PI Hardware/ Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

La nuova scheda audio offre una prestazione multiforme che è difficile classificare. Per capirla fino in fondo ci abbiamo giocato poi l'abbiamo messa sul tavolo operatorio, l'abbiamo aperta e abbiamo giocato con i suoi componenti

Roma – L’anno scorso recensimmo per la prima volta un prodotto Audiotrak. Si trattava della Prodigy 7.1 HiFi , una scheda audio caratterizzata da un elevato rapporto prezzo/prestazioni e da soluzioni tecniche di assoluto pregio. Ora Audiotrak ha accostato alla HiFi una scheda complementare per target di mercato ma equivalente a livello qualitativo. La HD2, infatti, offre due canali secchi dove la HiFi ne supportava otto e presenta un formato “slim” rispetto a quello full size della HiFi.

Queste due caratteristiche indicano, per questo nuovo modello, una destinazione d’uso più strettamente audiofila e meno multimediale oltre alla capacità di essere integrata anche in case dalle dimensioni estremamente contenute, come HTPC o XPC. In maniera del tutto identica alla HiFi però la HD2 offre componentistica di altissimo livello e un prezzo assai contenuto, garantendo anche un audio di qualità del tutto equivalente a quello che tanto ci impressionò nella HiFi.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre
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La confezione, in linea con il packaging Audiotrak, è particolarmente compatta, caratterizzata da una colorazione rossa e bianca, con su stampigliati il logo e le specifiche tecniche della scheda. La confezione è solida, il cartoncino di buon spessore e, in generale, la scheda pare essere ben protetta.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

La dotazione prevede, oltre alla Prodigy HD2, il CD dei driver e il manuale, anche una staffa di tipo mini, utile in caso la si installi in un cabinet di tipo XPC o HTPC, una coppia di cavi dotati di attacchi RCA/RCA, per connettere la scheda a un paio di diffusori e un altro cavo di prolunga utilizzabile per il line in o per il line out.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

La Prodigy HD2 si presenta con un PCB bianco perla, in puro stile Audiotrak. Il formato è il cosiddetto “half-size”: la scheda cioè è di dimensioni particolarmente contenute, con sviluppo orizzontale più che verticale, in modo da renderla facilmente integrabile in qualsiasi soluzione di tipo HTPC, dove lo spazio all’interno dei case non è esattamente abbondante.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Il layout è molto pulito ed ordinato. Tutti i condensatori adottati sono dei Rubycon, un brand molto noto e diffuso all’interno di dispositivi HiFi. La cura dell’aspetto elettrico, sia per quanto riguarda il dimensionamento generoso degli stadi di alimentazione e stabilizzazione del segnale, sia per la qualità dei componenti scelti, è un tratto che caratterizza i prodotti Audiotrak. Il PCB è del tipo multi layer a quattro strati, soluzione adatta alla complessità della circuiteria e che svolge anche una funzione di ulteriore stabilizzazione del segnale elettrico con l’obiettivo di restituire l’audio più puro e meno distorto possibile.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

La staffa di fissaggio e i connettori della HD2 sono dorati, donando un aspetto molto professionale e migliorando la connessione elettrica dei contatti.

I connettori presenti sono cinque, due di tipo analogico RCA, per il segnale stereofonico che va ai diffusori, due di tipo minijack, per il line in e out (cuffia e microfono) e una connessione digitale di tipo ottico TOS Link. Manca quindi del tutto la possibilità di usare questa scheda con connessioni digitali di tipo elettrico (coassiale), connessione solitamente molto più diffusa di quella ottica nel segmento prosumer a cui appartiene la HD2. DAC

Il DAC (Digital to Analog Converter) è il chip che provvede a tradurre un segnale digitale (come quello proveniente da un CD o da un MP3) in analogico, affinchè possa essere riprodotto dagli speaker. È quindi chiaro come questo componente sia molto importante per un’accurata riproduzione sonora.

Audiotrak ha scelto per la sua Prodigy HD2 di montare il famosissimo AKM AK4396. Questo chip, definito da molti specialisti come il “DAC dei miracoli” ha delle qualità audio eccelse, essendo in grado di gestire flussi audio fino a 24bit/192kHz, con un intervallo dinamico di ben 120dB e un THD di -100dB (spiegherò questi valori nella parte dei test oggettivi).

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

ADC

L’ADC o Analog to Digital Converter, gestisce invece gli input che vanno dall’esterno verso l’interno, come l’entrata del microfono ad esempio o il line in, a cui connettere altre periferiche analogiche esterne. L’ADC quindi lavora al contrario del DAC, convertendo i segnali da analogici in digitali ed è molto importante per chi, ad esempio, usa la scheda audio per fare musica.

Anche nel caso di questo componente, Audiotrak ha scelto di affidarsi ad AKM, montando il chip 5357ET che, pur non presentando prestazioni qualitative analoghe all’inarrivabile DAC, si attesta comunque su un ottimo dynamic range di 102dB.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Op-Amp

L’Op-Amp (Operational Amplifier) costituisce il passaggio finale in una scheda audio prima che il segnale venga inviato agli speaker ed è forse il componente più importante, in quanto deve amplificare il segnale, cercando al contempo di aggiungergli meno rumore e meno distorsione possibile, così da riprodurre nella maniera più fedele la sorgente originale. Audiotrak presenta una configurazione a tre DAC, tutti Fairchild NE5532N.

