PIHardware/ MSI PR200 YA Edition, portatile fashion-look

PcTuner - Un notebook compatto con un design studiato per fare tendenza. Dallo schermo da 12,1 pollici al potente processore, agli accessori, alle qualità di punta e a quelle che di punta lo sono meno, ecco tutto quello che c'è da sapere

Roma – MSI è un’azienda con un’offerta che tocca molti settori del mercato: va dall’hardware interno ai barebone, passando per i portatili. Il PR200 YA Edition è un notebook compatto da 12,1″ con un aspetto davvero giovanile: chi è stanco dei soliti portatili grigi e neri, dalle linee seriose, sicuramente troverà nel piccolo MSI un prodotto davvero interessante, in grado di soddisfare ogni esigenza.

il portatile

L’allestimento esclusivo YA Edition prevede tre diverse colorazioni: oltre al rosa, sono disponibili anche verde e blu. Questa scelta evidenzia chiaramente quale sia il target di riferimento, si tratta infatti di un oggetto personale con l’aspirazione a fare tendenza.

La configurazione del PR200, comunque, non risente negativamente dell’impostazione fashion-look : si tratta di hardware di primo livello.

MSI PR200 YA Edition
CPU Intel Core 2 Duo T7250
Freq. 2,0GHz FSB800
Ram 2x1GB PC2-5300
Chipset Intel GM965 Express
VGA Intel Xtreme Graphics X3100
Display Samsung 12,1″ 1280×800 Glare (ACV)
HDD Western Digital Scorpio 160GB SerialATA
WiFi / Bluetooth Intel 802.11b/g/n
BT V2.0 + EDR
Webcam 1.3Mpixels
I/O VGA out / IEEE1394 / 3x USB 2.0 / Express Card / HDMI / Card Reader 4in1 / DVB-T Antenna / Audio Jack / Fingerprint Reader
Batteria 14,8Vdc 4800mAh
Peso / Dimensioni 1,80Kg / 303×231×29.5mm
Prezzo 999€

Il portatile monta un potente Core 2 Duo T7250 – in grado di svolgere anche i compiti più pesanti – affiancato al buon Intel GM965 con supporto a FSB800 e memorie DDR2-667. Gli add-on non mancano di certo: è uno dei portatili più completi sulla piazza, con uscita digitale HDMI, decoder DVB-T integrato (opzionale) e lettore di impronte digitali. Completano la dotazione sia la connettività WIFi 802.11n che quella Bluetooth 2.0 con support EDR.

Ecco com’è questo piccolo gioiello visto più da vicino. La dotazione del PR200 è davvero completa e prevede ogni più minuto particolare: viene fornita anche una pezzetta specifica per la pulizia del display oltre ad alcuni software come DVD Solutions, un pacchetto di Cyberlink che contiene PowerDVD 7, PowerProducer 3 e Power2Go 5 in versione completa, oltre ad altri programmi in trial di 30 giorni.

il portatile

Continuando, MSI fornisce una custodia protettiva, purtroppo priva di maniglie per il trasporto, e un piccolo mouse ottico dalle plastiche piuttosto incerte: entrambi i gadget sono in tinta con il portatile.

il portatile

La batteria, invece, è da otto celle, in grado di fornire ben 4800mAh a 14,4V.

il portatile

Purtroppo, però, sporge dal portatile aumentandone gli ingombri e il peso.

il portatile

Rimosso dalla confezione, il PR200 stupisce per il proprio look fresco e spensierato: un po’ di colore ci voleva proprio. Il design prevede tre gradazioni di rosa con una finitura simile all’alluminio anodizzato: nonostante l’aspetto possa ingannare, tutte le componenti sono in plastica, esclusa la griglia metallica che contiene i pulsanti di accensione.

il portatile
il portatile

Di lato, sono visibili tutti i connettori presenti sul portatile: un elenco davvero lungo che comprende uscita HDMI, plug per l’antenna del modulo DVB-T integrato (qualora disponibile) e slot Express Card.

il portatile

L’unità DVD è un lettore SuperMulti prodotto da LG in grado di scrivere la totalità dei supporti esistenti, pur risultando abbastanza silenzioso. Il notebook, inoltre, dispone di un microfono con tecnologia AI Array che dovrebbe garantire una direzionalità migliore, con conseguente riduzione del rumore di fondo.

il portatile

Arriviamo ora alle note dolenti: la tastiera. Dopo il display LCD fornito da Samsung e l’hardware di prim’ordine, la tastiera mostra qualche compromesso forse scomodo: i tasti sono certamente belli da vedere, ma la finitura superficiale e la scarsa precisione del meccanismo di battitura possono essere fastidiosi dopo ore di utilizzo. A questo si aggiunge un supporto per la tastiera che flette leggermente alla pressione dei tasti, rendendo davvero scomoda la digitazione.

il portatile

Anche l’assemblaggio dei vari frame in plastica, come quelli del touchpad e del pannello frontale, pur essendo precisi all’apparenza, generano qualche cigolìo durante la digitazione, specialmente poggiando le mani accanto al touchpad: particolari che andrebbero migliorati.

