Pillole di Gates-pensiero

William H. Gates III ammette i ritardi su Google e si spertica in lodi per iPod. E aggiunge: stiamo recuperando su tutti i fronti. Xbox? Per Sony è dura. Il futuro? Beneficenza a go-go

Stanford (USA) – iPod? Fantastico. Google? Più avanti di noi. YouTube e MySpace? Sopravvalutati. Sony? Avremo il suo scalpo. Così si potrebbero sintetizzare alcune delle dichiarazioni che Bill Gates, chairman Microsoft, ha voluto condividere con l’esperta audience dell’annuale TechNet Innovation Summit all’ Università di Stanford , cui ha voluto anche raccontare il suo impegno filantropico.

Secondo Gates il successo di Apple iPod è “fenomenale, incredibile, fantastico”. Ma ha avvertito che il “suo” Zune non vuole rimpiazzare l’iPod, semmai vuole proporre al pubblico un prodotto diverso, capace di nuove funzionalità, come quella che consente lo sharing dei contenuti tra utenti. Per il founder di Microsoft gli obiettivi su Zune sono “più modesti” di un attacco contro l’iPod in quanto “è un mercato in crescita… possiamo avvicinare alcuni dei nuovi utenti e alcuni di quelli che vogliono cambiare. Ciò che dobbiamo fare è rendere interessante il concetto, l’idea di condividere” (i contenuti, ndr.).

Da lì al “fronte console” il passo è breve: a suo dire, ormai Microsoft ha superato Sony grazie all’avvento di Xbox 360 con un anno di anticipo sull’imminente Playstation 3 della rivale. Pur ammettendo che il primo tentativo di Microsoft, con la Xbox, non è riuscito nei suoi obiettivi più ambiziosi, Gates ha spiegato che “noi abbiamo ciò che si ha nell’industria dei videogiochi, ossia la possibilità di riprovarci. Eccoci quindi con Xbox 360, che gioca con regole diverse”.

Il chairman Microsoft Ma la priorità per Microsoft, ha spiegato Gates, è di dimostrarsi più dinamica e capace di maggiore innovazione rispetto ai propri rivali: “Vogliamo essere il numero uno o, in alternativa, essere sulla strada di diventare numeri uno”. Tra gli avversari, naturalmente, il gigante Google , a cui Gates riconosce una forte capacità competitiva che si estende dai servizi al reclutamento di personale fino alle strategie.

“Sono un’azienda che produce software – ha dichiarato – e ne portano molto in rete. Ci sovrapponiamo moltissimo e questa sovrapposizione aumenterà nel tempo, il che non guasta”. A suo dire questo clima di forte concorrenza è “divertente” per l’una e l’altra società e, anzi, spinge l’innovazione. Gates ha ammesso che sul fronte del search Microsoft è quattro anni indietro rispetto a Google, un errore di strategia che risale ad anni addietro e che ancora condiziona la capacità di competere. Ma, ha avvertito, non è certo la prima volta che Microsoft soffre ritardi: è accaduto nei sistemi operativi di rete e nelle suite da ufficio, due settori nei quali combattendo con Novell e WordPerfect è uscita trionfante.

Il chairman Microsoft ha anche tirato le orecchie a chi vorrebbe mettere in piedi servizi come YouTube o MySpace : secondo Gates si tratta di piattaforme che fan parte di una bolla speculativa, che nasce dalla nozione “che il traffico Internet equivale a profitto. Al massimo il traffico – ha specificato – significa la possibilità di farci qualcosa”.

Ma Gates ha voluto anche soffermarsi sul proprio futuro e sulle attività filantropiche a cui dedicherà presto molto del suo tempo, come annunciato nei mesi scorsi . Ecco cosa ha detto. Nel suo intervento, stimolato dal fuoco di fila delle domande di un celebre presentatore televisivo americano, Charlie Rose, Gates ha sottolineato che focalizzarsi in futuro sulle attività filantropiche è un compito eccitante ma ha insistito sul fatto di sentirsi ancora molto attratto dalla “sua” Microsoft che si muove nel mondo della tecnologia. Ed anzi, ha sottolineato che gli mancherà lavorare in azienda come avviene oggi, sebbene comunque, dal 2008 in poi, si riservi di esservi presente part time.

Il suo ruolo sarà, come noto, quello di farsi promotore ulteriore della fondazione che porta anche il suo nome, la Bill and Melinda Gates Foundation , oggi l’ente benefico più ricco, il cui focus è e rimarrà il sostegno a progetti educativi e didattici e la lotta all’enorme problema della sanità nei paesi poveri.

“La maggiorparte delle persone nel Mondo – ha ricordato – vivono in paesi in via di sviluppo… e delle ultime 1.500 invenzioni moderne, solo 20 riguardano in qualche modo la maggioranza dell’umanità”. A suo dire, dunque, l’obiettivo è quello di una vera e propria rivoluzione nel nome della “salute del Mondo”, capace di cambiare le cose come fu per l’avvento dei microprocessori.

Quando questi videro la luce, ha spiegato, l’opportunità di costruirli era lì, ma c’è voluto qualcuno che raccogliesse i diversi pezzi, i molti elementi della tecnologia già disponibile, e desse loro vita. Allo stesso modo oggi c’è l’opportunità di colpire e distruggere vere e proprie piaghe del mondo povero, come la malaria.

