Poste.it, i nuovi CAP.. discriminano?

Lo sostiene un lettore alle prese con le novità introdotte da Poste Italiane per la visualizzazione dei Codici di Avviamento Postale italiani. Novità che riguardano però i soli utenti Windows

Roma – Vi scrivo per protesta contro le scelte adottate dalle Poste in relazione all’adozione dei nuovi CAP.
Per la versione precedente, del 1997, era disponibile un file.zip con tutti i codici in file di testo formattati, così che era semplice l’importazione in un qualche database, o una riformattazione per un uso specifico, o che so io; comunque sia, erano dati accessibili a tutti quanti volessero accedervi.

Non solo, l’archivio compresso era disponibile gratuitamente sia presso gli uffici postali che scaricabile dal sito delle poste. Stamattina, a seguito della notizia che da oggi (20/9) entrano in vigore i nuovi codici, ho provato a cercare un analogo archivio di dati accessibili; devo aggiornare un database usato dal sistema informatico interno all’Ufficio per cui lavoro.

Dopo aver atteso l’intera mattinata che aggiornassero la pagina relativa, finalmente trovo la pagina aggiornata ma nessuna traccia del file; trovo bensì un link ad una pagina apposita, dove c’è la possibilità di acquistare un libro o un cdrom con i codici aggiornati.

Niente di male, penso, è pur sempre una società che deve fare utili.
Pero’ ben presto mi ricredo: la versione economica (CD ROM “Cerca CAP”) prevede l’installazione di “Uno strumento facile ed intuitivo in ambiente Windows che consente una rapida ricerca del CAP”, mentre la versione professionale risiede su un “database in formato MS Access 2000” e costa da 1000 a 5000 euro (più IVA, scordavo l’IVA…), a seconda che l’uso sia interno o commerciale.

E il resto del mondo?
Chi non usa un sistema operativo Microsoft, come puo’ usare l’applicativo “cerca cap”?
O devo far pagare all’Ufficio per cui lavoro un migliaio di euro solo per i dati e non so più quanto per una licenza di MSAccess 2000, solo per aggiornare dati altrimenti disponibili a tutti?
O, ancora, far acquistare il libro (5 euro forse si trovano), passarlo pagina per pagina allo scanner e darlo in pasto ad un OCR?

Per favore, se qualcuno ha acquistato la versione economica, puo’ riferire come sono archiviati i dati sui cap? Magari sono estraibili senza grosse difficoltà, in tal caso potrei decidermi per consigliarne l’acquisto. Forse.

kirone

Update
Gabriele B. segnala l’avvio di una Petizione online contro le nuove policy decise da Postecom.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    PEC una truffa per arricchire
    La PEC?Una bella truffa legalizzata che ha fatto arricchire non poco l'unica società autorizzata alla sua realizzazione, ovvero Infocapere S.p.A.Fine della PEC.Saluti.
    • barney75 scrive:
      Re: PEC una truffa per arricchire
      Comunque prima di scrivere falsità la gente dovrebbe informarsi. Visto che ci sono 11 società che la forniscono tra cui le Poste Italiane. E poi si chiama Infocamere!!!
  • localhost scrive:
    Quando le norme funzionano
    I requisiti principali per cui una normativa con forti aspetti tecnologici funzioni e per cui possa essere fatta rispettare (dagli organismi di controllo, si intende) è che:1. Non interessi anche la PA2. Interessi poco scuole e università3. Abbia impatto unilaterale solo sui privati cittadini o sulle impreseil punto 1 e 2 sono ovvi: la PA e le scuole sono talmente scassate dal punto di vista organizzativo che moltissimi tentativi di chiedere un minimo di gestione di processo finiscono nel nulla o nel poco più di nullail punto 3 è altrettanto ovvio: "fate come dico, non fate come faccio"Lo dico con tristezza perchè basterebbe pochissima cultura aziendale in più anche nella PA (a tutti i livelli, a partire dai più bassi)per evitare almeno metà degli sprechi e far girare meglio gli ingranaggi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    riguardo al famoso tracciato record da compilare:quando l'attivai io (lavoro per un ascom) non erano disponibili programmi:me la sono dovuta compilare a mano!DA DELIRIO!chi ha pensato a quella cosa era un pazzo...oppure uno statale ;)
  • Anonimo scrive:
    www.indicepa.gov.it
    In questo sito si trovano le caselle dei comuni che l'anno attivata.E la situazione è triste...
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    Mi sa che hai fatto un po' di confusione ...devono indicare la casella PEC gli intermediari finanziari (Banche, Poste ecc ) non tutte le aziende Infatti le notifiche agli intermediari finanziari fatte dalla Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza per richiedere se una persona abbia fatto delle operazioni finanziarie presso di loro non avviene più con la raccomandata cartacea ma appunto tramite PEC.Saluti
    • Nabla scrive:
      Re: Io la attivai....
      - Scritto da:
      Mi sa che hai fatto un po' di confusione ...

      devono indicare la casella PEC gli intermediari
      finanziari (Banche, Poste ecc ) non tutte le
      aziende


      Infatti le notifiche agli intermediari finanziari
      fatte dalla Agenzia delle Entrate o dalla Guardia
      di Finanza per richiedere se una persona abbia
      fatto delle operazioni finanziarie presso di loro
      non avviene più con la raccomandata cartacea ma
      appunto tramite
      PEC.

