PI Hardware/ Parrot Boombox audio wireless

PcTuner - Audio Bluetooth, musica senza fili, ovvero portabilità delle fonti audio in un sistema di riproduzione vivace e solido. Su alcune pecche si può decidere di chiudere un occhio, sul prezzo forse un po' meno

Roma – Parrot è un’azienda famosa soprattutto per i suoi auricolari e vivavoce bluetooth. Ultimamente però ha ampliato la sua gamma, inserendo a listino diversi accessori che la portano in nuovi ambiti di mercato. La parola chiave per questi nuovi prodotti Parrot, che siano cornici digitali o appunto diffusori audio, è wireless. Basata infatti tutta sullo stesso protocollo Bluetooth, questa linea di prodotti introduce un grado di flessibilità e versatilità che era prima impensabile.
Tra le novità Parrot abbiamo scelto di parlarvi del Boombox, ovvero un sistema audio per riprodurre i propri file musicali in modalità senza filo, benché sia comunque presente la possibilità di connettere vari dispositivi tramite collegamento diretto via cavo

Parrot Boombox: libera la tua musica dai cavi

Confezione e dotazione
La confezione del Boombox è molto semplice e scarna e, probabilmente, un po’ anonima. La scatola, in cartone bianco, porta infatti solo il logo Parrot, il nome del prodotto e una foto quasi a grandezza naturale del Boombox. Un po’ poco per attrarre l’occhio e l’attenzione; una grafica più curata sarebbe sicuramente più efficace, ma Parrot ha debuttato da poco in ambito consumer e quindi probabilmente deve ancora aggiustare bene il tiro.

Il dispositivo

In ogni caso il packaging è realizzato con cura, il cartone è spesso e la confezione rigida e il Boombox, imbustato, è protetto efficacemente da una struttura di spugna plastica.

La confezione

Anche la dotazione è molto buona e completa e prevede, oltre al Boombox e alla mascherina protettiva parapolvere, il cavo di alimentazione elettrica (il trasformatore è interno al Boombox), un cavo audio minijack/RCA, un CD di installazione del software, un manuale cartaceo e un dongle Bluetooth USB 2.0 con supporto a tantissimi standard differenti, così da poter utilizzare la connessione wireless anche su quei device che non ne sono nativamente dotati, ad esempio portatili economici o di qualche anno fa, lettori MP3 etc.

Il Boombox
Appena estratto dalla confezione la prima cosa che colpisce è la qualità costruttiva.
Il Boombox è realizzato interamente in solido legno MDF spesso 2cm, laminato in vinile nero opaco. Il Boombox risulta compatto, massiccio, pesante ben cinque chili e mezzo e assolutamente muto: battendo con le nocche sulle pareti, infatti, queste non risuonano affatto, quasi fossero in legno massello. Il Boombox presenta inoltre degli angoli arrotondati radialmente, per combattere le onde stazionarie e favorire una migliore immagine stereofonica.

Le misure sono 430mm (L) x 225mm (P) x 110mm (A).
Il Parrot Boombox è assemblato ottimamente, i materiali sono buoni, così come le rifiniture. Non ci sono sbavature o imprecisioni di sorta.
L’estetica è sobria, ma a nostro avviso curata e gradevole. Come detto il Boombox è nero, mentre il woofer e i due driver a banda larga sono sottolineati in maniera discreta ma efficace da inserti in plastica rigida, di colore nero lucido. Sulla faccia superiore sono presenti appena tre comandi in plastica nera lucida e non troppo grandi: i due tasti di regolazione del volume e un tasto per la connessione Bluetooth. Il tutto è impreziosito da un elegante led, che si illumina quando gli amplificatori sono accesi: blu fisso per segnalare l’avvenuta accensione e lampeggiante quando fa l’allineamento Bluetooth.

