Player MP3, le novità post-iPod

Dopo il lancio di iPod da parte di Apple, in questi giorni si sono susseguiti gli annunci di nuovi player MP3. Ecco le novità di Creative, Waitec, Archos e Imation


Roma – Dopo il lancio di iPod da parte di Apple, il mercato dei player MP3 portatili sembra essersi improvvisamente rianimato e, in pochi giorni, diverse case hanno fatto a gara per annunciare il rilascio di nuovi gingillini da passeggio in grado di suonare, archiviare e persino masterizzare file audio.

La prima è stata Creative Labs, che ha svelato la nuova versione del suo D.A.P Jukebox, un walkman digitale con hard disk integrato da 20 GB ed in grado, secondo Creative, di immagazzinare, riprodurre, compilare e indicizzare l’equivalente di 500 CD ? vale a dire 5000 brani ? in formato MP3, WMA e altri formati digitali.

Con il nuovo disco da 20 GB (sul modello precedente era di 6 GB) D.A.P. Jukebox può agevolmente rivestire anche il ruolo di memoria di massa esterna per il trasferimento di dati fra un computer ad un altro: in questo caso, però, a differenza di iPod, che adotta una più veloce porta FireWire, si dovrà sottostare alla massima velocità offerta dall’interfaccia USB (pari a 12 Mbit/s).

La creaturina di Creative supporta l’audio surround a 4 canali ed è dotato, oltre che della porta USB, di un ingresso line-in per registrare da fonte esterna in formato WAV attraverso un microfono preamplificato. Il suo firmware può essere aggiornato per supportare nuovi formati e la lingua dell’interfaccia è disponibile anche in italiano. Il suo prezzo è di 999.000 lire, IVA inclusa.

Da Archos, marca distribuita qui in Italia da Elettronica Sillaro, arriva invece JukeBox HDMP3 Recorder, un lettore MP3 dotato di hard disk da 6 GB caratterizzato da un design hi-tech di colore metallescente e blu e da uno schermo LCD grafico retroilluminato.

Il JukeBox di Archos dichiara di poter registrare in tempo reale fino a 100 minuti di musica in qualità CD-like (128 Kbps) da qualsiasi fonte audio, oppure trasferire dal PC fino a 1500 canzoni (circa 150 CD audio) in formato MP3 attraverso la porta USB di cui è dotato. Le batterie ricaribili sono al NiMH e garantiscono, secondo il produttore, 10 ore di autonomia in riproduzione. Il suo prezzo è di 816.000 lire, IVA inclusa.


Imation ha invece proposto sul mercato RipGO, un player portatile in grado di leggere file MP3 e riprodurre e masterizzare mini CD.

Il playerino, compatibile sia con Windows (eccetto 95 e NT) sia con MacOS, legge e scrive i supporti CD da 8 cm di Imation, capaci di archiviare fino a 185 MB di dati (circa 3 ore di musica in formato MP3) e compatibili sia in lettura che in scrittura con i lettori ed i masterizzatori di CD-ROM.

Imation Il gingillo di Imation è in grado di registrare su CD qualsiasi dato digitale e dunque, anche in questo caso, può servire come eventuale dispositivo di backup.

RipGO è dotato di porta USB ed è compatibile con i formati MP3, WMA e WAV. Le sue batterie agli ioni di litio garantiscono, secondo il produttore, fino a 5 ore di riproduzione. Il suo prezzo è di 399$.

Waitec Anche Waitec ha appena rilasciato un aggeggino multi-funzione capace di combinare le funzioni di lettore MP3, riproduttore e masterizzatore di mini CD. Anch’esso utilizza i CD nel formato 8 cm ed è in grado di memorizzarvi, mantenendo la compatibilità con i lettori di CD-ROM, 185 MB di dati che, come si è detto, equivalgono a circa 3 ore di MP3 e 6 ore di WMA in qualità CD-like.