Configurazione
CPU Intel Core 2 Duo T5550
Freq. 1,86GHz FSB667
Ram 2x1GB PC2-4200
Freq. / Timings 533MHz 4.0-4-4-18-24-2T
Chipset Intel GL960 Express
VGA Intel Xtreme Graphics X3100
HDD Western Digital Scorpio 160GB SerialATA
WiFi RaLink WiFi Module 802.11b/g (RT2751)
Drivers Intel INF Drivers 8.3.1.1009
Sistema Operativo Windows Vista Ultimate 32-bit

Futuremark PcMark Vantage La nuova versione del benchmark Futuremark analizza le prestazioni globali del computer in 7 campi d’utilizzo basando la valutazione su processi reali, come editing video, fotoritocco, gaming, tab-browsing e word processing.

PcWizard 2008 Giunto alla sua nuova release, PcWizard effettua un benchmark complessivo del sistema che restituisce diversi indici di prestazioni. Come tutti i bench sintetici, va considerato un riferimento generico e non assoluto.

SiSoft Sandra XII 2008.12.34 Così come PcWizard, anche Sandra valuta le prestazioni sintetiche del sistema con piccoli test mirati ed torna utile come termine di paragone.

7zip 4.57 – Benchmark Tool di compressione in formato.7zip, integra un test hardware che calcola la velocità con cui il sistema riesce a comprimere/decomprimere i file esprimendosi in MIPS.

HDTach 3.0.1.0 HD Tach è ritenuto un riferimento per l’analisi delle prestazioni del sottosistema disco sottoponendo drive e controller a due test, uno basato su pacchetti da 8M e l’altro da 32M. < 3DMark06 Non ha bisogno di presentazioni, è il benchmark di riferimento per le schede video di ultima generazione e restituisce anche un punteggio per la cpu. Tuttavia, è da considerarsi più un valore di riferimento generico che un indice assoluto di prestazioni. PcMark Vantage è l’ultimo test di sistema di casa Futuremark e permette di ottenere dei punteggi in vari ambiti d’utilizzo così da ottenere un’idea complessiva delle prestazioni ottenibili dal computer. Nel caso, purtroppo, non è stato possibile portare a compimento tutti i test della suite a causa di qualche problema a livello drivers che portavano al freeze del sistema: questa situazione è venuta a ripetersi anche su altri notebook dotati di chipset Intel della serie PM/GM/GL96x (GMA X3100).

Il PR200 genera risultati conformi all’hardware installato: la cpu Core 2 Duo T7250 riesce a far segnare punteggi di buon livello anche grazie al supporto al FSB800, oltre che alle memorie DDR2-667 impiegate. Peccato per il sottosistema disco che rimane 200 punti sotto ad altre soluzioni analoghe.

Così come in PcMark, anche Sandra rileva differenze in prestazioni, anche se sono tutto sommato contenute rispetto a sistemi basati su cpu della serie T5xxx con front side bus a 667MHz.

I test di PcWizard, invece, sono particolarmente influenzati sia dalla frequenza operativa del bus di sistema che da quella del processore, restituendo di conseguenza numeri più alti. Trattandosi di un test sintetico, comunque, non è detto che queste differenze saranno riscontrabili nell’uso comune.

Il test integrato in 7-Zip riporta buoni risultati nella compressione e decompressione dei file.

È il sottosistema disco che vede nascere alcuni dubbi sull’ottimizzazione dei parametri di funzionamento: nonostante MSI abbia equipaggiato il PR200 con un ottimo hard disk Western Digital Scorpio da 160GB e 8MB di cache, i risultati sono sotto tono rispetto a soluzioni del tutto analoghe. Questo trend è stato già rilevato con il test di PcMark Vantage.

3D Mark 2006, invece, è un test eseguito a puro scopo informativo, essendo il PR200 un notebook piuttosto lontano dal panorama gaming, anche solo leggero. Curiosamente, è proprio in questo contesto che il portatile dà il meglio di sè: 578 punti sono quasi il doppio rispetto a quanto fatto segnare da altri portatili dotati dello stesso core grafico Intel X3100, come ad esempio l’ Hasee W230R .

