Per il P2P tutto difficile in Canada

Una sentenza solo in apparenza premia il diritto alla riservatezza: in realtà indica la via alle major per denunciare gli utenti che usano il peer-to-peer abusivamente

Ottawa (Canada) – Va a favore dell’industria dei contenuti il nuovo round di un caso fondamentale per il peer-to-peer in Canada: una corte d’appello ha infatti stabilito che tanto il download quanto l’upload di file protetti da diritto d’autore in rete senza autorizzazione è illegale.

L’industria applaude una sentenza che non deve stupire: da tempo il Canada rappresenta un’anomalia nel mondo occidentale, che condanna in modo quasi unanime l’uso del P2P per attività non autorizzate, e questo perché prima l’Ufficio del Copyright e poi un tribunale hanno specificato, in estrema sintesi, che porre a disposizione dei file non significa diffonderli, perché occorre che qualcuno li “prelevi”.

Ora i magistrati d’appello hanno invece stabilito che gli autori “devono essere incoraggiati a sviluppare i propri talenti, la propria creatività…”; se sono derubati dei frutti dei propri sforzi – hanno scritto i magistrati – tutto questo può non avvenire. “La tecnologia moderna come Internet – continua la Corte – non deve poter obliterare questi diritti di proprietà intellettuale che la società ritiene di valore”.

Il caso specifico è quello intentato dai discografici della CRIA contro 29 utenti Internet accusati di aver scambiato un totale di 43.541 brani musicali senza autorizzazione. Se in primo grado è stata bocciata la richiesta di ottenere dai provider i nomi di questi utenti, ora le cose cambiano: pur negando all’industria l’accesso a quei nomi, infatti, i magistrati d’appello hanno chiarito che, aggiungendo nuove prove a carico dei 29, CRIA potrà ottenere il via libera e chiedere ai provider i dati degli utenti.

“Sebbene si debbano considerare anche i problemi di privacy – hanno scritto i giudici – questi devono confrontarsi con la pubblica preoccupazione di tutela dei diritti di proprietà intellettuale nelle situazioni nelle quali le violazioni minacciano di erodere questi diritti”.

Proprio CRIA, com’è comprensibile, ha fatto sapere di essere estremamente soddisfatta per la sentenza perché “ci ha fornito il percorso da seguire per difendere il valore della musica da coloro che vorrebbero rubarlo”, come ha dichiarato Lisa Zbitnew, presidente di Sony BMG Music.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Precario della ricerca
    - Scritto da: Akiro

    io sono convinto che se tutti avessero "un po'"
    (e non come avviene adesso in cui pochi hanno
    molto) ci sarebbero meno problemi.Ne sei proprio convinto? Allora comincia ad oliare il tuo AK47, in Italia non c'è altro modo... :D
  • Anonimo scrive:
    Re: Precario della ricerca


    E la soluzione non dovrebbe essere rompere il
    sistema feudale ?Certo. Ma aumentando il precariato il sistema feudale non lo si rompe. lo si incentiva. Nel progetto Maratti sono previsti pochi professori ordinari, che possono anche non farsi mai vedere in facolta' (si abolisce la differenza fra tempo pieno e tempo definito), ma che prendono tutte le decisioni, e un esercito di precari.
    evitare che i docenti siano
    contemporaneamente controllati e controllori ?Chi dovrebbe controllare la ricerca? Ci sono due risposte possibili:- il potere politico (come avveniva negli stati totalitari): ma con quale competenza?- il sistema industriale? Non ci sarebbe un solo Jorge Cortell, ce ne sarebbero migliaia: e' abbastanza ovvio, che, specie in un paese di monopoli come l'Italia, appena qualche ricerca andasse a toccare interessi forti, verrebbe strozzata.

    Si magari non lo licenziano, ma se un ricercatore
    è scomodo ci sono altri modi per levarlo dalle
    scatole, taglio dei fondi per la ricerca...
    riduzione del buget e delle attrezzature...Conosco il sistema. Ma una persona coraggiosa, con questo sistema, puo' comunque sopravvivere, e continuare a parlare. Nell'altro caso verrebbe semplicemente messo sul lastrico.
    Si blatera tanto di libertà di ricerca ma la
    verità è che nessuno nel mondo della scuola vuole
    essere chiamato a rispondere della sua
    produtività ad esterni, tutti vogliono essere
    contemporaneamente controllati e controllori... ?Come si fa a giudicare della "produttivita'" di una ricerca?Se Newton avesse dovuto essere giudicato con il criterio del ritorno economico immediato. l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo dopo*.E soprattutto, *chi* puo' giudicare?
    • shevathas scrive:
      Re: Precario della ricerca


      evitare che i docenti siano

      contemporaneamente controllati e controllori ?