In tutto questo, naturalmente, Gates non poteva dimenticare il suo amico Warren Buffet, l’arcimiliardario, secondo nel mondo per ricchezza solo allo stesso Gates, che ha deciso di mettere gran parte della propria fortuna nelle mani del chairman Microsoft per i suoi progetti filantropici. “Ci ha consentito – ha spiegato – di volare ancora più alto. Io devo assicurarmi che questo (i miliardi di Buffet, ndr.) siano restituiti al mondo in un certo modo, è una grossa sfida”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Condivido il no alla censura ma...
    ..mi sembra che non sia necessario sapere usare un mitra per capire che la guerra fa maleAnche se io credo che poi il gioco (vietato ai minori di 16) non sia la fine del mondo, spezzo una lancia verso quei personaggi pubblici che hanno a modo loro fatto una cosa giustama non bisogna imho denigrare il loro pensiero solo perchè non giocano con la playstation2, in fondo basterebbe osservare una partita a qualsiasi game per potersi fare un'opinione, senza per forza tenere il joypad in mano
    • Anonimo scrive:
      Re: Condivido il no alla censura ma...
      se i politici pensassero ai tanti problemi seri di questo paese sarebbe meglio, altro che videogame... :(
      • Anonimo scrive:
        Re: Condivido il no alla censura ma...
        La rete idrica italiana è in uno stato disastroso. Fa letteralmente acqua da tutte le parti, entra pulita ed esce sporca, vengono concesse deroghe permanenti sulla potabilità per immettervi più cloro perché le reti sono a rischio contaminazione. E cosa più grave: la popolazione non è avvertita sulle deroghe ai limiti di potabilità nonostante un decreto legislativo che lo impone. In Puglia manca l'acqua? Certo, il 60% di quella che entra si perde e quella che resta è potabile solo perché la legge lo permette ......................................
  • Anonimo scrive:
    ugualianza verso il basso
    Un discorso sensato sull'ugualianza è questo: la legge è uguale per tutti finché qualcuno non si fa diseguale facendo del male. (La costituzione e le leggi stabiliscono che cosa è male.) A questo punto dovrebbe scattare la pena per quella persona, punto. Invece che cosa succede in Italia? Succede che per prevenire quel reato diventa reato ogni comportamento che POTREBBE indurre a fare del male a qualcuno. In questo modo tutti vengono trattati come potenziali delinquenti e l'ugualianza è ristabilita al livello di chi ha commesso il primo reato. Invece quando chi commette un reato si fa diseguale perché sbaglia, tale disugualianza "autoimposta" dal reo dev'essere mantenuta sul piano legislativo, conservando i diritti (che sono privilegi solo rispetto ai rei) e non togliendo diritti a tutti a scopo preventivo. La tutela dell'ugualianza non deve trasformarsi in tutela di presunti minorati (potenziali rei). I potenziali rei (presunti minorati) per troppe leggi italiane sono uguali ai rei, e troppi italiani sono rei solo perché delle leggi preventive quanto stupide dicono che hanno violato i limiti imposti a noi tutti come una tutela di minorati. La legge è uguale per tutti, purché tutti non siano considerati potenziali rei (minorati)
  • tdimax scrive:
    Il punto è il commerciante
    L'unica cosa VERAMENTE LOGICA e intelligente che si può fare per tutelare i minori NON E' LA CENSURA.Bisogna IMPORRE al NEGOZIANTE di richiedere PER LEGGE un documento d'identità SE IL GIOCO HA DEI LIMITI DI ETA'.PUNTO E BASTA.Se questo viene fatto rispettare con SALATISSIME MULTE e, perchè no, se recidivo con il carcere, non sussisterebbe più il problema.
  • Anonimo scrive:
    La Costituzione non è considerata legge.
    In Italia la preminanza è data sempre alla legge occasionale anche quando la sua applicazione calpesta la legge fondamentale, ma la costituzione va rispettata, altrimenti a che serve cambiarla? In Italia si cerca di fare confusione tra le responsabilità di chi sbaglia con le libertà di chi non sbaglia, per limitare la libertà di tutti e far credere così di migliorare il paese. In Italia è assai diffusa la figura tipica dei paesi totalitari, quella del "delinquente innocente"
  • Anonimo scrive:
    guardate questo!
    http://www.youtube.com/watch?v=IPSyz5KVSiU :|
  • Anonimo scrive:
    La libertà di cui parlano i politici
    è un uccello che si lancia a capofitto con le ali tarpate, è un saltabeccare nel cortile, è simile al racconto di un vecchio rimbambito, simile all'ironia di un carcerato, allo sciopero di un ricoverato, come andare a teatro quando è finito lo spettacolo, come a una festa già finita, come farsi una sega pensando ad un inconfessabile anelito, è poter fare cose che gli spiriti romantici non avrebbero fatto nemmeno supplicati; questo parlare di libertà è simile all'annacquare un vaso rinsecchito, è simile allo sguinzagliare un cane morto, come salire su una macchina senza benzina, come sedersi a tavola quando il pranzo è finito, è un battibecco di polli da allevamento, l'osso sporco conteso tra due cani. Eufemisticamente: il canto del canarino che vuole tornare in gabbia.
  • Anonimo scrive:
    D'Alema
    proprio ieri durante un inerrogazione in Senato ha indicato la libertà di accedere a INTERNET tra i punti fondamentali su cui L'Occidente dovrà "incalzare" la Cina per porre fine all'embargo. Bene, speriamo che il governo si altrettanto sollecito nel "tallonare" il parlamento italiano, dove molti rappresentanti politici, adagiati sulla carta costituzionale fatta poltrona, sembrano ciechi e zoppi sulla via dei diritti civili costituzionali, tranne quando l'obiettivo sono voti in transito
    • Gatto Selvaggio scrive:
      D'Alema...
      e/o altri come lui, un giorno postulano un assoluto diritto quale "valore" dell'Occidente libero e democratico, un altro giorno accennano all'opportunità di limitarlo, senza accorgersi della contraddizione.I politici non hanno il senso della coerenza. Se ce l'avessero farebbero i logici, i matematici, gli scienziati, gli analisti... insomma, un qualche lavoro utile.Un gatto in vena di facile qualunquismo.
  • Anonimo scrive:
    Non condivido assolutamente
    Innanzi tutto leggo due articoli paralleli, uno che riguarda l'incapacita' pratico/teorica dell'utilizzo di un sistema informativo e l'altro un giudizio morale. Posso dire dire di essere d'accordo con la prima parte dell'articolo ma assolutamente no con la seconda. Non e' il caso di essere esperti informatici per giudicare la moralita' un videogioco, se cosi' fosse allora non ci sarebbe neanche nessun limite e gli informatici dovrebbero fare un altro mestiere (non ho mai sentito dire di parlamentari informatici....). In secondo luogo lei parte dal presupposto molto semplicistico che tutti abbiano presumibilmente un certo equilibrio mentale.... non dimentichi che in Italia circa il 40% delle persone ha problemi mentali, di cui il 23 con problemi psichici 'seri'. In televisione circoleranno una certa quantita' di immagini macabre e si affronteranno temi sul satanismo in termini di audience e marketing... apppunto... leviamo via una parte marcia dall'altra parte. E sia ben chiaro fra l'altro che Cogne NON E' DA EMULARE questo deve essere un messagio gridato a gran voce.
    • Anonimo scrive:
      Non condivido la non condivisione
      Nessuno sta chiedendo che i nostri parlamentari siano degli informatici, ma semplicemente che siano in grado di poter usufruire dei media che stanno giudicando, così come, se si trovassero a giudicare i contenuti di un film, mi aspetterei che lo abbiano per lo meno visto.Certo i minori vanno tutelati dai prodotti non adatti, ma, come già ampiamente ed esaustivamente detto, basterebbe che i nogozianti chiedessero la carta di identità agli acquirenti e soprattutto che i genitori facessero ciò che il loro ruolo impone.In ultimo, vorrei aggiungere che mi fa molto più paura la scure di un censore ignorante (cosa vorrà censurare la prossima volta?) che un mediocre videogioco giapponese.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non condivido la non condivisione

