PIVideo/ Londra, in fila per l'iPhone

E' vero, non tutti i negozi sono stati presi d'assalto, tra Regno Unito e Germania l'accoglienza dell'iPhone è stata meno entusiastica di quanto previsto. Ma non è mancato il folklore - dal nostro inviato

Roma – Se ne è parlato fin troppo ma in Italia l’iPhone ancora non si è visto, non ufficialmente almeno, sebbene non manchi chi abbia potuto metterci le mani sopra e provarlo. Due giorni fa Regno Unito e Germania hanno accolto il melafonino , con un entusiasmo moderato rispetto a quanto accaduto in precedenza negli USA e, forse, alle previsioni di Apple.

Eppure, come spesso accade quando si parla della Mela e dei suoi nuovi prodotti, il folklore non è mancato. A Londra c’era per PI Telefonia l’inviato Gabriele Niola che ha potuto raccogliere, cam in spalla, qualche video-testimonianza a ridosso dell’apertura dei negozi.

Ecco a cosa stavano pensando gli infreddoliti astanti di Regent Street. Il PIVideo :

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  • AnonimoRoma no... scrive:
    Ora capisco tante cose
    Ora capisco perché tanto accanimento contro i fruitori di pedofilia da parte di ben note associazioni...http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=57532000 euro di risarcimento moltiplicato per il numero di tutti i disgraziati deunciati fanno una bella sommetta... e poi anche gli avvocati son felici. è la primavolta che leggo di una parte civile con 2 (Due) avvocati, ah bhé, ma tanto paga lo Stato (cioé noi!).Tra l'altro nella sentenza sbadierata da telefono arcobaleno come giro di vite l'imputato non si era difeso dicendo che faceva quello che si vantano di fare questi paladini della crociata contro la pdofilia?e perché loro possono?Forse che la legge non è uguale per tutti?Che dei pedofili si occupi la polizia, non abbiamo bisogno di altri sciacalli che lucrano sulle spalle dei bambini.
  • ARAGON scrive:
    Quel nome non mi è nuovo...
    (IL FOGLIO del 5/5/2007 Pagg. VI - VII)IL TAXI DI MILANO, LA SCUOLA DI BRESCIA, LA FAMIGLIA DI BIELLA E GLI STRANI ERRORI GIUDIZIARI NELLA SACROSANTA LOTTA ALLA PEDOFILIA di Cristina GIUDICIQuando il Consiglio superiore della magistratura aprì uninchiesta sui metodi dindagine del pm Pietro FORNO, pioniere della lotta giudiziaria alla pedofilia sospettato di affidarsi a una rete di psicologi che aderivano alla tesi dellaccusa (e di fabbricare vittime da immolare sui giornali prima che nei tribunali), era il marzo del 2001. Allora chi esprimeva riserve sul modus operandi inventato da FORNO veniva tacciato di garantismo peloso, mentre il pm accusava chiunque gli remasse contro di stare dalla parte dei criminali pedofili. Oggi le cose stanno cambiando: le assoluzioni si moltiplicano, i dubbi diventano macigni, gli editorialisti hanno abbassato i toni. Ma facciamo prima un po di cronistoria. Il caso del taxista milanese Marino VIOLA, messo alla gogna per aver violentato la figlia e poi assolto nel 2000, dopo quattro anni di indagine, suscitò molto clamore. A FORNO, sollevato dallindagine, subentrò un altro pm, Tiziana SICILIANO, la cui requisitoria per chiedere lassoluzione del taxista dovrebbe entrare nei manuali di giurisprudenza. La perizia della psicologa consulente che aveva fatto 358 accertamenti per conto di FORNO, Cristina MAGGIONI, e che aveva riscontrato una violenza sessuale mai avvenuta, fu spiegata così dal pm Tiziana SICILIANO: Siamo di fronte alla discesa negli inferi () Viene da chiederci se (Cristina MAGGIONI) sia solo incompetente o anche in malafede () il sistema con cui sono state raccolte le dichiarazioni è inutilizzabile, lintervista della bambina non è mai registrata, sono perizie, queste, fatte da gente che dovrebbe cambiare mestiere. Nel 1999 Salvatore LUCANO (il pm era sempre FORNO) viene accusato di aver violentato sia la cugina minorenne che la figlia. La prova? Un disegno della figlia, che dopo linterrogatorio subito da una psicologa disse: La signora mi ha detto che devo disegnare un fantasma e chiamarlo pisello. Durante il processo la psicologa aveva scritto questo appunto: Con FORNO rimango daccordo che mi farò bastare gli elementi che ho, se non riuscirò a produrre un minimo di alleanza con la teste, mi sembra inutile sottoporla a un esame psicologico, che sarebbe controproducente. Un anno prima il calvario era toccato a due coniugi modenesi. Accusati di messe nere e riti satanici, omicidi di bambini. Uninchiesta che aveva portato ad altre indagini e che era finita con il suicidio della madre e la morte di un prete, don Giorgio GOVONI, colpito da un infarto dopo la sentenza di condanna di 14 anni di carcere. Prima di sapere che il processo sarebbe finito con lassoluzione. Dei recenti processi per pedofilia che hanno messo sul banco degli imputati diverse maestre dasilo a Brescia, a Torino, a Verona, e tutti conclusosi con lassoluzione, IL FOGLIO ne ha già parlato recentemente. Ma prima del panico morale, che sembra essersi diffuso, a torto o a ragione, negli asili, gli errori giudiziari sono stati diversi. Lultimo, a Reggio Emilia, ha portato addirittura un pm a fare pubblica ammenda in tribunale dove era finito un uomo che aveva