Professionista IT solo chi lo merita

Un ingegnere risponde al presidente ALSI intervenuto su queste pagine, difende l'Ordine degli Ingegneri attuale e attacca le posizioni di certi dottori in Informatica


Roma – Gentile Redazione di Punto Informatico, sono un affezionato lettore da ormai diversi anni delle notizie e delle istanze che giungono dal mondo dell’Informatica internazionale ed italiano cui date quotidianamente voce. In quanto anche ingegnere elettronico, desidero chiedere ospitalità per potere rispondere alla lettera del dott. Alessandro Labonia , Presidente Nazionale ALSI (Associazione Laureati Scienze dell’Informazione ed Informatica), comparsa venerdì u.s. e che è solo l’ultima di tutta una serie dedicate da iscritti ALSI e da Punto Informatico medesimo alla questione dell’esclusione dei laureati in Informatica ed in Scienze dell’Informazione dall’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo Professionale degli Ingegneri.

A mio giudizio, il problema non sussisterebbe affatto se in questo paese si iniziasse con onestà intellettuale a dare finalmente alle cose il loro proprio nome. L’Ordine degli Ingegneri riunisce, per l’appunto, i laureati in Ingegneria e non si vede per quale motivo esso dovrebbe garantire, e sottolineo garantire, la professionalità anche di chi ingegnere non è.

Forse il dott. Labonia confonde l’Ordine degli Ingegneri con una Associazione, del tipo di quella che egli stesso presiede, ma esso è in realtà una Istituzione dello Stato e, in quanto tale, esiste e si sostanzia non per tutelare gli “insider”, cioè i suoi iscritti, ma gli “outsider”, coloro che ad esso si rivolgono per ottenere prestazioni professionali certificate e garantite: semplici privati, aziende ed addirittura altre Istituzioni dello Stato, quali ad esempio la Magistratura, per effettuare consulenze, perizie etc.

Il dott. Labonia si chiede come sia possibile, testualmente, per “un ordine professionale tenere sotto scacco un Ministero e porre dei veti per l’accesso all’abilitazione di altri 25.000 professionisti”; alla luce dell’importanza e della serietà dell’Istituzione ciò è possibile, eccome. Naturalmente concordo sul fatto che in passato patenti “storture” abbiano dato la possibilità, ad esempio, agli ingegneri elettronici di apporre la propria firma su progetti riguardanti ponti od altre opere civili ed amenità del genere. Ora, con il Nuovo Ordinamento ciò non è più possibile e se anche a causa del diritto a vedere fatti salvi i diritti acquisiti il DPR n.328/2001 sancisce di fatto l’iscrizione al Settore dell’Informazione dei già iscritti all’Ordine, se il buon senso ha evitato sinora che un ponte crollasse perché progettato da un ingegnere informatico non si vede per quale motivo dovrebbe accadere da oggi in avanti. Purtroppo si tratta di difendere diritti acquisiti…

Piuttosto, ben più grave è la possibilità che verrà data, sembra, a chi possiede la sola laurea in Ingegneria di Primo Livello, ed abbia in precedenza sostenuto con esito positivo l’Esame di Stato per l’iscrizione alla Sezione B dell’Albo, di iscriversi, previo esame, nella sezione A (dedicata ai possessori della laurea Specialistica conseguita su 5 anni); nella sezione A verrebbero dunque a trovarsi iscritti possessori di laurea di Primo Livello e possessori di laurea Specialistica.


Il dott. Labonia afferma che i laureati in Ingegneria “stanno dicendo che loro possono progettare tutto il pensabile (i missili, i motori di F1, le navi, gli acquedotti, i sistemi informatici, le centrali nucleari, ecc., come se avessero frequentato 400 materie nel loro corso di laurea), ed i vecchi laureati in informatica non devono poter progettare neanche i soli sistemi informatici” e che “chiedere se i dottori in SdI ed informatica hanno diritto di accedere all’Albo è incredibile come chiedere se i medici, gli avvocati, gli ingegneri, ecc. possono continuare ad esercitare la loro professione”. In realtà i laureati in Ingegneria stanno semplicemente chiedendo che vengano preservate le prerogative e la professionalità degli iscritti alla Istituzione (alla Istituzione…) che da sempre li riunisce.

Se proprio siamo costretti a fare degli esempi pratici ritengo sia ancora più incredibile che se si richiede l’intervento al proprio domicilio di un medico perché si ha bisogno di una iniezione intramuscolare si presenti in realtà un veterinario; egli saprà certamente fare quell’iniezione, ma si era chiesto un medico, non un veterinario! Ecco, chi chiede la prestazione di un iscritto all’Ordine degli Ingegneri deve essere certo di avere di fronte un Ingegnere. Del resto non si comprende come, tralasciando le tre sole Scuole di Applicazione in Ingegneria (politecnici) esistenti in Italia, le Università abbiano prodotto sinora sia laureati in Ingegneria Informatica che laureati in Informatica, tutti con le loro specificità e la loro dignità professionale.

