Privacy, l'ondata del Regolamento Europeo

di V. Frediani - Progettare per la privacy, dotarsi di figure responsabili della tutela dei dati, massima trasparenza in caso di violazione. Le disposizioni del nuovo testo europeo

Roma – Il nuovo Regolamento Europeo si preannuncia una vera e propria rivoluzione. Presentato alla Commissione Europea lo scorso 25 Gennaio 2012, il testo ha subito emendamenti pubblicati a fine gennaio 2013, e si presenta sempre più come un ambizioso progetto considerato che sarà valido in tutta l’Unione andando a cambiare radicalmente i presenti scenari, depauperando per molti aspetti, del suo ruolo il vigente Codice privacy.

Tra gli argomenti attualmente in fase di definizione, uno dei più importanti riguarda proprio il margine di autonomia decisionale che manterranno gli Stati Membri nell’applicazione di alcune regole specifiche sul proprio territorio. Secondo quanto previsto dal Regolamento saranno conservate alcune norme nazionali.
Il principale risultato del Regolamento sul lungo periodo dovrebbe essere quello di garantire una maggiore semplificazione nei rapporti intracomunitari, non fosse altro che per l’applicazione di una normativa unica valida in tutta Europa. Certo è che prima di adeguarsi alle novità introdotte dai nuovi adempimenti sorgeranno non poche difficoltà, soprattutto in ambito di applicazione pratica delle neonate normative.

In questo clima di attesa crescente e grande fermento, la domanda che tutti si pongono è: cosa cambierà – sul piano concreto – con il nuovo Regolamento?
Le definizioni fondamentali rimangono invariate, ma contano alcune aggiunte significative come quella relativa al dato genetico e quella del dato biometrico. Il Regolamento introduce inoltre il principio dell’applicazione del diritto UE anche ai trattamenti di dati personali non svolti nell’UE, se relativi all’offerta di beni o servizi ai cittadini UE o tali da permettere il monitoraggio dei comportamenti dei cittadini dell’Unione Europea.

Non di secondaria importanza l’introduzione del diritto degli interessati alla “portabilità del dato” da un provider all’altro, in formato neutro e quello del “diritto all’oblio”, vale a dire la facoltà per ogni interessato di decidere e richiedere la rimozione di informazioni e dati personali per motivi legittimi dopo un determinato periodo di tempo, questione riferita soprattutto alla realtà digitale. L’esercizio di tale diritto deve tuttavia rispettare alcune esigenze specifiche come quella della libertà di espressione o la possibilità di condurre ricerche storiche.

Tra le novità più rilevanti ricordiamo l’obbligo per talune aziende e per gli enti pubblici di nominare un “data protection officer”. Figura interessante, considerato che una volta acquisita dovrà essere “mantenuta” per alcuni anni all’interno della struttura, ed il rapporto potrà essere interrotto solo ed esclusivamente per cause tassativamente riportate dal legislatore europeo, proprio per garantire continuità della protezione ed oggettività e trasparenza del soggetto.

Oltre all’introduzione del cosiddetto principio generale di “privacy by design” – disposizione che impone la previsione di misure a protezione dei dati già al momento della progettazione di un software o di un prodotto, il Regolamento introduce anche il requisito del “privacy impact assessment”, vale a dire la valutazione dell’impatto privacy con riferimento all’avvio di un nuovo trattamento per talune tipologie di dati (videosorveglianza, sanitari, biometrici ecc). Un concetto completamente stravolto rispetto al nostro attuale sistema: preventivare i rischi, preliminarmente adottare soluzioni che già in sede di raccolta del primo dato siano capaci di tutelarlo, con una “anticipazione” di responsabilità già sulla parte di progettazione.

Sanzioni altissime per i trasgressori, fino ad un milione di euro o al 2 per cento del fatturato annuale di un’azienda a livello globale. Tra le misure preventive preme menzionare l’obbligo di notifica di qualunque violazione di dati personali all’Autorità di controllo (nuova istituzione) e ai diretti interessati se a rischio di danno. Non meno rilevante l’introduzione della figura del “Joint Controller” o responsabile congiunto: nello specifico potranno sussistere due responsabili i quali – per un medesimo trattamento di dati personali – saranno tenuti a concordare in un contratto il perimetro delle rispettive responsabilità privacy. Il loro accordo avrà valore anche in caso di controllo da parte dell’autorità giudiziaria o amministrativa.

Non resta che attendere l’approvazione, e verificare il testo finale. Alcuni passaggi rinvenibili nel testo attualmente fanno comunque sorgere qualche dubbio: recentemente l’ambito di applicazione del Regolamento con riferimento alle strutture destinatarie è passato dall’avere almeno 250 dipendenti, al gestire 500 interessati (con alcuni criteri a corredo). La questione dunque è in corsa. Appare quanto mai opportuno, però, per le grandi realtà aziendali e nel pubblico, cominciare a familiarizzare con l’argomento, perché non sarà certamente indolore passare da quattro adempimenti cartacei e qualche misura di sicurezza, ad una vera e propria organizzazione della sicurezza con reperimento di figure preparate sia sotto il profilo informatico che organizzativo e non in ultimo, normativo.

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
Coordinatore Nazionale ABIRT ( www.abirt.it )

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  • Piero B orelli scrive:
    gestire o censurare?
    dal sito di Agcom "LAutorità per le garanzie nelle comunicazioni è unautorità indipendente, istituita dalla legge 249 del 31 luglio 1997.Indipendenza e autonomia sono elementi costitutivi che ne caratterizzano lattività e le deliberazioni.Al pari delle altre autorità previste dallordinamento italiano, lAgcom risponde del proprio operato al Parlamento, che ne ha stabilito i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti.Sono organi dellAutorità: il Presidente, la Commissione per le infrastrutture e le reti, la Commissione per i servizi e i prodotti, il Consiglio.Ciascuna Commissione è organo collegiale, costituito dal Presidente e da due Commissari.Il Consiglio è costituito dal Presidente e da tutti i Commissari.LAgcom è innanzitutto unautorità di garanzia: la legge istitutiva affida allAutorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini."Per cui i paragoni con il privato non regge. Detto questo, meglio un competente(anche se politicamente scelto) che un incapace politicamente scelto. Sia nel pubblico che nel privato un manager non gestisce soltanto ma fa un sacco di altre cose. Un esempio. L'Apple con il manger proveniente dalla Coca Cola, dove aveva ottenuto ottimo risultati, falliva con Steve Jobs è rifiorita.Cardani poi non gestisce ma cerca di porre freni alle critiche al potere.Saluti Piero
    • Leguleio scrive:
      Re: gestire o censurare?
      - Scritto da: Piero B orelli
      Sia nel pubblico che nel privato un manager non
      gestisce soltanto ma fa un sacco di altre cose.
      Un esempio. L'Apple con il manger proveniente
      dalla Coca Cola, dove aveva ottenuto ottimo
      risultati, falliva con Steve Jobs è
      rifiorita.Non ho capito questa frase: chi era il manager? E che cosa ha fatto?
      Cardani poi non gestisce ma cerca di porre freni
      alle critiche al
      potere.Boh...(newbie)
      • Il RE scrive:
        Re: gestire o censurare?
        Buongiorno Leguleio,noto con dispiacere che un simpaticissimo post, a cui lei aveva anche dato risposta, é stato rimosso. Questo mi rende alquanto triste. Poteva essere un insegnamento non solo al prestare attenzione nel digitare i messaggi e alla grammatica italiana; ma anche alla tolleranza e interpretazione di messaggi sarcastici (io lo definii satira). Ci si deve ridere sopra. La censura lasciamola agli abusi palesi, non ad un innocente messaggio che faceva sorridere (criticandola) questa board.Mi dispiace per la censura del simpatico frequentatore, cui avevo persino risposto. Spero che torni!Leguleio, continuo sempre a leggerla per la sua meticolositá nelle fonti e preparazione.Saluti,il RE- Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: Piero B orelli





        Sia nel pubblico che nel privato un manager
        non

        gestisce soltanto ma fa un sacco di altre
        cose.

        Un esempio. L'Apple con il manger proveniente

        dalla Coca Cola, dove aveva ottenuto ottimo

        risultati, falliva con Steve Jobs è

        rifiorita.

        Non ho capito questa frase: chi era il manager? E
        che cosa ha
        fatto?



        Cardani poi non gestisce ma cerca di porre
        freni

        alle critiche al

        potere.

        Boh...(newbie)
      • Piero Borelli scrive:
        Re: gestire o censurare?
        John Sculley (ved. per un informazione di massima http://en.wikipedia.org/wiki/John_Sculley ).Nel caso specifico mi pare un tentativo di censura politica piuttosto che l'applicazione delle norme dello statuto dell'Ente.
    • Il RE scrive:
      Re: gestire o censurare?
      Buongiorno,la invito a rileggersi il mio post, che mi pare non abbia compreso.Il testo da lei riportato é disponibile al link riportato in un altro mio post (che poi é il sito ufficiale di agcom).Il paragone col privato era riferito a questo: "lAgcom risponde del proprio operato al Parlamento, che ne ha stabilito i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti."Che a lei la cosa piaccia o meno, l'unico modo per cambiare l'agcom é... e perdoni l'iperbole, cambiare il parlamento.Ovvero, nella credo pacatezza del mio post, un'altra soluzione sarebbe avere alla guida un manager che sappia scendere a compromessi col parlamento ma con il principio dell'utilitá pubblica.Credo abbia travisato il mio intervento. Io non ho mai parlato di "incopetenti".Abbia pazienza, se é stato messo lí suggerito da Monti, qualche carta piú di lei (e di me) il signore in questione la ha. Vediamo se saprá giocarsela al meglio ed essere un grande manager piuttosto che un quaqquaraquá [cit.].Mi premeva solo sottolineare come essere dei supertecnici non qualifica al ruolo di super manager tanto quanto non essere competenti della materia permette invece di gestirla.E se proprio vogliamo dirla tutta, per gestire le funzioni dell'agcom ci vuole appunto quella sagacia e quella diplomazia che a volte ai seppur bravi tecnici manca.Saluti,il RE
    • io so scrive:
      Re: gestire o censurare?
      gestire (gli amici hanno sempre bisogno eh...) <b
      E </b
      censurare (atr. 21 di che cosa???)
  • attonito scrive:
    Il ban dell'IP NON funziona :D
    Annuziata, che palloso che sei! a te le cose entrano da un orecchio e escono da qeull'altro, ma te lo ripeto: bannare. l'ip. non. serve. a. niente. E adesso cancella pure questo messaggio.
  • rgb scrive:
    autority
    tutti insieme: cardani via||
  • romeob scrive:
    cardani
    cardani dimettiti
  • attonito scrive:
    Re: Compiti di un manager
    - Scritto da: Il RE
    Buondí,

