Per il JPEG è l'inizio della fine

Lo promette Allume che parla di un algoritmo di compressione delle immagini JPEG capace di ridurne la dimensione di un terzo senza perdita di qualità. Tutto bello, ma le prove?


Watsonville (USA) – Un software capace di ridurre la dimensione di un’immagine JPEG di quasi un terzo senza comprometterne la qualità. Ad annunciarlo è stata Allume Systems , società californiana già nota soprattutto fra gli utenti Mac per il tool di compressione StuffIt.

Allume sostiene che la propria tecnologia può ridurre la dimensione di un file JPEG del 28%, e questo avvalendosi esclusivamente di tecniche di compressione “lossless”: ciò significa che la dimensione dell’immagine viene ulteriormente ridotta senza il sacrificio di alcun dettaglio grafico. Il nuovo algoritmo di compressione, di cui Allume ha già richiesto il brevetto, potrebbe rendere le pagine Web più “leggere” e le memorie delle fotocamere digitali ben più capienti.

La società ha battezzato il suo nuovo formato di compressione StuffIt Image Format (SIF), e lo ha già proposto come nuovo standard grafico al posto dell'”obsoleto” JPEG. Una bella ambizione, quella di Allume, se si considera che JPEG è oggi uno degli standard più diffusi al mondo, alla base del Web e di quasi tutti i dispositivi fotografici digitali.

A destare perplessità, tra gli esperti del settore, è il fatto che Allume non abbia ancora rivelato alcun dettaglio tecnico sulla propria tecnologia e, soprattutto, nessun test comparativo: SIF, infatti, dovrà dimostrare di essere più efficiente non solo del formato JPEG, ormai vecchio di 15 anni, ma anche del suo più giovane erede JPEG 2000.

Altri osservatori sostengono poi che, al di là della sua efficienza, la tecnologia di Allume può ambire a divenire uno standard industriale solo nel caso in cui sia libero da royalty e compatibile con JPEG: se il formato SIF soddisfi queste due condizioni non è ancora dato sapere.

Un altro fattore non trascurabile per il successo della nuova tecnologia sarà la potenza di calcolo richiesta in fase di codifica e decodifica delle immagini: se questa fosse infatti troppo elevata, SIF potrebbe restare tagliato fuori, ad esempio, dall’importantissimo mercato dei dispositivi mobili ed embedded.

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