Perché Kazaa può fallire

Non sono le major a spingere verso il declino il software P2P un tempo più popolare in rete. Ma è l'adware che contiene. Chi lo dice? Kazaa
Non sono le major a spingere verso il declino il software P2P un tempo più popolare in rete. Ma è l'adware che contiene. Chi lo dice? Kazaa


Sidney (Australia) – A tirarla troppo, la corda rischia di spezzarsi e quindi sempre più utenti abbandoneranno Kazaa . Questa, in estrema sintesi, l’analisi interna condotta da Sharman Networks ed emersa durante il processo che la vede imputata in Australia. L’azienda aveva tentato di mantenere il segreto sul documento ma il giudice ha invece stabilito che può essere diffuso.

Kazaa Technology 2004 , scritto dal chief technology officer di Sharman, Phil Morle, avverte il management dell’azienda che spingere troppo sull’ adware può provocare molteplici disturbi ai PC degli utenti. Al punto che gli stessi dipendenti dell’azienda sono restii ad installarlo sui propri computer. Secondo Morle, Kazaa oggi “rallenta le macchine degli utenti e può impattare su altre attività come navigare in rete”. Un’affermazione pesante se si considera che Kazaa è stato per lungo tempo il software più scaricato da Internet, soppiantato solo negli ultimi mesi da altri sistemi di file sharing, in particolare quelli basati su eDonkey e BitTorrent.

“Inoltre – scrive Morle – stiamo aggiungendo reti P2P alle macchine degli utenti, il che rappresenta una cosa positiva, ma in questo modo loro utilizzano più risorse e si ingenera confusione su ciò che stanno condividendo e come questo può essere controllato”.

Tutto questo naturalmente si traduce in un grosso vantaggio per le major e le molte etichette indipendenti che si sono unite alla denuncia: a loro dire Sharman mente quando dichiara, come ha fatto in tribunale, che “la performance di un personal computer non viene colpita in modo significativo quando questo funziona come supernodo per gli scopi del software Kazaa”.

Come noto insieme a Kazaa si installano gli adware di Altnet, una delle società più impegnate sul fronte dell’adware e da lungo tempo partner di Sharman. Anche Altnet è stata denunciata dalle major sebbene a sua volta abbia attivato azioni legali contro queste ultime, accusate di aver abusato delle tecnologie Altnet per andare a caccia di illeciti sul P2P. Altnet ha anche fatto notizia quando ha annunciato le prime diffide con cui rivendica il suo brevetto sull’hash .

Ma il documento di Sharman non si ferma qui. Morle spiega infatti che “i nostri concorrenti si prendono molti rischi legali ma forniscono soluzioni ottimali per gli utenti. Dobbiamo avere fiducia in quello che facciamo e fare uguali salti in avanti. Per eDonkey non è ancora stato denunciato nessuno ed è in una posizione favorevole per superarci nell’innovazione”. Dichiarazioni, quindi, che sembrano indicare una certa spregiudicatezza nel modo di intendere l’intero business del software di file sharing, atteggiamento che sarà certamente esaminato nel dettaglio in tribunale dai legali dell’industria della musica e del cinema.

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06 02 2005
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