    interessanti gli articoli di riflessione.TAGLIO

    Saluti,
    il RENo, dico, ma sei deficente? Un commento serio, pacato, scritto bene, riflessivo... era anni che non ne vedevo uno su PI! A me sta roba seria, qui dentro ,fa venire da vomitare. Per favore, spistati su posti piu' seri, (tipo dal barbiere o al bar) a fare sti discorsi, che qui non e proprio aria. qui si viene a cazzeggiare e prendere per il XXXX gli articolisti cialtroni, sbanarsi tra opposte fazioni etc. Vegno qui a eilassarmi, mica a parlare di cose serie. Per favore vattene e non tornare mai piu', a meno che tu non accetti le regole e diventi pure tu un troll XXXXXfacente come tutto noi.Ossequi (aaaargh ho detto "ossequi"... vedi che mi stai gia' rovinando?!?!? via via, vattene!!)
    • Leguleio scrive:
      Re: Compiti di un manager
      - Scritto da: attonito
      No, dico, ma sei deficente? XXXXXXXXXX.
      Un commento serio,
      pacato, scritto bene, riflessivo... era anni che
      non ne vedevo uno su PI! A me sta roba seria, 'sta roba
      qui
      dentro ,fa venire da vomitare. Via lo spazio prima delle virgola.
      Per favore,
      spistati Spostati.
      su posti piu' seri, (tipo dal barbiere o
      al bar) a fare sti discorsi, che qui non e
      proprio aria. Non è proprio aria.
      qui si viene a cazzeggiare e
      prendere per il XXXX gli articolisti cialtroni,
      sbanarsi Sbranarsi.
      tra opposte fazioni etc. Vegno qui a
      eilassarmi, Vengo qui a rilassarmi.
      mica a parlare di cose serie. Per
      favore vattene e non tornare mai piu', a meno che
      tu non accetti le regole e diventi pure tu un
      troll XXXXXfacente come tutto
      noi.Come tutti noi.
      Ossequi (aaaargh ho detto "ossequi"... vedi che
      mi stai gia' rovinando?!?!? via via,
      vattene!!)Si viene anche per imparare a scrivere in italiano. O almeno si spera.
      • Il RE scrive:
        Re: Compiti di un manager
        Leguleio, anche il mio messaggio conteneva dei "typo" (chissà se me la perdonerà mai...).In ogni caso mi ha fatto tanto sorridere la satira dell'altro utente. Si faccia una risata anche lei, no? La leggo sempre con interesse: è una buona fonte. Saluti, il RE
        • attonito scrive:
          Re: Compiti di un manager
          - Scritto da: Il RE
          Leguleio, anche il mio messaggio conteneva dei
          "typo" (chissà se me la perdonerà
          mai...).
          In ogni caso mi ha fatto tanto sorridere la
          satira dell'altro utente. Si faccia una risata
          anche lei, no? La leggo sempre con interesse: è
          una buona fonte. Saluti, il
          RECaro utente "il RE", Lei qui e' veramente fuori posto. Rischia di alzare il livello di PI da "letamaio" a "bettola". Se ne vadi, eschi, eschi*! * Detto volutamente in modalita' "Fantozzi". (Specifico, altrimenti qui viene il solito a mettere i puntini sulle "i")
      • attonito scrive:
        Re: Compiti di un manager
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: attonito


        No, dico, ma sei deficente?

        XXXXXXXXXX.



        Un commento serio,

        pacato, scritto bene, riflessivo... era anni
        che

        non ne vedevo uno su PI! A me sta roba
        seria,


        'sta roba



        qui

        dentro ,fa venire da vomitare.

        Via lo spazio prima delle virgola.



        Per favore,

        spistati

        Spostati.


        su posti piu' seri, (tipo dal barbiere o

        al bar) a fare sti discorsi, che qui non e

        proprio aria.

        Non è proprio aria.


        qui si viene a cazzeggiare e

        prendere per il XXXX gli articolisti
        cialtroni,

        sbanarsi

        Sbranarsi.


        tra opposte fazioni etc. Vegno qui a

        eilassarmi,

        Vengo qui a rilassarmi.



        mica a parlare di cose serie. Per

        favore vattene e non tornare mai piu', a
        meno
        che

        tu non accetti le regole e diventi pure tu un

        troll XXXXXfacente come tutto

        noi.

        Come tutti noi.


        Ossequi (aaaargh ho detto "ossequi"... vedi
        che

        mi stai gia' rovinando?!?!? via via,

        vattene!!)



        Si viene anche per imparare a scrivere in
        italiano. O almeno si
        spera.a' legu', l'italiano l'ho imparato a scuola e, modestamente me la cavavo bene, come adesso. Errori strafalcioni, spazi, maiuscole, "acche" di troppo o mancanti: sono errori di digitazione. di solito scrivo e poi rileggo per cerreggere: per che correggere e' un simbpolo di rispetto per il poswto in cui si scrive. il fatto che io non corregga mai dovrebbe farti giungere ad un alogica e serena conclusione.
  • Il RE scrive:
    Compiti di un manager
    Buondí,interessanti gli articoli di riflessione. Tuttavia Mantellini parte da un preconcetto: un manager deve essere un esperto della disciplina che intende dirigere o che é messo a dirigere.Tra le varie scuole di pensiero la mia opinione é "ni".Il 100%, cioé un chiaro "no" sarebbe irrealistico! Diciamo che la mia opinione tende al fatto che il presupposto é piú errato che corretto.Esistono molti casi di manager che sanno scegliere le persone giuste e creano un team che da' il risultato atteso = una "buona" gestione, senza necessariamente conoscere la materia. Ovvero, hanno un criterio per poter valutare se il progetto presentato dal team sia da rendere esecutivo o sia da mettere nel cassetto (cestinare? mai!) senza veramente conoscere la materia, ma conoscendo le persone che propongono il progetto.Mantellini presenta un problema "italiota" e lo chiama anomalia affermando che in Italia si scelgono sempre dei non esperti. Poi arrivano i "tecnici" che peró quelle scelte non le rendono esecutive (senza colpa, mi pare di leggere, ma forse sbaglio a interpretare).Ok, in un'azienda la cosa funziona cosí: il padrone - se non la dirige in prima persona - o gli azionisti si scelgono un manager che a quel punto risponde a... chi lo ha messo lí!E chi lo ha messo lí é anche quello che decide il criterio per cui una gestione é "buona" o meno (ecco perché l'ho messo tra virgolette anche nella frase piú sopra quel "buona").Quindi un candidato manager puotrebbe essere anche un mega esperto nella specifica materia ma magari fare errori madornali nella scelta delle persone per realizzare le sue idee. E quindi dare un risultato non soddisfacente. (l'esempio dei "tecnici" di cui sopra...)Ovvero, potrebbe avere un obiettivo che non necessariamente deve essere noto a "noi esterni" e pur non raggiungendo cio' che gli esterni "auspicano" egli realizza in pieno invero il piano aziendale.I manager piú capaci sono quelli invero che realizzano le proprie idee facendole accettare dalla proprietá e nota bene, portano a risultati sul lungo termine anche realizzando perdite/sconfitte sul breve.Attenzione... risultati = profitti per la proprietá sempre di piú e posibilmente per - appunto - un termine lunghissimo!E concludo ora aggiungendo un attributo alla parola manager: qual é e chi definisce l'obiettivo di un manager pubblico?Vorrei che Mantellini si facesse gentilmente cura di rispondere a questo interrogativo anche prendendo spunto dal background informatico.Saluti,il RE
    • il solito bene informato scrive:
      Re: Compiti di un manager
      - Scritto da: Il RE
      Buondí,

      interessanti gli articoli di riflessione.
      Tuttavia Mantellini parte da un preconcetto: un
      manager deve essere un esperto della disciplina
      che intende dirigere o che é messo a
      dirigere.

      Tra le varie scuole di pensiero la mia opinione é
      "ni".
      Il 100%, cioé un chiaro "no" sarebbe
      irrealistico! Diciamo che la mia opinione tende
      al fatto che il presupposto é piú errato che
      corretto.

      Esistono molti casi di manager che sanno
      scegliere le persone giuste e creano un team che
      da' il risultato atteso = una "buona" gestione,
      senza necessariamente conoscere la materia.
      Ovvero, hanno un criterio per poter valutare se
      il progetto presentato dal team sia da rendere
      esecutivo o sia da mettere nel cassetto
      (cestinare? mai!) senza veramente conoscere la
      materia, ma conoscendo le persone che propongono
      il
      progetto.

      Mantellini presenta un problema "italiota" e lo
      chiama anomalia affermando che in Italia si
      scelgono sempre dei non esperti. Poi arrivano i
      "tecnici" che peró quelle scelte non le rendono
      esecutive (senza colpa, mi pare di leggere, ma
      forse sbaglio a
      interpretare).

      Ok, in un'azienda la cosa funziona cosí: il
      padrone - se non la dirige in prima persona - o
      gli azionisti si scelgono un manager che a quel
      punto risponde a... chi lo ha messo
      lí!
      E chi lo ha messo lí é anche quello che decide il
      criterio per cui una gestione é "buona" o meno
      (ecco perché l'ho messo tra virgolette anche
      nella frase piú sopra quel
      "buona").

      Quindi un candidato manager puotrebbe essere
      anche un mega esperto nella specifica materia ma
      magari fare errori madornali nella scelta delle
      persone per realizzare le sue idee. E quindi dare
      un risultato non soddisfacente. (l'esempio dei
      "tecnici" di cui
      sopra...)

      Ovvero, potrebbe avere un obiettivo che non
      necessariamente deve essere noto a "noi esterni"
      e pur non raggiungendo cio' che gli esterni
      "auspicano" egli realizza in pieno invero il
      piano
      aziendale.

      I manager piú capaci sono quelli invero che
      realizzano le proprie idee facendole accettare
      dalla proprietá e nota bene, portano a risultati
      sul lungo termine anche realizzando
      perdite/sconfitte sul
      breve.

      Attenzione... risultati = profitti per la
      proprietá sempre di piú e posibilmente per -
      appunto - un termine
      lunghissimo!

      E concludo ora aggiungendo un attributo alla
      parola manager: qual é e chi definisce
      l'obiettivo di un manager
      pubblico?

      Vorrei che Mantellini si facesse gentilmente cura
      di rispondere a questo interrogativo anche
      prendendo spunto dal background
      informatico.