I comandi

Sul retro, nascosti da un “gradino” inclinato, sono presenti l’attacco per il cavo di alimentazione elettrica con il relativo interruttore di accensione e una coppia di spinotti RCA per il collegamento audio tramite cavo, se non si vuole o non si può usare il Bluetooth.

Le uscite

La parte anteriore, dove sono alloggiati i driver, è protetta come già detto da una maschera parapolvere, formata da una intelaiatura in plastica rigida coperta da una tela nera elastica, a rete. La soluzione d’aggancio del parapolvere è semplice ed elegante al tempo stesso, venendo fissata al frontale tramite piccoli magneti che probabilmente aderiscono a sottili fasce metalliche annegate nel rivestimento vinilico. La rimozione risulta quindi particolarmente funzionale e veloce. Ricordiamo che i parapolvere vanno sempre rimossi durante l’ascolto, non essendo sonicamente “trasparenti”. Una volta rimossa, la mascherina mette in bella mostra i tre coni e i due accordi Reflex del woofer.

La configurazione audio è formata da due coni a banda larga ed un woofer centrale. L’amplificatore, il vero cuore del Boombox, alloggiato sul retro, dietro la piastra metallica che ospita le varie connessioni, è un ottimo amplificatore 2.1 da 60W RMS, in Classe D . Si tratta dunque di un amplificatore ad altissima efficienza che non ha difficoltà a muovere con disinvoltura gli altoparlanti, ottenendo volumi abbastanza elevati senza distorsione. Abbiamo testato il Boombox per qualche giorno, ascoltandolo nelle situazioni più disparate: abbiamo riprodotto file dai cellulari, dai lettori MP3, da lettori CD portatili e persino direttamente dalla scheda audio dedicata del PC e da quella integrata di un portatile, abbiamo usato la connessione via cavo, via Bluetooth e anche tramite il dongle in dotazione. Abbiamo persino riprodotto la radio via cellulare.

La prima cosa che si nota ascoltando il Boombox in azione è che il suono giunge all’ascoltatore in modo molto direzionale. Questo comportamento richiede quindi un minimo di attenzione nel momento in cui si decide la posizione nell’ambiente d’ascolto, onde ottenere le prestazioni migliori.

La seconda cosa che si nota è la potenza dell’amplificatore e, quindi, il volume ottenibile, nonché la resa dei toni medio-bassi, com’era del resto prevedibile, dato il nome dell’oggetto. Benché la riproduzione resti sempre molto piacevole e valida, un orecchio allenato rileverà una leggera metallicità degli alti, seppur non eccessiva e fastidiosa. Rapportata all’oggetto comunque, la qualità della riproduzione è molto buona. Trattasi pur sempre di una soluzione compatta destinata a sonorizzare ambienti non raggiunti dall’impianto principale e comunque mirata soprattutto a rendere possibile la riproduzione audio da dispositivi wireless.

Passando dalla connessione tramite cavo a quella Bluetooth la qualità della riproduzione non ne risente, restando in generale sempre più che buona, a patto ovviamente che la fonte sonora riprodotta sia almeno decente.

Prendendo in considerazione il funzionamento del Boombox, la cosa che sorprende maggiormente è la semplicità d’uso: basteranno pochissimi secondi per riempire la stanza con la vostra musica preferita. Basta infatti semplicemente connettere il Boombox alla rete elettrica ed accenderlo, infine decidere il tipo di collegamento. Che si opti per il Bluetooth o per i cavi, basteranno pochi secondi per stabilire la connessione e il Parrot sarà pronto a riprodurre i contenuti audio di nostra scelta. L’unica limitazione è il supporto del profilo A2DP da parte del dispositivo Bluetooth che trasmette. Pertanto, molti dispositivi non recenti non potranno connettersi. Inoltre la connessione funziona in maniera stabile fino ad una distanza di 10 metri.