      Chi dovrebbe controllare la ricerca? Ci sono due
      risposte possibili:
      - il potere politico (come avveniva negli stati
      totalitari): ma con quale competenza?
      - il sistema industriale? Non ci sarebbe un solo
      Jorge Cortell, ce ne sarebbero migliaia: e'
      abbastanza ovvio, che, specie in un paese di
      monopoli come l'Italia, appena qualche ricerca
      andasse a toccare interessi forti, verrebbe
      strozzata.e quante ricerche si stanno facendo in italia scomode per i poteri forti si stanno facendo ?Perchè l'italia non fa ricerca ? forse perchè la finanza pubblica serve per mantenere enti il cui fine è la propria mera soppravivvenza credo di ricordarmi, che il CNR abbia l'80% del personale con compiti amministrativi ma non ne sono sicuro...e poi perchè l'industria considera la ricerca come un modo per buttare i soldi ?




      Si magari non lo licenziano, ma se un
      ricercatore

      è scomodo ci sono altri modi per levarlo dalle

      scatole, taglio dei fondi per la ricerca...

      riduzione del buget e delle attrezzature...

      Conosco il sistema. Ma una persona coraggiosa,
      con questo sistema, puo' comunque sopravvivere, e
      continuare a parlare. Nell'altro caso verrebbe
      semplicemente messo sul lastrico.
      perchè? se vale può trovare il lavoro da un'altra parte. Sopratutto i casi come Cortell sono boomberang, perchè danno celebrità, perchè spesso rendono appettibile il protagonista, vuoi con seminari o altro...Allora bisogna dare i soldi sulla fiducia? chi verifica e controlla la qualità del prodotto ?
      Come si fa a giudicare della "produttivita'" di
      una ricerca?
      Se Newton avesse dovuto essere giudicato con il
      criterio del ritorno economico immediato.
      l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie
      hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo
      dopo*.
      Molto tempo dopo ? se consentiva facilmente di calcolare le orbite e agevolava molto l'astronomia???la teoria di newton si è imposta da subito perchè consentiva di risolvere dei problemi sui quali ci si sbatteva da tempo.Magari più che newton si sarebbe potuto citare babbage con l'analitical engine, l'esempio sarebbe stato più calzante.La produttività della ricerca la puoi valutare in diversi modi, il numero di citazioni, di articoli che sviluppano, ed il numero di sviluppi che genera, le ricadute economiche e le eventuali applicazioni industriali...
      E soprattutto, *chi* puo' giudicare?di certo non il giudicando...
      • Anonimo scrive:
        Re: Precario della ricerca

        e quante ricerche si stanno facendo in italia
        scomode per i poteri forti si stanno facendo ?
        Perchè l'italia non fa ricerca ? forse perchè la
        finanza pubblica serve per mantenere enti il cui
        fine è la propria mera soppravivvenza credo di
        ricordarmi, che il CNR abbia l'80% del personale
        con compiti amministrativi ma non ne sono
        sicuro...Il CNR e' stato commissariato gia' dai tempi di Berlinguer.Al momento ha i soldi solo per pagare gli stipendi e la bolletta della luce. Istituti (fisica della materia, per esempio) che facevano ricerche di base importanti e internazionalmente riconosciute sono stati o chiusi o accorpati.Per fare ricerca ci vogliono ricercatori e finanziamenti. Al momento, e da molto tempo ormai, l'Italia ha meno ricercatori e meno finanziamenti sulla ricerca del Portogallo.Un professore universitario tedesco ha almeno un segretario. Un professor universitario italiano deve fare tutto da se'. La riforma Berlinguer ha aumentato a dismisura i compiti amministrativi e didattici. Al momento i piu' fanno ricerca nei ritagli di tempo, Letteralmente. Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
        e poi perchè l'industria considera la ricerca
        come un modo per buttare i soldi ? Perche' la grande industria italiana non esiste piu'. La piccola industria appartiene per lo piu' a padroncini ignoranti, che sanno solo aumentare lo sfruttamento del lavoro. E, da questo punto di vista, la Cina se li mangia - come del resto si meritano - in un boccone.
        Nell'altro caso verrebbe

        semplicemente messo sul lastrico.



        perchè? se vale può trovare il lavoro da un'altra
        parte. In astratto. In un sistema come l'Italia, non lo trova, perche', come dicevi tu "l'industria considera la ricerca come un modo per buttare i soldi". In generale, in un sistema in cui ci sono forti interessi monopolistici a tutela del copyright, credo che un dissidente abbia parecchi problemi a trovare un lavoro equivalente.Sopratutto i casi come Cortell sono
        boomberang, perchè danno celebrità, perchè spesso
        rendono appettibile il protagonista, vuoi con
        seminari o altro...
        Allora bisogna dare i soldi sulla fiducia? chi
        verifica e controlla la qualità del prodotto ?Purtroppo si'. La ricerca e' cosi': per avere un ricercatore geniale ne devi formare 100, di cui alcuni bravi, altri cosi'-cosi'. L'alternativa allo scommettere i soldi dei contribuienti e sperare che venga fuori qualcosa di geniale e' quella di comprimere il costo del lavoro in maniere cinese. Cioe' sfruttare senza pieta' milioni di persone.