      Saluti,
      il REE' vero che un manager può essere non esperto nella materia che gestisce, l'esempio lampante è stato Steve Jobs e il suo, durante un keynote: "gli ingegneri hanno lavorato su... beh, non so cosa hanno fatto, ma ora funziona". L'importante è che un manager abbia una visione d'insieme, sappia ciò che vuole e con questo si proietti nel futuro (sperando di non aver capito male ciò che hai scritto).Ma qui non si parla di un'azienda che cerchi produrre, perfezionare e vendere un prodotto, ma di un ente preposto ad un compito ben specifico, i cui manager vengono scelti da accordi trasversali tra i partiti per curare i loro interessi! quindi poco importa se questo manager non sa nemmeno fare una ricerca su Google: l'importante è che faccia ciò che vada bene a chi in quel ruolo ce l'ha messo.
      • Il RE scrive:
        Re: Compiti di un manager
        - Scritto da: il solito bene informato
        E' vero che un manager può essere non esperto
        nella materia che gestisce, l'esempio lampante è
        stato Steve Jobs e il suo, durante un keynote:
        "gli ingegneri hanno lavorato su... beh, non so
        cosa hanno fatto, ma ora funziona". Mmm, avrei preso ad esempio invece Tim Cook.Ok, facendo ironia, ma anche sottolineando che cosa fa un manager "standard" soprattutto nei confronti degli azionisti (datori di lavoro per lui!)
        L'importante
        è che un manager abbia una visione d'insieme,
        sappia ciò che vuole e con questo si proietti nel
        futuro (sperando di non aver capito male ciò che
        hai scritto). Diciamo che hai riassunto correttamente, ma tralasciando l'aspetto che il manager é pur sempre un "dipendente"!
        Ma qui non si parla di un'azienda che cerchi
        produrre, perfezionare e vendere un prodotto, ma
        di un ente preposto ad un compito ben specifico,Di una Autoritá... http://www.agcom.it/Default.aspx?message=contenuto&DCId=1non voglio essere pignolo, il mio "parallelo" era solo un esempio per dire come qualunque manager risponde del proprio operato di fronte a chi lo ha messo lí. Infatti...
        i cui manager vengono scelti da accordi
        trasversali tra i partiti per curare i loro
        interessi! quindi poco importa se questo manager
        non sa nemmeno fare una ricerca su Google:
        l'importante è che faccia ciò che vada bene a chi
        in quel ruolo ce l'ha
        messo.qui esprimi correttamente e sinteticamente il succo. E la mia conclusione é, ahimé, una domanda (la stessa che ho espresso in altro modo nel tema di cui sopra): esiste ancora una persona "onesta" - mi si permetta l'abuso dell'aggettivo che vuole essere solo una generalizzazione e non é riferito ad alcuno in particolare - che non scenda a compromessi nel momento in cui questa si ritrovi ad adempiere ad una funzione pubblica?Ovvero che abbia la capacitá di arrivare a compromessi utili al perseguire il bene pubblico e non l'interesse privato?Ora, Mantellini conosce sicuramente Cardani meglio di me (anzi, io non lo conosco proprio e mi scuso per l'intromissione nei commenti) e quindi puó esprimere la sua opinione sulla nomina.Io da cittadino, mi auguro che magari il tale sia, seppur non un superesperto, magari la persona che voglia e sappia fare la differenza... poco importerá il suo curriculum allora.Mi piacerebbe appunto che il messaggio fosse positivo e propositivo e non si riduca ad un concentrarsi sui "calzini celesti"
    • Massimo Mantellini scrive:
      Re: Compiti di un manager
      questione annosa, in una autorità come Agcom contano molte competenze differenti. Alcune di queste però dovrebbero essere comprese nelle figure indicate dai partiti. Nella attuale Agcom solo Decina (membro indicato dal PD) ha un curriculum adeguato ad alcuni dei temi in discussione, gli altri sono paracadutati da marte (Cardani compreso) come in passato. Nella precedente gestione c'era anche un gastroenterologo. Pare evidente che qui siamo alcuni passi prima dalla discussione se sia meglio un buon tecnico o un buon politico. Per il resto la struttura tecnica che sta dietro l'autorità è il vero problema (anch'esso discretamente irrisolvibile)
      • Il RE scrive:
        Re: Compiti di un manager
        Grazie della risposta.- Scritto da: Massimo Mantellini
        [...]Per il resto la struttura tecnica
        che sta dietro l'autorità è il vero problemaEsattamente.
        (anch'esso discretamente irrisolvibile)Compito del "direttore" cambiare la situazione! Ma, appunto, chi decide il compito del "direttore"... ovvero, é questi una persona capace di scendere a compromessi col "datore di lavoro" e riuscire abilmente a realizzare il "bene pubblico"?Io mi auguro di si (sono un ottimista di natura). Impietoso sará altrimenti il giudizio (per quello che, ahimé, conta)... cioé solo dopo aver visto l'operato si puó dire se (tecnico o non tecnico) la persona é anche un Grande Manager. Ma partire subito a far intendere che é un quaqquaraquá [cit.] non si fa certo una buona partenza!
      • io so scrive:
        Re: Compiti di un manager
        - Scritto da: Massimo Mantellini
        questione annosa,
        in una autorità come Agcom contano molte
        competenze differenti. Alcune di queste però
        dovrebbero essere comprese nelle figure indicate
        dai partiti. Nella attuale Agcom solo Decina
        (membro indicato dal PD) ha un curriculum
        adeguato ad alcuni dei temi in discussione, gli
        altri sono paracadutati da marte (Cardani
        compreso) come in passato. Nella precedente
        gestione c'era anche un gastroenterologo. Pare
        evidente che qui siamo alcuni passi prima dalla
        discussione se sia meglio un buon tecnico o un
        buon politico. Per il resto la struttura tecnica
        che sta dietro l'autorità è il vero problema
        (anch'esso discretamente
        irrisolvibile)Gent.mo Mantellini, gent.mo IL REC'è un equivoco di fondo che mina alla base i vs. ragionamenti.Si tratta dell'assunto (che avete richiamato, chi più chi meno, in modo più implicito che esplicito) che AGCOM è un soggetto che dovrebbe essere stato creato e che dovrebbe agire nel/per l'interesse pubblico, quello dello stato e della collettività.Purtroppo, non è assolutamente così. AGCOM si preoccupa essenzialmente, con anche una "connotazione" partitica (nel senso degli amici di...), degli interessi di pochi soggetti/lobby e PRIVATI.Provate a rivedere con questa chiave di lettura tutte le analisi sugli obiettivi, sui manager, i tecnici, la struttura operativa ecc. ... sarà tutto subito più chiaro...PS: Ovviamente, la stessa cosa vale parimenti per le tante altre "agenzie" e strutture "pubbliche" che dovrebbero operare per l'interesse comune...
        • Il RE scrive:
          Re: Compiti di un manager
          - Scritto da: io so
          Gent.mo Mantellini, gent.mo IL RE

          C'è un equivoco di fondo che mina alla base i vs.
          ragionamenti.

          Si tratta dell'assunto (che avete richiamato, chi
          più chi meno, in modo più implicito che
          esplicito) che AGCOM è un soggetto che dovrebbe
          essere stato creato e che dovrebbe agire nel/per
          l'interesse pubblico, quello dello stato e della
          collettività.Anche il Parlamento. Non è forse così?

          Purtroppo, non è assolutamente così. AGCOM si
          preoccupa essenzialmente, con anche una
          "connotazione" partitica (nel senso degli amici
          di...), degli interessi di pochi soggetti/lobby e
          PRIVATI.
          Su quali basi queste considerazioni?Fino alla parola "partitica" era interessante, poi diventa pessimista.In fondo capisco i suoi sospetti (spero che di tali si tratti), capisco meno i rancori basati su un'idea.
          Provate a rivedere con questa chiave di lettura
          tutte le analisi sugli obiettivi, sui manager, i
          tecnici, la struttura operativa ecc. ... sarà
          tutto subito più
          chiaro...
          La differenza la fanno le persone. Quelle che pongono il pubblico di fronte al privato sono Grandi persone. Non devono necessariamente essere dei super esperti in materia. Devono solo metterci la passione.
          PS: Ovviamente, la stessa cosa vale parimenti per
          le tante altre "agenzie" e strutture "pubbliche"
          che dovrebbero operare per l'interesse
          comune...Le posso solo consigliare di andare a votare.
          • io so scrive:
            Re: Compiti di un manager
            - Scritto da: Il RE
            - Scritto da: io so


            Gent.mo Mantellini, gent.mo IL RE



            C'è un equivoco di fondo che mina alla base i
            vs.

            ragionamenti.



            Si tratta dell'assunto (che avete richiamato,
            chi

            più chi meno, in modo più implicito che

            esplicito) che AGCOM è un soggetto che dovrebbe

            essere stato creato e che dovrebbe agire nel/per

            l'interesse pubblico, quello dello stato e della

            collettività.

            Anche il Parlamento. Non è forse così?




            Purtroppo, non è assolutamente così. AGCOM si

            preoccupa essenzialmente, con anche una

            "connotazione" partitica (nel senso degli amici

            di...), degli interessi di pochi soggetti/lobby
            e

            PRIVATI.


            Su quali basi queste considerazioni?
            Fino alla parola "partitica" era interessante,
            poi diventa
            pessimista.
            In fondo capisco i suoi sospetti (spero che di
            tali si tratti), capisco meno i rancori basati su
            un'idea.sì sì , certo, un'idea...come finmeccanica?
    • . . . scrive:
      Re: Compiti di un manager
      Il manager deve essere colui che ha una visione d'insieme lungimirante ed intelligente.Sappia scegliere i giusti obbiettivi da raggiungere e la loro sequenza.Sappia scegliere le persone giuste per il compito da svolgere quindi deve avere dei collaboratori diretti che sappiano svolgere questo compito in modo ottimale altrimenti è un fallimento sicuro.A loro volta le persone selezionate devono sapersi circondare da tecnici dotati.Non necessariamente qualificati (il pezzo di carta conta fino ad un certo punto).Dotati e saperli motivare nel giusto modo.In questo modo si crea un team non vincente al 100% (perché è pura utopia), ma sicuramente valido e con buone probabilità di portare a casa l'obbiettivo.Ora io sono solo un tecnico e non un manager, ma ho vissuto a lungo in realtà di tutti i tipi e penso che quello che ho scritto sia il minimo dei requisiti.E' chiaro che fuori da questo discorso deve rimanere la politica, il parassitismo, il clientelismo, in nepotismo, raccomandati e tutta quella pletora di esseri insignificanti che abbondano alle nostre latitudini.La ricetta è semplice e se vogliamo le persone valide ci sono (non so ancora per quanto però se andiamo avanti così).Basta volerla attuare seriamente una volta per tutte.
    • nighteagle scrive:
      Re: Compiti di un manager
      Gent.mo RE il tuo pensiero pur formalmente corretto, non mi convince.Un manager per definizione deve essere professionista nel management esattamente quello che dici. se si tratta di business e organizzazione aziendale sono daccordo. La nostra agcom non e' una business unit, è un ente legislativo e di controllo sopratutto non ha i fondi per crearsi il team di tecnici necessario per supportare il manager con le necessarie competenze specifiche.Per analogia ti fareste operare da un bravo manager sanitario magari anche chirurgo ma senza staff medico ?1qualunque
      • Il RE scrive:
        Re: Compiti di un manager
        No, non mi farei operare dal bravo manager sanitario, mi farei operare nel suo ospedale!Forse così diventa più chiaro il concetto. Grazie dell'esempio.
        • armstrong scrive:
          Re: Compiti di un manager
          - Scritto da: Il RE
          No, non mi farei operare dal bravo manager
          sanitario, mi farei operare nel suo
          ospedale!