      SalutiNon solo... rientrano nell'elenco anche le holding (il mio caso appunto)Nabla
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    E'ALLUCINANTE
  • Anonimo scrive:
    PEC - La via italiana al fallimento...
    Fallimento: era prevedibile... bastava leggersi le specifiche tecniche... che risate ! E poi ciliegina sulla torta... possono offrire la PEC solo le Società che hanno 1 milione di Euro di Capitali... ed in Italia quante sono queste società ? .... per fortuna che è fallita altrimenti in Telecom si sarebbero divertiti ad intercettare pure le Raccomandate Elettroniche !
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    potresti fare un tutorial con i link, in modo da rendere tutto + semplice a chi verrà dopo di te
    • Anonimo scrive:
      Re: Io la attivai....
      Bella idea il tutorial!Intanto, 15 minuti di google prima di pranzo mi dicono:http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/In_primo_piano/Posta_Elettronica_Certificata__(PEC)/Quesiti_pi%c3%b9_frequenti_sulla_PEC/#atte prosegue in www.card.infocamere.it ma sarebbe carino sapere cosa serve portare all'ufficio delle entrate!Qui spiega qualcosa, un mini-tutorial direi!http://www.scapuzzi.net/fd+.php?fdaction=download&url=sections/03_Downloads/Legislazione/IndaginiFinanziarie.pdfe questo è il generatore in excel per il file xmlhttp://www.starinfostudio.it/ComuPEC.zipsegnalo anche http://www.openpec.org/mi chiamano a pranzo! Sono stato bravo? ;)Chi ne sa di più vuole e continuare lo faccia...un bel kit faq scartoffie e procedura+suite programmi zippato e ben condiviso sarebbe l'ideale :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    - Scritto da: Nabla
    Si, nel mese di Giugno ho dovuto creare
    un'account di PEC per l'azienda di famiglia:
    rientrava nell'elenco delle aziende obbligate a
    farlo per cui mi sono addentrato nel dedalo
    burocratico.

    Allegato alla note che mi diceva che avrei pagato
    multe salatissime se non l'avessi attivata e
    comunicata all'agenzia delle entrate c'era una
    brochure di una società certificata che avrebbe
    potuto fare il lavoro per
    me

    Telefono e mi dicono "200 euro per comunicare al
    ministero + 200 euro per attivare la PEC +
    abbonamento
    annuale"

    rispondo "ma non posso comunicarla da me al
    Ministero ?".. "certo, se
    riesce"


    Decido di farlo da me e questi sono stati i
    passaggi
    necessari:
    [CUT]


    NablaVa beh, però devi ammettere che quando avrai username e password la cosa sarà più snella e più comoda che andare a fare file.se la vedi come una lunga peripezia, ma una tantum, non è già una buona cosa visto che siamo in Italia?
  • Anonimo scrive:
    Non è un peccato
    Chi ha avuto modo di leggere le specifiche di questo "innovativo" sistema si è ben presto reso conto che si tratta di un abominio tecnologico e burocratico, viziato da sostanziali errori di design, re-invenzioni di acqua calda, assurdi requisiti burocratici per ISP e utente della casella e quant'altro.Per dirne una, basti sapere che la PEC certifica la consegna del messaggio nella casella sul POP server del provider. Da quel momento il messaggio può ancora essere perso senza che l'utente della casella ne venga a conoscenza.Il risultato è che il mittente si trova in mano la ricevuta di un messaggio che il destinatario, in buona fede, non ha ricevuto.Concludo facendo notare che per avere la "Posta Elettronica Certificata", veramente certificata e veramente utile, basterebbe richiedere al destinatario di inviare le cosiddette "Message Disposition Notification", ovvero le ricevute di ritorno, firmate digitalmente, senza inventarsi altri standard "all'italiana".Quindi... se la PEC fallirà io non potrò che gioirne, con la speranza che i suoi inventori cambino velocemente mestiere. In fondo la coltivazione diretta è un un degno ripiego.Amen
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è un peccato
      Non è possibile usare le notifiche firmate perchè non garantiscono anche l'ora di ricevimento. Outlook e gli altri client di posta leggono l'ora del pc, quindi se il tuo computer ha un orario diverso.... E' necessario un terzo, un pubblico ufficiale riconosciuto, al di sopra delle parti che dia effettivamente garanzia.La posta tradizionale non faceva la stessa cosa?Abbiamo lo stesso servizio ad un costo minore ed a una maggiore velocità! Cosa vuoi di più?Una mia opinione, a proposito dei ritardi, è che i bastoni fra le ruote le ha messe moltissimo il notariato, che con firma digitale e pec non serve più a niente! Eliminiamo questa lobby e vedrai come si accelera tutto!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Non è un peccato