Il 5532 è un progetto di alcuni anni fa, che aveva all’epoca caratteristiche di elevata qualità, soprattutto per quanto riguarda la distorsione e il rumore di fondo, davvero bassissimi. A causa anche del costo molto contenuto del chipset ha avuto un notevole successo ed è facile trovare il 5532 realizzato da produttori diversi. I più noti rimasti sul mercato sono JRC e appunto Fairchild. Si tratta quindi tutto sommato di un componente di qualità medio/alta, che abbiamo incontrato anche in altre schede prosumer, come ad esempio la M-Audio 192.

Tuttavia lo sviluppo tecnologico non si arresta mai, inoltre ciò che ha caratteristiche tecniche elevate non significa anche necessariamente che suoni bene. Nel caso specifico il NE5532N suona bene, ma ci sono sicuramente componenti migliori sul mercato. Audiotrak a tal proposito ha scelto di dotare le HD2 prodotte per il mercato asiatico di OpAmp decisamente superiori, lasciando i suddetti NE5532N in dotazione solo alle schede del mercato europeo. Sinceramente non capiamo la scelta di Audiotrak, che tra l’altro produce, sempre per l’Asia, anche una versione avanzata, dotata di condensatori superiori ai già buoni Rubycon. Come vedremo, infatti, questa scelta tecnica è fonte di prestazioni altalenanti.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

DSP

Il DSP (Digital Signal Processor) è il cuore della scheda audio ed è il processore che lavora sui flussi audio quando c’è da aggiungere o processare effetti (come ad esempio EAX nel caso dei giochi, o DTS, Dolby etc nel caso dei film).

Audiotrak ha qui adottato lo stesso DSP di fama e qualità già presente sulla HiFi: il Via ICEnsemble Envy 24HT. La peculiarità maggiore di questo DSP è di essere in grado di lavorare nativamente fino a frequenze di campionamento a 24bit/192kHz e di gestire contemporaneamente fino a 12 flussi audio, essendo in grado quindi di mandare un segnale elaborato, ad esempio uno di tipo DTS o EAX, contemporaneamente su tutte le uscite.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Per tutto il tempo di test della scheda i driver si sono rivelati stabili e affidabili. L’aspetto del pannello di controllo è di tipo professionale, da studio di registrazione. In ogni caso, rispetto a quello della HiFi, Audiotrak ha svolto un eccellente lavoro di semplificazione, anche se non a scapito delle funzioni. Ora il pannello, benché ancora piuttosto complesso in alcune sue funzioni, si presenta più snello, funzionale e molto più intuitivo rispetto al precedente.

Nell’interfaccia principale potremo regolare solo il volume dell’output, mentre per l’input bisognerà ricorrere alla regolazione offerta dallo stack di Windows. È possibile inoltre selezionare la fonte analogica o digitale e le frequenze di campionamento. Presente ovviamente l’immancabile equalizzatore a dieci bande, con vari preset.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Una delle peculiarità di Audiotrak risiede nell’offrire dei driver basati sulla tecnologia E-WDM professionale, sviluppata dalla casa madre ESI-Audio.

I driver E-WDM permettono il supporto, da parte di qualsiasi hardware, di ogni tipo di formato, sia esso Dolby, DTS, EAX, ASIO, WDM, MME etc, senza bisogno di software e driver di terze parti. Poichè, infatti, ogni hardware ha una particolare configurazione è praticamente impossibile, con lo sviluppo tradizionale, offrire supporto a tutti i formati e gli standard esistenti. Per cui l’utente che ha necessità specifiche deve ogni volta informarsi riguardo la compatibilità di questa o quella scheda con il formato di suo interesse.

La tecnologia E-WDM è la risposta a queste necessità: che siate interessati alla possibilità di utilizzare uno degli svariati formati Dolby o DTS, ASIO o WDM, questi driver non avranno problemi. Per questo stesso motivo i driver della Prodigy non hanno alcun logo, poichè non hanno bisogno di integrare software di terze parti per dare supporto ai vari formati.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

La Prodigy può essere configurata in due modalità principali: HiFi e QVE. La prima è la modalità normale, che serve per ascoltare principalmente la musica e giunge fino a 24 bit/192kHz di campionamento. La seconda attiva invece il Qsound Virtual Engine, che supporta invece tutti i vari formati multimediali e arriva a un campionamento di 24bit/96kHz ed è più indicato per giochi, visione di film e composizione musicale.

Le funzioni principali QVE sono quattro: QXpander, che serve per simulare un effetto ambientale surround anche su fonti stereo come cuffie o diffusori e serve principalmente per i giochi (EAX) e i film (Dolby, DTS etc.).

Qsizzle e QRumble, servono invece entrambi per ripristinare una qualità audio elevata e una maggior enfasi sulla dinamica per quelle fonti che ne sono prive, come ad esempio file MP3 molto compressi. Infine QNormalize, che serve per livellare i volumi d’ascolto quando si riproducono fonti registrate in maniera eterogenea, come ad esempio una compilation di vari file MP3.

Infine, un’altra peculiarità offerta dai driver E-WDM è la funzione DirectWire 3.0. Tramite un pannello apposito, questa funzione permette di trasferire, senza bisogno di device o connessioni esterne, i dati digitali da un’applicazione all’altra, anche di natura differente: ad esempio effettuare una registrazione da un programma ASIO o GSIF a uno WDM o MME.