Da segnalare infine la disponibilità in dotazione di un CD che contiene il software per l’upgrade e un tool per l’impostazione “a distanza” dei parametri di riproduzione. Tramite il software, che si connette via Bluetooth al Boombox, sarà infatti possibile gestire alcuni parametri come la regolazione del volume e la ripartizione dei canali stereo. È presente inoltre un equalizzatore grafico a dieci bande, che presenta già numerosi preset.

Tirando le somme di questi giorni di test non si può che partire dalla facilità d’uso: il Parrot BoomBox è praticamente un device plug&play. Sia che si scelga di connettere il nostro device tramite cavo o in modalità wireless, farlo funzionare è un gioco da ragazzi, che non richiede nemmeno la lettura del manuale. A fronte di questa facilità, il Boombox offre una qualità d’ascolto molto buona, anche se per scelte progettuali si è deciso di privilegiare le frequenze medio-basse.

L’unico neo sta nel prezzo, che troviamo eccessivo per la qualità complessiva offerta, pur molto buona come detto più volte. Il prezzo ufficiale del Boombox infatti è di 229€, anche se on line è possibile reperirlo in media attorno ai 185€. Nonostante l’ottima realizzazione, la buona qualità sonora e la facilità d’uso riteniamo che si dovrebbe tenere maggiormente presente la destinazione d’uso di questo oggetto: riprodurre musica dalle sorgenti connesse, che siano cellulari o lettori MP3. Essendo incentrato quindi sulla libertà e la facilità d’uso e non sulla qualità della riproduzione, pur buona, crediamo che il prezzo sia un po’ elevato.

Resta comunque indubbiamente una soluzione interessante e siamo certi che, indipendentemente dalla qualità che si riscontrerà di volta in volta, tali soluzioni home siano destinate a diffondersi sempre di più.

Si ringrazia Parrot Italia e BPress per averci fornito il sample in esame.

Parrot Boombox

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  • BiGAlex scrive:
    Luca annunziata... e dai!
    E dai, evita di scrivere articoli solo per far commentare la gente: non ti preoccupare, adesso sappiamo che secondo qualche ignorante il giorno del giudizio è vicino e qualcuno dovrà distruggere i 3 chip alla base del terminator, ma questo non i cambierà le nostre vite. I computer sono tuttora programmati da programmatori e la legge ci incita a far causa alla società produttrice del software se qualcosa va storto. Strano eh?Luca Annunziata... eddai ora basta co ste stronzate!
  • n r scrive:
    test
    test
  • Alluce scrive:
    video is no longer available, sorry
    uf!!!!!
  • Ricky scrive:
    Ma che articolo e'!?
    Mi domando...1)Non sono intelligenze artificiali ma solo meri programmi.2)I programmi fanno quello che l'uomo gli implementa, se l'uomo sbaglia i computer seguono a ruota.3)L'uomo ha una intelligenza NON arificiale e fa un sacco di casini...perche' una sua creazione dovrebbe fare diversamente?!4)Forse un diorno avremo una vera e propria intelligenza,in grado di evolvere autonomamente e di aggiustare tutti gli "errori di programmazione" causati da quella creatura carbonio chiamata uomo.PEr allora spero di non esistere piu'...tutto quello che mi piace della vita verrebbe meno, solo diventando MACCHINE potremo continuare ad esistere come specie DOMINANTE.Ma credo che per allora dovremo anche eliminare i nostri punti deboli,cose che fanno parte della nostra umanita'.COSA diverremo e' forse impossibile da prevedere adesso...
    • Guido Angeli scrive:
      Re: Ma che articolo e'!?
      - Scritto da: Ricky
      Mi domando...

      1)Non sono intelligenze artificiali ma solo meri
      programmi.

      2)I programmi fanno quello che l'uomo gli
      implementa, se l'uomo sbaglia i computer seguono
      a
      ruota.

      3)L'uomo ha una intelligenza NON arificiale e fa
      un sacco di casini...perche' una sua creazione
      dovrebbe fare
      diversamente?!

