Pirelli Award, premiato un italiano

Tre i siti web classificati ai primi tre posti del premio non convenzionale che giudica le migliori attività non commerciali su Web legate alla diffusione della cultura scientifica


Roma – Nella capitale sono stati consegnati nella serata di ieri i Pirelli INTERNETional Award . L’iniziativa, giunta quest’anno alla sesta edizione, intende premiare i tre migliori lavori multimediali che abbiano come obiettivo quello della diffusione della cultura scientifica. Non si tratta quindi di uno dei tanti premi che si sono moltiplicati da quando l’utilizzo di Internet ha preso piede nel nostro paese, ma di qualcosa di più.

E non è un caso che, in una competizione che vede in palio un congruo premio in denaro (25 mila euro al primo classificato, 15 mila al secondo, 10 mila al terzo) e che prevede la valutazione di opere multimediali in genere (siti web, cd rom, ipertesti, software) i primi tre classificati dell’edizione 2001 siano tre siti web.

Il primo premio è stato assegnato dalla giuria al sito Dal Silicio al Computer , creato dal Prof. Fieschi in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia (INFM). Il sito vincitore tratta estesamente la scienza dei materiali, un settore assai importante nel campo dello sviluppo tecnologico.

Il secondo premio è andato al sito web americano Brainpop.com , una vera e propria enciclopedia multimediale online che, in maniera molto fresca ed efficace, tratta temi importanti come la salute, la scienza e la tecnologia, nell’ottica e con il linguaggio dei più piccoli. Il tutto attraverso l’utilizzo di decine di filmati multimediali. Per tutti quanti avessero ancora qualche dubbio sulla reale valenza della tecnologia flash di Macromedia, Brainpop è un esempio lampante di come tale modalità interattiva sul web (molto utilizzata anche negli altri siti web vincitori) possa essere, quando utilizzata sapientemente, al contempo efficace, leggera e piacevole.

Terzo classificato ai Pirelli Award di quest’anno il sito web Lullenstyd – Audiology, del giovane programmatore ungherese Jozsef Tellér, nel quale la tecnologia multimediale viene utilizzata per spiegare la funzionalità dell’orecchio umano e la disciplina dell’audiologia.

Premi speciali sono stati assegnati dalla giuria internazionale, presieduta da Umberto Colombo e che comprende fra gli altri il Premio Nobel Ilya Prigogine, il Direttore Generale della UE George Metakides e il Direttore del periodico “New Scientist” Alun Anderson, a “Virtual Cell” (USA) e “Mini-Beasts” (UK) per la sezione Scuola, a “Le avventure di Piera” (Italia) per la Sezione Ambiente, mentre l’agenzia spaziale statunitense NASA ha vinto il premio per l’Informazione Scientifica.

I Pirelli Award premiano ogni anno, dal 1996, esclusivamente iniziative non commerciali che contribuiscono alla diffusione della cultura scientifica ed hanno assegnato nelle scorse edizioni riconoscimenti a personaggi illustri come Tim Berners-Lee il “padre del WWW”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    parole a caso
    a casa mia il peer to peer non c'entra una ceppa con la distribuzione del carico lavorativo su diversi pcanche xche napster e' p2p nel senso che mette in contatto diversi utenti, invece seti@home fa svolgere il lavoro ai suoi utenti e poi raccoglie i dati, gli utenti tra di loro non entrano a contatto.bah beata ignoranza
  • Anonimo scrive:
    Prima compra Intel e poi partecipa
    Lasciamo per un momento da parte il discorso se la chemioterapia e' piu' o meno valida. La cosa che piu' disgusta e' il fatto che se qualcuno volesse partecipare a tale progetto l'unica modo per poterlo fare e' quello di avere una macchina Intel con Windows installato.... Aiutare la ricerca si, ma solo se siete vestiti Armani, altrimenti statevene pure tranquilli.... Scusate ma la cosa fa rivoltare un po' lo stomaco....
  • Anonimo scrive:
    Cancro: Malattia Ricca
    Sono in pieno accordo col ricercatore Prof. LuigiDi Bella quando dichiaro' che "il cancro e' una malattia ricca". Tutti gli sforzi sono indirizzati verso soluzioni ancillari: migliorare la chemioterapia, per esempio. Tutti i grandi centri di ricerca (specialmente in America) come le universita' ottengono milioni di dollari ogni anno per queste ricerche secondarie. Se si dovesse sconfiggere questa paurosa malattia, addio quattrini! Cospirazione? 2 + 2 = 4?Come uno che fa la chemioterapia una volta la settimana dall'inizio di febbraio, francamente nonnutro molto confidenza in questa iniziativa peer-to-peer della Intel.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cancro: Malattia Ricca