Clipp, le cui dimensioni sono di 122 x 97 x 23 mm, può contare su di un buffer anti-shock di 8 minuti per i file MP3 o di 14 minuti per i file WMA eliminando, secondo Waitec, le tradizionali interruzioni tipiche dei lettori CD soggetti a shock da movimento.

L’autonomia dichiarata del piccolo player è di 6 ore mentre il suo prezzo, IVA inclusa, è di 790.000 lire.

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  • Anonimo scrive:
    2001 Anno Zero
    Questo 2001, che dal 11 settembre, sara' indicato dai nostri nipoti, come l'anno zero, non finira' mai di stupirci.Che ci siano dei talebani, magari occidentali, dietro la proposta ventilata ?La mamma degli idioti e' sempre incinta.....
  • Anonimo scrive:
    W3C CHI?
    Sarebbe importante sapere se è nato prima Internet o il W3C.Se è nato prima il W3C (sic!) pazienza....Se è nata prima Internet, (censura!!!!!)
    • Anonimo scrive:
      Re: W3C CHI?
      beh, Internet è nata _sicuramente_ prima... Ma se, dicendo Internet, intendi il Web beh, allora, dovresti sapere che a "capo" del W3C c'è Tim Berners-Lee, inventore e "papà" di HTML e HTTP.meditiamo, gente, meditiamo...
  • Anonimo scrive:
    A chi supporta Cesare
    Internet e' le tecnologie legate al web si propongono e sempre piu' lo si vede come il futuro mezzo di comunicazione per eccellenza.Permettere la brevettazione di parti del protocollo e' quindi un grave attacco alla liberta' di comunicazione e scambio delle informazioni.Esempi:Se brevettassero alcune parole e tu per scrivere una lettera dovessi pagare 1c di Euro per ogni parola brevettata?Se brevettassero alcune parole e tu per fare una telefonata dovessi pagare per 1c di Euro per ogni parola brevettata che pronunci?I linguaggi che usa il web devono essere liberi.I grandi produttori possono poi costruire tutto il software proprietario e a pagamento che si vuole, ma deve esserci sempre la possibilita' di realizzare un prodotto alternativo che ci permetta di comunicare liberamente, senza dover pagare dazio a chi che sia.Il denaro deve essere un sistema di scambio per retribuire il lavoro che si fa, non un sistema di controllo e di imposizione che sfavorisca i piu' deboli.Un'idea non puo' essere remunerata, la sua implementazione puo' esserlo, ma non l'idea in se'.
  • Anonimo scrive:
    E se fosse...
    l'unico modo per far sopravvivere il web ? da dove dovrebbero arrivare altimenti i soldi per tutto questo ?Anonimo (Provocatorio)
    • Anonimo scrive:
      Re: E se fosse...
      Non finiro'mai di ripetermi:Prima di tutto esiste una enorme quantita'di denaro pubblico (che in parte va a finire nelle tasche di M$) che serve alla ricerca universitaria e che potrebbe dare il suo grande contributo (sonoi soldi di tutti noi quindi e' giusto che sianospesi bene per una causa che ci riguarda molto da vicino ). POI per quale motivo dovrebbero essere SOLO le aziende Private a "garantire" lo sviluppo e la manutenzione di INTERNET? Perche' dovrei far passare i miei soldi dalle casse di tali aziende quando possono essere usati direttamente allo scopo (e con minori costi)? Tranquillo non e' l'unico modo.- Scritto da: Anonimo
      l'unico modo per far sopravvivere il web ?
      da dove dovrebbero arrivare altimenti i
      soldi per tutto questo ?
      Anonimo (Provocatorio)
      • Anonimo scrive:
        Re: E se fosse...
        Tantopiù che, anche se una volta queste grosse aziende ignoravano l'esistenza di internet, non per questo l'esistenza della rete era in pericolo...Okay, poi sono arrivati i grossi capitali, internet è diventata il circo che è oggi, le grosse aziende devono avere un ritorno e così via, ma un'azienda che non è in grado di trarre guadagni leciti da Internet semplicemente non merita di starciQuindi attentare alla liberta di tutti quelli che vedono la rete come libertà di esprimersi, ponendo gabelle a favore di non meglio specificate lobbies non penso che porti molto lontano.- Scritto da: SoSe
        Non finiro'mai di ripetermi:

