Pisa, si parcheggia con l'RFID

L'azienda della mobilità locale cambia le regole e l'approccio per la riscossione: l'abbonamento si paga su Internet, i controlli si fanno col palmare. Punto Informatico ne parla con una delle aziende che ha curato il progetto
L'azienda della mobilità locale cambia le regole e l'approccio per la riscossione: l'abbonamento si paga su Internet, i controlli si fanno col palmare. Punto Informatico ne parla con una delle aziende che ha curato il progetto

Pagare il parcheggio da casa, parcheggiare in centro o ottenere il permesso per accedere alle zone a traffico limitato senza preoccuparsi di acquistare tagliandi, metterli sul cruscotto col dubbio che se non fossero perfettamente visibili si rischierebbe la multa. A Pisa , a partire dal prossimo anno, tutto questo sarà possibile grazie ad un progetto portato avanti dal consorzio per la mobilità pisana PisaMo , grazie al coordinamento e al lavoro di Liberologico svolto in collaborazione con Apice , e con la consulenza tecnica offerta dal consorzio universitario Cubit .

Il palmare in dotazione agli ausiliari I cittadini residenti nel capoluogo toscano, previa iscrizione, verranno dotati di un chip RFID integrato in un adesivo da attaccare al parabrezza della propria auto. Recandosi quindi sul sito di PisaMo sarà possibile “ricaricare” il proprio credito di sosta, rinnovare cioè i permessi annuali per il parcheggio nelle strisce blu oppure ottenere l’autorizzazione al passaggio nella ZTL cittadina. Uno sforzo che, precisa a Punto Informatico Paola Ponticelli di Liberologico, non si limita alla fornitura dei contrassegni da apporre sulle auto ma coinvolge l’intera infrastruttura del sito dell’ufficio della mobilità locale.

“Questo progetto è l’ultimo nato nell’ambito di una collaborazione salda tra Liberologico e l’azienda del Comune di Pisa per la mobilità: una collaborazione che riguarda la digitalizzazione dell’ente, che si è estesa alla reingegnerizzazione del loro sito web, per rendere accessibili a tutti i cittadini le informazioni sui servizi offerti: parcheggi, punti vendita permessi, ticket”. Una decisione nata dalla necessità di riuscire a migliorare la comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini : “Nel sito mancavano alcune informazioni, mentre oggi sono messe a disposizione di tutti le info per la mobilità”.

Il contrassegno con RFID Ma lo sforzo, prosegue Ponticelli, non si è esaurito all’aumento delle informazioni disponibili online: “Parallelamente – spiega a Punto Informatico – sono partiti servizi di infotraffico, sia via SMS che attraverso delle newsletter, compresi dei servizi specifici per la stagione balneare pensati per evitare le code ai cittadini diretti al litorale”.

E non solo di impegno per migliorare i servizi si tratta: “Anche i servizi ad accesso riservato, ovvero la parte di rivendita e richiesta di autorizzazioni, sono oggi forniti tramite il web: in questo modo è stato possibile procedere alla dematerializzazione delle pratiche dell’ente, diminuendo i carichi di lavoro dello sportello del front office”. Gli acquisti dei permessi di accesso giornalieri alla ZTL, quello di parcheggio per i bus turistici , il rinnovo delle autorizzazioni per le zone del centro storico erano tutti effettuati alla vecchia maniera : “Avevano costi e consumi di carta ingenti, che ora sono stati abbattuti: il sistema sta funzionando”.

Per arrivare all’introduzione del sistema con RFID si è dovuto procedere anche alla ristrutturazione dell’infrastruttura informatica che consentiva al personale della PA di entrare in contatto con il cittadino: “Ci siamo integrati con altri sistemi preesistenti, come quelli di Autostrade SPA per la gestione del Telepass, e con altri programmi che consentivano la rivendita dei permessi annuali: ora – continua Ponticelli – i pannelli del backoffice sono integrati, e lo sviluppo successivo comprende appunto l’introduzione del RFID e la gestione dell’intero processo di richiesta, vendita, e rinnovo via web”.

L’idea, racconta a Punto Informatico , è nata essenzialmente per semplificare la gestione della sosta : “L’esigenza primaria era sollevare PisaMO dai costi di spedizione dei rinnovi su carta, ma anche semplificare il lavoro degli ausiliari del traffico: i tagliandi cascano, non sono in vista, scatta la multa e poi il ricorso, e sono tutti passaggi che hanno dei costi”. La liberalizzazione delle frequenze UHF ha offerto la possibilità di garantire un servizio più efficiente: “Con l’RFID possiamo gestire l’anagrafica dell’utente, e sfruttando la banda UHF possiamo garantire sicurezza e al contempo servizi molto sofisticati”.

Ai cittadini arriverà dunque la card PisaPASS da applicare sul veicolo, con il tag RFID incorporato che tiene memorizzati i dati del veicolo e gli eventuali permessi attivati. Gli ausiliari sono stati invece forniti di 30 palmari , dotati di connettività GPRS e WiFi, nonché dotati di posizionatore GPS: “Basta sparare il palmare verso la card – racconta Ponticelli – per leggere i dati e i permessi attivati e verificare l’autorizzazione della sosta in tempo reale”. “Si tratta comunque – prosegue – dell’ultimo step di un progetto avviato anni fa: senza i passaggi precedenti, l’introduzione degli RFID non avrebbe potuto avere luogo”.

Un divertente fotomontaggio In questa fase, prosegue Ponticelli, è iniziata la distribuzione alla cittadinanza dei tag RFID, che entreranno a regime l’anno prossimo: “Ulteriori modalità di utilizzo (oltre alla gestione delle strisce blu e delle ZTL, ndr) sono oggetto di studio: non sono già previste tempistiche precise, ma è nostra intenzione trovare il modo di sfruttare appieno il servizio per altre tipologie di intenti”.

Uno di questi potrebbe essere, ad esempio, il pagamento della sosta casuale in assenza di abbonamenti annuali: “In Italia c’è un problema connesso ai pagamenti tramite telefonia mobile: anche a Pisa – racconta Ponticelli – era attivo un sistema realizzato da un operatore che però non ha raccolto il successo sperato”. La scarsa popolarità era dovuta principalmente alla poca pubblicità di cui aveva goduto il sistema, che ha finito per essere utilizzato da poche decine di persone. Il problema, secondo Ponticelli, è la mancanza di una precisa normativa in materia: “Mancano le leggi per realizzare il borsellino elettronico: è in corso un confronto serrato tra banche e operatori, con questi ultimi che puntano a diventare operatori finanziari”.

Il problema, prosegue ancora Ponticelli, è che “le banche non vogliono: in Italia è in corso un vero e proprio braccio di ferro, e per questo abbiamo deciso di scavalcare totalmente la faccenda”. Sono allo studio altre modalità per rendere più semplice l’ accesso al pagamento , “ma senza scaricare credito direttamente dal cellulare”. Inoltre, Liberologico punta ad esportare l’esperienza pisana anche altrove: “Abbiamo programmi per replicare il progetto a Carrara, e sono in via di definizione accordi con altre amministrazioni: la nostra speranza – conclude – è riuscire a stringere rapporti con altre realtà locali, che ci aiutino a migliorare la qualità del nostro servizio”.

a cura di Luca Annunziata

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16 10 2008
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