Più vicine le memorie magnetiche

A dirlo sono NEC e Toshiba: hanno presentato una tecnologia che a breve consentirà di produrre moduli di memoria MRAM con capacità nettamente superiori a quelle sperimentate oggi


Tokyo (Giappone) – NEC e Toshiba affermano di aver compiuto un notevole passo avanti nello sviluppo delle Magnetic RAM (MRAM), un tipo di memorie che in futuro potrebbe rimpiazzare i chip flash utilizzati oggi all’interno di telefoni cellulari, player MP3 ed altri tipi di dispositivi portatili.

I due colossi giapponesi sostengono di aver trovato una soluzione ad alcuni degli ostacoli che fino ad oggi impedivano, o rendevano assai difficoltoso, produrre chip di memoria MRAM con capacità superiore ai 16 Mbit. La tecnologia messa a punto da NEC e Toshiba consente di ridurre la dimensione delle celle di memoria e, di conseguenza, incrementare la densità dei chip MRAM.

Verso l’inizio del 2006 le due partner contano di rilasciare prototipi di chip MRAM da 256 Mbit, una densità ancora lontana da quella delle memorie flash, dell’ordine dei gigabit, ma già sufficiente per essere impiegata, ad esempio, nella produzione dei primi moduli di memoria magnetica per i telefoni cellulari. Come noto, un modulo generalmente integra più chip di memoria.

A differenza delle memorie RAM tradizionali, che utilizzano cariche elettriche per memorizzare i dati, le MRAM utilizzano cariche magnetiche. Questa caratteristica fa sì che le MRAM siano più veloci degli attuali chip di memoria, consumino molta meno energia e, cosa più importante, conservino le informazioni immagazzinate anche in assenza di corrente elettrica.

Le MRAM, a cui lavorano anche IBM, Infineon e altri giganti del settore, racchiudono in sé – almeno sulla carta – le migliori caratteristiche delle memorie tradizionali (DRAM, SRAM e flash) e, di conseguenza, promettono di adattarsi a diversi tipi di device, dai PC ai telefoni cellulari, dagli handheld alle macchine fotografiche digitali. Nonostante ciò, il campo di applicazione dove inizialmente hanno più chance di sfondare è quello dei dispositivi mobili, un segmento notoriamente dominato dalle memorie flash. Rispetto a queste, le MRAM sono notevolmente più veloci, tuttavia sono anche più difficili da costruire e richiedono, da parte dei produttori, l’investimento di forti somme per l’acquisto di nuovi macchinari. Resta dunque da vedere quanto tempo ci vorrà prima che le MRAM divengano abbastanza economiche da insidiare le flash.

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