        Non è possibile usare le notifiche firmate
        perchè non garantiscono anche l'ora di
        ricevimento.Nel momento della submission della message disposition notification il gestore certificato firma la data di ricezione e l'aggiunge in un header.Problema risolto in 30 secondi senza stravolgere tutto l'SMTP.
        La posta tradizionale non faceva la stessa
        cosa?NO! La posta tradizionale fa firmare al DESTINATARIO la ricevuta, non all'ufficio postale DEL destinatario.
        Abbiamo lo stesso servizio ad un costo minore
        ed a una maggiore velocità!Abbiamo un servizio che richiede un'implementazione ad-hoc del servizio di posta... ed infatti (ogni tanto le cose giuste succedono!) sta facendo una brutta fine...
        Una mia opinione, a proposito dei ritardi, è
        che i bastoni fra le ruote le ha messe
        moltissimo il notariato, che con firma
        digitale e pec non serve più a niente! Oh no, serve eccome, leggi le specifiche :)Ciao,
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è un peccato
      - Scritto da:

      Chi ha avuto modo di leggere le specifiche di
      questo "innovativo" sistema si è ben presto reso
      conto che si tratta di un abominio tecnologico e
      burocratico, viziato da sostanziali errori di
      design, re-invenzioni di acqua calda, assurdi
      requisiti burocratici per ISP e utente della
      casella e
      quant'altro.

      Per dirne una, basti sapere che la PEC certifica
      la consegna del messaggio nella casella sul POP
      server del provider. Da quel momento il messaggio
      può ancora essere perso senza che l'utente della
      casella ne venga a
      conoscenza.Non è corretto. La ricevuta indica che il messaggio è stato recapitato, non che è stato letto...non vedo dove stia il problema.
      Il risultato è che il mittente si trova in mano
      la ricevuta di un messaggio che il destinatario,
      in buona fede, non ha
      ricevuto.???????
      Concludo facendo notare che per avere la "Posta
      Elettronica Certificata", veramente certificata e
      veramente utile, basterebbe richiedere al
      destinatario di inviare le cosiddette "Message
      Disposition Notification", ovvero le ricevute di
      ritorno, firmate digitalmente, senza inventarsi
      altri standard
      "all'italiana".A parte che la PEC certifica anche il mittente e non solo la ricezione del messaggio, quali sarebbero questi standard internazionali che l'italia ignora reinventandoseli?
      • Anonimo scrive:
        Re: Non è un peccato
        - Scritto da:

        - Scritto da:



        Chi ha avuto modo di leggere le specifiche di

        questo "innovativo" sistema si è ben presto reso

        conto che si tratta di un abominio tecnologico e

        burocratico, viziato da sostanziali errori di

        design, re-invenzioni di acqua calda, assurdi

        requisiti burocratici per ISP e utente della

        casella e

        quant'altro.



        Per dirne una, basti sapere che la PEC certifica

        la consegna del messaggio nella casella sul POP

        server del provider. Da quel momento il
        messaggio

        può ancora essere perso senza che l'utente della

        casella ne venga a

        conoscenza.

        Non è corretto. La ricevuta indica che il
        messaggio è stato recapitato, non che è stato
        letto...non vedo dove stia il
        problema.
        Quoto. E aggiungo, avendo lavorato nel settore, che la PEC è pensata anche per funzionare insieme ad un sistema automatizzato di protocollazione, che scarica le e-mail dalla casella istituzionale, gli assegna un numero di protocollo e restituisce al mittente una ricevuta di avvenuta protocollazione. In un mondo ideale l'interscambio e protocollazione di documenti all'interno della PA avverrebbe solo in questo modo.Poi è vero che la PEC ha degli aspetti di design e implementazione in alcuni punti alquanto bizzarri, che politicamente la cosa è stata gestita "all'italiana", che il supporto per soluzioni aperte è dovuto arrivare con le sue gambe, che comunque l'implementazione è in pratica riservata grandi gruppi, etc.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non è un peccato
        - Scritto da:
        Non è corretto. La ricevuta indica che il
        messaggio è stato recapitato, non che è stato
        letto...non vedo dove stia il
        problema.Ci vedi un po' poco allora perchè nella posta classica la ricevuta la firma il destinatario quando il postino gliela consegna fisicamente. Non quando la lascia nella casella della posta. Quando l'MDA fa la consegna nella casella dell'utente è come quando il postino mette la lettera nella buca. Ovvero NON sai se e quando l'ha scaricata. Invece come dice la persona del messaggio originale (non sono io), la soluzione migliore è un DSN digitalmente firmato che parte quando il client completa l'operazione di scaricamente (via POP3, IMAP, HTTP, il diavolo che se lo porti).
      • Anonimo scrive:
        Re: Non è un peccato