aiutato una bimba a scendere dalla giostra in un parco. Cè stato un errore allorigine, ha dichiarato il sostituto procuratore della Repubblica Giampiero NASCIMBENI. Se al momento di prendere la decisione di arrestare limputato, avessi avuto tutti gli elementi a disposizione, non lo avrei mandato in carcere. I casi di assoluzione sono così tanti che citarli tutti è impossibile. Il primo, clamoroso, riguarda unintera famiglia biellese che si è suicidata, nel 1996. Papà, mamma e i nonni: morti nella loro automobile con il gas di scarico e un biglietto lasciato sul parabrezza: Quattro innocenti uccisi dalla giustizia. Erano stati accusati di aver violentato i loro figli, e nipoti. Stessa storia a Milano, nel 2003 per un professore di musica: i suoi allievi si erano inventati un falso abuso. Prima che scoppiasse una sorta di epidemia negli asili, i casi di abusi sessuali riguardavano spesso le separazioni coniugali: quasi sempre mogli che dopo il divorzio, durante la battaglia per laffido dei figli, si ricordavano improvvisamente strani avvenimenti accaduti anni prima e raccontavano molestie subite dai figli dallex marito. Anche in questo campo dindagine, le archiviazioni e le assoluzioni sono state parecchie. Il nocciolo del problema pare essere innanzitutto il metodo dindagine giudiziaria. Nel 1990 Pietro FORNO fonda il primo pool di esperti che dopo i numerosi (e clamorosi) errori giudiziari furono soprannominati gli abusologi. La formula era semplice: grande show per gli arresti, con sirene spiegate della polizia che arrivavano allalba per prelevare un minore; utilizzo degli stessi esperti che aderivano alle accuse del pm (che una volta dichiarò: Potrei scrivere il verbale ancora prima di sentire limputato) e lavoravano nei centri a cui venivano affidati i minori tolti alle famiglie (e prendevano rette dagli enti locali di 5 milioni di vecchie lire). Nel 2000 il pool di FORNO fu smantellato e lui venne trasferito a Torino. I suoi insegnamenti, diffusi in tuttItalia grazie anche ai corsi di formazione tenuti dagli abusologi che intitolavano i loro convegni Come abusare sessualmente dei bambini e non prendersi mai la colpa, hanno fatto scuola.
  • Pier scrive:
    Al lupo! al lupo!
    http://www.colinpantall.com/
  • +farden+: scrive:
    E Busi?
    "beh io il giorno in cui l'ho sentito dire che la pedofilia e' giusta (ovviamente non ha usato queste parole ma dal discorso questo si capiva) non lo posso piu' vedere......."http://www.multiplayer.it/forum/open-space/3919-aldo-busi.html
  • Sgarbi: scrive:
    "Balthus impone rispetto e soggezione"
    In verità vi dico: "Balthus impone rispetto e soggezione" http://www.vittoriosgarbi.it/_tmb100_140.php?id=051120193803balthu.jpg http://www.clponline.it/docs_cms/3DFE62A0-CF44-AF4E-640799739D84CB01/TestoSGARBI.doc
    • Sgarbbio scrive:
      Re: "Balthus impone rispetto e soggezione"
      - Scritto da: Sgarbi:
      In verità vi dico: "Balthus impone rispetto e
      soggezione"
      http://www.vittoriosgarbi.it/_tmb100_140.php?
      http://www.clponline.it/docs_cms/3DFE62A0-CF44-AF4Non bisogna esagerare con questa criminalizzazione della pedofilia, in fondo nella chiesa e non solo è presente da sempre, dov'è la novità?E poi anche Socrate, Alessandro Magno... erano pedofili... che sarà mai ?
  • Goddamn scrive:
    Re: Differenze
    - Scritto da: X-Mortal
    Forse un giorno anche gli squilibrati arriveranno
    a capire che nella pedopornografie oltre al
    citato sfruttamento materiale vengono commessi
    CRIMINI ABOMINEVOLI contro delle PERSONE
    INDIFESEForse un giorno anche i fanatici repressi o esaltati arriveranno a capire che il sesso non è sporco e il piacere non è peccato.
  • X-Mortal scrive:
    Parlare di equiparazione è pura idiozia
    Semplicemente assurdo parlare di equiparazione in questa sentenza: la condanna di quel soggetto è stata di un anno e mezzo, NON ESISTE UNA PENA COSI' RIDICOLA PER LO STUPRO DI UN BAMBINO IN CARNE ED OSSA, ovvero ciò che fanno i produttori. Qualcuno qui sta confondendo in maniera assolutamente malata l'aspetto prettamente economico dagli abusi veri e propri
  • ofmannstall scrive:
    Chi compra è come chi produce?
    La stessa cosa non vale per chi compra prodotti made in Cina ecc? Se fosse fatto valere lo stesso principio per prodotti di normale consumo saremmo tutti complici dello sfruttamento di qualcuno. La domanda da fare è invece: chi produce ha sfruttato qualcuno? Una volta stabilito che c'è stato sfruttamento allora (e solo allora)può esserci consapevolezza che quanto acquistato è stato prodotto (come vuole la legge) mediante lo sfruttamento di minori di anni 18 Se non è stato accertato lo sfruttamento da parte di chi produce, stando alla legge, il signore sarebbe stato assolto. Stando all'arbitrio dei giudici invece può accadere di tutto...
    • blossoms scrive:
      Re: Chi compra è come chi produce?
      - Scritto da: ofmannstall
      La stessa cosa non vale per chi compra prodotti
      made in Cina ecc? Se fosse fatto valere lo stesso
      principio per prodotti di normale consumo saremmo
      tutti complici dello sfruttamento di qualcuno.