Notiamo comunque alcuni limiti attuali dei driver per Windows Vista, ancora in versione beta. Manca, infatti, il supporto alla funzione QXpander. I test oggettivi sono stati svolti con il RightMark Audio Analyzer 6.0.6. C’è da rilevare che il Rightmark non è un test di affidabilità assoluta, in quanto non in grado di discriminare dai risultati ottenuti alcune variabili che incidono sulla qualità del segnale che viene preso in considerazione, ad esempio la qualità del cavo che mette in loop back il line in col line out e che potrebbe peggiorare la qualità del segnale.

Il test serve quindi più che altro come riferimento generico e strumento di comparazione tra i risultati di diverse recensioni.

Segue lo schema riassuntivo del sistema di prova:

Sistema di prova
CPU Intel Core 2 quad Q6600
Mainboard Asus P5E3 Intel X38
RAM 2*1Gb Crucial Ballistix PC3-12800
VGA Zotac GeForce 8800GTS 512Mb
HDD Western Digital Raptor 36Gb 10.000rpm
PSU Be Quiet! Dark Power Pro 1000W
OS Microsoft Windows Vista Ultimate 32bit SP1
Speakers KRK RP5 2*75W

I parametri presi in considerazione sono cinque:

Noise Level

Il livello di rumore indica quanto disturbo viene aggiunto dai componenti discreti al segnale originale, ossia quanto è rumoroso o meno l’hardware quando non è ancora in riproduzione. Quanto più il valore misurato sarà inferiore allo zero tanto più sarà buono. Questo valore quindi ci dice solo quanto è qualitativamente buono l’hardware a disposizione. I sistemi valvolari ad esempio sono solitamente molto rumorosi, tuttavia riproducono ottimamente la musica.

Total Harmonic Distortion (THD)
Questa grandezza misura l’introduzione di un rumore ad opera di un dispositivo su un segnale audio che transita al suo interno. Ciò avviene principalmente perché il dispositivo, non riproducendo esattamente l’andamento del segnale di ingresso, vi introduce una saturazione su alcune frequenze, alterandone il contenuto rispetto al segnale originale. Il THD indica quindi quanto fedelmente il segnale viene amplificato senza essere alterato. I valori più bassi sono quindi da considerarsi i migliori.

Frequency Response
La risposta in frequenza è la gamma di frequenze entro le quali un’apparecchiatura può operare. Per esempio la risposta in frequenza dell’orecchio umano è intorno ai 20Hz-20kHz. Tuttavia la risposta non è mai completamente lineare, perché né l’orecchio, né alcun diffusore attuale sono in grado di avere la stessa resa a tutte le frequenze, ci saranno invece picchi e depressioni a seconda delle frequenze riprodotte. Ciò accade soprattutto ai due estremi dello spettro. Un valore il più possibile vicino a zero è da ritenersi quindi il migliore. Questo parametro ci dice quindi quanto lineare è la risposta dei componenti discreti all’interno della gamma riproducibile e, di conseguenza, quanto fedele alla sorgente sarà la musica riprodotta.

Dynamic Range
L’intervallo dinamico indica la capacità di un apparecchio di riprodurre fedelmente le variazioni di volume interne a una registrazione, dal valore più basso a quello più alto, indipendentemente dal volume di ascolto che abbiamo scelto. Un valore più ampio è da considerarsi quindi il migliore, in quanto significa che l’apparecchiatura è in grado di passare dal sussurro al grido mantenendo sempre la chiarezza e la comprensibilità del suono riprodotto.

Stereo Crosstalk
Questo parametro indica la capacità del processore audio e delle componenti discrete di mantenere ben distinti il segnale sinistro da quello destro all’interno di un suono stereo. A valori più bassi corrisponde quindi una separazione migliore.

Rightmark Audio Analyzer 16bit/44.1kHz
I test sono stati svolti con le tre impostazioni audio più diffuse. La prima è quella di 16bit/44.1kHz, ossia la modalità con cui sono registrati gli attuali CD Audio.

Noise Level -97.2dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Total Harmonic Distortion 0.0033%

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Frequency Response +0.10 -1.53dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Dynamic Range 90.8dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Stereo Crosstalk -91.3dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Come dicevamo nel titolo, luci e ombre per questa HD2. A questi valori di campionamento, infatti, abbiamo ricevuto dei risultati che in alcuni campi sono abbastanza buoni (Noise Level ad esempio), mentre in altri sono medi o decisamente non soddisfacenti, come nel caso del Total Harmonic Distortion e del Frequency Response.

A fronte di tutto questo inoltre possiamo osservare, nei tre grafici del Dynamic Range, del Noise Level e del Total Harmonic Distortion, dei picchi irregolari nella banda degli alti, tra i 30 e i 60 kHz, nonchè un andamento eccessivamente irregolare per quanto riguarda lo Stereo Crosstalk. Un comportamento anomalo, poiché la nostra piattaforma di test, cavi compresi, è sempre la stessa delle precedenti schede audio testate e non è nemmeno la prima volta che ci troviamo di fronte al DAC AKM 4396 o all’OpAmp 5532, che però in passato ci hanno fornito ben altri risultati.

Ci teniamo però a ribadire per l’ennesima volta che tali misurazioni nulla dicono sulla qualità dell’audio, danno soltanto la misura della bontà o meno dei singoli componenti, della loro implementazione o della loro interazione. La qualità del suono potrebbe non essere influenzata da tali risultati oggettivi. 24bit/96hkz è un campionamento di qualità superiore, usato ad esempio nei Super Audio CD (SACD). Tale campionamento è molto importante sia per chi compone musica sia per chi esige una riproduzione vicina all’audiofilia anche su PC.