        Come si fa a giudicare della "produttivita'" di

        una ricerca?

        Se Newton avesse dovuto essere giudicato con il

        criterio del ritorno economico immediato.

        l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie

        hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo

        dopo*.



        Molto tempo dopo ? se consentiva facilmente di
        calcolare le orbite e agevolava molto
        l'astronomia???Che pero' non aveva nessun ritorno economico :-) Non parlavi di produttivita'? Io pensavo alle applicazioni ai viaggi spaziali.
        La produttività della ricerca la puoi valutare in
        diversi modi, il numero di citazioni, di articoli
        che sviluppano, ed il numero di sviluppi che
        genera, le ricadute economiche e le eventuali
        applicazioni industriali...


        E soprattutto, *chi* puo' giudicare?
        di certo non il giudicando...Tu stai alludendo da una parte al classico sistema della peer review, in cui gli studiosi giudicano gli studiosi. Questo sistema si usa anche in Italia. Ebbene, questo sistema rischia di creare mafie accademiche. E le crea.Il criterio del "ritorno economico" darebbe troppo potere a coloro che hanno fatto licenziare Cortell. E sacrificherebbe la ricerca di base, cioe' i Newton i cui risultati non possono avere un ritorno economico evidente *ora*
        • shevathas scrive:
          Re: Precario della ricerca

          Un professore universitario tedesco ha almeno un
          segretario. Un professor universitario italiano
          deve fare tutto da se'. La riforma Berlinguer ha
          aumentato a dismisura i compiti amministrativi e
          didattici. Al momento i piu' fanno ricerca nei
          ritagli di tempo, Letteralmente.
          Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
          Berlinguer ha tentato di lecealizzare le università riuscendoci purtroppo :(il suo scopo con il 3+2 (slogan simile al 3x2 dei supermercati) era di aumentare artificialmente il numero di laureati giovani, dandoli una laurea virtuale e vuota... :(Ma a parte i danni di Berlinguer (guardacaso docente universitario) rimane il fatto che in italia ormai vige il sistema delle caste, e chi è dentro è dentro...Sono d'accordo a dare più risorse alla ricerca ma a patto che vengano rendicontate e si debba render conto del come e del perchè sono stati spesi i soldi.Molti docenti mi ricordano i registi italiani, dicono che fanno opere per pochi eletti che pochi possono apprezzare, fanno cultura, non culi&tette per la massa...e poi si inc... se la massa ignora i loro film.

          e poi perchè l'industria considera la ricerca

          come un modo per buttare i soldi ?

          Perche' la grande industria italiana non esiste
          piu'. La piccola industria appartiene per lo piu'
          a padroncini ignoranti, che sanno solo aumentare
          lo sfruttamento del lavoro. E, da questo punto di
          vista, la Cina se li mangia - come del resto si
          meritano - in un boccone.
          ognuno cura solo il suo orticello in attesa di venire divorato.L'università si dovrebbe promuovere, se deve vendere il suo prodotto deve anche dimostrare che questo vale, e deve farlo capire anche al padroncino ignorante.Altrimenti si chiuderà nella sua torre d'avorio fino a quando non cascherà giù di brutto...



          perchè? se vale può trovare il lavoro da
          un'altra

          parte.

          In astratto. In un sistema come l'Italia, non lo
          trova, perche', come dicevi tu "l'industria
          considera la ricerca
          come un modo per buttare i soldi". In generale,
          in un sistema in cui ci sono forti interessi
          monopolistici a tutela del copyright, credo che
          un dissidente abbia parecchi problemi a trovare
          un lavoro equivalente.non credo, ha manifestato liberamente le sue idee, qualcuno pronto ad accoglierlo lo troverà se vale.Non credo che il docente spagnolo rimarrà disoccupato molto a lungo.
          Sopratutto i casi come Cortell sono

          boomberang, perchè danno celebrità, perchè
          spesso

          rendono appettibile il protagonista, vuoi con

          seminari o altro...

          Allora bisogna dare i soldi sulla fiducia? chi

          verifica e controlla la qualità del prodotto ?