          Forse così diventa più chiaro il concetto. Grazie
          dell'esempio.Che forse non è stato recepito ;)Il bravo manager senza fondi è costretto a operarti LUI, auguri di una pronta guarigione...P.S. purtroppo per scarsità di fondi è anche il cuoco, portantino, segretario e lavapiatti :(
          • Il RE scrive:
            Re: Compiti di un manager
            Ha ragione, mi era sfuggita la parte sel "senza staff medico".Allora la persona che lei ha indicato non é un "buon" manager: se non riesce a reperire i fondi...Non mi fiderei allo stesso modo di un superchirurgo senza fondi, certo saprá dove tagliare... ma... auguri se lo fa senza anestesia, non ha antibiotici e non ha il filo per ricucirla.Si farebbe operare lei in quelle condizioni?Se cambiamo le condizioni al contorno, ovviamente, il problema non é piú lo stesso.Saluti.
          • armstrong scrive:
            Re: Compiti di un manager
            - Scritto da: Il RE
            Si farebbe operare lei in quelle condizioni?

            Se cambiamo le condizioni al contorno,
            ovviamente, il problema non é piú lo
            stesso.

            Saluti.Salute, per restare in tema ;)
  • il solito bene informato scrive:
    Partiti ovunque...
    In Italia, da più di 60 anni, vige la forma più raffinata di dittatura: la partitocrazia.
    • il padrone delle ferriere scrive:
      Re: Partiti ovunque...
      - Scritto da: il solito bene informato
      In Italia, da più di 60 anni, vige la forma più
      raffinata di dittatura: la
      partitocrazia.pensa che in un altro articolo ho citato un tale di nome breulcsoni e mi hanno cancellato. Appiattiti su Potere, qui dentro.
  • Boh scrive:
    Arvaro
    Probabilmente dovresti scrivere in greco e latino che sono il tuo pane, l'italiano un po' meno
  • Boh scrive:
    Si, Greco e Latino, Bravo
    Arvaro, latino e greco saranno pure stati il tuo pane, l'italiano, sembra, un po' meno.
  • Leguleio scrive:
    Mantellini la fa facile
    La legge sulla par condicio (un'espressione latina che il 99,9 % degli italiani ignorava, prima che la pronunciasse il presidente Scalfaro il 24 settembre 1994) è nata solo ed esclusivamente perché c'era un soggetto politico proprietario di tre reti televisive e un numero imprecisato di giornali e riviste. Vorrei proprio vedere se scriverebbe lo stesso editoriale il giorno in cui Facebook, Twitter, Yahoo! e Libero diventassero di proprietà di un unico azionista, che concorre alle elezioni italiane... Onestamente, credo che non piaccia (quasi) a nessuno: ma è un male necessario, come direbbe il catechismo.
    • panda rossa scrive:
      Re: Mantellini la fa facile
      - Scritto da: Leguleio
      La legge sulla <I
      par condicio </I

      (un'espressione latina che il 99,9 % degli
      italiani ignorava, prima che la pronunciasse il
      presidente Scalfaro il 24 settembre 1994) è nata
      solo ed esclusivamente perché c'era un soggetto
      politico proprietario di tre reti televisive e un
      numero imprecisato di giornali e riviste.

      Vorrei proprio vedere se scriverebbe lo stesso
      editoriale il giorno in cui Facebook, Twitter,
      Yahoo! e Libero diventassero di proprietà di un
      unico azionista, che concorre alle elezioni
      italiane...


      Onestamente, credo che non piaccia (quasi) a
      nessuno: ma è un male necessario, come direbbe il
      catechismo.Internet pero' non ha padroni, quindi non rientra nelle indicazioni che il legislatore ha voluto dare con la legge sulla par condicio.Non esiste un unico soggetto che possa imporre un unico pensiero alla rete, pertanto la pluralita' sulla rete e' garantita.La par condicio, in rete, e' insensata.
      • attonito scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Leguleio

        La legge sulla <I
        par condicio
        </I



        (un'espressione latina che il 99,9 % degli

        italiani ignorava, prima che la pronunciasse
        il

        presidente Scalfaro il 24 settembre 1994) è
        nata

        solo ed esclusivamente perché c'era un
        soggetto

        politico proprietario di tre reti televisive
        e
        un

        numero imprecisato di giornali e riviste.



        Vorrei proprio vedere se scriverebbe lo
        stesso

        editoriale il giorno in cui Facebook,
        Twitter,

        Yahoo! e Libero diventassero di proprietà di
        un

        unico azionista, che concorre alle elezioni

        italiane...





        Onestamente, credo che non piaccia (quasi) a

        nessuno: ma è un male necessario, come
        direbbe
        il

        catechismo.


        Internet pero' non ha padroni, quindi non rientra
        nelle indicazioni che il legislatore ha voluto
        dare con la legge sulla par
        condicio.
        Non esiste un unico soggetto che possa imporre un
        unico pensiero alla rete, pertanto la pluralita'
        sulla rete e'
        garantita.

        La par condicio, in rete, e' insensata.dovermi sorbire lo psicoXXXXXnano a "siti unificati" mi farebbe un po' rabbrividire... per fortuna c'e' adblock
      • Leguleio scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        - Scritto da: panda rossa

        La legge sulla <I
        par condicio
        </I



        (un'espressione latina che il 99,9 % degli

        italiani ignorava, prima che la pronunciasse
        il

        presidente Scalfaro il 24 settembre 1994) è
        nata

        solo ed esclusivamente perché c'era un
        soggetto

        politico proprietario di tre reti televisive
        e
        un

        numero imprecisato di giornali e riviste.



        Vorrei proprio vedere se scriverebbe lo
        stesso

        editoriale il giorno in cui Facebook,
        Twitter,

        Yahoo! e Libero diventassero di proprietà di
        un

        unico azionista, che concorre alle elezioni

        italiane...





        Onestamente, credo che non piaccia (quasi) a

        nessuno: ma è un male necessario, come
        direbbe
        il

        catechismo.


        Internet pero' non ha padroni, L'internet in generale, no.L'internet italiana che si occupa di dibattito e informazione potrebbe presto averne uno solo. I soldi comprano anche server e domini, non solo reti televisive, giornali e riviste.
        quindi non rientra
        nelle indicazioni che il legislatore ha voluto
        dare con la legge sulla par
        condicio.In effetti sì, la legge sulla par condicio non riguarda, per dire, i quotidiani e le riviste cartacee, non riguarda i Comuni e il numero di comizi politici che vi si svolgono. E non si vede come potrebbe.
        Non esiste un unico soggetto che possa imporre un
        unico pensiero alla rete, pertanto la pluralita'
        sulla rete e'
        garantita.Imporre un unico pensiero, no.Cancellare tutti i pensieri non allineati con quelli del proprietario del servizio, sì, può farlo. :
        • panda rossa scrive:
          Re: Mantellini la fa facile
          - Scritto da: Leguleio

          Internet pero' non ha padroni,

          L'internet in generale, no.
          L'internet italiana che si occupa di dibattito e
          informazione potrebbe presto averne uno solo. I
          soldi comprano anche server e domini, non solo
          reti televisive, giornali e
          riviste.Dimentichi che mentre le tv e i giornali sono in numero finito e quindi quando li hai comprati tutti non c'e' altro, la rete e' infinita.Puoi comprare tutti i siti che vuoi, ma ci sara' sempre spazio per tutte le voci e tutte le opinioni.

          quindi non rientra

          nelle indicazioni che il legislatore ha
          voluto

          dare con la legge sulla par

          condicio.


          In effetti sì, la legge sulla par condicio non
          riguarda, per dire, i quotidiani e le riviste
          cartacee, non riguarda i Comuni e il numero di
          comizi politici che vi si svolgono. E non si vede
          come potrebbe.La legge sulla par condicio serviva per mettere tutti i competitori delle elezioni sullo stesso livello, senza tener conto del loro peso politico e della loro ricchezza.Sulla rete questo equilibrio c'e' gia'.La rete non compromette l'equilibrio della competizione elettorale.

          Non esiste un unico soggetto che possa
          imporre
          un

          unico pensiero alla rete, pertanto la
          pluralita'

          sulla rete e'

          garantita.

          Imporre un unico pensiero, no.
          Cancellare tutti i pensieri non allineati con
          quelli del proprietario del servizio, sì, può
          farlo.
          :Cancellare la rete?Ma ti sei inruppolito per caso?
          • arvaro scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            era meglio quando si pagava a scatti...non c'erano tutti sti centri sociali che riempiono il web youtube e tutti i vari giornali dei commenti sinistroidi...dei rompipalle assurdi...faceva bene stalin a farli fuori tutti.
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: panda rossa


            Internet pero' non ha padroni,



            L'internet in generale, no.

            L'internet italiana che si occupa di
            dibattito
            e

            informazione potrebbe presto averne uno
            solo.
            I

            soldi comprano anche server e domini, non
            solo

            reti televisive, giornali e

            riviste.