Noise Level -102.6dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Total Harmonic Distortion 0.0042%

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Frequency Response +0.01 -0.15dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Dynamic Range 102.6dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Stereo Crosstalk -90.3dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Con questa frequenza la HD2 va a migliorare alcuni parametri come il Noise Level, il Frequency Response e il Dynamic Range, mentre altri restano invariati o addirittura peggiorano, come nel caso del Total Harmonic Distortion. In ogni caso, che i rilevamenti numerici siano migliori, peggiori o invariati, restano i difetti dell’andamento dei grafici, con una presenza eccessiva di picchi lungo tutto lo spettro sonoro, specialmente verso gli alti e un’irregolarità dello Stereo Crosstalk, che presenta una disomogeneità eccessiva nell’andamento. 24bit/192hkz è un campionamento di qualità elevatissima, usato ad esempio nei DVD Audio e in grado non solo di garantire un ascolto ottimale, ma anche di mettere in crisi i componenti di qualsiasi scheda audio non progettata al meglio.

Noise Level -101.6dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Total Harmonic Distortion 0.0041%

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Frequency Response +0.04 -0.38dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Dynamic Range 101.8dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

Stereo Crosstalk -90.1dB

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

In questo test la Audiotrak Prodigy HD2 torna a peggiorare in tutti i parametri, anche se di poco. In ogni caso i valori, anche nella prova migliore, a 24/96, non sono mai stati strabilianti e anzi alcuni si sono mantenuti deludenti lungo l’intero test, soprattutto il Total Harmonic Distortion e lo Stereo Crosstalk. Infine, per tutti i valori, sono sempre stati presenti i difetti di andamento dei grafici, di cui abbiamo già ampiamente parlato.

Non vi nascondiamo una nostra certa delusione alla fine della sessione di test ma, consapevoli che appunto le misurazioni oggettive ci dicono solo quanto buono sia l’hardware, ma non come suoni, ci siamo avviati ai test di ascolto senza pregiudizi negativi. Per le prove d’ascolto abbiamo prediletto album dalla nota registrazione audiofila, spesso usati o indicati come ottimi test anche per veri impianti Hi-Fi, spaziando il più possibile tra i generi musicali, passando dal Jazz al Rock, all’Elettronica.

Sono stati inoltre utilizzati anche dei file compressi, sia di bassa qualità come gli MP3, molto diffusi sui PC, che di alta qualità, come i formati MPC, FLAC, APE, OGG etc.

Ecco l’elenco degli album adottati per i test:
Jazz
* John Coltrane, A Love Supreme
* Gateway, Homecoming
* Miles Davis, In A Silent Way
Rock
* Tool, Lateralus
* Tool, 10.000 Days
* Porcupine Tree, Coma Divine
* Ozric Tentacles, Erpland
* Ozric Tentacles, Pungent Effulgent
* Rage Against The Machine, omonimo
* Red Hot Chili Peppers, Blood Sugar Sex Magic
* Mushroom, Analog HiFi Surprise
* Radiohead, Hail To The Thief
* The Mars Volta, De-Loused In The Comatorium
* The Mars Volta, Frances The Mute
* The Mars Volta, The Bedlam In Goliath
Elettronica
* Massive Attack, Mezzanine
* Massive Attack, 100th Window
* Faithless, No Roots
* Prodigy, The Fat Of The Land

Dinamica

Per dinamica bisogna intendere la capacità di un impianto di passare con agilità dal suo volume minimo al massimo senza perdere in intelligibilità. Per micro dinamica invece si intende lo stesso fenomeno, ma riferito a ogni singolo strumento presente nella registrazione.

La dinamica offerta dalla HD2 è risultata molto buona. I brani che hanno particolari transizioni dinamiche sono stati affrontati sempre in scioltezza, con i crescendo correttamente riprodotti. In generale buona l’intelligibilità, anche durante i passaggi più saturi di linee strumentali eterogenee, in cui la Prodigy HD2 è sempre riuscita a seguire con agilità il tutto, offrendo una riproduzione ariosa, in cui ogni strumento è ben spaziato rispetto agli altri

Timbrica

Per timbrica si intende la capacità di riprodurre i suoni reali dei singoli strumenti, nella maniera più fedele possibile, nelle tre zone dello spettro sonoro (alti, medi e bassi).
Anche qui la Audiotrak HD2 risulta corretta. I bassi, fin dove i diffusori impiegati per la prova sono in grado di scendere, sono solidi ed elastici, mai gonfi e sempre abbastanza controllati. I medi come percussioni e batteria sono ben definiti e gli alti infine sono cristallini, anche se forse si sentono un po’ troppo le S sibilanti durante il cantato.

Immagine e Soundstage
Con immagine e soundstage si intende la capacità di riprodurre in maniera corretta la disposizione spaziale degli strumenti riprodotti, mentre l’immagine indica la capacità di tenere questa disposizione spaziale ferma e focalizzata, senza eccessive fluttuazioni delle fonti sonore.
Il soundstage è ampio e ben corretto, ogni strumento è facilmente localizzabile nella sua collocazione. Manca un po’ la profondità e l’altezza, ma questo potrebbe essere dovuto al non ottimale ambiente di prova; in una stanza più ampia probabilmente anche questi due parametri migliorerebbero. L’immagine è stabile.