          Purtroppo si'. La ricerca e' cosi': per avere un
          ricercatore geniale ne devi formare 100, di cui
          alcuni bravi, altri cosi'-cosi'. però oltre al formarli devi anche selezionarli per poi valorizzare l'eccellenza, altrimenti come sta capitando nella scuola superiore l'unica cosa che favorisci è la sedimentazione verso il fondo.Ne formo 100 e poi da questi ne seleziono 10 eccellenti... Non ne formo 100 e poi li prendo a scatola chiusa e li mantengo per 40 anni sperando che sappiano fare qualcosa di più rispetto a ritirare lo stipendio a fine mese.Un esempio è la sanità in italia, paghiamo anni di politiche dissennate per impiegare chiunque uscisse da medicina ignorando che c'erano troppi medici rispetto ai posti assorbibili.
          L'alternativa
          allo scommettere i soldi dei contribuienti e
          sperare che venga fuori qualcosa di geniale e'
          quella di comprimere il costo del lavoro in
          maniere cinese. Cioe' sfruttare senza pieta'
          milioni di persone.
          ci sono anche posizioni intermedie.Comunque quanto dici si può applicare anche a moltissime altre figure del mondo del lavoro.




          Come si fa a giudicare della "produttivita'"
          di


          una ricerca?


          Se Newton avesse dovuto essere giudicato con
          il


          criterio del ritorno economico immediato.


          l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie


          hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo


          dopo*.






          Molto tempo dopo ? se consentiva facilmente di

          calcolare le orbite e agevolava molto

          l'astronomia???

          Che pero' non aveva nessun ritorno economico :-)
          Non parlavi di produttivita'? Io pensavo alle
          applicazioni ai viaggi spaziali.
          ci sono anche applicazioni più terra terra che anche ai tempi di newton servivano, come il calcolo della longitudine oppure il calendario.Davano un consistente ritorno economico principalmente per l'uso in campo nautico e come ritorno di immagine

          La produttività della ricerca la puoi valutare
          in

          diversi modi, il numero di citazioni, di
          articoli

          che sviluppano, ed il numero di sviluppi che

          genera, le ricadute economiche e le eventuali

          applicazioni industriali...




          E soprattutto, *chi* puo' giudicare?

          di certo non il giudicando...

          Tu stai alludendo da una parte al classico
          sistema della peer review, in cui gli studiosi
          giudicano gli studiosi. Questo sistema si usa
          anche in Italia. Ebbene, questo sistema rischia
          di creare mafie accademiche. E le crea.
          infatti, ma il problema che rimane è come giudicare ?l'alternativa sarebbe dare tutto a tutti ed è improponibile, oppure affidarci al sorteggio...Formare a scatola chiusa e rinunciare a selezionare perchè il sistema non è perfetto è il modo migliore di affondare la nave...
          • Anonimo scrive:
            Re: Precario della ricerca
            - Scritto da: shevathas
            Berlinguer ha tentato di lecealizzare le
            università riuscendoci purtroppo :(
            il suo scopo con il 3+2 (slogan simile al 3x2 dei
            supermercati) era di aumentare artificialmente il
            numero di laureati giovani, dandoli una laurea
            virtuale e vuota... :(D'accordo.
            Ma a parte i danni di Berlinguer (guardacaso
            docente universitario)Diventato tale per meriti politici. Si dice in giro che l'unica pubblicazione di Berlinguer e' la sua tesi di laurea, e con quella e' diventato professore ordinario, Le persone normali devono mangiare molto piu' pane e cicoria solo per diventare ricercatori. Al momento l'eta' media in cui si diventa ricercatori in Italia e' 35 anni.Le riforme berlinguer e moratti sono cosi' disastrose anche perche' sono state fatte da persone che non hanno idea di che cosa significhi fare ricerca.
            rimane il fatto che in
            italia ormai vige il sistema delle caste, e chi è
            dentro è dentro...Si'. Perche' altrove il sistema del peer review funziona e in Italia e' invece una mafia. Pero' temo che gli italiani siano fatti in modo tale che qualsiasi sistema diventerebbe una mafia.
            Sono d'accordo a dare più risorse alla ricerca ma
            a patto che vengano rendicontate e si debba
            render conto del come e del perchè sono stati
            spesi i soldi.Questo lo si fa gia', perdendo mesi di tempo. Anche perche' i moduli ministeriali sono evidentemente stati preparati da chi non ha mai fatto ricerca.
            Molti docenti mi ricordano i registi italiani,
            dicono che fanno opere per pochi eletti che pochi
            possono apprezzare, fanno cultura, non culi&tette
            per la massa...
            e poi si inc... se la massa ignora i loro film.Stai parlando di buona parte degli umanisti? Sono d'accordo...