            Dimentichi che mentre le tv e i giornali sono in
            numero finito e quindi quando li hai comprati
            tutti non c'e' altro, la rete e'
            infinita.
            Puoi comprare tutti i siti che vuoi, ma ci sara'
            sempre spazio per tutte le voci e tutte le
            opinioni.Già adesso in Italia esistono una serie di emittenti locali e satellitari che in pratica non sono toccate dalla legge sulla par condicio, talmente è basso il loro impatto sulla popolazione italiana. Puoi avere un milioni di weblog di ogni orientamento e bravura. E 'sto milione di weblogger messi assieme non fanno la metà del numero di visite giornaliere di Facebook. Basta essere proprietario di Facebook, cambiare qualche regola interna senza darlo a vedere, e si orientano le opinioni della maggioranza degli italiani.Di quella minoranza che non va su Facebook, ma solo sui weblog, ci si può infischiare.
            La legge sulla par condicio serviva per mettere
            tutti i competitori delle elezioni sullo stesso
            livello, senza tener conto del loro peso politico
            e della loro
            ricchezza.... E soprattutto a impedire che il proprietario di tre reti tv e di un numero imprecisato di riviste e giornali parlasse esclusivamente dei candidati del suo partito e di quelli a lui alleati, al di là di quanto fossero ricchi e del loro peso politico (il peso politico aumenta in fretta, quando si martella con un messaggio per tre mesi di fila). :-)
            Sulla rete questo equilibrio c'e' gia'.
            La rete non compromette l'equilibrio della
            competizione
            elettorale.Oggi, no.In futuro, se gli internauti italiani aumenteranno, potrebbe comprometterlo.


            Non esiste un unico soggetto che possa

            imporre

            un


            unico pensiero alla rete, pertanto la

            pluralita'


            sulla rete e'


            garantita.



            Imporre un unico pensiero, no.

            Cancellare tutti i pensieri non allineati con

            quelli del proprietario del servizio, sì, può

            farlo.

            :

            Cancellare la rete?
            Ma ti sei inruppolito per caso?No, non ho detto la Rete. Rileggi la frase.Ho detto il <B
            servizio </B
            , e ogni servizio in Rete ha un proprietario. Facciamo un esempio: i siti più visitati in Italia, oggi, sono:1. Google.it2. Facebook3. Youtube4. Google.com5. Yahoo6. Libero7. Wikipedia8. Windows Live9. Ebay10. LiveJasmin(dati presi da qui: http://www.innovationmarketing.it/blog/i-20-siti-piu-visitati-dagli-italiani-google-e-facebook-in-testa)Ammetto che per la loro funzione precisa Google, eBay o LiveJasmin sono inadatti per orientare le scelte politiche. Tutti gli altri, a modo loro, possono benissimo fungere da megafono per partiti o movimenti, e per cancellare o svilire i messaggi di movimenti non graditi. E quando il movimento politico è anch'esso dello stesso proprietario...Nota bene: il primo sito di informazione, Repubblica.it, è al 12° posto.
          • panda rossa scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa





            Internet pero' non ha padroni,





            L'internet in generale, no.


            L'internet italiana che si occupa di

            dibattito

            e


            informazione potrebbe presto averne uno

            solo.

            I


            soldi comprano anche server e domini,
            non

            solo


            reti televisive, giornali e


            riviste.



            Dimentichi che mentre le tv e i giornali
            sono
            in

            numero finito e quindi quando li hai comprati

            tutti non c'e' altro, la rete e'

            infinita.

            Puoi comprare tutti i siti che vuoi, ma ci
            sara'

            sempre spazio per tutte le voci e tutte le

            opinioni.

            Già adesso in Italia esistono una serie di
            emittenti locali e satellitari che in pratica non
            sono toccate dalla legge sulla par condicio,
            talmente è basso il loro impatto sulla
            popolazione italiana.


            Puoi avere un milioni di weblog di ogni
            orientamento e bravura. E 'sto milione di
            weblogger messi assieme non fanno la metà del
            numero di visite giornaliere di Facebook. Basta
            essere proprietario di Facebook, cambiare qualche
            regola interna senza darlo a vedere, e si
            orientano le opinioni della maggioranza degli
            italiani.
            Di quella minoranza che non va su Facebook, ma
            solo sui weblog, ci si può infischiare.




            La legge sulla par condicio serviva per
            mettere

            tutti i competitori delle elezioni sullo
            stesso

            livello, senza tener conto del loro peso
            politico

            e della loro

            ricchezza.

            ... E soprattutto a impedire che il proprietario
            di tre reti tv e di un numero imprecisato di
            riviste e giornali parlasse esclusivamente dei
            candidati del suo partito e di quelli a lui
            alleati, al di là di quanto fossero ricchi e del
            loro peso politico (il peso politico aumenta in
            fretta, quando si martella con un messaggio per
            tre mesi di fila).
            :-)




            Sulla rete questo equilibrio c'e' gia'.

            La rete non compromette l'equilibrio della

            competizione

            elettorale.

            Oggi, no.
            In futuro, se gli internauti italiani
            aumenteranno, potrebbe
            comprometterlo.






            Non esiste un unico soggetto che
            possa


            imporre


            un



            unico pensiero alla rete, pertanto
            la


            pluralita'



            sulla rete e'



            garantita.





            Imporre un unico pensiero, no.


            Cancellare tutti i pensieri non
            allineati
            con


            quelli del proprietario del servizio,
            sì,
            può


            farlo.


            :



            Cancellare la rete?

            Ma ti sei inruppolito per caso?

            No, non ho detto la Rete. Rileggi la frase.
            Ho detto il <B
            servizio </B
            , e
            ogni servizio in Rete ha un proprietario.
            Facciamo un esempio: i siti più visitati in
            Italia, oggi,
            sono:

            1. Google.it

            2. Facebook

            3. Youtube

            4. Google.com

            5. Yahoo

            6. Libero

            7. Wikipedia

            8. Windows Live

            9. Ebay

            10. LiveJasmin

            (dati presi da qui:
            http://www.innovationmarketing.it/blog/i-20-siti-p

            Ammetto che per la loro funzione precisa Google,
            eBay o LiveJasmin sono inadatti per orientare le
            scelte politiche. Tutti gli altri, a modo loro,
            possono benissimo fungere da megafono per partiti
            o movimenti, e per cancellare o svilire i
            messaggi di movimenti non graditi. E quando il
            movimento politico è anch'esso dello stesso
            proprietario...

            Nota bene: il primo sito di informazione,
            Repubblica.it, è al 12°
            posto.E uno dei blog piu' letti al mondo neanche c'e' in quella classifica, tanto per dimostrare con che rigore e' stata stilata.http://it.blogbabel.com/classifica-blog/
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: panda rossa

            Facciamo un esempio: i siti più visitati in

            Italia, oggi,

            sono:



            1. Google.it



            2. Facebook



            3. Youtube



            4. Google.com



            5. Yahoo



            6. Libero



            7. Wikipedia



            8. Windows Live



            9. Ebay



            10. LiveJasmin



            (dati presi da qui:


            http://www.innovationmarketing.it/blog/i-20-siti-p



            Ammetto che per la loro funzione precisa
            Google,

            eBay o LiveJasmin sono inadatti per
            orientare
            le

            scelte politiche. Tutti gli altri, a modo
            loro,

            possono benissimo fungere da megafono per
            partiti

            o movimenti, e per cancellare o svilire i

            messaggi di movimenti non graditi. E quando
            il

            movimento politico è anch'esso dello stesso

            proprietario...



            Nota bene: il primo sito di informazione,

            Repubblica.it, è al 12°

            posto.

            E uno dei blog piu' letti al mondo neanche c'e'
            in quella classifica, tanto per dimostrare con
            che rigore e' stata
            stilata.

            http://it.blogbabel.com/classifica-blog/Attenzione: la classifica che ho citato io prendeva in considerazione i siti. Quella che citi tu prende in considerazione solo i weblog.Può darsi che un giorno i weblog riceveranno più accessi di siti come Google.it o Youtube. Per ora, a giudicare dai numeri, in Italia sono ancora piuttosto indietro.
          • panda rossa scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio

            Può darsi che un giorno i weblog riceveranno più
            accessi di siti come Google.it o Youtube. Per
            ora, a giudicare dai numeri, in Italia sono
            ancora piuttosto
            indietro.Ok, sono indietro per quanto riguarda gli accessi.Ma prova un po' a fare una media ponderata.Pesa di piu' un acXXXXX partecipativo su un blog o 100 accessi che vanno a leggere la pagina sportiva della Repubblica?
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio




            Può darsi che un giorno i weblog riceveranno
            più

            accessi di siti come Google.it o Youtube. Per

            ora, a giudicare dai numeri, in Italia sono

            ancora piuttosto

            indietro.

            Ok, sono indietro per quanto riguarda gli accessi.

            Ma prova un po' a fare una media ponderata.
            Pesa di piu' un acXXXXX partecipativo su un blog
            o 100 accessi che vanno a leggere la pagina
            sportiva della
            Repubblica?Non chiederlo a me. :|Io amo confrontare i risultati dei siti come si confrontano le posizioni delle canzoni in hit parade.
          • ignorante scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: panda rossa
            Ma prova un po' a fare una media ponderata.
            Pesa di piu' un acXXXXX partecipativo su un blog
            o 100 accessi che vanno a leggere la pagina
            sportiva della
            Repubblica?Potresti svolgere questo calcolo per chi(come me) non è ferrato nella statistica? Grazie
          • Etype scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            Puoi avere un milioni di weblog di ogni
            orientamento e bravura. E 'sto milione di
            weblogger messi assieme non fanno la metà del
            numero di visite giornaliere di Facebook. Perchè deve essere una gara ?Innanzitutto non dovrebbero esserci luoghi tipo Facebook o Twitter ad uso politico.I social sono nati per altri scopi ..dovrebbe essere vietato l'uso politico..Vuoi che qualcuno conosca il tuo programma sul web ? Bene creati un tuo sito web e la cosa finisce li...Fine
            Basta
            essere proprietario di Facebook, cambiare qualche
            regola interna senza darlo a vedere, e si
            orientano le opinioni della maggioranza degli
            italiani.Questo avviene già con la televisione,si danno notizie solo favorevoli verso il proprio partito e si copre di fango il nemico....Il tutto avviene per far restare il popolo italiano nella più completa ignoranza,ai potenti fa comodo questa situazione.
            Di quella minoranza che non va su Facebook, ma
            solo sui weblog, ci si può infischiare. In italia in particolare, a parte i giovani,pochi hanno confidenza con rete ...più con la televisione,questo è un problema ...
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            EType, ho avuto un paio di discussioni in passato con te che definirei "ai confini della realtà", per essere buono. E anche questa promette di esserlo. Nemmeno mi ci metto.Sogno interlocutori che vivono sulla Terra...
          • Etype scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            EType, ho avuto un paio di discussioni in passato
            con te che definirei "ai confini della realtà",Perchè ho idee diverse dalle tue ?
            per essere buono. E anche questa promette di
            esserlo. Nemmeno mi ci
            metto.Vedo che c'è qualcosa che ti turba .....
            Sogno interlocutori che vivono sulla Terra...No,tu sogni interlocutori che la pensino come te,è diverso ...
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Etype

            EType, ho avuto un paio di discussioni in
            passato

            con te che definirei "ai confini della realtà",

            Perchè ho idee diverse dalle tue ?I deliri controfattuali adesso si chiamano "idee". Andiamo bene.
          • Etype scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            I deliri controfattuali adesso si chiamano
            "idee". Andiamo
            bene.Non sarai mica uno di quelli che prende per buona e sacrosanta l'informazione che esce dalle tv e dai giornali senza farsi delle domande vero ?
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Etype

            I deliri controfattuali adesso si chiamano

            "idee". Andiamo

            bene.