        Non è corretto. La ricevuta indica che il
        messaggio è stato recapitato, non che è stato
        letto...non vedo dove stia il problema.Almeno la ricevuta indica che il messaggio è stato recapitato AL DESTINATARIO, non all'ufficio postale del destinatario... non è una differenza sottile!
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è un peccato
      Scusami ancora ma mi ero dimenticato: ma è proprio per evitare che si perda la posta che si richiede ai gestori di posta certificata delle garanzie tecnologiche! Della mia sono sicuro che è impossibile che si perda! Viene ridondata, replicata, salvata... per cui non facciamo banali commenti!ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Non è un peccato
        Il provider della "casella certificata" può anche darti tutte le garanzie del caso, ma il punto debole non è lì, bensì tra il POP box e l'utente della casella.Esempio:Il messaggio arriva alla "casella certificata", il provider provvede ad emettere la ricevuta, il mittente ha la ricevuta in mano.L'impiegata della pubblica amministrazione scarica la sua bella casella certificata, poi le si pianta la macchina, e perde quello che stava scaricando ma non se ne accorge.Tu hai la ricevuta, lei non ha MAI ricevuto il tuo messaggio. A me sembra che non funzioni.È come se le ricevute delle raccomandate le producesse l'ufficio postale del destinatario. Poi il postino fa un incidente... tu hai la ricevuta ma il destinatario non riceve il messaggio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non è un peccato


          È come se le ricevute delle raccomandate le
          producesse l'ufficio postale del destinatario.
          Poi il postino fa un incidente... tu hai la
          ricevuta ma il destinatario non riceve il
          messaggio.Puoi sempre mostrare in un secondo tempo una copia che vale come l'originale speditocon la carta questo non è vero perchè il destinatario può dire che tu hai la ricevuta di spedizione di una busta che non contiene il documento che tu dici di aver spedito con la pec questo non può avvenireCiao
  • Anonimo scrive:
    Camere di Commercio
    Lavoro in una Camera di Commercio e posso testimoniare che tutte le Camere italiane hanno la loro PEC e sanno gestirla.Il Codice dell'Amnministrazione digitale per noi è una realtà! Sicuramente qualche Camera è più avanti di altre, ma mediamente è possibile gestire la maggior parte dei rapporti con il nostro Ente in formato elettronico, e non mi riferisco alla sola PEC.Saluti a tuttiCarlo
  • Anonimo scrive:
    Arriverà, con anni di ritardo
    Qualcuna ce l'ha, tipo la comunità montana valle del reno, ma il 99% no. Lo faranno, con ritardi assurdi
    • Anonimo scrive:
      Re: Arriverà, con anni di ritardo
      - Scritto da:
      Qualcuna ce l'ha, tipo la comunità montana valle
      del reno, ma il 99% no. Lo faranno, con ritardi
      assurdiè una porcata come la smart cardse fosse una cosa totalmente buona, la vorrebbero usare tutti
  • Anonimo scrive:
    Vista l'ignoranza tecnologica...
    Vi chiedete perche' questo metodo cosi' "innovativo" non venga usato ?Semplice : al 90% gli impiegati pubblici sanno usare a stento windows ed explorer, figuriamoci comprendere e spiegare agli altri le procedure per la PEC.Poi ovviamente di una cosa semplice si fa tanto mistero perche' ci sono decine di piccole societa' che ci mangiano sopra, garantendone l'attivazione dietro compenso...Italia nel 2006', nulla di cui stupirsi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vista l'ignoranza tecnologica...
      - Scritto da:
      Vi chiedete perche' questo metodo cosi'
      "innovativo" non venga usato
      ?metodo da terzo mondo vorrai dire

      Semplice : al 90% gli impiegati pubblici sanno
      usare a stento windows ed explorer, figuriamoci
      comprendere e spiegare agli altri le procedure
      per la
      PEC.Mah, o stai sottovalutando gli altri o stai sopravvalutando te stesso... ad ogni modo sono felice che questo aborto di sistema sia fallito.

