PI Hardware/ Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

PcTuner - di Federico Piccirilli - Fujitsu-Siemens rilancia con i suoi notebook puntando su stile e vocazione professionale ma aggiungendovi portabilità estrema e un'autonomia da record. I dettagli e la prova su strada

Roma – Fujitsu-Siemens non ha certo bisogno di lunghe presentazioni, molto apprezzata specie in ambito professionale e da sempre attiva nella implementazione delle soluzioni per la riduzione dell’impatto ambientale. Con una produzione che va dai tablet-pc ai grossi server per operazioni Mission Critical, questa azienda si è ritagliata uno spazio importante su tutti i mercati dell’area EMEA (Europe, Middle-East, Africa) in particolar modo nella fascia business. Dopo aver annunciato una nuova apertura anche verso il mondo consumer , per soddisfare le esigenze di chi cerca un portatile da lavoro tuttofare, facilmente trasportabile e dall’aspetto gradevole, Fujitsu-Siemens ora presenta il nuovo nato della linea professional notebook: Lifebook P8010.

Questo PC ultraportatile abbina linee piacevoli ma sobrie, adatte ad un utilizzo professionale, a caratteristiche tecniche molto interessanti per chi è alla ricerca di un computer che sia un valido mezzo di supporto al proprio lavoro.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Aspetto ed ergonomia
La qualità costruttiva è abbastanza buona, il case rinforzato in lega di magnesio è solido e leggero allo stesso tempo, altrettanto non si può dire della parte che riveste il display, gradevole alla vista data la plastica nera lucidata a specchio, risulta però poco rigida e facilmente danneggiabile se non trattata con la giusta cura, oltretutto la soluzione rende sensibile la superficie esterna alle impronte digitali e alle macchie. A parte quest’inconveniente, lo chassis si presenta solido ed esente da difetti di assemblaggio.

Per contenere il peso, di poco superiore al chilogrammo, lo chassis è quasi totalmente rivestito in plastica, più opaca rispetto alla cover superiore, mantiene una linea stilistica coerente e consona ad un utilizzo del portatile al di fuori delle mura domestiche, in ambienti anche piuttosto formali. La dotazione comprende una custodia in pelle nera con un inserto metallico recante il logo del produttore, l’immancabile alimentatore con spina italiana e britannica, un replicatore di porte per aumentare le possibilità di interfacciamento del notebook e infine i cd d’installazione di Windows Vista Business Edition e del software di sicurezza aggiuntivo SmartCase Logon+.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Sul lato sinistro del P8010 si trovano l’aggancio Kensington Lock, il connettore d’alimentazione, la porta VGA, quella RJ-45, due USB 2.0, una Firewire e le prese per cuffie e microfono; sul lato destro invece è presente un’ulteriore presa USB, l’unità ottica e il lettore PC Card.

Nella parte frontale si nota il card reader e il tasto a scorrimento per l’attivazione/disattivazione dell’antenna WiFi.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Grazie al replicatore di porte è possibile avere altre 4 prese USB 2.0, un’uscita VGA ed una DVI-D, un connettore RJ-45, un Line-out e la presa d’alimentazione DC. L’uscita video analogica e quella di rete vengono quindi riproposte dato che, montando il supporto aggiuntivo, quelle di serie si trovano ad essere coperte e quindi divengono di fatto inutilizzabili.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Sopra la tastiera sono presenti le spie di funzionamento, dell’attività dell’hard disk, della batteria e i classici indicatori della tastiera; accanto sono disposti quattro tasti programmabili via software per accedere alle funzioni del pc tramite semplice pressione, il bottone R di default è dedicato al backup veloce dei dati dell’hard disk, mentre quello E serve per cambiare il profilo di risparmio energetico.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Sempre nella parte superiore della tastiera troviamo, lateralmente alle spie e a i tasti funzione, i due speaker integrati di qualità discreta per questa tipologia di ultraportatili da ufficio, non troppo votati all’utilizzo multimediale ma che restituiscono un suono chiaro e pulito, sufficiente ad esempio per la videoconferenza.