Nell’articolo di venerdì scorso si afferma anche che l’esclusione subita “è un danno per l’utenza della New Economy, per i professionisti coinvolti, per il principio di libera concorrenza, per l’economia, per l’immagine delle Istituzioni e per la credibilità stessa dell’Ordine degli ingegneri”. Ma nell’ articolo di Punto Informatico del 7 giugno u.s. firmato dal dott. Sorce, iscritto ALSI, si parla del caos cui, purtroppo, sono stati soggetti nel maggio scorso i candidati dottori in Scienze dell’Informazione ed Informatica leggendo di “commissioni senza professori dottori informatici e test d’esame che non sono stati stilati in funzione dell’ingresso dei dottori informatici”.

Dunque in uno stesso Albo professionale e per la medesima specializzazione dovrebbero esistere due tipi di commissione e di esame diversi? Chiunque non sia obnubilato da residui di velleità “politically correct” comprenderebbe che ciò significherebbe generare confusione e dubbi in chi dovrebbe richiedere prestazioni professionali agli iscritti all’Istituzione; e questo sì minerebbe la credibilità stessa dell’Ordine degli Ingegneri.


Per carità, potrà ben succedere prima o tardi che venga concesso ai non ingegneri di iscriversi nell’Albo Professionale degli Ingegneri, non sarebbe la prima stranezza legislativa collezionata da questo paese, ma di fronte a chi ha richiesto la prestazione di un ingegnere confessare di non essere ingegnere potrà causare qualche imbarazzo, che i dottori in Informatica non meritano.

Il dott. Labonia conclude il suo intervento scrivendo che “gli esponenti politici di ogni schieramento manifestano una solidarietà e sensibilità crescente nei confronti dei “vecchi” dottori informatici, e tutti sembra sperino che il MIUR trovi il coraggio di dire agli ingegneri di lavorare con serenità e lasciar lavorare anche gli altri professionisti. Se i professionisti informatici hanno un Albo che li riconosce ed abilita professionalmente, in esso devono poter accedere anche i dottori in SdI ed i dottori informatici”. Ma gli ingegneri sono sereni… Lo sarebbero molto meno se nell’Albo degli Ingegneri fossero iscritti professionisti che ingegneri non sono, mentre sarebbero certamente felici di vedere riconosciute le capacità e le competenze precipue dei dottori informatici che nessuno ha mai messo in discussione.

Sembra che i dottori in Informatica siano quasi ossessionati da ciò che gli ingegneri pensano di loro… Anziché perdere tempo a cercare di indovinare i pensieri degli ingegneri ed a segnalare la solidarietà di alcuni politici, perché l’ALSI non si preoccupa di verificare il lavoro (non la solidarietà) fatto sinora da quei politici di Camera e Senato cui nel 1996 è stata presentata la Proposta di Legge per l’istituzione dell’Ordine Professionale degli Informatici, arenatasi chissà dove, tra i cui sottoscrittori è presente l’ALSI stessa, fondata nel 1990 proprio con l’obiettivo di istituire un Ordine che regolamentasse l’Informatica italiana?

Ringraziando per l’ospitalità e l’attenzione, saluto cordialmente.

Ing. Edmondo Fichera

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  • Anonimo scrive:
    Telefonini a rischio
    Nel momento in cui uno apre un contratto si espone ad un rischio. Un numero e' per definziione spammabile, a meno che uno non rifiuti qualsiasi chiamata provenga al di fuori della rubrica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Telefonini a rischio
      - Scritto da: GlobalPower
      Nel momento in cui uno apre un contratto si
      espone ad un rischio. Un numero e' per
      definziione spammabile, a meno che uno non
      rifiuti qualsiasi chiamata provenga al di
      fuori della rubrica.E questa dove l'hai letta?
    • Anonimo scrive:
      Re: Telefonini a rischio
      - Scritto da: GlobalPower
      Nel momento in cui uno apre un contratto si
      espone ad un rischio. Un numero e' per
      definziione spammabile, a meno che uno non
      rifiuti qualsiasi chiamata provenga al di
      fuori della rubrica.Anche perche' i numeri sono generati casualmente come casualmente sono generati quelli usati da chi fa spam
      • Anonimo scrive:
        Re: Telefonini a rischio

        Anche perche' i numeri sono generati
        casualmente come casualmente sono generati
        quelli usati da chi fa spamMa hai idea delle risorse che servono????????? Mica e' alla portata di tuttiC******** non esageriamo pero'
  • Anonimo scrive:
    Nelle mani dei pazzi
    Mi chiedo questi come possano pensare di riabilitare il DIRECT MARKETING (nome orrendo che descrive pratica insopportabile) con una mossa SPETTACOLO
    • Anonimo scrive:
      Re: Nelle mani dei pazzi
      - Scritto da: DmmmmH?
      Mi chiedo questi come possano pensare di
      riabilitare il DIRECT MARKETING (nome
      orrendo che descrive pratica insopportabile)
      con una mossa SPETTACOLONon ho capito cos'hai contro il Direct Marketing magari accompagnato da sano Permission Marketing.
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