            ognuno cura solo il suo orticello in attesa di
            venire divorato.
            L'università si dovrebbe promuovere, se deve
            vendere il suo prodotto deve anche dimostrare che
            questo vale, e deve farlo capire anche al
            padroncino ignorante.
            Altrimenti si chiuderà nella sua torre d'avorio
            fino a quando non cascherà giù di brutto...Sono d'accordo anche su questo. Il problema e' che e' l'intero sistema che non funziona. Il padroncino ignorante sarebbe in condizione di apprezzare quello che fa l'universita' se non fosse semianalfabeta (in senso letterale), Dal canto suo, l'universita' sarebbe incentivata ad essere meno mafiosa se avesse davanti a se' un pubblico critico. Ma un pubblico critico in Italia non esiste, a causa della televisione, della scarsa diffusione della rete, di riforme dell'istruzione demagogiche... Insomma, tutto si tiene.
            non credo, ha manifestato liberamente le sue
            idee, qualcuno pronto ad accoglierlo lo troverà
            se vale.
            Non credo che il docente spagnolo rimarrà
            disoccupato molto a lungo.Vedremo. Se fosse in Italia, lo rimarrebbe certamente.

            però oltre al formarli devi anche selezionarli
            per poi valorizzare l'eccellenza, altrimenti come
            sta capitando nella scuola superiore l'unica cosa
            che favorisci è la sedimentazione verso il fondo.
            Ne formo 100 e poi da questi ne seleziono 10
            eccellenti...
            Non ne formo 100 e poi li prendo a scatola chiusa
            e li mantengo per 40 anni sperando che sappiano
            fare qualcosa di più rispetto a ritirare lo
            stipendio a fine mese.Ci sono dei modi per far si' che anche i ricercatori non geniali si rendano utili: basterebbe controllare che pubblichino, che vadano a lezione, che siano presenti agli esami. Questo si potrebbe fare molto facilmente.
            infatti, ma il problema che rimane è come
            giudicare ?Certo. Quello che volevo sottolineare e' che un problema complesso, che non si risolve con la precarizzazione (che comunque c'e' gia' e che in un paese di mafie accentua i clientelismi, non li diminuisce) e che va considerato all'interno di un sistema altrettanto complesso.La carriere accademiche piu' a lungo precarie sono quelle svedesi. Ma gli svedesi possono permetterselo, perche' hanno un sistema di welfare che non lascia nessuno sul lastrico. Dire a un giovane italiano brillante e interessato a fare ricerca che deve fare 20 anni di precariato e schiavismo con il rischio continuo di finire sul lastrico, significa, semplicemente, farlo scappare.
          • shevathas scrive:
            Re: Precario della ricerca

            Le riforme berlinguer e moratti sono cosi'
            disastrose anche perche' sono state fatte da
            persone che non hanno idea di che cosa significhi
            fare ricerca.
            Chi sa fa, chi non sa fare insegna, chi non sa ne fare e ne insegnare dirige... :D
            Si'. Perche' altrove il sistema del peer review
            funziona e in Italia e' invece una mafia. Pero'
            temo che gli italiani siano fatti in modo tale
            che qualsiasi sistema diventerebbe una mafia.
            lo so, la commissione ha talmente tanto potere discrezionale che può considerarti equivalenti un serio articolo scientifico e un'intervento nel forum di PI :s

            Sono d'accordo a dare più risorse alla ricerca
            ma

            a patto che vengano rendicontate e si debba

            render conto del come e del perchè sono stati

            spesi i soldi.

            Questo lo si fa gia', perdendo mesi di tempo.
            Anche perche' i moduli ministeriali sono
            evidentemente stati preparati da chi non ha mai
            fatto ricerca.
            una malattia italiana è 'ipertrofia burocratica, a momenti hanno bisogno di certificati per essere sicuri che a mezzogiorno c'è il sole (almeno in italia)
            Stai parlando di buona parte degli umanisti? Sono
            d'accordo...
            Non solo, moltissimi intendono la cultura come elitaria e riservata ai pochi, quando è molto più difficile essere semplici e riuscire a farsi capire.Ma la filosofia imperante è: se lo capiscono tutti allora è sicuramente di bassa qualità :s

