Pentium 4 fa incetta di megahertz

Intel spinge la sua famiglia di processori desktop a 3,2 GHz, un traguardo che per qualche mese regala al Pentium 4 la palma di chip più veloce del west. Nel frattempo AMD dice la sua sulla tecnologia Hyper-Threading


Sunnyvale (USA) – Intel ha aggiornato la sua linea di CPU desktop con un nuovo Pentium 4 a 3,2 GHz che, come i suoi più recenti predecessori, integra l’ormai famosa tecnologia Hyper-Threading (HT).

Intel non esita a definire il nuovo chip “il processore più potente oggi disponibile per i PC desktop con Microsoft Windows”. Dai primi benchmark indipendenti risulta che il nuovo P4 supera, in molti test, il suo più diretto avversario, Athlon XP 3200+ , introdotto sul mercato verso la metà maggio. In realtà, come sempre, assegnare la palma assoluta delle prestazioni all’una o all’altra parte è sempre difficile, soprattutto perché le performance sono spesso legate al tipo di applicazioni utilizzato. In ogni caso, il nuovo P4 non avrà nuovi rivali fino alla fine dell’estate: AMD ha infatti pianificato l’aggiornamento della propria linea di CPU desktop soltanto a settembre, mese in cui conta di rilasciare i primi modelli di Athlon 64.

“Gli utenti dei computer basati sul più recente processore Intel saranno in grado di editare più rapidamente la musica digitale, le fotografie e i filmati, svolgendo anche due di queste attività simultaneamente senza sacrificare le prestazioni”, si legge in un comunicato del chipmaker di Santa Clara. “Le aziende che utilizzano PC a elevate prestazioni basati su questo processore possono massimizzare la produttività dei dipendenti negli ambienti multitasking e per l’esecuzione di attività ad elaborazione intensiva come produzione di video, analisi finanziaria e progettazione tecnica”.

Il P4 a 3,2 GHz, costruito con un processo a 0,13 micron, adotta una cache L2 da 512 KB e supporta un front-side bus con frequenza pari a 400, 533 o 800 MHz. Il suo prezzo, per ordini di 1.000 unità, è di 637 dollari.

Come l’ultimo processore desktop di AMD rappresenta con tutta probabilità l’ultimo esemplare della famiglia di Athlon XP, il nuovo chip di Intel potrebbe essere l’ultimo, o uno dei gli ultimi, modelli della sua generazione ad anticipare il debutto, nella seconda metà dell’anno, di Prescott. È questo il nome in codice di un’importante evoluzione del P4 che porterà con sé alcune novità, fra le quali un nuovo insieme di istruzioni multimediali, e adotterà per primo il processo produttivo a 0,09 micron.

Intel punta molto sull’effetto “novità” della tecnologia HT e non manca occasione di esaltarne i presunti benefici. In particolare, il big di Santa Clara sostiene che l’HT può ridurre anche drasticamente i tempi necessari per la codifica di contenuti digitali, quali ad esempio musica, immagini e film. AMD non sembra però essere dello stesso avviso, ecco perché.


Secondo Intel, il nuovo P4 a 3,2 GHz è in grado di convertire un minuto di video digitale in MPEG4 e codificare contemporaneamente circa ventisei minuti di musica in formato MP3 a una velocità quattro volte più elevata rispetto a un PC basato sul processore Intel Pentium III a 1 GHz, che solo tre anni fa era il chip più veloce disponibile. Parte del guadagno prestazionale sarebbe dato, secondo Intel, proprio dall’adozione nei suoi nuovi chip della tecnologia HT.

In questi giorni il sito amdmb.com ha pubblicato un documento di AMD intitolato “PC Performance & Hyper-Threading: What you should know” dove l’azienda sembra esprimere, per la prima volta, alcune opinioni ufficiali sulla tecnologia HT.

In sintesi, AMD afferma che l’HT “non fornisce consistenti benefici in termini di performance nelle applicazioni desktop del mondo reale” e che “abilitando l’HT le prestazioni decadono spesso fino al 10% con alcune applicazioni”.

“La capacità di eseguire simultaneamente task multipli viene supportata dai PC basati su Microsoft Windows da oltre otto anni”, si legge ancora nel documento. “Quando utilizzato per il multitasking, il processore AMD Athlon XP spesso supera le prestazioni del processore Pentium 4 con l’HT”.

AMD riporta poi alcuni grafici in cui mostra la superiorità dell’Athlon XP nei confronti del P4 con HT abilitato, questo sia in alcuni test che sfruttano a fondo il multitasking che nel normale utilizzo di applicazioni desktop.

Intel, dal canto suo, ha sempre sostenuto che a trarre i maggiori benefici dalla tecnologia HT sono, come si legge su di un recente comunicato dell’azienda, “le applicazioni software scritte in modo da essere dotate di più parti di codice, denominate “thread”.

“Introdotta inizialmente per i server e le workstation, la tecnologia HT consente al processore del PC di elaborare due thread separati allo stesso tempo, migliorando le prestazioni con l’esecuzione di due o più applicazioni simultanee”, spiega Intel. “I vantaggi per i carichi di lavoro multitasking sono immediati, se si utilizzano sistemi operativi come Microsoft Windows XP o determinati prodotti Linux”.

Per trarre vantaggio dalla tecnologia HT non basta che le applicazioni supportino gli ambienti multitasking: è necessario che queste siano ottimizzate per sfruttare a fondo il multithreading e, ancora meglio, l’architettura della nuova generazione di P4.

Come si è detto in occasione del lancio dei nuovi chipset di Intel integranti il supporto alla tecnologia HT, dai benchmark condotti presso diversi laboratori indipendenti si evince che l’efficienza della tecnologia HT sembra dipendere in larga misura dal livello di ottimizzazione e dal tipo di applicazioni che si utilizzano: se in alcuni casi l’abilitazione dell’HT può effettivamente incrementare le prestazioni generali del sistema, anche se spesso di un fattore ben lontano da quel 25% dichiarato da Intel, talvolta può addirittura penalizzarle. Lo si deve al fatto che per svolgere i suoi compiti l’HT consuma, a propria volta, una piccola porzione delle risorse di calcolo della CPU. Ne consegue che i costi/benefici dell’HT andrebbero valutati caso per caso, soprattutto in relazione all’utilizzo tipico che si fa del PC.

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  • Anonimo scrive:
    essere hacker
    ognuno vi approda per vie sue. Non vi è ricetta per "essere hacker", certo possiamo delineare la nostra idea, ma alla fine, come per tutte le cose, ognuno ha il proprio modo di pensarla. E fondamentalmente è in questo che consiste l'essere hacker. Hacker di destra non ne ho mai conusciuti. Hacker di sinistra, invece, tanti. Qualcuno dice affinità culturale. Anche. Conosco "geni" nella programmazione, ma che non hanno quella mentalità caratterisca. Conosco alcune persone che "usano solo word" che invece hanno esattamente lo stesso spirito degli "Hacker". Conosco Hacker atei, cristiani, molti altri credono in divinità tutte loro. Eppure tutti quando parlano fra loro, si riconoscono in idee simili. Vengono da condizioni totalmente diverse, anche generazioni diverse, eppure hanno un modo simile di porsi nei confronti del mondo. Citando una frase di uno che conoscete tutti:"Just for fun"
  • Anonimo scrive:
    non sono entrati !!!
    pete perche fanno cosi ?perche la stampa non puo entrare, o meglionon puo fotografarea TO sono venuti anche da BARI, dalla SPAGNA, da POLAquindi....P.I. come stanno le cose ?quanto prendi in pubblita mostraci i guadagni, mostracil'altra faccia del ASP che usie' brutto rimanere fuori da un qualcosa, se il VS inviato era un hacker come si definisce, entrava, e parlava con chi c'eral'unica cosa NIENTE FOTOnon sapete usare le risorse, un hacker cerca sempre la via piu veloce e meno costosa per comunicare qualcosase gli hacker non vi piacciono, allora toglietevi da internet, perche internet senza smanettoni non esisterebbe
  • Anonimo scrive:
    [OT] Censura
    Per il moderatore : non si puo' censurare la foto ? E' veramente agghiacciante :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: [OT] Censura
      Ma no caro non vedi che è un belluomoche bella barbetta che ci ha....http://bertola.eu.org/toblog/images/1056187908bertola.jpg
  • Pibo scrive:
    L'hacker e i domini .it
    Mi è piaciuto l'articolo di Vittorio Bertola. Anche io reclamo la mia fetta di potere sul mondo, la mia libertà personale. Tuttavia devo constatare che in Italia siamo ancora lontani dallo spirito hacker. Ad esempio io come privato cittadino privo di partita Iva non posso registrare più di un dominio sotto il TLD .it. Eppure sono cittadino italiano, Sulla mia carta di identità ci sta scritto: cittadinanza italiana.Il mio spirito "hacker" mi porta a chiedermi come mai? Quali ragioni politiche hanno portato a questa limitazione.Vorrei proprio sapere il motivo di questa discriminazione nei miei confronti che limita la mia fetta di potere e la mia libertà ad un solo dominio .it.Perché questa discriminazione non c'è nel tld .com, estensione che contraddistingue i siti commerciali ? Una tale limitazione l'avrei capita e accettata per il .com, ma non per il .it.Ci strappiamo le vesti di fronte alla vicenda armani.it, e osserviamo che se Luca Armani avesse registrato il dominio come privato cittadino, forse non sarebbe successo quello che è successo. Già, peccato però che a quei tempi, come osserva Mantellini su Internet Magazine, ai privati era inibita la registrazione di un dominio .it.Scommetto che all'hackmeeting questa discriminazione non è stata manco sfiorata e forse nemmeno Vittorio Bertola ne ha parlato nel suo seminario sul governo della rete.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'hacker e i domini .it

      Il mio spirito "hacker" mi porta a chiedermi
      come mai? Quali ragioni politiche hanno
      portato a questa limitazione.
      Forse non è una ragione politica ma tecnica.
      • Anonimo scrive:
        Re: L'hacker e i domini .it
        - Scritto da: Anonimo

        Il mio spirito "hacker" mi porta a
        chiedermi

        come mai? Quali ragioni politiche hanno

        portato a questa limitazione.



        Forse non è una ragione politica ma tecnica.Certamente, infatti tecnicamente l'Italia è anni luce dietro a tutte le altre nazioni democratice del mondo che invece lo permettono!
        • Anonimo scrive:
          Re: L'hacker e i domini .it

          Certamente, infatti tecnicamente l'Italia è
          anni luce dietro a tutte le altre nazioni
          democratice del mondo che invece lo
          permettono!Di norma è vero però devo confessarti che non mi dispiace come lavora il "nic.it", primo fra tutti 'obbligo di configurare anche un record MX funzionante.Ai tempi di networksolutions era una giungla (e forse ancora adesso), ad esempio, a cosa servono i vari com org e net se in finale ognuno richiede ciò che vuole, poi ti ritrovi:bellepoppe.org (con dialer)cicciailciuccio.net e via dicendoPS io li ho inventati ma magari esistono davvero quei domini...
          • Anonimo scrive:
            Re: L'hacker e i domini .it
            - Scritto da: Anonimo

            Certamente, infatti tecnicamente l'Italia
            è

            anni luce dietro a tutte le altre nazioni

            democratice del mondo che invece lo

            permettono!

            Di norma è vero però devo confessarti che
            non mi dispiace come lavora il "nic.it",
            primo fra tutti 'obbligo di configurare
            anche un record MX funzionante.

