PI Hardware/ PDA, Asus punta sul P750

PcTuner - E' il device di punta della casa taiwanese, dedicato evidentemente ad una clientela business che vuole funzionalità telefoniche e informatiche in un palmo. Ecco come si comporta quando viene messo alla prova

Roma – Il professionista di oggi chiede sempre di più in termini di connettività e organizzazione del lavoro e i grandi marchi di elettronica di consumo sono attenti alle sue esigenze. Asus, in particolare, sta proponendo una serie di prodotti mirati a questa categoria d’utenza e il modello di punta della sua produzione è rappresentato dal PDA P750.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Già dalla confezione ci accorgiamo della cura che Asus ha posto nella realizzazione di questo dispositivo; all’interno di un’elegante scatola nera troviamo ordinatamente disposti: il PDA, il caricatore di rete, il cavo USB, una coppia di auricolari con microfono, una custodia in similpelle e un comodo supporto da auto con annesso caricabatterie da utilizzare con l’accendisigari.

Asus P750: il PDA senza compromessi

La manualistica è completa ed in lingua italiana. Oltretutto troviamo in bundle con il PDA la versione completa di Destinator 7, il software di navigazione sviluppato da Navteq con tanto di mappa Italia e principali strade d’Europa. Per questo palmare Asus ha scelto delle linee classiche, squadrate e piacevoli alla vista. La scocca è realizzata in finitura soft-touch e ha un sobrio colore nero con particolari realizzati in alluminio spazzolato che danno un gradevole tocco di eleganza.

I tasti sono sufficientemente grandi e ben disposti in modo da garantire un uso agevole. Unico vezzo estetico è una banda cromata che circonda il palmare su cui è inciso il nome del modello.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Le dimensioni sono relativamente contenute: il P750 misura infatti 113 x 58 x 17 mm e pesa appena 130 g, un ottimo valore se rapportato ai contenuti tecnici del prodotto. L’assemblaggio è molto curato, i tasti rispondono bene e sono saldi al loro posto, lo sportellino della batteria non ha dato segni di cedimento e la scocca in generale è robusta ed esente da spiacevoli scricchiolii.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Anche su questo modello è previsto l’XT9, la modalità di inserimento veloce utilizzando il tastierino alfanumerico. Tale sistema è risultato molto funzionale: il dizionario contiene numerosi termini e quelli non presenti sono di facile inserimento. Grazie a ciò, ai tasti di scelta rapida e al pad a quattro direzioni, l’uso del pennino è notevolmente ridotto, a tutto vantaggio della comodità d’uso. Lo smartphone di casa Asus monta un processore Marvell PXA270M da ben 520 MHz che si è rivelato all’altezza della situazione, riuscendo a gestire agilmente anche condizioni “scomode” con molte applicazioni aperte, grazie anche ai 64 MB di SDRAM on-board e ai ben 256 MB di ROM su cui risiede il S.O. Windows Mobile 6.0 Professional di casa Microsoft.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Il display è il classico 2.6″ a matrice attiva TFT 320 x 240 pixel che equipaggia anche gli altri modelli della gamma P. Uno schermo di buona qualità che fa il suo dovere nella stragrande maggioranza delle condizioni di illuminazione.
Una volta acceso il dispositivo visualizziamo l’Asus Launcher, un programma proprietario che si rivela molto utile per accedere velocemente alle funzioni principali del PDA. Altra interessante aggiunta di Asus è il software “I miei segreti” che permette di codificare e proteggere con password, documenti di testo e immagini personali.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Dal punto di vista della connettività la lista è praticamente senza fine: oltre alle classiche GSM/GPRS/EDGE 900/1800/1900 troviamo il supporto alla terza generazione con l’UMTS 2100 e HSDPA 3.6Mbps. La connessione di rete sfrutta il protocollo Wi-Fi 802.11 b/g ed è anche presente un’interfaccia Bluetooth in versione 2.0.

Anche per quanto riguarda la messaggistica il P750 non tradisce le aspettative: al di là dell’ovvio supporto a SMS e MMS troviamo la possibilità di sfruttare la tecnologia Push e-mail che, operatore telefonico permettendo, ci recapiterà in tempo reale i nostri messaggi di posta elettronica sul dispositivo mobile.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Il comparto GPS è dotato del chip SiRF Star III che rappresenta una scelta collaudata e di sicura funzionalità. Il software di navigazione, come abbiamo già accennato, è Destinator 7 di Navteq. Il programma risiede su una MicroSD da 1 GB e viene automaticamente installato quando la si inserisce per la prima volta all’interno del PDA. Su di essa rimangono comunque oltre 700 MB liberi per archiviare dati.

Asus P750: il PDA senza compromessi

La fotocamera presente sul retro del dispositivo è da 3 Mpixel, è dotata di autofocus ed ha una qualità più che accettabile se consideriamo il target a cui è rivolto questo prodotto. È presente anche un’altra fotocamera, con risoluzione VGA, posta vicino al display per permettere le videochiamate. Su quest’ultimo gioiello di Asus non c’è molto da dire: la casa di Taiwan con il P750 ha creato quello che è probabilmente il PDA più completo che possiate trovare oggi nei negozi. L’estetica è curata e piacevole, il bundle è completissimo, l’usabilità è ai massimi livelli e la dotazione tecnica è all’avanguardia.