        In ultimo, vorrei aggiungere che mi fa molto più paura la scure di un censore ignorante (cosa vorrà censurare la prossima volta?)
        che un mediocre videogioco giapponese.Che sia un mediocre gioco giapponese e' una sua opinione, lei ragiona in termini di bit, la psicologia, per parlamentari e non e' espressa in diversi termini, in questo caso ull'attribuzione semantica significativa.Lei vuole farmi credere che una qualsiasi immagine sul monitor rappresenti la stessa cosa, le stesse sensazioni? Vuol dire cioe' che parliamo sempre di uno stesso piattume di bit, di pixel colorati, cioe' per lei vedereun'immagine del mare e una di un assasinio e'la stessa cosa? Spero per lei di no... Il discorso e' molto complesso e lungo probabilmente andrebbe affontato in sedi adeguate, la domanda da porsi e' :"Che cosa rappresenta questo gioco per lei (o anche per gli utenti)?", la risposta a questa domanda certo non e' delle piu' semplici, le assicuro che e' potesse ascoltare delle risposte rimarrebbe sicuramente a bocca aperta. A volte si trovano risposte alle domande anche in modo semplice con una altrettanto semplice associazione delle parole o frasi , secondo lei "ludico" e "sotterrare bambine" trova un'associazione plausibile? Se un giorno uscisse un gioco del tipo "stupra un bambino" sarebbe la stessa cosa? Eppure seppellire un bambino e' molto forte come significato semantico, forse a lei faranno effetto le parole tipo "pedopornografico" ma ce ne sono di altrettante della stessa forza caro signore...
        • S0ulr34ver scrive:
          Re: Non condivido la non condivisione
          Qui state parlando di cavoli e pere... Un conto è il significato di un'azione, di un'immagine o di un gioco... Un altro è l'opportunità del censurarlo o meno e, se lo si fa, della conoscenza che si ha della materia che si censura. Non significa che tutti i parlamentari debbano essere informatici o programmatori o sistemisti, significa avere la testa per approcciarsi ad argomenti nuovi e quel minimo di conoscenze necessarie per garantire una decisione giusta. Quanti, di coloro che parlano di Rule of Rose, ci hanno giocato realmente? Vogliamo "proteggere" i bambini? Mettiamo il gioco con il visto "Vietato ai minori" se proprio vogliamo farlo... e obblighiamo i negozianti a chiedere la carta d'identità al momento dell'acquisto...
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            - Scritto da: S0ulr34ver
            Qui state parlando di cavoli e pere... Un conto è
            il significato di un'azione, di un'immagine o di
            un gioco... Un altro è l'opportunità del
            censurarlo o meno e, se lo si fa, della
            conoscenza che si ha della materia che si
            censura. Non significa che tutti i parlamentari
            debbano essere informatici o programmatori o
            sistemisti, significa avere la testa per
            approcciarsi ad argomenti nuovi e quel minimo di
            conoscenze necessarie per garantire una decisione
            giusta. Quanti, di coloro che parlano di Rule of
            Rose, ci hanno giocato realmente? Vogliamo
            "proteggere" i bambini? Mettiamo il gioco con il
            visto "Vietato ai minori" se proprio vogliamo
            farlo... e obblighiamo i negozianti a chiedere la
            carta d'identità al momento
            dell'acquisto...Quoto. Proibire a chi abusa non è proibizionismo. Proibizionismo è proibire a chi non abusa e/o è in grado di non abusare..
        • scribble scrive:
          Re: Non condivido la non condivisione
          - Scritto da:

          In ultimo, vorrei aggiungere che mi fa molto
          più paura la scure di un censore ignorante (cosa
          vorrà censurare la prossima
          volta?)

          che un mediocre videogioco giapponese.
          Che sia un mediocre gioco giapponese e' una sua
          opinione, lei ragiona in termini di bit, la
          psicologia, per parlamentari e non e' espressa in
          diversi termini, in questo caso ull'attribuzione
          semantica
          significativa.
          Lei vuole farmi credere che una qualsiasi
          immagine sul monitor rappresenti la stessa cosa,
          le stesse sensazioni? Vuol dire cioe' che
          parliamo sempre di uno stesso piattume di bit, di
          pixel colorati, cioe' per lei
          vedere
          un'immagine del mare e una di un assasinio e'la
          stessa cosa? Spero per lei di no...temo che sia lei che non ha afferrato bene la questione dell'articolo: se censura deve essere (perché di questo si parla), perché viedogiochi sì e film (o libri, o giornali, o tv) no?Il discorso
          e' molto complesso e lungo probabilmente andrebbe
          affontato in sedi adeguate, la domanda da porsi
          e' :"Che cosa rappresenta questo gioco per lei (o
          anche per gli utenti)?", la risposta a questa
          domanda certo non e' delle piu' semplici, le
          assicuro che e' potesse ascoltare delle risposte
          rimarrebbe sicuramente a bocca aperta. A volte si
          trovano risposte alle domande anche in modo
          semplice con una altrettanto semplice
          associazione delle parole o frasi , secondo lei
          "ludico" e "sotterrare bambine" trova
          un'associazione plausibile? Se un giorno uscisse
          un gioco del tipo "stupra un bambino" sarebbe la
          stessa cosa? Eppure seppellire un bambino e'
          molto forte come significato semantico, forse a
          lei faranno effetto le parole tipo
          "pedopornografico" ma ce ne sono di altrettante
          della stessa forza
          caro
          signore...Quindi lei è uno di quelli che brucerebbe Arancia Meccanica? O molto semplicemente lo venderebbe "vietato ai minori", come di fatto è?Nel succitato capolavoro di Kubrick, le ricordo che Alex è un eroe (semanticamente e strutturalmente parlando), quindi l'associazione eroe-violenza o l'associazione eroe-omicidio gratuito è un'associazione plausibile?
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione

            temo che sia lei che non ha afferrato bene la
            questione dell'articolo: se censura deve essere
            (perché di questo si parla), perché viedogiochi
            sì e film (o libri, o giornali, o tv) no?Primo io non ho detto che non ha afferrato, ma ho detto che e' una sua opinione personale ( come per altro lo sono le mie, nessuno e' la verita' assoluta)Secondo non sarei io a dover risponderle perche non io ho proposto di censuare, in ogni caso potrei dirle benissimo che mentre in un film ( un libro poi...) si vive una sensazione passiva in un video gioco e' piuttosto attiva ( sono io che seppellisco la bambina) il che spazia nettamente i due casi, quasi agli antipodi direi, nemmeno paragonabili.
            Quindi lei è uno di quelli che brucerebbe
            Arancia Meccanica? O molto semplicemente lo
            venderebbe "vietato ai minori", come di fatto
            è?Non credo proprio... le ho gia' risposto sopra
            Nel succitato capolavoro di Kubrick, le ricordo
            che Alex è un eroeCOSSAAA??? Ma da parte di chi?? Di due pirloni che confondono realta' con immaginazione? Film che peraltro ho visto, e che rappresenta semmai uno psicopatico con una certa quantita' di problemi (e giusto una decina di malattie mentali) che assume stupefacenti( tipo latte + ). Se per lei e' un eroe... o lo e' per la critica cinematografica non e' detto certo che lo sia, per me e' un caso patologico clinico...
          • scribble scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            - Scritto da:

            temo che sia lei che non ha afferrato bene la

            questione dell'articolo: se censura deve essere

            (perché di questo si parla), perché viedogiochi

            sì e film (o libri, o giornali, o tv)
            no?

            Primo io non ho detto che non ha afferrato, ma ho
            detto che e' una sua opinione personale ( come
            per altro lo sono le mie, nessuno e' la verita'
            assoluta)
            Secondo non sarei io a dover risponderle perche
            non io ho proposto di censuare, in ogni caso
            potrei dirle benissimo che mentre in un film ( un
            libro poi...) si vive una sensazione passiva in
            un video gioco e' piuttosto attiva ( sono io che
            seppellisco la bambina) il che spazia nettamente
            i due casi, quasi agli antipodi direi, nemmeno
            paragonabili.
            Forse è peggio: se sono "io" a seppellirla può essere considerato un processo catartico. Se continuo a vedere che gli altri fanno violenza, posso entrare nella terribile spirale "tutti sono violenti" ed arrivare al "la violenza è bella"

            Quindi lei è uno di quelli che brucerebbe

            Arancia Meccanica? O molto semplicemente lo

            venderebbe "vietato ai minori", come di fatto

            è?