            Ai tempi di networksolutions era una giungla
            (e forse ancora adesso), ad esempio, a cosa
            servono i vari com org e net se in finale
            ognuno richiede ciò che vuole, poi ti
            ritrovi:
            bellepoppe.org (con dialer)
            cicciailciuccio.net Non mi pare che si parla di accettare qualsiasi nome, solo di permettere a dei privati di registrare i propri domini (e non solo uno).
            e via dicendo

            PS io li ho inventati ma magari esistono
            davvero quei domini...Chissà, hanno l'aria di essere interessanti. :-P
    • vb scrive:
      Re: L'hacker e i domini .it
      In verità ne ho proprio parlato, spiegando che è una delle conseguenze della scarsa rappresentanza che gli utenti individuali hanno nelle sedi dove si fanno le regole della rete...
  • Anonimo scrive:
    Hacker != da comunista
    Ho tanti amici di sinistra, meno ma buoni hacker ed una cosa che non sopporto è che, in Italia, se non sei di sinistra vieni "attaccato" dalla maggioranza degli hacker(comunisti) nostrani perchè si ritengono gli unici depositari della cultura hacker non capendo che con questo atteggiamento non fanno altro che dimostrare che NON hanno ben compreso quale sia la vera cultura hacker.Just my 2 cents
    • Anonimo scrive:
      Re: Hacker != da comunista

      Ho tanti amici di sinistra, meno ma buoni
      hacker ed una cosa che non sopporto è che,
      in Italia, se non sei di sinistra vieni
      "attaccato" dalla maggioranza degli
      hacker(comunisti) nostrani perchè si
      ritengono gli unici depositari della cultura
      hacker non capendo che con questo
      atteggiamento non fanno altro che dimostrare
      che NON hanno ben compreso quale sia la vera
      cultura hacker.
      Il fatto è che hacker non vuol dire perfetto. In sostanza: tanti hacker sono di sinistra per motivi quasi naturali (in primis la condivisione con gli altri delle proprie ricchezze), se poi qualcuno lo fa pesare a chi hacker non è o a chi non la pensa come lui allora si tratta di maleducazione o chiusura mentale o semplicemente superbia.
  • Anonimo scrive:
    Toblog nuovo hacker
    Pensare che se l'e' persino scritto da solo..."Ecco, ora sono un hacker".Ma per favore...pensa a sapere fare le cose, non a dire e basta...Maledette mode italiane...
    • Anonimo scrive:
      Re: Toblog nuovo hacker
      - Scritto da: Anonimo
      Pensare che se l'e' persino scritto da
      solo..."Ecco, ora sono un hacker".
      Ma per favore...pensa a sapere fare le cose,
      non a dire e basta...
      Maledette mode italiane...E io per andare appresso a lui ho pure sbagliato...cristo santo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Toblog nuovo hacker
      - Scritto da: Anonimo
      Pensare che se l'e' persino scritto da
      solo..."Ecco, ora sono un hacker".
      Ma per favore...pensa a sapere fare le cose,
      non a dire e basta...
      Maledette mode italiane...autoironia, questa sconosciuta...
    • CountZero scrive:
      Re: Toblog nuovo hacker
      - Scritto da: Anonimo
      Pensare che se l'e' persino scritto da
      solo..."Ecco, ora sono un hacker".
      Ma per favore...pensa a sapere fare le cose,
      non a dire e basta...
      Maledette mode italiane...Lungi da me il voler difendere il Bertola, pero' non e' che sia il primo cretino che passa.....il Conte
  • napodano scrive:
    allora non chiamatelo hackmeeting
    chiamatelo ruttomeeting,otterrete tre ottimi risultati:1) la stampa smetterà di abbaiarvi dietro.2) il nome rispodnerà maggiormente ai contenuti3) l'anno prossimo verrò anche io
    • Anonimo scrive:
      Re: allora non chiamatelo hackmeeting
      - Scritto da: napodano
      chiamatelo ruttomeeting,
      otterrete tre ottimi risultati:

      1) la stampa smetterà di abbaiarvi dietro.
      2) il nome rispodnerà maggiormente ai
      contenuti
      3) l'anno prossimo verrò anche ione ho gia' visit 2 di hackmeetingfirenze e romabeh quest anno ho cordialmente pisciato per vedermi rodney mullenmolto piu' appagante di stare 3 giorni in capannoni a sudare per vedere 4 bambocci con i pantaloni larghi che pensano di essere hacker...a Firenze la cosa piu' fica che c'era era il corso di lockpickingassolutamente analogico e da vero hackeraprire un lucchetto a mani nude e' una vera soddisfazionemolto maggiore di quella che si prova ad usare l'ultimo exploit trovato su bugtraq
  • Anonimo scrive:
    Linux è oramai un prodotto commerciale
    anche questo è imposto dall'alto... (se così si può dire)... ed io non ci vedo nulla di male, perchè col computer ci faccio solo quello che mi serve, e se non mi serve il computer nemmeno lo uso...non voglio offendere nessuno, è solo una mia brutta ipotesi... ma... nell'hacking io ci vedo parecchio fanatismo e un po' di confusione ed ambiguità...
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux è oramai un prodotto commercia
      linux e' sempre stato un prodotto commerciale (la GPL prevede un ben preciso modello di business), purtroppo molti confondono commerciale con proprietario; non sta scritto da nessuna parte che un prodotto commerciale non possa essere libero.
      • Anonimo scrive:
        Re: Linux è oramai un prodotto commercia
        - Scritto da: Anonimo
        linux e' sempre stato un prodotto
        commerciale (la GPL prevede un ben preciso
        modello di business), purtroppo molti
        confondono commerciale con proprietario; non
        sta scritto da nessuna parte che un prodotto
        commerciale non possa essere libero.si... perfetto... ma IBM, HP e company adesso impongono soprattuto linux per i loro mainframe... quindi, in riferimento alla notizia, comincio a non vedere più il legame linux-hacking (il fatto che linux sia teoricamente gratis mi sembra un fattore marginale)
        • Anonimo scrive:
          Re: Linux è oramai un prodotto commercia
          - Scritto da: Anonimo
          si... perfetto... ma IBM, HP e company
          adesso impongono soprattuto linux per i loro
          mainframe... quindi, in riferimento allaquesto non snatura la natura libera di linux (se mi passi il gioco di parole :-) )
          notizia, comincio a non vedere più il legame
          linux-hacking (il fatto che linux sia
          teoricamente gratis mi sembra un fattore
          marginale)linux non e' gratis e' libero (infatti il fatto che spesso sia gratuito e' assolutamente marginale)
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            linux non e' gratis e' libero (infatti il
            fatto che spesso sia gratuito e'
            assolutamente marginale)Linux non e' libero, in quanto vincolato da una licenza (la GPL) che non ti permette tutto quello che vuoi.Saluti.
          • garak scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            Linux non e' libero, in quanto vincolato da
            una licenza (la GPL) che non ti permette
            tutto quello che vuoi.E invece proprio in virtù della GPL è libero: perché ti garantisce che sarà sempre aperto e che nessuno mai potrà chiuderlo (come è successo per BSD-Windows).
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: garak
            E invece proprio in virtù della GPL è
            libero: perché ti garantisce che sarà sempre
            aperto e che nessuno mai potrà chiuderlo
            (come è successo per BSD-Windows).Mi risulta che il codice di BSD e' disponibile, per cui non diciamo troppe eresie.La GPL vincola invece anche i lavori derivati da questo codice iniziale.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge

            - Scritto da: garak


            E invece proprio in virtù della GPL è

            libero: perché ti garantisce che sarà
            sempre

            aperto e che nessuno mai potrà chiuderlo

            (come è successo per BSD-Windows).

            Mi risulta che il codice di BSD e'
            disponibile, per cui non diciamo troppe
            eresie.
            La GPL vincola invece anche i lavori
            derivati da questo codice iniziale.

            Salutiok, visto che il codice di BSD è libero, domanda alla Microsoft di vedere e modificare il codice di Windows? Oppure alla Sun di vedere e modificare il codice di Solaris?Il codice BSD originale era libero, ma una volta che la MS o la Sun se lo sono accaparrato lo hanno chiuso e perciò non è più libero.Quello che trovi libero sul net è il codice BSD originale che continua ad evolvere indipendentemente da tutti, ma nulla impedisce a qualcuno di fare come MS e Sun (IBM, SGI, ...) e di prendere il codice BSD e chiuderlo.Con la GPL questo è legalmente impossibile. Quindi il codice libero GPL resta libero sempre perchè nessuno può chiuderlo. In compenso lo puoi usare e modificare a piacimento.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            ok, visto che il codice di BSD è libero,
            domanda alla Microsoft di vedere e
            modificare il codice di Windows? Oppure alla
            Sun di vedere e modificare il codice di
            Solaris?Non ci siamo. Il codice sotto licenza BSD e' libero, e puoi vederlo come e quando vuoi.I lavori derivati non sono obbligati ad incorporare questa licenza, a differenza della "libera" GPL. Sei libero di scegliere.
            Il codice BSD originale era libero, ma una
            volta che la MS o la Sun se lo sono
            accaparrato lo hanno chiuso e perciò non è
            più libero.Non dire sciocchezze. Devo dirti dove trovare i sorgenti di freebsd? (che incorpora lo stesso stack tcp/ip di windows, a quanto pare).
            Quello che trovi libero sul net è il codice
            BSD originale che continua ad evolvere
            indipendentemente da tutti, ma nulla
            impedisce a qualcuno di fare come MS e Sun
            (IBM, SGI, ...) e di prendere il codice BSD
            e chiuderlo.Certo, in questo e' libero. Puoi farne quello che vuoi.E ovviamente il codice BSD originale rimane disponibile a chiunque affinche' chiunque possa farne quello che vuole.Molto discutibile sarebbe prendere codice BSD, appiccicargli sopra la licenza GPL e pretendere di farla valere sui lavori derivati. Cosa che e' successa.
            Con la GPL questo è legalmente impossibile.
            Quindi il codice libero GPL resta libero
            sempre perchè nessuno può chiuderlo. In
            compenso lo puoi usare e modificare a
            piacimento.Abbiamo due concetti opposti di liberta', presumo.Non e' che il codice GPL resti "libero", il codice GPL e i suoi derivati restano GPL.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge

            - Scritto da: Anonimo


            ok, visto che il codice di BSD è libero,

            domanda alla Microsoft di vedere e

            modificare il codice di Windows? Oppure
            alla

            Sun di vedere e modificare il codice di

            Solaris?

            Non ci siamo. Il codice sotto licenza BSD e'
            libero, e puoi vederlo come e quando vuoi.
            I lavori derivati non sono obbligati ad
            incorporare questa licenza, a differenza
            della "libera" GPL. Sei libero di scegliere.


            Il codice BSD originale era libero, ma una

            volta che la MS o la Sun se lo sono

            accaparrato lo hanno chiuso e perciò non è

            più libero.

            Non dire sciocchezze. Devo dirti dove
            trovare i sorgenti di freebsd? (che
            incorpora lo stesso stack tcp/ip di windows,
            a quanto pare).


            Quello che trovi libero sul net è il
            codice

            BSD originale che continua ad evolvere

            indipendentemente da tutti, ma nulla

            impedisce a qualcuno di fare come MS e Sun

            (IBM, SGI, ...) e di prendere il codice
            BSD

            e chiuderlo.

