Primo ministro spamma al telefono

L'Australia continua a stupire: gli uomini del premier difendono la scelta di registrare un messaggio e spararlo via telefono in automatico a vagonate di elettori. Ma che bello
L'Australia continua a stupire: gli uomini del premier difendono la scelta di registrare un messaggio e spararlo via telefono in automatico a vagonate di elettori. Ma che bello


Sydney (Australia) – “Salve, qui è John Howard, il Primo ministro, che alle prossime elezioni vi consiglia di votare il Liberal Party, per portare nuovo progresso e sviluppo al nostro paese”.

Suona più o meno così l’attacco di un articolato messaggio fuoriuscito dalle menti degli strateghi del marketing elettorale del premier australiano. Un messaggio che, registrato, viene sparato in questi giorni con un diabolico meccanismo automatico sui numeri telefonici degli elettori.

Sin qui parrebbe che le telefonate registrate abbiano scalato già l’ordine delle migliaia di abbonati ma entro la fine della settimana i Bravi del Liberal Party sono fiduciosi di riuscire a farlo sentire a decine di migliaia di elettori.

Sono sempre loro, gli strateghi, a spiegare che lo spam telefonico elettorale non è una novità. Dicono infatti che fin dal 1996 hanno condotto in questo modo le campagne politiche del partito.

La verità è che rispetto al passato c’è una differenza: un tempo era un militante a telefonare e leggere il discorso preparato dalle menti di cui sopra. Ora una batteria di computer collegati a numerose linee telefoniche lo fanno senza intervento umano: registrato il commento, inseriti i numeri di telefono, è infatti sufficiente cliccare “invia” per far squillare quantità enormi di inconsapevoli cornette.

Secondo il premier, che ne ha persino parlato alla radio, la tecnica funziona e lo dimostrerebbero i lusinghieri risultati elettorali nelle ultime elezioni provinciali.

Il tutto ha suscitato evidentemente forti polemiche, in particolare dell’opposizione repubblicana. Il portavoce dei militanti del Republican Party ha spiegato che il giorno delle elezioni i “telefonati” potranno dire ad Howard cosa pensano di quest’idea direttamente dalla cabina elettorale.

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05 10 2004
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