            Non credo proprio... le ho gia' risposto sopra


            Nel succitato capolavoro di Kubrick, le ricordo

            che Alex è un
            eroe

            COSSAAA??? Ma da parte di chi?? Di due pirloni
            che confondono realta' con immaginazione? Film
            che peraltro ho visto, e che rappresenta semmai
            uno psicopatico con una certa quantita' di
            problemi (e giusto una decina di malattie
            mentali) che assume stupefacenti( tipo latte + ).
            Se per lei e' un eroe... o lo e' per la critica
            cinematografica non e' detto certo che lo sia,
            per me e' un caso patologico
            clinico...Guardi che i termini narrativi di una scrittura non sono soggettivi, non sono un parere: Alex è l'eroe, narrativamente parlando, di Clockwork Orange. Non ci piove. La figura dell'eroe non è per forza una figura "positiva", anche perché nell'arte il giudizio morale è e deve rimanere sospeso.E proprio qui sta il punto.Purtroppo non si riesce ad accettare il videogioco come forma d'arte, o almeno come forma espressiva, su cui quindi il giudizio DEVE rimanere sospeso. Posto che alcuni videogiochi DEBBANO essere vietati ai minori e il divieto debba essere rispettato.Insomma: se mi posso leggere le "120 giornate di Sodoma" del maestro De Sade, devo poter essere anche libero di giocare a qualsiasi videogioco.Ivi compreso quello schifo di horror giapponese.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            - Scritto da: scribble
            Forse è peggio: se sono "io" a seppellirla può
            essere considerato un processo catartico. Se
            continuo a vedere che gli altri fanno violenza,
            posso entrare nella terribile spirale "tutti sono
            violenti" ed arrivare al "la violenza è
            bella"Si vabbe' se' e' per quello puo' anche evocarmi anche la colozione mattutina con il latte, o le parruche di mia madre(il tutto dipende dal mio equilibrio mentale), non che sia escluso il suo caso per carita'... ma sappia che scientificamente la percezione e' completamente diversa da un video gioco (questo su basi scientifiche)
            Guardi che i termini narrativi di una scrittura
            non sono soggettivi, non sono un parere: Alex è
            l'eroe, narrativamente parlando, di Clockwork
            Orange. Non ci piove. La figura dell'eroe non è
            per forza una figura "positiva"Si beh adesso i termini narrativi, lo chiami come vuole insomma... la risposta era : no non e' un'asssociazione semantica plausibile
            videogioco come forma d'arte, o almeno come forma
            espressiva, su cui quindi il giudizio DEVE
            rimanere sospeso.DEVE? Ahah... questa poi...YAH-VUL! E ce l'ha con la censura??? Ma questa e' una delle possibili interpretazioni, quella dell'arte, per me potrebbe non essere arte ad esempio. Gia' gli artisti stessi a volte non riconosco "l'arte" di un altro.
            Insomma: se mi posso leggere le "120 giornate di
            Sodoma" del maestro De Sade, devo poter essere
            anche libero di giocare a qualsiasi
            videogioco.Ahah, e magari anche avere diritto al posto in prima file e ad uno sgravo fiscale... ma sono cose completamente diverse... non riguardano i diritti ( non voglio offenderla sia ben chiaro, rispetto la sua opinione, solo che dissento pienamente)
          • scribble scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Sa come curano le vertigini? Con un processo di catarsi attraverso la realtà virtuale. Fare una cosa "per finta" può evitare di farla "per davvero". Si è mai chiesto perché in Giappone, pur essendoci anime e manga dove ragazzine implumi fanno sesso, c'è meno pedofilia che in occidente?Vede, Signor Anonimo, è proprio su queste cose che il mondo occidentale si sta ingolfando. Parto dal suo primo post: 40% e 23%. Sa perché in oriente no n esiste la psicanalisi? Le dico un segreto: il concetto di "normalità" su cui si basa la psicanalisi, in oriente non esiste. Non c'è un 60% normale e un 40% no. La normalità è un paradigma. Una scelta a priori su una base scelta a priori. Se uno parla con Padre Pio è un miracolo, se uno parla con Jim Morrison è pazzo. Scelte a priori. Che portano all'aberrante concetto giuridico dell'"incapacità di intendere e di volere" che fa si che il sig. Chiatti fra poco sia zonzo.Lasciate che l'uomo si esprima come meglio crede e create delle leggi che preservino una società giusta, dove un uomo non possa nuocere ad un altro uomo. Non tarpate le ali.Lasciate la libertà anche a chi, come me, vuole sempre fare quello che si sente e vuole essere sempre libero di esprimersi. Senza costringermi ad andare via, come invece ho dovuto fare, dal vostro paese. Alla ricerca di un luogo dove il normale non esiste, dove esiste solo il diverso, perché tutti lo siamo."Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte a esso, amareggiati dalla sua indifferenza alle sofferenze individuali ( di uomini, animali, e forse piante, perché chi ci dà la certezza che le piante siano esenti dalla sofferenza?), qualunque cosa noi pensiamo dei suoi spazi trapassati dalle radiazioni delle stelle, stelle intorno a cui si sono già cominciati a scoprire pianeti ( già morti? Ancora morti?), qualunque cosa pensiamo di questo smisurato teatro, per cui abbiamo sì il biglietto d'ingresso, ma con una validità ridicolmente breve, limitata dalle due date categoriche, qualunque cosa ancora noi pensassimo di questo mondo esso è stupefacente.Ma nella definizione stupefacente si cela una sorta di tranello logico. Dopotutto ci stupisce ciò che si discosta da una qualche norma nota e generalmente accettata, da una qualche ovvietà a cui siamo abituati. Ebbene, un simile mondo ovvio non esiste affatto. Il nostro stupore esiste per se stesso e non deriva da nessun paragone con alcunché."(W. Szymborksa, discorso al conferimento del premio Nobel)
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Beato lei che ha cosi' tante certezze....Siamo punto da capo... Come si curano le vertigini ??? In mille modi diversi,si arriva persino a volte ad una terapia d'urto diretta. Meno pedofilia che inoccidente?? magari il triplo di perversione e poi io ho visto nel Laosvendere i bambini sulla strada, faccia lei.... Non esiste la psicanalisi?? Ci sonopure i cristiani in oriente.
            Fare una cosa "per finta" può evitare di farla "per davvero"Ha detto bene PUO' non FA, magari nel suo caso (come magari no) ma in un altro puo' essere devastante. Ma poidi che simulazione sta parlando mi scusi? percezione sensoriale attiva/passiva, reiterata, sequenziale,continua, con una terapia in atto, con una qualche sostanza farmacologica?? Di che diamine sta parlando lei? Per lei nella scienza e' sempre tutto uguale???Le vuole ribattere a tutti i costi su argomenti scientifici che nemmeno lontamente conosce e addirittura ne fa una certezza
            Se uno parla con Padre Pio è un miracoloMa chi lo dice questo??? La chiesa, che peraltro non e' nemmeno piu' religione di stato, come la bestemmia non e' piu' reato. La scienza e' sempre stata all'opposto e' proprio la scienza a dubitare enormente di miracoli, santi, visioni ecc.. proprio la scienza ce l'ha a morte su questi punti dalla notte dei tempi. Lei sta fondendo troppi discorsi insieme completamente scostatiVede Dott. Scribble ( che non dice nulla di piu' di un anonimo, scribble potrebbe essere mia nonna o l'amante di colore mia moglie...) e' superfluo dire che la vediamo da punti divista diversi, nulla di anormale in questo, il discorso e' pero' che non si sta parlando di me e di lei ma della comunita'. Lei arriva a negare presupposti scientifici e teorie scientifiche per dare credito a pensieri filosofico-letterari, faccia pure... nessuno glielo vieta ( a meno che sia lesivo per la comunita', altro punto fondamentale ).Lei si illude comunque di avere il pieno controllo della sua mente, di poter addirittura controllare le emozioni, ma si ricordi checi sono notevoli spazi trascendenti e il cervello potrebbe anche fare delle associazioni semantiche che lei nemmeno immagina altro chesubliminale, la testa bisogna trattarla bene. Secondo lei uno psicopatico, un serial killer lo e' per scelta? Cioe' si alza la matttina e dice:"Ecco oggi sono psicopatico". Fra l'altro proprio in una certa classe di omicidi e' diffusa la simulazione, cioe' prima di uccidere lo hanno gia' fatto mille volte nellaloro mente o simulato nella realta' con oggetti, il che invalida completamente le sue ipotesi. Ma poi, senza andare troppo lontani, lei non ha mai sentito parlare di paure psicologiche,dipendenze psicologiche e via dicendo, cioe' cose che non sono da attribuire a una realta' tangibile ma a costrutti puramente mentali? Senza parlare poi delle tecniche persuasive occulte, ma non hamai sentito parlare degli esperimenti pubblicitari americani di qualche decennio fa' (sulle quali la scienza certo cerca didistinguere bene, per carita' e che puo' anche discordare, vero anche questo). Ma dove vive fra le pagine dei suoi libri?Con questo penso di avere esaurito le parole, non si offenda ma penso che il discorso sia piu' che saturo e che quindi, non per maleducazione, non rispondero'a sue eventuali risposte. Naturalmente le leggero'. Si ricordi Dr. Scribble, purtroppo il suo cervello potrebbe essere piu' furbo di lei. Saluti e buona fortuna
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Scusate se mi intrometto vorrei rispondere al signor Anonimo...

            Fare una cosa "per finta" può evitare di farla
            "per
            davvero"