Questa situazione lascia supporre che ci siano delle differenze nelle frequenze di funzionamento fra il core grafico integrato in GL960 e quello in GM965, nonostante appaiano sotto la stessa nomenclatura. In ogni caso, in termini di giocabilità e fluidità dei nuovi titoli, cambierà poco o nulla: entrambe le soluzioni sono largamente sottodimensionate. Con il PR200 YA Edition, MSI ha voluto avvicinare i portatili ad un pubblico nuovo, dedicando questo notebook a quelli che non vedono il proprio computer come un semplice oggetto di lavoro o, peggio, come un soprammobile grigio, ma pensano che possa essere un oggetto di tendenza, con un aspetto fashion, alla moda, da mostrare in giro.

Tre i colori scelti – blu, verde e rosa: è evidente la ricerca di un pubblico giovane, che comprende anche quello femminile, solitamente lontano e restio ad avvicinarsi al mondo della tecnologia.

A dir la verità, ridurre il PR200 ad un semplice oggetto di tendenza è piuttosto limitante, trattandosi comunque di un notebook completo anche dal punto di vista della dotazione hardware, con un comportamento veloce e reattivo, in grado di offrire un’esperienza di intrattenimento a tutto tondo.

il portatile

Connessione HDMI e sintonizzatore DVB-T integrato sono alcuni esempi, mentre webcam e lettore di impronte digitali sono un chiaro segno della visione ‘individualè del notebook in questione, completo assistente personale in ogni momento della giornata.

Ci sono però delle pecche innegabili. Prima di tutto la tastiera, poco confortevole alla digitazione, che rende il PR200 poco adatto a chi, con il portatile, usa prettamente word processor. In secondo luogo la batteria: nonostante le otto celle e i 4800mAh accreditati, la durata media con il test Battery Eater ’05 si è assestata poco oltre le due ore, con in più l’handicap di avere un ingombro aggiuntivo. E in fine, ma non meno importante, l’assemblaggio è tutt’altro che esente da scricchiolii e flessioni, così come le plastiche che sono complessivamente migliorabili.

Insomma, anche se risulta poco attento nell’assemblaggio e forse inadatto a chi pensa di scrivere molto, il PR200 YA Edition, oltre ad essere molto performante e godere di una ricca dotazione, è un oggetto sicuramente interessante e di tendenza.