      La domanda da fare è invece: chi produce ha
      sfruttato qualcuno? Una volta stabilito che c'è
      stato sfruttamento allora (e solo allora)può
      esserci consapevolezza che quanto acquistato è
      stato prodotto (come vuole la legge)
      mediante lo sfruttamento di minori di anni
      18

      Se non è stato accertato lo sfruttamento da parte
      di chi produce, stando alla legge, il signore
      sarebbe stato assolto. Stando all'arbitrio dei
      giudici invece può accadere di
      tutto...Il dovere di verificare l'abuso/sfruttamento al di là di quel che appare nell'immagine è caduto con la modifica furbescamente introdotta dal legislatore nel 2006. Ma come dimostra la pratica è come se la legge del 2006 fosse sempre stata in vigore
  • PapaKrantz scrive:
    Intofina chi...
    ...fiene foi atesso?Pefana ti krante terzo reich fatikano portato pei rekali a pimpi ariani perké possano tifentere essi ta kattifi pretofili, ooops!, lapsus O), folefo tire petofili extrakomunitari! http://www.metacafe.com/watch/858495/flame_thrower_water_gun/http://www.metacafe.com/watch/906366/blu_ray_laser_phaser/
  • Julie scrive:
    Ineccepibile
    Credo sia la prima volta che mi trovo completamente d'accordo con una sentenza della corte di cassazione!
    • nome cognome :-) scrive:
      Re: Ineccepibile
      Giustissimo.Un'altra cosa che ci si dimentica è che la sentenza condanna chi compera pedoporno perché finanzia i pedopornografi, ma non dovrebbe toccare invece chi scambia materiale pedopornografico perché non finanziano un bel niente. Anzi distribuendo il materiale gratuitamente rovinano il mercato a coloro che ci lucrano sopra.Comunque attualmente la stampa e la popolazione tendono a mescolare tutto in un solo calderone dal momento in cui si tratta di pedoqualcosa ignorando le varie faccette del problema.
      • Blossoms scrive:
        Re: Ineccepibile
        - Scritto da: nome cognome :-)
        Giustissimo.

