Player tuttofare da 20 GB

Archos ha presentato l'erede del Gmini 400, un lettore audio/video portatile con hard disk interno


Milano – Definito da Archos un pocket multimedia center, il Gmini 402 è un player portatile per video, musica e foto.

Il dispositivo riproduce i video in qualità DVD, immagini e file protetti WMA e WMV e funge anche da host USB per acquisire direttamente le proprie immagini da fotocamere digitali o archiviare file da altri dispositivi

Sottile e patinato, il nuovo Gmini 402 ha un hard disk da 20 GB, schermo da 2,2 pollici ed è compatibile con il sistema PlayForSure di Microsoft per supportare sia i download protetti che l’abbonamento ai servizi musicali online.

Il Gmini 402 è la versione aggiornata del Gmini 400, introdotto sul mercato lo scorso anno: sul disco interno può archiviare fino a 80 ore di video, 200.000 foto o 10.000 canzoni.

Grigio metallico patinato, il Gmini 402 ha dimensioni ridotte: 106 x 60.3 x 17.4 mm e pesa 160 grammi.

Il player permette la riproduzione di film in qualità DVD e la visualizzazione di immagini su schermo o direttamente sulla TV. Tra i formati supportati ci sono DivX, MPEG-4, Windows Media Video, MP3, WMA, WAV e WMA protetti.

Il Gmini 402 è disponibile al prezzo di 349,99. L’ARCHOS Gmini 402 viene venduto insieme alle cuffie stereo standard, cavo USB 2.0, adattatore USB, caricatore, la guida veloce e astuccio protettivo. Gli accessori opzionali includono l’adattatore per auto, custodie protettive, un caricatore aggiuntivo, sound case, telecomando FM e kit per doppie cuffie.

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  • X T scrive:
    seri dubbi
    l'ennesima forma parassitaria per mangiare sul lavoro altrui. Come se i soldi andassero realmente a tutti gli artisti e tutti i produttori dell'intero pianeta. Come se la gente non pagasse già la tassa di possesso, come se già non pagasse le solite tasse di siae e produzione acquistando musica in ogni sua forma. Ricordiamo che i produttori gia' prendono i loro soldi da tutte queste cose con la produzione e la distribuzione prima di tutto, inutile inventarsene un altra con la scusa della diffusione. Arriveremo al punto che tutti i cittadini per avere una radiolina portatile dovranno iscriversi sia a siae che a scf??? e il passo dopo quale sarà?? l'addetto di tali associazioni che monitorera' i negozi di strumenti tanto per spillare soldi anche al ragazzino che per provare uno strumento da acquistare strimpellerà qualche riff famoso perchè conosce solo quello e lo sta facendo in un locale adibito ad esercizio pubblico???
  • Anonimo scrive:
    IO pago...
    ... in risposta al 3d di prima: sarò banale ma nonn è che i commercianti di questi tempi mi facciano tanta pena, avrete un sacco di tasse da pagare, non lo metto in dubbio ma voi con l'euro vi siete come minimo messi in pari, gli sfortunati lavoratori dipendenti si sono ritrovato con una pizza che costa dalle 10 alle 18 mila lire quando prima andava dalle 6 alle 10 mila (a milano). Ciò premesso quellodi cui si parla nell'articolo NON è una tassa. Non è obbligatorio. E' un servizio che si può decidere di offrire ai propri clienti oppure no. Se ritieni che il tuo negozio ne tragga beneficio bene. Se invece sono solo canzonette inutili... bè, puoi anche non pagare. Quanto alle varie domande: no, se non usi brani registrati non devi pagare scf (però devi pagare la siae anche se usi dei midi sulla base di brani scritti da altri) perchè non usi la registrazione (loro hanno i diritti SOLO sulle registrazioni). Per la ripartizione ai produttori credo che ti facciano uno sconto se tu gli dici esattamente quali brani metti e quante volte (facilita a loro il lavoro). Per il resto se gli aventi diritto (i produttori) gli hanno dato mandato per gestire i loro diritti (non è un ente pubblico, chi vuole si iscrive se lo ritiene vantaggioso) vorrà dire che sono soddisfatti così, no?Bye bye
    • Anonimo scrive:
      Re: IO pago...
      - Scritto da: Anonimo
      Ciò premesso quellodi cui si parla nell'articolo
      NON è una tassa. Non è obbligatorio. E' un
      servizio che si può decidere di offrire ai propri
      clienti oppure no. Se ritieni che il tuo negozio
      ne tragga beneficio bene. Se invece sono solo
      canzonette inutili... bè, puoi anche non pagare.

      Quanto alle varie domande: no, se non usi brani
      registrati non devi pagare scf (però devi pagare
      la siae anche se usi dei midi sulla base di brani
      scritti da altri) perchè non usi la registrazione
      (loro hanno i diritti SOLO sulle registrazioni).

      Per la ripartizione ai produttori credo che ti
      facciano uno sconto se tu gli dici esattamente
      quali brani metti e quante volte (facilita a loro
      il lavoro). Per il resto se gli aventi diritto (i
      produttori) gli hanno dato mandato per gestire i
      loro diritti (non è un ente pubblico, chi vuole
      si iscrive se lo ritiene vantaggioso) vorrà dire
      che sono soddisfatti così, no?

