Più cattivello l'erede di Cabir

Dal codice di una delle più recenti varianti di Cabir è nato un nuovo virus capace di infettare alcuni modelli di smart phone basati su SymbianOS via Internet o via Bluetooth. Torna alla carica anche Skulls
Dal codice di una delle più recenti varianti di Cabir è nato un nuovo virus capace di infettare alcuni modelli di smart phone basati su SymbianOS via Internet o via Bluetooth. Torna alla carica anche Skulls


Roma – Pare che i timori degli esperti di sicurezza fossero fondati: il recente rilascio su Internet del codice sorgente di Cabir ha portato, nel giro di poche settimane, alla proliferazione di un elevato numero di varianti del virus. Tra queste ce n’è una, battezzata Lasco.A , che si distingue da tutte le altre per avere una doppia natura: quella di virus, capace di infettare altri file, e quella di worm, capace di utilizzare le connessioni wireless per diffondersi verso altri dispositivi.

Basato sul codice di Cabir.H, Lasco.A prende di mira alcuni smart phone su cui gira il sistema operativo SymbianOS: tra questi vi sono diversi modelli di Nokia, Sendo, Panasonic e Siemens. Come tutti i suoi predecessori, anche il nuovo vermicello può propagarsi via wireless solo se sul cellulare bersaglio vi è un collegamento Bluetooth attivo e visibile dall’esterno (modalità “discoverable”). Anche in questa evenienza, tuttavia, per contrarre l’infezione l’utente deve lanciare manualmente il file “velasco.sis” inviato dal dispositivo “untore”.

Secondo la società di antivirus F-Secure , gli utenti rischiano senz’altro di più scaricando programmi per il proprio cellulare da fonti inattendibili: in questo caso, infatti, il pericolo è quello di imbattersi in trojan o applicazioni infette che, una volta eseguiti, installino il virus nel sistema.

Negli scorsi giorni è stata scoperta anche una nuova variante di Skulls , un noto cavallo di Troia per SymbianOS che sostituisce le icone delle applicazioni con dei teschietti. Skulls.D visualizza sullo schermo l’animazione di un teschio lampeggiante e installa nel sistema Cabir.M. Gli utenti dei telefoni infetti non sono più in grado di eseguire programmi, fare foto e spedire messaggi, mentre possono ancora effettuare chiamate.

“Il 2004 ha messo a dura prova la sicurezza informatica: è esploso il fenomeno phishing e i virus noti sono arrivati a quota 100.000. E il 2005? Potrebbe essere l’anno degli attacchi ai cellulari”, ha affermato F-Secure in un comunicato. “I telefoni cellulari godono di un successo crescente e la loro popolarità li rende bersagli dei virus. Quanto più ampio è il target, tanto più allettante sarà la sfida agli occhi di questi pirati. L’aumento di virus a scopo di lucro aumenta la possibilità di attacchi importanti contro i telefoni cellulari. Tutte le telefonate o gli SMS inviati mediante un telefono cellulare sono al tempo stesso transazioni finanziarie, che aprono innumerevoli possibilità di guadagno per i cracker e per gli autori dei virus”.

C’è tuttavia da notare come un po’ tutti i produttori di telefoni cellulari siano già corsi ai ripari sviluppando meccanismi di sicurezza più robusti o, come ha fatto Nokia verso la fine dello scorso anno, integrando sui propri dispositivi un software antivirus.

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11 01 2005
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