        Un'altra cosa che ci si dimentica è che la
        sentenza condanna chi compera pedoporno perché
        finanzia i pedopornografi, ma non dovrebbe
        toccare invece chi scambia materiale
        pedopornografico perché non finanziano un bel
        niente. Anzi distribuendo il materiale
        gratuitamente rovinano il mercato a coloro che ci
        lucrano
        sopra.

        Comunque attualmente la stampa e la popolazione
        tendono a mescolare tutto in un solo calderone
        dal momento in cui si tratta di pedoqualcosa
        ignorando le varie faccette del
        problema.Per chi sa leggere le sentenze, si può dire che motivando la condanna con il dato dell'acquisto delle immagini da parte dell'imputato, la Cassazione stabilisce implicitamente che punire la semplice detenzione è incostituzionale . E di fatto è incostituzionale.
        • bibami01 scrive:
          Re: Ineccepibile
          la Cassazione stabilisce
          implicitamente che punire la semplice detenzione
          è incostituzionale . E di fatto è
          incostituzionale.Non spetta alla cassazione decidere della illegittimità costituzionale di una legge.Può solo stabilire se la questione merita di essere rimessa al giudizio della Corte Costituzionale.Valuta solo la non manifesta infondatezza della questione e la rilevanza rispetto al caso che sta esaminando. Se ritiene sussistano i due presupposti sopra indicati, sospende il giudizio e trasmette con ordinanza motivata la questione al giudice delle leggi.
          • Blossoms scrive:
            Re: Ineccepibile
            - Scritto da: bibami01
            la Cassazione stabilisce

            implicitamente che punire la semplice detenzione

            è incostituzionale . E di fatto è

            incostituzionale.

            Non spetta alla cassazione decidere della
            illegittimità costituzionale di una
            legge.
            Può solo stabilire se la questione merita di
            essere rimessa al giudizio della Corte
            Costituzionale.
            Valuta solo la non manifesta infondatezza della
            questione e la rilevanza rispetto al caso che sta
            esaminando.

            Se ritiene sussistano i due presupposti sopra
            indicati,

            sospende il giudizio e trasmette con ordinanza
            motivata la questione al giudice delle
            leggi.Grazie dell'utile chiarimento. Ma faccio notare che la sentenza lo stabilisce (o forse era meglio dire suggerisce?) implicitamente come sua logica conseguenza. Il contrasto tra la legge e la costituzione passa in secondo piano solo perché il giudizio (inventandosi una nuova fattispecie?) non verte più sul reato di semplice detenzione. E' assurdo che si motivi la condanna con il fatto dell'acquisto dato che per la legge non è nemmeno fattore necessario del dolo. Se lo fai (giudice) non è perché implicitamente non sai cosa rispondere all'obiezione di incostituzionalità? Se lo fai implicitamente non scrimini quella condotta dove non c'è l'acquisto? Di diritto e non di fatto... ovvero di fatto e non di diritto, dato che il diritto è in questo caso un non diritto.
          • X-Mortal scrive:
            Re: Ineccepibile
            - Scritto da: Blossoms
            Grazie dell'utile chiarimento. Ma faccio notare
            che la sentenza lo stabilisce (o forse era meglio
            dire suggerisce?) implicitamente come sua logica
            conseguenza. Il contrasto tra la legge e la
            costituzione passa in secondo piano solo perché
            il giudizio (inventandosi una nuova fattispecie?)
            non verte più sul reato di semplice detenzione.
            E' assurdo che si motivi la condanna con il fatto
            dell'acquisto dato che per la legge non è nemmeno
            fattore necessario del dolo. Se lo fai (giudice)
            non è perché implicitamente non sai cosa
            rispondere all'obiezione di incostituzionalità?
            Se lo fai implicitamente non scrimini quella
            condotta dove non c'è l'acquisto? Di diritto e
            non di fatto... ovvero di fatto e non di diritto,
            dato che il diritto è in questo caso un non
            diritto.Prima di sbaterare tali imbecillità faresti bene ad imparare a leggere: I giudici della Suprema Corte ricordano in proposito che "qualsiasi espressione della propria personalità e libertà, è lecita e costituzionalmente garantita solo se, nella sua esplicazione, non comporta danno per altre persone: specie se si tratta di soggetti incapaci di difendersi e impossibilitati ad operare delle libere scelte", come nel caso dei minori sfruttati. http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/martelli-conndanna/martelli-conndanna/martelli-conndanna.html
          • blossoms scrive:
            Re: Ineccepibile

