sul più recente processore Intel saranno in grado di editare più rapidamente la musica digitale, le fotografie e i filmati, svolgendo anche due di queste attività simultaneamente senza sacrificare le prestazioni”, si legge in un comunicato del chipmaker di Santa Clara. “Le aziende che utilizzano PC a elevate prestazioni basati su questo processore possono massimizzare la produttività dei dipendenti negli ambienti multitasking e per l’esecuzione di attività ad elaborazione intensiva come produzione di video, analisi finanziaria e progettazione tecnica”.

Il P4 a 3,2 GHz, costruito con un processo a 0,13 micron, adotta una cache L2 da 512 KB e supporta un front-side bus con frequenza pari a 400, 533 o 800 MHz. Il suo prezzo, per ordini di 1.000 unità, è di 637 dollari.

Come l’ultimo processore desktop di AMD rappresenta con tutta probabilità l’ultimo esemplare della famiglia di Athlon XP, il nuovo chip di Intel potrebbe essere l’ultimo, o uno dei gli ultimi, modelli della sua generazione ad anticipare il debutto, nella seconda metà dell’anno, di Prescott. È questo il nome in codice di un’importante evoluzione del P4 che porterà con sé alcune novità, fra le quali un nuovo insieme di istruzioni multimediali, e adotterà per primo il processo produttivo a 0,09 micron.

Intel punta molto sull’effetto “novità” della tecnologia HT e non manca occasione di esaltarne i presunti benefici. In particolare, il big di Santa Clara sostiene che l’HT può ridurre anche drasticamente i tempi necessari per la codifica di contenuti digitali, quali ad esempio musica, immagini e film. AMD non sembra però essere dello stesso avviso, ecco perché.


Secondo Intel, il nuovo P4 a 3,2 GHz è in grado di convertire un minuto di video digitale in MPEG4 e codificare contemporaneamente circa ventisei minuti di musica in formato MP3 a una velocità quattro volte più elevata rispetto a un PC basato sul processore Intel Pentium III a 1 GHz, che solo tre anni fa era il chip più veloce disponibile. Parte del guadagno prestazionale sarebbe dato, secondo Intel, proprio dall’adozione nei suoi nuovi chip della tecnologia HT.

In questi giorni il sito amdmb.com ha pubblicato un documento di AMD intitolato “PC Performance & Hyper-Threading: What you should know” dove l’azienda sembra esprimere, per la prima volta, alcune opinioni ufficiali sulla tecnologia HT.

In sintesi, AMD afferma che l’HT “non fornisce consistenti benefici in termini di performance nelle applicazioni desktop del mondo reale” e che “abilitando l’HT le prestazioni decadono spesso fino al 10% con alcune applicazioni”.

“La capacità di eseguire simultaneamente task multipli viene supportata dai PC basati su Microsoft Windows da oltre otto anni”, si legge ancora nel documento. “Quando utilizzato per il multitasking, il processore AMD Athlon XP spesso supera le prestazioni del processore Pentium 4 con l’HT”.

AMD riporta poi alcuni grafici in cui mostra la superiorità dell’Athlon XP nei confronti del P4 con HT abilitato, questo sia in alcuni test che sfruttano a fondo il multitasking che nel normale utilizzo di applicazioni desktop.

Intel, dal canto suo, ha sempre sostenuto che a trarre i maggiori benefici dalla tecnologia HT sono, come si legge su di un recente comunicato dell’azienda, “le applicazioni software scritte in modo da essere dotate di più parti di codice, denominate “thread”.

“Introdotta inizialmente per i server e le workstation, la tecnologia HT consente al processore del PC di elaborare due thread separati allo stesso tempo, migliorando le prestazioni con l’esecuzione di due o più applicazioni simultanee”, spiega Intel. “I vantaggi per i carichi di lavoro multitasking sono immediati, se si utilizzano sistemi operativi come Microsoft Windows XP o determinati prodotti Linux”.

Per trarre vantaggio dalla tecnologia HT non basta che le applicazioni supportino gli ambienti multitasking: è necessario che queste siano ottimizzate per sfruttare a fondo il multithreading e, ancora meglio, l’architettura della nuova generazione di P4.

Come si è detto in occasione del lancio dei nuovi chipset di Intel integranti il supporto alla tecnologia HT, dai benchmark condotti presso diversi laboratori indipendenti si evince che l’efficienza della tecnologia HT sembra dipendere in larga misura dal livello di ottimizzazione e dal tipo di applicazioni che si utilizzano: se in alcuni casi l’abilitazione dell’HT può effettivamente incrementare le prestazioni generali del sistema, anche se spesso di un fattore ben lontano da quel 25% dichiarato da Intel, talvolta può addirittura penalizzarle. Lo si deve al fatto che per svolgere i suoi compiti l’HT consuma, a propria volta, una piccola porzione delle risorse di calcolo della CPU. Ne consegue che i costi/benefici dell’HT andrebbero valutati caso per caso, soprattutto in relazione all’utilizzo tipico che si fa del PC.

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23 06 2003
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