Prova con MP3
Com’era prevedibile utilizzando una scheda e dei diffusori di qualità, i file compressi non fanno che mettere ulteriormente in mostra i propri limiti e difetti. L’ascolto diventa poco convincente, con la riproduzione che risulta cupa e smorzata ai limiti estremi dello spettro, in alto e in basso.

Offrendo una qualità audio ben più elevata delle normali schede audio consumer, la Prodigy HD2 non fa che rendere manifesti i limiti che altrimenti non verrebbero uditi. Riproducendo molto più fedelmente la fonte sonora, infatti, non fa che restituirne meglio i pregi, ma anche i difetti. Diversa, infatti, la situazione con l’uso di file in altri formati di maggior qualità, la cui riproduzione è risultata molto vicina a quella ottenibile col CD originale, con solo una leggerissima perdita in estensione alle estremità dello spettro, ossia in gamma altissima e bassa.

In generale la Audiotrak Prodigy HD2 è risultata un’ottima scheda audio, le cui caratteristiche principali sono una riproduzione vivace e dettagliata, con un sapore quasi live della riproduzione.

Ascolto soggettivo – Film DVD e Giochi
Film Dvd

La scheda è stata testata visionando sequenze prese da “Salvate il soldato Ryan”, “Minority Report” e “Guerre Stellari – Episodio III”. Nella riproduzione multimediale la HD2 si è comportata egregiamente, com’era del resto prevedibile, viste le caratteristiche del DSP e la quantità di formati supportati nativamente. Il suono è sempre stato spettacolare e coinvolgente.

Anche in cuffia la HD2 si è comportata molto bene. Grazie, infatti, alla funzione Dolby Virtual Speaker il sonoro multicanale viene correttamente riprodotto anche in cuffia, con tutte le fonti sonore correttamente posizionate spazialmente. Bisogna ovviamente tenere presente che la Audiotrak HD2 è una scheda rigorosamente stereofonica, per cui quanto detto si riferisce alla bontà della resa audio in sè. Resta scontato quindi che chi, oltre alla qualità dell’audio, pretendesse anche la posizionalità dovrà giocoforza rivolgersi altrove.

Giochi
In questo ambito la scheda è stata testata con Assassin’s Creed, Crysis e la demo di Racedriver Grid.
Vale qui quanto detto per i film: la qualità è stata sempre molto soddisfacente e anche la posizionalità offerta non era scadente, fermo restando quanto osservato prima riguardo al multicanale. Il giudizio riguardante la Audiotrak Prodigy HD2 è molto complesso e ci ha posto in difficoltà poiché, come ripetiamo fin dall’inizio, luci e ombre ne avvolgono la valutazione e gli elementi da tenere in considerazione sono molti.

La cosa che ci ha lasciato più interdetti è senz’altro la scelta, da parte di Audiotrak, di produrre ben tre differenti versioni di tale scheda, di cui solo una -sicuramente la meno performante- è disponibile per il mercato europeo, con i due modelli più curati disponibili solo sul mercato asiatico. Benchè come osservato gli OpAmp, che sono forse i componenti più importanti, non siano in assoluto scadenti, Audiotrak avrebbe potuto adottarne di migliori, come fatto per gli altri mercati. Non avendo testato gli altri due modelli, non ce la sentiamo però di dirvi con assoluta certezza che i risultati dei test oggettivi sarebbero stati migliori, ma la teoria e l’esperienza dicono che molto probabilmente, con OpAmp migliori, la scheda avrebbe restituito risultati superiori e grafici dall’andamento più regolare.

L’ascolto soggettivo ci ha detto che la scheda fortunatamente ha una resa qualitativa che non rispecchia i risultati oggettivi. Anche qui, tuttavia, c’è il sospetto che, con OpAmp migliori, la scheda possa accedere a livelli superiori, soprattutto per quanto riguarda dettaglio e soundstage.

In ogni caso gli OpAmp sono montati su socket, risultando quindi facilmente sostituibili con qualsiasi OpAmp di nostra scelta. Tenendo presente questa caratteristica, che permetterebbe di ovviare a tutti i difetti di cui sopra, e il prezzo di soli 119€ avremmo ritenuto la HD2 meritevole di un qualche award, se non fosse stato per queste ombre su alcuni aspetti tecnici. È un peccato, perché la Audiotrak Prodigy HD2 suona già molto bene e non costa troppo.

Si ringrazia Midiware per averci fornito il sample in esame.