      Poi ovviamente di una cosa semplice si fa tanto
      mistero perche' ci sono decine di piccole
      societa' che ci mangiano sopra, garantendone
      l'attivazione dietro
      compenso...

      Italia nel 2006', nulla di cui stupirsi.(newbie)
    • Anonimo scrive:
      superficiale, imho.
      - Scritto da:
      Vi chiedete perche' questo metodo cosi'
      "innovativo" non venga usato
      ?

      Semplice : al 90% gli impiegati pubblici sanno
      usare a stento windows ed explorer, figuriamoci
      comprendere e spiegare agli altri le procedure
      per la
      PEC.

      Poi ovviamente di una cosa semplice si fa tanto
      mistero perche' ci sono decine di piccole
      societa' che ci mangiano sopra, garantendone
      l'attivazione dietro
      compenso...

      Italia nel 2006', nulla di cui stupirsi.A mio avviso questo giudizio è soggettivo, se non superficiale.Non che sia più profonda la causa che ti citerei io... a mio avviso i problemi sono 1) la pec dialoga (= ha senso) solo con la pec: il tuo interlocutore DEVE avere una casella PEC per rendere valida la comunicazione2) problemi economici (costi) e anche schifezza anti-concorrenza da parte degli isp (la maggior parte degli isp viene tagliata fuori perchè serve un certo capitale sociale, mi spiegavano loro stessi) 3) inefficacia reale, resa "efficace per legge": in una comunicazione client-A, server-A, Server-B, cilent-B , viene garantito PER LEGGE che client-B ha ricevuto e LETTO anche se client-B non ha letto, è deceduto, non apre la posta da 7 mesi, è stato rapito dagli alieni... ma in sostanza la legge dice che se Server-B ha ricevuto, allora la comunicazione è avvenuta ed è certificabile dal sistema.E' vero che la posta è arrivata al server del destinatario, ma non è affatto vero che l'ha letta.
      • Anonimo scrive:
        Re: superficiale, imho.
        Il sistema che hai descritto è corretto, le notifiche che si ricevono e che hanno valore legale solo la spedizione e la ricezione da parte dei server.Quindi fai notare che non c'è la notifica della effettiva "lettura". Ma questo vale anche per le raccomandate con ricevute di ritorno: la posta dichiara che qualcuno ha ricevuto la busta, nient'altro! Addirittura anche i messi del tribunale lasciano le comunicazioni ai vicini o a chiunque altro che dichiari di conoscere il destinatario dell'atto!Anche se viene ricevuta la busta, non è detto che venga aperta! Quindi il gestore di posta certificata, che via mail fa le veci delle Poste Italiane ha lo stesso sistema, e non potrebbe essere altrimenti.ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: superficiale, imho.
          - Scritto da:
          Il sistema che hai descritto è corretto, le
          notifiche che si ricevono e che hanno valore
          legale solo la spedizione e la ricezione da parte
          dei
          server.
          Quindi fai notare che non c'è la notifica della
          effettiva "lettura". Ma questo vale anche per le
          raccomandate con ricevute di ritorno: la posta
          dichiara che qualcuno ha ricevuto la busta,
          nient'altro! hai ragione, il paragone va fatto con la posta.allra facciamolo.la PEC ti dice che la roba è arrivata al tuo ufficio postale di zona , che il postino è pronto a dartela in mano, ma che tu ci vada o non ci vada il postino dirà al mittente (con valore legale) "ce l'ha, ce l'ha lui" (anzi, dirà "è stata consegnata!")... e invece ce l'ha sicuramente solo l'ufficio postale.
          Addirittura anche i messi del
          tribunale lasciano le comunicazioni ai vicini o a
          chiunque altro che dichiari di conoscere il
          destinatario
          dell'atto!questo non ha alcun valore, si sa, quando si dice di aver consegnato.ma la raccomandata la devi firmare tuse non sei in casa, se non ti si vede da 6 mesi, nessuno dirà sinceramente che la lettera ti è stata consegnata.
          Anche se viene ricevuta la busta, non è detto che
          venga aperta! è vero, infatti ci aspetteremmo uno strumento che risolva i problemi che c'erano con la carta e non che torni indietro di un passaggio.la carta almeno ti arriva entro i confini della casa (e poi tu la apri o non la apri, ma la ricevuta l'hai firmata oppure il messo dice che hai rifiutato di firmare... ma comunque c'è una testimonianza che la lettera ti è arrivata in mano altrimenti è omissione d'atti d'ufficio), mentre invece la pec resta nell'ufficio postale finchè tu non ti connetti col client.lì sta e giace e per legge invece si certifica che ti è stata consegnata, non che è stata consegnata - semplicemnte.inoltre io non pago (ok, forse le tasse...) il postino per tutto l'anno anche se non mi portano nulla.non pago per ricevere la raccomandataeccricordiamo che deve semplificare.e poi ci sono i costi
          Quindi il gestore di posta
          certificata, che via mail fa le veci delle Poste
          Italiane ha lo stesso sistema, e non potrebbe
          essere
          altrimenti.potrebbe eccome.il sistema che comunque già crea dei disagi, potrebbe considerare letta una comunicazione solo se veramente letta. Quindi vengono certificate le varie fasi e non si dice "consegnato a X" quando invece è consegnato al server.Il punto da rendere "certificato" è la conferma di lettura, non la consegna.
          ciaoe comunque il "non potrebbe essere altrimenti" è il nostro problema.la mia idea ha dei problemi, ma la pec ha dei problemi (e infatti non la vuole usare nessuno, specialmente perchè incasina i provider e costa) ... quindi si trattava di non avere fretta, di discuterne INTERNAZIONALMENTE e sperimentare in sede accademica (o teorica o di laboratorio... insomma non in quello che comunemente poi chiamiamo "in produzione") e solo dopo un periodo di sperimentazione, problemi, soluzioni ecc ecc... allora si sarebbe potuto applicare.invece noi abbiamo fatto da apripista, tutti belli tronfi e gonfi.gonfi di niente: non la usa nessunose una idea è buona, tutti la vogliono usare.
          • Anonimo scrive:
            Re: superficiale, imho.