Lifebook P8010
CPU Intel Core 2 Duo SL7100
Frequenza 1.20 GHz – FSB 800 mhz
RAM Fino a 4 GB DDR2-667
Chipset Intel GS965 Express
VGA Intel GMA X3100
Display 12,1″ WXGA 1280 x 800 con retroilluminazione a LED
HDD 160 GB SATA 5400 rpm
Unità ottica DVD Super Multi
Connettività LAN 1000 Mbps, Bluetooth 2.0, Intel WiFi Link 4965AGN (a/b/g/n), UMTS (HSDPA / HSUPA)
Webcam Integrata 1.3 MPixel + Microfono
I/O 3 x USB 2.0 / VGA Out / LAN RJ-45 / Audio-in / Audio-out / IEEE 1394 / Kensington Lock / Card Reader SD/MMC / Lettore SmartCard / Lettore PC Card Type I/II / Slot per Sim card / Connettore per replicatore di porte
Batteria / Alimentazione 6 celle Li-Ion da 8700 mAh / 16V 60W
Dimensioni / Peso 28,5 – 37,4 x 274,2 – 284,4 x 210,1 mm / 1.3 Kg (riferito alla versione con lettore DVD)

Il processore è il nuovo nato della linea Intel dedicata agli ultraportatili, con le sue dimensioni ridotte del 60% rispetto ad un tradizionale dual core, passando ad un footprint di 22 x 22 mm rispetto ai 35 x 35 mm precedenti, l’SL7100 è caratterizzato da una frequenza di 1,2 GHz, 4 MB di cache di secondo livello e un TDP di appena 12 W. Queste doti la rendono una CPU LV (Low Voltage) sicuramente interessante per equipaggiare macchine dalle dimensioni ridotte ma che necessitano di performance adeguate per applicazioni business-oriented.

Per quanto riguarda la memoria RAM, sul modello giunto in redazione sono installati 4 GB divisi in 2 banchi da 2 GB di DDR2-667, il massimo supportato per il P8010.

Il chipset è l’Intel GS965 Express con un FSB di 800 mhz ed un processore grafico integrato GMA X3100 che supporta fino a 384 MB di memoria. Questa soluzione VGA, pur supportando le librerie DirectX 10, non è certo destinata ad un utilizzo gaming o multimediale, di fatto comunque è perfettamente in linea con l’utilizzo per cui è stato pensato il P8010, non certo un portatile per applicazioni ludiche ma destinato ad un uso prevalentemente da ufficio, sacrificando le pure prestazioni grafiche in favore di una estrema portabilità e funzionalità.

L’hard disk con interfaccia SATA 150 ha una velocità di 5400 rpm ed è disponibile in tagli da 120 o 160 GB: nella configurazione in prova è stato fornito il modello più capiente. Molto valida la soluzione adottata con l’uso della tecnologia ShockSensor che permette di controllare in tempo reale le coordinate spaziali del notebook, bloccando in tempi rapidissimi l’hard disk in caso di urti o cadute, così da prevenire la perdita di dati o danneggiamenti all’unità di memorizzazione. L’unità ottica invece è opzionale, si può scegliere il classico masterizzatore DVD multiformato oppure non metterla affatto per ridurre di altri 100 g circa il peso del notebook.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Per rientrare nelle specifiche dettate dalla piattaforma Centrino Duo, viene proposta un’interfaccia Wireless tramite chipset Intel 4965AGN, non mancano ovviamente le capacità di connettività cablata Ethernet fino a 1000 Mbps, il Bluetooth 2.0 e, cosa molto interessante, la possibilità di avere integrato un modem UMTS con HSDPA e HSUPA, in modo da fare a meno del cellulare e connettersi a Internet ovunque ci si trovi; basta infatti inserire la SIM card nell’apposito slot del portatile.

La connettività per il P8010 è sicuramente un punto di forza essendo votato all’uso lavorativo: non manca davvero nulla e la dotazione di un modem UMTS integrato è un valore aggiunto non di poco conto per chi viaggia spesso e necessita di essere presente sulla rete in ogni momento. Sempre per favorire la produttività anche quando non si è in ufficio, sono presenti una webcam da 1.3 Mpixel ed un microfono integrati nel portatile, utili nel caso di videoconferenze o riunioni online.