Audiotrak Prodigy HD2: luci e ombre

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  • pippo pippi scrive:
    pippo
    prova
  • CCC scrive:
    mafe: non ti meritano
    cara mafequando posso leggo sempre i tuoi articoli (che ora non "traduco" più per mancanza di tempo... ma anche perché la gran parte dei lettori di PI non se lo "mertita" proprio...)spesso mi trovo a concordare con quanto dici (e forse più spesso con quanto non dici direttamente), i temi che tratti o anche solo proponi sono (quasi) sempre attuali ed interessanti e, comunque, nei tuoi articoli non mancano mai utili spunti di discussione...molti dei lettori di PI (che mi sembrano essere un valido "campione" statistico di quello che sono oggi i nostri concittadini italiani) si lamentano perché spesso non capiscono di cosa parli, non colgono il senso delle cose che dici né il perché le dici...basta prendere come esempio l'ottimo articolo di oggi: interessante l'argomento, molto bello il passaggio marketing virale-Watzlawick-Web2.0, chiara l'esposizione, stringato nell'esprimere ed argomentare la tesi, ironico...(con un 10 e lode per la citazione di P. Watzlawick)chi vuole capire qualcosa anziché solo "criticare" senza argomentare, chi accetta di far lavorare anche solo un minimo il proprio cervello, chi è disposto a "sforzarsi" di leggere una frase ben costruita e magari un po' complessa, con un vocabolario non necessariamente limitato e qualche riferimento culturale (anche solo di base): queste persone ti capiscono benissimo...e gli altri... beh, mafe: non ti meritano!
  • Fabio Metitieri scrive:
    Mafe tradotta in italiano
    Emmesse, questi "editoriali" non sono affatto troppo difficili, ma e' che "non si capisce dove vogliano andare a parare", come hanno detto in molti, se non per il solito ammiccamento finale di telemarketing:"siamo sicuri che questo serva a vendere più auricolari Bluetooth? Non mi sorprenderebbe che invece aumentassero le vendite di popcorn.;-) "Che, tradotto da mafese in italiano, significa: "Guardate, oh aziende potenziali clienti, che fare viral marketting non e' facile. Solo io so come vendere cosi' proprio il prodotto e non, sbagliando tutto come questo produttore di auricolari, solo i popcorn".E con questo sto rispondendo anche a Mafe, che chiedeva - finta ingenua o ingenua sul serio? - dove sarebbe in questo caso l'autopromozione.Quanto a me, per rispondere anche a un altro paio di persone, no, qui non mi interessa promuovermi.Metto l'indirizzo del mio sito solo per cortesia, nel caso qualcuno volesse controllare chi sono (odio i commenti anonimi o firmati "simpaticamente" solo Blunck o Sprot), o anche recuperare la mia email e scrivermi in privato.Troverei utile che lo facessero anche gli altri, se su qualche pagina hanno almeno uno straccio di curriculum.Ciao, Fabio Metitierihttp://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
    • emmeesse scrive:
      Re: Mafe tradotta in italiano
      - Scritto da: Fabio Metitieri
      Emmesse, questi "editoriali" non sono affatto
      troppo difficili,Si, anche io pensavo che non fossero troppo dificili, ma se mi dici:
      ma e' che "non si capisce dove vogliano andare a parare"Allora inizio a pensare che PER TE siano troppo difficili
      Che, tradotto da mafese in italiano, significa:
      "Guardate, oh aziende potenziali clienti, che
      fare viral marketting non e' facile. Solo io so
      come vendere cosi' proprio il prodotto e non,
      sbagliando tutto come questo produttore di
      auricolari, solo i popcorn".Eh si, di questo parla Mafe. di Marketing... Sai cosa e', vero?Non e' ancora una scienza, ma e' da studiare...
      Quanto a me, per rispondere anche a un altro paio
      di persone, no, qui non mi interessa
      promuovermi.

      Metto l'indirizzo del mio sito solo per cortesia,Gentile. Racchiudere tutto nel profilo (registrato) no?Sai come si fa, vero?Cosi non ci spammi la tua URL.
      Troverei utile che lo facessero anche gli altri,
      se su qualche pagina hanno almeno uno straccio di
      curriculum.Se tu avessi saputo che basta clikkare per avere tutte le informazioni pubbliche di un utente registrato, forse non avresti scritto questa frase.Ma forse tu non sei il vero Fabio Metitieri. Sei un dodicenne imbecille che ha fregato a Fabio la pass della casella di posta e si diverte a dire trollate...


      Ciao, Fabio Metitieri
      http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
      • Fabio Metitieri scrive:
        Re: Mafe tradotta in italiano
        Emmesse, non farmi ridere, il tuo profilo qui non dice assolutamente nulla. Come quelli della maggior parte di chi commenta qui, del resto, e come quelli (persino!!!) della maggior parte degli articolisti, che di se stessi dicono poco o nulla, manco se hanno una laurea e quale, e quale lavoro fanno.Io ho on line UNA versione del mio curriculum che tengo aggiornata, e sta sulle mie pagine. Non ho alcuna intenzione di ricopiarla su ogni forum su cui scrivo.Fabio Metitierihttp://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
        • emmeesse scrive:
          Re: Mafe tradotta in italiano
          @Fabio e @napoleoneGuardate che il profilo pubblico ha il link al blogdove trovate nome e cognomeed il blog e'a sua volta collegato con linkedindove trovate tutto il resto...O due click in piu' son troppo faticosi da fare?
          • Fabio Metitieri scrive:
            Re: Mafe tradotta in italiano
            Emmesse, il tuo profilo dice che solo che sei genovese, maschio di 44 anni e che ti occupi di Internet. Stop. Sarebbe un curriculum?Comunque, si', io con il mio indirizzo in coda ai messaggi do' molte piu' informazioni con due clic in meno. Per cui mi pare molto meglio.Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
  • Gianfra scrive:
    Invece imho
    Mafe invece io ti leggo sempre -in velocità, il tempo è quel che è- e per quanto riguarda me hai professionalità da vendere.Insomma apprezzo la tua rubrica.ciaoGianfrancovita.it
  • Paola scrive:
    fabio:
    1. quello che scrivi in privato non è molto interessante, e non credo nessuno ti pagherà mai per questo2. nemmeno la fatica che fai, a dire il vero, è molto interessante3. scrivi in inglese? incredibile..4. non ti fai pubblicità? davvero? neanche un pochino? sicuro?5. dovresti già sapere che la lunghezza non conta... e poi le persone che non hanno molto tempo apprezzano il Dono della sintesi6. dovresti già sapere che se non ti interessa quello che scrive mafe non sei obbligato a leggerlo.ciao Paola
  • emmeesse scrive:
    Ma basta
    Trovo che l'ostilita' nei confronti della Mafe sia ingiustificata.Molti affermano di non capire quello che Mafe scrive. Geniacci.Fabio Metitieri, da anni noto in rete per essere una persona che ha poco da dire ma la vuole dire lo stesso, non perde occasione per spammare le sue incomsistenti opinioniInternet (specialmente la parte conosciuta come web) vive anche di comunicazione pubblicitaria e teorie della comunicazione. Quello che Mafe cerca di illustrare con esempi semplici, divulgativi, apparentemente troppo difficili per essere capiti visto che alcuni lettori di PI si lamentano...
    • SS.senzaSon no. scrive:
      Re: Ma basta
      - Scritto da: emmeesse
      Trovo che l'ostilita' nei confronti della Mafe
      sia
      ingiustificata.
      Molti affermano di non capire quello che Mafe
      scrive.
      Geniacci.
      Fabio Metitieri, da anni noto in rete per essere
      una persona che ha poco da dire ma la vuole dire
      lo stesso, non perde occasione per spammare le
      sue incomsistenti
      opinioni
      Internet (specialmente la parte conosciuta come
      web) vive anche di comunicazione pubblicitaria e
      teorie della comunicazione.