      Bye byeMi trovo in linea di massima daccordo con te e volevo chiederti un parere sul tema delle registrazioni.A tuo modo di vedere e visto che in alcuni casi sono autorizzate in eccezione copie per esigenze tecniche (vedi radio o webradio), quelle copie non essendo i fonogrammi dei produttori ma sicuramente altro, rientrano o no nel "conto" dell'utilizzo della registrazione a cui va riconosciuto il compenso?Grazie
  • Anonimo scrive:
    E intanto...
    ...il sito dell'ennesima iniziativa raccatta-soldi usa software gratuito (DotNetNuke) con appositamente rimosso ogni riferimento.:@
  • Anonimo scrive:
    ma dove andremo a finire?
    con questa storia dei diritti siae stanno diventando davvero ridicoli!!! in un mondo come quello di oggi continuare a parlare di queste cose è semplicemente stupido. casomai si dovrebbe fare l'operazione inversa. cioè ridurre questa morsa dei diritti. alla lunga ci guadagnerebbero anche cantanti e produttori, mentre, per adesso, dopo aver impedito quasi qualsiasi comportamento ai consumatori, anno cominciato a rompere i maroni a tutti; prima ai programmatori di suonerie, poi al file-sharing, adesso vedo pure a parroci e negozianti. intanto la vendita dei cd va a rotoli, e i negozi che li vendono chiudono uno dopo l'altro. MA E COSì DIFFICILE CAPIRE CHE BASTEREBBE ABBASSARE I PREZZI E CONCEDERE UN Pò DI LIBERTA IN PIù AI CONSUMATORI???? nell'attesa di una risposta torno a chiedermelo: ma dove andremo a finire con questa storia dei diritti musicali?
    • Anonimo scrive:
      Re: ma dove andremo a finire?
      - Scritto da: Anonimo
      con questa storia dei diritti siae stanno
      diventando davvero ridicoli!!! in un mondo come
      quello di oggi continuare a parlare di queste
      cose è semplicemente stupido. casomai si dovrebbe
      fare l'operazione inversa. cioè ridurre questa
      morsa dei diritti. alla lunga ci guadagnerebbero
      anche cantanti e produttori, mentre, per adesso,
      dopo aver impedito quasi qualsiasi comportamento
      ai consumatori, anno cominciato a rompere i
      maroni a tutti; prima ai programmatori di
      suonerie, poi al file-sharing, adesso vedo pure a
      parroci e negozianti. intanto la vendita dei cd
      va a rotoli, e i negozi che li vendono chiudono
      uno dopo l'altro. MA E COSì DIFFICILE CAPIRE CHE
      BASTEREBBE ABBASSARE I PREZZI E CONCEDERE UN Pò
      DI LIBERTA IN PIù AI CONSUMATORI???? nell'attesa
      di una risposta torno a chiedermelo: ma dove
      andremo a finire con questa storia dei diritti
      musicali?Purtroppo sono appoggiati da leggi di m*rda e gente che non capisce che così facendo chiuderanno anche i negozi non solo di cd e finirà che l'economia italiana già abbastanza compromessa andrà proprio a p*ttane!!! :@
  • Anonimo scrive:
    Articolo 73
    Tutto ciò prende le mosse dall'articolo 73 LDA.Proviamo a capirci qualcosa o almeno a ragionarci su?Art. 731. Il produttore di fonogrammi, nonché gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l'interpretazione o l'esecuzione fissata o riprodotta nei fonogrammi, indipendentemente dai diritti di distribuzione, noleggio e prestito loro spettanti, hanno diritto ad un compenso per l'utilizzazione a scopo di lucro dei fonogrammivedremo al successivo articolo che questo un compenso sarà riconosciuto anche in assenza di lucro, a prescindere per dirla alla Totò.Quando o come, allora accade che abbia luogo il compenso? a mezzo della cinematografia, della diffusione radiofonica e televisiva, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, nelle pubbliche feste danzanti, nei pubblici esercizi ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi. Al cinema, quindi, per la radio e la televisone anche via satellite, nelle discoteche o la dove, essendoci le condizioni, si svolge attività di trattenimenti danzanti, nei pubblici esercizi e in qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi.Importante è sottolineare è il passaggio ai pubblici esercizi:I negozi di abbiglimento ma anche le ferramenta, le drogherie o il fruttivendolo sotto casa, non sono pubblici esercizi ma normali esercizi commerciali.La differenza è fondamentale, in quanto ad esempio, all'indomani della sentenza di Treviso, il Presidente Chiodaroli dichiarava:"Questo provvedimento costituisce una tappa fondamentale e apre la strada al pieno riconoscimento del nostro ruolo a tutela dei diritti connessi al diritto d'autore nei pubblici esercizi".potremmo pure esser daccordo con lui, peccato che vendere braghe non è come mescere birra.Non contento però, il nostro Presidente aggingeva:"Con questa sentenza - spiega Chiodaroli - si conferma in via definitiva che, oltre che con la Siae, occorre avere un contratto con Scf per diffondere regolarmente musica di sottofondo in qualunque luogo aperto al pubblico".No caro Chiodaroli, la legge dice: "ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi." e scusate la differenza!L'articolo comunque, continua:L'esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessati.Punto fondamentale, il produttore esercita il diritto che gli arriva dalla SIAE in virtù della licenza concesso all'utilizzatore che così può legalmente utilizzare il diritto. La SIAE e solo la SIAE può incassare dall'utilizzatore.Chiodaroli, giutamente dal suo punto divista, plaude alla sentenza di Treviso (900 eurocirca in 3 anni) ma dimentica di citare tutte le altre sentenze o provvedimenti che esplicano in modo chiaro "l'iter del diritto"2. La misura del compenso e le quote di ripartizione, nonché le relative modalità, sono determinate secondo le norme del regolamento.3. Nessun compenso è dovuto per l'utilizzazione ai fini dell'insegnamento e della comunicazione istituzionale fatta dall'Amministrazione dello Stato o da enti a ciò autorizzati dallo Stato.Art. 73-bis1. Gli artisti interpreti o esecutori e il produttore del fonogramma utilizzato hanno diritto ad un equo compenso anche quando l'utilizzazione di cui all'art. 73 è effettuata a scopo non di lucro.2. Salvo diverso accordo tra le parti, tale compenso è determinato, riscosso e ripartito secondo le norme del regolamento.Una cosa appare chiara dal 73-bis, il compenso di cui si parla è diverso da quello dell'articolo 73.Resta anche aperta e secondo me determinate, la questione al punto "dei fonogrammi stessi".Massimo
    • Anonimo scrive:
      Re: Articolo 73
      nel chiedervi comunque scusa per la grammatica del post sopra (sempre di corsa, sempre a pezzi, sempre con i minuti contati) volevo aggiungere una cosa.Chiodaroli dice che la sentenza di Treviso mette in evidenza come, oltre alla SIAE, si debba avere un contratto anche con terzi soggetti. Non è vero.Chiedete a qualsiasi "utilizzatore" di quelli visti qui (un gestore di locale, un editore radiofonico) l'unica licenza è quella SIAE, altre la normativa non ne prevede.E' possibile che Chiodaroli si rifesse a qualcosa d'altro.Insomma, avrei voluto aggiungere questo passaggio:"Ma non solo, per "trasmettere" o per "eseguire in publlico" il contratto o licenza è uno solo, ed è rilasciato in via esclusiva dalla SIAE e come dice la normativa, tale licenza comprende i diritti d'autore e i connessi."Massimo
      • Anonimo scrive:
        Re: Articolo 73
        Forse questo non è il luogo adattto per una disquisizione giurisprudenziale e dottrinale sui diritti connessi però, caro massimo, nei tuoi ragionamenti vi sono dei punti che mi lascian perplesso. Chiodaroli parla di contratto e tu dici che l'unica licenza è quella Siae. Ma in questo non vi è contrasto, la Siae è un ente di diritto pubblico, se non hai la licenza chiama i carabinieri e ti fa chiudere. Scf invece è un ente privato, quindi se anche forse denomina "licenze" i contratti con gli utilizzatori è chiaro che si tratta di cosa diversa dalla licenza siae. Se non hai un contratto con scf niente forze dell'ordine ma solo una causa (lunga) e eventualmente il riconoscimento del diritto dei produttori a essere compensati per l'utilizzo di musica da parte di negozianti, radio etc.Sul fatto che (mi pare di capire) secondo te la licenza siae copra anche i diritti connessi... bè, la giurisprudenza è largamente avversa nè la legge è fatta in modo tale da dare una certezza in tal senso, tutt'altro, il testo parla semre esplicitamente di diritti d'autore. a stessa siae con un comunicato circa un anno fa aveva peraltro puntualizzato che pagare la licenza siae NON copre i diritti connessi che la siae non ha mandato a incassare... (ronf! scusate ma la materia per forza di cose è un po' complessa da spiegare... ;-))
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo 73
          - Scritto da: Anonimo
          Forse questo non è il luogo adattto per una
          disquisizione giurisprudenziale e dottrinale sui
          diritti connessi però, caro massimo, nei tuoi
          ragionamenti vi sono dei punti che mi lascian
          perplesso.
          Chiodaroli parla di contratto e tu dici che
          l'unica licenza è quella Siae. Ma in questo non
          vi è contrasto, la Siae è un ente di diritto
          pubblico, se non hai la licenza chiama i
          carabinieri e ti fa chiudere. Scf invece è un
          ente privato, quindi se anche forse denomina
          "licenze" i contratti con gli utilizzatori è
          chiaro che si tratta di cosa diversa dalla
          licenza siae. Se non hai un contratto con scf
          niente forze dell'ordine ma solo una causa
          (lunga) e eventualmente il riconoscimento del
          diritto dei produttori a essere compensati per
          l'utilizzo di musica da parte di negozianti,
          radio etc.
          Sul fatto che (mi pare di capire) secondo te la
          licenza siae copra anche i diritti connessi...
          bè, la giurisprudenza è largamente avversa nè la
          legge è fatta in modo tale da dare una certezza
          in tal senso, tutt'altro, il testo parla semre
          esplicitamente di diritti d'autore. a stessa siae
          con un comunicato circa un anno fa aveva peraltro
          puntualizzato che pagare la licenza siae NON
          copre i diritti connessi che la siae non ha
          mandato a incassare...
          (ronf! scusate ma la materia per forza di cose è
          un po' complessa da spiegare... ;-))
          Ti ringrazio per il tuo intervento e ti ringrazio di non essere entrato nel tecnico puro, non potrei seguirti, ne ho ho la capacità.Il punto focale è che Chiodaroli o la SCF in genere dicono che "per trasmettere legalmente" occorre la licenza/contratto scf. Senza entrare nel tecnico sai bene che ciò non è vero. Per trasmettere o diffondere al pubblico legalmente occorre solo il permesso siae che, almeno nel caso dei locali da ballo che conosco bene, è presupposto alla licenza commerciale sotto forma di Dichiarazione di Inizio Attività dopo di che essa è requisito (non la dichiarazione ma il Permesso).Non c'è altra licenza "per diffondere legalmente".Ovvio che Chiodaroli parla d'altro, però per cortesia lo chirisca come chiarisca che la SCF "incassa" solo se si è consumato. Cioè se io non utilizzo nulla di SCF a SCF non pago nulla. SCF, quindi, non è il connesso come vogliono farci credere ma SOLO il connesso che rappresenta.Qui sotto posto un provvedimento del Tribunale del riesame di Salerno, è solo una frazione piccola ed è solo una delle tante che si sono espresse nel merito.Ricordo anche che esistono probabilmente ancora sotto inchiesta una serie di radio di Rieti denunciate per non aver pagato il diritto connesso (denuncia penale), bene mi pare di non rovare nulla sulla LDA a riguardo.Per leggerla intera è qui:http://www.altalex.com/index.php?idnot=7005A fronte di tale ragguaglio normativo, ritiene il Tribunale che rispetto all?emittente radiofonica che trasmetta legittimamente ? in base a licenza SIAE con il versamento dei dovuti compensi ? riproduzioni fonografiche di opere che rientrano nella sfera di tutela demandata alla SIAE stessa, non possa farsi luogo a distinzione tra compensi dovuti per i diritti di autore e quelli per i diritti connessi in quanto i compensi comprendono entrambi; i diversi diritti che spettano agli interpreti ed esecutori sono dovuti dai produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria.
          • Anonimo scrive:
            Re: Articolo 73
            ... dimenticavo, non so se hai mai letto il contenuto di uno di questi accordi, se vuoi la posto qui o ti do' l'indirizzo dove leggerlo. Si basano su l'art 72 e 73 ... a me sembrano invece contratti di acquisto di un semplice servizio. Lo vuoi ? Lo compri. Non lo vuoi ? Non lo compri...E ricordiamoci anche dell'art 180 LDA che c'entra eccome.Fammi sapereGrazieMassimo
          • Anonimo scrive:
            Re: Articolo 73
            continuo perchè vorrei tenere caldo questo argomento, sempre se mi permetti. Ti metto solo il titolo dell'accordo, che già, secondo me, continene degli spunti interessanti.CONVENZIONE PER LA CONCESSIONE IN LICENZA DEL DIRITTO DI RIPRODUZIONE E COMUNICAZIONE DI FONOGRAMMI IN DISCOTECHE, SALE DA BALLO E LOCALI DI INTRATTENIMENTO (ART. 72 - 73 LEGGE DIRITTO D?AUTORE 633/41) tra S.C.F. ? SOCIETA? CONSORTILE FONOGRAFICI Via Santa Tecla n. 5 ? 20122 Milano e ASSO-INTRATTENIMENTO Via Tosarelli n. 360 ? 40050 Villanova di Castenaso (BO) Milano, 25 Ottobre 2004 "licenza", "diritto" "articoli" .... dimmi tu, che ne pensi.Massimo
          • Anonimo scrive:
            Re: Articolo 73
            e siccome chi mi vuole bene dice spesso che un rompiballe mica da ridere aggiungo un altro passaggio del "contratto", attenzione..."c) ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue successive modificazioni (nel seguito ?L.d.A.? ), chiunque intenda procedere alla duplicazione ed alla comunicazione al pubblico di Fonogrammi di titolarità dei produttori fonografici deve acquisire apposita licenza onerosa concernente distintamente, ai sensi dell?art. 72, il diritto di riproduzione nonché, ai sensi dell?art. 73, il diritto di comunicazione al pubblico, comprensivo della quota spettante agli artisti interpreti o esecutori interessati, nonché ogni altra licenza dovuta da terzi, con particolare ma non esclusivo riferimento ai compensi ed ai consensi richiesti dalla SIAE; d) SCF, per il tramite di ASSOINTRATTENIMENTO, intende concedere in licenza agli Esercenti Associati, alle condizioni ed ai termini nel seguito previsti, sia il diritto di riprodurre sia il diritto di comunicare al pubblico, i Fonogrammi di titolarità dei Mandanti, al fine di consentire agli Esercenti Associati di diffondere musica - con scopo di lucro - all?interno dei locali di loro proprietà o comunque da essi gestiti; "Ragioniamo terra terra, l'articolo 73 dice che il produttore ha diritto ad un compenso, non dice che il produttore ha diritto di licenziare ... "il diritto di comunicazione".Il produttore quindi dal l'art 73 si deve aspettare che qualcuno lo paghi per l'uso del supporto e non che qualcuno vada da lui perchè egli rialsci ilpermesso ad utilizzarlo.Non sono un giurista ma, credo e spero, scemo neppure.Massimo
          • Anonimo scrive:
            Re: Articolo 73
            andiamo avanti fedele al mio postare apezzi (chiedo scusa ma altro non posso fare)Andiamo ora a vedere la licenza SIAE per le webradio, saprai che anche alle webradio sarebbe richiesta questa ulteriore presunta licenza scf di cui all'art 73.Va detto che quella che segue è l'unica licenza che serve per "trasmettere", fatta quella si può legalmente "accendere la radio" o "aprire il locale". Non ne esistono altre perchè la legge stabilisce che nell'ambito del suo compito istituzionale è la sola SIAE che rialscia e gestisce queste licenze.All'articolo 1 delle condizioni generali si legge:Art.1 - Diritti concessi.1.1) La SIAE autorizza il Titolare dell'Autorizzazione a:a) riprodurre all?interno di una banca dati i file contenenti le opere del repertorio musicale tutelato dalla SIAE (art.13 L.d.A.);il punto a mi autorizza a "riprodurre", a fissare su altro supporto cioè, l'opera che sarà ogetto di trasmissione.Non dovrò quindi chiedere nulla all'art 72 in quanto già pagato e autorizzato. Le radio tradizionali accedono ad questa ECCEZIONE grazie ad uno specifico articolo della LDA, la possiamo chiamare "copia tecnica" e va distrutta conclusa la sua funzione. La discoteca, invece, non può accedere alla copia tecnica se non passando dall'articolo 72 e, quindi, dall'autorizzazione del proprietario. Va detto che il 99,99% delle discoteche non usano dischi ma ingaggiano DJ.b) comunicare al pubblico tali opere musicali attraverso le reti telematiche e/o di telecomunicazione, mettendolea disposizione in modalità webcasting radiofonico in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente (art.16 L.d.A.)il punto b) mi autorizza alla comunicazione, l'articolo come vedi è il 16 e non il 73 ed è qui licenziato e non sui fogli della scf.1.2) Per webcasting radiofonico si intende la messa a disposizione ai soli fini di una programmazionepredefinita, senza possibilità per l?utente di richiedere l?ascolto di una determinata opera o di una successione di opere a sua scelta e senza possibilità di interagire in alcun modo con le programmazioni offerte.Niente richieste, quindi.1.3) La presente Autorizzazione non consente il downloading di opere musicali intere o di frammenti di tali opere, effettuato a qualsiasi titolo, anche gratuito, e non copre i servizi a richiesta che permettono all?utente di agire sulla composizione del programma ai fini della sua modifica o personalizzazione o di selezionare parti del programma per l?ascolto al momento da lui voluto. Per lo svolgimento di questi servizi dovrà essere richiesto alla SIAE altro tipo di licenza, che sarà rilasciata a condizioni diverse da quelle previste dalla presente Autorizzazione.Niente dowloading1.4) La presente Autorizzazione è limitata al Sito indicato in premessa e non copre la comunicazione e lamessa a disposizione del pubblico delle opere a mezzo di link a tale Sito effettuate da parte di altri siti, i cui titolari dovranno ottenere a tal fine una distinta, specifica autorizzazione della SIAE.Solo il sito oggetto della licenza.Io la domanda l'ho fatta più volte ma mai ha ottenuto risposta:a cosa serve questa licenza scf se già ce l'ho e dalla siae e visto che non uso "i tali fonogrammi" ma o altri o copie autorizzate?Grazie a chiunque saprà pazientemente rispondermiIntantoper non saper ne leggere ne scrivere, io non firmo e attendoMassimo
          • Anonimo scrive:
            Re: Articolo 73
            sempre in attesa :D vorrei ora porre alla vostra attenzione un altro passaggio secondo me interessante.L'articolo 73, citato nelle licenze scf, abbiamo detto, indica il diritto a ricevere un compenso (nulla c'entra il diritto alla comunicazione al pubblico) null'altro.L'art 73-bis, un equo compenso per gli utilizzi senza scopo di lucro.L'entità dei compensi vengono stabiliti dal Regolamento (della SIAE naturalmente, quale se no?)Già questo da solo dovrebbe far pensare ma vediamo cosa dice una licenza scf, quella dedicata alle web radio, questa volta.ART. 3 - MODALITÀ DI UTILIZZAZIONE DELLE REGISTRAZIONI FONOGRAFICHE Il Licenziatario sarà inoltre tenuto a: a) non rendere noto anticipatamente il momento nel quale verranno messe a disposizione del pubblico determinate Registrazioni Fonografiche, indicandone il titolo, o l?album di appartenenza o il nome dell?artista. La presente clausola non esclude peraltro la possibilità di segnalare al pubblico che, in un periodo di tempo futuro ma non specificato, verranno messe a disposizione le opere di un determinato artista; b) non mettere a disposizione del pubblico in ciascun arco temporale di 3 (tre) ore:- più di 3 (tre) differenti Registrazioni Fonografiche facenti parte di un unico album, e più di 2 (due) di esse consecutivamente;- più di 4 (quattro) differenti Registrazioni Fonografiche appartenenti ad un determinato artista, o facenti parte di una qualsiasi compilation di brani, e più di 3 (tre) di esse consecutivamente;c) non predisporre le sequenze di Registrazioni Fonografiche in modo tale che esse siano parte:- di una sequenza già registrata e archiviata di durata inferiore a 5 (cinque) ore;- o di una sequenza già registrata e archiviata di durata pari o superiore a 5 (cinque) ore, che sia messa a disposizione del pubblico per più di 2 (due) settimane;- o di una sequenza, messa a disposizione del pubblico in modalità continua (looped), di durata inferiore a 3 (tre) ore;d) non predisporre le sequenze di Registrazioni Fonografiche in modo tale che esse siano parte di un programma, identificabile, nel quale le Registrazioni Fonografiche siano proposte in un ordine predeterminato, a meno che non si tratti di una sequenza già registrata e archiviata, o di una sequenza in modalità continua (looped) che sia messa a disposizione del pubblico:- più di 3 (tre) volte per un periodo - preannunciato al pubblico - di 2 (due) settimane [nel caso di sequenze di durata inferiore ad 1 (una) ora];- più di 4 (quattro) volte per un periodo - preannunciato al pubblico - di 2 (due) settimane [nel caso di sequenze di durata pari o superiore ad 1 (una) ora];Non mi pare che l'articolo 73 e/0 73 bis stabilisca limitazioni ne dica che esse possono essere poste?Io non so dove sia tutta sta giuruisprudenza in merito, tutto ciò che sono riuscito a trovare a sempre dato torto ragione a chi si è trovato denunciato....Massimo
  • Anonimo scrive:
    anche le girl scout...
    avevo sentito che in america volevano far pagare i diritti alle girl scout perché la sera, attorno al fuoco, osavano cantare canzoni coperte dal diritto d'autore. A quando le ronde siae sulle spiagge per multare tutti quelli che cantano una canzone con una chitarra?
    • Anonimo scrive:
      Re: anche le girl scout...
      - Scritto da: Anonimo
      avevo sentito che in america volevano far pagare
      i diritti alle girl scout perché la sera, attorno
      al fuoco, osavano cantare canzoni coperte dal
      diritto d'autore.