Essendo un notebook da lavoro, sarebbe stata gradita la presenza di un card reader in grado di leggere qualche formato in più, dato che quello in dotazione non è proprio il massimo in tal senso, potendo leggere solo i classici formati SD ed MMC, vero anche che per lo spazio disponibile sulla macchina ci sono già molti extra installati e questa piccola mancanza si può concedere. Il display è un 12,1″ con trattamento superficiale glare e retroilluminato a LED, soluzione che permette, oltre ad una notevole riduzione del peso complessivo rispetto alle lampade tradizionali, anche una buona luminosità e dei colori sempre vividi. Anche se il monitor è in realtà molto sensibile agli spostamenti dell’angolo visuale, la qualità dell’immagine, tenendo una posizione di visualizzazione centrale rispetto al pannello, è piuttosto buona. In linea teorica la perdita di dettaglio in caso di spostamento è comunque giustificabile e forse anche apprezzabile in un notebook pensato per l’uso lavorativo, dato che permette di rendere difficile la lettura a possibili individui che si trovino di fianco all’utente. La risoluzione è la classica WXGA 1280 x 800 pixel adottata per queste dimensioni del pannello.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Purtroppo però questo display soffre di evidenti problemi di aloni dovuti alla retroilluminazione, specie nella parte inferiore che risulta estremamente luminosa rispetto al resto dello schermo e, in misura minore, questo difetto si registra anche nella parte superiore. Il rivestimento in plastica del display comporta poi un ulteriore problema di rigidità della struttura: in pratica è necessaria una certa accortezza a non sollevare lo schermo dai bordi quando si apre il notebook, pena una eccessiva flessione dello chassis che potrebbe alla lunga causare danneggiamenti al display.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

La tastiera è sensibile e precisa nella digitazione, i tasti sono ben ravvicinati e non vi sono giunzioni approssimative che potrebbero causare infiltrazioni all’interno del notebook, tuttavia si nota qualche flessione nella parte centrale durante l’utilizzo. Il touchpad è preciso e ben calibrato per l’utilizzo normale del pc, il sensore di riconoscimento delle impronte digitali, posto in mezzo ai due tasti del touchpad, può essere utilizzato anche per far scorrere la pagina sfiorandolo col dito.

Per quanto riguarda la sicurezza dei dati, oltre al già citato sensore biometrico ed al software SmartCase Logon+ per il controllo tramite Smartcard, è integrato nel portatile l’ormai celebre chip TPM (Trusted Platform Module) per la generazione di chiavi crittografiche e la protezione dei software installati sul computer, e che serve inoltre per l’identificazione e l’autorizzazione del notebook.

Per concludere, passiamo a quello che forse è l’aspetto più interessante di questo modello: la batteria. Da 6 celle e 8700 mAh con tecnologia agli ioni di litio, assicura un’autonomia di circa 5 ore, caratteristica sicuramente apprezzabile se, come in questo caso, il portatile è dedicato principalmente ad un utilizzo fuori casa dove non è possibile ricaricarlo spesso. Andiamo ad analizzare le prestazioni del Lifebook P8010 secondo la consueta metodologia di test.
Per cominciare eseguiamo la nuova suite di test di Futeremark: PcMark Vantage, studiato per dare una panoramica d’insieme sulle prestazioni generali in vari comparti di utilizzo tipico del PC. Purtroppo però, come già visto nelle recensioni di altri notebook con chipset simile, alcuni test della suite non arrivano al completamento, quindi ci limitiamo a fornire i risultati di quelli che il P8010 riesce a portare a compimento.

Vista la frequenza di 1,20 GHz e il funzionamento LV della CPU, i risultati non sono male, in particolare il punteggio della sezione HDD, e dimostrano buone doti velocistiche nei campi d’utilizzo a cui il portatile è destinato.

Il risultato è confermato dai test di Sandra che mostrano ancora una volta come le capacità multimediali non siano il punto di forza del P8010.

Dal benchmark integrato di 7-Zip emerge un comportamento omogeneo della cpu, con punteggi soddisfacenti e prestazioni analoghe a quelle dei diretti concorrenti del Lifebook P8010.

Passiamo infine all’analisi della sezione di memorizzazione grazie ad HD Tune. Qui invece i valori restituiti sono molto interessanti, com’era lecito aspettarsi visti i precedenti risultati del Vantage: il transfer rate medio è elevato ed anche i tempi di risposta rimangono per quasi tutta la durata del test in un range piuttosto contenuto.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

Inutile provare il classico 3DMark 06, test che fornirebbe risultati irrilevanti visto l’uso diametralmente opposto per cui è progettato il Lifebook P8010. Passiamo invece ad uno dei suoi punti di forza: la durata della batteria .

