Pirati australiani rischiano 5 anni

Hanno meno di 20 anni i tre che avevano messo in piedi un sito per scambiare file musicali, sito divenuto popolare e finito nel mirino della polizia. Per l'Australia è il primo caso del genere
Hanno meno di 20 anni i tre che avevano messo in piedi un sito per scambiare file musicali, sito divenuto popolare e finito nel mirino della polizia. Per l'Australia è il primo caso del genere


Roma – Se Atene piange Sparta non ride: l’offensiva legale contro gli utenti del P2P negli USA ha un riverbero anche in Australia, dove tre giovani rischiano cinque anni di carcere per quelli che sono considerati “atti di pirateria internet”.

I tre, di età compresa tra i 19 e i 20 anni, sono formalmente accusati di aver violato, attraverso sistemi di distribuzione musicale online, il diritto d’autore di tutte le maggiori case discografiche. Per evitare conseguenze ancora più pesanti, i tre hanno già chiesto il patteggiamento ammettendo la propria colpevolezza per tutti i capi di imputazione.

I tre sono stati arrestati dopo una serie di blitz della polizia a Sydney, operazioni coordinate con il braccio investigativo anti-pirateria MIPI messo in piedi dai discografici.

Oltre al carcere, i tre rischiano multe fino a circa 25mila euro per aver distribuito file.mp3 e.wma attraverso un sito internet, cedendo liberamente qualcosa che secondo l’accusa ha nel complesso un valore superiore ai 25 milioni di euro .

La sentenza per tutti e tre è attesa per il prossimo 10 novembre. Qualcuno teme che i giudici useranno la mano pesante essendo, per l’Australia, il primo caso di questo tipo: un caso che potrebbe essere utilizzato come “esempio” per aspiranti bucanieri del digitale.

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09 09 2003
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