PcTuner

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  • Domenico Fum scrive:
    Il video gioco è un arte complessa
    Programmatori e grafici sono complementari; uno vale quanto l'altro. È ovvio poi che il prodotto finito è puramente visivo, ed il lavoro del programmatore è molto piu celato. Ma guardando al futuro...pensate all'intelligenza artificiale dei personaggi all'interno di un vg; in questo caso si nota benissimo il lavoro di un programmatore, se fatto bene. Il video gioco è un'arte complessa e che ha bisognio di piu figure professionali, non necessariamente mirate alla produzione del videogioco in generale, ma in special modo a quell'aspetto che unito a tanti altri contribuisce alla totalità della bellezza del prodotto finale.
  • MOCELLIN PATRIZIA scrive:
    INFORMAZIONE
    SU CHE SCUOLA BISOGNA INDIRIZARSI PRIMA DI FARE AIV. GRAZIE thom04@libero.it
  • gggmm mm scrive:
    XXXXXXXX
    deficientiiiiiiiiiiii
  • mauro mario scrive:
    un sogno
    wow, il sogno della mia vita, ho 13 anni, volevo escrivermi per l' anno prossimo, non solo io ma un sacco dei miei amici volevano andare in questa accademia, ma l' unico problema è che si trova a Roma.peccato.... il sogno della mia vita rimarra solo un sogno
    • krane scrive:
      Re: un sogno
      - Scritto da: mauro mario
      wow, il sogno della mia vita, ho 13 anni, volevo
      escrivermi per l' anno prossimo, non solo io ma
      un sacco dei miei amici volevano andare in questa
      accademia, ma l' unico problema è che si trova a
      Roma.peccato.... il sogno della mia vita rimarra
      solo un sognoPuoi sempre fare informatica e poi metterti a programmare un gioco...
  • Francesco scrive:
    Io ne ho creato uno da solo
    Ragazzi io ho creato un gioco da solo ! http://www.flashpoker.it se aspetto che in italia nascano software house sto fresco !
  • lolala scrive:
    Opn source... e OpenGL
    Usano troppi programmi proprietari... Ci sono ottimo programmi open come Blender, GIMP, e tantissimi...DirectX? E perché non le OpenGL? Cosí gli allievi sapranno solo programmare per windows... solito schifo!
    • Lord Hol Napult scrive:
      Re: Opn source... e OpenGL
      sara' dovuto al fatto che quelli che tengono il corso si sono specializzati in quei programmi... credo.no?
    • Alessandro Monopoli scrive:
      Re: Opn source... e OpenGL
      Nel mondo dei videogiochi la maggioranza degli sviluppatori usa 3dsmax, photoshop e DX.Insegnare altre tecnologie significa creare degli handicap agli studenti rispetto ai professionisti.
      • Joliet Jake scrive:
        Re: Opn source... e OpenGL
        Usano i programmi che funzionano meglio.Se in futuro ci sarà un programma open source veramente all'altezza, immagino inizieranno a usarlo.Per ora non c'è ed è un dato di fatto.
        • Alessandro Monopoli scrive:
          Re: Opn source... e OpenGL
          Non è questione di "Funzionare meglio" o altro.L'unica cosa che conta è la diffusione negli studi. Gli studi preferiscono assumere qualcuno che sia produttivo dal giorno 1 piuttosto che una persona da formare.
          • Riccardo Cangini scrive:
            Re: Opn source... e OpenGL
            Vero!
          • 0verture scrive:
            Re: Opn source... e OpenGL
            Però sono studi sbagliati perchè è un dato di fatto che nessuna scuola prepara da subito una persona al mondo del lavoro dandole tutta la formazione necessaria.D'altro canto chi promette il contrario finisce per mettere su dei praticoni ma si vede che il mercato (soprattutto in itaglia) si aspetta questo
    • 0verture scrive:
      Re: Opn source... e OpenGL
      Tolto il fatto che le DirectX sono una delle poche cose di microsoft che assolutamente NON fanno schifo (al limite ci sarebbe da impiccare qualche commerciale che ha avuto il coraggio di rinominare le Dx9 in Dx10 quando le vere 10 saranno le 10.1) mi pare evidente che questo corso non ha molte speranze di far uscire dei programmatori di vg completi.Nell'articolo vantano aver inserito alcune persone ma sarei curioso di conoscere in quali settori del progetto di realizzazione del gioco.Motore grafico ? Fisico ? IA ? Scripting ? Modellazione 3D ? Texture ? Suono ? Video ? Varie ed eventuali tipo non so regia, fotografia...Come ha già fatto notare qualcuno, una persona che si iscrive a questo corso parte con l'idea che un giorno creerà il nuovo metal gear non che disegnerà la grafica di due menù o l'autorun del CD di installazione.
    • upr scrive:
      Re: Opn source... e OpenGL
      Poi mi volete dire che in pochi anni "senza prerequisiti" si diventa programmatori di video games???Ma siamo matti...lo sapete che vuol dire programmatore, mi sa che questi privati vogliono solo soldi....poi solo windows....che programmatori!!!
  • Federico Fasce scrive:
    Io l'Italia me la scorderei