      francamente non
      nutro molto confidenza in questa iniziativa
      peer-to-peer della Intel.Forse può essere vero quello che dici. Ma basta che 1 su tutti quelli che si vendono scopra la cura, che la malattia verrà debellata. E forse, grazie alla grossa potenza di calcolo aggratis fornita con il metodo del P2P, quell' 1 anche se non finanziato forse avrà a disposizione una grossa potenza di calcolo.Forse il P2P, aiutato dalla comunità OpenSource che potrebbe fornire il supporto sw necessario, potrebbe andare "contro" le multinazionali che lucrano sulle malattie.... come si dice... l'unione fa la forza.....ovviamente IMHO
    • Anonimo scrive:
      Re: Cancro: Malattia Ricca
      Personalmente mi sono messo l'anima in pace, finche' c'e' chi guadagna con terapie che sono piu' dannose che utili e falsifica i risultati delle guarigioni VS malati sara' difficile riuscire a debellare il cancro. Tanto per far capire la falsita' dei risultati riguardanti le terapie tradizionali che vengono esposti in televisione basta fare la seguente riflessione:personalmente ho conosciuto N persone malate di cancro. N e' piuttosto grande, ma nonostante cio' solo m indirizzati verso soluzioni ancillari:
      migliorare la chemioterapia, per esempio.
      Tutti i grandi centri di ricerca
      (specialmente in America) come le
      universita' ottengono milioni di dollari
      ogni anno per queste ricerche secondarie.
      Se si dovesse sconfiggere questa paurosa
      malattia, addio quattrini! Cospirazione? 2
      + 2 = 4?
      Come uno che fa la chemioterapia una volta
      la settimana dall'inizio di febbraio,
      francamente non
      nutro molto confidenza in questa iniziativa
      peer-to-peer della Intel.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cancro: Malattia Ricca

        Personalmente mi sono messo l'anima in pace,
        finche' c'e' chi guadagna con terapie che
        sono piu' dannose che utili e falsifica i
        risultati delle guarigioni VS malati sara'
        difficile riuscire a debellare il cancro.Non sono del settore ma faccio un ragionamento semplice: se trovi una cura definitiva, ammazzi il mercato. E' come se la Fiat mettesse in vendita una automobile che non si rompe nè si usura mai. Tutti la comprerebbero, ma poi la Fiat dovrebbe chiudere o mettersi a fare altro.La ricerca medica è probabilmente tesa a cronicizzare il malato più che a guarirlo. Lo dimostrano ad esempio le innumerevoli resistenze che ci sono state alla scoperta che l'ulcera è provocata da un batterio. Era molto più redditizio far prendere il Malox per tutta la vita, che non far prendere un antibiotico per un periodo limitato di tempo.Alla fine però ciò non è completamente negativo. La condizione attuale di possibile morte del malato di tumore è negativa per le multinazionali farmaceutiche quanto quella della sua guarigione completa. L'ideale è che il malato non muoia nè guarisca mai, e prima o poi ci arriveranno. Sarebbe stato meglio guarire, ma anche non morire è un bel progresso.Questo IMHO ovviamente
        • Anonimo scrive:
          Re: Cancro: Malattia Ricca
          Quanto dici e' verissimo, ma non concordo sulle conclusioni. Convivere con il cancro con le cure attuali e' doloroso e spesso e' meglio non vivere (o vivere qualche mese in meno) piuttosto che soffire cosi' come la radio terapia e la chemio ti costringono a fare. E poi la medicina deve fare del suo meglio non l'appena sufficiente ( che a mio giudizio non e' sufficiente affatto)Certe malattie no si sconfiggono con un atteggiamento da mediocri ed e' per questo che il cancro dopo 50 anni non e' stato ancora curato
          La ricerca medica è probabilmente tesa a
          cronicizzare il malato più che a guarirlo.
          Lo dimostrano ad esempio le innumerevoli
          resistenze che ci sono state alla scoperta
          che l'ulcera è provocata da un batterio. Era
          molto più redditizio far prendere il Malox
          per tutta la vita, che non far prendere un
          antibiotico per un periodo limitato di
          tempo.

          Alla fine però ciò non è completamente
          negativo. La condizione attuale di possibile
          morte del malato di tumore è negativa per le
          multinazionali farmaceutiche quanto quella
          della sua guarigione completa. L'ideale è
          che il malato non muoia nè guarisca mai, e
          prima o poi ci arriveranno. Sarebbe stato
          meglio guarire, ma anche non morire è un bel
          progresso.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cancro: Malattia Ricca
            Non tieni in considerazione un fatto: chi guadagna in questo modo non gli frega niente se il paziente soffre si fisicamente che moralmente!!!Straordinario come l'uomo nella società vive in tutto e per tutto per la ricchezza. .. e chi se ne frega se il suo simile (o avversario) muore!- Scritto da: rude
            Quanto dici e' verissimo, ma non concordo
            sulle conclusioni. Convivere con il cancro
            con le cure attuali e' doloroso e spesso e'
            meglio non vivere (o vivere qualche mese in
            meno) piuttosto che soffire cosi' come la
            radio terapia e la chemio ti costringono a
            fare. E poi la medicina deve fare del suo
            meglio non l'appena sufficiente ( che a mio
            giudizio non e' sufficiente affatto)
            Certe malattie no si sconfiggono con un
            atteggiamento da mediocri ed e' per questo
            che il cancro dopo 50 anni non e' stato
            ancora curato


            La ricerca medica è probabilmente tesa a

            cronicizzare il malato più che a guarirlo.

            Lo dimostrano ad esempio le innumerevoli

            resistenze che ci sono state alla scoperta

            che l'ulcera è provocata da un batterio.
            Era

            molto più redditizio far prendere il Malox

            per tutta la vita, che non far prendere un

            antibiotico per un periodo limitato di

            tempo.



            Alla fine però ciò non è completamente

            negativo. La condizione attuale di
            possibile

            morte del malato di tumore è negativa per
            le

            multinazionali farmaceutiche quanto quella

            della sua guarigione completa. L'ideale è

            che il malato non muoia nè guarisca mai, e

            prima o poi ci arriveranno. Sarebbe stato

            meglio guarire, ma anche non morire è un
            bel

            progresso.
Chiudi i commenti