            Certo, in questo e' libero. Puoi farne
            quello che vuoi.
            E ovviamente il codice BSD originale rimane
            disponibile a chiunque affinche' chiunque
            possa farne quello che vuole.

            Molto discutibile sarebbe prendere codice
            BSD, appiccicargli sopra la licenza GPL e
            pretendere di farla valere sui lavori
            derivati. Cosa che e' successa.Discutibile ma legale. Come posso prendere del codice BSD e metterci sopra una mia licenza privata e chiusa, posso perfettamente metterci sopra una licenza come la GPL.

            Con la GPL questo è legalmente
            impossibile.

            Quindi il codice libero GPL resta libero

            sempre perchè nessuno può chiuderlo. In

            compenso lo puoi usare e modificare a

            piacimento.

            Abbiamo due concetti opposti di liberta',
            presumo.
            Non e' che il codice GPL resti "libero", il
            codice GPL e i suoi derivati restano GPL.E la GPL garantisce le libertà fondamentali. Quindi è codice libero. È grazie alla GPL che si è incominciato a definire libero il codice libero, anche se queste libertà erano già presenti in BSD.Solo che BSD non garantisce questa libertà, la concede e basta, la GPL la concede e la garantisce.È chiaro che se sono uno sviluppatore di codice libero userò la GPL e non la BSD. Usando la BSD permetterei alle multinazionali di impossessarsi del mio codice impedendone l'accesso libero a tutti gli altri. Io preferisco privare queste multinazionali di quella libertà ma garantendo altre libertà a tutte le altre miliaia di utilizzatori.E mi pare che garantire una libertà a miliaia di persone vietando una ditta sia meglio che garantire una libertà a una ditta che conseguentemente vieterebbe a miliaia di persone.
            Saluti
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo

            Molto discutibile sarebbe prendere codice

            BSD, appiccicargli sopra la licenza GPL e

            pretendere di farla valere sui lavori

            derivati. Cosa che e' successa.

            Discutibile ma legale. Come posso prendere
            del codice BSD e metterci sopra una mia
            licenza privata e chiusa, posso
            perfettamente metterci sopra una licenza
            come la GPL.Quindi, supponendo di avere il codice A (BSD) e il codice B(GPL, costruito su A), eventuali lavori derivati da B (che magari ha pochissimo di differente da A, e quindi si potrebbero anche derivare da A) avranno licenza GPL, quando magari sono poco dissimili da A, l'originale? Complimenti... almeno "chiudendo" il software simili oscenita' non succedono. Il MIO software e' chiuso, e non chiedo che lo siano quelli degli altri.

            codice GPL e i suoi derivati restano GPL.

            E la GPL garantisce le libertà fondamentali.Garantisce solo se stessa, non facciamone un baluardo di nulla. Nessuna liberta' individuale e' stata scalfita dall'esistenza del software proprietario.
            Quindi è codice libero. È grazie alla GPL
            che si è incominciato a definire libero il
            codice libero, anche se queste libertà erano
            già presenti in BSD.Infatti (non so se lo hai notato) io contesto l'uso di questo termine, che e' fuorviante per tutta una serie di motivi.
            Solo che BSD non garantisce questa libertà,
            la concede e basta, la GPL la concede e la
            garantisce.BSD concede a chiunque il diritto (liberta') di sfruttare il codice. Queste a' la liberta'. GPL obbliga chiunque usa questo codice ad adottarne la licenza. Quand'anche ve ne fosse una migliore, non potrei.Quindi GPL NON concede la liberta', ma garantisce se stessa ed una visibilita' in termini di sorgente a tutto il codice prodotto sotto questa licenza.
            È chiaro che se sono uno sviluppatore di
            codice libero userò la GPL e non la BSD.No, non e' chiaro un accidente... se sono uno sviluppatore di codice scegliero' volta per volta la soluzione piu' adatta.E non tutti gli sviluppatore lavorano da soli (anzi nessuno o quasi...).
            Usando la BSD permetterei alle
            multinazionali di impossessarsi del mio
            codice impedendone l'accesso libero a tutti
            gli altri.Non ci sono solo me multinazionali, ma anche aziende di 10 persone o poco piu', ma immagino che nel tuo mondo non ci sia posto per queste realta'...
            E mi pare che garantire una libertà a
            miliaia di persone vietando una ditta sia
            meglio che garantire una libertà a una ditta
            che conseguentemente vieterebbe a miliaia di
            persone.Cioe'? Secondo te il fatto che windows (per dirne una) sia usato da milioni (non migliaia) di persone e' una negazione alla liberta' ? e di cosa?Molte cose non sarebbero state fatte con codice open. Semplicemente perche' non remunerative a sufficienza, a dispetto del lavoro speso per realizzarle. Nessun software = nessuna liberta'.Questo spero ti sia chiaro.Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge

            - Scritto da: Anonimo



            Molto discutibile sarebbe prendere
            codice


            BSD, appiccicargli sopra la licenza
            GPL e


            pretendere di farla valere sui lavori


            derivati. Cosa che e' successa.



            Discutibile ma legale. Come posso prendere

            del codice BSD e metterci sopra una mia

            licenza privata e chiusa, posso

            perfettamente metterci sopra una licenza

            come la GPL.

            Quindi, supponendo di avere il codice A
            (BSD) e il codice B(GPL, costruito su A),
            eventuali lavori derivati da B (che magari
            ha pochissimo di differente da A, e quindi
            si potrebbero anche derivare da A) avranno
            licenza GPL, quando magari sono poco
            dissimili da A, l'originale? Complimenti...
            almeno "chiudendo" il software simili
            oscenita' non succedono. Il MIO software e'
            chiuso, e non chiedo che lo siano quelli
            degli altri.Se veramente A e B sono così simili nessuno ti impedisce di usare A o B. Però ne accetti le condizioni una volta fatta la scelta.


            codice GPL e i suoi derivati restano GPL.



            E la GPL garantisce le libertà
            fondamentali.

            Garantisce solo se stessa, non facciamone un
            baluardo di nulla. Nessuna liberta'
            individuale e' stata scalfita dall'esistenza
            del software proprietario.Ok, allora dammi il codice di Windows. Secondo te la mia libertà di leggerlo, modificarlo per le mie esigenze, rivendere le modifiche ecc... è garantita dal codice proprietario?Inoltre vedremo cosa succederà con palladium (ma quello è un'altro discorso).

            Quindi è codice libero. È grazie alla GPL

            che si è incominciato a definire libero il

            codice libero, anche se queste libertà
            erano

            già presenti in BSD.

            Infatti (non so se lo hai notato) io
            contesto l'uso di questo termine, che e'
            fuorviante per tutta una serie di motivi.Libero di contestarlo.Però io ritengo molto più libero un codice che garantisce le stesse libertà a tutti che un codice a cui quelle libertà le puoi togliere.L'unica libertà in più che ha BSD rispetto alla GPL è il diritto di privare il codice delle sue libertà originali.Io rinuncio volentieri a quelle libertà per usufruire di tutte le altre e questo PER SEMPRE.

            Solo che BSD non garantisce questa
            libertà,

            la concede e basta, la GPL la concede e la

            garantisce.

            BSD concede a chiunque il diritto (liberta')
            di sfruttare il codice. Queste a' la
            liberta'. GPL obbliga chiunque usa questo
            codice ad adottarne la licenza. Quand'anche
            ve ne fosse una migliore, non potrei.
            Quindi GPL NON concede la liberta', ma
            garantisce se stessa ed una visibilita' in
            termini di sorgente a tutto il codice
            prodotto sotto questa licenza.Quindi garantisce le stesse libertà a tutto il codice (originale e derivato). Il fatto che si è obbligati ad adottarne la licenza limita la libertà quanto basta per garantire tutte le altre esattamente come la legge che dice di non uccidere limita la mia libertà ma me ne garantisce molte altre.Questo rende il codice libero.

            È chiaro che se sono uno sviluppatore di

            codice libero userò la GPL e non la BSD.

            No, non e' chiaro un accidente... se sono
            uno sviluppatore di codice scegliero' volta
            per volta la soluzione piu' adatta.
            E non tutti gli sviluppatore lavorano da
            soli (anzi nessuno o quasi...).Infatti. Visto che non si lavora da soli, il fatto di avere una garanzia sulla disponibilità del codice sorgente è un vantaggio innegabile.Però se scrivo un codice e lo rendo pubblico gradirei che il mio sforzo non sia "rubato" da altri semplicemente cambiandone la licenza, quindi adotto la GPL che mi garantisce che il codice rimarrà libero allo stesso modo in cui io l'ho distribuito in origine.Questo limita anche me nel caso volessi appropriarmi di codice scritto da altri, ma questa privazione di libertà mi garantisce l'altra, e questo a tutti quanti.

            Usando la BSD permetterei alle

            multinazionali di impossessarsi del mio

            codice impedendone l'accesso libero a
            tutti

            gli altri.

            Non ci sono solo me multinazionali, ma anche
            aziende di 10 persone o poco piu', ma
            immagino che nel tuo mondo non ci sia posto
            per queste realta'...E allora? se vogliono uno dei miei codici per integrarlo in un loro codice proprietario MI DEVONO PAGARE. Se io decido di dare loro questo codice in regalo allora uso la BSD se invece voglio che al mio progetto si contribuisca in un regime di ugualianza e fratellanza uso la GPL.

            E mi pare che garantire una libertà a

            miliaia di persone vietando una ditta sia

            meglio che garantire una libertà a una
            ditta

            che conseguentemente vieterebbe a miliaia
            di

            persone.

            Cioe'? Secondo te il fatto che windows (per
            dirne una) sia usato da milioni (non
            migliaia) di persone e' una negazione alla
            liberta' ? e di cosa?Te l'ho già chiesto prima, fammi vedere il codice di Windows, modificare, adattare, rivendere, ...Se inoltre includiamo i formati proprietari, scrivimi un programma che visualizza, stampa o edita i .doc, i .xls, i .ppt, ...E se includiamo il futuro palladium, questa libertà rischia di non essere neppure garantita al legittimo proprietario del file.Ah, scusa, dimenticavo, nella "libertà" MS il proprietario dei files .doc, .xls e .ppt è la stessa MS (che si riserva ogni libertà).
            Molte cose non sarebbero state fatte con
            codice open. Semplicemente perche' non
            remunerative a sufficienza, a dispetto del
            lavoro speso per realizzarle.
            Nessun software = nessuna liberta'.
            Questo spero ti sia chiaro.Infatti prima che i computers fossero inventati la gente non era libera.Io ho piuttosto l'impressione che sia l'esatto contrario.Inoltre mi sembra di capire che secondo te ciò che non è remunerativo non è da fare e non garantisce la libertà?Allora ti ricordo tante cose che sono da sempre state finanziate con il denaro pubblico perchè non remunerative, ma se non si fosse fatto oggi non avremmo i trasporti pubblici, la televisione, l'esercito (anche se si può dissertare sulla sua utilità), ... il parlamento.Tantissime cose che oggi sono date per scontate non erano e a volte non sono redditizie, ma vengono finanziate lo stesso per il bene comune.Così come il software Open Source, all'inizio non era redditizio ma c'era chi lo finanziava perchè lo riteneva utile. Oggi ci sono dei progetti redditizi e altri che lo sono meno, ma tutti sono indubbiamente di utilità pubblica.
            Saluti.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            Se veramente A e B sono così simili nessuno
            ti impedisce di usare A o B. Però ne accetti
            le condizioni una volta fatta la scelta.Forse non e' chiaro, io posso usare A, ma posso essere accusato di aver preso da B, capisci adesso?