            la PEC ti dice che la roba è arrivata al tuo
            ufficio postale di zona , che il postino è
            pronto a dartela in mano, ma che tu ci vada o
            non ci vada il postino dirà al mittente
            (con valore legale) "ce l'ha, ce l'ha lui" (anzi,
            dirà "è stata consegnata!")... e invece ce l'ha
            sicuramente solo l'ufficio
            postale.NO la PEC ti dice che la posta è stata recapitata nella tua cassetta della posta ossia a casa tuaLe PA devono avere una cassetta postale per la PEC ,il cittadino può dire che ha una cassetta postale PEC dove vuole ricevere notifiche (se vuole e non obbligatoriamente)Attualmente non mi risultano esistere caselle PEC "generaliste" ma caselle attivate specificatamente per scambiarsi documenti elettronici tra soggetti che hanno concordato di utilizzare tale sistema per non utilizzare la carta e il messo notificatoreIl caso di soggetti obbligati come le banche, poste , sim ecc per rispondere ai questionari della Agenzia delle Entrate ha fatto risparmiare anche loro e nel 2006 credo sia anacronistico far fare scambio di documenti con la carta tra questi soggetti.Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: superficiale, imho.

            NO la PEC ti dice che la posta è stata
            recapitata nella tua cassetta della posta
            ossia a casa tuaAppunto, la raccomandata, INVECE, ti viene consegnata A MANO, non nella cassetta.Aggiungi poi che la casella è remota e non gestita da te.Ciao,
          • Anonimo scrive:
            Re: superficiale, imho.
            - Scritto da:


            NO la PEC ti dice che la posta è stata

            recapitata nella tua cassetta della posta

            ossia a casa tua

            Appunto, la raccomandata, INVECE, ti viene
            consegnata A MANO, non nella
            cassetta.

            Aggiungi poi che la casella è remota e non
            gestita da
            te.