    Per quello che so io, che ho lavorato in due realtà italiane per sei anni come Game designer, la situazione nostrana è tutt'altro che florida.Spiace dirlo, ma chi pensa di rimanere in Italia a sviluppare titoli di alto livello, farebbe bene a pensarne un'altra. Qui al massimo si arriva al titolo semiamatoriale o nel migliore dei casi pro-am, magari supportato da un editore straniero e con una licenza assurda appiccicata sopra (un caso tipico è il fumetto di quart'ordine che da anni non legge più nessuno). Non dico che sia un male in sé. Molte persone rispettabilissime e che fanno bene il loro lavoro stanno dietro a progetti simili, con passione e dedizione.Però rendiamoci conto che il ragazzo che si iscrive a un corso di game design (o che vuol fare lo sviluppatore da autodidatta) spesso sogna di creare il nuovo Metal Gear Solid. Ecco, ad oggi il nuovo Metal Gear Solid in Italia non lo può fare nessuno. E credo che nessuno lo farà mai.Semplicemente perché ormai fare videogame non è più roba da piccoli team. E in Italia i soldi per una produzione di alto livello non ci sono. Plain and simple. Poi basta con questa storia della creatività e della passione italiana. Io in sei anni non ne ho vista poi così tanta. Facciamo così. Chi vuole sviluppare videogame in Italia si butti sul mercato del digital delivery ora invece che inseguire vani sogni di gloria. Crei delle cose che possano essere vendute su Xbox Live e simili. Quando vedrò uscire dall'italia qualcosa di originale e divertente come Patapon, sviluppato da un team di cinque-dieci persone, mi ricrederò.Per adesso, mi sembra che lo sviluppo di videogame nel nostro paese sia più che altro un'illusione (a parte quei due-tre grandi team. Ma Milestone, che tutti incensano, ha mai fatto qualcosa di rilevante dopo Superbike? Cerchiamo di essere obiettivi).Ah, e all'estero è durissima. C'è una concorrenza spietata e (diciamola tutta, su) un certo clientelarismo, per cui è molto più facile entrare nel giro se hai conoscenze. Andatevi a vedere alcuni team inglesi dove lavorano degli italiani e scoprirete che molte delle persone impiegate già si conoscevano da anni, e hanno fatto in modo di spostarsi in massa.
    • Lord Hol Napult scrive:
      Re: Io l'Italia me la scorderei
      Interessante risposta.dove hai fatto il game designer...La realta' italiana vive di piccole cose. Persino il piu' bel gioco Milestone non supporta il multiplayer (a meno dello SPLIT SCREEN) e perte al confronto visivo.Non guardate GRID, guardate un NEED FOR SPEED di qualche anno fa...Pero' l'ITALIA ha anche il fascino della tradizionalita' e del folklore... cose che grandi produzioni, grandi software house... trascurano.Prendete MORROWIND, gigantesco, graficamente bellissimo... ma... non ci giochi, le persone dicono sempre le stesse cose, i caricamenti interrompono molte azioni, e' piu' fumo che arrosto. Beh, ha venduto ed ha permesso Oblivion... pero'... c'e' un pero'. Lascia l'amaro in bocca.un esempio di quello che intendo e' WORMS. Partito da piccolo team e divenuto internazionale.L'idea e' tutto. il resto e' solo contorno.cioa
      • Federico Fasce scrive:
        Re: Io l'Italia me la scorderei
        - Scritto da: Lord Hol Napult
        Interessante risposta.
        dove hai fatto il game designer...Artematica e Trecision.
        Pero' l'ITALIA ha anche il fascino della
        tradizionalita' e del folklore... cose che grandi
        produzioni, grandi software house...
        trascurano.Questo è un classico. Si dice sempre. "Eh ma noi italiani, l'arte, la creatività". Ecco, io nel mondo dei videogame nostrano non ho mai visto tutta questa creatività. Solo tanta omologazione e paura (comprensibilissima) di fallire. Gli italiani davvero bravi e creativi lavorano tutti all'estero.
        L'idea e' tutto. il resto e' solo contorno.Eh, concordo.
        • Filippo Vicarelli scrive:
          Re: Io l'Italia me la scorderei
          Federico, dove lavori attualmente? Mi piacerebbe averti tra i contatti visto che avevo adocchiato anche io Artematica (non come game designer però).Tra l'altro mi trovo parecchio d'accordo con quanto scrivi. :)Hai e-mail o messenger o skype o altro? Se non vuoi comunicarlo qui, cercami su google (con il mio nome trovi subito il mio sito).Ciao!
        • Lord Hol Napult scrive:
          Re: Io l'Italia me la scorderei
          beh, se vuoi un po' di folklore (ormai mi resta solo quello) gioca al mio gioco:http://nosfgame.altervista.orgIo sono quello di 2 mail fa qui su Punto Informatico.. quello che penso l'ho gia detto...(ecco una copia : http://lordholnapult.blogspot.com )Comunque complimenti per la carriera, Artematica e Trecision non sono paglia... adesso cosa fai ?ti hanno abbandonato ?!?ciao
          • Filippo Vicarelli scrive:
            Re: Io l'Italia me la scorderei
            Grazie per i contatti, volevo evitarti di scriverli in chiaro perché magari ti arriva lo spam.Comunque concordo che in Italia c'è poco da sperare per grandi produzioni, se non altro è un trampolino con cui iniziare. Fare qualche lavoro da mettere nel curriculum per poi presentarsi con un minimo di esperienza.Buffo che anche io mi ritrovo nel settore del web come lavoro, e lo voglia abbandonare per inseguire il mondo del gamedev (come musicista).
          • Lord Hol Napult scrive:
            Re: Io l'Italia me la scorderei
            MUSICISTA ?hai un sito con qualche mp3 tuo da sentire ?grazie,ciao
          • Filippo Vicarelli scrive:
            Re: Io l'Italia me la scorderei
            Sì musicista. Ho già contattato una ditta (Impressionware) che si è detta molto interessata. Per cui vorrei collaborare con più di una proprio per iniziare a muovermi nel settore, di progetti amatoriali me ne son fatti fin troppi.Il mio sito è www.filippovicarelli.com, c'è tutto quello che vuoi. :)
          • Lord Hol Napult scrive:
            Re: Io l'Italia me la scorderei
            stasera guardo.beh, molto piacere comunque.ciao
          • Riccardo Cangini scrive:
            Re: Io l'Italia me la scorderei
            - Scritto da: Federico Fasce