            Garantisce solo se stessa, non facciamone
            un

            baluardo di nulla. Nessuna liberta'

            individuale e' stata scalfita
            dall'esistenza

            del software proprietario.

            Ok, allora dammi il codice di Windows.Non e' tra i tuoi diritti, dato che non ne sei proprietario. Io posso produrre tutto il codice chiuso che voglio. Come ti ho detto, e' nei diritti di chi produce software decidere il modo in cui distribuirlo.
            Secondo te la mia libertà di leggerlo,
            modificarlo per le mie esigenze, rivendere
            le modifiche ecc... è garantita dal codice
            proprietario?E' una domanda mal posta. Semplicemente il codice proprietario non lo prevede, e' come se mi chiedessi se la tua liberta' di nuotare e' garantita dall'esistenza delle ferrovie...
            Inoltre vedremo cosa succederà con palladium
            (ma quello è un'altro discorso).Infatti, meglio non citarlo, perche' e' uno spauracchio di cui nessuno sa nulla in verita'. Inutile.

            Infatti (non so se lo hai notato) io

            contesto l'uso di questo termine, che e'

            fuorviante per tutta una serie di motivi.

            Libero di contestarlo.Questo si' ;)
            Però io ritengo molto più libero un codice
            che garantisce le stesse libertà a tutti che
            un codice a cui quelle libertà le puoi
            togliere.Dipende, puo' essere libero anche un codice che abbia i pregi dell'opensource, ma che non richieda adesione al suo "vangelo". E, per quanto mi riguarda, lo e' di piu'.
            L'unica libertà in più che ha BSD rispetto
            alla GPL è il diritto di privare il codice
            delle sue libertà originali.Falso. Il codice rimane, la "licenza" BSD esiste solo per non far valere retroattivamente altre licenze capestro.
            Io rinuncio volentieri a quelle libertà per
            usufruire di tutte le altre e questo PER
            SEMPRE.Tu si', io no. Hai gia' rinunciato a delle liberta', ti faccio notare... io a nessuna per ora.

            ve ne fosse una migliore, non potrei.

            Quindi GPL NON concede la liberta', ma

            garantisce se stessa ed una visibilita' in

            termini di sorgente a tutto il codice

            prodotto sotto questa licenza.

            Quindi garantisce le stesse libertà a tutto
            il codice (originale e derivato). Per favore, lasciamo perdere il termine liberta'... diciamo che propaga sui lavori derivati i termini della licenza, qualunque sia.
            che si è obbligati ad adottarne la licenza
            limita la libertà quanto basta per garantire
            tutte le altre esattamente come la legge che
            dice di non uccidere limita la mia libertà
            ma me ne garantisce molte altre.Direi di non fare paragoni troppo azzardati. Prima di tutto ricavare un codice derivato in forma closed non e' certo un omicidio, e soprattutto ricavare un codice derivato closed non incide sulla qualita' dell'originale. Non vedo quale liberta' tua sia in pericolo nel momento in cui il, partendo da un software BSD aperto e disponibilie, costruisca un'implementazione proprietaria e migliorata.Il protocollo TCP/IP e' calzante in tutto questo. Onestamente, ti sentiresti di dire che e' giusto che l'intero codice di windows (migliaia di volte piu' grosso dell'intero stack) debba essere libero perche' incorpora una piccola parte di codice con licenza open source?
            quindi adotto la GPL che mi
            garantisce che il codice rimarrà libero allo
            stesso modo in cui io l'ho distribuito in
            origine.Basterebbe anche BSD per questo. Il tuo codice in questo modo sarebbe sempre disponibile. Mettendo GPL, invece, tu rivendichi una "paternita'" anche sui lavori derivati. Anche MOLTO derivati. Quindi, mettendo GPL, tu fai 2 cose1) Rendi disponibili i sorgenti del tuo lavoro2) Imponi di rendere disponibili i sorgenti di qualunque lavoro derivatoSe veramente fai qualcosa di unilaterale, à la Sabin per intenderci, ti basta 1).

            Non ci sono solo me multinazionali, ma
            anche

            aziende di 10 persone o poco piu', ma

            immagino che nel tuo mondo non ci sia
            posto

            per queste realta'...

            E allora? se vogliono uno dei miei codici
            per integrarlo in un loro codice
            proprietario MI DEVONO PAGARE.Infatti e' questo che sta diventando la GPL. Una specie di shareware evoluto.Il codice disponibile e' per tutti (versone lite), invece per avere i sorgenti del lavoro "serio", fuori i soldi.
            Se inoltre includiamo i formati proprietari,
            scrivimi un programma che visualizza, stampa
            o edita i .doc, i .xls, i .ppt, ...L'esistenza di formati proprietari verra' abbandonata, non tanto per queste teorie di uguaglianza o simili, ma semplicemente perche' sara' piu' conveniente usare altro e formare un'economia di software basato sull'interscambio/ trasformazione/ visualizzazione di dati.
            Ah, scusa, dimenticavo, nella "libertà" MS
            il proprietario dei files .doc, .xls e .ppt
            è la stessa MS (che si riserva ogni
            libertà).Sei sempre libero di non usare office, oppure di salvare i documenti in formato RTF, che e' pubblico. Quello che io contesto e' la negazione alla base di realta' del genere.
            Infatti prima che i computers fossero
            inventati la gente non era libera.
            Io ho piuttosto l'impressione che sia
            l'esatto contrario.Io non credo che sia cosi'. E' una questione di progresso e di R&D. La mia impressione e' che l'economia OS non generi sufficienti attrattive per il mercato e di fatto rallenti il progresso e l'innovazione. Che non vengono da progetti open, i quali stanno spesso ad inseguire, su quel versante...
            Inoltre mi sembra di capire che secondo te
            ciò che non è remunerativo non è da fare e
            non garantisce la libertà?No, dico solo che la situasione attuale garantisce parecchie liberta', e proiettando su scala mondiale la filosofia OS, vedo una riduzione dell'interesse nel produrre software.Chi me lo fa fare di vendere software? O di produrlo, a 'sto punto? Ci sara' sempre qualcuno che lo fa per me... Lo penseranno tutti, finche' nessuno fara' piu' niente.
            si fosse fatto oggi non avremmo i trasporti
            pubblici, la televisione, l'esercito (anche
            se si può dissertare sulla sua utilità), ...
            il parlamento.Parlamento ed esercito sono necessari. I trasporti pubblici si pagano, eccome. I servizi, statali o non, vanno pagati.Non vedo l'analogia con il software Open.Piu' pragmaticamente, si puo' fare un ragionamento del genere1) Mi serve un software che faccia le sgg cose : a,b,c2) Vaglio il mercato per vedere cosa mi propone3) Acquisto cio' che mi costa di meno in termini globali.Se per esempio OpenOffice e' meglio di Office in termini globali, scelgo OpenOffice. Attenzione, i
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            sei un parassita che sfrutta il lavoro altrui per chiuderlo in prodotti proprietari; ovvio che ti piace la BSD, purtroppo per te la comunita' BSD non e' neanche lontanamente grande e attiva come quella del software libero; addio parassita.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            sei un parassita che sfrutta il lavoro
            altrui per chiuderlo in prodotti
            proprietari; ovvio che ti piace la BSD,
            purtroppo per te la comunita' BSD non e'
            neanche lontanamente grande e attiva come
            quella del software libero; addio parassita.E se io ne facessi parte, di questa fantomatica comunita' BSD?Non e' cosi' comunque. Aggiungo che io non sono un programmatore, ed in ogni caso vedi di scrivermi in un altra maniera E di imparare a rispondere alle obiezioni razionali con argomenti razionali e NON personali.Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            il fatto che usando codice bsd per applicazioni chiuse ti dimostri un parassita sarebbe personale? a me sembra un dato di fatto non un attacco ad personam.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            il fatto che usando codice bsd per
            applicazioni chiuse ti dimostri un
            parassita sarebbe personale? a me sembra un
            dato di fatto non un attacco ad personam.Se ti rivolgi dandomi del TU e non parli in generale, e' ovviamente un attacco ad personam. I dati di fatto lasciali agli scienziati, grazie, queste (le mie, le tue) sono solo opinioni.Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            non parlo solo di te ma di te e di tutti quelli che si avvantaggiano di codice bsd per scrivere applicazioni chiuse, purtroppo non sei il solo, quindi l'attacco non era rivolto a te in particolare ma anche a te.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            Bravo!
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            non parlo solo di te ma di te Allora e' personale, conosci l'insiemistica vero?. Ti ho gia' detto che io non scrivo applicazioni e non sono un softwarista. Evita di insultare, grazie.E evita anche di autorisposnderti con un "bravo", fai pena (ecco perche' odio quelli che non si firmano...).Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            il fatto che usando codice bsd per
            applicazioni chiuse ti dimostri un
            parassita sarebbe personale? a me sembra un
            dato di fatto non un attacco ad personam.noe' solo la prova EVIDENTE del massimmo grado di liberta' che permette la BSDe bada bene, l'autore del codice BSD sa bene a cosa va incontro quando pubblica BSD, quindi dando del parassita a chi chiude codice BSD, dai automaticamente dello stupido a chi pubblica codice BSD.Chi sei tu per andare contro il volere dell/degli autori del codice?
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            liberta' non vuol dire fare quello che cavolo ci pare
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            liberta' non vuol dire fare quello che
            cavolo ci parenon vedo cosa ci sia di "quello che cavolo mi pare" nel RISPETTARE una licenza come BSDsemplicemente e' piu' libera di GPL perche' pone MENO VINCOLIma tu questo non lo capisciperche' le ineizioni di barbiturici che ti fanno per farti stare buono e zitto ti hanno reso un povero decerebrato
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            sei un povero parassita, se non fosse ignobile quello che fai, mi faresti anche pena
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            sei un parassita che sfrutta il lavoro
            altrui per chiuderlo in prodotti
            proprietari; ovvio che ti piace la BSD,
            purtroppo per te la comunita' BSD non e'
            neanche lontanamente grande e attiva come
            quella del software libero; addio parassita.invece tutti quelli che si scaricano mandrake dal sitro ben sapendo che mandrake fra due mesi chiudera', cosa sono?degli eroi?dei paladini della liberta?ma vatti a nascondere a malagrotta sotto una montagna di immondizia!(lo so.. i prophilax dicevano merda, ma merda non si puo' dire... )
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            che c'entra mandrake? non si parla del singolo utente di questa o quella comunita' ma del tipo di licenza
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            che c'entra mandrake? non si parla del
            singolo utente di questa o quella comunita'
            ma del tipo di licenzac'entra perche' e' proprio a causa dei parassiti che mandrake e' nei guaiperche' nessuno le paga la distromentre invece BSD che e' sovvenzionato da molti enti e societa' private e' vivo e vegeto ed ha il primato come miglior UNIX in circolazionepur essendo free e contemporaneamente chiudibile
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge
            Non dire sciocchezze. Devo dirti dove
            trovare i sorgenti di freebsd? (che
            incorpora lo stesso stack tcp/ip di windows,
            a quanto pare).
            mah, io direi piuttosto che lo stack di windows ha la stessa origine di quello freebsd...
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge
            Molto discutibile sarebbe prendere codice
            BSD, appiccicargli sopra la licenza GPL e
            pretendere di farla valere sui lavori
            derivati. Cosa che e' successa.ahahahaha 2 pesi e 2 misure? appiccicargli licenza proprietaria e chiuderlo va bene ma appiccicargli licenza libera no? coerenza zero vero?
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Sarge

