Premio Marconi a Gordon Moore

In occasione del 40esimo anniversario della definizione della Legge di Moore la Columbia University ha intenzione di insignire il co-founder di Intel di una importante onorificenza


New York (USA) – La Legge di Moore ha spinto la Columbia University ad annunciare l’intenzione di premiare con un rilevante riconoscimento Gordon Moore, il co-founder di Intel che stabilì quella Legge, una delle portanti della rivoluzione dei microprocessori.

L’occasione è data dall’ormai imminente 40esimo anniversario di quella previsione, secondo cui i processori ogni due anni avrebbero raddoppiato la propria potenza, una previsione che, afferma Intel , si è dimostrata vera fino ad oggi e ancora adesso rappresenta per l’azienda uno stimolo alla ricerca su tecnologie e materiali di produzione.

In particolare, la Columbia assegnerà a Moore il proprio “Lifetime Achievement Award” che è noto come “Marconi prize” in quanto ad assegnarlo, per la terza volta in trent’anni, è la Marconi Foundation presso la Columbia.

Secondo la Foundation, il premio è dovuto a Moore “per il suo contributo innovativo alla tecnologia che arricchisce la vita di tutti i giorni, per il suo spirito d’impresa e la sua devozione a quel genio collaborativo che ha ispirato la nascita e il successo di Intel”.

Fino ad oggi, in 31 anni di storia, la Foundation ha assegnato l’Award solo in due occasioni. Nel 2000 fu il momento di Claude E. Shannon, considerato il padre della moderna teoria dell’informazione nonché inventore del bit. Nel 2003 invece andò a William O. Baker, che come direttore dei Bell Labs ha guidato lo sviluppo di molte tecnologie fondamentali, le stesse che portarono all’assegnazione del Premio Nobel ai Labs.

Il riconoscimento della Foundation a Moore appartiene ad un’altra categoria rispetto all’Award annuale che la stessa Foundation assegna ad illustri innovatori. Un premio annuale che come si ricorderà lo scorso ottobre è andato ai fondatori di Google e che in precedenza era già stato assegnato a Tim Berners-Lee , il padre del Web, e al grande scrittore e scienziato Arthur C. Clarke .

La storia della Legge di Moore e altri dati su Gordon Moore sono pubblicati da Intel qui .

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  • Anonimo scrive:
    E i brevetti?
    Chissa' se questo software viola qualche brevetto.Questo e' l'esempio di una applicazione, utile per la ricerca, che magari non potra' mai partire perche' deve pagare i brevetti sulla barra di avanzamento, click, doppio click, triplo click con avvitamento e altre stronzate.
  • Anonimo scrive:
    Ma è legale?
    Con i tempi che corrono (urbani, gasparri, stanca) vai poi tu a dimostrare alla finanza che il p2p lo stavi usando per cercare altri pianeti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma è legale?
      Concordo !!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma è legale?
      - Scritto da: Anonimo
      Con i tempi che corrono (urbani, gasparri,
      stanca) vai poi tu a dimostrare alla finanza che
      il p2p lo stavi usando per cercare altri
      pianeti...Effettivamente nel paese delle banane tutto è possibile.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma è legale?
      Veramente il titolo della notizia e' ingannevole, il calcolo distribuito non c'entra nulla col P2P, col calcolo distribuito come il Seti@home non avviene nessuna comunicazione "punto-punto" tra i vari utenti, ma tutti quanti pescano i dati da un server centrale, li elaborano e mandano i risultati sempre al server centrale. E' quindi un modello client-server non punto-punto come si vorrebbe far credere nell'articolo. Urbani (toccatina ai gioielli) e gli mp3 non hanno nulla a che spartire con BOINC.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma è legale?
        - Scritto da: Anonimo
        Veramente il titolo della notizia e' ingannevole,
        il calcolo distribuito non c'entra nulla col P2P,
        col calcolo distribuito come il Seti@home non
        avviene nessuna comunicazione "punto-punto" tra i
        vari utenti, ma tutti quanti pescano i dati da un
        server centrale, li elaborano e mandano i
        risultati sempre al server centrale. E' quindi un
        modello client-server non punto-punto come si
        vorrebbe far credere nell'articolocome il vecchio napster
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma è legale?


          modello client-server non punto-punto come si

          vorrebbe far credere nell'articolo

          come il vecchio napsterAnche il paragone con naspter ad essere precisi non regge molto, il client napster era sotto il controllo dell'utente che poteva decidere cosa e quando scaricare, fare delle ricerche nel database del server e cosi' via.Nel caso del calcolo distribuito il client e' assolutamente slave, puo' decidere solo "quando iniziare" a scaricare, ma cosa lo decide il server, inoltre il client non ha assolutamente accesso in ricerca al database del server. Si puo' al massimo consultare le proprie statistiche sulla quantita' di elaborazioni eseguite ma con un normale browser sul web.
  • Anonimo scrive:
    Fateci sapere quando parte!
    Per la redazione: quando il progetto prende il via non mancate di avvisarci. Io ho intenzione di partecipare!
  • Anonimo scrive:
    Allora c'è speranza!
    Con la caccia al pianeta potremmo scoprire da quale schifido angolo dell'universo è venuto Urbani e bombardarlo a tappeto prima che ce ne mandino un altro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Allora c'è speranza!
      - Scritto da: Anonimo
      Con la caccia al pianeta potremmo scoprire da
      quale schifido angolo dell'universo è venuto
      Urbani e bombardarlo a tappeto prima che ce ne
      mandino un altro.Intanto addestriamocihttp://www.medphys.ucl.ac.uk/~martins/orbit/orbit.html:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D
  • Anonimo scrive:
    sono cose cosi da finanziare
    con soldi pubblici, non permettere a un miliardario demente di sprecare soldi perche vuole volare con la mongolfiera quindi
    • Anonimo scrive:
      Re: sono cose cosi da finanziare

      con soldi pubblici, non permettere a un
      miliardario demente di sprecare soldi perche
      vuole volare con la mongolfiera quindiveramente preferirei vede i soldi pubblici sprecati in altro modo che non alla ricerca di pianeti, cominciamo a salvaguardare il nostro va anziché sognare
      • Anonimo scrive:
        Re: sono cose cosi da finanziare

        veramente preferirei vede i soldi pubblici
        sprecati in altro modo che non alla ricerca di
        pianeti, cominciamo a salvaguardare il nostro va
        anziché sognarevolevo dire soldi investiti nella ricerca e nel progresso tecHnologico, togliendolo da tutte quelle attivita completamente inutili quindi
        • Anonimo scrive:
          Re: sono cose cosi da finanziare
          - Scritto da: Anonimo

          veramente preferirei vede i soldi pubblici

          sprecati in altro modo che non alla ricerca di

          pianeti, cominciamo a salvaguardare il nostro va

          anziché sognare
          volevo dire soldi investiti nella ricerca e nel
          progresso tecHnologico, togliendolo da tutte
          quelle attivita completamente inutili quindiInutili a breve termine, forse.Utili i satelliti meteorologici, gps, comunicazioni (tanto per rimanere in tema spaziale)
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