Pirateria, un chip è la soluzione

Un gruppo di veterani dell'industria dice di aver realizzato una nuova "meraviglia" contro la pirateria, un chip pratico ed economico in grado di risolvere il problema senza fare uso di crittografia o autorizzazioni remote
Un gruppo di veterani dell'industria dice di aver realizzato una nuova "meraviglia" contro la pirateria, un chip pratico ed economico in grado di risolvere il problema senza fare uso di crittografia o autorizzazioni remote

Il piccolo designer di chip noto come Beyond Broadband Technology (BBT) ha realizzato una nuova tecnologie pensata per dare battaglia alla “pirateria” dei contenuti digitali, una soluzione che nelle intenzioni della società dovrebbe finalmente risolvere il problema senza sistemi complessi, necessità di server per l’autenticazione remota o altro ancora.

Secondo quanto sostengono a BBT, il chip fa tutto da solo ed è in grado di “fornire un percorso di comunicazione totalmente sicuro” per il trasferimento di contenuti multimediali, software o quant’altro: si tratta di un “downloadable conditional access system”, dice la società, ed è una reale innovazione rispetto a quanto sin qui fatto nel settore.

Diversamente da prodotti come il famigerato Trusted Platform Module (Fritz, per gli amici), il chip di BBT non fa affidamento su alcun componente software e si incarica in prima persona di scaricare – tramite Internet, wireless o su qualsiasi altro mezzo telematico – il contenuto regolarmente acquistato e “concesso in licenza” all’utente.

L’autorizzazione all’uso dei contenuti acquistati è in sostanza il chip stesso, una soluzione che stando a quanto sostengono i suoi creatori non richiede l’impiego di alcun algoritmo crittografico, password o componente software aggiuntivo.

BBT definisce il suo chip come un “sistema aperto” che qualunque produttore può implementare nei propri gadget o dispositivi elettronici. La speranza è naturalmente che l’adozione sia quanto più ampia possibile, fatto che dovrebbe essere favorito dalla economicità del chip (5 dollari a pezzo) e la reale innovazione portata nel campo delle tecnologie DRM. C’è chi già apre scommesse su quanto ci vorrà per rendere inefficace il sistema ai fini della circolazione non autorizzata di contenuti “pirata”.

Alfonso Maruccia

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12 11 2013
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