Perché non leggo più Punto Informatico

Un lettore, schifato dai commenti pubblicati dai lettori, rinuncia alla lettura di P.I. La sua lettera e la risposta del direttore editoriale
Un lettore, schifato dai commenti pubblicati dai lettori, rinuncia alla lettura di P.I. La sua lettera e la risposta del direttore editoriale


Roma – Carissima redazione,
vi volevo raccontare (è un po’ di tempo che ci penso) perché non leggo più il vostro quotidiano. So che molti altri (spero non troppi) vi avranno scritto per questo motivo, additando la qualità delle vostre notizie.

Io non ho notato grandi differenze nella qualità dei contenuti di Punto Informatico, anzi mi è sempre piaciuto leggervi (vi conosco dal 1996), e ho apprezzato l’immagine sempre libera che deriva dalle prese di posizione dei giornalisti, che vanno dalla polemica spinta alla valutazione appassionata di un prodotto appena uscito.

Tuttavia, negli ultimi tempi quello che diventava l’appuntamento mattutino, appena arrivato in ufficio, di leggere cosa c’è su Punto Informatico è andato scemando. Ora vi leggo, poco, nella newsletter e qualcosa sul sito che mi interessa, ma solo nei momenti di cazzeggio tra un Fireworks e un HomeSite aperti.

Ciò che mi disturba, nel leggere i vostri articoli, sono i commenti degli altri lettori. Una cosa che avevo applaudito, e che avevo ben presto utilizzato: ricordo che ve l’avevo persino consigliata via e-mail.
Lo dico e ogni tanto ci ripenso: ma saranno davvero quei tre link in mezzo all’articolo a disturbarmi? Pare paradossale, ma leggere un approfondito articolo di Mantellini e poi scoprire come l’hanno letto e come lo commentano i miei colleghi lettori mi dà una sensazione di disgusto. I vostri servizi sono scritti per persone sottosviluppate o persone con un minimo di capacità critica? E io faccio parte della prima o della seconda categoria?

Ma li avrete letti anche voi i commenti, da quelli più politici a quelli più razzisti, quelli più fuori tema e quelli più infantili. Ma voi scrivete per quelle persone che pensano (mi viene in mente un tema recente) che gli svizzeri siano dei deficienti e che hanno inventato solo l’orologio a cucù, o che ritengono Linus il nuovo Gesù del nostro secolo, o quelli che insultano e gridano al Che non appena si parla di un prodotto di Bill Gates? Li leggete ogni tanto i commenti vero? Il forum sul Linux day è diventato un dibattito sui centri sociali! Non siete pervasi da una buona dose di sconforto?

Sì, c’è da dire che forse sono cambiato anche io. Probabilmente sul forum avrò scritto cazzate e insultato gente, chi lo sa com’ero l’anno scorso.
Ora però non mi va più di leggere articoli scritti per certa gente. Se questi sono i vostri lettori, allora io non sarò più tra questi.

Mi piacerebbe sapere cosa pensano gli altri lettori. Mi piacerebbe sapere se sono l’unico a pensarla così, e vorrei vedere che cosa accade se pubblicate questa mail sul vostro sito. Vorrei anche conoscere la vostra opinione, di voi giornalisti che scrivete con intelligenza parole che vengono ascoltate (pare) solamente da sordi.

Vedete voi in cosa potete accontentarmi:-)

Grazie per l’attenzione

Giampaolo Bellavite, Milano


Caro Giampaolo,
grazie per la tua lettera, che arriva da un lettore che so essere affezionato a questo giornale. È accaduto talvolta che qualche lettore ci abbia scritto per segnalare commenti dai toni “troppo forti” o usciti dal “topic” di un certo forum, ma è la prima volta che qualcuno ci scrive perché i commenti lo hanno allontanato da Punto Informatico.

Non sono affatto convinto delle tue argomentazioni, ma prima di continuare lasciami premettere che gli articoli di P.I. sono pensati per essere letti da tutti: aziende, operatori, professionisti dell’ICT, utenti, appassionati. E che mi sembra ingiusto giudicare tutti loro, tutti noi (te compreso), più di mezzo milione di persone (dati per il mese di ottobre), per quello che puoi aver letto qua o là sui forum.

Ma non sono d’accordo con la tua analisi anche per altre ragioni essenziali.

La prima è che, in quanto lettore quotidiano di tutti i messaggi pubblicati sui forum, trovo che in molte occasioni si sviluppino dibattiti di estremo interesse, discussioni che approfondiscono un tema, che consentono di tirar fuori da un evento il suo significato o il suo impatto sulla nostra vita. Spesso, nei forum più tecnici, emergono nuovi particolari o dettagli aggiuntivi e proprio attraverso la lettura dei forum chi legge può avere una comprensione ancora migliore di una certa tecnologia o di un nuovo strumento.
Di certo, poiché tutti sono liberi di dire quel che credono, accade che certi forum si riempiano anche di boutade, di improbabili dichiarazioni, di cazzeggi.
Penso che questo sia del tutto fisiologico di una community di informatici, esperti dell’IT, operatori, webmaster, incuriositi utenti e appassionati delle tecnologie. Capita che qualcuno trascenda e calpesti la netiquette oppure non segua l’argomento di un certo forum. In quei casi cerchiamo di intervenire, sebbene non sempre ci si riesca e non sempre con lo sperato tempismo, nei modi previsti dalla Policy dei forum.

La seconda ragione sta nel fatto che è errata la relazione che fai tra lettori e commenti lasciati sulle pagine di P.I.. Al di là del giudizio che dai sugli autori di certi commenti, sul piano dei numeri non c’è alcuna relazione possibile tra gli uni e gli altri. Ogni giorno sui forum difficilmente arriva a scrivere un migliaio di persone, mentre sono decine di migliaia quelle che leggono gli articoli. Non credo che da un commento lasciato da un anonimo lettore si possa facilmente dedurre il suo grado di sviluppo:-) ma sei proprio sicuro che questo sia un tuo problema?

Più in generale non sono d’accordo con te perché i forum sono prima di tutto uno strumento di libertà, che rivoluziona il rapporto tra chi “fa informazione” (espressione orrenda, ma puntiamo a capirci) e chi la segue, la legge. Per la prima volta un lettore può commentare un articolo, aggiungerci del proprio, dialogare con gli altri lettori e con la redazione sullo stesso piano. I “titoli” dei suoi commenti appaiono direttamente nelle pagine delle notizie e degli articoli. Basta questo per capire che si tratta di una novità travolgente che va difesa. Che la sua valenza non sia compresa sempre da tutti o che qualcuno abusi di questi spazi è, credo, davvero un piccolo prezzo da pagare.

Giampaolo, Punto Informatico è probabilmente l’organo di informazione specializzato nell’ICT i cui articoli sono i più letti in Italia dentro e fuori della rete. Questo lo si deve al fatto che fin dalla sua nascita al centro del suo sviluppo sono stati i lettori che hanno partecipato da vicino ad un’avventura che si avvicina a compiere i sei anni. Spero che la pubblicazione della tua lettera consenta a tutti, come accade a noi due, di riflettere ulteriormente su quello che i forum sono e su come possono essere utilizzati e come se ne possa migliorare la fruizione e l’utilizzo.

Un saluto, spero di saperti presto di nuovo tra quei lettori di questo giornale che contribuiscono a rendere i forum uno strumento di arricchimento per tutti.
Ciao!

Paolo

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

12 11 2001
Link copiato negli appunti