      A quando le ronde siae sulle spiagge per multare
      tutti quelli che cantano una canzone con una
      chitarra?C'è chi rideva alle battute sui fischiettamenti, in realtà ci si sta arrivando molto più velocemente di quanto si pensi.
    • Anonimo scrive:
      Re: anche le girl scout...
      - Scritto da: Anonimo
      avevo sentito che in america volevano far pagare
      i diritti alle girl scout perché la sera, attorno
      al fuoco, osavano cantare canzoni coperte dal
      diritto d'autore.

      A quando le ronde siae sulle spiagge per multare
      tutti quelli che cantano una canzone con una
      chitarra?La smettanno il giorno che qualcuno infilerà un candelotto di dinamite nel cu|o di un artista loro associato (proporrei un pagliaccio tipo Jovanotti, o, perché no, Ligabue. Per par condico proporrei anche i Pooh, al completo).Spiegando, ovviamente, i motivi di tale azione....
      • Anonimo scrive:
        Re: anche le girl scout...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        avevo sentito che in america volevano far pagare

        i diritti alle girl scout perché la sera,
        attorno

        al fuoco, osavano cantare canzoni coperte dal

        diritto d'autore.



        A quando le ronde siae sulle spiagge per multare

        tutti quelli che cantano una canzone con una

        chitarra?

        La smettanno il giorno che qualcuno infilerà un
        candelotto di dinamite nel cu|o di un artista
        loro associato (proporrei un pagliaccio tipo
        Jovanotti, o, perché no, Ligabue. Per par condico
        proporrei anche i Pooh, al completo).
        Spiegando, ovviamente, i motivi di tale azione....Be' paragonare Liga a Jovanotti o ai Puah ce ne corre!!!!!! Io propongo la scelta tra: Jovanotti, DJ Francesco, i Puah, Piotta..... :s
  • Anonimo scrive:
    Stiamo arrivando al punto
    che per ascoltare la musica dall'autoradio ci obbligheranno a portare le cuffie, altrimenti chiederanno di pagare i diritti perchè è come trasmetterla in luogo pubblico :(Bei tempi quelli di mia madre, quando ascoltava la musica a tutto volume nelle piazze, per la strada e sotto casa. Musica che proveniva dai mangiadischi dei venditori ambulanti senza tanti problemi dato che la mafia a quei tempi faceva altri affari e non gliera venuto in mente di chiedere il pizzo a tutti gli italiani.Puffa O:)
  • Anonimo scrive:
    La cosa assurda...
    ...e' che secondo me - in linea teorica - e' il contrario: per l'artista di cui sento la canzone mentre mi provo i pantaloni, e' tutta pubblicita'. Se il brano mi resta in mente, potrei anche essere invogliato a comprare il disco, giusto?Quindi in teoria dovrebbe essere lui (o meglio, la sua casa discografica) a pagare.Qualcuno dira' che lo fanno gia' per far passare il brano in radio/tv, ma qui il discorso si allarga...
  • Anonimo scrive:
    La cosa buffa
    l'ho già detto ma ne faccio uno apposito.La cosa buffa è che i normali negozi di abbigliamento in quanto semplici esercizi commerciali, se tengono una radio (per cui non varrebbe il compenso ai produttori per il fonogramma) oppure un riproduttore di suoni tipo lettore CD, non dovrebbero pagare neppure la SIAE, non facendo alcuna diffusione al pubblico.Anche in FederModa ci devono essere dei geni. :s Massimo
  • Anonimo scrive:
    Re: Soluzione: Io pago ma...
    - Scritto da: Anonimo
    Siccome questi si spacciano per associazione
    degli aventi diritti a questi "diritti", siccome
    io metto un po' la musica che mi sfrigola,
    siccome questi raccolgono una gabella che
    "dichiarano" di distribuire agli aventi diritto
    io pago SE e SOLO SE:Una precisazione, visto che mi pare ti sia sfuggito il senso di questa... "gabella". Se così non è, mi scuso.In questo caso non parliamo di compensi SIAE che vanno (dovrebbero) andare agli artisti e che comunque dovrebbero essere pagati (in questo caso dal negozio).Parliamo di compensi aggiuntivi, che vanno pagati ai fonografici che producono il supporto usato per la musica (es. CD, musicassetta).
  • Anonimo scrive:
    Il fischio
    Quante volte avete fischiettato qualcosa DI CUI NON POSSEDETE UN DISCO ORIGINALE?Avete utilizzato una composizione protetta da copyright per trarne profitto (divertirvi o rilassarvi), diffondendola in pubblico su supporto non autorizzato (la vostra memoria). Spero che faranno tutto il possibile (telecamere, lettori della mente) per prevenire questi abusi perchè è una situazione non più sostenibile.
  • Mijato scrive:
    Re: Soluzione: Io pago ma...
    TI darei un bacio in fornte da quanto c'hai ragione: anch'io ho un'attivita e da quando apri è un *continuo* di tasse, tassine, gabelle e obblighi di legge più un'altra sequela di cose meno obbligatorie ma dovute (tipo la vigilanza notturna, le assicurazioni varie, la certificazione di qualità - ne vogliamo parlare di questa *truffa*, le banche!! dio mio ... *le banche*... ). Tutto ciò che è gratis o a prezzo "politico" per il privato, dal Telepass al canone del telefono normale, all'utenza elettrica, ai costi dei conti correnti bancari, per l'azienda si paga *sempre* di più, talvolta molto di più. In base a che principio? Non parliamo poi dei commerciali che - in quanto azienda vorrebbero appiccicarti di tutto e di più: contratti di telefonia, accessori, software e licenze, forniture continuative. *pubblicità* su pagine gialle (ladri!) e soci. Oltretutto ti fanno perdere un mucchio di tempo.Non sono 100 Euro, hai ragione, è il principio che è sbagliato: le aziende non sono luoghi dove si può attingere un po' tutti a piccole dosi, perchè alla fine se l'utile non c'è, il capo si rompe i cojotes e chiude, alla faccia dell'ipocrisia di chi da un lato vuole mungerti a più non posso ma dall'altro si lamenta se calano i posti di lavoro.La competitività dipende anche da questo, e non parliamo dei cinesi e co. che se ne fregano - anche in casa nostra - di tutte queste tasse e gabelle, della 626, delle banche (fanno quasi tutto per contanti) ma sono liberi di produrre (tra un sigillo e l'altro che basta rompere dopo l'ennesima incursione della finanza) e vendere sul mercato a prezzi - ovviamente - inferiori a quelli del produttore italiano.
    Non e' per i 100 ?, e' il principio.
    Chi ha un negozio si vede arrivare a pioggia
    pagamenti di tutti i tipi, manco fossimo mucche
    da mungere.
    Iscrizione alla camera di commercio. Ok, sono
    obbligato a iscrivermi (e ci sarebbe da dire), ma
    cos'ho in cambio? Quanta gente ci lavora per
    darmi, al massimo, un certificato di iscrizione?

    Tassa insegna, occupazione suolo pubblico
    (zerbino), spazza (e questa e' giusta), corso
    pronto soccorso (oh, ho 1 BLS, un Advanced BLS,
    ho fatto anche quello trauma, 15 anni di
    esperienza in ambulanza, il corso HO DOVUTO FARLO
    E PAGARLO!!!), cassetta (4 stronzate inutili una
    cifra folle!) etc etc
    A parte tutti i soldi che escono si vive nella
    para, anzi nella certezza di avere dimenticato
    qualche cosa, di aver sbagliato.
  • Anonimo scrive:
    non ho capito una cosa...
    i diritti vanno pagati se si utilizza musica "registrata", se si ha una radio accesa che trasmette musica in "diretta" bisogna pagare lo stesso?
  • Anonimo scrive:
    Fiumi di parole...
    ...fiumi di parole tra noiprima o poi...la SCF chiederà di fare un accordo con punto informatico perchè gli utenti cantano nel suo forum, e questo è illecito!
    • Anonimo scrive:
      Re: Fiumi di parole...
      - Scritto da: Anonimo
      ...fiumi di parole tra noi
      prima o poi...


      la SCF chiederà di fare un accordo con punto
      informatico perchè gli utenti cantano nel suo
      forum, e questo è illecito!tu scherzi... ma nel forum a tema libero sono stati pubblicati molte volte i testi delle canzoni
  • Anonimo scrive:
    5 --
    E non con tonkita, la scopa amica...
  • Anonimo scrive:
    Voglio pagare 200? un CD!
    Capito siae, scf e tutti gli altri ladri? Fateci pagare anche il pizzo, per evitare che dei malavitosi vengano nel negozio e si portino via l' impianto audio.Grazie SCF di esistere!
    • Anonimo scrive:
      Re: Voglio pagare 200? un CD!
      - Scritto da: Anonimo
      Capito siae, scf e tutti gli altri ladri? Fateci
      pagare anche il pizzo, per evitare che dei
      malavitosi vengano nel negozio e si portino via
      l' impianto audio.

      Grazie SCF di esistere!Infatti ora sarà molto difficile distinguere dai soliti personaggi che chiedono il pizzo e questi....... (newbie)
  • Anonimo scrive:
    va creato circuito esterno
    ripeto come sempre:se non viene creato un circuito esterno che NON sia obbligatorio, in cui gli artisti permettano la fruizione gratuita ... non ci sono alternative.serve una scelta e che quindi non diventi obbligatorio proprio un bel niente
    • Anonimo scrive:
      Re: va creato circuito esterno
      - Scritto da: Anonimo
      ripeto come sempre:

      se non viene creato un circuito esterno che NON
      sia obbligatorio, in cui gli artisti permettano
      la fruizione gratuita ... non ci sono
      alternative.

      serve una scelta e che quindi non diventi
      obbligatorio proprio un bel nienteOBBLIGATORIO?????Piuttosto che dare i soldi a STI PERSONAGGI i negozianti sradicheranno gli impianti stereo.......voglio proprio vedere le entrate che riscuoteranno....... (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
    • krane scrive:
      Re: va creato circuito esterno
      - Scritto da:
      ripeto come sempre:
      se non viene creato un circuito esterno che NON
      sia obbligatorio, in cui gli artisti permettano
      la fruizione gratuita ... non ci sono alternative.
      serve una scelta e che quindi non diventi
      obbligatorio proprio un bel nienteC'e' Jamendo, ma siae e compagnia fanno carte false per far pagare comunque gli esercenti.
  • Anonimo scrive:
    Ma bbravi!!!!
    Se i negozi d'abbigliamento già non guadagnavano più come una volta a causa della crisi dei consumi, ora guadagneranno ancora meno e saranno sempre più indotti a chiudere!!!!!!Farebbero meglio visto che chi glielo fa fare di pagare tasse e balzelli ad avvoltoi che spolpano sempre di più??????Italia......sempre più un paese 'e mmerd......!!!!!!! :@ :@ :@
  • Anonimo scrive:
    Quante volte paghiamo i diritti?
    Facciamo l'ipotesi che io abbia un negozio e voglia trasmettere la musica proveniente dalla mia stazione radio preferita: devo pagare la tassa siae. Ma la mia radio preferita per trasmettere quella musica deve a sua volta pagare la tassa siae. Inoltre (esclusi pochi grandi network nazionali, e qualche disco avuto come promo) la radio i dischi se li compra, e anche in quel caso paga la tassa siae... quindi per ascoltare una canzone in un negozio si paga tre volte la stessa tassa.Analogamente se voglio mettere un cd in negozio, sicuramente si tratta di un cd che ho a casa e a cui tengo, quindi faro' una copia per poterne tenere uno a casa e uno in negozio... in questo caso addirittura pago la tassa quattro volte: all'acquisto del cd, all'acquisto del cd vergine, all'acquisto del computer (tassa sui supporti di memorizzazione), e infine tassa per trasmettere in negozio...Tutto cio' non mi sembra molto regolare...
    • Anonimo scrive:
      Re: Quante volte paghiamo i diritti?
      - Scritto da: Anonimo
      Facciamo l'ipotesi che io abbia un negozio e
      voglia trasmettere la musica proveniente dalla
      mia stazione radio preferita: devo pagare la
      tassa siae. Facciamola! Dipende dal tipo di negozio, ipotizziamo tu abbia un negozio di abbigliamento. No, non devi pagare la SIAE. Il tuo non è un pubblico esercizio.Ma la mia radio preferita per
      trasmettere quella musica deve a sua volta pagare
      la tassa siae. Inoltre (esclusi pochi grandi
      network nazionali, e qualche disco avuto come
      promo) la radio i dischi se li compra, e anche in
      quel caso paga la tassa siae... quindi per
      ascoltare una canzone in un negozio si paga tre
      volte la stessa tassa.Nella sua estrema semplicità, ragionamento che non fa una piega. Del resto però le radio pagano perchè quello è il loro mestiere, il tuo è vendere braghe.
      Analogamente se voglio mettere un cd in negozio,
      sicuramente si tratta di un cd che ho a casa e a
      cui tengo, quindi faro' una copia per poterne
      tenere uno a casa e uno in negozio... in questo
      caso addirittura pago la tassa quattro volte:
      all'acquisto del cd, all'acquisto del cd vergine,
      all'acquisto del computer (tassa sui supporti di
      memorizzazione), e infine tassa per trasmettere
      in negozio...