        Prima di tutto esiste una enorme quantita'di
        denaro pubblico (che in parte va a finire
        nelle tasche di M$) che serve alla ricerca
        universitaria e che potrebbe dare il suo
        grande contributo (sonoi soldi di tutti noi
        quindi e' giusto che sianospesi bene per una
        causa che ci riguarda molto da vicino ). POI
        per quale motivo dovrebbero essere SOLO le
        aziende Private a "garantire" lo sviluppo e
        la manutenzione di INTERNET?
        Perche' dovrei far passare i miei soldi
        dalle casse di tali aziende quando possono
        essere usati direttamente allo scopo (e con
        minori costi)? Tranquillo non e' l'unico
        modo.

        - Scritto da: Anonimo

        l'unico modo per far sopravvivere il web ?

        da dove dovrebbero arrivare altimenti i

        soldi per tutto questo ?


        Anonimo (Provocatorio)
    • Anonimo scrive:
      Re: E se fosse...
      - Scritto da: Anonimo
      l'unico modo per far sopravvivere il web ?
      da dove dovrebbero arrivare altimenti i
      soldi per tutto questo ?Internet e' nato e cresciuto senza brevetti, e senza aziende che lo supportassero.Se per "tutto questo" intendi quello che e' diventato il web ( soprattutto l'HTML ) dopo che le aziende cii si sono buttate, meglio fare senza.
      • Anonimo scrive:
        Re: E se fosse...
        Su queste cose, secondo me, non bisogna ragionare "da tecnici"... quando dico "tutto questo", intendo l'enorme diffusione che internet ha avuto, il fatto che oggi il mio idraulico ed il mio falegname comunichino in modo veloce ed efficace.Credo che la ricerca universitaria sia molto importante, in quanto in grado di portare avanti una logica di più lungo periodo ed essendo meno legata al ritorno economico (che comunque anche qui c'é) può essere più innovativo.Credo anche, però che sia ridicolo credere che sia tutto qui: la diffusione e la fruizione di servizi su vasta scala non può che essere affidata alle aziende, uniche in grado di disporre di mezzi ed organizzazione necessario.Anonimo
  • Anonimo scrive:
    Diamo a Cesare quel che di Cesare è
    Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto di rivendicare sopra propri diritti e percentuali.Non capisco l'indignazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      Purtroppo bisogna prendere atto di una cosa: la rete per svilupparsi ha bisogno di tecnologie; solo i gruppi privati hanno le risorse necessarie da investire in sviluppo. Le comunità libere di sviluppatori non possono rappresentare un'alternativa valida proprio perché non hanno le risorse strutturali per reggere il confronto con la grande industria del software. C'è solo da augurarsi che si giunga ad un giusto compromesso tra tutte le parti in causa. - Scritto da: Deborah F.
      Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
      di rivendicare sopra propri diritti e
      percentuali.
      Non capisco l'indignazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
        Scusa e tutta quell' enorme quantita' di denaro pubblico che va' alle universita' e centri di ricerca pubblici a che servono?Lo sai che i protocolli su cui si basa internet sono nati in ambito pubblico (militare prima universitario poi)? Le aziende possono e devono dare il loro contributo ma non POSSONO essere solo loro il CUORE dello sviluppo di internet.Sono state le ULTIME a credere in internet e vogliono essere le prime , se non le uniche a mantenerne lo sviluppo?- Scritto da: Stefano Mecchia
        Purtroppo bisogna prendere atto di una cosa:
        la rete per svilupparsi ha bisogno di
        tecnologie; solo i gruppi privati hanno le
        risorse necessarie da investire in sviluppo.
        Le comunità libere di sviluppatori non
        possono rappresentare un'alternativa valida
        proprio perché non hanno le risorse
        strutturali per reggere il confronto con la
        grande industria del software. C'è solo da
        augurarsi che si giunga ad un giusto
        compromesso tra tutte le parti in causa.