      Quello che Mafe cerca di illustrare con esempi
      semplici, divulgativi, apparentemente troppo
      difficili per essere capiti visto che alcuni
      lettori di PI si
      lamentano...Ah, per inciso, corto e' bellooo!(si risparmia tempo per leggere altro, e se in possesso del dono della sintesi, ci si fa capire pure bene...)Grazie MaestrinaPerCaso!
    • Napoleone Bonaparte scrive:
      Re: Ma basta
      - Scritto da: emmeesse
      Fabio Metitieri, da anni noto in rete per essere
      una persona che ha poco da dire ma la vuole dire
      lo stesso, non perde occasione per spammare le
      sue incomsistenti
      opinioniCerto le opinioni che non ti piacciono sono spammose, bella stronzata. Parli tu che ogni giorno qui sopra (chissà magari anche altrove) scrivi un mare di messaggi estremamente banali e altrettanto "spammosi" (almeno secondo la tua idea di spam).Lui intanto quando scrive mette il suo nome e cognome, tu no.Mafe scrive da schifo. Non perché sia ignorante, ma perché da un po' di tempo c'è questa moda fuffarola di scrivere sui blog in modo contorto per esprimere concetti estremamente semplici. Probabilmente è un modo per sembrare più interessanti di quello che si è. Molto fumo e pochissimo arrosto.
  • Fabio Metitieri scrive:
    De Andreis e' l'Easter Bunny
    Mafe, dai, una roba cosi' la si scrive in dieci minuti e avendo le idee molto confuse.Sul serio, Punto Informatico ti da' anche qualche euro, per questa roba?Io scrivo in media cinque email al giorno (escluse quelle, molte di piu', telegrafiche e di servizio), che mando a diverse persone con cui discuto in privato di cose varie (professionali: da Internet, alle biblioteche, ai blogh, ai mondi 3D, alla comunicazione on line), e sono molto piu' lunghe dei tuoi articoli, e molto piu' sofferte e studiate, e scritte molto meglio. Diverse le scrivo in inglese. E lo faccio gratis, per mio interesse personale, privatamente, e senza cercare di farmi pubblicita'.E tu qui, butti giu' "un meme pubblicitario" per la tua azienda, e come se fosse una casuale pulce che ti cade dalla tasca, e ti pagano pure? Sul serio? Ma chi e' De Andreis, il coniglietto pasquale?;-)Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
    • mafe scrive:
      Re: De Andreis e' l'Easter Bunny

      E tu qui, butti giu' "un meme pubblicitario" per
      la tua aziendaIn che senso?
    • un lavoro x fabio scrive:
      Re: De Andreis e' l'Easter Bunny
      Fabio, ma quanto sei figo?hai scritto 17 righe e in piu'della meta' hai parlato di quanto sei bravo. per non parlare della firma in fondo.. cerchi lavoro?
      • Metitieri fan club scrive:
        Re: De Andreis e' l'Easter Bunny
        - Scritto da: un lavoro x fabio
        Fabio, ma quanto sei figo?
        hai scritto 17 righe e in piu'della meta' hai
        parlato di quanto sei bravo. per non parlare
        della firma in fondo..

        cerchi lavoro?Guarda che è abbastanza famoso da non dover ricorrere ai trucchetti che insinui. Mafe lo conosce da tempo, così come Mantellini e tutti gli altri elementi della tristissima blogghosfera italiana.
    • ezio scrive:
      Re: De Andreis e' l'Easter Bunny
      potresti scrivere tu un articolo per PI ;-)
    • Chazer scrive:
      Re: De Andreis e' l'Easter Bunny
      E un bel chissene?
    • Mafe FunClub scrive:
      Re: De Andreis e' l'Easter Bunny
      - Scritto da: Fabio Metitieri
      Mafe, dai, una roba cosi' la si scrive in dieci
      minuti e avendo le idee molto
      confuse.