      Tutto cio' non mi sembra molto regolare...Toglio l'ultima che non deve pagare.Massimo
    • Anonimo scrive:
      Re: Quante volte paghiamo i diritti?
      - Scritto da: Anonimo
      Facciamo l'ipotesi che io abbia un negozio e
      voglia trasmettere la musica proveniente dalla
      mia stazione radio preferita: devo pagare la
      tassa siae. Ma la mia radio preferita per
      trasmettere quella musica deve a sua volta pagare
      la tassa siae. Inoltre (esclusi pochi grandi
      network nazionali, e qualche disco avuto come
      promo) la radio i dischi se li compra, e anche in
      quel caso paga la tassa siae... quindi per
      ascoltare una canzone in un negozio si paga tre
      volte la stessa tassa.

      Analogamente se voglio mettere un cd in negozio,
      sicuramente si tratta di un cd che ho a casa e a
      cui tengo, quindi faro' una copia per poterne
      tenere uno a casa e uno in negozio... in questo
      caso addirittura pago la tassa quattro volte:
      all'acquisto del cd, all'acquisto del cd vergine,
      all'acquisto del computer (tassa sui supporti di
      memorizzazione), e infine tassa per trasmettere
      in negozio...

      Tutto cio' non mi sembra molto regolare...è regolare perchè è legale.che sia onesto, corretto, giusto ... beh questa è un'altra faccenda, ma non ci riguarda, giusto? ;-)Se ci riguardasse faremmo qualcosa oltre mugugnare; e invece no; quindi non ci riguarda.La legge è quella, e si rispetta.Al tuo elenco aggiungi ... che gli autori pure pagano la siae, devono essere iscritti e mettere il bollino :)ciao ciao
    • gian_d scrive:
      Re: Quante volte paghiamo i diritti?
      - Scritto da: Anonimo
      Facciamo l'ipotesi che io abbia un negozio e
      voglia trasmettere la musica proveniente dalla
      mia stazione radio preferita: devo pagare la
      tassa siae. Ma la mia radio preferita per
      trasmettere quella musica deve a sua volta pagare
      la tassa siae. Inoltre (esclusi pochi grandi
      network nazionali, e qualche disco avuto come
      promo) la radio i dischi se li compra, e anche in
      quel caso paga la tassa siae... quindi per
      ascoltare una canzone in un negozio si paga tre
      volte la stessa tassa.

      Analogamente se voglio mettere un cd in negozio,
      sicuramente si tratta di un cd che ho a casa e a
      cui tengo, quindi faro' una copia per poterne
      tenere uno a casa e uno in negozio... in questo
      caso addirittura pago la tassa quattro volte:
      all'acquisto del cd, all'acquisto del cd vergine,
      all'acquisto del computer (tassa sui supporti di
      memorizzazione), e infine tassa per trasmettere
      in negozio...

      Tutto cio' non mi sembra molto regolare...Perché no? in fondo paghi l'IVA anche sul balzello dei CD perciò di cosa ti stupisci?
  • Anonimo scrive:
    9 --
  • Anonimo scrive:
    Sconto sull'importo da pagare? Legalità?
    Un po' si sana lettura non farebbe male:Se c'è a monte una licenza SIAE ....Massimo------http://www.altalex.com/index.php?idnot=7005Diffusione di opere: compenso SIAE ricomprende diritto d?autore e diritti connessiTribunale di Salerno, sez.riesame, ordinanza 16.02.2004 n° 7 Non è dubbio che i diritti connessi al diritto di autore ? cioè i diritti di sfruttamento economico scaturenti (e riconoscibili, oltre all?autore dell?opera, anche ai produttori ovvero agli interpreti ed esecutori) siano autonomi rispetto al diritto d?autore. La S.I.A.E. e cioè la Società Italiana Autori ed Editori ha natura di ente pubblico che attende alla tutela economica e giuridica delle opere dell?ingegno e dei diritti connessi; deve pertanto ritenersi, ai sensi degli artt. 91 ss. c.p.p., ente esponenziale di detti interessi affidati alla sua tutela. In particolare, si tratta di un ente pubblico a base associativa che esercita attività di intermediazione, comunque attuata sotto ogni forma diretta od indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche cessione per l?esercizio dei diritti di rappresentazione, esecuzione, recitazione, radiodiffusione, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate. Orbene, è evidente che laddove sia l?opera dell?ingegno ? e quindi il diritto morale di autore ? che i titolari dei diritti di sfruttamento economico e tra questi la diffusione e quindi lo strumento di diffusione ? come nel caso delle industrie discografiche che riproducono su fonogrammi l?opera e la distribuiscono ? sono affidati alla tutela della SIAE, è a questa che sono devoluti i relativi compensi per lo sfruttamento economico, successivamente da ripartire con le modalità e nelle percentuali previste dalla legge. Ai sensi dell?art. 54 comma 1 legge 05.02.1992 n. 93 come modificata dal decreto Lgvo. n.68/2003, i compensi spettanti agli artisti, interpreti ed esecutori ai sensi degli artt. 73 comma 1, 73 octies comma 2 L. 633/1941 sono versati ad apposito ente ? I.M.A.I.E. ? da parte dei produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria, con le modalità stabilite nei commi successivi.A fronte di tale ragguaglio normativo, ritiene il Tribunale che rispetto all?emittente radiofonica che trasmetta legittimamente ? in base a licenza SIAE con il versamento dei dovuti compensi ? riproduzioni fonografiche di opere che rientrano nella sfera di tutela demandata alla SIAE stessa, non possa farsi luogo a distinzione tra compensi dovuti per i diritti di autore e quelli per i diritti connessi in quanto i compensi comprendono entrambi; i diversi diritti che spettano agli interpreti ed esecutori sono dovuti dai produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria. l?assolvimento dei dovuti compensi nei confronti di quest?ultima è comprensiva del diritto d?autore e del diritto connesso. Eventuali diritti di altre categorie, come quella degli interpreti e degli esecutori, ricevono tutela a norma di legge, ma non ne deriva alcun obbligo diretto da parte dell?emittente radiofonica.(Altalex, 13 marzo 2004. Nota a cura dell'avv.Michele Salvati)(continua sul prossimo post)
    • Anonimo scrive:
      Re: Sconto sull'importo da pagare? Legalità?
      Dal post precedenteIL TRIBUNALE DI SALERNOSEZIONE RIESAMEnelle persone dei seguenti Magistrati:Dott.ssa Giancarla D?Avino, PresidenteDott.saa Lucia Casale, Giudice RelatoreDott.ssa Giovanna Spinelli, GiudiceVista l?istanza di riesame presentata nell?interesse di S.G. avverso il decreto di convalida di sequestro probatorio emesso dal P.M. presso il Tribunale di Salerno in data 24/12/2003;esaminati gli atti e sentite le parti comparse all?udienza camerale,OSSERVAquanto segue.S.G. è indagata nel procedimento penale in epigrafe del reato di cui all?art. 171ter comma 1 lett. a) legge n. 633/1941 in relazione ad un?ipotizzata condotta di omesso pagamento dei diritti connessi al diritto d?autore per la radiodiffusione di alcuni brani musicali impressi su alcuni CD.Quanto ai fatti, questi sono compendiati nella informativa della G.d.F. ? Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l?Editoria ? di Napoli del 24.12.2003 ed atti allegasti. In particolare, la p.g. dava atto di aver eseguito un accesso presso i locali dell?emittente radiofonica locale ?Radio Diffusione Irno? con sede in Mercato S. Severino di cui è proprietaria la società ?T.R.S.-Teleirno s.n.c.?, rappresentante legale l?odierna indagata ricorrente.La p.g., dopo avere svolto un excursus normativo sul diritto d?autore e sui diritti allo stesso connessi, riferiva di avere eseguito un accesso presso la sede operativa dell?emittente radiofonica per verificare la corretta applicazione della normativa sul sistema radiotelevisivo pubblico e privato nonché quella in materia di diritti d?autore; la S.G., pur esibendo la ricevuta di pagamento dei diritti d?autore alla SIAE per il periodo 1.1.2002?31.12.2002 per un importo pari ad euro 327,26, non esibiva la documentazione comprovante la corresponsione dei diritti connessi; pertanto, la G.d.F. sequestrava 109 C.D. e 198 dischi in vinile tutti con regolare contrassegno SIAE.Il P.M. con decreto del 24.12.2003 convalidava il sequestro d?urgenza, ravvisando il fumus commissi delicti e le esigenze di carattere probatorio connesse alla natura di corpo di reato del materiale staggito.Avverso tale decreto presentava istanza di riesame la difesa di S.G., con atto depositato in data 12.01.2004; in sintesi, nel gravame si deduceva la assoluta insussistenza del fumus del reato contestato in quanto l?emittente radiofonica era in possesso di regolare licenza SIAE che abilitava alla trasmissione, radiodiffusione e duplicazione dell?opera tutelata dalla SIAE, fermo restando il dovere di pagamento annuo dei diritti dovuti a tale società; la versione difensiva è nel senso che il pagamento dei diritti connessi era ricompreso nel pagamento dei diritti d?autore corrisposti annualmente alla SIAE.Concludeva, pertanto, nel senso dell?annullamento del provvedimento impugnato.L?istanza di riesame è fondata e deve essere accolta, con conseguente annullamento del decreto impugnato e restituzione all?avente diritto di quanto in sequestro. (continua)
      • Anonimo scrive:
        Re: Sconto sull'importo da pagare? Legalità?
        dal post precedenteQuanto al profilo della sussistenza o meno del ?fumus commissi delicti? è noto che ?il sindacato del giudice del riesame investito della verifica di legittimità di un decreto di sequestro probatorio o preventivo non può investire la concreta fondatezza dell?accusa, ma deve essere limitato al riscontro dell?astratta possibilità di sussumere il fatto attribuito ad un soggetto in una determinata ipotesi di reato ed al controllo dell?esatta qualificazione dell?oggetto del provvedimento come corpus delicti, nel senso che deve essere accertata l?esistenza della relazione d?immediatezza, descritta nel comma 2 dell?art. 253 c.p.p., tra la cosa stessa e l?illecito penale. La legittimità del sequestro inoltre può essere derivata, sia pure in linea astratta, solamente in correlazione ai fatti processuali posti a fondamento del provvedimento, non potendosi prescindere dal riferimento alla situazione risultante dagli elementi fattuali che l?accusa ha reputato giustificativi della misura, ferma restando la possibilità per il giudice del riesame di mutarne la qualificazione giuridica e di adottare un differente nomen juris enucleando un?ipotesi di reato diversa da quella delineata nel provvedimento? (cfr. Cass.Sez. Un. 11.11.1994, Ceolin).Orbene, nel caso in esame non vi è adito a dubbio che i diritti connessi al diritto d?autore ? cioè i diritti di sfruttamento economico scaturenti (e riconoscibili, oltre all?autore dell?opera, anche ai produttori ovvero agli interpreti ed esecutori) siano autonomi rispetto al diritto d?autore (sul punto vi è giurisprudenza di legittimità in abbondanza: ?con il contratto di esecuzione di un?opera musicale, mezzo necessario, come l?interpretazione, per diffonderla nel caso in cui l?autore non svolga tali ruoli personalmente, questi non trasferisce automaticamente all?autore né il diritto d?autore, né gli altri diritti a questi connessi e che la legge (art. 12 legge 22.04/1941 n. 633 e successive modificazioni e 2577 c.c.) gli riconosce in via esclusiva per sfruttarla economicamente, quali l?offerta al pubblico fruitore, o la pubblicazione o la diffusione dell?opera medesima, diritti autonomi tra loro ( art. 19 stessa legge) e separatamente cedibili. Pertanto il legittimo produttore su supporto meccanico o fonografico di un opera musicale (art. 61, n. 1 stessa legge) o il cessionario di esso non hanno altresì il diritto di diffonderlo, attraverso un?emittente radiofonica ( art. 58 e 59 stessa legge), ovvero di metterla in commercio o porla in circolazione, senza un ulteriore consenso dell?autore ? e salvo il diritto di questi al compenso ? com?è espressamente previsto dagli artt. 58 e59 e desumibile dal predetto articolo 61, comma 2, della medesima legge (Cass. Civ., sez 1, 05.042001 n. 5066). ?Qualora l?autore di un?opera musicale ceda ad altri il diritto di eseguirla pubblicamente o ceda ad un produttore il diritto alla riproduzione fonografica, non trasferisce, stante l?indipendenza dei diritti connessi all?utilizzazione economica dell?opera dell?ingegno, anche al diritto alla radiodiffusione: ne consegue che il soggetto esercente la radiodiffusione (compreso il concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo) il quale diffonda, senza il consenso dell?autore, l?opera registrata in un disco o altro supporta fonografico, è privo di titolo e la sua condotta è penalmente sanzionata ai sensi dell?art. 171 della legge 22/04/1941 n. 633; né, in mancanza del consenso, può costituire titolo idoneo a legittimare la radiodiffiusione la circostanza che l?agente abbia ricevuto gratuitamente il supporto fonografico a scopo promozionale dal produttore o anche dallo stesso autore? (Cass. Pen, 05/07/2000 n. 23, Penzo; idem, Cass. Pen, 05.07/200 n. 22, Salafrica)?.La disposizione penale contestata, anche se ancora non è stata formulata imputazione, e cioè l?art. 171 ter comma 1 lett. a) L. 633/1941, punisce chiunque a fini di lucro abusivamente duplica, trasmette o diffonde un pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto od in parte, un?opera dell?ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di potere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento. E? evidente che l?abusività della condotta copre un ampio ventaglio di comportamenti, tra cui anche quelli con i quali si diffondono al pubblico le opere dell?ingegno di qualsiasi genere in violazione sia delle norme che disciplinano il mezzo di diffusione (per esempio, stazioni televisive o radiofoniche prive di concessioni) che quelle disciplinano l?oggetto diffuso (per esempio la violazione dei diritti di autore, per mancata corresponsione degli oneri dovuti alla SIAE).
        • Anonimo scrive:
          Re: Sconto sull'importo da pagare? Legalità?
          dal post precedenteOrbene, è noto che la SIAE e cioè la Società Italiana Autori ed Editori (Siae) ha natura di ente pubblico che attende alla tutela economica e giuridica delle opere dell?ingegno e dei diritti connessi; deve pertanto ritenersi, ai sensi degli artt. 91 ss. c.p.p., ente esponenziale di detti interessi affidati alla sua tutela (e quindi legittimata, come tale, a costituirsi parte civile in un processo penale e, comunque, ad operare a sollecitazione di un giudizio per violazione della normativa sul diritto di autore, giacché a tali violazioni segue spesso un danno economico diretto; Cass. Pen., Sez. II 27.09.1995, n.3886, Dencevirale). La natura giuridica ed i compiti e funzioni della SIAE sono indicate nell?art. 7 D. L.vo n. 419/99 come modificato dal Decreto L.vo 09/04/2003 n. 68; in particolare, si tratta di un ente pubblico a base associativa che esercita attività di intermediazione, comunque attuata sotto ogni forma diretta od indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche cessione per l?esercizio dei diritti di rappresentazione, esecuzione, recitazione, radiodiffusione, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate (oltre ad altre funzioni, quali la cura dei registri di cui all?art. 103 L. n. 663/41 e la migliore tutela dei diritti di cui alla lettera a) suelencati nell?ambito della società dell?informazione nonché la protezione lo sviluppo delle opere dell?ingegno). Orbene, è evidente che laddove sia l?opera dell?ingegno ? e quindi il diritto morale di autore ? che i titolari dei diritti di sfruttamento economico e tra questi la diffusione e quindi lo strumento di diffusione ? come nel caso delle industrie discografiche che riproducono su fonogrammi l?opera e la distribuiscono ? sono affidati alla tutela della SIAE, è a questa che sono devoluti i relativi compensi per lo sfruttamento economico, successivamente da ripartire con le modalità e nelle percentuali previste dalla legge. Ai sensi dell?art. 54 comma 1 legge 05.02.1992 n. 93 come modificata dal decreto Lgvo. n.68/2003, i compensi spettanti agli artisti, interpreti ed esecutori ai sensi degli artt. 73 comma 1, 73 octies comma 2 L. 633/1941 sono versati ad apposito ente ? I.M.A.I.E. ? da parte dei produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria, con le modalità stabilite nei commi successivi.A fronte di tale ragguaglio normativo, ritiene il Tribunale che rispetto all?emittente radiofonica che trasmetta legittimamente ? in base a licenza SIAE con il versamento dei dovuti compensi ? riproduzioni fonografiche di opere che rientrano nella sfera di tutela demandata alla SIAE stessa, non possa farsi luogo a distinzione tra compensi dovuti per i diritti di autore e quelli per i diritti connessi in quanto i compensi comprendono entrambi; i diversi diritti che spettano agli interpreti ed esecutori sono dovuti dai produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria.E? da precisare che nel caso in esame, l?emittente radiofonica della S. risulta esercitare in modo del tutto legittimo le proprie trasmissioni, atteso che la stessa è titolare di concessione per la radiodiffusione sonora del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni dell? 01.03.1994 n.903843. Sotto il diverso profilo dell?oggetto delle radiotrasmissioni e del diritto di autore, l?emittente risulta anche titolare di autorizzazione della SIAE n. 1/2001 con la quale la Società autorizzava l?emittente radiofonica a diffondere via radio nella propria area il repertorio di opere musicali tutelate, con o senza parole, assegnate alla Sezione Musica della SIAE e affidate alla tutela della Siae stessa dai suoi soci, iscritti, mandanti e da società di autori od enti similari stranieri; la licenza comprende la radiodiffusione mediante dischi, nastri o latri supporti analoghi nonché la radiodiffusione delle esecuzioni dal vivo comunque effettuate nonché la registrazione delle suddette opere su nastro, filo o analogo supporto, anche se solo ai fini delle proprie diffusioni radiofoniche differite o per le repliche. La licenza descrive poi anche le modalità e le percentuali di pagamento dei compensi dovuti per l?utilizzazione del repertorio musicale.Orbene, a fronte del citato ragguaglio normativo e di fatto, ritiene il Tribunale che non sia configurabile, neanche in astratto, la condotta di abusiva radiodiffusione contestata alla ricorrente nella sua qualità, atteso che, alla stregua degli atti, l?emittente radiofonica risulta titolare di licenza SIAE che la abilita alla trasmissione e radiodiffusione delle opere di ingegno affidate alla Sezione Musica della SIAE, e quindi alla tutela di codesto ente; tutti i CD sequestrati risultano essere muniti di contrassegni SIAE a riprova che, non solo non sono contraffatti, ma sono oggetto di tutela SIAE, quindi sia l?opera di ingegno che il titolare del diritto connesso allo sfruttamento economico della stessa rientrano nell?ambito di tutela affidata alla SIAE, con la conseguenza che l?assolvimento dei dovuti compensi nei confronti di quest?ultima è comprensiva del diritto d?autore e del diritto connesso. Eventuali diritti di altre categorie, come quella degli interpreti e degli esecutori, ricevono tutela a norma di legge, ma non ne deriva alcun obbligo diretto da parte dell?emittente radiofonica.Ne consegue, pertanto, che l?ipotesi di reato contestata non è configurabile, onde il decreto impugnato deve essere annullato, con dissequestro e restituzione all?avente diritto delle res staggite.P.Q.M.Letti gli artt. 127-128-355-324 c.p.p., accoglie l?istanza di riesame presentata nell?interesse di S.G. avverso il decreto di convalida di sequestro probatorio emesso dal P.M. c/o Tribunale di Salerno in data 24.12.2003 e per l?effetto annulla il provvedimento impugnato; ordina la restituzione all?avente diritto di quanto in sequestro, delegando per l?esecuzione la G.d.F. Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l?Editoria di Napoli, con facoltà di subdelega.Motivi già riservati.I GiudiciDott.ssa Lucia Casale, est.Dott.ssa Giovanna SpinelliIl PresidenteDott.ssa Giancarla D?Avino
    • Anonimo scrive:
      Re: Sconto sull'importo da pagare? Legal
      Vediamo di fare un sunto per piacere.Se ho capito bene, quando compri musica o altre opere di ingegno (cd, dvd, vhs, etc...) con regolare con bollino SIAE e possiedi una licenza SIAE (per radiodiffussione ?) non devi pagare altri oboli per ogni canzone trasmessa, in quanto gia' riconosciuti attraverso l'acquisto del prodotto e della concessione ?E questo si applicherebbe ai negozianti come anche ? radio, studi medici, discoteche, piano bar ?Ad esempio, ogni tanto accompagno mio zio a fare pianobar e vedo che si segna tutte le canzoni che esegue (o che lascia suonare dall'impianto quando e' in pausa)... invece sarebbe a posto con la sola licenza e prodotti regolari ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Sconto sull'importo da pagare? Legal
        - Scritto da: Anonimo
        Vediamo di fare un sunto per piacere.