        - Scritto da: Deborah F.

        Se uno inventa una cosa ha tutto il
        diritto

        di rivendicare sopra propri diritti e

        percentuali.

        Non capisco l'indignazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
        Sono sicuro che se il web fose nato proprietario adesso sarebbe una intranet.Un paragone calzante: perchè non mettiamo i diritti sulle lingue naturali!? L'Esperando che fine ha fatto? Per me cmq non sussiste problema; nel momento che impongono il copyright ad una tecnologia automaticamente la relegano a nicchia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      - Scritto da: Deborah F.
      Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
      di rivendicare sopra propri diritti e
      percentuali.
      Non capisco l'indignazione.L'indignazione non c'e', a meno che l'inventore non abbia il potere di bloccare la diffusione della sua idea: ad esempio la tua auto/bici/motorino/tir ha tra le 2 e le 18 ruote, la ruota e' stata brevettata, che fai se il gentile signore decide che tu da domani non usi piu' la sua invenzione ?????!!!!????
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      Mi sa che non hai capito bene...Il problema sta nel fatto che Se Mangiasoft.dom crea un software e mangiasoft.dom è nel W3C, Mangiasoft puo' spingere il W3C a rendere quel soft uno standdard, e quindi, in pratica, ppuo' costringere ad usare quel software,, Adesso lo standard è (quasi) dato dalle caratteristiche globali del prodotto...Non dal peso che uno ha nel W3CCome dire che io creo un sito web e lo faccio diventare uno standard, costringendo tutti i produttori di Browser a produrne in modo tale che quando li lancio, la prima pagina che vedono e la home del mio sito...O, come l'esempio nellarticolo, io creo un formato immagine, e , avendo buon ppeso nel W3C costringo tutti i browser ad avere come unico formato immagine suportato, il mio formato.. Così tutti sono costretti a pagarmi.. Ma non "Sono costretti perchè vogliono usare le mie immagini" MA "Sono costretti in quanto DEVONO usare le mie immagini"
      • Anonimo scrive:
        Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
        in poche parole si lavora come vogliono loro e li paghiamo pure...geniale direi...ma andate a fan*****...
        Mi sa che non hai capito bene...


        Il problema sta nel fatto che Se
        Mangiasoft.dom crea un software e
        mangiasoft.dom è nel W3C, Mangiasoft puo'
        spingere il W3C a rendere quel soft uno
        standdard, e quindi, in pratica, ppuo'
        costringere ad usare quel software,,


        Adesso lo standard è (quasi) dato dalle
        caratteristiche globali del prodotto...
        Non dal peso che uno ha nel W3C


        Come dire che io creo un sito web e lo
        faccio diventare uno standard, costringendo
        tutti i produttori di Browser a produrne in
        modo tale che quando li lancio, la prima
        pagina che vedono e la home del mio sito...


        O, come l'esempio nellarticolo, io creo un
        formato immagine, e , avendo buon ppeso nel
        W3C costringo tutti i browser ad avere come
        unico formato immagine suportato, il mio
        formato..

        Così tutti sono costretti a pagarmi.. Ma non
        "Sono costretti perchè vogliono usare le mie
        immagini" MA "Sono costretti in quanto
        DEVONO usare le mie immagini"

      • Anonimo scrive:
        Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
        - Scritto da: nic
        Mi sa che non hai capito bene...


        Il problema sta nel fatto che Se
        Mangiasoft.dom crea un software e
        mangiasoft.dom è nel W3C, Mangiasoft puo'
        spingere il W3C a rendere quel soft uno
        standdard, e quindi, in pratica, ppuo'
        costringere ad usare quel software,, Il fatto che una specifica ( ad esempio di un formato immagine ) sia uno standard, non vuole affatto dire che si e' obbligati ad utilizzarlo. Come potrebbe il W3C obbligarmi ad utilizzare e a pagare per le GIF ad esempio ?