Sottoponendolo al test BatteryEater, che mette sotto stress il PC simulando una normale attività operativa fino allo scaricamento completo della batteria, il tempo di autonomia senza alimentazione esterna si aggira attorno alle 2 ore e 30 minuti, bisogna considerare però che abbiamo disattivato tutti le impostazioni di risparmio energetico e sottoposto la macchina a pesanti calcoli continuativi. Con le opzioni di risparmio energetico attivate ed un utilizzo più ovvio del portatile, la batteria garantisce un’autonomia di quasi 5 ore, risultato molto importante per il target d’utenza a cui è rivolto, che ne assicura l’utilizzo indipendente dalla rete elettrica anche per sessioni di lavoro prolungate. Il Lifebook P8010 di Fujitsu-Siemens si è rivelato un buon prodotto che sacrifica le classiche funzioni multimediali in favore di quelle puramente legate alla produttività lavorativa. Non è quindi un modello destinato ad un’utenza domestica ma, grazie alle caratteristiche tecnologiche innovative come il processore LV SL7100, il modem UMTS integrato, lo schermo a LED, senza dimenticare l’autonomia impressionante dimostrata nei test ed il peso molto contenuto, è di certo una valida soluzione per chi è alla ricerca di un ultraportatile da lavoro comodo da trasportare ma anche con prestazioni di tutto rispetto.

Il prezzo suggerito al pubblico è di 2.199€, non proprio economico ma, considerate le funzioni proposte e le prestazioni dimostrate, è comunque allineato a quello dei suoi diretti concorrenti.

Lifebook P8010: stile e praticità in 12 pollici

a cura di Federico Piccirilli
PcTuner

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  • Gianni scrive:
    [no flame] Windows
    Non voglio scatenare polemiche ma il fatto che gli zombie siano tutti sistemi Windows secondo me dovrebbe dire qualcosa. Sarebbe assai stupido chiudere gli occhi su questa realtà!Se ci fosse un'automobile che provoca incidenti tutti i giorni in grande quantità il costruttore sarebbe obbligato a toglierla dal mercato.Perchè questo non accade quando si parla di Windows?
    • linaro scrive:
      Re: [no flame] Windows
      Assolutamente, non è colpa di Windows, è colpa di tutti gli utenti pazzi che dopo i 60 giorni di prova di Norton Antivirus non acquistano la licenza per il loro nuovo notebook! ovviamente sono sarcastico...
    • PeeBee scrive:
      Re: [no flame] Windows
      - Scritto da: Gianni
      Non voglio scatenare polemiche ma il fatto che
      gli zombie siano tutti sistemi Windows secondo me
      dovrebbe dire qualcosa.
      Ti dice soltanto che si tratta di sistemi Windows perché è il S.O. più diffuso al mondo. Se al suo posto ci fosse Linux, scriverebbero worm o virus per Linux, molto semplicemente, dato che per fare una botnet ci vogliono molte macchine infettate.

      Sarebbe assai stupido chiudere gli occhi su
      questa
      realtà!

      Se ci fosse un'automobile che provoca incidenti
      tutti i giorni in grande quantità il costruttore
      sarebbe obbligato a toglierla dal
      mercato.