            Prima di sbaterare tali imbecillità faresti bene
            ad imparare a
            leggere:


            I giudici della Suprema Corte ricordano in
            proposito che "qualsiasi espressione della
            propria personalità e libertà, è lecita e
            costituzionalmente garantita solo se, nella sua
            esplicazione, non comporta danno per altre
            persone: specie se si tratta di soggetti incapaci
            di difendersi e impossibilitati ad operare delle
            libere scelte", come nel caso dei minori
            sfruttati.


            http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/mSe sono imbecillità le mie lo sono anche le parole della Bottà: Esplicitare però la responsabilità di colui che sborsa del denaro per fruire di servizi nell'alimentare un mercato estremamente lucrativo ed illegale, potrebbe però aiutare a definire la posizione di coloro che nel materiale pedopornografico si sono semplicemente e involontariamente imbattuti. Non è difficile da capire:Poiché le immagini pornografiche non sempre sono tali, non sempre sono prodotte mediante sfruttamento o abuso sessuale, e comunque non sempre chi le detiene (o fa il download) ne può essere consapevole e in ogni caso non contribuisce all'abuso, il danno non esiste.
    • fred scrive:
      Re: Ineccepibile
      - Scritto da: Julie
      Credo sia la prima volta che mi trovo
      completamente d'accordo con una sentenza della
      corte di cassazione!occorre mantenere una proporzionalita' con la gravita' del reato commesso, e' sbagliato applicare la stessa pena ma presuppongo che il giudice semplicemente abbia utilizzato questo metodo perche' altrimenti la pena massima di quello inferiore e' troppo bassa (confesso pero' che non ho letto i dettagli della sentenza quindi potrei anche dire delle cazzate in questo momento).Se divenisse reale l'equivalenza delle pene in un caso simile allora si perderebbe il principio della proporzionalita' e allora verrebbe data ragione a Mazza quando dice che in condivisori p2p sono equiparabili ai pusher, ma anche quelle multe assurde di cui si e' parlato nei giorni scorsi che non stanno da nessuna parte;vogliamo legittimare questo modo di operare?
  • sdfgdsfg scrive:
    Notizia incompleta
    L'uomo di 67 anni non era uno sconosciuto:http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/martelli-conndanna/martelli-conndanna/martelli-conndanna.html
    • Orson scrive:
      Re: Notizia incompleta
      - Scritto da: sdfgdsfg
      L'uomo di 67 anni non era uno sconosciuto:
      http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/mAHHH MA questo cambia tutto!!!!!!!!!!(rotfl)
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Notizia incompleta
        contenuto non disponibile
        • Blossoms scrive:
          Re: Notizia incompleta
          - Scritto da: unaDuraLezione
          - Scritto da: Orson

          - Scritto da: sdfgdsfg


          L'uomo di 67 anni non era uno sconosciuto:





          http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/m



          AHHH MA questo cambia tutto!!!!!!!!!!

          " ho cercato di seguire l'esempio di don Di
          Noto e ho fatto indagini con la mia carta di
          credito "

          Che scusa patetica...
          Per inciso io arresterei anche Di Noto, visto che
          ha deciso in modo autonomo di incorrere in quel
          tipo di
          materiale.

          Rimane il fatto che non si possono equiparare due
          reati diversi perchè in ogni caso il più grave
          (ovvero la produzione) deve essere punito più
          severamente
          dell'altro.