            Filippo: per esperienza Artematica è un ottimo
            posto. Fanno quello che si fa in Italia:
            advergame per fare cassa, giochi su licenza che
            escono principalmente in edicola. Ma d'altra
            parte questa è la realtà del nostro paese, non si
            può sperare molto di meglio. Però sono seri ed
            estremamente in gamba, va
            detto.Ciao Federico,grazie per le belle parole ;)Solo un veloce aggiornamento, considerato che rispetto ad una decina d'anni fa le cose sono migliorate...Oggi Artematica produce e sviluppa anche giochi multipiattaforma e a partire da questo ottobre sarà pubblicato worldwide un primo titolo su NDS che sarà seguito a breve dalla distribuzione di Diabolik (sempre worldwide) su PC/Wii/PSP/PS2/NDS e ancora da altri titoli nuovi, multipiattaforma e non necessariamente adventure. Entro pochi giorni uscirà invece anche negli USA ed in Canada Belief & Betrayal (aka Jonathan Danter), adventure PC che ha ben performato in tutti i mercati in cui è uscito: http://www.artematica.com/index.php?sezione=gamesdetails&idGame=5Un saluto a tutti, dall'Italia... ;)RC
    • outkid scrive:
      Re: Io l'Italia me la scorderei
      per patapon servono dei cazzo di geni giappi.. non ci sono cazzi..
  • Rockf ckr scrive:
    Alternative ai corsi serali?
    I corsi serali sono interessanti, ma solo per chi vive in zona. Sono previsti anche soluzioni per chi abita molto lontano e quindi preferirebbe concentrare tutto il corso in giornate a tempo pieno?
    • gengiva furente scrive:
      Re: Alternative ai corsi serali?
      - Scritto da: Rockf ckr
      I corsi serali sono interessanti, ma solo per chi
      vive in zona.