            Sono d'accordo anche su questo. Il problema e'
            che e' l'intero sistema che non funziona. Il
            padroncino ignorante sarebbe in condizione di
            apprezzare quello che fa l'universita' se non
            fosse semianalfabeta (in senso letterale),quoto, spesso non ha mentalità imprenditoriale ed è restio al cambiamento ed agli investimenti...e paga l'assenza di una politica aziendale
            Dal
            canto suo, l'universita' sarebbe incentivata ad
            essere meno mafiosa se avesse davanti a se' un
            pubblico critico. riquoto, spesso l'università cerca di vendere a scatola chiusa usando proprio l'ignoranza del padroncino come pretesto.La stessa cosa dell'informatica, negli anni del boom molti pseudobuffoni vendevano aria fritta farcita di sigle incomprensibili e promettevano cose mirabolanti...Oggi si vedono gli effetti delle politiche suicide delle flop.com, e cosa ancora più grave, rendi diffidente il mercato... le persone le puoi prendere per il c... solo una volta...
            Ma un pubblico critico in Italia non esiste, a
            causa della televisione, della scarsa diffusione
            della rete, di riforme dell'istruzione
            demagogiche... Insomma, tutto si tiene.
            E' più facile guidare un gregge di pecore che un gruppo di persone....

            Ci sono dei modi per far si' che anche i
            ricercatori non geniali si rendano utili:
            basterebbe controllare che pubblichino, che
            vadano a lezione, che siano presenti agli esami.
            Questo si potrebbe fare molto facilmente.
            direi anche cosa pubblichino, ma qui si ricade nel discorso della valutazione, riguardo alla didattica sarei favorevole a separare la didattica dalla ricerca, non è detto che un bravo ricercatore diventi automaticamente un bravo docente e viceversa, uno può non essere un genio ma può avere grosse doti comunicative e renderti facile afferrare e capire con padronanza concetti complicati, mentre un altro potrebbe essere un genio nel risolvere problemi o proporre teorie all'avanguardia che però possono apprezzare solamente i guru della sua materia.L'avere tutit che fanno tutto (anche le segretarie :) non mi sembra una buona idea)
            La carriere accademiche piu' a lungo precarie
            sono quelle svedesi. Ma gli svedesi possono
            permetterselo, perche' hanno un sistema di
            welfare che non lascia nessuno sul lastrico. come al solito in italia le cose si fanno a metà, abbiamo il mercato del lavoro precario e lo stato sociale a T. I.le lauree brevi che nessuno, neppure lo stato considera titoli, escluse le statistiche... :(il solito papocchio all'italiana...
            Dire a un giovane italiano brillante e
            interessato a fare ricerca che deve fare 20 anni
            di precariato e schiavismo con il rischio
            continuo di finire sul lastrico, significa,
            semplicemente, farlo scappare. e comincia la spirale perversa: pochi ricercatori poca ricerca poca inoovazione pochi investimenti ritorni ridottissimi diminuzione dei ricercatori....Il malato o si cura seriamente o prima o poi collasserà...
          • Anonimo scrive:
            Re: Precario della ricerca


            Dire a un giovane italiano brillante e

            interessato a fare ricerca che deve fare 20 anni

            di precariato e schiavismo con il rischio

            continuo di finire sul lastrico, significa,

            semplicemente, farlo scappare.

            e comincia la spirale perversa: pochi ricercatori
            poca ricerca poca inoovazione pochi investimenti
            ritorni ridottissimi diminuzione dei
            ricercatori....
            Il malato o si cura seriamente o prima o poi
            collasserà... Sono d'accordo. Tristemente.Un giovane vittima del 3+2 interessato a fare ricerca, ma non interessato ai 20 anni di precariato e schiavismo.Dave
  • Anonimo scrive:
    Le università possono!!!
    chiaro no?? Le università possono tranquillamente usare software piratato o underlicenziato (una licenza per 20 installazioni). Ai produttori va benissimo così: gli studenti se lo vogliono dopo gli studi dovranno comprarsi il software che hanno imparato ad usare e le majour hanno un'arma di ricatto per far passare gli insegnamenti che vanno bene a loro. Complimenti alle università (anche nostrane, anzi forse le nostre sono in condizioni ancora peggiori) che si lasciano ingarbugliare in ricatti di questo tipo.Un superapplauso!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Le università possono!!!