          Curiosa la linea della difesa che utilizza bene o
          male le argomentazioni che si sono già viste sul
          forum (moralità, gusti)... secondo qualcuno che
          frequenta il forum anche l'avvocato andava
          condannato per
          apologia.
          Tra l'altro la difesa dell'avvocato non stava in
          piedi dal momento che c'era di mezzo l'utilizzo
          della carta di
          credito.Se non avesse utilizzato la carta di credito ovvero non avesse acquistato le fotografie la difesa poteva tenere. Proprio per incostituzionalità la semplice detenzione non è punita in alcuni paesi europei come il Portogallo Ma il problema principale di questa legge è che lascia a discrezione del giudice o del PM stabilire che cosa è pornografia. Non si capisce perché il nudo di persone adulte anche nei siti di photosharing non è considerato pornografia mentre quello di monori lo sarebbe. Questo è del tutto irrazionale.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Notizia incompleta
            contenuto non disponibile
          • Blossoms scrive:
            Re: Notizia incompleta
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: Blossoms



            Ma il problema principale di

            questa legge è che lascia a discrezione del

            giudice o del PM stabilire che cosa è

            pornografia. Non si capisce perché il nudo di

            persone adulte anche nei siti di photosharing
            non

            è considerato pornografia mentre quello di
            monori

            lo sarebbe. Questo è del tutto

            irrazionale.

            questo non lo sapevo...
            Se è vero credo che dovranno arrestare un bel po'
            di registi e autori di
            pubblicità.
            Ah no.. loro non usavano internet....Come no. Potrei raccontarti storie incredibili. Alla base di tutte queste storie c'è una legge che viola il principio di tassatività e impone al giudice di legiferare... giudice che solitamente, investito di un senso di onnipotenza, è ben contento di farlo, invece di avere il coraggio di fare un passo indietro e di andare contro il PM. In questo senso la separazione delle carriere potrebbe aiutare.
        • Finalmente chiarezza scrive:
          Re: Notizia incompleta
          Grazie all'Associazione Meter per la chiarezza. E avanti.
        • fred scrive:
          Re: Notizia incompleta

          La nostra azione -
          continua il sacerdote - non è solo di denuncia ma
          soprattutto di 'accompagnamento delle vittime' di
          informazione, prevenzione, formazione; senza
          nessuna intenzione di fare caccia alle
          streghe".pero' e' proprio quello che sta accadendo....anche se al momento la caccia alle streghe e' rivolta principalmente a immigrati, rm e romeni.
    • Papau scrive:
      Re: Notizia incompleta
      - Scritto da: sdfgdsfg
      L'uomo di 67 anni non era uno sconosciuto:
      http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/mChe notizia è questa (la tua e di repubblica)? E' utile a qualcuno sapere di chi si tratta? O è, come sempre un modo per avere il mostro in prima pagina? Condoglianze all'autore del delitto per la sua morte sociale (nell'Italietta) e complimenti alla redazione per non averne riportato il nome
      • sdfgdsfg scrive:
        Re: Notizia incompleta
        - Scritto da: Papau
        - Scritto da: sdfgdsfg

        L'uomo di 67 anni non era uno sconosciuto:


        http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/m

        Che notizia è questa (la tua e di repubblica)? E'
        utile a qualcuno sapere di chi si tratta? O è,
        come sempre un modo per avere il mostro in prima
        pagina?
        Ma per favore. Uno può lamentarsi del "mostro in prima pagina" quando si tratta di un indagato. Qui stiamo parlando di una persona condannata in cassazione il cui nome è ormai pubblico.Un bravo giornalista deve solo preoccuparsi di fornire tutte le informazioni di cui è in possesso. Non decidere cosa dire e cosa censurare per salvare le anime pie. Poi quali complimenti fai alla Redazione LOL La notizia su chi fosse la persona è stata diffusa in tutta Italia da testate molto più conosciute di punto-informatico. E poi che ingenuo, su PI non l'avranno detto perché hanno fatto riferimento alle prime fonti in cui il suo nome non veniva citato. Non per chissà quale rigore morale.E' comunque interessante sapere che una persona che ha collaborato allo Zecchino d'oro abbia subito una simile condanna. Se a te non interessa sono fatti tuoi.
        • Papau scrive:
          Re: Notizia incompleta
          - Scritto da: sdfgdsfg
          - Scritto da: Papau

          - Scritto da: sdfgdsfg


          L'uomo di 67 anni non era uno sconosciuto:





          http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/m



          Che notizia è questa (la tua e di repubblica)?
          E'

          utile a qualcuno sapere di chi si tratta? O è,

          come sempre un modo per avere il mostro in prima

          pagina?



