Primo standard per il software RFID

EPCglobal ha approvato un nuovo standard RFID che, a differenza di quelli precedenti, si focalizza sul software. La neo specifica definisce le modalità di funzionamento del software utilizzato per leggere e trattare i dati EPC


Bruxelles – EPCglobal , la più importante organizzazione non profit per la standardizzazione della tecnologia RFID, ha ratificato il suo primo standard specificamente pensato per il software di gestione dei tag RFID.

La nuova specifica, denominata Application Level Events (ALE), è stata sviluppata da oltre 100 aziende all’interno dell’EPCglobal Software Action Group e definisce le modalità con cui le applicazioni compatibili con lo standard EPC (Electronic Product Code) raccolgono, gestiscono ed elaborano i dati dei tag RFID generati lungo la catena di produzione, distribuzione e vendita.

L’EPC è un sistema di codifica che, similmente ai tradizionali codici a barre, viene utilizzato per identificare le merci. A differenza del suo vecchio predecessore UPC , lo standard EPC è stato appositamente pensato per le etichette RFID ed assegna ad ogni prodotto un numero identificativo unico.

EPCGlobal sostiene che ALE permette alle applicazioni RFID sviluppate da differenti produttori di interoperare tra loro, eliminando così quegli ostacoli che oggi spesso annullano parte dei vantaggi apportati dalla tecnologia RFID.

Sun è tra i primi colossi del settore ad aver già adottato la specifica ALE nei suoi più recenti software RFID. Altre aziende, tra cui IBM, hanno annunciato di aver già testato con successo l’interoperabilità delle proprie applicazioni basate su ALE con quelle di altri noti fornitori di tecnologie RFID.

EPCGlobal ha sottoposto il suo nuovo standard al vaglio dell’ISO.

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  • Anonimo scrive:
    Contro il colonialismo
    Beh in effetti le tassazioni sulle radio frequenze per la telefonia cellulare sono un'invenzione tutta occidentale.I governi invece che regalare e incentivare queste risorse preferiscono batter cassa.In Italia ricordo con l'avvento dell'UMTS i nostri governanti sono rimasti delusi da quanto ci hanno guadagnato.Figuriamoci cosa succederà per WiFi e WiMax...Ora dato che la maggior parte degli investitori (o definiamoli coloniatori) che portano la telefonia cellulare nei pesi in via di sviluppo sono multinazionali dei paesi ricchi, i governi di quei paesi hanno scoperto come mungere per bene queste aziende.Ciò va a discapito loro, è vero, che rallentano la loro stessa crescita. Ma hanno avuto dei cattivi maestri e ne stanno copiando le pratiche.Basti guardare quanto vergognosi furono i litigi tra aziende americane ed europee per portare la telefonia cellulare in Iraq dopo le distruzioni dai bombardamenti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro il colonialismo
      - Scritto da: Anonimo
      In Italia ricordo con l'avvento dell'UMTS i
      nostri governanti sono rimasti delusi da quanto
      ci hanno guadagnato.Al di là del fatto che possa essere giusto o no tassare le frequenze, nel caso specifico c'è stato Blu, compagnia che probabilmente era stat creata all'uopo...
    • AnyFile scrive:
      Re: Contro il colonialismo
      Qunado una cosa e' utile i governi trovano sempre il modo di metterci su una tassa... Non so cosa possa servire, ma prima o poi ci riuscirete a metterci una tassa sopra (piu' o meno questo e' stato il discorso di B. Franklin all'allroa sindaco di New York a proposito dell'elettricita')
      • Anonimo scrive:
        Re: Contro il colonialismo

        ... Non so cosa possa servire, ma prima o poi ci
        riuscirete a metterci una tassa sopra (piu' o
        meno questo e' stato il discorso di B. Franklin
        all'allroa sindaco di New York a proposito
        dell'elettricita')veramente si trattava di una battuta di Faraday ad un'autorita' inglese.E probabilmente l'aneddoto e' falso.Questo solo per amor di precisione (ho controllato qualche tempo fa la stessa questione e volevo condividere): protagonisti a parte, l'osservazione e' drammaticamente opportuna.
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro il colonialismo
      - Scritto da: Anonimo

      Beh in effetti le tassazioni sulle radio
      frequenze per la telefonia cellulare sono
      un'invenzione tutta occidentale.

      I governi invece che regalare e incentivare
      queste risorse preferiscono batter cassa.

      In Italia ricordo con l'avvento dell'UMTS i
      nostri governanti sono rimasti delusi da quanto
      ci hanno guadagnato.

      Figuriamoci cosa succederà per WiFi e WiMax...

      Ora dato che la maggior parte degli investitori
      (o definiamoli coloniatori) che portano la
      telefonia cellulare nei pesi in via di sviluppo
      sono multinazionali dei paesi ricchi, i governi
      di quei paesi hanno scoperto come mungere per
      bene queste aziende.
      Ciò va a discapito loro, è vero, che rallentano
      la loro stessa crescita. Ma hanno avuto dei
      cattivi maestri e ne stanno copiando le pratiche.

      Basti guardare quanto vergognosi furono i litigi
      tra aziende americane ed europee per portare la
      telefonia cellulare in Iraq dopo le distruzioni
      dai bombardamenti...
      te ( o no global o comunista, come preferisci) sei fuori di testa.
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