      Un superapplauso!!Mi unisco all'applauso e aggiungo che anche alle scuole superiori la situazione e' la stessa.
  • Anonimo scrive:
    La pirateria è un crimine...
    ...consuma solo sofficini originali... ROTFLL'avete vista? A me è sembrata una presa per il qlo incredibile alle campagne anti P2P delle major :D:D:D
    • Anonimo scrive:
      Re: La pirateria è un crimine...
      Già, avevo un'ottima opinione di Faletti, ora lo ritengo un testa da fal - lo!!!Quella pubblicità, dico la verità, è un invito a piratare anche per chi non l'ha mai fatto.La pirateria uccide la creatività?? Ma quale creatività, è da 5 anni abbondanti ormai che le radio trasmettono di anno in anno musica nuova che è indistinguibile dalla musica vecchia dell'anno prima. Se la creatività è questa, meglio allora che finisca!!!La pirateria crea disoccupazione?? Ma quante persone utilizzano le majour per stampare i CD?? Noncredo che la Sony abbia i dipendenti con lo scalpellano che incidono i CD. Forse la pirateria crea più occupati di quanti non ne licenzino le majour per colpa della pirateria.Che altro aggiugnere?? Pubblicità sciocca, fastidiosa e controproducente
      • Anonimo scrive:
        Re: La pirateria è un crimine...
        - Scritto da: Anonimo
        Già, avevo un'ottima opinione di Faletti, ora lo
        ritengo un testa da fal - lo!!!ehmmm :)forse hai frainteso... mi riferisco alla pubblicità dei sofficini FindusDura pochi secondi. Schermo nero.. appare la scritta, letta da voce tuonante: La pirateria è un crimine.Poi esce il mostriciattolo dei Sofficini: Consuma solo sofficini originali.Mi ha fatto ridere proprio perchè sembra una presa in giro degli spot ufficiali contro la pirateria
        • Anonimo scrive:
          Re: La pirateria è un crimine...
          - Scritto da: Anonimo
          Mi ha fatto ridere proprio perchè sembra una
          presa in giro degli spot ufficiali contro la
          pirateriaInfatti lo è, fra l'altro quella marca sponsorizza diversi avvenimenti cinematografici in Italia.
        • Anonimo scrive:
          Re: La pirateria è un crimine...
          spiacente, mai visto questo spot della FINDUS... per questo sono stato tratto in inganno!! mea culpa?? mahhh, forse no!!! un po' meno TV, oltre a molto meno cinema, 0 CD e solo radio (che fanno molti meno spot e molto più intelligenti - a parte quello di Faletti che c'è anche all radio) e staremo tutti meglio!!!
          • teddybear scrive:
            Re: La pirateria è un crimine...
            - Scritto da: Anonimo
            spiacente, mai visto questo spot della FINDUS...
            per questo sono stato tratto in inganno!! mea
            culpa?? mahhh, forse no!!! un po' meno TV, oltre
            a molto meno cinema, 0 CD e solo radio (che fanno
            molti meno spot e molto più intelligenti - a
            parte quello di Faletti che c'è anche all radio)
            e staremo tutti meglio!!!La fanno anche in radio :)Comunque Carletto è un mito. Indice che alle volte per fare una buona pubblicità non servono i miliardi. Ma le buone idee che alle volte vengono fuori a caso.Notare che le pubblicità più belle sono anche le più semplici.I produttori di Hollywood dovrebbero prestare attenzione a queste cose... anziche' spendere miliardi per un film, forse farebbero meglio a spenderne di meno per più film fatti come si deve. E la gente, con i bei film, al cinema ci va.
          • Anonimo scrive:
            Re: La pirateria è un crimine...
            non e' che alla findus magari stanno sul cu*o le sottomarche che vendono in pratica i sofficini? :DDDD
  • Anonimo scrive:
    Re: Precario della ricerca
    Aspetta e spera. La ricerca in Italia non esiste. Facciamo ridere. L'Italia è una repubblica delle banane.E POI, A PARTE QUESTOTutte le balle sul precariato dei prof etc etc bla bla bla sono storie inventate perchè -finalmente-, riforme di questo tipo (contratti etc) permettono di giudicare e punire la nullafacenza dei cattedratici. Questo qui nell'articolo parlava di P2P in aula. Voglio dire: trova qualcosa di meglio da fare, che ne so, giardinaggio. Ma non far perdere tempo a gente che paga pure le tasse.In Italia, dopo anni di dominio incontrastato i professori temono -ed hanno ragione a temere perchè il 90% di loro sono dei buoni a niente- i giudizi e si dimostrano restii ad ogni tipo di controllo. Ti faccio notare che negli USA, per esempio, i prof ricercano, fanno quello che vogliono, dicono quello che vogliono, semplicemente perchè se non rendono e non producono vengono buttati fuori. Il fatto che siano "a contratto" è un antiparassitario: ma non erano i rossi ad odiare così tanto l''espressione "parassita"?Perciò: fuori tutti i prof sinistroidi buonianulla predica-bene-e-razzola-male (del tipo "io sono un compagno" ovvero "i love proletariato" quando poi beccano migliaia di euro al mese senza fare un cavolo, seduti ad una scrivania per due ore al giorno se va bene).
    • Anonimo scrive:
      Re: Precario della ricerca