            Ciao,La cassetta è nel luogo che hai deciso tu quindi come se consegnata a mano , ti sfugge che lo scambio ti pec avviene tra soggetti che hanno deciso di utilizzare questo sistema e che quindi ne accettano le conseguenze, solo per la PA è obbligatorio accettare questo sistema, anche se non tutte si sono organizzate, anche perchè per una PA se dietro ad un indirizzo pec non c'è un sistema di flusso documentale oppure una specifica applicazione (ci potrebbero essere indirizzi specializzati per accettare file specifici legati ad un particolare servizio)c'è il rischio di non saper gestire i documenti ricevutiSecondo me è più sicuro fare transazioni tramite pec che con pagine web ... non c'è pericolo di non sapere in quale situazione ci si trova se si perde il collegamento e si devono rispettare delle scadenzeCiao
          • Anonimo scrive:
            Re: superficiale, imho.
            Confermo, la PEC prevede tre ricevute:1. ricevuta di spedizione (emessa dal gestore del mittente)2. ricevuta di presa in carico (emessa dal gestore del destinatario)3. ricevuta di consegna (emessa dal gestore del destinatario)La ricevuta 3 viene emessa solo dopo che il messaggio è stato depositato nella casella del destinatario.A chi dice "la ricevuta 3 non certifica la lettura" dico "è vero", neanche la raccomandata standard lo fa. Inoltre è perfettamente valido che la raccomandata standard venga consegnata al mio portinaio e che firmi lui per me. Poi lui, se vuole, può bruciarla e non consegnarmela mai. Ma questo è perfettamente "legale".In sintesi: la PEC offre una sicurezza almeno pari alla raccomandata A.R.A chi dice "con la posta elettronica si potevano fornire garanzie maggiori", attenzione: la legge sulla notifica è regolata dal codice di procedura civile ed è andata bene per decenni, non è che con la posta elettronica "dato che è nuova e più moderna" dobbiamo fare qualcosa di diverso. Altrimenti si sbilancia tutta la procedura di notifica tra la procedura cartacea e quella elettronica.Ciao
  • Anonimo scrive:
    Qualche PA con PEC istituzionale c'è!
    http://www.indicepa.gov.it
    • Anonimo scrive:
      La posta certificata c'e'.
      Si', ma qui devono far sempre risaltare che il precedente governo non andava bene...pure se proseguire nell'ammodernamento delle tecnologie ora e' compito dell'ATTUALE governo, che mi pare fino ad ora oltre a pensare a prendersi Telecom non ha fatto nulla.
      • Anonimo scrive:
        Re: La posta certificata c'e'.
        - Scritto da:
        Si', ma qui devono far sempre risaltare che il
        precedente governo non andava bene...Mi sembra l'esatto contrario. E poi e' deprimente indipendentemente dai colori...
      • Anonimo scrive:
        Re: La posta certificata c'e'.
        - Scritto da:
        Si', ma qui devono far sempre risaltare che il
        precedente governo non andava bene...pure se
        proseguire nell'ammodernamento delle tecnologie
        ora e' compito dell'ATTUALE governo, che mi pare
        fino ad ora oltre a pensare a prendersi Telecom
        non ha fatto
        nulla.Sinceramente quando ho letto del piano di scorporo della rete fissa, che sarebbe diventata pubblica, ho detto FINALMENTE.Poi è chiaro che sia comodo per taluni montare polemiche a non finire.
        • Anonimo scrive:
          Re: La posta certificata c'e'.
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          Si', ma qui devono far sempre risaltare che il

          precedente governo non andava bene...pure se

          proseguire nell'ammodernamento delle tecnologie

          ora e' compito dell'ATTUALE governo, che mi pare

          fino ad ora oltre a pensare a prendersi Telecom

          non ha fatto

          nulla.

          Sinceramente quando ho letto del piano di
          scorporo della rete fissa, che sarebbe diventata
          pubblica, ho detto
          FINALMENTE.Il punto è che se una cosa DIVENTA pubblica, posso dire a torto o a ragione FINALMENTE, ma se RITORNA pubblica, dopo un periodo di magna magna dei privati che l'hanno privata di valore arricchendosene, c'è solo da dire TRISTEZZA!
          • Anonimo scrive:
            Re: La posta certificata c'e'.

            Il punto è che se una cosa DIVENTA pubblica,
            posso dire a torto o a ragione FINALMENTE, ma se
            RITORNA pubblica, dopo un periodo di magna magna
            dei privati che l'hanno privata di valore
            arricchendosene, c'è solo da dire
            TRISTEZZA!Soprattutto se quelli che ´la voglioni ristatalizzare sono gli stessi che l´hanno privatizzata per i loro comodi.Io ho il sospetto che l´obiettivo sia ristatalizzarla per rivenderla ai compagni...di partito. Chi vivrà vedrà.
          • Anonimo scrive:
            Re: La posta certificata c'e'.
            - Scritto da:

            Il punto è che se una cosa DIVENTA pubblica,

            posso dire a torto o a ragione FINALMENTE, ma
            se


            RITORNA pubblica, dopo un periodo di magna magna

            dei privati che l'hanno privata di valore

            arricchendosene, c'è solo da dire

            TRISTEZZA!
            Soprattutto se quelli che ´la voglioni
            ristatalizzare sono gli stessi che l´hanno
            privatizzata per i loro
            comodi.
            Io ho il sospetto che l´obiettivo sia
            ristatalizzarla per rivenderla ai compagni...di
            partito. Chi vivrà
            vedrà.tempo fa volevano (non ricordo chi :) :) ) privatizzare l'acquedotto pugliese e poi il governatore della puglia Fitto (di destra) bloccò tutto.
        • Anonimo scrive:
          Re: La posta certificata c'e'.