          Ma per favore. Uno può lamentarsi del "mostro in
          prima pagina" quando si tratta di un indagato.
          Qui stiamo parlando di una persona condannata in
          cassazione il cui nome è ormai
          pubblico.
          Un bravo giornalista deve solo preoccuparsi di
          fornire tutte le informazioni di cui è in
          possesso. Non decidere cosa dire e cosa censurare
          per salvare le anime pie.Certo che può decidere cosa censurare. L'autocensura è un diritto quanto la libertà di stampa, anzi proprio perché c'è libertà può esserci l'autocensura. Io sono libero di dire che il giornalisti che diffamano la gente con intenti pseudomoralistici sono delle piattole, anche se una persona è colpevole con sentenza definitiva, in particolar modo se le leggi che la condannano sono incivili. E non è la legge a deciderlo ma il buon senso.
          Poi quali complimenti fai alla Redazione LOL La
          notizia su chi fosse la persona è stata diffusa
          in tutta Italia da testate molto più conosciute
          di punto-informatico. E poi che ingenuo, su PI
          non l'avranno detto perché hanno fatto
          riferimento alle prime fonti in cui il suo nome
          non veniva citato. Non per chissà quale rigore
          morale.Sei stato tu a dire che la notizia era incompleta. Se era tutto a posto non serviva il tuo intervento.

          E' comunque interessante sapere che una persona
          che ha collaborato allo Zecchino d'oro abbia
          subito una simile condanna. Se a te non interessa
          sono fatti
          tuoi.Interessante per chi come te ama fantasticare sulle cose. Ma di nessuna utilità sociale. Se non hai letto la carta dei doveri del giornalista leggitela:http://www.medialaw.it/deontologia/doveri.htmSi parla di tutela della personalità altrui, di responsabilità del giornalista verso i cittadini (=capire le possibili conseguenze di quello che scrive), del dovere fondamentale di rispettare la persona, di possibilità di replicaTestualmente: "Il giornalista rispetta il diritto alla riservatezza di ogni cittadino e non può pubblicare notizie sulla sua vita privata se non quando siano di chiaro e rilevante interesse pubblico " e soprattutto "Il giornalista deve osservare la massima cautela nel diffondere nome e immagini di persone incriminate per reati minori o di condannati a pene lievissime, salvo i casi di particolare rilevanza sociale ."
  • fred scrive:
    gli ultimi 3 termini dell'articolo?
    Non mi e' chiaro, cosa significano le 3 parole citate?O meglio, che differenza c'e?
    • Orson scrive:
      Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
      - Scritto da: fred
      Non mi e' chiaro, cosa significano le 3 parole
      citate?
      O meglio, che differenza c'e?Bellissima quella cosa!!! Brava GAIA!!!!!!!
      • Orson scrive:
        Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
        - Scritto da: Orson
        - Scritto da: fred

        Non mi e' chiaro, cosa significano le 3 parole

        citate?

        O meglio, che differenza c'e?

        Bellissima quella cosa!!! Brava GAIA!!!!!!!(ps. scusat è che sono innamorato da molto tempo di gaia)
    • fred scrive:
      Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
      Grazie, finora pensavo solo ad un reato unico e differenziavo solo in base alla gravita'.
      • TADsince1995 scrive:
        Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
        - Scritto da: fred
        Grazie, finora pensavo solo ad un reato unico e
        differenziavo solo in base alla
        gravita'.Come in realtà dovrebbe essere. Sono d'accordissimo che anche chi usufruisce (persino a pagamento) di questi disgustosi prodotti debba essere punito e controllato, in quanto alimenta il mercato e quindi, indirettamente, favorisce lo sfruttamento di minori. Mi sembra davvero eccessivo, però, equipararlo a chi questi materiali li produce, li vende e quindi è autore in prima persona dell'orribile abuso.Penso che, ancora una volta, l'orrore e il raccapriccio generato da simili aberrazioni abbia un po' offuscato quello che, in ogni caso, la legge deve garantire: un giudizio e una punizione equilibrati all'entità del reato.TAD
        • Blossoms scrive:
          Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
          - Scritto da: TADsince1995
          - Scritto da: fred

          Grazie, finora pensavo solo ad un reato unico e

          differenziavo solo in base alla

          gravita'.