        Adesso lo standard è (quasi) dato dalle
        caratteristiche globali del prodotto...
        Non dal peso che uno ha nel W3C


        Come dire che io creo un sito web e lo
        faccio diventare uno standard, costringendo
        tutti i produttori di Browser a produrne in
        modo tale che quando li lancio, la prima
        pagina che vedono e la home del mio sito...Idem come sopra. In che modo li costringi ?


        O, come l'esempio nellarticolo, io creo un
        formato immagine, e , avendo buon ppeso nel
        W3C costringo tutti i browser ad avere come
        unico formato immagine suportato, il mio
        formato.. riporto dall'articolo:"Infatti - qualora la nuova proposta fosse accettata - sarebbe possibile definire standard che usano tecnologie coperte da brevetto e che quindi, per essere usate, dovrebbero essere pagate." Come vedi si tratta di pagare per nuovi standard, non per quelli gia' in uso. Questo vuol dire che nessuno mi obbliga a pagare per il nuovo standard. Posso rimanere con il vecchio o (meglio ancora) passare ad uno standard veramente aperto. Poi si vedra' col tempo quale dei due vincera' e avra' la scelta da parte della gente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      23 pugnalate
      • Anonimo scrive:
        Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
        solo 23 ??? mi sembravano di piu...ghghghghghg;-0)viva brutus...- Scritto da: Ansia
        23 pugnalate
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      - Scritto da: Deborah F.
      Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
      di rivendicare sopra propri diritti e
      percentuali.
      Non capisco l'indignazione.Si, ma se io invento un paio di mutande, tu non devi essere costretta a indossarle e quindi a pagarmi, perchè è di questo che si sta' parlando.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      Ma qui nessuno ha inventato nulla. Una cosa è inventare qualcosa e vendersela (fin qui nessun problema), un'altra cosa è cercare di appropriarsi di uno standard di tutti.- Scritto da: Deborah F.
      Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
      di rivendicare sopra propri diritti e
      percentuali.
      Non capisco l'indignazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamo a Cesare quel che di Cesare è
      quando leggo queste cose, rimiango il tempo in cui usavo lynx, in cui eravano quattro gatti in tutto il mondo. il problema e' che la maggior parte delle persone non vuole essere libera, preferisce essere sicura.
  • Anonimo scrive:
    non servirà più IPv6
    Se andiamo avanti di questo passo l'attuale IPv4 sarà più che sufficiente perchè gli utenti della rete diminuiranno invece di aumentare!!Resteremo in 4 gatti!!
  • Anonimo scrive:
    Oramai....
    ... siamo ridotti così.Nessuna autorità è in grado di fronteggiare queste cose. In America si può finanziare legalmente i politici. Il risultato è che questi ultimi favoriranno le aziende che hanno contribuito alla loro elezione. Devono solo trovare il modo di rendere queste ingiustizie "giuste". Ma la TV, fà miracoli, poer questo. Si può pilotare l'opinione pubblica, che si sentirà libera di scegliere, mentre così non è.Le collusioni del potere con la politica ci sono tutte..... sono evidenti.Perchè si continua a votare per certa gente allora? Perchè ad ogni notizia che riguarda la rete, ormai, bisogna commentarla in chiave politica invece che tecnologica?Perchè non si può tornare a discutere se un protocollo è meglio di un'atro, se un implementazione è migliore di altra, ed invece, anche qui, bisogna le uniche novità sono sul piano politico?PErchè la tecnologia deve piegarsi al volere dei soldi?Internet stà diventando sempre + uno schifo.Sono spariti tutti quei bei siti dove potevi informarti e farti una cultura.Il libro di manutenzione della mia moto non si trova, perchè sotto copyright, perchè non posso sapere com'è fatta?I siti sui satelliti sono spariti. Gli unici baluardi dell'informazione sono ancora i siti di hackers, dove si trovano le ultime idee su come fare qualcosa.Il resto, è sempre la solita minestra, cotta in un modo, condita in una altro, ma sempre minestra è.D'altronde, siamo ben lungi dal poterci considerare intelligenti ed evoluti, quindi teniamoci ciò che ci meritiamo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Oramai....