          Poi è chiaro che sia comodo per taluni montare
          polemiche a non
          finire.Non è questione di polemizzare. È che un governo non può pensare di mettere sempre le mani in mezzo alle imprese che sono private. Soprattutto se queste sono pure quotate in borsa. È il Paese che ci rimette la faccia.Chiaro il concetto?
          • Anonimo scrive:
            Re: La posta certificata c'e'.
            - Scritto da:

            Poi è chiaro che sia comodo per taluni montare

            polemiche a non

            finire.
            Non è questione di polemizzare. È che un governo
            non può pensare di mettere sempre le mani in
            mezzo alle imprese che sono private. Soprattutto
            se queste sono pure quotate in borsa. È il Paese
            che ci rimette la
            faccia.
            Chiaro il concetto?Mi spiace, ma nono è così semplice, IMHO.Ci sono servizi essenziali per una nazione (energia, comunicazione, sanità) che *non devono* essere privatizzati o comunque completamente fuori controllo. I problemi che ritornano sulle spalle della comunità sono sempre enormi, ma putroppo troppi speculatori hanno messo gli occhi su enormi patrimoni, e pretendono di controllarli (senza pagarli, prego documentarsi su Telecom) per interessi propri a spese degli investimenti originali (pagati dai contibuenti) o a tariffe favorevoli (imposte ai clienti in regimi monopolistici o di cartello).Se credete al privato come risanatore certo di tutti i mali a favore della comunità vi siete bevuti anche il bicchiere (oltre al liquore).Già che ci siamo, chiedetevi perchè ogni volta che sono in difficoltà queste "aziende private che vogliono tanta indipendenza" scaricano sullo stato il compito di trovare e pagare ammortizzatori sociali, non si sognano quasi mai di pagare loro la spese sanitarie ai dipendenti (tipico benefit in altri paesi, per sgravare la sanità pubblica) e non si pensano due volte a spostare all'estero la produzione, salvo chiedere leggi protezionistiche quando i cinesi di turno si presentano sui nostri mercati - hanno imparato a fare quello che sapevamo fare noi, e guarda caso vogliono guadagnare senza intermediare. CMQ, la posta certificata non è una idea dello stato (nel bene e nel male). Provate a informarvi da chi lavora nel campo e scoprirete (sorry, non sono cose che trovate attaccate a un link pubblico su internet) che molte aziende italiane ci hanno pianificato investimenti e guadagni, è premono da anni per ottenere diffusione obbligatoria della firma elettronica qualificata e della posta certificata.
      • Anonimo scrive:
        Re: La posta certificata c'e'.
        - Scritto da:
        Si', ma qui devono far sempre risaltare che il
        precedente governo non andava bene...pure se
        proseguire nell'ammodernamento delle tecnologie
        ora e' compito dell'ATTUALE governo, che mi pare
        fino ad ora oltre a pensare a prendersi Telecom
        non ha fatto
        nulla.In realtà qui si ricorda che esiste la pec e che nonostante tutto (date stringenti per l'entrata in vigore, minacce di multe, pubblicità, etc.) oggi l'utilizzo della pec è limitato a pochi soggetti.Non sono stati lanciati strali a questo o quel governo, si è solo ricordato che esiste, ma che purtroppo non si è diffusa.Se proprio vuoi fare un appunto all'articolo, chiedi di indicare le possibili cause della mancata diffusione del sistema ed eventuali soluzioni.Saluti
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    Mi ricorda moltissimo tutta la procedura che ho dovuto studiare ed attivarmi a far funzionare per la firma digitale. Software in siti in cui non c'e' libero download, formati misteriosi, versioni nuove del software, mille passaggi, pochissimi funzionari preparati.Puoi dimostrre in qualche modo che la tua procedura e' andata a buon fine?Ovvero, dopo tutto quello che hai fatto, hai una prova cartacea che hai comunicato al ministero nei modi e nei tempi previsti?
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la attivai....
    Beh evidentemente avevi del tempo da perdere :) Forse ti costava meno pagare la multa (che qui in Italia si definisce anche "Condono").Comunque sia siamo nella solita voragine della burocrazia Italiana e comunque credo che a nessuno glieni freghi nulla della posta certificata, l'importante è inventare nuovi problemi per far spendere soldi e far girare l'economia.!!!
    • Nabla scrive:
      Re: Io la attivai....
      - Scritto da:
      Beh evidentemente avevi del tempo da perdere :)
      Forse ti costava meno pagare la multa (che qui in
      Italia si definisce anche
      "Condono").
      Comunque sia siamo nella solita voragine della
      burocrazia Italiana e comunque credo che a
      nessuno glieni freghi nulla della posta
      certificata, l'importante è inventare nuovi
      problemi per far spendere soldi e far girare
      l'economia.!!!La multa per chi non attiva e comunica (vado a memoria) va da un minimo di 3.000 euro fino a 12.000 euro.Potevo pagare la società certificata per farmela attivare ma:1- non credevo che fosse cosi' incasinato arrivare in fondo2- odio le aziende che campano di burocraziaNabla
  • SQUARTAM0RTI scrive:
    PECoraro Scanio
    Intendono forse lui? Non ricordo bene.
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