          Come in realtà dovrebbe essere. Sono
          d'accordissimo che anche chi usufruisce (persino
          a pagamento) di questi disgustosi prodotti debba
          essere punito e controllato, in quanto alimenta
          il mercato e quindi, indirettamente, favorisce lo
          sfruttamento di minori.Non si vede proprio perché essere pedofili in senso stretto dovrebbe essere reato. L'autrice dell'articolo dimentica inoltre di differenziare chi fa il download (spesso involontario)del materiale pedopornografico navigando e chi lo acquista, pedopornodetentori e pedopornoacquirenti
        • X-Mortal scrive:
          Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
          - Scritto da: TADsince1995
          - Scritto da: fred

          Grazie, finora pensavo solo ad un reato unico e

          differenziavo solo in base alla

          gravita'.

          Come in realtà dovrebbe essere. Sono
          d'accordissimo che anche chi usufruisce (persino
          a pagamento) di questi disgustosi prodotti debba
          essere punito e controllato, in quanto alimenta
          il mercato e quindi, indirettamente, favorisce lo
          sfruttamento di minori.


          Mi sembra davvero eccessivo, però, equipararlo a
          chi questi materiali li produce, li vende e
          quindi è autore in prima persona dell'orribile
          abuso.

          Penso che, ancora una volta, l'orrore e il
          raccapriccio generato da simili aberrazioni abbia
          un po' offuscato quello che, in ogni caso, la
          legge deve garantire: un giudizio e una punizione
          equilibrati all'entità del
          reato.

          TADSemplicemente assurdo parlare di equiparazione in questa sentenza: la condanna di quel soggetto è stata di un anno e mezzo, NON ESISTE UNA PENA COSI' RIDICOLA PER LO STUPRO DI UN BAMBINO IN CARNE ED OSSA, ovvero ciò che fanno i produttore. Qualcuno qui sta confondendo in maniera assolutamente malata l'aspetto prettamente economico dagli abusi veri e propri
          • blossoms scrive:
            Re: gli ultimi 3 termini dell'articolo?
            - Scritto da: X-Mortal
            - Scritto da: Blossoms




            Sono d'accodo anche sul fatto (non sulla legge)

            che se detieni (=fai il download) commetti
            reato,

            la differenza è che ritengo il reato di download

            incostituzionale e ritengo sbagliato non

            differenziarlo dall'acquisto





            Scusa ma non vedo alcuna contraddizione Ma tu dai per scontato che dire materiale pedopornografico è dire abusi e/o sfruttamento sessuale? Ti assicuro che non è così. Perfino la legge italiana prima del 2006 specifica che le immagini pornografiche sono illegali se prodotte mediante sfruttamento sessuale di minori di anni 18 e di ciò il detentore sia consapevole. Con il 2006 le immagini pornografiche diventano illegali anche in assenza di sfruttamento e abuso. Si puniscono addiriuttura le immagini virtuali. Più istanza moralistica di così!Perciò per la legge prima del 2006 aveva due parametri per identificare le immagini illegali. Che vi fossero abusi e fossero pornografiche. Dopo il 2006 basta che siano pornografiche. In nessun caso si dà per scontato che dire immagini pornografiche è dire abusi.Ovviamente la sentenza presuppone che le immagini in oggetto siano state prodotte mediante sfruttamento sessuale ed allora è vero che l'equiparazione non esiste, perché la pena per gli sfruttatori è molto più severa. Però l'equiparazione è stata usata per motivare la sentenza e questo sarebbe assurdo per due motivi. Primo perché l'acquirente potrebbe non essere consapevole che vi siano stati abusi (nel caso le immagini non lo esplicitassero, per esempio nel caso fossero immagini di nudo); secondo perché se motivi la condanna di detenzione/download con l'avvenuto acquisto equiparandolo alla produzione/commercio allora punisci con una pena impropria un reato che non è contemplato dalla legge (detenzione con acquisto). In tal modo non si è risposto alla difesa e si è lasciata senza risposta l'obiezione di incostituzionalità
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