            Molto discutibile sarebbe prendere codice

            BSD, appiccicargli sopra la licenza GPL e

            pretendere di farla valere sui lavori

            derivati. Cosa che e' successa.

            ahahahaha 2 pesi e 2 misure? appiccicargli
            licenza proprietaria e chiuderlo va bene ma
            appiccicargli licenza libera no? coerenza
            zero vero?Coerenza? Vedi l'esempio A,B,C che ho fatto qualche posto piu' sopra, e che riguarda la propagazione della licenza (cosa che con il software closed non c'e').Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            questo non c'entra nulla, se tu giustifichi il fatto che si possa mettere sotto licenza proprietaria codice bsd non puoi dire che e' scorretto metterlo sotto licenza libera; o vale per tutti o per nessuno.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            questo non c'entra nulla, C'entra c'entra..
            se tu giustifichi
            il fatto che si possa mettere sotto licenza
            proprietaria codice bsd non puoi dire che e'
            scorretto metterlo sotto licenza libera; o
            vale per tutti o per nessuno.Mica ho detto che e' vietato, ho solo detto che e' (per me) moralmente scorretto. Meglio lavorare alla luce del sole. O tutto open, o tutto closed. Niente ipoteche sul software futuro.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            ok o tutto open o tutto closed, quindi niente codice bsd (open) in applicazioni closed
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            ok o tutto open o tutto closed, quindi
            niente codice bsd (open) in applicazioni
            closedbenechiama Berkley e digli che la loro licenza e' sbagliata e devono cambiarla come dici tuvedrai che avranno piu' di un motivo per mandarti sonoramente a fare in culo!
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            non sono io quello che va a dire "o tutto open o tutto closed", lo hai letto il post cui ho risposto?
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            non sono io quello che va a dire "o tutto
            open o tutto closed", lo hai letto il post
            cui ho risposto?Mi sono espresso male, sai com'e', uno si inalbera a sentirsi dare del parassita a sbafo...Il senso e' questo:Applicativi OPEN completamente ("tutto"), senza limiti di licenze e applicativi CLOSED.A livello di vincoli, meglio un applicativo closed di uno GPL, imho. Sicuramente meglio uno BSD di uno GPL, sempre imho.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia


            Molto discutibile sarebbe prendere codice

            BSD, appiccicargli sopra la licenza GPL e

            pretendere di farla valere sui lavori

            derivati. Cosa che e' successa.

            ahahahaha 2 pesi e 2 misure? appiccicargli
            licenza proprietaria e chiuderlo va bene ma
            appiccicargli licenza libera no? coerenza
            zero vero?il software proprietario non espande la propria licenza ai lavori derivati, proprio perche' nessuno, tranne l'autore originale, puo' derivare dal software proprietario.Mentre invece se prendi codice BSD e lo rilicenzi GPL, obblighi tutti i lavori derivati alla GPL, anche se l'intenzione originale dell'autore (BSD) non era quella...
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            i lavori derivati non esistono se la licenza e' proprietaria, semplicemente perche' il codice non ti appartiene e non puoi farci applicazioni tue, quindi il problema nemmeno si pone parassita.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            i lavori derivati non esistono se la licenza
            e' proprietaria, semplicemente perche' il
            codice non ti appartiene e non puoi farci
            applicazioni tue, quindi il problema nemmeno
            si pone parassita.i lavori derivati da BSD esistono eccomee non per forza devono essere BSDecco in cosa consiste la sua liberta'IDIOTA!
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            Quello che trovi libero sul net è il codice
            BSD originale che continua ad evolvere
            indipendentemente da tutti, ma nulla
            impedisce a qualcuno di fare come MS e Sun
            (IBM, SGI, ...) e di prendere il codice BSD
            e chiuderlo.

            Con la GPL questo è legalmente impossibile.
            Quindi il codice libero GPL resta libero
            sempre perchè nessuno può chiuderlo. In
            compenso lo puoi usare e modificare a
            piacimento.Domanda da 100 milioni di $$$: E se M$ avesse preso porzioni di codice GPL e l'avesse incluso in Windows come si potrebbe dimostrare dato che il codice M$ non è visibile?
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            Domanda da 100 milioni di $$$: E se M$
            avesse preso porzioni di codice GPL e
            l'avesse incluso in Windows come si potrebbe
            dimostrare dato che il codice M$ non è
            visibile?cui prodest?lo ripeto ogni voltase MS puo' attingere liberamente da BSD perche' dovrebbe andarsi ad impelagare con la GPL?
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            ok, visto che il codice di BSD è libero,
            domanda alla Microsoft di vedere e
            modificare il codice di Windows? Oppure alla
            Sun di vedere e modificare il codice di
            Solaris?
            errore 1il codice BSD e' libero e continua ad esserloil codice BSD incluso da MS o da Sun non lo e'perche' BSD lo permette
            Il codice BSD originale era libero, ma una
            volta che la MS o la Sun se lo sono
            accaparrato lo hanno chiuso e perciò non è
            più libero.errore 2Il codice BSD originale continua ad essere liberol'implementazione Sun o MS no
            Quello che trovi libero sul net è il codice
            BSD originale che continua ad evolvere
            indipendentemente da tutti, ma nulla
            impedisce a qualcuno di fare come MS e Sun
            (IBM, SGI, ...) e di prendere il codice BSD
            e chiuderlo.
            esattovedo che hai capitosono le singole implementazioni che possono non essere liberema non il codice di provenienza
            Con la GPL questo è legalmente impossibile.
            Quindi il codice libero GPL resta libero
            sempre perchè nessuno può chiuderlo. In
            compenso lo puoi usare e modificare a
            piacimento.affattohai un concetto di libero alquanto stranose ti dico che con la tua macchina sei libero di andare dove vuoi, ma solo entro dei limiti che stabilisco io, sei piu' libero rispetto al poter circolare liberamente dove e come vuoi, senza nessun vincolo?pensaci
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            con la tua macchina puoi andare dove vuoi a patto di rispettare la proprieta' privata e l'incolumita' delle persone che trovi insieme a te nelle strade; libero non vuol dire "fare quello che cavolo mi pare", questo fa comodo pensarlo ai parassiti che sfruttano codice bsd per far applicazioni chiuse; andate a lavorare e guadagnatevi il pane con il VOSTRO lavoro.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            con la tua macchina puoi andare dove vuoi a
            patto di rispettare la proprieta' privata e
            l'incolumita' delle persone che trovi
            insieme a te nelle strade; libero non vuol
            dire "fare quello che cavolo mi pare",Usando codice BSD non fai male a nessuno, quindi la tua similitudine si ferma qui.
            questo fa comodo pensarlo ai parassiti cheE piantala con i parassiti, sciocco.Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            non hai ben chiaro il significato di software libero vero? software libero non vuol dire che puoi fare il tuo comodo con esso ma che puoi fare il tuo comodo con esso a patto di rimettere sotto licenza libera il codice libero che usi (questo epr garantire anche agli altri le stesse liberta' che son state accordate a te, e quindi evitare che qualche furbone possa prendere codice libero e chiuderlo)
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            non hai ben chiaro il significato di
            software libero vero? software libero non
            vuol dire che puoi fare il tuo comodoIl che lo renderebbe libero...
            esso ma che puoi fare il tuo comodo con esso
            a patto di rimettere sotto licenza libera ilChe non e' libero. Chiamalo software licenziato. Che diavolo e' una licenza "libera" ?Se e' cosi', come lo chiamiamo il codice di freebsd? Ultralibero?
            codice libero che usi (questo epr garantire
            anche agli altri le stesse liberta' che son
            state accordate a te, e quindi evitare che
            qualche furbone possa prendere codice libero
            e chiuderlo)Tanto il sorgente rimarrebbe per tutti gli altri.Io non contesto certamente la licenza GPL, ma l'uso improprio del termine libero che qui e' usato a sproposito.Trovate qualche altra parola.Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge
            Io non contesto certamente la licenza GPL,
            ma l'uso improprio del termine libero che
            qui e' usato a sproposito.
            Trovate qualche altra parola.libero vuol dire "che RIMANE libero", da questo punto di vista il software sotto BSD (che tu ritieni oltremodo libero) non e' libero manco per niente.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            Domanda: cosa mi succede se modifico il codice e non rispetto la GPL? La cosa non è banale, secondo me, anzi la "serietà" della cosa sta tutta nelle risposte che si possono dare....
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            Domanda: cosa mi succede se modifico il
            codice e non rispetto la GPL? La cosa non è
            banale, secondo me, anzi la "serietà" della
            cosa sta tutta nelle risposte che si possono
            dare....se non rispetti la gpl si applicano le stesse regole che vengono applicate quando non rispetti una qualsiasi altra licenza ( sempre che la licenza sia riconosciuta dal paese in cui ti trovi)
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Domanda: cosa mi succede se modifico il

            codice e non rispetto la GPL? La cosa non
            è

            banale, secondo me, anzi la "serietà"
            della

            cosa sta tutta nelle risposte che si
            possono

            dare....

            se non rispetti la gpl si applicano le
            stesse regole che vengono applicate quando
            non rispetti una qualsiasi altra licenza (
            sempre che la licenza sia riconosciuta dal
            paese in cui ti trovi)come faccio a sapere se una licenza è riconosciuta in italia?
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            libero vuol dire "che RIMANE libero", da
            questo punto di vista il software sotto BSD
            (che tu ritieni oltremodo libero) non e'
            libero manco per niente.Invece lo e'. Tutto il codice scritto sotto BSD e' rimasto uguale ed utilizzabile da chiunque, pregasi verificare.Saluti.
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge
            Invece lo e'. Tutto il codice scritto sotto
            BSD e' rimasto uguale ed utilizzabile da
            chiunque, pregasi verificare.Forse tutto il codice scritto sotto BSD, ma non il software derivato/migliorato.Vorrei proprio vedere i sorgenti dello stack TCP/IP di win 2000. Erano in licenza BSD, come mai ora nessuno puo' piu' usarli ?La diatriba "e' piu' libera la GPL e la BSD" dura da milioni di anni... non e' il caso di riaprirla per la 200esima volta qui.In riferimento all'uso della partola "LIBERO" in "software libero" "licenza libera" ecc, il significato della parola e' ben definito nelle licenze stesse, quindi la tua polemica circa l'uso di questa parola e' inutile e sterile.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore

            BSD e' rimasto uguale ed utilizzabile da

            chiunque, pregasi verificare.

            Forse tutto il codice scritto sotto BSD, ma
            non il software derivato/migliorato.Non FORSE. E' cosi'.

            Vorrei proprio vedere i sorgenti dello stack
            TCP/IP di win 2000. Erano in licenza BSD,
            come mai ora nessuno puo' piu' usarli ?E dove e' scritto questo? Fammi capire, i microsoffici hanno dato fuoco all'universita' di Berkeley? Hanno preso lo stack, estrapolandolo dai sorgenti, e hanno eliminato i sorgenti dalla faccia della terra? Ma la testa non si usa mai, qui?
            La diatriba "e' piu' libera la GPL e la BSD"
            dura da milioni di anni... non e' il caso di
            riaprirla per la 200esima volta qui.Anche perche' io la mia idea me la sono fatta, e secondo me stiamo scivolando sul ridicolo, contro ogni logica.