      4)Forse un diorno avremo una vera e propria
      intelligenza,in grado di evolvere autonomamente e
      di aggiustare tutti gli "errori di
      programmazione" causati da quella creatura
      carbonio chiamata
      uomo.
      PEr allora spero di non esistere piu'...tutto
      quello che mi piace della vita verrebbe meno,
      solo diventando MACCHINE potremo continuare ad
      esistere come specie
      DOMINANTE.
      Ma credo che per allora dovremo anche eliminare i
      nostri punti deboli,cose che fanno parte della
      nostra
      umanita'.
      COSA diverremo e' forse impossibile da prevedere
      adesso...Ma sei affetto da asperger?E' evidente che il titolo è volutamente ad effetto (figura retorica chiamata iperbole), e l'articolo punta l'indice non tanto contro le macchine, quanto contro sistemi di controllo con policy di sicurezza non adeguati.
      • ... scrive:
        Re: Ma che articolo e'!?
        Il sensazionalismo secondo me è un po' fuori luogo. Stanno bene i titoli simpatici, ma io m'aspettavo di leggere tutt'altro.. Qualche giorno fa ad esempio, il lettore dvd del mio pc ha sputato fuori un dvd, questo è schizzato fuori e non ti dico in che condizioni l'ho ritrovato.. ovviamente è stato un tentato omicidio, voleva tagliarmi la gola il mio pc, solo per aver parlato di windows in sua presenza.. damn!Che c'azzecca questa storia con l'articolo?! Niente! Come il titolo :D :D
  • Nilok scrive:
    Questi Computers....
    Ave.Questi Computers in realtà sono delle "macchine calcolatrici"...semplici giocattolini!I veri computers devono ancora arrivare.A prestoNilok
    • Mazzuti scrive:
      Re: Questi Computers....
      - Scritto da: Nilok
      Ave.

      Questi Computers in realtà sono delle "macchine
      calcolatrici"...semplici
      giocattolini!

      I veri computers devono ancora arrivare.

      A presto
      Nilokperchè scusa cosa vuoi dai computers oltre a fare i calcoli?
      • a dream scrive:
        Re: Questi Computers....
        - Scritto da: Mazzuti
        - Scritto da: Nilok

        Ave.



        Questi Computers in realtà sono delle "macchine

        calcolatrici"...semplici

        giocattolini!



        I veri computers devono ancora arrivare.



        A presto

        Nilok

        perchè scusa cosa vuoi dai computers oltre a fare
        i
        calcoli?governare il mondo.(e rendere finalmente inutili i politicanti)
    • un_anonimo scrive:
      Re: Questi Computers....
      Idiota.
  • den2k scrive:
    annunziata
    non si smentisce mai!IRONIA ON:Oh no cavolo ha ragione!! Aiutatemi, in aula informatica un pc mi ha rapinato!! Devo fare denuncia ai Cybercop o chiamo Willmith?:IRONIA OFFAltro articolo attira-click
  • Termite scrive:
    Il Ponte di 4 Giorni
    Macchine impazzite che travolgono esseri umani = hanno scritto anche un romanzo famosissimo pubblicato da Urania: . Chissá se Luca Annunziata lo ha letto o ha scritto la frase solo per far scena.Beh, altri esempi di computer che si ribellano (nei film) sono Terminator (Skynet), quello dei prof assassini: Classe 1999 e i vecchisssssssimi Westworld e il seguito Futureworld
    • Il Saggio scrive:
      Re: Il Ponte di 4 Giorni
      - Scritto da: Termite
      Macchine impazzite che travolgono esseri umani =
      hanno scritto anche un romanzo famosissimo
      pubblicato da Urania: . Chissá se Luca Annunziata
      lo ha letto o ha scritto la frase solo per far
      scena.