            Non sarai mica uno di quelli che prende per buona
            e sacrosanta l'informazione che esce dalle tv e
            dai giornali senza farsi delle domande vero
            ?Non attacca, EType.Comunque, a domanda rispondo: sono uno che crede che la legge di gravitazione universale enunciata da Newton nel Seicento sia valida, e che una mela a terra non va dal basso verso l'alto per riattaccarsi all'albero. Tu, quando hai bisogno di difendere le tue assurde posizioni, sei disposto anche ad andare contro Newton. Tutto qui. E non farmi fare esempi.La discussione con te è inutile ancora prima di iniziare.
        • arvaro scrive:
          Re: Mantellini la fa facile
          l'avrai ignorato te chi ha fatto il classico come me non la ignorava affatto...latino e greco erano il nostro pane...poi le zappe si sa studiamo matematica.....i logici i razionali gli esseri piu' scassini del pianeta.
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: arvaro
            l'avrai ignorato te chi ha fatto il classico come
            me non la ignorava affatto...Tu ti sei fermato alla terza media, se va bene. Lo rivela il tuo livello di scrittura.In ogni caso, preciso: l'espressione latina "par condicio" è di uso raro, è un tecnicismo giuridico che fino a quel giorno si usava nel diritto fallimentare ("par condicio creditorum"). Non intendo dire che una persona che non conosce il latino non la capisce, alla fin fine si traduce a orecchio: "pari condizione". E la traduzione è esatta. :-)
          • panda rossa scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: arvaro


            l'avrai ignorato te chi ha fatto il classico
            come

            me non la ignorava affatto...


            Tu ti sei fermato alla terza media, se va bene.
            Lo rivela il tuo livello di
            scrittura.Si, ma almeno l'ha fatta tante volte la terza media. Questo bisogna riconoscerglielo.
          • Boh scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            Sicuramente greco e latino saranno stati il tuo pane, l'italiano un po' meno
        • attonito scrive:
          Re: Mantellini la fa facile
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa



          La legge sulla <I
          par condicio

          </I





          (un'espressione latina che il 99,9 %
          degli


          italiani ignorava, prima che la
          pronunciasse

          il


          presidente Scalfaro il 24 settembre
          1994)
          è

          nata


          solo ed esclusivamente perché c'era un

          soggetto


          politico proprietario di tre reti
          televisive

          e

          un


          numero imprecisato di giornali e
          riviste.





          Vorrei proprio vedere se scriverebbe lo

          stesso


          editoriale il giorno in cui Facebook,

          Twitter,


          Yahoo! e Libero diventassero di
          proprietà
          di

          un


          unico azionista, che concorre alle
          elezioni


          italiane...








          Onestamente, credo che non piaccia
          (quasi)
          a


          nessuno: ma è un male necessario, come

          direbbe

          il


          catechismo.





          Internet pero' non ha padroni,

          L'internet in generale, no.
          L'internet italiana che si occupa di dibattito e
          informazione potrebbe presto averne uno solo. I
          soldi comprano anche server e domini, non solo
          reti televisive, giornali e
          riviste.



          quindi non rientra

          nelle indicazioni che il legislatore ha
          voluto

          dare con la legge sulla par

          condicio.


          In effetti sì, la legge sulla par condicio non
          riguarda, per dire, i quotidiani e le riviste
          cartacee, non riguarda i Comuni e il numero di
          comizi politici che vi si svolgono. E non si vede
          come
          potrebbe.



          Non esiste un unico soggetto che possa
          imporre
          un

          unico pensiero alla rete, pertanto la
          pluralita'

          sulla rete e'

          garantita.

          Imporre un unico pensiero, no.
          Cancellare tutti i pensieri non allineati con
          quelli del proprietario del servizio, sì, può
          farlo.
          :gia lo psiconano (non sto facendo nomi, eh, censore statte bbono) imperversa su tiscali, ansa, e yahoo: cosa ha mangiato, cosa ha detto, dove e' stato, lo speciale sulla fidanzata della setimana, i processi pendenti, le foto da piccolo, etc etc. Vedermelo pure su siti di.. di.. caccia alla volpe, schede madri, ricamo, o sudoku, francamente, mi mette i brividi. Ho buttato il relevisore per non vedere sta gente (e non pagare il canone) e mo me lo devo ritrovare in versione web 2.0? eccavolo!
      • arvaro scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        bono scalfaro quello della trattativa stato mafia lui e i suoi amici sinistroidi.
    • giulio scrive:
      Re: Mantellini la fa facile
      hai dimenticato però di dire una cosa: quando, per circostanze note a tutti, la gioiosa macchina da guerra di occhetto si trovò ad avere le mani su tutti i canali pubblici, la cosa andava non bene, ma benissimo per loro, anzi era giusta e sacrosanta. io non sopporto berlusconi, ma il suo difetto è quello di essere uguale uguale ai mangioni della parte politica avversa..
      • Leguleio scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        - Scritto da: giulio
        hai dimenticato però di dire una cosa: quando,
        per circostanze note a tutti, la gioiosa macchina
        da guerra di occhetto si trovò ad avere le mani
        su tutti i canali pubblici, la cosa andava non
        bene, ma benissimo per loro, anzi era giusta e
        sacrosanta.Puoi precisare meglio questa tua affermazione? Achille Occhetto si è dimesso da segretario nel 1994 (precisamente il 13 giugno), e fino a quel giorno il Pds non aveva mai avuto i numeri in parlamento per controllare la Rai.
        • armstrong scrive:
          Re: Mantellini la fa facile
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: giulio


          hai dimenticato però di dire una cosa:
          quando,

          per circostanze note a tutti, la gioiosa
          macchina

          da guerra di occhetto si trovò ad avere le
          mani

          su tutti i canali pubblici, la cosa andava
          non

          bene, ma benissimo per loro, anzi era giusta
          e

          sacrosanta.

          Puoi precisare meglio questa tua affermazione?
          Achille Occhetto si è dimesso da segretario nel
          1994 (precisamente il 13 giugno), e fino a quel
          giorno il Pds non aveva mai avuto i numeri in
          parlamento per controllare la
          Rai.aspetta e spera, deve chiedere a brunetta :D
        • Guybrush scrive:
          Re: Mantellini la fa facile
          - Scritto da: Leguleio[...]
          Puoi precisare meglio questa tua affermazione?
          Achille Occhetto si è dimesso da segretario nel
          1994 (precisamente il 13 giugno), e fino a quel
          giorno il Pds non aveva mai avuto i numeri in
          parlamento per controllare la
          Rai.Piu' che altro è un luogo comune che, con l'eccezione (neanche troppo) delle reti media$et, la cultura italiana (stampa, cinema, Tv) fosse orientata a sinistra al punto che Rai 3 era soprannominata Telekabul.Luogo comune, come ho detto.La verità era composta da decine di persone che, vuoi per scelta, vuoi per convenienza, si allineavano con il pensiero più o meno dominante in modo più o meno consapevole.GT
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Guybrush

            Puoi precisare meglio questa tua affermazione?

            Achille Occhetto si è dimesso da segretario nel

            1994 (precisamente il 13 giugno), e fino a quel

            giorno il Pds non aveva mai avuto i numeri in

            parlamento per controllare la

            Rai.

            Piu' che altro è un luogo comune che, con
            l'eccezione (neanche troppo) delle reti media$et,
            la cultura italiana (stampa, cinema, Tv) fosse
            orientata a sinistra al punto che Rai 3 era
            soprannominata
            Telekabul.Dici che intendeva questo?Perché il pensiero va precisato: la RAI, dopo la riforma del 1975, passò da una fase di simulacro di democrazia, con iniziative ridicole come "Spazio libero - I programmi dell'acXXXXX" (cercate con Google, se non sapete che cosa erano), alla lottizzazione più sfacciata, nel giro di pochi anni. E nell'ambito di questa lottizzazione c'era RAITRE, che, in base a un accordo nemmeno tanto tacito, doveva rimanere in mano a dirigenti legati al PCI indipendentemente dall'esito delle elezioni.Soltanto che RAITRE era ed è ancora la cenerentola delle reti Rai, quanto ad ascolti. Sai che vantaggio...
          • giulio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            intendevo questo: rai uno ce l'aveva la dc (la destra dc) spazzata via da dipietro ( un fatto); rai 2 era di craxi, spazzato via con tutto il partito tranne il n2 amato (che diventerà potentissimo), raii tre è sempre stata comunista fino al midollo. Dopo le elezioni del 94 e dipietro che fa cadere il governo, la gioiosa macchina da guerra sconfitta alle elezioni, si trova di punto in bianco in mano rai uno, due e tre e questo è un fatto che durerà per il successivo governo prodi, per d'alema (che si arrabbiò un giorno perché gli pareva incomprensibile che lui presidente del consiglio non avesse doppio spazio, uno come capo partito e uno come presidente del consiglio.. alla faccia del pluralismo). La paura dell'indagatissimo e impunitissimo presidente Scalfaro (quello che ogni tanto vedeva la XXXXXXX) fu che il terribile Silvio, con tre reti sue potesse rovinare il loro bellissimo e santo monopolio di Stato e si inventò la par condicio.. Se poi non vi ricordate o non sapete la storia è affar vostro, ma così andò.Silvio è un cancro per l'italia, ma paradossalmente ai tempi cercò di impedire un regime unico di sinistra, instaurandone uno doppio e sempre partitocentrico.
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: giulio
            intendevo questo: rai uno ce l'aveva la dc (la
            destra dc) spazzata via da dipietro ( un fatto);Spazzare via dei politici è relativamente facile. Spazzare i loro referenti dentro la RAI, è tutt'altra faccenda. :-)Magari questi referenti si saranno sentiti dei cani senza padroni, per un po'. Ma sempre lì stavano.
            rai 2 era di craxi, spazzato via con tutto il
            partito tranne il n2 amato (che diventerà
            potentissimo), Uh, sì, potentissimo: lo hanno messo come tappabuchi fra le dimissioni di D'Alema e la candidatura di Rutelli per l'Ulivo. Tutti sapevano che quelle elezioni sarebbero state perse, ma almeno che si mostrasse il coraggio della continuità col governo precedente. Invece niente. Presdelcons a progetto, con contratto di scadenza prima di un anno.
            raii tre è sempre stata comunista
            fino al midollo. No, ora RaiNews la batte, sotto questo aspetto.
            Dopo le elezioni del 94 e
            dipietro che fa cadere il governo, Il governo lo fa cadere la Lega Nord, ma non sottilizziamo.Di Pietro era un semplice PM, uno dei cinque del Pool mani pulite, nemmeno l'unico.
            la gioiosa
            macchina da guerra sconfitta alle elezioni, si
            trova di punto in bianco in mano rai uno, due e
            tre e questo è un fatto che durerà per il
            successivo governo prodi, Ma come può un partito che aveva sì e no il 20 % di seggi alla Camera e al Senato controllare le tre reti Rai? Il controllo delle reti è demandato al parlamento, mica alle segreterie di partito e alle loro crisi di identità. E nel periodo di cui parli, presidente della Camera era Irene Pivetti (Lega Nord) e presidente del Senato Carlo Scognamiglio (Forza Italia, o meglio, Unione di Centro).Quando Prodi vinse le elezioni, ovviamente le cose cambiarono. Ma solo dopo.
            per d'alema (che si
            arrabbiò un giorno perché gli pareva
            incomprensibile che lui presidente del consiglio
            non avesse doppio spazio, uno come capo partito e
            uno come presidente del consiglio.. alla faccia
            del pluralismo). Questa frase non solo è ai limiti della comprensibilità, ma non c'entra nulla. Passo oltre.
            La paura dell'indagatissimo e
            impunitissimo presidente Scalfaro (quello che
            ogni tanto vedeva la XXXXXXX) Oh be', il suo predeXXXXXre Cossiga vedeva in anticipo il finale di <I
            Beautiful </I
            , la soap opera americana.Almeno un presidente nel solco della tradizione italiana!
            fu che il terribile
            Silvio, con tre reti sue potesse rovinare il loro
            bellissimo e santo monopolio di Stato e si
            inventò la par condicio.. Inventò? La prima legge che regolamenta il campo è della fine del 1993. Al governo c'era Ciampi, un tecnico. La seconda, più organica, è del 2000. Scalfaro non era già più presidente della Repubblica. Ho citato quel discorso di Scalfaro perché ha reso famosa l'espressione <I
            par condicio </I
            , ma della materia già si parlava da tempo, senza ricorrere al latino.
            Se poi non vi ricordate
            o non sapete la storia è affar vostro, ma così
            andò.Sì, e Napoleone ha vinto a Waterloo. Lo dice anche lui:http://www.youtube.com/watch?v=3T-z2V9xhgo
            Silvio è un cancro per l'italia, ma
            paradossalmente ai tempi cercò di impedire un
            regime unico di sinistra, instaurandone uno
            doppio e sempre
            partitocentrico.Altra frase che non significa nulla.
      • bubba scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        - Scritto da: giulio
        hai dimenticato però di dire una cosa: quando,
        per circostanze note a tutti, la gioiosa macchina
        da guerra di occhetto si trovò ad avere le mani
        su tutti i canali pubblici, la cosa andava non
        bene, ma benissimo per loro, anzi era giusta e
        sacrosanta.

