Pirateria: BSA scatenata ovunque

La Business Software Alliance chiede ai pirati del software danni per oltre 6 milioni di dollari. Con azioni in Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente, Sudafrica e America Latina. Il caso Italia
La Business Software Alliance chiede ai pirati del software danni per oltre 6 milioni di dollari. Con azioni in Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente, Sudafrica e America Latina. Il caso Italia


Milano – L’alleanza dei produttori di software proprietario, la Business Software Alliance, continua a menare fendenti alla pirateria informatica in tutto il mondo. La BSA ha rilasciato un comunicato stampa in cui afferma di aver ottenuto complessivamente 6,2 milioni di dollari di compensazione dalle centinaia di procedimenti giudiziari nel mondo a carico di “pirati”. Una cifra risibile se si considera i molti miliardi di dollari che vale il business del software non-open source.

Nella nota diffusa dalla BSA si parla di una iniziativa globale antipirateria denominata “Sweeps Week”. Una campagna tesa, secondo quanto affermato dal comunicato, anche a sottolineare la crescente collaborazione delle autorità locali dei singoli paesi nella lotta antipirateria.

Per l’Italia, “secondo il rapporto della Guardia di Finanza, nel 2000 sono stati sequestrati 32.486 programmi pirata. Tra aprile e maggio 2001, una complessa azione condotta presso 7 radio venete ha portato allo scoperto una fitta rete di contraffazione di prodotti informatici”.

Nel nostro paese, continua la nota, “le azioni legali intraprese in sede civile da BSA nella sola seconda metà del 2000 hanno consentito di ottenere risarcimenti per un ammontare totale di circa 150 milioni di lire, una somma significativa ma piccola rispetto alla perdita complessiva sofferta dall’industria del software”.

“Nel 2001 – afferma la BSA – tra i casi più significativi quello di un ente della Pubblica Amministrazione dichiarato colpevole dal Tribunale di Caserta per utilizzo di software illegale. Per la prima volta la sentenza di condanna ha imposto il risarcimento tanto dei danni economici quanto di quelli morali per un cifra di 197 milioni di lire, ai quali sono stati aggiunti 17 milioni di spese legali, gli interessi e la rivalutazione. E ‘ il risarcimento più rilevante mai riconosciuto nel nostro Paese in un caso di “underlicensing” (ossia presenza di copie di programmi per un numero superiore a quello autorizzato dalle licenze)”.

Nella nota si fa anche il nome di alcuni “colpevoli”, come la Valtur, condannata a Roma per il possesso di 270 copie di software contraffatto, o Publicomit, società napoletana con una 20ina di software pirata condannata a risarcire 20 milioni di lire.

Nei giorni scorsi, come si ricorderà, la BSA aveva tracciato un quadro della pirateria informatica nel mondo, sostenendo che la media di software pirata in circolazione sul pianeta è il 37 per cento del totale del software installato. In Italia la media è del 46 per cento.

Per bocca di Paolo Ardemagni, presidente di BSA Italia già intervistato da Punto Informatico, l’alleanza ha rinnovato l’avvertimento di sempre: “La pratica di copiare software sul luogo di lavoro deve essere bloccata. La International Sweeps Week intende mandare un messaggio chiaro: è ora che le aziende si mettano in regola prima di essere colpite da un’azione della BSA. Quando si sommano i danni dovuti alla pirateria su scala locale e internazionale si ottiene una cifra che rappresenta un’enorme perdita di opportunità in termini di mancata creazione di posti di lavoro e di imposte non versate”.

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27 05 2001
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