            Ha detto bene PUO' non FA, magari nel suo caso
            (come magari no) ma in un altro puo' essere
            devastante. Ma
            poi
            di che simulazione sta parlando mi scusi?
            percezione sensoriale attiva/passiva, reiterata,
            sequenziale,
            continua, con una terapia in atto, con una
            qualche sostanza farmacologica?? Di che diamine
            sta parlando lei? Di che cosa sta parlando LEI! Se magari evita di usare termini tecnici possiamo capire quello che scrive! Spieghi brevemente che cosa intende tra questi tipi di percezione e le rispondo. Non si nasconda dietro le parole. Please.Per lei nella scienza e' sempre
            tutto
            uguale???
            Le vuole ribattere a tutti i costi su argomenti
            scientifici che nemmeno lontamente conosce e
            addirittura ne fa una
            certezzaQuesto non vuol dire nulla. La scienza non è necessariamente conoscenza.
            la vediamo da punti
            di
            vista diversi, nulla di anormale in questo, il
            discorso e' pero' che non si sta parlando di me e
            di lei ma della comunita'. Lei arriva a negare
            presupposti scientifici e teorie scientifiche per
            dare credito a pensieri filosofico-letterari,La sua è un'affermazione gratuita.
            ).
            Lei si illude comunque di avere il pieno
            controllo della sua mente, di poter addirittura
            controllare le emozioni, ma si ricordi
            che
            ci sono notevoli spazi trascendenti e il cervello
            potrebbe anche fare delle associazioni semantiche
            che lei nemmeno immagina altro
            che
            subliminale, la testa bisogna trattarla bene.E' risaputo. E allora?
            Secondo lei uno psicopatico, un serial killer lo
            e' per scelta? Cioe' si alza la matttina e
            dice:"Ecco oggi sono psicopatico". Fra l'altro
            proprio in una certa classe di omicidi e' diffusa
            la simulazione, cioe' prima di uccidere lo hanno
            gia' fatto mille volte
            nella
            loro mente o simulato nella realta' con oggetti,
            il che invalida completamente le sue ipotesi.Non invalida nulla. Infatti non può negare che qualcuno possa simulare e liberarsi da una tensione. E se può, lo faccia. Citi almeno gli studi.Ma
            poi, senza andare troppo lontani, lei non ha mai
            sentito parlare di paure psicologiche,dipendenze
            psicologiche e via dicendo, cioe' cose che non
            sono da attribuire a una realta' tangibile ma a
            costrutti puramente mentali? Senza parlare poi
            delle tecniche persuasive occulte, ma non
            ha
            mai sentito parlare degli esperimenti
            pubblicitari americani di qualche decennio fa'
            (sulle quali la scienza certo cerca didistinguere
            bene, per carita' e che puo' anche discordare,
            vero anche questo). Ma dove vive fra le pagine
            dei suoi
            libri?
            Sono cose risapute ma non dicono nulla sulla presunta uniformità del comportamenti individuali...
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Se si parla di tecnica non si possono usare termini non tecnici. Mi scusi guardi, ma come dicevo a scribble, io considero il thread chiuso, non ho nulla da aggiungere. Sottolineo comunque che ho semplicemente espresso il mio parere personale che ovviamente puo' valere e non valere, e che quindi non fa parte delle sacre scritture. E' stato un piacere interloquirecon voi anche se devo dire che rimango stupito poi che l'Italia sia giudicato un paese con le catene... I manicomi sono chiusi da una vita e un malato mentale potrebbe anche non sottoporsi a trattamenti di salute mentale a parte il TSO. Qui in Italia ognuno fa quello che diavolo gli pare la censura e' inesistente fra l'altro (nota per caso molti titoli di film censurati ?), le leggi se esistono non sono nemmeno applicate, inutile dire che non si pagano nemmeno le tasse,che dire del controllo dell'esercizio di certe professioni ( finti medici, dentisti, ecc..) delle "pene" inflitte a chi delinque, i criminali sono tutti fuori con l'indulto hanno pure alzato il possesso della dose personale, il paese con piu' partiti, con piu' invalidi,ecc ecc ecc. L'Italia non manca certo di liberta', questo no. Poi le opinioni personali sulla vivibilita' valgono quello che valgono, ognuno ha le sue, ma questo in ogni luogo comunque. Ognuno fa solo quello che vuole, non ho parole... se penso all'estero all'impatto gia' con la polizia francese.. Uuuhhhh che dire poidell'oriente e dire che ho detto Laos, se penso alla Tailandia..... uuuhhh e quello che mi raccontava la moglie tailandese di un amico... no comment,altro che liberta'... E' tardi la saluto, auguro anche a lei buona fortuna.saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            - Scritto da:
            Se si parla di tecnica non si possono usare
            termini non tecnici. Tutto può essere tradotto in linguaggio comune anche la matematica, che ha le stesse strutture logiche del linguaggio. Quindi accetto se mi dice che è difficile da spiegare, ma non che sia impossibile. In genere chi usa i termini tecnici con i non addetti ai lavori o è ignorante o cerca di esercitare un potere
            in Italia ognuno fa quello che diavolo gli pareLei non sa quello che dice. Ma inutile che le spieghi. I discorsi la stancano.
            la censura e' inesistente fra l'altro (nota per
            caso molti titoli di film censurati ?), le leggi
            se esistono non sono nemmeno applicate, inutile
            dire che non si pagano nemmeno le
            tasse,
            che dire del controllo dell'esercizio di certe
            professioni ( finti medici, dentisti, ecc..)
            delle "pene" inflitte a chi delinque, i criminali
            sono tutti fuori con l'indulto hanno pure alzato
            il possesso della dose personale, il paese con
            piu' partiti, con piu' invalidi,ecc ecc ecc.
            L'Italia non manca certo di liberta', questo no.La invito a leggersi il thread "ugualianza verso il basso", sull'indice di questa notizia...
          • scribble scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Vede, signor Anonimo, io rispetto il suo punto di vista sulla psicologia, ma la prego di rispettare anche il mio: non è una scienza. Parte dall'assurdo presupposto di indagare razionalmente ciò che razionale non è. E le dico un segreto, si avvicini al monitor che glielo sussurro: siamo in tanti a pensarla così. Esimi studiosi, anche psicologi che si sono aresi all'evidenza dei fatti. Vuole un'accurata bibliografia? Gliela fornisco, con piacere.Ed è proprio perché non controllo (e non voglio che nessuno controlli!) la mia mente che faccio fieramente parte di quel suo 23%. Ma non faccio male a nessuno.E proprio perché non ho verita che mi preoccupa la sua voglia di censura: un mio Maestro mi diceva "ricordati sempre che la Verità la lasciamo ai preti e ai filosofi, noi ci occupiamo dei dubbi". Io voglio occuparmi dei dubbi e voglio essere libero di farlo: un videogioco, un film, un romanzo o una poesia non fa differenza. Sono mie modalità espressive.Ma lei in Laos c'è mai stato? Io sì, a febbraio. Nessun bambino venduto da nessuna parte. Meno prostituzione che in Italia, può scommetterci. E un popolo che ride e che sa ascoltare. SENZA GIUDICARE MAI.Il clima da caccia alle streghe che c'è nel vostro (ormai) paese, mi terrorizza.E allora, per non rischiare di fare la fine di Dino Campana, preferisco fuggire. Dalle vostre catene, mio signor anonimo.E allora preferisco vivere senza patria, da esule, alla ricerca di una Terra Promessa.Ma LIBERO.Un saluto,Marco Tizzi
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Gli sparatutto esistono da quando esistono i videogiochi, perché adesso ci si mette a parlare di violenza?
          • S0ulr34ver scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Veramente la bambina che viene seppellita è la protagonista (se non sbaglio), quindi la sepoltura è subita... Ma questa è una precisazione del tutto indifferente ^_^Comunque... Quello che volevo chiedere è: qual e è la differenza tra Rule Of Rose e Doom? Oppure Tra Carmageddon (la versione Italiana con gli Zombi) e quella internazionale o con GTA?Di Doom non si parla più, eppure passi tutto il tempo a massacrare con armi più o meno potenti. In Carmageddon italiano dovevi investire gli Zombi (capirai la differenza (rotfl))eppure come per Doom non ci sono più problemi...Ho 26 anni e sono come moltissimi cresciuto con Kenshiro, ecc... E guardare un cartone animato sarà un ruolo passivo, ma l'emulazione degli atteggiamenti (non menavo ma facevo finta di incacchiarmi come lui) scattavano senza problemi... E non riterrei un problema farlo vedere a mio figlio, anhe se cercherei di fargli capire bene la (solita) differenza tra realtà e finzione. Ma sono IO come genitore che devo farlo. Non la TV o lo stato. Perché sono IO che ho messo al mondo mio figlio (ok lo metterà al mondo mia moglie, tralasciamo ^_^) e sono IO che devo curarmi maggiormente della sua educazione.Abbiamo i visti che limitano la fruizione dei prodotti in base all'età... allora usiamoli, per dio, e facciamo in modo che vengano usati realmente. Per proibire tanto per farlo o senza uan ragione di fondo ben precisa (che vada al di la del moralismo bigotto di alcune categorie di persone) tanto vale non trasmettere più nulla se non un testo scorrevole cone le notizie ed uno speaker che le legga con voce fuori campo (per limitare l'esempio alla TV).
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            - Scritto da: S0ulr34ver
            Comunque... Quello che volevo chiedere è: qual e
            è la differenza tra Rule Of Rose e Doom? Oppure
            Tra Carmageddon (la versione Italiana con gli
            Zombi) e quella internazionale o con
            GTA?
            Non conosco tutti i giochi da lei elencati, ma se comunque si tratta di sparare al nemico o all' invasore, o all'uomo nero, al morto vivente, Zombie , ecc... per quanto sia cruento ha un significato decisamente diverso, anche perche' suppongo che si venga uccisi diversamente.
            Ho 26 anni e sono come moltissimi cresciuto con
            Kenshiro, ecc... E guardare un cartone animato
            sarà un ruolo passivo, ma l'emulazione degli
            atteggiamenti (non menavo ma facevo finta di
            incacchiarmi come lui) scattavano senza
            problemi... Appunto, spero che lei stia parlando di quando era bambino e che quindi non ha/avrebbe dovuto vedere film violenti, a parte i cartoon, visto la debole eta'. Se lei pensa che un videogioco con una bambina seppellita avrebbe giovato alla sua sanita' mentale...
            Ma sono IO come genitore che devo
            farlo. Non la TV o lo stato. Perché sono IO che
            ho messo al mondo mio figlioProprio non direi... si rispettano le leggi dello stato, questo non le da diritto ad esempio a decidere cosa sia o non sia censurabile. Questo anche perche' e' decisamente un'impresa ardua, che andrebbe fatta da un team di seri psicologi,psichiatri,sociologi, logopedisti, ecc..... che dovrebbero saperne molto piu' di lei. Un figlio non e' una proprieta'
            Per proibire tanto per farlo o senza
            uan ragione di fondo ben precisa (che vada al di
            la del moralismo bigotto di alcune categorie di
            persone) Capisco quindi la censura, anche ai maggiorenni, e' sempre sbagliata, allora come dicevo qualche post addietro, faccio un bel gioco pedoporno, perche' no.....
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione

            Non conosco tutti i giochi da lei elencati, ma se
            comunque si tratta di sparare al nemico o all'
            invasore, o all'uomo nero, al morto vivente,
            Zombie , ecc... per quanto sia cruento ha un
            significato decisamente diverso, anche perche'
            suppongo che si venga uccisi
            diversamente.Sono d'accordo che la scena si presenti in un modo diverso, però per tutti alla base c'è la giustificazione della violenza al fine di fare più punti (e nella versione internazionale di Carmageddon c'erano persone vere, la vecchina, il pedone normale, la mamma con il passeggino).
            Appunto, spero che lei stia parlando di quando
            era bambino e che quindi non ha/avrebbe dovuto
            vedere film violenti, a parte i cartoon, visto la
            debole eta'. Se lei pensa che un videogioco con
            una bambina seppellita avrebbe giovato alla sua
            sanita'
            mentale...Stiamo discutendo sul fatto che avrebbe potuto danneggiare la mia sanità mentale, non se avrebbe potuto giovarmi. Probabilmente mi avrebbe impaurito e non ci avrei più giocato, semplicemente.
            Proprio non direi... si rispettano le leggi dello
            stato, questo non le da diritto ad esempio a
            decidere cosa sia o non sia censurabile. Questo
            anche perche' e' decisamente un'impresa ardua,
            che andrebbe fatta da un team di seri
            psicologi,psichiatri,sociologi, logopedisti,
            ecc..... che dovrebbero saperne molto piu' di
            lei. Un figlio non e' una
            proprieta'Lo so che un figlio non è una proprietà. Non mi sono espresso correttamente. Però resta il fatto che sono IO il genitore di mio figlio, ed è da me che deve partire la sua educazione ed in ogni caso sono io il responsabile (fino alla maggiore età legalmente, ma in realtà per tutta la vita direi ^_^). A meno di problematiche di salute o impedimenti psico-fisici, secondo me un genitore non può delegare (e addossare) ad altri la responsabilità del proprio figlio. Per esempio se notassi che quando si taglia ha orrore del sangue, anche a 15 anni non gli farei vedere (se poi riesce a guardarlo per i cavoli suoi non ci posso fare niente) "Profondo Rosso" e se è in programmazione, pur volendo vederlo io, non lo guardo perché non voglio che si impressioni. Di certo non scrivo al MOIGE e a Italia 1 (sempre per esempio) per fare in modo che non venga trasmesso ^_^
            Capisco quindi la censura, anche ai maggiorenni,
            e' sempre sbagliata, allora come dicevo qualche
            post addietro, faccio un bel gioco pedoporno,
            perche'
            no.....Mi scusi ma non ha capito invece, probabilmente non mi sono spiegato bene se questo è l'unico significato che traspare dal mio messaggio. La censura moralista che non cerca di comprendere ciò che deve censurare è SEMPRE sbagliata. Come se non capendo nulla della rete volessi dire che tutti i siti non italiani non possono essere visitati. Senza contare che il server che gestisce il mio blog o forum potrebbe essere negli USA, per esempio. Se nei manga ci sono donne in abiti discinti (che sembrano molto giovani) prima di gridare all'incitamento della pedofilia bisognerebbe leggerli e comprendere che probabilmente (sicuramente) in Giappone quei fumetti sono destinati ad un pubblico attorno ai 18 anni e che se qui li vendiamo anche ai bambini di 10 anni, il problema è nostro non del fumetto in sé. Del videogioco pedoporno dico solo questo. Il porno può essere visionato solo dai maggiorenni e devono essere maggiorenni coloro che recitano, quindi il problema non si pone... Se l'età legale sarà abbassata a 16 anni (ipoteticamente parlando), pur non condividendo personalmente la cosa, il tutto si abbassa di conseguenza.
          • S0ulr34ver scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione
            Il messaggio precedente è mio... non mi sono loggato ^_^-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 novembre 2006 17.17-----------------------------------------------------------
          • Anonimo scrive:
            Re: Non condivido la non condivisione