        Se ho capito bene, quando compri musica o altre
        opere di ingegno (cd, dvd, vhs, etc...) con
        regolare con bollino SIAE e possiedi una licenza
        SIAE (per radiodiffussione ?) non devi pagare
        altri oboli per ogni canzone trasmessa, in quanto
        gia' riconosciuti attraverso l'acquisto del
        prodotto e della concessione ?restiamo all'oggetto pubblica diffusione/radioTV/esecuzione con mezzo meccanico e suoi collegati.Per fare ciò devi essere munito di preventiva licenza che rialscia SOLO la SIAE. Pagata la quale hai pagato tutto.In questo caso la SIAE svolge un compito di tipo ISTITUZIONALE, la SCF no, è un'azienda privata che si occupa dei suoi associati. Se vuole il connesso alla radiodiffusione o alla esecuzione al pubblico deve andare in SIAE e non dal singolo o dalla associazione corrispondente che hanno già pagato.
        • Anonimo scrive:
          Re: Sconto sull'importo da pagare? Legal
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Vediamo di fare un sunto per piacere.



          Se ho capito bene, quando compri musica o altre

          opere di ingegno (cd, dvd, vhs, etc...) con

          regolare con bollino SIAE e possiedi una licenza

          SIAE (per radiodiffussione ?) non devi pagare

          altri oboli per ogni canzone trasmessa, in
          quanto

          gia' riconosciuti attraverso l'acquisto del

          prodotto e della concessione ?

          restiamo all'oggetto pubblica
          diffusione/radioTV/esecuzione con mezzo meccanico
          e suoi collegati.
          Per fare ciò devi essere munito di preventiva
          licenza che rialscia SOLO la SIAE. Pagata la
          quale hai pagato tutto.

          In questo caso la SIAE svolge un compito di tipo
          ISTITUZIONALE, la SCF no, è un'azienda privata
          che si occupa dei suoi associati. Se vuole il
          connesso alla radiodiffusione o alla esecuzione
          al pubblico deve andare in SIAE e non dal singolo
          o dalla associazione corrispondente che hanno già
          pagato.Ti spiace se cerco di ricalarlo nella mia situazione ? quando saro' grandicello non mi dispiacerebbe d'estate andare in giro a suonare come fa mio zio....Il locale dove si suona di norma ha gia' tale licenza, rientra nel caso di pubblica diffusione. (bar e locali vari)Se io o l'esercente usiamo supporti audio gia' pagati, sulla diffusione di questi null'altro e' dovuto... e' corretto ?Se io invece suono (senza basi ! cosa che ormai fanno in pochi :( ) devo riconoscere dei diritti sulla mia esecuzione di un brano tutelato dal diritto d'autore.E quindi me lo segno in scaletta e poi paghero' il dovuto.Il dubbio nasce quando si usano anche basi audio e ci si limita a cantare.Le basi si pagano gia'... bisogna farlo una seconda volta ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Sconto sull'importo da pagare? Legal
            - Scritto da: Anonimo
            Ti spiace se cerco di ricalarlo nella mia
            situazione ? quando saro' grandicello non mi
            dispiacerebbe d'estate andare in giro a suonare
            come fa mio zio....Non mi spiace ma tuo zio non è tenuto a pagare al cun compenso ne al diritto d'autore ne tantomeno al suo connesso. Lo fa il locale presso il quale egli presta la sua opera professionale.
            Il locale dove si suona di norma ha gia' tale
            licenza, rientra nel caso di pubblica diffusione.
            (bar e locali vari)Quella che fa tuo zio è "Esecuzione", la diffusione al pubblico la fa un bar (che è un Pubblico Eesercizio e non un esercizio commerciale) quando tiene accesa una radio (e quindi non usa "tali supporti" definiti dall'art 73 e per i quali è previsto un compenso ai produttori)
            Se io o l'esercente usiamo supporti audio gia'
            pagati, sulla diffusione di questi null'altro e'
            dovuto... e' corretto ?No, l'esercente o colui che ha il "permesso SIAE" che garantisce la liceità della "diffusione" (okkey usiamo questo il termine tanto per capirci) paga alla SIAE la quota (generalmente il 9%) per ogni "biglietto" staccato (poi naturalmente le formule sono tante e diverse ma per tutte vale il fatto che tanto hai fatto tanto pagherai), questa quota comprende il diritto d'autore E IL DIRITTO CONNESSO quando c'è (nel caso di esecuzione dal vivo, ovviamente non si apllica). Lo paga esclusivamente alla SIAE per solo la SIAE è autorizzata per legge e in quanto ENTE PUBBLICO a gestire le licenze per i diritti d'autore e i connessi (quelle di cui stiamo qui parlando, naturalmente)
            Se io invece suono (senza basi ! cosa che ormai
            fanno in pochi :( ) devo riconoscere dei diritti
            sulla mia esecuzione di un brano tutelato dal
            diritto d'autore.
            E quindi me lo segno in scaletta e poi paghero'
            il dovuto.Non sarai tu a pagare ma il gestore
            Il dubbio nasce quando si usano anche basi audio
            e ci si limita a cantare.
            Le basi si pagano gia'... bisogna farlo una
            seconda volta ?Esatto, sul mod 102 ci sono le ripartizioni in 100esimi per la riproduzione meccanica? Okkey, questi connessi sono altri e sono legati alla esecuzione (che sul mod 102 sono quelli divisi per 24esimi) ...Se esistesse questa separazione in ordine alla legalità della esecuzione o diffusione al pubblico si potrebbe creare il paradosso che Baglioni da il suo consenso alla diffusione grazie al Permesso SIAE ma la cassa discografica nega quello per il "supporto" impedendo così l'accesso all'opera che non è sua e che è già stata licenziata.Eccio perchè a mio avviso, quella dicitura all'art 73 che dice "tali supporti" è espressamente riferita al prodotto discografico originale e non ad esempio alla copia personale o alla copia tecnica ottenuta per eccezione (legalmente cioè e senza bisogno del permesso all'arrt 72). Secondo, qui si vuol far credere che il connesso sia di gestione SCF quando invece, diversamente dalla SIAE, la SCF altro non può fare che occuparsi dei suoi rappresentati e basta.Questo almeno fino a quando l'art 180 non verrà cambiato.Massimo
          • Anonimo scrive:
            Re: Sconto sull'importo da pagare? Legal
            l'ho chiamata cassa discografica non a caso :D massimo
  • Anonimo scrive:
    9 --
  • Anonimo scrive:
    Mettiamo che
    Mettiamo che io in negozio metta solo musica Creative Commons.Scommetto che poi mi fanno la multa lo stesso, vallo e a spiegare che non è coperta dalla SIAE ecc...Nel nostro paese (non so gli altri) c'è troppa burocrazia. Se la gente in negozio sente la musica perché il negoziante deve pagare? Bene o male quando escono dal negozio ed entrano in macchina continuano ad ascoltarla dalla radio.Non so questo voler far pagare anche l'aria è veramente assurdo.
  • Anonimo scrive:
    siae: attenzione agli allevatori!!!
    ho letto che in alcune stalle viene trasmessa musica perchè sembra che in questo modo le mucche producano più latte.a quando un accordo con gli allevatori?? :Dps: siae=mafia=pizzoevadere la siae è giusto!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: siae: attenzione agli allevatori!!!
      - Scritto da: Anonimo
      ho letto che in alcune stalle viene trasmessa
      musica perchè sembra che in questo modo le mucche
      producano più latte.
      a quando un accordo con gli allevatori??In effetti è diffusione in pubblico e pure per trarne profitto, attento poi che se metti la copia di un cd tuo ti tassano un bordello
      • Anonimo scrive:
        Re: siae: attenzione agli allevatori!!!
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        ho letto che in alcune stalle viene trasmessa