        io non sopporto berlusconi, ma il suo difetto è
        quello di essere uguale uguale ai mangioni della
        parte politica
        avversa..se smettessi di guardare StudioAperto e IlGiornale sapresti delle verita' storiche un po diverse :)Guarda pure (escluso l'internim sul disastro manipulite 92-94) chi ha tirato le file nel decennio precedente... PSI e DC (la DC ovviamente anche molto piu indietro)La "famosa macchina" che citi non c'e' arrivata a 'tirare' il governo... al max nella coalizione ti trovavi un PSDI
    • bubba scrive:
      Re: Mantellini la fa facile
      - Scritto da: Leguleio
      La legge sulla par condicio è nata
      solo ed esclusivamente perché c'era un soggetto
      politico proprietario di tre reti televisive e un
      numero imprecisato di giornali e riviste.
      (...)
      Onestamente, credo che non piaccia (quasi) a
      nessuno: ma è un male necessario, come direbbe il
      catechismo.Buffo ma sono contemporaneamente d'accordo con Mantellini e con Leguleio insieme (specie col titolo "mantellini la fa facile"). Ed e' presto detto il perche'...- il principio della par condicio, come dice Legu, nasce da una aberrante distorsione italiana- fatto colpevolmente il disastro, NON e' facile regolarlo.Con Mantellini, perche' all'alba del 2013, dove facebook ha piu utenti che l'europa (anche se meta' sono fake), e internet lo usano anche all'asilo nido, la legge sulla Par condicio ha svariati profili di paradosso e assurdita'.Aggiungiamo pure che il peccato originale e' della politica medesima... c'era una simpatica legge del 1957 che proibiva cariche politiche a chi fosse concessionario di licenze pubbliche (come le tv per es. -non ricordo i dettagli ma la sintesi e' questa-). OVVIAMENTE nessuno ebbe la voglia/forza di farla rispettare... e da qui i XXXXXX.Sono state anche fatte svariate interrogazioni parlamentari negli anni, finite nel tritadocumenti ovviamente.L'omino di arcore, con il solito spregio del ridicolo, ha sempre opposto il fatto che il concessionario fosse Confalonieri, quindi lui non c'entra :D
      • Leguleio scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        - Scritto da: bubba
        - il principio della par condicio, come dice
        Legu, nasce da una aberrante distorsione
        italianaE spieghiamo agli assenti e ai distratti qual è questa anomalia: la mancanza di una legge contro le concentrazioni industriali (legge antitrust), che ha permesso alla FIAT di diventare monopolista nel mercato dell'auto pappandosi di volta in volta Ferrari, Lancia-Autobianchi, e Alfa Romeo (e Iveco per gli autocarri), e a Fininvest di papparsi Italia 1 e Retequattro (in precedenza appartenevano rispettivamente a Rusconi e a Mondadori).Per fare un gioco di parole: si rimedia a un'anomalia con una legge anomala. /:
        Aggiungiamo pure che il peccato originale e'
        della politica medesima... c'era una simpatica
        legge del 1957 che proibiva cariche politiche a
        chi fosse concessionario di licenze pubbliche
        (come le tv per es. -non ricordo i dettagli ma la
        sintesi e' questa-). Se fosse mai stata applicata, sarebbe stata dichiarata incostituzionale.Perché mai uno a cui sono intestate concessioni non potrebbe candidarsi, e uno come Gianni Agnelli, che possedeva 5 fabbriche di autoveicoli, che non hanno bisogno di concessioni per lavorare, invece avrebbe potuto?Poi sappiamo che Agnelli alla politica non era interessato più di tanto, il problema con lui non si pose.
        • bubba scrive:
          Re: Mantellini la fa facile
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: bubba



          - il principio della par condicio, come dice

          Legu, nasce da una aberrante distorsione

          italiana

          E spieghiamo agli assenti e ai distratti qual è
          questa anomalia: la mancanza di una legge contro
          le concentrazioni industriali (legge antitrust),
          che ha permesso alla FIAT di diventaremhh non proprio. sono 2 problemoni parzialmente sovrapponibili, ma non uguali. L'anomalia del caso e' il Conflitto di Interessi. Ovviamente se tu diventi ricco oligo/monopolista, l'influenza (sui politici) e la possibilita di generare conflitti di interesse CRESCE.
          Per fare un gioco di parole: si rimedia a
          un'anomalia con una legge anomala.
          /:ma infatti comprendo la ratio della par condicio... e' che non risolve affatto il problema, specie in tempi di internet (che tra l'altro, anche se teoricamente generale, era per uno specifico soggetto... nessuno prima era stato cosi spregiudicato mi pare)

          Aggiungiamo pure che il peccato originale e'

          della politica medesima... c'era una
          simpatica

          legge del 1957 che proibiva cariche
          politiche
          a

          chi fosse concessionario di licenze pubbliche

          (come le tv per es. -non ricordo i dettagli
          ma
          la

          sintesi e' questa-).

          Se fosse mai stata applicata, sarebbe stata
          dichiarata
          incostituzionale.
          Perché mai uno a cui sono intestate concessioni
          non potrebbe candidarsi, e uno come Gianni
          Agnelli, che possedeva 5 fabbriche di
          autoveicoli, che non hanno bisogno di concessioni
          per lavorare, invece avrebbe
          potuto?Beh e' semplice. Perche se sei concessionario dello Stato e diventi "Stato" (ossia governo), crei un mostruoso conflitto di interessi. Se hai delle fabbriche d'auto no (poi OVVIO piu sei ricco, piu hai influenza sulla politica e sui partiti ecc ecc pero' non e' "istituzionalizzato").Sinceramente non so se non e' mai stata applicata. Certo e' che nessuno prima aveva avuto la "combo" di berlusconi : miliardario, dotato di TUTTI i mezzi di comunicazione, spregiudicato e fondatore&leader di un partito.Andava placcato subito.....
          Poi sappiamo che Agnelli alla politica non era
          interessato più di tanto, il problema con lui non
          si pose.non a caso, credo. Cmq anche rispetto alla frase sulla 'legge anomala', in realta', piu che sul mero conflitto di interessi o sulla concentrazione dei media (e auto e media NON sono uguali sul piano elettoral-politico), andava fatta una legge anti-miliardari :P Si si, poi esce il blabbering sul fatto dei diritti di ognuno di far attivita politica e blabla... ma la realta' e' che NON sono/siamo tutti uguali, un miliardario sul campo (anche un Montezemolo x es) per me resta una gran brutta distorsione, per tutti i conflitti e la disparita' di poteri che porta in campo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: bubba


            - il principio della par condicio, come
            dice


            Legu, nasce da una aberrante distorsione


            italiana



            E spieghiamo agli assenti e ai distratti
            qual
            è

            questa anomalia: la mancanza di una legge
            contro

            le concentrazioni industriali (legge
            antitrust),

            che ha permesso alla FIAT di diventare
            mhh non proprio. sono 2 problemoni parzialmente
            sovrapponibili, ma non uguali. L'anomalia del
            caso e' il Conflitto di Interessi. Ovviamente se
            tu diventi ricco oligo/monopolista, l'influenza
            (sui politici) e la possibilita di generare
            conflitti di interesse
            CRESCE.Ma appena un filino, neh?In ogni caso, conflitti di interesse abbastanza sfacciati ci furono sempre, nei governi italiani. Da Susanna Agnelli sottosegretario al ministero degli esteri 1983-1991 fino a Francesco De Lorenzo ministro della sanità 1989-1993 (il padre di De Lorenzo, Ferruccio, aveva grossi interessi, poi rivelatisi di tipo illecito, nella sanità). All'epoca non ne parlava nessuno, vai a sapere il perché. ;-)


            Aggiungiamo pure che il peccato
            originale
            e'


            della politica medesima... c'era una

            simpatica


            legge del 1957 che proibiva cariche

            politiche

            a


            chi fosse concessionario di licenze
            pubbliche


            (come le tv per es. -non ricordo i
            dettagli

            ma

            la


            sintesi e' questa-).



