Polaroid reinventa la... Polaroid

Entro la fine dell'anno il celebre marchio americano lancerà una fotocamera con stampante integrata che, proprio come le sue vecchie macchine fotografiche, potrà stampare le foto appena scattate

Roma – Proprio a ridosso dell’ annuncio con cui ha decretato la fine delle sue famose macchine fotografiche istantanee, Polaroid ha svelato l’intenzione di lanciare una fotocamera che trasporta nell’era digitale un concetto molto simile a quello dello sviluppo istantaneo delle foto.

Una fotocamera collegata ad una stampante con tecnologia ZINK Stando a quanto rivelato a Amateur Photographer da Philippe Kalmbach, senior vice president e general manager di Polaroid Europe, la celebre società americana sta progettando una fotocamera prosumer con stampante integrata . Va sottolineato il fatto che la stampante non sarà una periferica esterna, come quelle annunciate da Polaroid lo scorso mese, ma farà parte dell’apparecchio fotografico.

Kalmbach ha spiegato che la stampantina integrata utilizzerà la tecnologia ZINK (Zero Ink Printing Technology) presentata da Polaroid allo scorso CES di Las Vegas. Al contrario delle tradizionali stampanti ink-jet o a sublimazione, quelle ZINK non utilizzano né inchiostro né nastri : i pigmenti sono contenuti, sotto forma di cristalli, nell’apposita carta fornita da Polaroid. Prima della stampa i cristalli sono perfettamente bianchi, e si colorano per mezzo di un processo termico.

Il fatto di non richiedere taniche di inchiostro o rulli per i nastri, permetterà a Polaroid di sviluppare stampanti così piccole e leggere da poter essere inglobate nello chassis di una fotocamera di classe bridge , ossia a metà strada tra una compatta e una reflex. Tali macchine saranno provviste di una fessura laterale, con due piccoli rulli motorizzati, dove infilare la carta. La stampa, secondo Kalmbach, non richiederà più di 30 secondi .

La prima fotocamera di Polaroid dotata di stampante integrata debutterà tra la fine di questo e l’inizio del prossimo anno, e dovrebbe costare tra i 200 e i 270 euro . Sarà in grado di accettare fogli in formato 2 x 3 pollici (circa 5 x 7,6 cm), ossia leggermente più piccoli di un tipico biglietto da visita. Per fortuna il produttore ha già in piano fotocamere capaci di stampare il formato 4 x 6 pollici (10 x 15 cm), oggi considerato il minimo indispensabile per godere di una foto. Difficilmente Polaroid potrà fornire, sulle proprie fotocamere digitali a stampa istantanea, formati più grandi: superare il classico 10 x 15 cm significherebbe progettare apparecchi dalle dimensioni titaniche.

Stampare ovunque e in qualsiasi momento è ancor oggi una caratteristica allettante, ma per quanto lo sarà ancora? Il diffondersi di dispositivi mobili con schermi sempre più generosi e di qualità, senza contare il boom delle cornici digitali, potrebbe allontanare sempre più i consumatori da carta fotografica e stampanti .

Restano tuttavia di indubbio interesse le stampanti ZINK portatili che Polaroid lancerà nei prossimi mesi: pur mantenendo dimensioni e peso assai inferiori a quelle di una tipica ink-jet portatile, saranno in grado di stampare formati da 8 x 10 pollici e superiori, e potranno collegarsi istantaneamente alle fotocamere per mezzo di un cavo USB o di Bluetooth.

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  • un mona scrive:
    spiano tutti
    ti obbligano a mettere un programma che tiene sotto controllo la rete e che va su windows e che costapoi dopo un po ti copiano tutto il disco fissoun po come se chi si sposa dovesse fare il collaudo della propria attrezzatura riproduttiva con una donna tester e lo stesso far verificare che la propria donna sia funzionante
  • andy61 scrive:
    E giù soldi! (approccio sbagliato)
    Non sapevano più come inventarsi nuove cariche e nuovi ruoli?Di organizzazioni ve ne sono già in abbondanza, e molto più specializzate di quella che si vogliono inventare (i vari CERT, etc.).In questo modo i soldi li spendono per dare uno stipendi agli ennesimi scaldapoltrone.Un approccio molto più proficuo potrebbe essere quello di usare questi soldi per rifondere le società dei costi sostenuti per elevare il proprio grado di sicurezza.I fondi dovrebbero ovviamente essere erogati a fronte del superamento di appropriate certificazioni, ed in proporzione al livello di certificazione conseguito.Quello che potrebbe fare questo nuovo organismo europeo è di stabilire quali siano le certificazioni ed i relativi livelli da conseguire per poter beneficiare dei finanziamenti.In questo modo chi vuole i soldi se li deve meritare, e si ritrova poi con un livello di sicurezza superiore ed un bollino blu in più da spendere in occasione di gare e forniture.
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