        musica perchè sembra che in questo modo le
        mucche

        producano più latte.

        a quando un accordo con gli allevatori??

        In effetti è diffusione in pubblico e pure per
        trarne profitto, attento poi che se metti la
        copia di un cd tuo ti tassano un bordelloScusa eh, ma se ho una stalla e mi tassano un bordello, tanto vale che smetta di fare l'allevatore e mi metta a fare il magnaccia, no?;)KaysiX
        • Anonimo scrive:
          Re: siae: attenzione agli allevatori!!!
          - Scritto da: Anonimo

          In effetti è diffusione in pubblico e pure per

          trarne profitto, attento poi che se metti la

          copia di un cd tuo ti tassano un bordello

          Scusa eh, ma se ho una stalla e mi tassano un
          bordello, tanto vale che smetta di fare
          l'allevatore e mi metta a fare il magnaccia, no?

          ;)

          KaysiXMA STAI A PENSARCI ANCHE? TI SEI SCELTO LE VACCHE SBAGLIATE ATHLON!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: siae: attenzione agli allevatori!!!
            - Scritto da: Anonimo

            Scusa eh, ma se ho una stalla e mi tassano un

            bordello, tanto vale che smetta di fare

            l'allevatore e mi metta a fare il magnaccia, no?



            ;)



            KaysiX

            MA STAI A PENSARCI ANCHE? TI SEI SCELTO LE VACCHE
            SBAGLIATE ATHLON!!!...ero certo che qualcuno avrebbe raccolto l'assist... O:)KaysiX
          • Anonimo scrive:
            Re: siae: attenzione agli allevatori!!!
            - Scritto da: Anonimo

            MA STAI A PENSARCI ANCHE? TI SEI SCELTO LE VACCHE

            SBAGLIATE ATHLON!!!

            ...ero certo che qualcuno avrebbe raccolto
            l'assist... O:)

            KaysiXeheh
    • Anonimo scrive:
      Re: siae: attenzione agli allevatori!!!
      - Scritto da: Anonimo
      ho letto che in alcune stalle viene trasmessa
      musica perchè sembra che in questo modo le mucche
      producano più latte.
      a quando un accordo con gli allevatori??Hai ragione, per non parlare del contadino che fischietta canzoni tutto il giorno... anche con gli agrari dovrebbero fare un accordo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Soluzione: Io pago ma...
    - Scritto da: Anonimo
    - diffondo "note casuali" molto cool eseguite dal
    mio pc, devo pagare?Sia quanti diritti d'autore violi se diffondi delle note?
    • Anonimo scrive:
      Re: Soluzione: Io pago ma...
      - Scritto da: Anonimo

      Pirata produrre le note costa tantissimo agli

      artisti!

      4 strimpellate messe in croce???? La musica di
      oggi fa solo vomitare!!!!!!!!
      :s :s :s :s :sCosta tantissimo ps piratati qualche libro di intelligenza
      • Anonimo scrive:
        Re: Soluzione: Io pago ma...
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo


        Pirata produrre le note costa tantissimo agli


        artisti!



        4 strimpellate messe in croce???? La musica di

        oggi fa solo vomitare!!!!!!!!

        :s :s :s :s :s

        Costa tantissimo ps piratati qualche libro di
        intelligenzaMa va là (troll) (troll1) (troll2) (troll3) (troll4)
  • DomFel scrive:
    Controllo totale?
    Chi ha gia' trattato con la SIAE (soprattutto con la sede di Roma) sa benissimo che i loro agenti rappresentano le persone piu' ritardate e frustrate che si siano mai viste. Ancora non concepisco come un'organizzazione cosi' importante in un paese civilizzato possa essere gestita da persone cosi' incapaci, viene l'odio solo a parlarci.Spero che un giorno camminando con l'iPod per strada non mi fermi un qualche co****ne chiedendomi il permesso di circolazione per l'iPod e relativo permesso per gli emmepitre.1984 di Orwell mi sembra cosi' vicino...Che governo di ritardati che abbiamo (e che abbiamo sempre avuto)!
    • Anonimo scrive:
      Re: Controllo totale?
      Ogni volta sembrate cascarci ... Non è la SIAE l'oggetto ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Controllo totale?
        - Scritto da: Anonimo
        Ogni volta sembrate cascarci ... Non è la SIAE
        l'oggetto ...Ma sono comunque parassiti appartenenti alla stessa famiglia dei magnamagnas ladronibus autorizatis!!!! 8)
    • Anonimo scrive:
      Re: Controllo totale?
      - Scritto da: DomFel
      Chi ha gia' trattato con la SIAE (soprattutto con
      la sede di Roma) sa benissimo che i loro agenti
      rappresentano le persone piu' ritardate e
      frustrate che si siano mai viste. Ancora non
      concepisco come un'organizzazione cosi'
      importante in un paese civilizzato possa essere
      gestita da persone cosi' incapaci, viene l'odio
      solo a parlarci.
      Spero che un giorno camminando con l'iPod per
      strada non mi fermi un qualche co****ne
      chiedendomi il permesso di circolazione per
      l'iPod e relativo permesso per gli emmepitre.
      1984 di Orwell mi sembra cosi' vicino...
      Che governo di ritardati che abbiamo (e che
      abbiamo sempre avuto)!il modo in cui ti esprimi potrebbe causarti problemi ... eppure tu stesso dici che "siamo controllati" ... pi ti dice sempre che : sono a conoscenza che la responsabilità dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori: al fine della corretta attribuzione della stessa, Punto Informatico memorizza, oltre al contenuto del commento, l'indirizzo IP dello scrivente. quindi... occhio a spararle così grosse ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Controllo totale?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: DomFel

        Chi ha gia' trattato con la SIAE (soprattutto
        con

        la sede di Roma) sa benissimo che i loro agenti

        rappresentano le persone piu' ritardate e

        frustrate che si siano mai viste. Ancora non

        concepisco come un'organizzazione cosi'

        importante in un paese civilizzato possa essere

        gestita da persone cosi' incapaci, viene l'odio

        solo a parlarci.

        Spero che un giorno camminando con l'iPod per

        strada non mi fermi un qualche co****ne

        chiedendomi il permesso di circolazione per

        l'iPod e relativo permesso per gli emmepitre.

        1984 di Orwell mi sembra cosi' vicino...

        Che governo di ritardati che abbiamo (e che

        abbiamo sempre avuto)!

        il modo in cui ti esprimi potrebbe causarti
        problemi ... eppure tu stesso dici che "siamo
        controllati" ... pi ti dice sempre che : sono a
        conoscenza che la responsabilità dei commenti
        ricade esclusivamente sui rispettivi autori: al
        fine della corretta attribuzione della stessa,
        Punto Informatico memorizza, oltre al contenuto
        del commento, l'indirizzo IP dello scrivente.

        quindi... occhio a spararle così grosse ;)Non è diffamazione perché stanno chiedendo una cosa che è illegittima e perciò è legittimo che uno s'incazzi.....
      • DomFel scrive:
        Re: Controllo totale?
        Tranquillo, dove abito io mi dovrebbero mandare l'FBI, niente polizia italiana... ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Controllo totale?
        - Scritto da: Anonimo
        quindi... occhio a spararle così grosse ;)Ha detto solo la verità! ;-)
  • Anonimo scrive:
    Fonogrammi...
    No, per piacere... BASTA con queste parole di cent'anni fa! :p
    • Alessandrox scrive:
      Re: Fonogrammi...
      - Scritto da: Anonimo
      No, per piacere... BASTA con queste parole di
      cent'anni fa! :p"Suonogramma" o "sonogramma" suona meglio?
  • Anonimo scrive:
    Questa mattina...
    mi sono diretto al solito verso la mia toilette ovecon la solita serafica calma mi sono dilungato nell'espletamento delle funzioni corporali, intesacome evacuazione degli scarti di lavorazione del mio intestino. Purtroppo nell'esecuzione di tale attività,l'eccesso di gas presente nell'organo sopracitato,probabilmente generato dal pasticcio di fagioli messicani con ceci di cui vado poco fiero,ha causato l'emissione di quattro suoni che per puracoincidenza hanno riprodotto il famoso intro della fugadi JS Bach.Domanda, devo autodenunciarmi sia all'scf che allasiae?Si può rateizzare l'importo e come va calcolato?Devo misurare il volume della cercamica o contarequanti escrementi solidi erano presenti al momento?Queste domande, un tempo ridicole, oggi destano in me viva preoccupazione.Ringraziando anticipatamenteUn musicista ( a quanto pare...)
    • Anonimo scrive:
      Re: Questa mattina...
      - Scritto da: Anonimo
      mi sono diretto al solito verso la mia toilette ove
      con la solita serafica calma mi sono dilungato
      nell'espletamento delle funzioni corporali, intesa
      come evacuazione degli scarti di lavorazione del
      mio intestino. Purtroppo nell'esecuzione di tale attività,
      l'eccesso di gas presente nell'organo sopracitato,
      probabilmente generato dal pasticcio di fagioli
      messicani con ceci di cui vado poco fiero,
      ha causato l'emissione di quattro suoni che per pura
      coincidenza hanno riprodotto il famoso intro della fuga di JS Bach.
      Domanda, devo autodenunciarmi sia all'scf che alla siae?Dipende se qualcuno ti ha sentito o no. E' molto probabile che sia così ma comunque non potrai mai saperlo, quindi devi pagare sia la siae sia l'scf.
      • Anonimo scrive:
        Re: Questa mattina...
        no tranquillo, sono passati piu' di 50 anni ,quindi non devi pagare nessuna tassa!
        • Anonimo scrive:
          Re: Questa mattina...
          - Scritto da: Anonimo
          no tranquillo, sono passati piu' di 50 anni
          ,quindi non devi pagare nessuna tassa!La prossima volta esercitati con la Cavalcata delle Valchirie, anche Wagner è fuori tempo massimo per le royalties =)
          • Anonimo scrive:
            Re: Questa mattina...
            - Scritto da: Anonimo
            La prossima volta esercitati con la Cavalcata
            delle Valchirie, anche Wagner è fuori tempo
            massimo per le royalties =)Esercitati con Warner! Splotch splotch...
          • Anonimo scrive:
            Re: Questa mattina...
            state uccidendo la classica T_T
          • Anonimo scrive:
            Re: Questa mattina...
            - Scritto da: Anonimo
            state uccidendo la classica T_TL'ultimo messaggio si riferiva a musica house, per la precisione...
  • Anonimo scrive:
    pizzo
    in pratica è un po come pagare il pizzo alle case discografiche come si fa con i supporti cd, hd ecc..
    • Anonimo scrive:
      Re: pizzo
      - Scritto da: Anonimo
      in pratica è un po come pagare il pizzo alle case
      discografiche come si fa con i supporti cd, hd
      ecc..E' meglio pagarlo alla MAFIA!!!!!!! :@ :@ :@
      • Anonimo scrive:
        Re: pizzo