            In riferimento all'uso della partola
            "LIBERO" in "software libero" "licenza
            libera" ecc, il significato della parola e'
            ben definito nelle licenze stesse, quindi la
            tua polemica circa l'uso di questa parola e'
            inutile e sterile.Sciocchezze, io me ne frego abbastanza se arriva qualcuno a ridefinirmi una parola. La parola "libero" ha un significato ben preciso nella lingua italiana, e io ho semplicemente ricordato che esiste qualcosa di ben piu' "libero" della GPL. Che quindi non merita questo nome. Meglio cercarsene un altro, visto che contrasta con la seguente definizione:Libero : Che non è sottoposto a vincoli, obblighi, impegni e sim.Ora, un software GPL non e' libero, in quanto sottoposto a vincoli. obblighi, ecc. ecc. O vogliamo sconfessare anche il dizionario?Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            libero = cosa che resta libera (anche nei prodotti derivati e non solo nell'originale).Qualcosa che in origine e' libero ma la cui natura non permette di restare libera a che serve? ai parassiti come te che pigliano codice BSD e lo rivendono in applicazioni chiuse? ma vai a lavorare invece di sfruttare il lavoro altrui senza dar nulla in cambio.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            libero = cosa che resta libera (anche nei
            prodotti derivati e non solo
            nell'originale).Tua definizione assolutamente opinabile.
            Qualcosa che in origine e' libero ma la cui
            natura non permette di restare libera a che
            serve? ai parassiti come te che pigliano
            codice BSD e lo rivendono in applicazioni
            chiuse? ma vai a lavorare invece di
            sfruttare il lavoro altrui senza dar nulla
            in cambio.Anche per te vale la risposta che ho dato al tipo di prima (e che magari sei tu, ma che mi importa a 'sto punto).Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            certo certo continua a campare sul lavoro altrui senza dar nulla in cambio, sei proprio degno di rispetto, complimenti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            certo certo continua a campare sul lavoro
            altrui senza dar nulla in cambio, sei
            proprio degno di rispetto, complimenti.invece chi si scarica la mandrake o la redhat dal sito in che modo contribuisce?ci sono molti piu' leechers nel mondo GPL che non in quello BSD, dove molte aziende PAGANO per vedere evolvere quel codiceInvece tutti quelli che fanno hosting massivo mettendo una debian e mysql per fare prezzi di 10 euro piu' bassi rispetto all'hosting IIS + MSSQL server come li chiami?paladini?ucciditila canna del gas e' la tua migliore amica
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            sei un parassita
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            sei un parassital'hanno detto anche tua mamma e tua sorella quando sono andato via senza pagare...che vuoi farci.. noi parassiti siamo fatti cosi'...
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            brucia la verita' e'? parassita!
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            brucia la verita' e'? parassita!me sa che bruciava piu' il culo a tua sorella :)sabbia e vasellina non andrrebbero usate insieme.. ora lo so...
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            libero = cosa che resta libera (anche nei
            prodotti derivati e non solo
            nell'originale).
            Qualcosa che in origine e' libero ma la cui
            natura non permette di restare libera a che
            serve? ai parassiti come te che pigliano
            codice BSD e lo rivendono in applicazioni
            chiuse? ma vai a lavorare invece di
            sfruttare il lavoro altrui senza dar nulla
            in cambio.oh bellaStallman adesso vi insegna anche che liberta' vuol dire obbligare tutti a sottostare alle vostre idee?E da quando, scusa, il codice BSD non e' piu' disponibile per il download?DA QUANDO?????nonostante la inclusione in software proprietari BSD RIMANE CODICE LIBERO.GPL invece no e infatti si sono dovuti inventare LGPL per usarlo in software closed...siete ridicoli...
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            io saro' pure ridicolo ma tu sei un parassita, e la cosa triste e' che ne vai anche fiero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            io saro' pure ridicolo ma tu sei un
            parassita, e la cosa triste e' che ne vai
            anche fiero.parassita e' colui che prende senza darenon sai cosa io ho preso e cosa ho dato in cambioquindi stai zitto bamboccio!ma c'e' di piu'accattone e' colui che da pretendendo qualcosa in cambioesattamnente come fa la gplmentre invece io sono fiero di dare il mio codice in BSD senza chiedere NULLA in cambioin perfetto stile scientifico di condivisione del saperecio' che io so o scopro lo do atutti, indiscriminatamente e soprattutto senza vincolitu invece con la tua GPL mi chiedi PER FORZA di darti del codicee se io volessi darti dei soldi o una semplice cartolina di ringraziamenti mi diresti "no, rivolgiti ad altre licenze"bel modo di condividere
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo


            io saro' pure ridicolo ma tu sei un

            parassita, e la cosa triste e' che ne vai

            anche fiero.

            parassita e' colui che prende senza dare
            non sai cosa io ho preso e cosa ho dato in
            cambio
            quindi stai zitto bamboccio!
            ma c'e' di piu'
            accattone e' colui che da pretendendo
            qualcosa in cambio
            esattamnente come fa la gpl
            mentre invece io sono fiero di dare il mio
            codice in BSD senza chiedere NULLA in cambio
            in perfetto stile scientifico di
            condivisione del sapere
            cio' che io so o scopro lo do atutti,
            indiscriminatamente e soprattutto senza
            vincoli
            tu invece con la tua GPL mi chiedi PER FORZA
            di darti del codice
            e se io volessi darti dei soldi o una
            semplice cartolina di ringraziamenti mi
            diresti "no, rivolgiti ad altre licenze"
            bel modo di condividereBeh allora spiegami perche' gli sviluppatori e le aziende preferiscono la GPL. E non dirmi perche' "linux e' di moda" perche e' evidente che non e' questa la ragione
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore

            - Scritto da: Anonimo




            io saro' pure ridicolo ma tu sei un


            parassita, e la cosa triste e' che ne
            vai


            anche fiero.



            parassita e' colui che prende senza dare

            non sai cosa io ho preso e cosa ho dato in

            cambio

            quindi stai zitto bamboccio!

            ma c'e' di piu'

            accattone e' colui che da pretendendo

            qualcosa in cambio

            esattamnente come fa la gpl

            mentre invece io sono fiero di dare il mio

            codice in BSD senza chiedere NULLA in
            cambio

            in perfetto stile scientifico di

            condivisione del sapere

            cio' che io so o scopro lo do atutti,

            indiscriminatamente e soprattutto senza

            vincoli

            tu invece con la tua GPL mi chiedi PER
            FORZA

            di darti del codice

            e se io volessi darti dei soldi o una

            semplice cartolina di ringraziamenti mi

            diresti "no, rivolgiti ad altre licenze"

            bel modo di condividere

            Beh allora spiegami perche' gli sviluppatori
            e le aziende preferiscono la GPL. E non
            dirmi perche' "linux e' di moda" perche
            e' evidente che non e' questa la ragionebeh..., se gli sviluppatori e le aziende preferissero quel pinguino denutrito e la gpl, allora come te lo spieghi che la diffusione di linux è ferma allo 0,9 già da due anni ???alle aziende con cervello non interessano i sorgenti... quello è solo un trucco per raggirare il povero e ignorante manager di provincia.
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            beh..., se gli sviluppatori e le aziende
            preferissero quel pinguino denutrito e la
            gpl, allora come te lo spieghi che la
            diffusione di linux è ferma allo 0,9 già da
            due anni ???Ma sti cazzo di numeri da dove li tirate fuori ogni volta ? 0,9 di cosa ? a fare cosa ? dove ? calcolato da chi ?
            alle aziende con cervello non interessano i
            sorgenti... quello è solo un trucco per
            raggirare il povero e ignorante manager di
            provincia.Si certo. Immagino che serva anche ad ingannare la comunita' degli sviluppatori.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore

            - Scritto da: Anonimo


            beh..., se gli sviluppatori e le aziende

            preferissero quel pinguino denutrito e la

            gpl, allora come te lo spieghi che la

            diffusione di linux è ferma allo 0,9 già
            da

            due anni ???

            Ma sti cazzo di numeri da dove li tirate
            fuori ogni volta ? 0,9 di cosa ? a fare cosa
            ? dove ? calcolato da chi ?
            basta un semplice log tipo shinystat... mi spiace... ma è la verità
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo


            gpl, allora come te lo spieghi che la


            diffusione di linux è ferma allo 0,9
            già

            da


            due anni ???



            Ma sti cazzo di numeri da dove li tirate

            fuori ogni volta ? 0,9 di cosa ? a fare
            cosa

            ? dove ? calcolato da chi ?



            basta un semplice log tipo shinystat... mi
            spiace... ma è la veritàChiunque tu sia, questa risposta ti qualifica ampiamente : non sai un cazzo del mondo dell' IT.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore

            - Scritto da: Anonimo




            gpl, allora come te lo spieghi che
            la



            diffusione di linux è ferma allo 0,9

            già


            da



            due anni ???





            Ma sti cazzo di numeri da dove li
            tirate


            fuori ogni volta ? 0,9 di cosa ? a fare

            cosa


            ? dove ? calcolato da chi ?






            basta un semplice log tipo shinystat... mi

            spiace... ma è la verità

            Chiunque tu sia, questa risposta ti
            qualifica ampiamente : non sai un cazzo del
            mondo dell' IT.che ca22o c'entrano le statistiche con l'IT... mi sa che linuzzo ti ha dato alla testa.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore

            - Scritto da: Anonimo

            alle aziende con cervello non interessano
            i

            sorgenti... quello è solo un trucco per

            raggirare il povero e ignorante manager di

            provincia.

            Si certo.

            Immagino che serva anche ad ingannare la
            comunita' degli sviluppatori.si... anche quelli ed è questo che mi fa rabbia
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            Beh allora spiegami perche' gli sviluppatori
            e le aziende preferiscono la GPL. E non
            dirmi perche' "linux e' di moda" perche
            e' evidente che non e' questa la ragionee' evidente da cosa?non e' cosi' evidente come dici tu...seconda cosale aziende preferiscono la GPL rispetto a cosa?io vedo molti sviluppatori creare software GPL, ma ben poche aziende convertirsiCasomai adottano il software GPL perche' non lo paganoNon ho mai visto nessuno dire "abbiamo preso openoffice perche' e' in sorgenti"
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo

            Beh allora spiegami perche' gli
            sviluppatori

            e le aziende preferiscono la GPL. E non

            dirmi perche' "linux e' di moda" perche

            e' evidente che non e' questa la ragione

            e' evidente da cosa?
            non e' cosi' evidente come dici tu...Secondo me il fatto che, ad esempio, linux abbia piu' sviluppatori dei *BSD messi insieme e probabilmente, piu' utenza (anche se su questo sono gia' meno sicuro)
            seconda cosa
            le aziende preferiscono la GPL rispetto a
            cosa?Rispetto sempre alla BSD. Se guardi la quantita' di soldi investita in progetti BSD e GPL probabilmente c'e' molta differenza.
            io vedo molti sviluppatori creare software
            GPL, ma ben poche aziende convertirsi
            Casomai adottano il software GPL perche' non
            lo pagano

            Non ho mai visto nessuno dire "abbiamo preso
            openoffice perche' e' in sorgenti"Nah. Non era questo il senso del discorso e non ha senso parlare di questo in questo contesto.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            Beh allora spiegami perche' gli sviluppatori
            e le aziende preferiscono la GPL. E non
            dirmi perche' "linux e' di moda" perche
            e' evidente che non e' questa la ragionei software OS migliori e piu' diffusi (apache, mozilla, ma anche tutti gli OS dei router/firewall cisco) derivano o sono sotto licenza BSDl'ondata GPL e' dovuta solo al fatto che le distro tendono ad incorporare software GPL se c'e' un'alternativa a quello sotto altre licenze
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            cerchi di convincere me o te stesso? sei un parassita e tutto quello che dici non cambiera' questa realta'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia

            cerchi di convincere me o te stesso? sei un
            parassita e tutto quello che dici non
            cambiera' questa realta'.anche il fatto che apache sia sotto BSD e Mozilla NON SIA GPL non cambiera' mai il fatto che sei un coglioneah...di solito io pago per quello che mi serve...non faccio come te che chiedo i soldi a papa' e il resto lo prendo gratis o lo copio dagli amicibamboccio!
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            ma vai a lavorare parassita, io quello che scrivo lo metto sotto gpl e ci campo, tu ti approfitti del codice altrui per scrivere applicazioni chiuse, sei un verme parassita.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            Bravo!
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge

            - Scritto da: KerNivore



            BSD e' rimasto uguale ed utilizzabile
            da


            chiunque, pregasi verificare.