      Tutte le balle sul precariato dei prof etc etc
      bla bla bla sono storie inventate perchè
      -finalmente-, riforme di questo tipo (contratti
      etc) permettono di giudicare e punire la
      nullafacenza dei cattedratici. No. La riforma Moratti prevede che i cattedratici rimangano inamovibili, e possano pure non farsi mai vedere in facolta'. Il problema non sono i vecchi baroni, sono i "giovani" schiavi - che rimarrebbero schiavi fino a 40 anni, se non di piu'-
      Questo qui nell'articolo parlava di P2P in aula.
      Voglio dire: trova qualcosa di meglio da fare,
      che ne so, giardinaggio. Ma non far perdere tempo
      a gente che paga pure le tasse.Se c'erano 150 persone vuol dire che ritenevano la cosa interessante. E la cosa lo e', anche economicamente: Bittorrent e' utilissimo come metodo per scaricare grossi file senza avere molta banda.
      Ti faccio notare che negli USA, per esempio, i
      prof ricercano, fanno quello che vogliono, dicono
      quello che vogliono, semplicemente perchè se non
      rendono e non producono vengono buttati fuori. Questo e' falsissimo. Ecco un quadro sinottico delle carriere accademiche nei vari paesihttp://www.dottorato.it/sottopagine/documenti/ADI/2005/20050405-tabellacarriere.pdf
    • manta scrive:
      Re: Precario della ricerca

      Perciò: fuori tutti i prof sinistroidi
      buonianulla predica-bene-e-razzola-male (del tipo
      "io sono un compagno" ovvero "i love
      proletariato" quando poi beccano migliaia di euro
      al mese senza fare un cavolo, seduti ad una
      scrivania per due ore al giorno se va bene).bene! concordo
    • Anonimo scrive:
      Re: Precario della ricerca
      - Scritto da: Anonimo
      Perciò: fuori tutti i prof sinistroidi
      buonianulla predica-bene-e-razzola-male (del tipo
      "io sono un compagno" ovvero "i love
      proletariato" quando poi beccano migliaia di euro
      al mese senza fare un cavolo, seduti ad una
      scrivania per due ore al giorno se va bene).Ogni occasione e' buona per dimostrare la minorita' mentale di voi berluscones...
  • Anonimo scrive:
    Per le majors.......
    Per le majors incomincieranno tempi duri : vi state scavando la fossa da sole!
  • Anonimo scrive:
    Re: Precario della ricerca
    - Scritto da: Anonimo
    Vale la pena notare che il professore in
    questione era un professore a contratto, dunque
    *licenziabile in qualsiasi momento*.E questa tua alta considerazione cambia in qualche modo il significato dell'articolo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Precario della ricerca
      - Scritto da: Anonimo
      - Scritto da: Anonimo

      Vale la pena notare che il professore in

      questione era un professore a contratto, dunque

      *licenziabile in qualsiasi momento*.

      E questa tua alta considerazione cambia in
      qualche modo il significato dell'articolo?Se non lo capisci te lo spiego: avete visto come e' facile mettere a tacere qualcuno? Basta poterlo licenziare!
      • Anonimo scrive:
        Re: Precario della ricerca
        - Scritto da: Anonimo
        Se non lo capisci te lo spiego: avete visto come
        e' facile mettere a tacere qualcuno?

        Basta poterlo licenziare!Mettere a tacere dici?Prima erano 150, ora sono 150 milioni.Non mi pare si sia trattata di una mossa tanto intelligente.
        • Anonimo scrive:
          Re: Precario della ricerca
          - Scritto da: Anonimo
          Mettere a tacere dici?
          Prima erano 150, ora sono 150 milioni.
          Non mi pare si sia trattata di una mossa tanto
          intelligente.Aggiungo...Vedi, prima era semplicemente un pinco pallino qualunque con un po' di persone che lo ascoltavano.Ora è divenuto un santone, un martire. Ora ha un pubblico vastissimo... è finito su /. (hai idea di cosa significhi finire su /.?)Il suo pensiero è stato trasmesso in ogni parte del mondo e tradotto in molte lingue.L'università ha ricevuto un danno incalcolabile in termine di immagine.Quindi non mi pare proprio che ci abbiano guadagnato con la loro bravata...
  • Anonimo scrive:
    E voi ancora credete...
    ....di vivere in una democraazia, dove c'è libertà di opinione e di espressione, e dove il vostro voto fa la diferenza. Bah...
    • Vurdak scrive:
      Re: E voi ancora credete...
      é un motivo in più per darsi da fare, no?
    • Anonimo scrive:
      Re: E voi ancora credete...
      - Scritto da: Anonimo
      ....di vivere in una democraazia, dove c'è
      libertà di opinione e di espressione, e dove il
      vostro voto fa la diferenza. Bah...io no! ma da anni!
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