Più vicino il BitTorrent di Microsoft

Avalanche sarebbe ormai quasi pronto: un sistemino di distribuzione condivisa che ricorda molto da vicino i celeberrimi .torrent ma che è immerso in sistemi di protezione dei contenuti. Spyware, intanto, attaccano BitTorrent
Avalanche sarebbe ormai quasi pronto: un sistemino di distribuzione condivisa che ricorda molto da vicino i celeberrimi .torrent ma che è immerso in sistemi di protezione dei contenuti. Spyware, intanto, attaccano BitTorrent


Roma – Sarebbe ormai a buon punto lo sviluppo della tecnologia nota con il nome in codice di Avalanche , un software che Microsoft sta mettendo a punto per dar vita ad un sistema di distribuzione di contenuti basato sul download condiviso, la stessa metodologia che ispira il celeberrimo BitTorrent e che permette la distribuzione veloce di file di grandi dimensioni.

Il nuovo progetto, presentato ad un manipolo di ricercatori a Cambridge, nel Regno Unito, si discosta però in modo importante da BitTorrent in quanto prevede l’utilizzo di sistemi di digital right management per impedire che venga utilizzato per la condivisione non autorizzata del download di materiale protetto da diritto d’autore. “Include – ha spiegato un portavoce di Microsoft – un importante apparato di sicurezza che assicura la possibilità di identificare chi dispone il download dei materiali e di impedire che utenti non autorizzati pongano materiali protetti in condivisione”.

In realtà questa non è l’unica differenza tra Avalanche e BitTorrent.

Microsoft ha infatti lavorato per cercare di aggirare un problema tipico della distribuzione torrentizia, ovvero l’aumento esponenziale della complessità della ricerca delle singole porzioni di ogni file condiviso mano a mano che queste si espandono tra i vari client attivi sui computer degli utenti. L’idea è quella di dotare l’applicativo di una capacità di re-encoding : utilizzando le porzioni di file già scaricate si può crearne di nuove, per combinarle alle altre già in circolazione: questo significa, mano a mano che si scaricano porzioni, di poter generare nuove combinazioni da distribuire in rete. Stando ad una paper di Microsoft sull’argomento, è possibile ricostruire un file nella sua interezza pur non disponendo di tutte le singole porzioni inizialmente poste in download dal condivisore originale.

Tutto questo, assicura Microsoft, porta ad una riduzione drastica dei tempi di download rispetto agli applicativi di questo tipo già utilizzati in quanto, come accennato, si riducono i tempi di ricerca delle porzioni mancanti nonché il numero dei trasferimenti complessivi necessari alla ricostruzione di un dato file. Secondo l’azienda, il fatto che un utente si possa ritrovare a scaricare anche più di quanto necessario per ricostruire il file è un “onere” che viene azzerato dalla maggiore velocità del download.

Al momento Microsoft afferma che non vi sono strategie per la diffusione della nuova tecnologia sebbene ammetta che “al momento stiamo simulando in vari test i benefici dell’usare il coding di rete per distribuire file molto grandi ad un numero elevato di utenti”.

Proprio in queste ore, intanto, su BitTorrent si è scatenata una piccola tempesta. Un bug hunter di Vitalsecurity.org , Chris Boyd, ha infatti denunciato la presenza in file torrentizi di spyware “allegato” a contenuti molto popolari, come i file che contengono serie televisive. L’adware utilizzato è il già celebre Aurora di “Direct Revenue”, produttore che – come riporta The Register – ha però messo le mani avanti spiegando che è stato un proprio partner, “180 solutions”, ad aver utilizzato questa strategia di diffusione senza autorizzazione. La preoccupazione degli esperti è che i file “infestati” da programmini di questo tipo siano numerosissimi. In questo caso, comunque, a mitigare la presenza dell’adware è il fatto che si può evitarne l’installazione: quando si apre il file, infatti, è sufficiente non accettare la licenza d’uso.

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19 06 2005
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