            Forse tutto il codice scritto sotto BSD,
            ma

            non il software derivato/migliorato.

            Non FORSE. E' cosi'.Il forse non voleva essere un vero forse.




            Vorrei proprio vedere i sorgenti dello
            stack

            TCP/IP di win 2000. Erano in licenza BSD,

            come mai ora nessuno puo' piu' usarli ?

            E dove e' scritto questo? Fammi capire, i
            microsoffici hanno dato fuoco
            all'universita' di Berkeley? Hanno preso lo
            stack, estrapolandolo dai sorgenti, e hanno
            eliminato i sorgenti dalla faccia della
            terra? Ma la testa non si usa mai, qui?Beh, allora usa la testa e fai quello che ho chiesto : fammi vedere i sorgenti dello stack tcp/ip di win 2000.

            In riferimento all'uso della partola

            "LIBERO" in "software libero" "licenza

            libera" ecc, il significato della parola
            e'

            ben definito nelle licenze stesse, quindi
            la

            tua polemica circa l'uso di questa parola
            e'

            inutile e sterile.

            Sciocchezze, io me ne frego abbastanza se
            arriva qualcuno a ridefinirmi una parola. La
            parola "libero" ha un significato ben
            preciso nella lingua italiana, e io ho
            semplicemente ricordato che esiste qualcosa
            di ben piu' "libero" della GPL. Che quindi
            non merita questo nome. Meglio cercarsene un
            altro, visto che contrasta con la seguente
            definizione:

            Libero : Che non è sottoposto a vincoli,
            obblighi, impegni e sim.
            Ora, un software GPL non e' libero, in
            quanto sottoposto a vincoli. obblighi, ecc.
            ecc. O vogliamo sconfessare anche il
            dizionario?Beh, nemmeno i sorgenti dello stack tcp/ip sono piu' liberi. La loro liberta' l'hanno persa. Il software GPL la conserva.
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore
            Beh, nemmeno i sorgenti dello stack tcp/ip
            sono piu' liberi. La loro liberta' l'hanno
            persa. Il software GPL la conserva.Ho dimenticato "di win2000" in riferimento allo stack tcp/ip
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore

            stack, estrapolandolo dai sorgenti, e
            hanno

            eliminato i sorgenti dalla faccia della

            terra? Ma la testa non si usa mai, qui?

            Beh, allora usa la testa e fai quello che ho
            chiesto : fammi vedere i sorgenti dello
            stack tcp/ip di win 2000.Non ha senso.Se e' derivato, o se e' scritto ex novo, non ha nessuna licenza BSD sopra la testaccia e quindi non hai diritto di vederlo.Se e' lo stesso, puoi benissimo andare a scaricarti tutto dal sito freebsd. Chiaro?
            Beh, nemmeno i sorgenti dello stack tcp/ip
            sono piu' liberi. La loro liberta' l'hanno
            persa. Il software GPL la conserva.ftp://ftp.freebsd.org/pub/FreeBSD/Sta tutto li'. Sorgenti e binari.Cerchiamo di rimanere sulla terra.Saluti.
          • KerNivore scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge

            - Scritto da: KerNivore




            stack, estrapolandolo dai sorgenti, e

            hanno


            eliminato i sorgenti dalla faccia della


            terra? Ma la testa non si usa mai, qui?



            Beh, allora usa la testa e fai quello che
            ho

            chiesto : fammi vedere i sorgenti dello

            stack tcp/ip di win 2000.

            Non ha senso.
            Se e' derivato, o se e' scritto ex novo, non
            ha nessuna licenza BSD sopra la testaccia e
            quindi non hai diritto di vederlo.
            Se e' lo stesso, puoi benissimo andare a
            scaricarti tutto dal sito freebsd. Chiaro?A me e' chiarissimo, e se avessi letto i miei post precedenti invece che rispondere subito difendendo la tua cara licenza BSD sarebbe chiaro anche a te quello che volevo dire.

            Beh, nemmeno i sorgenti dello stack tcp/ip

            sono piu' liberi. La loro liberta' l'hanno

            persa. Il software GPL la conserva.

            ftp://ftp.freebsd.org/pub/FreeBSD/

            Sta tutto li'. Sorgenti e binari.
            Cerchiamo di rimanere sulla terra.Ok, comincia leggendo i post a cui rispondi. La mia affermazione era : ok, tutto il software BSD rimane tale, ma non il software derivato" in risposta al tuo "tutto il software bsd e' rimasto tale"Tutto qui.
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: KerNivore
            Ok, comincia leggendo i post a cui rispondi.
            La mia affermazione era : ok, tutto il
            software BSD rimane tale, ma non il software
            derivato" in risposta al tuo "tutto il
            software bsd e' rimasto tale"Ottimo, vedo che siamo d'accordo su tutta la linea. Quindi?Vorrei sapere che volevi dire con questo...Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            che sei un parassita
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            Bravo!
          • Sarge scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Anonimo
            Bravo!C'e' gia' Berlusconi a dare del comunista a chi non la pensa come lui. Ti ci aggiungi anche tu, sostituendo parassita a comunista?Saluti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            - Scritto da: Sarge

            - Scritto da: Anonimo


            linux non e' gratis e' libero (infatti il

            fatto che spesso sia gratuito e'

            assolutamente marginale)

            Linux non e' libero, in quanto vincolato da
            una licenza (la GPL) che non ti permette
            tutto quello che vuoi.

            Saluti.Negli stati occidentali non siamo liberi, infatti ci sono le leggi che ci impediscono di fare quello che ca22o vogliamo.Saremmo liberi se potessimo prendere uno schiavo personale in casa e uccidere tutti quelli che vogliamo solo perchè hanno una faccia che non ci piace.Ma fammi il piacere.Essere libero significa tutto tranne quello che dici tu. Essere libero non vuol dire che posso fare tutto quello che voglio, ma che posso fare certe cose che autorizzo anche agli altri, e che non rischio che altri facciano cose che io non potrei fare.La licenza GPL garantisce proprio questo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Linux è oramai un prodotto commercia
            che tradotto e' "la mia liberta' finisce dove inizia la tua" e non "la mia liberta' e' infinita a scapito di chiunque altro"
        • Anonimo scrive:
          Re: Linux è oramai un prodotto commercia

          quindi, in riferimento alla notizia, comincio a non vedere più il
          legame linux-hacking (il fatto che linux sia teoricamente
          gratis mi sembra un fattore marginale) non e' marginale invece che si disponga dei sorgenti
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux è oramai un prodotto commerciale
      Ma quale fanatismo, è tutto entusiasmo, se non fosse perche' ci sono loro, gli hacker, a quest'ora i computer sarebbero una pallosità unica.
      • Anonimo scrive:
        Re: Linux è oramai un prodotto commerciale
        ahahahahh, ma ci sei mai stato ad un hackmeeting???? "loro gli hacker" ahahahahahahah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma all'hackmeeting ci sono tutti ragazzini di 15 anni che non sanno manco accendere un pc, e stanno la tutta la giornata ad installare la debian (installassero almeno la slackware pure pure), e a schiacciare comandi a caso su linux, e a sparare a casaccio più parolone possibili per far vedere che sono bravi, ma andiamo :)comunque fortunatamente all'hackmeeting non ci sono solo i neo-hackeroni, ma c'è pure gente seria, che non fa crociate anti-ms o roba del genere, semplicemente sono persone che sanno il fatto loro, e non hanno problemi a condividere le conoscenze
      • Anonimo scrive:
        Re: Linux è oramai un prodotto commerciale
        - Scritto da: Anonimo
        Ma quale fanatismo, è tutto entusiasmo, se
        non fosse perche' ci sono loro, gli hacker,
        a quest'ora i computer sarebbero una
        pallosità unica.Sicuro che esisterebbero?
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux è oramai un prodotto commercia
      - Scritto da: Anonimo
      anche questo è imposto dall'alto... (se così
      si può dire)

      ... ed io non ci vedo nulla di male, perchè
      col computer ci faccio solo quello che mi
      serve, e se non mi serve il computer nemmeno
      lo uso...

      non voglio offendere nessuno, è solo una mia
      brutta ipotesi... ma... nell'hacking io ci
      vedo parecchio fanatismo e un po' di
      confusione ed ambiguità...nel tuo discorso io vedo molto OT... sarà...
  • Anonimo scrive:
    L'hacker secondo me
    Secondo me l'hacker è l'animatore di Internet.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'hacker secondo me

      Secondo me l'hacker è l'animatore di Internet.Si un clown
    • Anonimo scrive:
      Re: L'hacker secondo me
      CiaoSecondo me è uno che vuole capire come funzionano le cose. Così, per curiosità.Io sono "costretto" ad hackerare tutto il santo giorno poichè mi occupo di integrazione tra sistemi: quindi se non sai cosa fanno, non puoi integrarli.Qualche giorno fa ho parlato con Stallman e mi ha detto una cosa "banale" riguardo i brevetti: "devi capire come realmente funzionano". Ecco forse nasce tutto da quì: capire le cose come funzionano.Poi si può decidere che farsene: usarle come arma o come chiave per accedere ad altra conoscenza.
      • Anonimo scrive:
        Re: L'hacker secondo me
        - Scritto da: Anonimo
        Ciao
        Secondo me è uno che vuole capire come
        funzionano le cose. Così, per curiosità.
        Io sono "costretto" ad hackerare tutto il
        santo giorno poichè mi occupo di
        integrazione tra sistemi: quindi se non sai
        cosa fanno, non puoi integrarli.

        Qualche giorno fa ho parlato con Stallman e
        mi ha detto una cosa "banale" riguardo i
        brevetti: "devi capire come realmente
        funzionano". Perche' ? Stallman e' un hacker ? Non lo sapevo...credevo fosse solo un filosofo della liberta' digitale sottoforma di programmazione. Pensavo che un hacker fosse un taglialegna...