Asus P750: il PDA senza compromessi

Se proprio vogliamo andare a trovare il pelo nell’uovo, possiamo fare un appunto allo spessore non proprio contenuto e al prezzo non certo abbordabile: circa 500€. Ma se volete un prodotto comodo da usare, bello da vedere e completo sotto ogni punto di vista non potete non prendere in considerazione il P750.

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  • vinnis scrive:
    recupero defunti alieni
    in riconoscimento dagli allieni mi fu detto in voce da loro nonostante le loro ricerche che in base ai loro doveri alla ricerca dei loro simili in quanto mai portato a termine su questo pianeta CHIEDONO che gli sia restituiti i loro defunti 8.1992 prefferisco essere anonimo ora per motivi personali NON è UNO SCHERZO
  • Teodoro Di Stasi scrive:
    Qualche dubbio...
    Bhè, se vogliamo dirla tutta sulla storia dell'hacker, molti dubbi su queste sue prove verrebbero dal fatto che "stranamente" non ha salvato niente di tutto ciò di cui è entrato in possesso, a parte una foto e tra l'altro incomprensibile e nulla di eclatante.Le motivazioni sono ancora più...superficiali: egli dice che non ha potuto salvare documentazione riservata per banalissimi problemi, e qui i più smaliziati hanno fatto notare che uno come lui in grado di entare in siti e gironzolare in lungo ed in largo....strano che si fermi di fronte a problemi banali per salvare tutto..Bhò, che altro aggiungere...staremo a vedere.Non c'è anno che passa che questo o quell'ufologo o contattista o svasato annuncia l'arrivo di alieni, la prova provante ecc ecc...ed intanto qualcuno ci campa anche bene su queste cose.Un salutoTeowww.paleoseti.it
  • trollo scrive:
    Cermis e Calipari
    per chi e' stato responsabile di cose molto piu' gravi ovviamente gli usa non ci pensano minimamente a consentire un processo che non sia in territorio americano
    • Manwë scrive:
      Re: Cermis e Calipari
      Beh certo... gli USA ci hanno liberato dal Nazi-Fascismo eh!Ok è anche vero che subito dopo siamo stati invasi da loro, ma questa è un'altra storia. Quella ufficiale si ferma alla liberazione dal nazifascismo :)
  • Severissimus scrive:
    Re: X-Files
    Beh, che gli americani, come più o meno tutti i governi, abbiano documenti riservati che non vogliono far leggere a chicchessia credo sia ovvio. Ora non so cosa ci fosse di preciso su quei server, ma fossero anche stati vuoti, l'idea che gli USA vogliono dare è: "Se vi azzardate a toccare i nostri dati, vi becchiamo su tutta la faccia del pianeta, vi portiamo qui e vi fate almeno 20 anni di galera!"
  • Marco Marcoaldi scrive:
    ra.jpl.nasa.gov
    Che era exploitable grazie al Bug di openssl ?Kalel.jpl.nasa.gov che per anni ha ircato su botnet di mezzo mondo ?Non diciamo cazzate !La sicurezza di questi sistemi è RIDICOLA .... e dentro .... non c'è NIENTE ! (niente di sensibile)
    • david74 scrive:
      Re: ra.jpl.nasa.gov
      Come fai a dire che non c'erano dati sensibili? Lavori alla NASA? Sei admin di quei sistemi? Ne conosci il contenuto? E come fai a conoscerlo? Sei penetrato anche tu in quei server?- Scritto da: Marco Marcoaldi
      Che era exploitable grazie al Bug di openssl ?

      Kalel.jpl.nasa.gov che per anni ha ircato su
      botnet di mezzo mondo
      ?

      Non diciamo cazzate !

      La sicurezza di questi sistemi è RIDICOLA .... e
      dentro .... non c'è NIENTE ! (niente di
      sensibile)
  • Redfoxy scrive:
    Ma alla fine...
    Le ha trovate ste' prove sugli ufo? :D
    • Gugollum scrive:
      Re: Ma alla fine...
      - Scritto da: Redfoxy
      Le ha trovate ste' prove sugli ufo? :DQuelle c'erano già e pure abbondanti. Lui ha cercato di scoprire cosa sapesse di più la NASA, e pare che abbia scoperto diverse cose interessanti tra cui l'occultamento sistematico di fotografie spaziali ritraenti ufo e altri documenti su energie particolari. Peccato che col 56k non si sia potuto scaricare gran che....
    • Aglien scrive:
      Re: Ma alla fine...
      - Scritto da: Redfoxy
      Le ha trovate ste' prove sugli ufo? :DCome no, ecco una prova di rapimento... :)http://www.youtube.com/watch?v=lqlUUnGw5tA
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