            Sono d'accordo che la scena si presenti in un
            modo diverso, però per tutti alla base c'è la
            giustificazione della violenza al fine di fare
            più punti (e nella versione internazionale di
            Carmageddon c'erano persone vere, la vecchina, il
            pedone normale, la mamma con il
            passeggino).
            Non e' solo la questione della scena il discorso e' che sparare ad un nemico per sopravvere in gioco e' diverso da colpire innnocenti. Se poi lei mi dice che si parla anche di persone inermi in altri questo assume un significato completamente differente, sul quale naturalmente dissento
            Stiamo discutendo sul fatto che avrebbe potuto
            danneggiare la mia sanità mentale, non se avrebbe
            potuto giovarmi. Probabilmente mi avrebbe
            impaurito e non ci avrei più giocato,
            semplicemente.potrebbe essere certo, si presuppone pero' che lei abbia una certa sanita' mentale, una certa maturita' maturata anche negli anni, non per tutti e' cosi', affatto. Questo non aiuta le persone labili, inutile dire che i bambini sono tutti un po' labili e che anzi a volte la paura viene vista come una sfida da superare anche a detta dei genitori. Coltivare comportamenti psicotici e turpe mentali ritengo sia proprio una delle prime cose da evitare. Il discorso comunque, le sembrera' strano, ma puo' essere benissimo esteso anche agli adulti
            Lo so che un figlio non è una proprietà. Non mi
            sono espresso correttamente. Però resta il fatto
            che sono IO il genitore di mio figlio, ed è da me
            che deve partire la sua educazione ed in ogni
            caso sono io il responsabile (fino alla maggiore
            età legalmente, ma in realtà per tutta la vita
            direi ^_^). A meno di problematiche di salute o
            impedimenti psico-fisici, secondo me un genitore
            non può delegare (e addossare) ad altri la
            responsabilità del proprio figlio. Sono d'accordo, ma lei ignora il fatto che purtroppo anche volendo, anche essendo un ottimo genitore non si hanno delle competenze necessarie per valutare un certo impatto sulla mente di un bambino o su di un essere umano, non si tratta di delegare. Per questo dovrebbe esserci una commissione seria che si prende la briga e responsabilita' di farlo. Penso inoltre che lei ignori il fatto che molte emozioni trascendono dal controllo della persona, non sono controllabili, questo e' anche un punto fondamentale del discorso insieme anche al disordine della somatizzazione e della attivita'/passivita' sensitiva. Oltre chiaramente all'"assorbimento" della sensazione.
            Mi scusi ma non ha capito invece, probabilmente
            non mi sono spiegato bene se questo è l'unico
            significato che traspare dal mio messaggio. La
            censura moralista che non cerca di comprendere
            ciò che deve censurare è SEMPRE sbagliata. Mi scusi lei, si non avevo appreso il discorso.Sono di nuovo d'accordo, come tutte le professioni c'e' chi lavora coi piedi, pero' non credo sia questo il caso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non condivido assolutamente
      Giustissimo. I propongo anche di abolire il fetish.NO AL FETISH!NO AL FETISH!NO AL FETISH!
      • scribble scrive:
        Re: Non condivido assolutamente
        - Scritto da:
        Giustissimo. I propongo anche di abolire il
        fetish.

        NO AL FETISH!
        NO AL FETISH!
        NO AL FETISH!Oh, calma calma: io purtroppo per i videogiochi non ho più tempo, ma per il fetish sì.Non lanciare certe idee che diventano legge che nemmeno te ne accorgi!
  • Anonimo scrive:
    Condivido in pieno
    L' ignoranza totale nel paese degli ITALIOTI è ormai pressochè immensa.Qualunque idiota sia pur con investitura più o meno popolare si sente in diritto di prendere per mano il gregge e portarlo alla da lui indicata"salvezza".E giù con tavole rotende di "esperti" nullafacenti, e giù con converticole dell' una o dell' altra lobbies, e via di questo passo.Peccato che questo gregge non arriverà mai alla "salvezza", ma nel recinto sempre più controllato della riduzione dei diritti e delle libertà individuali.Del resto basta accendere la TV in qualsiasi momento del giorno nell' arco delle 24 h per rendersi conto delle bassezze e porcherie che propinano al target dei beoti poltronari; dalle pubblicità che sfruttano bimbetti figli di Big Jim e della Barbie, ai reality, ai quizzaroli da bisca, ai programmi di vario intrattenimento da fronte del porto, alle risse studiate a tavolino.
    • Anonimo scrive:
      Re: Condivido in pieno
      Condivido anch'io il post di Calamari, alla fine i veri problemi, quelli che davvero arrecano danno alla gente, vengono lasciati correre o si risolvono in modo marginale, pero' quando c'e' qualche paladino (cretino) della moralita' che fa una levata di scudi contro i "cattivi" della rete, ecco che si scatena la bagarre, e politicanti piu' o meno incapaci e per nulla colti in materia decidono di affrontare a muso duro la tematica.Ovviamente facendo meste figure di me**a (menta) e palesando la loro ignoranza.
      • Anonimo scrive:
        Re: Condivido in pieno
        Per quel che puo' servire, non avrei saputo scrivere meglio: completamente d'accordo con Marco Calamari.
    • Anonimo scrive:
      Re: Condivido in pieno
      Purtroppo hai pienamente ragione, il fondo l'abbiamo già ampiamente raschiato, adesso stiamo scavando....Pienamente d'accordo con l'articolo, vai così Calamaro!
    • Anonimo scrive:
      Re: Condivido in pieno
      dovrebbero pensare a tante cose serie, e invece pensano ai videogame! povera italia... :(
Chiudi i commenti