            Se fosse mai stata applicata, sarebbe stata

            dichiarata

            incostituzionale.

            Perché mai uno a cui sono intestate
            concessioni

            non potrebbe candidarsi, e uno come Gianni

            Agnelli, che possedeva 5 fabbriche di

            autoveicoli, che non hanno bisogno di
            concessioni

            per lavorare, invece avrebbe

            potuto?
            Beh e' semplice. Perche se sei concessionario
            dello Stato e diventi "Stato" (ossia governo),
            crei un mostruoso conflitto di interessi. Ma quale conflitto? Lo Stato guadagnava prima, incassando i soldi della concessione, e guadagna anche dopo. Il fatto che sia in politica mica modifica i termini della concessione.Con uno come Agnelli, se mai si fosse candidato, lo Stato avrebbe incassato i soldi delle tasse sulle auto, e qualcosa anche dalla FIAT S.p.A. (non molti), esattamente come faceva prima.Indifferenza di interessi, più che conflitto.
            Se hai
            delle fabbriche d'auto no (poi OVVIO piu sei
            ricco, piu hai influenza sulla politica e sui
            partiti ecc ecc pero' non e'
            "istituzionalizzato").
            Sinceramente non so se non e' mai stata
            applicata. Io sono convinto di no. Le concessioni che lo Stato dà ai privati sono moltissime (per dire: la concessione sulle spiagge, o concessione demaniale marittima, è una di queste). Vuoi che prima del 1994 nessun candidato fosse titolare di una di queste? Andiamo...Fu una legge approvata senza pensare alle implicazioni. O forse, chissà nel 1957 le concessioni erano davvero poche, si sono moltiplicate col tempo, rendendo la legge assolutamente inapplicabile. Il risultato non cambia.
            Certo e' che nessuno prima aveva avuto
            la "combo" di berlusconi : miliardario, dotato di
            TUTTI i mezzi di comunicazione, spregiudicato e
            fondatore&leader di un
            partito.
            Andava placcato subito.....Eh sì. Per questo parlo di concentrazioni industriali come partenza dei problemi.A saperci fare, si diventa ricchi anche senza mangiarsi tutto il mercato nazionale delle auto, o delle tv, e quindi rispettando una norma sulle concentrazioni industriali che esiste, per dire, in Paesi come gli Usa e la Germania. Ma al parlamento italiano le regolamentazioni di certe materie non sono mai riuscite. E mai riusciranno. Quindi mettiamoci il cuore in pace. :|
            andava
            fatta una legge anti-miliardari :P Si si, poi
            esce il blabbering sul fatto dei diritti di
            ognuno di far attivita politica e blabla... ma la
            realta' e' che NON sono/siamo tutti uguali, un
            miliardario sul campo (anche un Montezemolo x es)
            per me resta una gran brutta distorsione, per
            tutti i conflitti e la disparita' di poteri che
            porta in
            campo.Insomma, vorresti una modifica della Costituzione italiana: tutti gli italiani maggiorenni sono eleggibili, a patto che siano poveri. Mah...
          • embe scrive:
            Re: Mantellini la fa facile

            Io sono convinto di no. Le concessioni che lo
            Stato dà ai privati sono moltissime (per dire: la
            concessione sulle spiagge, o concessione
            demaniale marittima, è una di queste). Vuoi che
            prima del 1994 nessun candidato fosse titolare di
            una di queste?
            Andiamo...
            Fu una legge approvata senza pensare alle
            implicazioni. O forse, chissà nel 1957 le
            concessioni erano davvero poche, si sono
            moltiplicate col tempo, rendendo la legge
            assolutamente inapplicabile. Il risultato non
            cambia.
            Bisogna anche dire che di tutte le concessioni che uno stato rilascia particolarmente sensibili sono quelle che riguardano i mezzi di comunicazione. Non a caso l'informazione viene definita "quarto potere".Le tv poi, in Italia, sono il principale mezzo di informazione, per gran parte della popolazione anche l'unico. Per questo il conflitto d'interessi che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni (e speriam di poter parlare al passato) è particolarmente grave.
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: embe

            Io sono convinto di no. Le concessioni che lo

            Stato dà ai privati sono moltissime (per
            dire:
            la

            concessione sulle spiagge, o concessione

            demaniale marittima, è una di queste). Vuoi
            che

            prima del 1994 nessun candidato fosse
            titolare
            di

            una di queste?

            Andiamo...

            Fu una legge approvata senza pensare alle

            implicazioni. O forse, chissà nel 1957 le

            concessioni erano davvero poche, si sono

            moltiplicate col tempo, rendendo la legge

            assolutamente inapplicabile. Il risultato non

            cambia.



            Bisogna anche dire che di tutte le concessioni
            che uno stato rilascia particolarmente sensibili
            sono quelle che riguardano i mezzi di
            comunicazione. Anche la telefonia? Marco Tronchetti Provera non sarebbe eleggibile, se volesse candidarsi?
            Non a caso l'informazione viene
            definita "quarto
            potere".Eh sì. È la stampa, bellezza, e tu non puoi farci nulla.La stampa, magari, si può anche ignorare: in Italia chi la legge? La televisione no.
            Per questo il conflitto d'interessi che abbiamo
            avuto negli ultimi 20 anni (e speriam di poter
            parlare al passato) è particolarmente
            grave.Se intendi dire che non ci saranno conflitti di interesse nella compagine del prossimo governo, ti sbagli di grosso. I conflitti di interesse ci sono <B
            sempre </B
            . Solo, si parla esclusivamente di un unico.
          • armstrong scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: embe



            Io sono convinto di no. Le concessioni
            che
            lo


            Stato dà ai privati sono moltissime (per

            dire:

            la


            concessione sulle spiagge, o concessione


            demaniale marittima, è una di queste).
            Vuoi

            che


            prima del 1994 nessun candidato fosse

            titolare

            di


            una di queste?


            Andiamo...


            Fu una legge approvata senza pensare
            alle


            implicazioni. O forse, chissà nel 1957
            le


            concessioni erano davvero poche, si sono


            moltiplicate col tempo, rendendo la
            legge


            assolutamente inapplicabile. Il
            risultato
            non


            cambia.






            Bisogna anche dire che di tutte le
            concessioni

            che uno stato rilascia particolarmente
            sensibili

            sono quelle che riguardano i mezzi di

            comunicazione.

            Anche la telefonia? Marco Tronchetti Provera non
            sarebbe eleggibile, se volesse
            candidarsi?E perchè, non decide certo lui cosa dire al telefono, o no?


            Non a caso l'informazione viene

            definita "quarto

            potere".

            Eh sì. È la stampa, bellezza, e tu non puoi
            farci
            nulla.
            La stampa, magari, si può anche ignorare: in
            Italia chi la legge? La televisione
            no.



            Per questo il conflitto d'interessi che
            abbiamo

            avuto negli ultimi 20 anni (e speriam di
            poter

            parlare al passato) è particolarmente

            grave.

            Se intendi dire che non ci saranno conflitti di
            interesse nella compagine del prossimo governo,
            ti sbagli di grosso. I conflitti di interesse ci
            sono <B
            sempre </B
            . Solo, si
            parla esclusivamente di un
            unico.Forse perchè è impossibile NON vederlo, tranne che per i nostri "cari" parlamentari :D
          • Leguleio scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: armstrong


            Bisogna anche dire che di tutte le

            concessioni


            che uno stato rilascia particolarmente

            sensibili


            sono quelle che riguardano i mezzi di


            comunicazione.



            Anche la telefonia? Marco Tronchetti Provera
            non

            sarebbe eleggibile, se volesse

            candidarsi?
            E perchè, non decide certo lui cosa dire al
            telefono, o
            no?Ah, non so, io chiedo a embe. :-) In italiano, i "mezzi di comunicazione" comprendono la telefonia (e anche le poste e i telegrafi, che però sono sempre meno usati).


            Per questo il conflitto d'interessi che

            abbiamo


            avuto negli ultimi 20 anni (e speriam di

            poter


            parlare al passato) è particolarmente


            grave.



            Se intendi dire che non ci saranno conflitti
            di

            interesse nella compagine del prossimo
            governo,

            ti sbagli di grosso. I conflitti di
            interesse
            ci

            sono <B
            sempre </B
            . Solo, si

            parla esclusivamente di un

            unico.
            Forse perchè è impossibile NON vederlo, tranne
            che per i nostri "cari" parlamentari
            :DLasciamo perdere quanto sia visibile un singolo caso di conflitto di interesse. Qui si parla di <B
            principio </B
            : se un eletto a cariche governative non può avere interessi personali in conflitto o comunque incompatibili con l'interesse del Paese, cioè dell'Italia, una legge che regolamenti la materia riguarderà giocoforza tutti: interessi piccoli, e grandi. È chiaro che una legge all'acqua di rose, fatta solo per escludere dal governo una singola persona, oltre a puzzare di incostituzionalità sarebbe facilmente aggirabile. :|Per inciso è questo il motivo per cui una legge del genere in Italia non si farà mai. Le persone che si candidano a governare l'Italia per puro idealismo sono troppo poche: tutte le altre qualche tornaconto personale lo hanno sempre. Se un giorno per caso verrà approvata, sarà solo perché una qualche legge europea va ratificata in tutta l'UE. Triste, ma è così.
          • armstrong scrive:
            Re: Mantellini la fa facile
            - Scritto da: Leguleio
            Lasciamo perdere quanto sia visibile un singolo
            caso di conflitto di interesse. Qui si parla di
            <B
            principio </B
            : se un eletto a
            cariche governative non può avere interessi
            personali in conflitto o comunque incompatibili
            con l'interesse del Paese, cioè dell'Italia, una
            legge che regolamenti la materia riguarderà
            giocoforza tutti: interessi piccoli, e grandi.
            È chiaro che una legge all'acqua di rose,
            fatta solo per escludere dal governo una singola
            persona, oltre a puzzare di incostituzionalità
            sarebbe facilmente aggirabile. Beh dopo tante leggi ad personam, una "contro" personam ;)
      • armstrong scrive:
        Re: Mantellini la fa facile
        - Scritto da: bubba
        L'omino di arcore, con il solito spregio del
        ridicolo, ha sempre opposto il fatto che il
        concessionario fosse Confalonieri, quindi lui non
        c'entra
        :DDai che forse stavolta se ne va: si è liberato un posto come papa :D
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