      Beh, altri esempi di computer che si ribellano
      (nei film) sono Terminator (Skynet), quello dei
      prof assassini: Classe 1999 e i vecchisssssssimi
      Westworld e il seguito
      FutureworldAggiungerei anche Generazione Proteus
    • anonimo scrive:
      Re: Il Ponte di 4 Giorni
      me lo sono letto, molto carino.
      • david scrive:
        Re: Il Ponte di 4 Giorni
        E non ci dimentichiamo di odissea nello spazio proposto dal video dell'articolo. A essere sincero l'ho trovato pesante e lento come film e l'ho guardato solo per curiosità xkè ne sentivo spesso parlare
    • ugo ugo scrive:
      Re: Il Ponte di 4 Giorni

      Westworld e il seguitoConosciuto in italia con il titolo de "Il mondo dei robot".Molto bello, intelligente e pionieristico visto che si trattava del 1973!
      • noid scrive:
        Re: Il Ponte di 4 Giorni
        - Scritto da: ugo ugo

        Westworld e il seguito

        Conosciuto in italia con il titolo de "Il mondo
        dei
        robot".

        Molto bello, intelligente e pionieristico visto
        che si trattava del
        1973!Quello con Yul Brynner che alla fine rimane senza faccia ? Mitico !!!
    • pippo scrive:
      Re: Il Ponte di 4 Giorni
      C'è anche Brivido, libro di Stephen King, film diretto da Stephen King, musica degli AC/DC. Il libro non so, ma il film era abbastanza penoso...- Scritto da: Termite
      Macchine impazzite che travolgono esseri umani =
      hanno scritto anche un romanzo famosissimo
      pubblicato da Urania: . Chissá se Luca Annunziata
      lo ha letto o ha scritto la frase solo per far
      scena.

      Beh, altri esempi di computer che si ribellano
      (nei film) sono Terminator (Skynet), quello dei
      prof assassini: Classe 1999 e i vecchisssssssimi
      Westworld e il seguito
      Futureworld
  • marietto2008 scrive:
    avevano windows ?
    avevano windows ?
    • puli scrive:
      Re: avevano windows ?
      trollare per quelli come te è un bisogno fisico vero?don't feed the troll
      • Gips scrive:
        Re: avevano windows ?
        L'avrà letto l'articolo di ieri sulle centrali nucleari? ehehehe
      • marietto2008 scrive:
        Re: avevano windows ?
        no,non sono sono un troller,ho chiesto solo se avessero windows.
        • Gips scrive:
          Re: avevano windows ?
          ovviamente non hanno un sistema MS installato... hanno sistemi dedicati che ben poco hanno a che vedere con MS...Se vuoi farti una buona lettura (anche se abb infuocata...) cerca tra le notizie di ieri quella sulla vulnerabilità dell centrali nucleari....ciaooo!
          • Ciano scrive:
            Re: avevano windows ?
            - Scritto da: Gips
            ovviamente non hanno un sistema MS installato...
            hanno sistemi dedicati che ben poco hanno a che
            vedere con MS...non è detto ci sono anche impianti dove sono stati installati pc industriali con NT4 per tradurre i comandi tra due bus di campo con protocolli diversi, e incredibilmente funzionano. :o
      • reclutatore scrive:
        Re: avevano windows ?
        - Scritto da: puli
        trollare per quelli come te è un bisogno fisico
        vero?no, è un lavoro 8)
        don't feed the troll :( razzista!
  • pippopluto scrive:
    il computer non sbaglia...
    sbaglia chi lo programma. Non stiamo certo parlando di intelligenze artificiali assassine. Magari criteri unificati per la gestione dei rischi possono essere utili ma parlare di computer impazziti che uccidono persone e' da fuori di testa, parliamo di programmi scritti a caxxo che funzionano male e provocano incidenti, la realta' e' questa
    • w4nderlust scrive:
      Re: il computer non sbaglia...
      Ni, esiston errori connaturati cone le caratteristiche della macchina, quali ad esempio le approssimazioni di numeri in virgola mobile, che, accumulati da esecuzioni continuative possono portare ad errori imprevisti e non dipendenti propriamente da errori di programmazione, mi riferisco in particola a mendelbugs ed heisenbugs:http://en.wikipedia.org/wiki/Heisenbug#Heisenbugs
      • Risposta al commento scrive:
        Re: il computer non sbaglia...
        - Scritto da: w4nderlust
        Ni, esiston errori connaturati cone le
        caratteristiche della macchina, quali ad esempio
        le approssimazioni di numeri in virgola mobile,
        che, accumulati da esecuzioni continuative
        possono portare ad errori imprevisti e non
        dipendenti propriamente da errori di
        programmazione, mi riferisco in particola a
        mendelbugs ed
        heisenbugs:

        http://en.wikipedia.org/wiki/Heisenbug#HeisenbugsQuindi non si può parlare di volontà assassina, ma di limiti intrinseci e progettuali...Anche la roccia frana, perchè cede la struttura, ma non si può parlare di montagne che si ribellano agli uomini...
        • Mazzuti scrive:
          Re: il computer non sbaglia...
          - Scritto da: Risposta al commento
          - Scritto da: w4nderlust

          Ni, esiston errori connaturati cone le

          caratteristiche della macchina, quali ad esempio

          le approssimazioni di numeri in virgola mobile,

          che, accumulati da esecuzioni continuative

          possono portare ad errori imprevisti e non

          dipendenti propriamente da errori di

          programmazione, mi riferisco in particola a

          mendelbugs ed

          heisenbugs:




          http://en.wikipedia.org/wiki/Heisenbug#Heisenbugs

          Quindi non si può parlare di volontà assassina,
          ma di limiti intrinseci e
          progettuali...
          Anche la roccia frana, perchè cede la struttura,
          ma non si può parlare di montagne che si
          ribellano agli
          uomini...qui si parla di procedure non full-proofniente di trascendentale.
        • w4nderlust scrive:
          Re: il computer non sbaglia...
          Certamente parlare di volontà assassina è ridicolo
      • Darshan scrive:
        Re: il computer non sbaglia...
        - Scritto da: w4nderlust
        Ni, esiston errori connaturati cone le
        caratteristiche della macchina, quali ad esempio
        le approssimazioni di numeri in virgola mobile,
        che, accumulati da esecuzioni continuative
        possono portare ad errori imprevisti e non
        dipendenti propriamente da errori di
        programmazione, mi riferisco in particola a
        mendelbugs ed
        heisenbugs:

        http://en.wikipedia.org/wiki/Heisenbug#Heisenbugsquello a cui ti riferisci in particolare è il fenomeno della cancellazione numerica...che si verificherebbe anche se i compiti venissero effettuati da un uomo con una calcolatrice, e comunque il fatto che non vengano minimizzati fino a diventare trascurabili è un problema di programmazione...se l'algoritmo è instabile per sua natura diventa un problema di progettazione e anche in quel caso non è colpa del computer.mendelbugs e heisenbugs sono classi di errori che non si possono riprodurre durante il debug
        • w4nderlust scrive:
          Re: il computer non sbaglia...
          Citando:"The apparently complex behavior of a mandelbug is assumed to be caused either by long delays between fault activation and the failure occurrence, or by influences of other software system elements (hardware, operating system, other applications) on the fault's behavior. Heisenbugs (whose behavior is influenced by a debugger, or other means of investigating the fault) are mandelbugs."Il problema è che sono bug che possono dipende da contingenze impossibili da riprodurre (ad esempio un'esecuzione continuata x 50 anni dello stesso sistema senza mai "pulire" la memoria, che così accumula microerrori su microerrori che atomicamente non sono tali come ad esepio l'approssimazone numeica di cui parlavo nel post precedente ma che alla lunga sommandosi risultano in un bug).
      • lroby scrive:
        Re: il computer non sbaglia...
        - Scritto da: w4nderlust
        Ni, esiston errori connaturati cone le
        caratteristiche della macchina, quali ad esempio
        le approssimazioni di numeri in virgola mobile,
        che, accumulati da esecuzioni continuative
        possono portare ad errori imprevisti e non
        dipendenti propriamente da errori di
        programmazione, mi riferisco in particola a
        mendelbugs ed
        heisenbugs:

