Privacy, gli asili spengano le webcam

Il Garante tricolore ne vieta l'utilizzo generalizzato da parte degli asili nido del Belpaese. Nel mirino, un sistema di videosorveglianza adottato da una società privata di Ravenna
Il Garante tricolore ne vieta l'utilizzo generalizzato da parte degli asili nido del Belpaese. Nel mirino, un sistema di videosorveglianza adottato da una società privata di Ravenna

La tutela della personalità e della riservatezza dei minori deve prevalere rispetto alle esigenze di controllo da parte di genitori e strutture scolastiche. A stabilirlo è il Garante per la protezione dei dati personali, che ha vietato l’uso generalizzato delle webcam all’intero degli asili nido del Belpaese.

Dalle indagini condotte dall’Autorità in un istituto privato di Ravenna, i responsabili della società I Pargoli avevano spiegato l’introduzione delle webcam come strumento deterrente contro i malintenzionati , “ma soprattutto per fornire un servizio che consentisse via web, ai genitori impegnati al lavoro, di monitorare costantemente in presa diretta ciò che i loro figli facevano”.

In sostanza, l’installazione della webcam era finalizzata a venire incontro alla tranquillità dei genitori piuttosto che a salvaguardare la sicurezza dei minori. Il Garante tricolore ha però sottolineato come anche quest’ultima finalità “andrebbe perseguita bilanciandola con altri interessi fondamentali del bambino, quali la sua riservatezza e il libero sviluppo della sua personalità”.

È stato così dichiarato illecito il trattamento dei dati e delle immagini operato dall’asilo nido ravennate. ( M.V. )

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24 05 2013
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