      Sul serio, Punto Informatico ti da' anche qualche
      euro, per questa
      roba?

      Io scrivo in media cinque email al giorno
      (escluse quelle, molte di piu', telegrafiche e di
      servizio), che mando a diverse persone con cui
      discuto in privato di cose varie (professionali:
      da Internet, alle biblioteche, ai blogh, ai mondi
      3D, alla comunicazione on line), e sono molto
      piu' lunghe dei tuoi articoli, e molto piu'
      sofferte e studiate, e scritte molto meglio.
      Diverse le scrivo in inglese. E lo faccio gratis,
      per mio interesse personale, privatamente, e
      senza cercare di farmi
      pubblicita'.

      E tu qui, butti giu' "un meme pubblicitario" per
      la tua azienda, e come se fosse una casuale pulce
      che ti cade dalla tasca, e ti pagano pure? Sul
      serio? Ma chi e' De Andreis, il coniglietto
      pasquale?
      ;-)


      Ciao, Fabio.
      http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri :te ci hai le pigne in testa,si è capito che Mafe non ti piace da come la critichi ogni volta, forse ti avrà fatto qualche torto (nella tua mente) ma chissa se li leggi i suoi articoli, sembra proprio tu attacchi per partito preso.Tra l'altro "wow, sei un figo solo tu, bravo!" , contento adesso?ecco, ora va a pelar patate, va.
  • mafe lover scrive:
    Ti vogliamo bene anche se non ti capiamo
    :$ciao mafe
    • Mafe FunClub scrive:
      Re: Ti vogliamo bene anche se non ti capiamo
      - Scritto da: mafe lover
      :$
      ciao mafeQuoto, Mafe ti vogliamo bene(love) :$
  • Calimero scrive:
    Un consiglio alla rubrica NoLogo
    Alla mattina scorro la pagina principale di P.I. alla ricerca delle notizie che mi interessano. Non ho troppo tempo e quindi devo filtrare tra gli oltre 20 titoli in copertina.Il criterio è quello dei sottotitoli; dai sottotitoli capisco di cosa tratta la notizia e, se è il caso, scatta il CTRL+Click. Della rubrica NoLogo non ho mai letto nulla perchè dal sottotitolo (o abstract o come si chiama) non si capisce mai dove vuole andare a parare. This is just my little coin.:-)
    • pippo scrive:
      Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo

      Il criterio è quello dei sottotitoli; dai
      sottotitoli capisco di cosa tratta la notizia e,
      se è il caso, scatta il CTRL+Click.

      Della rubrica NoLogo non ho mai letto nulla
      perchè dal sottotitolo (o abstract o come si
      chiama) non si capisce mai dove vuole andare a
      parare.(rotfl)(rotfl)(rotfl)In effetti, ogni tanto la leggo per cercare di capire dove vuole andare, ma penso sempre di più che non ne valga lo sforzo...
    • mafe scrive:
      Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo
      - Scritto da: Calimero
      Della rubrica NoLogo non ho mai letto nulla
      perchè dal sottotitolo (o abstract o come si
      chiama) non si capisce mai dove vuole andare a
      parare.Interessante, non ti interessa leggerla, ma commentare sì.
      • visionx scrive:
        Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo

        Interessante, non ti interessa leggerla, ma
        commentare sì.non ti sembra che una critica costruttiva fatta con modi corretti e gentili meritasse una risposta diversa ?
        • Mafe FunClub scrive:
          Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo
          - Scritto da: visionx

          Interessante, non ti interessa leggerla, ma

          commentare sì.

          non ti sembra che una critica costruttiva fatta
          con modi corretti e gentili meritasse una
          risposta diversa
          ?bhe...un paradosso rimane pur sempre un paradosso :
        • Academy Of Hate scrive:
          Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo
          - Scritto da: visionx

          Interessante, non ti interessa leggerla, ma

          commentare sì.

          non ti sembra che una critica costruttiva fatta
          con modi corretti e gentili meritasse una
          risposta diversa
          ?Appunto, la critica era costruttiva, ma la mafe ha un ego così permaloso che l'ha presa per una delle solite critiche fatte per partito preso.
          • eccone un altro scrive:
            Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo

            Appunto, la critica era costruttiva, ma la mafe
            ha un ego così permaloso che l'ha presa per una
            delle solite critiche fatte per partito
            preso.E il tuo commento costruttivo dov'è?Lasciato a casa?...aria, aria :-o
      • Sus Scrofa scrive:
        Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo
        - Scritto da: mafe
        - Scritto da: Calimero


        Della rubrica NoLogo non ho mai letto nulla

        perchè dal sottotitolo (o abstract o come si

        chiama) non si capisce mai dove vuole andare a

        parare.

        Interessante, non ti interessa leggerla, ma
        commentare
        sì.una cafona.
    • max sulposto scrive:
      Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo
      Caro amico, non ti preoccupare: non solo dall'abstract, ma anche dagli articoli veri e propri non si capisce niente. Non ti sei perso davvero nulla.
    • Foobar scrive:
      Re: Un consiglio alla rubrica NoLogo
      In effetti anch'io leggo PI da anni, e mi sono reso conto solo ora di non aver MAI letto la rubrica nologo :D. Questa e' la prima volta...Beh, che dire, c'e' sempre una prima volta per tutto :P
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