Prime censure web in Svizzera

Grazie alla collaborazione di Ticino.com è confermata l'ordinanza della magistratura di Lugano per bloccare l'accesso ad una decina di siti. Un segnale inquietante. Ecco i dettagli
Grazie alla collaborazione di Ticino.com è confermata l'ordinanza della magistratura di Lugano per bloccare l'accesso ad una decina di siti. Un segnale inquietante. Ecco i dettagli

Roma – Navigazione web censurata in Svizzera? Pare proprio di sì, almeno per quanto riguarda i provider sottoposti alla magistratura di Lugano. Dopo le segnalazioni di cui si era parlato su queste pagine nei giorni scorsi, ora arrivano le conferme.

Stando a quanto spiegato dal provider Ticino.com a Punto Informatico, un magistrato di Lugano ha intimato a tutti gli Internet Service Provider di “bloccare” e “impedire” l’accesso ad una lista di siti web da parte dei propri abbonati.

Una censura preventiva, dunque, che si estende per il momento su questi siti i cui contenuti, in molti casi, sono controversi e in passato oggetto di roventi polemiche: rotten.com; cadaver.org; elitecities.com; toplolitas.com; netlolitas.com; lolitalovers.com; top-virgins.com; animallove.nu; zoopark.com.

Il provider ticinese ha spiegato che, stando all’ordinanza delle autorità, la motivazione del blocco va cercata nella presenza su quei siti di immagini e scene contrarie alla normativa svizzera sugli “atti di cruda violenza verso esseri umani” (art. 135 cpv. 1 CPS), di immagini di “atti sessuali con fanciulli e animali” (art. 197 cfr. 3 CPS) e di scene “di natura pornografica accessibili anche a persone minori di sedici anni” (art. 197 cfr. 1 CPS).

Le ordinanze di blocco, che interessano evidentemente migliaia di navigatori svizzeri, sono firmate dal magistrato Marco Villa che ha agito non di spontanea iniziativa ma dopo la presentazione di denunce dettagliate da parte di singoli e riguardanti i siti elencati. Non è ancora chiaro effettivamente a quanti provider sia stato notificato il blocco né se il provvedimento interesserà anche snodi di accesso diversi dagli ISP tradizionali.

Ticino.com solleva delle perplessità sull’effettiva legittimità della richiesta di blocco ma è evidente che ci vorrà del tempo prima che un tribunale si pronunci, se mai lo farà.

Il rischio, in questo caso, è che le stesse norme che hanno spinto il magistrato a bloccare l’accesso a quei siti possano essere utilizzate per ampliare ad libitum la lista delle zone della rete da emarginare: una “via svizzera” alla censura online che non può non preoccupare.

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05 11 2001
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