Popcorn Time è della Rete

Gli sviluppatori del servizio capace di trasformare il P2P in streaming abbandonano: il progetto è legale, ma non per questo potrebbe spuntarla sull'industria dei contenuti. Sarà la community a far vivere Popcorn Time

Roma – Era stato accolto come lo strumento che avrebbe rivoluzionato la fruizione dei contenuti condivisi dai cittadini della Rete e fra i cittadini della Rete, si era presentato come un servizio di streaming capace di fare da interfaccia di fruizione istantanea per i file messi in circolazione a mezzo torrent attraverso la popolare piattaforma YTS. Popcorn Time, dopo una travagliata settimana fatta di gloria e misteriose rimozioni , è stato abbandonato dai suoi creatori. La community, però, ha già mostrato di volerlo adottare, alimentare e crescere.

Misurarsi con una sfida: questo era l’obiettivo del team che ha dato vita a Popcorn Time. Una sfida per sviluppatori, che ha trasformato il tradizionale P2P in un servizio di streaming immediato e accessibile; una sfida per innovatori, che ha permesso alla squadra di definire il progetto di Popcorn Time assolutamente legale. Il sistema su cui si basa il servizio, infatti, è neutro rispetto ai contenuti: non c’è nulla del codice che rappresenti una violazione o che costringa l’utente alle violazioni.

La sfida è stata vinta, in parte . Gli sviluppatori di Popcorn Time hanno dovuto confrontarsi con un nodo ben più complesso dell’intrico dei codici, sofwtare e legale, con cui si sono misurati: l’ostacolo più difficile da scavalcare è l’atteggiamento dell’industria dei contenuti , con il potere repressivo che sa esercitare nei confronti di chi operi per svecchiare un mercato ancora governato dagli schemi rigidi del passato. Se gli sviluppatori avevano fin dal principio assicurato che il progetto Popcorn Time non violasse il copyright, fin dal principio avevano altresì avvertito che a violare il diritto d’autore sarebbero stati coloro che avessero caricato illegalmente materiale su YTS, con le cui API Popcorn Time è stato popolato, e coloro che scegliessero di utilizzare Popcorn Time per fruire di contenuti condivisi illecitamente, e quindi contribuire a condividerli. “Schierarsi contro un industria vecchio stile ha le sue conseguenze – scrivono ora i responsabili di Popcorn Time – Conseguenze per le quali nessuno dovrebbe pagare”.

“Il nostro esperimento ci ha messo di fronte all’infinito dibattito su pirateria e copyright, a minacce legali e oscuri meccanismi che ci fanno sentire in pericolo nel fare ciò che amiamo fare”: per questo motivo Popcorn Time è stato chiuso , i suoi sviluppatori hanno scelto di non combattere questa battaglia.

Il sito dedicato non propone più di scaricare l’app del servizio, ora rimossa da Mega per esplicito volere degli sviluppatori. Ma il codice di Popcorn Time, grazie alla popolarità istantanea di cui ha goduto, è stato fin da subito rilanciato e condiviso altrove , fuori dal controllo del team di sviluppo. È proprio dall’entusiasmo dei netizen che la macchina del servizio sta ripartendo . Su GitHub è comparsa una versione aggiornata di Popcorn Time, a cui numerosi sviluppatori stanno lavorando alacremente, mentre per gli utenti comuni è disponibile un sito che ricalca il precedente sito ufficiale.

A far fluire il rivolo principale in cui si è diramato il progetto, spiega TorrentFreak , è stato il team di YTS, che non sembra porsi tutti gli scrupoli che hanno frenato gli sviluppatori originari e che con le proprie attività non disdegna creare scompiglio per sensibilizzare la Rete rispetto agli aspetti più critici del diritto d’autore. “Visto che è costruito sulle nostre API – ha sottolineato in un primo momento uno sviluppatore della piattaforma torrent – è come se avessimo costruito un’altra interfaccia per il nostro sito”. YTS, però, si è affrettato a rilasciare un ulteriore comunicato: “Popcorn Time è un progetto alimentato dalla community, non è posseduto o portato avanti da una singola persona o da una singola entità”.

Gaia Bottà

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  • Enrico Di Giambattis ta scrive:
    Errore nell'articolo
    Non c'è bisogno di gara per una convenzione con CONSIP:CONSIP è un soggetto totalmente pubblico che fa gare per tutti, è una centrale di acquisti...
  • bubba scrive:
    la buona vecchia regola del k.i.s.s ..
    alias "keep it simple, stupid" :P, alias legiferare *MENO* E legiferare MEGLIO.
  • annunzia scrive:
    PI...
    Ma non vi rendete conto che ormai esistete da 20 anni ed ave passato la vostra esistenza scrivendo XXXXXXXte? Ma che esempio pensate di dare ai ragazzini che vi leggono? Perbacco ma non avete un minimo di dignita? C'è gente che a 15 anni lavora già scrivendo software, e questo vi dovrebbe far riflettere. Sempre se vi è rimasto un briciolo di dignità... sviluppatevi...
  • prova123 scrive:
    Decreto del Fare ...
    cazz*te a spese dei contribuenti, tanto per cambiare ...
  • Paolo T. scrive:
    Poco personale
    Per forza che siamo in ritardo: abbiamo dimenticato di creare un'agenzia per l'attuazione del paino dell'agenzia delle comunicazioni! (O c'è anche quella?)
  • sandro_aa scrive:
    Cose da non credere!!!
    Abbiamo inventato una apposita Agenzia, abbiamo nominato un tot di dirigenti che hanno assegnato dei lavori (senza gara d'appalto) a serissime ditte amiche, ... il tutto senza concludere nulla. Continuando così riscghiamo di ridurci come la Germania (va be' come il Burundi). Ma ora arriverà il nuovo Super Primo Ministro che farà una nuova agenzia, nominerà un tot di dirigenti che assegneranno dei lavori (senza gare d'appalto) a ditte serissime ...
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