        Ecco forse nasce tutto da quì: capire le
        cose come funzionano.
        Poi si può decidere che farsene: usarle come
        arma o come chiave per accedere ad altra
        conoscenza.In italia adoriamo seguire le mode d'oltreoceano e personalizzarle su misura per la nostra societa'.Prova a leggere un ng linuxaro o un qualsiasi ng che si occupa di sicurezza. La gente pensa a spararsi pose da grande profeta dell'informatica...e poi organizzano meeting, blackhats convention..., e' tutta spazzatura. vorrebbero ripercorrere le orme dei nomi che sono diventati famosi su internet, quasi sempre nomi appartenenti ad americani...Semplicemente ridicolo, basta con hacker, lamer, cracker e pavesini, ce semo rotti li cojoni, pensate a lavorare va...
        • Anonimo scrive:
          Re: L'hacker secondo me
          Scusa, ma sei un po ignorante...
          • Anonimo scrive:
            Re: L'hacker secondo me
            - Scritto da: Anonimo
            Scusa, ma sei un po ignorante...Purtroppo sono ignorante.....pero' ti apro in due un software (quando vi e' il sorgente) e te lo modifico a mio piacimento. Ti progetto una rete campus con 20 domini in meno di mezz'ora e ne configuro anche tutti gli apparati implementandoci tutti gli standard supportati. Gestisco reti preoccupandomi della loro sicurezza, mi faccio un mazzo da paura per 15 ore al giorno addosso alle macchine che non vogliono saperne di andare...e quando mi permetto dieci minuti per leggere le ultimissime su questo portale sono costretto a leggere certe stronzate..... beata l'ignoranza.Certo che voi hacker siete una razza strana...tutte chiacchiere e pochi fatti :-)Have a nice day mr.hacker
          • Anonimo scrive:
            Re: L'hacker secondo me
            sicuro di non essere un haccher da meeting anche tu? no perche` in fondo hai fatto un intervento dove dici che sei un pazzesco pero` non hai tempo di spiegarcelo e sei anche un po` nauseato dal livello degli interventi, certo che ad essere maligni di te si potrebbe dire, ma vai a lavorare!si va be` la qualita` degli interventi ma tu che sai tutte queste cose, che fai per alzare la media?Caio
          • Anonimo scrive:
            Re: L'hacker secondo me
            Cavolo quanto sei forte........Perche non vieni al prossimo hackermeeting per tenere un seminario. :)Meno male che gli sboroni erano gli altri. io qui' io la'....( attento, non dico che non sei capace di fare il tuo lavoro, anzi complimenti per le tue competenze ).... ma almeno un po di coerenza.....per ultimo. nessuno ti costringe a leggere queste str*n**te .Se non ti va bene per me hai 2 possibilità:1 ) non leggi piu' questi fornum e dedichi il tuo poco tempo libero ad altre faccende.2 ) contribuisci attivamente alle discussioni, in modo da far valere il tuo punto di vista, in maniera corretta e civile(io preferisco la seconda)ciao Paolo
          • Anonimo scrive:
            Re: L'hacker secondo me

            ti apro in due un software (quando
            vi e' il sorgente) e te lo modifico a mio
            piacimento. Ti progetto una rete campus con
            20 domini in meno di mezz'ora e ne configuro
            anche tutti gli apparati implementandoci
            tutti gli standard supportati. Gestisco reti
            preoccupandomi della loro sicurezza, mi
            faccio un mazzo da paura per 15 ore al
            giorno addosso alle macchine che non
            vogliono saperne di andare...Get a life...
  • Anonimo scrive:
    I giornali e la stampa
    I giornali hanno quasi sempre parlato di hacker in termini dispregiativi facendolo passare per un sabotatore di reti e computer. Si vede che i giornalisti hanno una visione limitata e distorta del mondo dell'informatica. Se è così, come dobbiamo prenderla quando ci raccontano delle notizie serie?
    • Anonimo scrive:
      Re: I giornali e la stampa
      - Scritto da: Anonimo
      I giornali hanno quasi sempre parlato di
      hacker in termini dispregiativi facendolo
      passare per un sabotatore di reti e
      computer. Si vede che i giornalisti hanno
      una visione limitata e distorta del mondo
      dell'informatica. Se è così, come dobbiamo
      prenderla quando ci raccontano delle notizie
      serie?il giornalista è solo un fabbricatore di informazioni... in ogni caso sceglie la notizia che crea terrore e fa rumore... e se non c'è, la costruisce lui...
      • Anonimo scrive:
        Re: I giornali e la stampa
        Pensavo fosse soltanto un fedele osservatore e riportasse fedelmente ciò che ha visto e sentito. Giornalista=Reporter o no?
        • Anonimo scrive:
          Re: I giornali e la stampa
          - Scritto da: Anonimo
          Pensavo fosse soltanto un fedele osservatore
          e riportasse fedelmente ciò che ha visto e
          sentito. Giornalista=Reporter o no?Chissà, forse nel paese di Biancaneve.
    • Needful Things scrive:
      Re: I giornali e la stampa
      - Scritto da: Anonimo
      I giornali hanno quasi sempre parlato di
      hacker in termini dispregiativi facendolo
      passare per un sabotatore di reti e
      computer. sono pienamente d'accordo con te. I giornalisti (e non solo loro) non hanno ancora capito che se un hacker si introduce in un sito e lo distrugge è solo a scopi benefici, per dimostrare a chi lo ha creato che non è stato protetto bene contro le intrusioni:-)) Se invece non lo fa a fin di bene non è un hacker, questo lo sanno tutti:)
      • Anonimo scrive:
        Re: I giornali e la stampa
        ti consiglio di dare un occhiatina al jargon, quello che tu chiami impropriamente hacker e' in realta' un cracker
      • Anonimo scrive:
        Re: I giornali e la stampa
        - Scritto da: Needful Things

        - Scritto da: Anonimo

        I giornali hanno quasi sempre parlato di

        hacker in termini dispregiativi facendolo

        passare per un sabotatore di reti e

        computer.

        sono pienamente d'accordo con te. I
        giornalisti (e non solo loro) non hanno
        ancora capito che se un hacker si introduce
        in un sito e lo distrugge è solo a scopi
        benefici, per dimostrare a chi lo ha creato
        che non è stato protetto bene contro le
        intrusioni:-))

        Se invece non lo fa a fin di bene non è un
        hacker, questo lo sanno tutti:)
        ma ch'è un dio?...mhhhhavaffanc*** tu e tutti i linari achers
      • Anonimo scrive:
        Re: I giornali e la stampa
        D'accordo con il precedente commento...secondo me un hacker non è un cracker o un defacer, e sopratutto non è un giustiziere che decide chi o cosa debba essere presente sulla rete.Piuttosto è una persona alla quale non piace la pappa pronta e preconfezionata ed usa la sua intelligenza per andare a vedere cosa c'è al di là dell'apparenza.Con il piacere della curiosità, con la modestia della consapevolezza.
        • mikeUS scrive:
          Re: I giornali e la stampa
          Hai perfettamente ragione.Ma la vedi la differenza?Tu scrivi di "voglia di capire le cose, esplorazione e conoscenza"Loro scrivono di "superamento delle barriere di sicurezza elettroniche allo scopo di distruggere dati preziosi difesi strenuamente da amministratori che combattono i brutti e cattivi noglobal vestiti di nero che stanno in una stanzetta buia a picchiare tasti cospirando contro il mondo"Tu hai ragione, ma loro sono "pirotecnici".E alla gente ignorante, i fuochi d'artificio piacciono.E' molto triste, ma non so se ci capiranno mai.Tutto il mio appoggio.Mike_
          • Anonimo scrive:
            Re: I giornali e la stampa
            "voglia di capire le cose, esplorazione e conoscenza" Quindi un hacker può usare anche windows no?
    • Anonimo scrive:
      Re: I giornali e la stampa
      - Scritto da: Anonimo
      I giornali hanno quasi sempre parlato di
      hacker in termini dispregiativi facendolo
      passare per un sabotatore di reti e
      computer. Si vede che i giornalisti hanno
      una visione limitata e distorta del mondo
      dell'informatica. Se è così, come dobbiamo
      prenderla quando ci raccontano delle notizie
      serie?i giornali USA hanno montato la propaganda (su commissione governativa) sulle "armi di distruzione di massa" irakene l'amministrazione BUSH ha ammessoche erano una scusa burocratica per occupare l'iraqi giornali ci han detto che le donne afgane non hanno piu il burqua ...ma se non lo indossano bastonate i giornali ci han detto che le guerre in afganistan e irakson finite ma si continua a sparare...ci han detto i giornali che gli usa sono un paese avanzatoma ha la 37 sanita del mondo come qualita mentre l'Italia (che de arrivare alla qualita usa) e' al 2 posto e la povera cuba al 39!!!!OpenCurcio*** Non un passo indietro ***
      • JosaFat scrive:
        Re: I giornali e la stampa
        - Scritto da: OpenCurcio


        i giornali USA hanno montato la propaganda
        ...cut...
        i giornali ci han detto che le donne afgane
        non hanno piu il burqua ...ma se non lo
        indossano bastonate
        ...cut...
        i giornali ci han detto che le guerre in
        afganistan e irak
        son finite ma si continua a sparare...
        ...cut...
        ci han detto i giornali che gli usa sono un
        paese avanzato
        ma ha la 37 sanita del mondo come qualita
        mentre l'Italia (che de arrivare alla
        qualita usa) e' al 2 posto e la povera cuba
        al 39!!!!

        Ma questo non è un thread sull'hackmeeting di Torino?Non è che possiamo rimanere nel seminato, e parlare di questo, invece di predicare anti-americanismo ad ogni piè sospinto?Eppoi, quanto tu dici in questi forum è sempre pesantemente fazioso...
        • Anonimo scrive:
          Re: I giornali e la stampa

          Ma questo non è un thread sull'hackmeeting
          di Torino?
          Non è che possiamo rimanere nel seminato, e
          parlare di questo, invece di predicare
          anti-americanismo ad ogni piè sospinto?Facevo un commento sull'imparzialita della stampa...la stampa dei paesi "liberi" la stampa non di "partito"avrei potuto parlare della "democrazia" turca dei crimini troppo spesso taciuti degli alleati sauditi di quando Saddam era "bello e bravo"...ma mi son fermatovedi la liberta d'informazione, la "disinformazia" di regimenon dissimile da quella Sovietica la incontriamo spessomascherata da giornalismo d'inchiesta...vedi linux viene dipinto dai media come un giocattolo per hacker e universitari dato che i media dicono che gli hacker son "criminali informatici" e esiste un luogo comune sugli universitari che non han voglia di lavorare quindi linux e' pericoloso in quanto roba da delinquenti e fannulloni
          Eppoi, quanto tu dici in questi forum è
          sempre pesantemente fazioso...Vero io sono FAZIOSO in quanto appartengo a un FAZIONEma argomento SEMPRE quello che dico conosco le posizioni diverse dalla mia e spesso le porto avanti per demolire concetti falsati sul libero mercato e su posizioni "antimercato" di comodo spacciate come liberistead esempio considero normale l'atteggiamento disinformativo dei media verso linux e l'hackingper vari motivi1 la "conoscenza" e' pericolosa cosi come la "coscienza critica" pericolosa per il mercato...se uno prima di comprare pensa a vantaggi,utilita,svantaggi,eventuali danni,valore "in se" confrontato col valore sociale,salute ecc ecc compra molto di meno ed e' male per il mercato2 linux PUO'(e dico puo perche non deve ma potenzialmente)portare un modello diverso di produzione basato sulla condivisione e la comunita e non SOLO sul MERO PROFITTO3 una parte non insignificante del movimento free software (tra cui stallmann) porta avanti istanze politiche non allineate,antiliberiste e pacifisteOpenCurcio*** Non un Passo Indietro ***
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