        http://en.wikipedia.org/wiki/Heisenbug#HeisenbugsIl tuo avatar è preso direttamente da IK+ ??bellissimo quel gioco,quanti anni sono passati :'-(LROBY
    • z f k scrive:
      Re: il computer non sbaglia...
      - Scritto da: pippopluto
      sbaglia chi lo programma. Non stiamo certoL'articolo parla di un aspetto dell'informatica moderna, quello della complessita'.Una delle leggi di Murphy recita (piu' o meno): "la complessita' di un sistema informatico cresce fino a superare la capacita' di gestione/comprensione di chi lo ha realizzato", o qualcosa del genere.La moderna tecnologia informatica (ma non solo) si basa per lo piu' su sistemi realizzati usando componenti e relative interfacce.La parola chiave e' "sistemi", ovviamente.L'affidabilita' delle varie componenti viene certificata dai rispettivi produttori, cosi' come l'interfaccia viene garantita corrispondente alle specifiche.Il problema nasce dalla composizione delle componenti: non c'e' modo (AFAIK, non sono del campo) di prevedere come interagiranno nella pratica. Si puo' studiare la cosa per un numero limitato, ma quando sono parecchie?Ci puo' essere una sovrapposizione delle "aree di competenza" delle varie componenti, voluta o meno, che puo' comportare malfunzionamenti o comportamenti inaspettati.Dal punto di vista di sicurezza, se anche tutte le componenti sono certificate sicure, dalla loro composizione non discende che il sistema risultante sia sicuro.Vedi in proposito la sicurezza nei SCADA.CYA
    • antani scrive:
      Re: il computer non sbaglia...
      Dato che questo sito è un copia incolla da slashdot, quantomeno si limitassero a tradurre correttamente i post senza caricarli di dietrologia e paranoia. Il computer fa quello che gli viene detto, non prende e spara a cazzo sulla gente perchè gli va.
      • z f k scrive:
        Re: il computer non sbaglia...
        - Scritto da: antani
        dietrologia e paranoia. Il computer fa quello che
        gli viene detto, non prende e spara a cazzo sulla
        gente perchè gli
        va.LOLTi cito un conoscente:"l'informatica e' fatta di uni, zeri e forse"HTHCYA
        • noid scrive:
          Re: il computer non sbaglia...
          - Scritto da: z f k
          - Scritto da: antani


          dietrologia e paranoia. Il computer fa quello
          che

          gli viene detto, non prende e spara a cazzo
          sulla

          gente perchè gli

          va.

          LOL

          Ti cito un conoscente:
          "l'informatica e' fatta di uni, zeri e forse"

          HTH

          CYAI "forse" li usano quelli che non sanno interpretare gli zeri e gli uni. Questo è il vero problema. Gente "formata" a suon di acronimi che non ha mai visto il risultato di una compilazione, e se l'ha vista non ci ha capito un acca.Poi succedono i patatrac, anche se ci vuole abbondante dose di paranoia (o sensazionalismo) per interpretare un bug come volontà di nuocere
    • noid scrive:
      Re: il computer non sbaglia...
      - Scritto da: pippopluto
      sbaglia chi lo programma. Non stiamo certo
      parlando di intelligenze artificiali assassine.
      Magari criteri unificati per la gestione dei
      rischi possono essere utili ma parlare di
      computer impazziti che uccidono persone e' da
      fuori di testa, parliamo di programmi scritti a
      caxxo che funzionano male e provocano incidenti,
      la realta' e'
      questae questi: http://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_cosmici ?!?
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