Professioni web, Caltanet sotto accusa

Il sindacato dei giornalisti se la prende con Caltanet-Copianet per come impiega i suoi redattori. Serventi Longhi accusa Copianet di non rispettare le leggi. E chiede uguaglianza tra gli editori che vogliono i soldi pubblici
Il sindacato dei giornalisti se la prende con Caltanet-Copianet per come impiega i suoi redattori. Serventi Longhi accusa Copianet di non rispettare le leggi. E chiede uguaglianza tra gli editori che vogliono i soldi pubblici


Roma – Non ci sta la Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), il sindacato dei giornalisti, a far sì che vi siano redattori impiegati in grandi realtà editoriali che non godano dei diritti in più previsti dai contratti giornalistici ma siano impiegati con il contratto dei metalmeccanici. Il segretario della FNSI , Paolo Serventi Longhi, ha avvertito ieri degli squilibri che ci sono negli impieghi nelle diverse realtà editoriali online e dei rischi che questa situazione a suo parere comporta.

In particolare Serventi Longhi e il segretario dell’Associazione Stampa Romana Silvia Garambois se la sono presa con Caltanet ( aka Copianet ), il portalinzo del Gruppo Caltagirone.

“Se il Governo – ha tuonato il segretario FNSI – decide di accogliere la richiesta di Montezemolo (a capo della Federazione degli Editori, ndr) di provvedere a sostenere finanziariamente il settore della carta stampata a causa dell’aggravarsi della crisi della pubblicità e delle vendite, da queste provvidenze sia esclusa Caltanet e tutti i gruppi che non rispettano le leggi e i contratti”.

“Tra questi – ha continuato Serventi Longhi – anche il gruppo Riffeser che ci ha presentato uno stato di crisi a nostro giudizio chiaramente falso in base al quale ha chiesto il licenziamento di 60 giornalisti”. Secondo il segretario FNSI il settore su web è in un “regime di sperimentalità” che non giustifica però certe situazioni. “Se il gruppo Caracciolo – ha affermato – con Kataweb ha fatto decine di contratti giornalisti in web è inconcepibile che Caltagirone con grande disponibilità cash non rispetti la legge”.

Il punto riguarda quanto determinato dalla legge sull’editoria, cioè le agevolazioni pubbliche per le imprese editoriali online. “I grandi gruppi editoriali – ha specificato Serventi Longhi – che hanno le testate registrate e sono quindi dentro l’editoria devono registrare anche i portali on line (non riferendosi alle stesse testate della carta stampata) su cui fanno informazione. Per gli altri gruppi medi e piccoli, si puo’ trovare una soluzione”.

Secondo Serventi Longhi c’è un problema di leggi, “cioè di interpretarle in modo corretto per evitare che l’editoria on line sia drogata rispetto a quella tradizionale e quindi violi le regole della competizione”. A suo parere “è inconcepibile che chiedano quattrini alla stesso modo gli editori corretti e quelli che drogano il mercato”.

Accuse durissime, dunque, a cui si sommano quelle di Garambois, secondo cui da due anni Copianet paga 21 dipendenti e tra questi alcuni giornalisti secondo quanto previsto dal contratto dei metalmeccanici.

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16 07 2002
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