        E' meglio pagarlo alla MAFIA!!!!!!!no, c'è una differenza: la mafia i picciotti per minacciarti li paga; per loro, minacciarti "legalmente" tramite finanza non costa nulla: il 117 è gratis
  • Anonimo scrive:
    Complimenti...
    Già i negozi di moda devono fare conto sui soliti 4 figli di papà perchè tutti gli altri non possono (ed in genre non vogliono) spendere 50/80/100 euro per un paio di jeans di 5 taglie più grosse che sembrano state tagliate da una studente di taglio e cucito al primo vestito. Mantenere un negozio presenta costi non da poco, la concorrenza cinese è, senza mezzi termini spietata, (1 per i ridicoli ritocchi alla loro valuta, 2 per i cosidetti "vestiti contraffatti" che in realtà non lo sono perchè usciti dalla stessa fabbrica sui stessi disegni di quelli "originali" ma non definiti tali solo per ragioni commerciali) e come se non bastasse bisogna ancora pagare fuori altri parassiti perchè si tiene una radio accesa.Sempre meglio...
  • Anonimo scrive:
    Questo è il risultato degli MP3
    Premesso che io sono a favore del cambiamento nel mercato verso il delivery a pagamento della musica online a sfavore della SIAE e di tutti gli accrocchi italiani retaggio di leggi e regolamenti degli anni 40....Dico che queste richieste sono il minimo che ci si doveva aspettare da un mercato musicale che ormai è stato distrutto dallo scambio indiscriminato di musica online. Inutile urlare per l'ennesimo balzello, è la logica (ed economica) reazione a un mercato mancante di profitti e che ha ridotto terribilmente il suo fatturato negli ultimi anni (Fraunholfer prima.. napster poi... fino ad oggi).Non si guadagna sui CD ? Allora andranno a chiedere i diritti sulla diffusione nei negozi adesso e altro in futuro (probabilmente dovremo tenere le autoradio basse per non essere tassati!!). E' un gatto che si mangia la coda e, a mio parere, è uno degli ultimi rantoli di un modello commerciale destinato a fallire nei prossimi anni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3
      NO.Questo è il risultato di un sistema economico destinato al collasso, così come in altri campi.Gli emmepitre contano poco nulla.
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        - Scritto da: Buzz
        NO.
        Questo è il risultato di un sistema economico
        destinato al collasso, così come in altri campi.
        Gli emmepitre contano poco nulla.I sistemi non collassano da soli.I sistemi collassano per una o più cause tra loro concatenate o no.Tra le cause scatenanti la caduta del modello commerciale della musica è possibile sicuramente identificare l'utilizzo di MP3 e lo scambio (senza pagamento di alcuna fee) tramite sistemi di sharing.Prova ad allineare il calo dei fatturati per la vendita di CD con l'evoluzione di MP3 prima e di file sharing poi, ti accorgereai come i tre fattori siano legati.Detto ciò hai ragione nel dire che il sistema è destinato al collasso, e ben venga la sostituzione dello stesso verso qualcosa di innovativo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Questo è il risultato degli MP3
          - Scritto da: Anonimo

          Detto ciò hai ragione nel dire che il sistema è
          destinato al collasso, e ben venga la
          sostituzione dello stesso verso qualcosa di
          innovativo.Io penso che il problema reale sia questo. L'indutria della musica non si è adeguata ai tempi perchè nemmeno li ha compresi, forti delle loro posizioni dominanti e monopolistiche. E da un po' arranca cercando di limitare i danni con balzelli come questi e quelli sui cd, senza contare l'accanimento degli ultimi tempi nelle fiere, nei circoli ricreativi, ecc.In ogni caso, è un UTOPIA cercare di limitare lo scambio di musica: finchè io compro un cd, io LO PRESTO A CHI CAZZO MI PARE, e se *lui* penserà che valga l'acquisto lo comprerà, altrimenti amici come prima.In ultima, ci sono meno soldi per coprare beni non primari come i cd.
        • Anonimo scrive:
          Re: Questo è il risultato degli MP3
          - Scritto da: Anonimo

          NO.

          Questo è il risultato di un sistema economico

          destinato al collasso, così come in altri campi.

          Gli emmepitre contano poco nulla.

          I sistemi non collassano da soli.
          I sistemi collassano per una o più cause tra loro
          concatenate o no.Questo sistema collasserà perchè stanno chiedendo i diritti 3 o 4 volte al colpo e finiranno tutti in galera.
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3

      Dico che queste richieste sono il minimo che ci
      si doveva aspettare da un mercato musicale che
      ormai è stato distrutto dallo scambio
      indiscriminato di musica online.Gli MP3 non sono la causa dei problemi della musica; quantificare nel 10% le perdite del mercato è già essere ottimisti.Se per ipotesi il 70% degli italiani ascolta musica e il 50% degli utilizzatori di Internet pirata musica, considerando che solo il 30% degli italiani ha internet significa che il 50% del 30% del 70% (ovvero circa il 10%) degli italiani pirata musica.
      Inutile urlare
      per l'ennesimo balzello, è la logica (ed
      economica) reazioneQuesto non è un balzello, è il giusto compenso per gli autori e sono pienamente favorevole.Personalmente se avessi un negozio programmerei SOLO musica non coperta da diritto d'autore giusto per rompere le palle a queste sanguisughe. Chi invece vuole far ascoltare la musica attuale è giusto che paghi.Ciò che non è giusto è che esistano balzelli come quelli sui CD che sono un FURTO legalizzato; presuppongono la colpevolezza di tutti, anche di chi come me non ha in casa nemmeno un CD musicale, né originale né piratato.
      a un mercato mancante di
      profitti e che ha ridotto terribilmente il suo
      fatturato negli ultimi anniMa dove??? Non mi risulta che vi sia stata una sola etichetta fallita.
      Non si guadagna sui CD ? Allora andranno a
      chiedere i diritti sulla diffusione nei negozi
      adesso e altro in futuro (probabilmente dovremo
      tenere le autoradio basse per non essere
      tassati!!). Veramente la tassa sulle autoradio esiste già, come sono sempre esistite le tasse sulla diffusione di musica in pubblico.
      parere, è uno degli ultimi rantoli di un modello
      commerciale destinato a fallire nei prossimi
      anni. Speriamo.
      • Alessandrox scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        - Scritto da: THe_ZiPMaN
        Gli MP3 non sono la causa dei problemi della
        musica; quantificare nel 10% le perdite del
        mercato è già essere ottimisti.
        Se per ipotesi il 70% degli italiani ascolta
        musica e il 50% degli utilizzatori di Internet
        pirata musica, considerando che solo il 30% degli
        italiani ha internet significa che il 50% del 30%
        del 70% (ovvero circa il 10%) degli italiani
        pirata musica.Ovvero circa 6 mln di italiani... potenzialmente 6 mln di dischi invenduti, come minimo visto che ognuno potrebbe comprare piu' di un cd...Non e' poco.
        • Anonimo scrive:
          Re: Questo è il risultato degli MP3
          - Scritto da: Alessandrox
          Ovvero circa 6 mln di italiani... potenzialmente
          6 mln di dischi invenduti, come minimo visto che
          ognuno potrebbe comprare piu' di un cd...
          Non e' poco.C'è solo il piccolo problema che secondo tutti gli studi i fruitori del p2p sono poi quelli che comprano più musica...Io stesso non ho praticamente mai scaricato nulla di illegale (anche per problemi di spazio...), ma mi rendo conto che facendolo poi andrei a comprare molto di più, sapendo cosa devo aspettarmi. Dopo un po' di dischi pagati 30€ che ne valevano al massimo 7.5 adesso compro pochissimo.
          • Alessandrox scrive:
            Re: Questo è il risultato degli MP3
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Alessandrox

            Ovvero circa 6 mln di italiani... potenzialmente

            6 mln di dischi invenduti, come minimo visto che

            ognuno potrebbe comprare piu' di un cd...

            Non e' poco.
            C'è solo il piccolo problema che secondo tutti
            gli studi i fruitori del p2p sono poi quelli che
            comprano più musica...Mah... quanti studi sono stati fatti? da chi?Certamente non ho niente per poterli contraddire ma la cosa mi lascia comunque un po' perplesso: tuti i miei conoscenti che scaricano illegalmente tramite P2P non mi pare proprio che abbiano aumentato gli acquisti i di CD... magari non saranno un campione rappresentativo ma in ogni caso il dubbio mi rimane.
            Io stesso non ho praticamente mai scaricato nulla
            di illegale (anche per problemi di spazio...), ma
            mi rendo conto che facendolo poi andrei a
            comprare molto di più, sapendo cosa devo
            aspettarmi. Dopo un po' di dischi pagati
            30? che ne valevano al massimo 7.5 adesso
            compro pochissimo.OK quindi il problema diventa:Di questi 6mln di persone quanti scaricano materiale libero e quanti (illegalmente) materiale protetto?Qualsiasi stima sarebbe piuttosto azzardata ma in linea di massima gia' non saremmo lontani dal vero ipotizzando una stragrande maggioranza di download illegali, il resto sarebbe irrilevante.
          • Anonimo scrive:
            Re: Questo è il risultato degli MP3
            - Scritto da: Alessandrox
            OK quindi il problema diventa:
            Di questi 6mln di persone quanti scaricano
            materiale libero e quanti (illegalmente)
            materiale protetto?
            Qualsiasi stima sarebbe piuttosto azzardata ma in
            linea di massima gia' non saremmo lontani dal
            vero ipotizzando una stragrande maggioranza di
            download illegali, il resto sarebbe irrilevante.Cosa c'entra (con quello che dicevo, tra l'altro)? Chi utilizza molto il p2p scarica OVVIAMENTE materiale illegale, ma spesso essendo un vero appassionato di musica valuta quello che ha scaricato e se trova materiale che vale la pena lo va a comprare in negozio. E' ovvio che è una pratica illegale, ma sarebbe da permetterla secondo me.
          • Alessandrox scrive:
            Re: Questo è il risultato degli MP3
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Alessandrox

            OK quindi il problema diventa:

            Di questi 6mln di persone quanti scaricano

            materiale libero e quanti (illegalmente)

            materiale protetto?

            Qualsiasi stima sarebbe piuttosto azzardata ma
            in

            linea di massima gia' non saremmo lontani dal

            vero ipotizzando una stragrande maggioranza di

            download illegali, il resto sarebbe irrilevante.
            Cosa c'entra (con quello che dicevo, tra
            l'altro)? Come cosa c' entra?Avevamo concluso che gli utilizatori di P2P sono circa 6mln e Tu hai riportato una TUA PERSONALE abitudine come una abitudine GENERALE... possibile ma con quali prove? Che ne SAI TU di come si comportano 6mln di persone???Chi utilizza molto il p2p scarica
            OVVIAMENTE materiale illegale, ma spesso essendo
            un vero appassionato di musica valuta quello che
            ha scaricato e se trova materiale che vale la
            pena lo va a comprare in negozio. E' ovvio che è
            una pratica illegale, ma sarebbe da permetterla
            secondo me.Dunque 6mln di persone TUTTE appassionate e che diligentemente poi comprano quello che ascoltanoe gli piace???ER io ti ripeto: CONOSCO gente che scarica con P2P da poco, NUOVI UTENTI (ma anche di vecchi)... nessuno di questi COMPRA dopo aver scaricato qualcosa che li appassiona... non voglio dire che sia un' abitudine di tutti ma non mi sognerei mai di affermare che tutti quelli che scaricano musica che ritengono interessante poi la COMPRANO.Non so come tu faccia ad essere cois' sicuro del comportamento di 6mln di perfetti SCONOSCIUTI.==================================Modificato dall'autore il 04/08/2005 12.25.44
          • Anonimo scrive:
            Re: Questo è il risultato degli MP3
            - Scritto da: Alessandrox


            OK quindi il problema diventa:


            Di questi 6mln di persone quanti scaricano


            materiale libero e quanti (illegalmente)


            materiale protetto?[cut]

            Cosa c'entra (con quello che dicevo, tra

            l'altro)?

            Come cosa c' entra?Cosa c'entra il "materiale libero" e il materiale protetto? Tutti scaricano materiale protetto dal p2p ma io dicevo che poi alla fine molti di quelli che scaricano tanto vanno anche a comprare (tanto).
            Avevamo concluso che gli utilizatori di P2P sono
            circa 6mln e Tu hai riportato una TUA PERSONALE
            abitudine come una abitudine GENERALE...Veramente no, non è una mia personale abitudine e ho riportato il risultato di diversi studi, oltre che una mia opinione.
            Dunque 6mln di persone TUTTE appassionate e che
            diligentemente poi comprano quello che ascoltanoe
            gli piace???No, sicuramente non tutte, e comunque non conosco le percentuali. Però voglio dire che il p2p può anche far aumentare le vendite, almeno in certi casi, e secondo me sarebbe da mantenere e pure legalizzare.Secondo me la distribuzione del materiale dovrebbe essere libera, con la possibilità di acquistare la licenza d'uso poi attraverso internet. Insomma penso che dovrebbe essere una questione di onestà più che altro, come con gli shareware. Forse si potrebbe fare una sistema che chiede una registrazione per il download, e da tot giorni di licenza per utilizzare il prodotto, così che sia possibile verificare chi sta abusando, usando migliaia di prodotti senza mai pagare una licenza.Si potrebbe ottenere qualcosa di simile con i drm, ma hanno troppe "controindicazioni".
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        - Scritto da: THe_ZiPMaN


        Dico che queste richieste sono il minimo che ci

        si doveva aspettare da un mercato musicale che

        ormai è stato distrutto dallo scambio

        indiscriminato di musica online.