      ti ricordi 007 il mondo non e mai abbastanza ??? (parlando di televisione)...comunque la storia insegna che ogni 300-400 anni c'e qualche grande cambiamento della societa...ormai ci siamo quasi...
      ... siamo ridotti così.
      Nessuna autorità è in grado di fronteggiare
      queste cose. In America si può finanziare
      legalmente i politici. Il risultato è che
      questi ultimi favoriranno le aziende che
      hanno contribuito alla loro elezione. Devono
      solo trovare il modo di rendere queste
      ingiustizie "giuste". Ma la TV, fà miracoli,
      poer questo. Si può pilotare l'opinione
      pubblica, che si sentirà libera di
      scegliere, mentre così non è.
      Le collusioni del potere con la politica ci
      sono tutte..... sono evidenti.
      Perchè si continua a votare per certa gente
      allora? Perchè ad ogni notizia che riguarda
      la rete, ormai, bisogna commentarla in
      chiave politica invece che tecnologica?
      Perchè non si può tornare a discutere se un
      protocollo è meglio di un'atro, se un
      implementazione è migliore di altra, ed
      invece, anche qui, bisogna le uniche novità
      sono sul piano politico?
      PErchè la tecnologia deve piegarsi al volere
      dei soldi?
      Internet stà diventando sempre + uno schifo.
      Sono spariti tutti quei bei siti dove potevi
      informarti e farti una cultura.
      Il libro di manutenzione della mia moto non
      si trova, perchè sotto copyright, perchè non
      posso sapere com'è fatta?
      I siti sui satelliti sono spariti. Gli unici
      baluardi dell'informazione sono ancora i
      siti di hackers, dove si trovano le ultime
      idee su come fare qualcosa.
      Il resto, è sempre la solita minestra, cotta
      in un modo, condita in una altro, ma sempre
      minestra è.
      D'altronde, siamo ben lungi dal poterci
      considerare intelligenti ed evoluti, quindi
      teniamoci ciò che ci meritiamo.
  • Anonimo scrive:
    E si parla tanto di sviluppo!!!!!!!!
    Così alla fine chi ha avrà sempre di + e chi è povero non potrà mai accedere a nessuna risorsa! Altro che tecnologia a servizio dell'uomo! Solo a servizio delle grandi compagnie! Questi sono i frutti del buon Bill e della sua mania di rendere tutto proprietario e a pagamento! E poi scrive libri in cui afferma cazzate del tipo che con la tecnologia tutti potranno elevarsi e accedere a un modo di vivere + dignitoso! Ma fatelo annegare nei suoi soldi!!!
  • Anonimo scrive:
    GIF:queste ipotesi scioccanti sono gia' realta!
    " Immaginiamo, per esempio, che un bel giorno (si fa per dire...) venga proposto come standard per le immagini da usare sul web un nuovo formato grafico che contiene un algoritmo coperto da brevetto."beh, pur non essendo direttamente collegato - per quel che ho capito - al W3C, il link seguente testimonia l'effettiva messa in opera di uno scenario come quello citato:http://zgp.org/~dmarti/burnallgifs/
    • Anonimo scrive:
      Re: GIF:queste ipotesi scioccanti sono gia' realta!
      GIF è nato come formato grafico proprietario.... grazie ai suoi pregi si è diffuso ed è diventato uno standard de facto per la grafica via web...E' ben diverso dal problema discusso nell'articolo...
  • Anonimo scrive:
    ancora un po e ci fanno pagare
    anche l'aria che respiriamo...e che cazzo...
    • Anonimo scrive:
      nel senso che...
      prima inquinano l'aria con varie merde...poi la puliscono, maturalmente con i nostri soldi e naturalmente a vari livelli...aria di prima scelta e e il resto del mondo...bel mondo del cazzo...- Scritto da: blah
      anche l'aria che respiriamo...

      e che cazzo...

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