      Sono previsti anche soluzioni per chi abita molto
      lontano e quindi preferirebbe concentrare tutto
      il corso in giornate a tempo
      pieno?Io ho la sensazione che questi corsi non servano a niente. Meglio prendere una bella laurea in fisica e nel frattempo studiare da sè l'argomento games development e i vari linguaggi di programmazione comprando i libri su amazon.
      • yemmi scrive:
        Re: Alternative ai corsi serali?
        ho la stessa impressione anchio di gengiva furenteho visto come è organizzato il corso, 7000 euro nn ce li vale proprio sto corso di laureal'unica cosa itneressante al masismo è lo stage , sempre che sia ben fattotra l'altro, dalla scaletta del corso, sembra che l'opengl ann venga proprio considerato, quando invece ce ne sarebbe da parlare moltoe tutto i lcorso poi, è orientato alla programmazione windows, quindi è anche abbastanza vecchio come mentalitànn vengono presi in considerazione ne i sistemi oeprativi alternativi, ne le consollee ormai si sa che le software house puntano a creare giochi multipiattaforma, vedere anche valve che cerca sviluppatori per fare il porting di steam e dei suoi giochi per linux per esempio, o ubisoft che rilascia i giochi per + piattaforme contemporaneamente.quindi le persone che viene a formare questo corso, sono persone che alla fine nn servono a molto se non a far continuare il dominio microsoft nel piano videogiochinaturalmente questi sono pareri miei non verità assolute, e spero siano prese come critiche costruttivesaluti
        • un piccolo passo scrive:
          Re: Alternative ai corsi serali?
          Per altro si sa che quel che ti insegnano a scuola o in un qualsiasi tipo di corso è l'un percento di quel che poi ti serve per lavorare, quindi è inutile pretendere o sperare che ti insegnino tutto. Ti devono dare le basi e poi al resto devi pensare tu.Quel che si risparmia sul tempo iniziale di apprendimento grazie all'insegnante varrà la spesa? Ognuno si farà i conti in base a quanto di solito ci mette per imparare un nuovo mestiere.
          • Gesu scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            soprattutto a me fa dubitare questa risposta: PI: C'è un qualche pre-requisito essenziale per iniziare? LDD: L'unica cosa ideale per iscriversi ad AIV è la passione per i videogame
          • tamahck scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            io sarei interessato... a programmare non sono azzeccatissimo, so molte basi ma le ho messe in pratica poche volte e solo con qualche tutorial..è la pratica che mi manca..d'altra parte me la cavo benissimo con vari strumenti grafici come photoshop e simili.. e da qualche giorno mi sto dilettando anche con 3dsMax..ora come ora però non saprei da dove iniziare..consigli? punti di partenza?tenete presente che lavoro a tempo pieno, non voglio investire migliaia di euro e lo farei solo per passione..non sto cercando chissà che corso.. solo un punto di partenza!
          • Federico Fasce scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            Credo abbiate tutti la vostra ragione, ma la vedete troppo dal punto di vista del programmatore, mi sa. Oggi, vi piaccia o no, non sono i programmatori le figure più ricercate nel campo. Quello che fa la differenza davvero sono il concept e il look grafico. E fermo restando che ovviamente poi a far girare tutto ci deve pensare il coder, ormai è tale e tanta l'offerta di middleware che le competenze richieste non sono così high-end.Per i designer e per i grafici, invece, non c'è speranza. bisogna essere bravi.
          • chojin scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            - Scritto da: Federico Fasce
            Credo abbiate tutti la vostra ragione, ma la
            vedete troppo dal punto di vista del
            programmatore, mi sa.