      Perchè questo non accade quando si parla di
      Windows?Forse perché una macchina che tende a schiantarsi contro un muro è una cosa un pochino più grave di un PC infettato ?
      • a a scrive:
        Re: [no flame] Windows
        dipende cosa fa il pc infettato...ciao andrea.
        • Rocco scrive:
          Re: [no flame] Windows
          ovvio siano windows mica faranno l'attacco con 3 pc linux su dom ste cose fanno ridere eheeheeh
      • Salestrofa scrive:
        Re: [no flame] Windows
        Se fai queste affermazioni mi fai intendere di non conoscere l'architettura con cui è scritto un sistema *nix.Scrivere un worm per *nix non servirebbe perchè appena scoperto il bug sfruttato sarebbe chiuso dalla comunità.Sicuramenti ci sarebbero utenti che prima di installare programmi non verificano il checksum del pacchetto, ma ti assicuro sarebbero una minoranza trascurabile.Potrei continuare ma non mi sento in grado di dare lezioni.... sicuramente in rete potresti trovare informazioni più chiare.Ma suppongo che non andrai a cercartele.
  • Marco Marcoaldi scrive:
    DDOS ... problema SEMPRE presente !
    E' inutile negarlo, il DDOS è il male tecnologico del 20° secolo !!!Se pensiamo che ormai sia le piccole aziende (HDSL da 8 megabit) che i grossi provider (
    10 Gigabit di banda) possono essere presi sotto scacco da ragazzini, la cosa non è per niente rassicurante !Il problema di base ancora una volta è la mancanza di sicurezza da parte dei sistemi zombie che vengono utilizzati nell'attacco.Se ci si rende conto che detta a livello MOLTO LAMERO basta una settimana di scan per trovare migliaia di router con firmare OpenWRT con user admin password admin, su cui si può scaricare e lanciare un KAITEN, o banalmente installare un rbot su un sistema windows utilizzando i classici bug di IE (ma anche mozilla), aiaiai ..... siamo davvero tutti nella KAKKA !!!!Magari oggi no ... domani nemmeno .... ma tra 1 mese o 2 ?La concorrenza si fa sempre più spietata, e avere una dosnet è sempre sinonimo di prestare "servizi" al miglior offerente.Come difendersi se ci saturano tutta la banda ?Esistono soluzioni spartane e alcune "di lima" ma comunque sopravvivere ad un DDOS magari con più tipi di flooding, ICMP, SYN e utilizzando IP SPOOFING rimane sempre una dura e ardua impresa, al più delle volte IMPOSSIBILE !!!!Scollegare da Internet da parte dell'ISP fornitore della connessione eventuale traffico sospetto con ip.scr diverso da quello attualmente in uso potrebbe essere la soluzione più adeguata per una convivenza NEUTRALE e BILANCIATA degli utenti in rete.Verificare inoltre che le password di default di router e dispositivi siano settate a dovere, dovrebbe essere un'altra prerogativa di chi ti lascia connettere alla propria rete ..... ma qui si sa ..... ANARCHIA TOTALE .... con a volte più CONTRO che PRO.
    • Jenson scrive:
      Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
      Guarda che stai a fare troppo il difficile per i lettori di sto giornale.Dai la colpa a Windows, sarai più considerato, dammi retta...ciao ciao
    • PeeBee scrive:
      Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
      - Scritto da: Marco Marcoaldi
      E' inutile negarlo, il DDOS è il male tecnologico
      del 20° secolo
      !!!

      Se pensiamo che ormai sia le piccole aziende
      (HDSL da 8 megabit) che i grossi provider (
      10
      Gigabit di banda) possono essere presi sotto
      scacco da ragazzini, la cosa non è per niente
      rassicurante
      !

      Il problema di base ancora una volta è la
      mancanza di sicurezza da parte dei sistemi zombie
      che vengono utilizzati
      nell'attacco.

      Se ci si rende conto che detta a livello MOLTO
      LAMERO basta una settimana di scan per trovare
      migliaia di router con firmare OpenWRT con user
      admin password admin, su cui si può scaricare e
      lanciare un KAITEN, o banalmente installare un
      rbot su un sistema windows utilizzando i classici
      bug di IE (ma anche mozilla), aiaiai ..... siamo
      davvero tutti nella KAKKA
      !!!!Adesso non esagerare... migliaia... diciamo che fai prima a trovare un bel po' di macchine Windows non aggiornate e con firewall disabilitato (o col FW interno di windows abilitato, che è più o meno la stessa roba)
      Come difendersi se ci saturano tutta la banda ?
      Esistono soluzioni spartane e alcune "di lima" ma
      comunque sopravvivere ad un DDOS magari con più
      tipi di flooding, ICMP, SYN e utilizzando IP
      SPOOFING rimane sempre una dura e ardua impresa,
      al più delle volte IMPOSSIBILE
      !!!!

      Scollegare da Internet da parte dell'ISP
      fornitore della connessione eventuale traffico
      sospetto con ip.scr diverso da quello attualmente
      in uso potrebbe essere la soluzione più adeguata
      per una convivenza NEUTRALE e BILANCIATA degli
      utenti in
      rete.