        Gli MP3 non sono la causa dei problemi della
        musica; quantificare nel 10% le perdite del
        mercato è già essere ottimisti.
        Se per ipotesi il 70% degli italiani ascolta
        musica e il 50% degli utilizzatori di Internet
        pirata musica, considerando che solo il 30% degli
        italiani ha internet significa che il 50% del 30%
        del 70% (ovvero circa il 10%) degli italiani
        pirata musica.La maggior parte della pirateria viene dai marocchini infatti, e all'inizio dai dischi masterizzati per gli amici/clienti. Comunque credo che il p2p impatti per lo più favorevolmente le vendite, più che altro sarebbero da stroncare i marocchini (che tanti una volta compravano per pietà e adesso con la questione dei cd vanno in giro in mercedes).
    • Giambo scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3
      - Scritto da: Anonimo
      Dico che queste richieste sono il minimo che ci
      si doveva aspettare da un mercato musicale che
      ormai è stato distrutto dallo scambio
      indiscriminato di musica online.A me non pare proprio che sia distrutto. Le vendite continuano ad andare bene, e non passa giorno che su MTV non facciano vedere uno sconosciuto "rapper" che mette in mostra la sua villa con piscina e la sua collezione di auto d'epoca.
      E' un gatto che si mangia la coda e, a mio
      parere, è uno degli ultimi rantoli di un modello
      commerciale destinato a fallire nei prossimi
      anni. Mio modestisismo parere: Il 90% della musica prodotta oggi e' merda.In Italia poi la situazione e' tragica: Graziani, de Gregori, Fossati, de Andre' ... E dopo di loro ? DJ Francesco ?!?
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        - Scritto da: Giambo
        Mio modestisismo parere: Il 90% della musica
        prodotta oggi e' merda.
        In Italia poi la situazione e' tragica: Graziani,
        de Gregori, Fossati, de Andre' ... E dopo di loro
        ? DJ Francesco ?!?Ci sono molti buoni artisti in Italia, anche del genere che probabilmente piace a té, per i cantautori duri e puri è solo questione di moda, prima o poi torneranno (ma io preferisco la vera musica).
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        - Scritto da: Giambo

        Mio modestisismo parere: Il 90% della musica
        prodotta oggi e' merda.Sei ottimista: io direi 95%.
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3
      In passato, quando ero bambino e internet non esisteva, mi ricordo che nella macchina di mio papà c'era un porta cassette pieno di cassette copiate, non ricordo di aver mai visto una cassetta originale, poi crescendo quando sono arrivati i CD ricordo che avevano aperto dei negozi che affittavano i CD, io andavo li, li affittavo a 1200 lire e quando tornavo a casa li copiavo su cassetta regolando i picchi, non ricordo di aver mai comprato un CD originale, ero piccolo, non lavoravo e non potevo permettermeli. Adesso sono grande, fino ad oggi scarico gli MP3, se da domani me li tolgono, dal'esperienza vissuta, so come rimpiazzarli.... tanto in una macchina in movimento non c'è molta differrenza tra una cassetta ed un CD...Comunque questi stanno attizzando la gente per portarla alla guerra civile... secondo me tra 4 anni scoppia...
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3
      - Scritto da: Anonimo
      Premesso che io sono a favore del cambiamento nel
      mercato verso il delivery a pagamento della
      musica online a sfavore della SIAE e di tutti gli
      accrocchi italiani retaggio di leggi e
      regolamenti degli anni 40....

      Dico che queste richieste sono il minimo che ci
      si doveva aspettare da un mercato musicale che
      ormai è stato distrutto dallo scambio
      indiscriminato di musica online. Inutile urlare
      per l'ennesimo balzello, è la logica (ed
      economica) reazione a un mercato mancante di
      profitti e che ha ridotto terribilmente il suo
      fatturato negli ultimi anni (Fraunholfer prima..
      napster poi... fino ad oggi).
      No, il mercato non è stato rovinato dallo scambio musicale ma da quei pochi artisti che le major pompano all'inverosimile e che producono merda pura e che a tutti i costi pretendono di essere ascoltati e che compriamo le loro porcate!!!
      Non si guadagna sui CD ? Allora andranno a
      chiedere i diritti sulla diffusione nei negozi
      adesso e altro in futuro (probabilmente dovremo
      tenere le autoradio basse per non essere
      tassati!!).Ci provino a chiedere la tassa sull'autoradio che poi sappiamo bene DOVE dargliela.........
      E' un gatto che si mangia la coda e, a mio
      parere, è uno degli ultimi rantoli di un modello
      commerciale destinato a fallire nei prossimi
      anni.


      Spero che falliscano tutti questi parassiti e tutti quegli "artisti" che producono porcate!!!!!!! :@ :@ :@
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        Se non è cambiato qualcosa, la tassa sull'autoradio la paghi.. Almeno mi ricordo che quando avevo l'auto dovevo barrare la casellina dove specificavo che la avevo, e pagavo una tassa aggiuntiva...
        • Anonimo scrive:
          Re: Questo è il risultato degli MP3
          - Scritto da: Anonimo
          Se non è cambiato qualcosa, la tassa
          sull'autoradio la paghi.. Almeno mi ricordo che
          quando avevo l'auto dovevo barrare la casellina
          dove specificavo che la avevo, e pagavo una tassa
          aggiuntiva...E' stata compresa nella tassa di circolazione, anche perché molti giravano con le antenne portabollo...... 8)
          • Anonimo scrive:
            Re: Questo è il risultato degli MP3
            E' vero : comunque, ricordo che la si pagava solo se l'autoveicolo era dotato di antenna, oltre che di radio.Quindi, per non pagarla, papà smontò l'antenna.Saluti,Piwi
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3
      Il tuo ragionamento sarebbe corretto, se non fosse che già da anni un negozio è costretto a pagare la SIAE se possiede un "generatore di musica" all'interno (sia esso uno stereo, una televisione, un impianto di filodiffusione)...In realtà infatti non capisco i termini dell'accordo.. i soldi non vengono più dati a siae? vengono dati anche ai fonografici? ma allora i soldi di siae non vanno agli artisti? e a chi vanno?
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3

        a chi vanno?non so dove vadano i soldi, pero' so benissimo dove possono andare siae & amici :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo è il risultato degli MP3
      - Scritto da: Anonimo
      Premesso che io sono a favore del cambiamento nel
      mercato verso il delivery a pagamento della
      musica online a sfavore della SIAE e di tutti gli
      accrocchi italiani retaggio di leggi e
      regolamenti degli anni 40....

      Dico che queste richieste sono il minimo che ci
      si doveva aspettare da un mercato musicale che
      ormai è stato distrutto dallo scambio
      indiscriminato di musica online. Inutile urlare
      per l'ennesimo balzello, è la logica (ed
      economica) reazione a un mercato mancante di
      profitti e che ha ridotto terribilmente il suo
      fatturato negli ultimi anni (Fraunholfer prima..
      napster poi... fino ad oggi).

      Non si guadagna sui CD ? Allora andranno a
      chiedere i diritti sulla diffusione nei negozi
      adesso e altro in futuro (probabilmente dovremo
      tenere le autoradio basse per non essere
      tassati!!).
      E' un gatto che si mangia la coda e, a mio
      parere, è uno degli ultimi rantoli di un modello
      commerciale destinato a fallire nei prossimi
      anni.
      è un tuo parere.in realtà è impossibile che un qualsiasi mercato possa ottenere dal governo favoritismi similisoprattutto non esiste la possibilità di creare uno storage volontario GRATUITO in cui gli artisti non chiedono che il riconoscimento della paternità, ma senza chiedere nulla in cambio e senza chiedere controlli e controllori e soldi e royalties... se uno vuol farci una festa, ballare, ascoltarla in negozio o altro: non paga.perchè? perchè a me, artista, non interessa.se vengo io e suono io mi paghi, altrimenti no.perchè? perchè lo decido io, artista.invece non si può fare.personalmente ho fatto un cd 10 anni fa... dopo il rientro delle spese non mi importa di guadagnarci.ovvio che si può fare comunque distribuzione... ma quanto è legale? è tollerato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo è il risultato degli MP3
        - Scritto da: Anonimo
        soprattutto non esiste la possibilità di creare
        uno storage volontario GRATUITO in cui gli
        artisti non chiedono che il riconoscimento della
        paternità, ma senza chiedere nulla in cambio e
        senza chiedere controlli e controllori e soldi e
        royalties...Se sei titolare dei tuoi diritti è sufficiente che dichiari l'utilizzo consentito e metti i brani sul p2p.
    • Anonimo scrive:
      Le cassettine... LE CASSETTINE!!!
      Ma ve le ricordate le cassettine (musicassette) che andavano a giro negli anni ottanta?!?Quante copie, quanti impianti stereo in grado di copiare!Ora invece... è rubare.. RUBARE... RUBARE!!!!Prima ti vendevano impianti in grado di copiare anche a doppia velocità, in una passata sola lato A + lato B... ...ora, invece, se scarichi dal P2P RUBI!!! RUBI!! RUUUUBI!!!!
      • Alessandrox scrive:
        Re: Le cassettine... LE CASSETTINE!!!
        - Scritto da: Anonimo
        Ma ve le ricordate le cassettine (musicassette)
        che andavano a giro negli anni ottanta?!?Beh diaciamo anche fino oltre la meta' degli anni 90... almeno fino a quando i costi dei masterizzatori non erano ancora abbastanza abbordabili, per la media degli acquirenti intendo.
        Quante copie, quanti impianti stereo in grado di
        copiare!
        Ora invece... è rubare.. RUBARE... RUBARE!!!!
        Prima ti vendevano impianti in grado di copiare
        anche a doppia velocità, in una passata sola lato
        A + lato B...
        ...ora, invece, se scarichi dal P2P RUBI!!!
        RUBI!! RUUUUBI!!!!Vero, verissimo, che ipocriti Tuttavia c'e' da considerare la questione della diffusione... mentre con le cassette il fenomeno rimaneva comunque limitato, piu' controllabile e quindi in una certa misura fisiologico (in fondo bastava contare quante cassette venivano vendute e piu' o meno si poteva fare una stima attendibile, anche se una piccolissima percentuale veniva usata per altri scopi) con l' avvento di internet, dei formati compressi e della banda larga tutto il fenomeno si amplifica di parecchio e cio' che prima le Majors erano disposte a tollerare adesso lo considerano intollerabile... ma, attenzione, non solo per il calo di vendite in assoluto, (sulle cui cause pesano anche altri fattori come l' eccessivo costo, un rapporto qualita' del contenuto/prezzo mediamente scadente, l' avvento di nuovi media piu' flessibili e versatili e il non esser riusciti in tempo a comprenderli e sfruttarli) ma piuttosto del POTENZIALE mancato introito che avrebbe potuto, almeno in parte, sopperire ad una tendenza negativa comunque gia' in atto indipendentemente da internet e gli MP3.==================================Modificato dall'autore il 01/08/2005 11.11.24
        • Anonimo scrive:
          Re: Le cassettine... LE CASSETTINE!!!
          - Scritto da: Alessandrox
          ma, attenzione, non solo per il calo di vendite
          in assoluto, (sulle cui cause pesano anche altri
          fattori come l' eccessivo costo, un rapporto
          qualita' del contenuto/prezzo mediamente
          scadente, l' avvento di nuovi media piu'
          flessibili e versatili e il non esser riusciti in
          tempo a comprenderli e sfruttarli) ma piuttosto
          del POTENZIALE mancato introito che avrebbe
          potuto, almeno in parte, sopperire ad una
          tendenza negativa comunque gia' in atto
          indipendentemente da internet e gli MP3.Ma quale POTENZIALE? Pensi che tutto il materiale scaricato sarebbe stato acquistato se non ci fosse stato il p2p? Questa è proprio una osservazione del cazzo, si devono confrontare le vendite non certo la quantità di materiale scambiato illegalmente.
          • Alessandrox scrive:
            Re: Le cassettine... LE CASSETTINE!!!
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Alessandrox

            ma, attenzione, non solo per il calo di vendite

            in assoluto, (sulle cui cause pesano anche altri

            fattori come l' eccessivo costo, un rapporto

            qualita' del contenuto/prezzo mediamente

            scadente, l' avvento di nuovi media piu'

            flessibili e versatili e il non esser riusciti
            in

            tempo a comprenderli e sfruttarli) ma piuttosto

            del POTENZIALE mancato introito che avrebbe

            potuto, almeno in parte, sopperire ad una

            tendenza negativa comunque gia' in atto

            indipendentemente da internet e gli MP3.
            Ma quale POTENZIALE? Pensi che tutto il materiale
            scaricato sarebbe stato acquistato se non ci
            fosse stato il p2p?Certamente NON TUTTO ma una parte...In ogni caso NON ho detto che e' quello che penso IO ma e' quello che pensano le Majors...
            Questa è proprio una
            osservazione del cazzo, si devono confrontare le
            vendite non certo la quantità di materiale
            scambiato illegalmente. A me lo dici?Si belle le tue osservazioni....
  • gian_d scrive:
    E' tutta una mangiatoia
    come da oggetto ;-)
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