            Oggi, vi piaccia o no, non sono i programmatori
            le figure più ricercate nel campo. Quello che fa
            la differenza davvero sono il concept e il look
            grafico. E fermo restando che ovviamente poi a
            far girare tutto ci deve pensare il coder, ormai
            è tale e tanta l'offerta di middleware che le
            competenze richieste non sono così
            high-end.
            Per i designer e per i grafici, invece, non c'è
            speranza. bisogna essere
            bravi.?? Ma di cosa parli ? Dell' Italia o del mondo? Perchè se credi che non servano e non siano richiesti programmatori esperti per programmare in genere e per programmare videogiochi dalle software-house hai proprio preso un granchio. Credi che scrivere codice sia banale? I grafici usano i programmi e stop. Al massimo possono saper scrivere qualche script ma dietro a tutto, il motore grafico, i filtri, ogni cosa la scrive una squadra di programmatori. Senza programmatori neanche i film potrebbero fare perchè gli algoritmi devono essere scritti, modificati, ottimizzati. Non basta avere un complesso programma CAD/CAM e grafici che sappiano utilizzarlo. Senza i programmatori non avresti nè i programmi nè la possibilità di assemblarli in giochi o grafica CGI sulle scene di un film.
          • Federico Fasce scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            Non ho detto che i programmatori non servano, tutt'altro.Servono eccome, ci mancherebbe. Ma oggi come oggi si fa moltissimo con il middleware, quindi certe applicazioni critiche (come lo sviluppo di un motore grafico da zero) non sono più così richieste. Ci si compra il software e si lavora più ad alto livello.Poi, per favore, evitiamo di denigrare il lavoro (importantissimo) di grafici e designer, altrimenti ci imbarchiamo in una guerra che non ha nessun senso.Ho solo detto che oggi sviluppare un videogame non è SOLO macinare codice, come sembrava trasparire dai primi messaggi arrivati. C'è dell'altro, e quell'altro acquisisce importanza sempre di più. Perché quello dei videogame è un mercato difficile.
          • Federico Fasce scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            Aggiungo anche una cosa per chi dice che basta una laurea in fisica o simili.Credetemi, non basta.Ovvio, essere ferrati sulla fisica e sulla programmazione dura e pura serve. Ma quello che davvero è importante in un team di sviluppo è saper comunicare con gli altri componenti del gruppo. E non è una cosa banale quando hai il tuo linguaggio e i tuoi modi di esprimerti. Vi garantisco che ho visto programmatori, anche bravi, mandati via perché incapaci di relazionarsi con grafici e designer.Secondo me l'area di competenza è relativamente importante. Quello che uno non impara a scuola, può impararlo con l'esperienza. Ma tra fare il programmatore e fare il programmatore di videogiochi, credetemi, ce ne corre.(E poi: a cosa serve aver fatto tanta fisica, se magari l'azienda dove lavori compra Havoc, perché con Havoc esci in un anno invece che in tre?)
          • 0verture scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            Non è solo macinare linee di codice ma saperlo fare bene è cosa molto apprezzata. Dal punto di vista del concetto e dell'idea un gioco può essere bello finchè vuole ma se nei fatti pianta un sistema di ultima generazione allora le cose non vanno per niente bene
          • nome e cognome scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            qualcuno ha detto crysis?
          • 0verture scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            E non solo... (mi pare che ci fosse stato anche un Ultima IX)
      • chirone scrive:
        Re: Alternative ai corsi serali?
        ...casomai la laurea che consiglierei è in informatica (o Ing. Informatica) :-)e poi il problema dello studiare da soli, è che se guardi il sito di una qualsiasi software house che fa videogiochi, l'unico requisito, è quello di aver già lavorato ad almeno un titolo commerciale (cosa impossibile per un autodidatta), la laurea non interessa a nessuno (per fortuna!)visto che tali SWhouse sanno che certe cose si imparano sul campo, e non certo nelle università..ciao :-)
        • asdo scrive:
          Re: Alternative ai corsi serali?
          la laurea interessa eccome, basta guardare software house importanti come la ubisoft (anche ubisoft italia) o la valve software... si sono esempi un po' troppo di alto livello ma molte ditte prendono come riferimento i big anche per cercare nuove menti da sfruttare
          • chojin scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            - Scritto da: asdo
            la laurea interessa eccome, basta guardare
            software house importanti come la ubisoft (anche
            ubisoft italia) o la valve software... si sono
            esempi un po' troppo di alto livello ma molte
            ditte prendono come riferimento i big anche per
            cercare nuove menti da
            sfruttareMa la raccomandazione interessa e vale di più... Puoi avere tutte le qualifiche e lauree possibili ma se c'è uno raccomandato che deve entrare non ti assumono a meno che tu non sia più raccomandato di lui. In Italia è la norma ma anche all'estero succede ogni giorno.
          • Federico Fasce scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            Per quel che so io, essere amico di uno sviluppatore per entrare in un development team è purtroppo un requisito che spessissimo conta. Ho esempi di persone non certo di alto livello andate a lavorare all'estero sulla scia di loro amici, questi sì, molto bravi. È anche vero, va detto, che il campo dei videogiochi è molto competitivo, quindi se non sei bravo il più delle volte vieni sgamato. Ma se sei furbo e di bocca buona, riesci a inserirti in posizioni dove magari non ti diverti, però ci sei dentro e non fai troppi danni (a parte far uscire prodotti pessimi). E sono anche posizioni di alto livello.Ma non voglio fare quello che denigra a tutti i costi. Se ai colloqui te la giochi bene, non è difficilissimo entrare, anche con poca esperienza. Poi, ovvio, una volta dentro devi farti il culo quadro per raggiungere posizioni di livello umano (e spesso ingraziarti qualcuno), ma almeno ci sei.Io una preparazione universitaria, comunque, non la trascurerei.Un'altra via è sfruttare internet: conoscete persone, mettete su un piccolo team anche a distanza, producete qualcosa di low tech ma estremamente originale, roba che potreste vedere su Playstation store e Xbox live arcade.Secondo me puntare subito a EA o alle grandi è sbagliato: lì dentro, oltretutto, ci si diverte molto meno.
        • James scrive:
          Re: Alternative ai corsi serali?
          - Scritto da: chirone
          ...casomai la laurea che consiglierei è in
          informatica (o Ing. Informatica)
          :-)
          ...
          la laurea non interessa a nessuno (per fortuna!)Non è vero, la laurea in fisica è quella che viene vista meglio per la preparazione che fornisce. All'estero è quasi impossibile che ti prendano senza una laurea.Poi ovvio che negli annunci richiedono uno che ha già lavorato nel settore. Io di annunci dove richiedono gente senza laurea, senza esperienza e che non sappiano fare niente non li ho visti spesso.E' più facile trovare lavoro nel settore per una persona laureata, con delle forti esperienze di programmazione e che in seguito si è interessata allo sviluppo dei giochi.Neanche chi esce dalle scuole americane specializzate nello sviluppo di giochi. Cioè scuole costose (molto di più di questa dell'articolo) e con il numero chiuso poi trova un lavoro tanto facilmente.Leggiti questo articolo:I've literally heard that out of the mouths of art school faculty: Go get your bachelor's degree at a traditional university, then come back and apply to art school after you've learned a little more about the world.What I mean is this: If the only thing you've done is gone to game school, chances are small game developers will see your experience as being too limited for their line of work. Small game development studios need employees who can do a little bit of everything and whose experiences will bring new information and ideas to the table. They fear that game graduates -- especially those who went directly from high school to game school -- have little to no life experience and work experience, and are in essence a bit parochial.
          • James scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            oops ho dimenticato il link:http://www.gamecareerguide.com/features/420/ask_the_experts_the_advantages_.php
          • Federico Fasce scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            Come ho già scritto in precedenza, questo vale solo per i programmatori (e non sempre: ci sono programmatori che si presentano con del codice pronto che ne dimostri le capacità, ma ammetto che è più raro).Ma non sono i programmatori gli unici componenti di un team di sviluppo.Per i grafici di solito si valuta il portfolio.Per i designer è tutto più difficile. Le competenze di un game designer sono molto sottili e non esiste una scuola in grado di attestarle. Una laurea di tipo tecnico-scientifico, per esempio, lascerebbe scoperte le skill di scrittura e quelle creative. Una laurea in comunicazione o in lettere, di contro, non garantirebbe per una certa conoscenza (che serve) del mondo del codice, pur attestando capacità di scrittura e competenze in sociologia e scienze cognitive indispensabili per questo mestiere.Quindi di solito per i designer si va sul sicuro, chiedendo esperienze pregresse, che sono le uniche in grado di garantire la capacità. Facilmente per i designer funziona così: si scriptano dei livelli fatti bene per un gioco famoso, si portano come esempio e si entra come level designer. Si fa gavetta e si spera.
          • andrea di stefano scrive:
            Re: Alternative ai corsi serali?
            arrivo tardi sul post e per dire le stesse cose che dicevo nei commenti di questo post http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2288126Pero ecco, volevo dire che qualche formazione valida in game design esiste almeno qui in Francia dove studio...www.supinfogame.frwww.enjmin.frSono formazioni che si interessano al game design e non alla programmazione o alla grafica: game design puro, spesso cartaceo...I game developers francesi riconoscono ormai il valore di queste formazioni (ubisoft prima tra tutte, viene a prendere gli studenti direttamente alla fine degli studi), tant'è che spesso la gente che esce da queste due scuole è più competente degli autodidatti che lavorano nell'industria da un pezzo (soprattutto per quanto riguarda la gestione del team)...
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