      Verificare inoltre che le password di default di
      router e dispositivi siano settate a dovere,
      dovrebbe essere un'altra prerogativa di chi ti
      lascia connettere alla propria rete ..... ma qui
      si sa ..... ANARCHIA TOTALE .... con a volte più
      CONTRO che
      PRO.Guarda che se vai a crearti una botnet coinvolgendo degli host, delle password di routen non ti frega una cippa. Non che questo significhi che non debbano essere gestiti correttamente, ma i router che potrebbero fare danni (quelli degli ISP) stai tranquillo che sono ben protetti.Hai perfettamente ragione quando parli di sistemi che possano dirottare i flussi DDoS, ma hai una vaga idea di cosa vengono a costare infrastrutture del genere ? Si parla di centinaia di migliaia di euro per qualcosa che FORSE accadrà. Poi, quando succede tutti a piangere, ma vai a farglielo capire prima. E' come per la RC auto: se non ti obbligano, nessuno la fa, poi al primo incidente tutti a strapparsi i capelli. Siamo in Italy, after all...
    • Low Orbit Anon scrive:
      Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
      - Scritto da: Marco Marcoaldi
      E' inutile negarlo, il DDOS è il male tecnologico
      del 20° secolo
      !!!
      fiuuuuuuuuuuuu,per fortuna è passato allora! :)
      Se pensiamo che ormai sia le piccole aziende
      (HDSL da 8 megabit) che i grossi provider (
      10
      Gigabit di banda) possono essere presi sotto
      scacco da ragazzini, la cosa non è per niente
      rassicurante
      !ragazzini?quale parte di $$$$ non hai afferrato?
      Se ci si rende conto che detta a livello MOLTO
      LAMERO basta una settimana di scan per trovare
      migliaia di router con firmare OpenWRT con user
      admin password admin, su cui si può scaricare e
      lanciare un KAITEN, o banalmente installare un
      rbot su un sistema windows utilizzando i classici
      bug di IE (ma anche mozilla), aiaiai ..... siamo
      davvero tutti nella KAKKA
      !!!!Baaaaawwwww, senza tanto andare per il sottile:se 10 persone puntano LOIC su di un sito standard lo tirano giù, mentre se sono in 100 ti ddossano una coral network.Bene, ci sono centinaia di zombie la fuori con LOIC in standby...Credimi che quando sarà attivato ve lo ricorderete tutti :)
      • Tanto Quanto scrive:
        Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !

        Baaaaawwwww, senza tanto andare per il sottile:
        se 10 persone puntano LOIC su di un sito standard
        lo tirano giù, mentre se sono in 100 ti ddossano
        una coral
        network.
        Bene, ci sono centinaia di zombie la fuori con
        LOIC in
        standby...LOIC ??????

        Credimi che quando sarà attivato ve lo
        ricorderete tutti
        :)Cosa ? LOIC ?Ma dici la 7.1 o la 7.2? Qella moddata con ARP poison alla meno 7 ?
        • Low Orbit Anon scrive:
          Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
          - Scritto da: Tanto Quanto

          Baaaaawwwww, senza tanto andare per il sottile:

          se 10 persone puntano LOIC su di un sito
          standard

          lo tirano giù, mentre se sono in 100 ti ddossano

          una coral

          network.

          Bene, ci sono centinaia di zombie la fuori con

          LOIC in

          standby...

          LOIC ??????si, LOIC per console è presente in tanti botpack...



          Credimi che quando sarà attivato ve lo

          ricorderete tutti

          :)

          Cosa ? LOIC ?
          Ma dici la 7.1 o la 7.2?
          Qella moddata con ARP poison alla meno 7 ?7.X? :Ma se sono arrivata alla 1.0.0.0m l'altroieri!
          • Emc2 scrive:
            Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !

            7.X? :
            Ma se sono arrivata alla 1.0.0.0m l'altroieri!Guarda che forse parla di quella moddata alla meno 7 per lo spoofing dell'IRQ 9 direttamente dal BIOS attraverso il pacchetto ARP via firewire. *** L E T A L E ***
    • lollo scrive:
      Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
      Tutto questo sarà storia quando avremo IPv6.
      • Juppe scrive:
        Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
        E perché? Che differenza fa sul traffico che colpisce un sito bersaglio il formato dell'indirizzo IP?
        • francesco.cavaliere scrive:
          Re: DDOS ... problema SEMPRE presente !
          perché penso sia abbastanza difficoltoso fare uno range scan con una buona percentuale di successo alla ricerca di sistemi infetti. Questo in un futuro ipotetico popolato solo da ipv6- Scritto da: Juppe
          E perché? Che differenza fa sul traffico che
          colpisce un sito bersaglio il formato
          dell'indirizzo
          IP?
  • MircoM scrive:
    aspettare di sapere qualcosa...
    ...prima di scrivere un articolo pare brutto?il riassunto dell'articolo e' che amazon e' stato a tratti irraggiungibile per due ore. *forse* a causa di un attacco, ma forse no. ammesso che sia stato attaccato, *forse* e' stato vittima di un DDoS, ma forse no.la prossima volta che il titolo di un articolo finisce con un punto interrogativo, lo tralascio di default.
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